Maggio 31st, 2011 Riccardo Fucile
IL VOTO DI IERI E’ STATO FIGLIO LEGITTIMO DELLO SCHIFO VERSO UN UOMO CHE SI E’ ARROGATO IL DIRITTO DI RAPPRESENTARE L’INTERA NAZIONE…OGGI E’ IL TEMPO DEL “VAFFANCULO” LIBERATORIO, GLI ITALIANI SI SONO RIPRESI IL PROPRIO DESTINO
Siamo tutti coinvolti. 
Non ci sono destra e sinistra.
Non ci sono garantismo e giustizialismo.
Non ci sono progressismo e conservatorismo.
Non ci sono i programmi. Nè il nucleare. Nè l’acqua pubblica o privata.
Non c’è la disoccupazione giovanile. Nè il federalismo. Nè la riforma fiscale.
Non c’è la politica energetica.
Non ci sono moderati e riformisti.
Non c’è nemmeno la politica estera. Nè quella economica.
Non ci sono tutte le cose che, normalmente, provocano il dibattito politico di un paese.
Non c’è tutto questo.
Il voto di ieri è piuttosto figlio legittimo dello schifo collettivo verso un uomo che, per i suoi comportamenti pubblici e privati, non può più arrogarsi il diritto di rappresentare un’intera nazione.
Il voto di ieri è il riscatto di un popolo che non sopporta più che il proprio diritto al decoro sia vilipeso da chi pensa esclusivamente ai propri interessi.
Ci sarà il tempo per dividersi. Verrà il tempo per le dotte disquisizioni politologiche e ideologiche.
Oggi è stato il tempo del vaffanculo liberatorio. Godiamocelo.
E nel vaffanculo non c’è nulla di moderato, c’è l’urlo disperato di chi sente in gabbia. Gli italiani hanno capito che non era più possibile andare avanti così, che Silvio Berlusconi li stava portando nel baratro della sua cattiva coscienza.
Gli italiani si sono ripresi il loro destino dimostrando che non tutto è scontato, hanno affermato la loro libertà dalla propaganda, dal potere mediatico ed economico.
Gli italiani hanno picconato il muro di menzogne berlusconiane.
Non hanno avuto paura. Hanno deciso. Hanno scelto di fare la cosa giusta.
Perchè solo nell’Italia berlusconizzata era possibile che Silvio Berlusconi rimanesse ancora al suo posto come se nulla fosse stato, come se la moglie non avesse detto che è una persona malata, come se il bunga bunga fosse una giostra per bambini, come se la Minetti facesse davvero politica, come se la macchina del fango non fosse sempre in funzione, come se in Italia ci fosse davvero una dittatura della magistratura, come se non avesse perso le elezioni. In paese come dovrebbe essere, Silvio Berlusconi si sarebbe già dimesso mille e mille volte.
In un paese normale il “suo” partito lo avrebbe accompagnato alla porta senza troppi salamelecchi.
E invece niente: le dimissioni non arriveranno neanche questa volta, perchè sostanzialmente quello del cav. è, nei fatti, un potere economico, un potere non democratico.
Lui non convince, lui paga.
È per questo che bisogna finire l’opera, ricostruendo con fatica sulle macerie politiche, culturali e morali.
Dopo la distruzione, è il tempo della costruzione.
E per l’area “finiana” è arrivato il momento di costruire i contenuti di quel nuovo centrodestra (impossibile da edificare nei paraggi di Arcore) con cui presentarsi al voto politico.
Ed evitare che Silvio Berlusconi possa anche solo pensare di andare al Quirinale come presidente della Repubblica.
Solo allora avremo riconquistato il diritto a vivere in un paese degno di questo nome. Solo allora potremo di nuovo discutere del merito, di programmi, di destra e sinistra, di federalismo e riforme fiscali…
Solo allora potremo finalmente dividerci.
Solo allora avremo davvero vinto.
Filippo Rossi
(da “Il Futurista“)
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Maggio 31st, 2011 Riccardo Fucile
IL PREMIER HA VOLUTO FARE DI QUESTE AMMINISTRATIVE UN TEST NAZIONALE… IL SOGNO BERLUSCONIANO SI ‘ TRASFORMATO IN UN INCUBO: L’UOMO DELLA PROVVIDENZA NON INCANTA PIU’… VINCONO TUTTE LE OPPOSIZIONI
Adesso si può dire. Il Muro di Arcore è crollato.
La vittoria schiacciante di Pisapia a Milano, l’affermazione netta del centrosinistra nei principali comuni del Nord, da Trieste a Mantova a Novara, è una svolta che non si può non definire storica.
Cade la capitale del berlusconismo e della Padania.
Si sfalda un sistema, si sfarina un blocco di potere, si sbriciola un modello politico, si frantuma un nucleo duro di interessi.
È il collasso di un monolite che sembrava invincibile e impermeabile ai movimenti sociali e ai mutamenti economici.
Insieme a questa Rivoluzione Settentrionale, si sconvolge la geografia politica del Sud, con un ciclone De Magistris a Napoli che fa piazza pulita, in un colpo solo, del bassolinismo e del cosentinismo, cioè delle due nomenklature che per anni si sono contese un territorio dominato dall’uso politico della criminalità e dalla mondezza.
Queste amministrative, palesemente caricate di un significato che valica i confini comunali e provinciali, marcano una sconfitta devastante per Berlusconi.
Era stato il premier a parlare di “un test nazionale”.
E’ stato il premier a spendersi in prima persona e a “metterci la faccia”.
È il premier, adesso, a portare tutto intero il peso di questa clamorosa debacle.
I milanesi non hanno creduto ai furori ideologici del Cavaliere che paventava l’arrivo dei cosacchi in Piazza Duomo, degli zingari a Piazza della Scala e dei drogati a Palazzo Marino.
E questo test misura l’ormai palese inattendibilità politica e mediatica di un messaggio generale: gli italiani non credono più al presidente del Consiglio che a casa sua promette le “scosse all’economia”, e al G8 spaccia il suo Paese come una “dittatura dei giudici di sinistra”.
Il sogno berlusconiano finisce qui, trasformato in un incubo.
L’uomo della Provvidenza non incanta più, e i suoi “candidati deboli” non lo vogliono al loro fianco in campagna elettorale, perchè ne percepiscono la metamorfosi negativa: il tocco magico è svanito, il “valore aggiunto” del televenditore si è trasformato nel “disvalore” del guitto.
Ma con Berlusconi, a dispetto dei giudizi di Bossi, perde anche la Lega. Sbaragliata ovunque, nel cuore profondo della sua costituency elettorale. Obbligato a un sacrificio troppo alto, e alla fine esiziale, dal patto di sangue che lo lega al Cavaliere, adesso il Senatur non può che prendere atto della chiusura di un ciclo.
E non può non tornare all’antica vocazione leghista, che esige un movimento libero e irresponsabile.
Vincono le opposizioni, tutte.
Variamente aggregate dall’anti-berlusconismo, senz’altro, ma anche capaci di proporre un’offerta politica non scontata nelle persone, anche se ancora non compiuta nei contenuti.
Vince il Pd, che strappa Torino e Bologna al primo turno, esprime 24 amministratori sui 29 vincenti in questa tornata elettorale, e che pur non portando al successo il suo candidato iniziale nelle sfide di Milano e Napoli, vede comunque premiata la sua lealtà di coalizione.
Diventa irrinunciabile, a questo punto, una riflessione sui programmi e sulle alleanze.
Ma intanto Bersani può incassare il ruolo, riconosciuto dagli elettori, che in questo momento compete al suo partito: fare da pivot di uno schieramento largo di forze, con un ruolo di motore e di federatore.
Vincono le forze radicali della sinistra, dall’Idv di Di Pietro e De Magistris ai post-comunisti-ecologisti di Vendola e Ferrero: bisognerà farci i conti, senza smarrire la rotta riformista senza la quale non si intercetta il voto dell’area moderata della società italiana.
Anche con questa, rappresentata da un Terzo Polo a sua volta in piena evoluzione, bisognerà fare i conti.
Ci sarà tempo, per ragionare di cosa può nascere dalle macerie del berlusconismo.
Di come e quando archiviare un’esperienza di governo rovinosa e pericolosa. Di cosa costruire al suo posto, nelle due metà del campo finalmente sgomberate da un grumo di potere e di livore non più sostenibile nè tollerabile.
Ma di questo si tratta, oggi.
Un tempo, a impedire il cambiamento italiano, c’era il Fattore K, e ce ne siamo liberati.
Ora c’è il Fattore B, e stiamo per liberarcene.
Massimo Giannini
(da Polis)
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Maggio 30th, 2011 Riccardo Fucile
LE LOGICHE MINIMALISTE E I PERSONALISMI CORRENTIZI POSSONO ESSERE SUPERATI SOLO CON UNA LINEA CULTURALE E POLITICA… FLI DEVE SAPER RAPPRESENTARE TUTTI GLI ITALIANI, A COMINCIARE DAI PIU’ DEBOLI… OCCORRE UNA CLASSE DIRIGENTE CHE SAPPIA GUARDARE AL FUTURO, NON AL PROPRIO ORTICELLO SEMPRE PIU’ ASFITTICO
Riceviamo e pubblichiamo un intervento di Gianluca Buccilli sulle polemiche interne a Futuro e Libertà .
E’ la prima volta che partecipo ad un confronto attraverso un blog e,
sinceramente immaginavo “la mia prima volta” accompagnata da presupposti differenti.
Mettendo da parte il tono scherzoso e mai offensivo nei confronti del mio interlocutore , desidero esprimere un orientamento di condivisione rispetto al contenuto politico dell’intervista rilasciata dall’ On.Nan a ” Il Giornale”.
A questa breve considerazione , unisco l’invito ad interpretare le reali motivazioni, che hanno indotto il Presidente Fini a promuovere la Costituzione di un nuovo soggetto politico che credo debba rappresentare anche un elemento di discontinuità rispetto alla Destra Sociale.
Rassicuro infine Riccardo Fucile,che qualora io avessi male interpretato il pensiero di Gianfranco Fini , non esiterei un minuto di più a togliere il disturbo.
Se Lei Sig. Fucile avrà il desiderio di incontrarmi per confrontare le nostre rispettive opinioni che immagino diverse, sarò ben felice di poterlo fare.
Gianluca Buccilli
(assessore al comune di Recco)
La risposta del nostro direttore:
Caro Buccilli,
prendo intanto atto con piacere che il tuo intervento, in cui esprimi solidarietà (immagino sicuramente non sollecitata dall’interessato) al segretario regionale ligure di Fli, Enrico Nan, ha assunto toni moderati, come si addice alla tua formazione politica che giustamente rivendichi.
Ben diversi, per capirci, da quelli da te usati in un comunicato stampa in cui esprimevi “sdegno” per l’iniziativa “No Pinotti, no party”, definendo “assurda” la contestazione e giungendo persino a parlare di “violenza privata” nei confronti della senatrice Pd.
Il tutto condito da inviti espliciti al segretario regionale Nan di un pronto intervento, atto a impedire il volantinaggio di Fli nonchè a porgere le “doverose” scuse alla Pinotti.
E mi limito a ricordarti che qualche povera anima è andata persino oltre, aggiungendo che tale manifestazione sarebbe stata “veterocomunista”, persino peggiore di quelle di Avanguardia Operaia negli anni di piombo.
Converrai che un conto è rimanere nel campo delle opinioni, altra cosa, trasportare la querelle sul terreno della diffamazione.
Anche per una serie di motivi che sintetizzo:
1) L’impegno assunto a non fare comunicati stampa contro iniziative di partito dovrebbe essere implicito in ogni comunità politica, solo in Liguria aveva avuto necessità di essere formalizzato in una segreteria regionale di Fli: ciò nonostante in questa occasione è stato da te palesemente violato.
2) Se una iniziativa di partito non è condivisa, esistono riunioni e organismi interni per sollevare le legittime critiche, senza bisogno di invocare guerre sante a mezzo stampa in difesa peraltro di esponenti del Pd.
3) Il sottoscritto, avendo un incarico specifico all’interno della direzione provinciale, aveva pieno titolo per assumere e organizzare quella iniziativa.
4) E’ evidente che, se invece che nel tuo feudo di Recco, la festa pinottiana si fosse svolta in altra città non avresti armato la pistola ad acqua.
Forse potevi intervenire direttamente con la Pinotti per far spostare la festicciola di lusso in altra sede adeguata, magari nel Basso Piemonte, così avremmo evitato polemiche giurisdizionali determinate da “ius primae cavialae”.
5) Fa sorridere la pretestuosità di taluni esponenti di Fli nel prendere le distanze da una iniziativa che non solo ha raccolto centinaia di consensi tra la gente comune, ma persino tra consiglieri regionali e comunali del Pdl e di altri partiti.
Si abbia la dignità di ammettere che l’obiettivo di un paio di dirigenti di Fli è solo quello di attaccare un gruppo di persone che lavora esclusivamente per il partito, senza prestarsi a miserandi giochetti poltronistici e congressuali (condotti pure male, per giunta).
Fatta questa ampia ma doverosa premessa, ritengo invece positiva la parte che dedichi alla disamina sulla collocazione politica di Futuro e Libertà e ti do’ atto di essere il primo a sollevare un “problema politico” in un ambiente che sa solo dividersi tra circoli, beghe, personalismi, accuse reciproche, correnti e volpi (spennacchiate) sotto l’ascella.
Perchè il dibattito ha necessità di essere prettamente politico in qualsiasi comunità , per elevarsi e migliorare.
Raccolgo quindi volentieri il tuo invito ad “interpretare le reali motivazioni, che hanno indotto il Presidente Fini a promuovere la Costituzione di un nuovo soggetto politico” che tu credi “debba rappresentare anche un elemento di discontinuità rispetto alla Destra Sociale” e ti rispondo con quale osservazione sintetica, in attesa di approfondire il confronto di persona.
1) Fini ha sempre ricordato che una delle ragioni formali della sua cacciata dal Pdl è stata l’impossibilità di discutere all’interno del partito la linea politica da seguire a causa della visione monocratica del premier.
2) Fini ha pertanto ritenuto di creare un nuovo soggetto politico che rappresentasse una forma di discontinuità con il Pdl, la sua forma mentis, la sua gestione padronale, il suo appiattimento sulle tesi leghiste, le sue leggi ad personam, la sua visione sul problema immigrazione, sui diritti civili e umani, sulla giustizia, sul conflitto di interessi, sulla politica economica, sul concetto di legalità e su quello di unità nazionale.
Fini tutto ha fatto, salvo motivare la scissione come un mezzo per prendere le distanze da una presunta “destra sociale”, semmai le ha prese da una “destra affaristico-xenofoba”.
O forse ritieni che Berlusconi rappresenti una destra sociale e popolare?
Sociale e populista sono concetti agli antipodi.
Non solo: una “destra sociale” organizzata nel Pdl non esiste, salvo che non si intenda spacciare per tale quella tenuta in vita da Alemanno fino a qualche anno fa, al solo fine di giustificare una sua corrente interna ad An, dandole una patina di nobiltà culturale.
Ben altre quindi sono le motivazioni della nascita di Fli.
3) E’ altrettanto evidente che, all’interno della destra italiana e della cultura di riferimento, esistono varie componenti, argomento di confronto e dibattito da decenni.
Peraltro, salvo che tu voglia rappresentare una “destra asociale” (e non credo), la solidarietà sociale e la sensibilità culturale e politica su questo fronte è connaturale e innata ad una concezione di destra che si rivolga a tutti gli italiani, non solo alle classi più agiate.
Ma questo dovrebbe far parte della tua stessa formazione culturale cattolica, visto che provieni dall’Udc.
E non a caso tematiche come gli aiuti alle famiglie o il quoziente familiare sono comuni a Fini e a Casini.
O anche la solidarietà verso i più deboli, l’integrazione degli immigrati, il tema dei diritti, la tutela dei lavoratori, tanto per fare qualche esempio, dovrebbero essere depennati dal programma di una destra moderna?
O lasciati alla sinistra come ha fatto questo governo?
Qua sta la nostra sfida: recuperare valori e posizioni che la destra berlusconiana ha sotterrato, anche in tema di giustizia sociale.
Aver portato con garbo, sotto la villa in cui un esponente Pd festeggiava nel lusso una festa che aveva lei stessa resa pubblica, una delegazione composta da precari, disoccupati, ragazze madri e senza tetto ha dato una dimostrazione plastica e provocatoria che esiste una destra diversa, quella del futuro.
Lo hanno apprezzato tanti cittadini comuni.
Mi auguro che riescano a capirlo anche certi dirigenti di Futuro e Libertà .
Riccardo Fucile
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Maggio 29th, 2011 Riccardo Fucile
NEL SEGRETO DELL’URNA MISTER BERLUSCONI NON TI VEDE, MA LA TUA COSCIENZA SI’
Ci siamo, ormai manca poco. 
Ecco l’ultimo sforzo da fare per completare l’opera iniziata due anni fa.
Ai ballottaggi serve coraggio, convinzione e determinazione.
Serve un voto per spodestare chi ingurgita il paese, chi lo infanga e ne gioisce.
Chi lo insulta e lo mette alla berlina.
Votate perchè, nel segreto dell’urna “mister B. non ti vede, ma la tua coscienza sì”.
La coscienza che chiama a raccolta le energie di un paese che anela ad un cambiamento.
Che vuole finalmente voltare pagina, aprire un vero e proprio rinascimento sociopolitico sulla base di quel patriottismo repubblicano fondato su “certi” valori.
E non sugli umori dei responsabili.
Votare tutti tranne i candidati di Silvio Berlusconi, significa chiudere un cerchio, completare un percorso iniziato due anni fa.
Una traversata nel deserto, perchè di questo si è trattato.
Senza dubbio difficile, impervia, con cadute, ma anche con risalite.
Con virate improvvise, con defezioni, con ripartenze.
moltissimi stop and go, ma per questo, ancora più dolce perchè finalmente in fondo al tunnel, si iniziano a scorgere i primi raggi di luce.
Una luce bella, incoraggiante, che invoglia al nuovo.
Perchè, come disse Hannah Arendt, «la politica è la facoltà di dare inizio».
E allora completiamo l’opera.
A testa alta.
(da “Il Futurista“)
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Maggio 29th, 2011 Riccardo Fucile
PER LA PRIMA VOLTA, IN UNA CITTA’ IN MANO DA SEMPRE AL CENTRODESTRA, L’ESITO E’ SUL FILO DI LANA…IL CANDIDATO DELLA SINISTRA, IL GIOVANE MASSIMO ZEDDA, PARTE DAL 45,1% CONTRO IL 44,7% DELL’ESPONENTE DEL CENTRODESTRA MASSIMO FANTOLA… SARANNO DETERMINANTI I VOTI DI FLI CHE AL PRIMO TURNO HA OTTENUTO OLTRE IL 4% DI CONSENSI
Chissà quale vento soffierà , oggi e domani, su Cagliari. 
Se nel bel mezzo di una primavera “capricciosa” prevarrà la voglia di rinnovamento del giovane Massimo Zedda o l’impronta della continuità con le giunte di centrodestra di cui è esponente Massimo Fantola.
Il primo ha 35 anni, è in quota Sel e ad appoggiarlo c’è l’intera coalizione di centrosinistra dopo la vittoria alle primarie di gennaio.
Al primo turno ha ottenuto il 45,1 per cento dei consensi, superando l’avversario (44,7) e aggiudicandosi già un risultato storico in una città dominata da un centrodestra abituato a vincere al primo colpo.
Massimo Fantola, 63 anni, è esponente dei ‘Riformatori’, un partito nato in Sardegna e che a livello nazionale fa riferimento a Mario Segni; Fantola può contare sul sostegno di Pdl e Udc (che nell’isola è in controtendenza rispetto allo scenario nazionale), ma non di Fli e Msi Destra nazionale.
Fli ha corso al primo turno con un suo candidato, Ignazio Artizzu che ha ottenuto il 4 per cento dei consensi.
Determinante nel ballottaggio potrebbe essere proprio l’orientamento degli esponenti di Fli, anche se qualcuno dei suoi dirigenti ha manifestato di gradire il nome di Zedda, così come hanno fatto quelli nazionali di Msi Destra nazionale.
Importante sarà naturalmente anche la posizione degli indipendentisti, che avevano candidato a sindaco la consigliera regionale Claudia Zuncheddu. Nella campagna elettorale per il ballottaggio non sono mancate le critiche e neppure l’ironia.
Fantola, davanti alla presenza dei big nazionali di Pd e Sel a sostegno di Zedda ha parlato di ‘stampella rossa’.
Dichiarazioni che hanno avuto l’effetto di un boomerang quando a supporto del candidato del centrodestra, che aveva annunciato di non volere sostenitori nazionali per il ballottaggio (ma al primo turno non è certo mancata la presenza dei ministri e dirigenti nazionali del Pdl), sono arrivati i video-messaggi del presidente del Consiglio.
Presenza che ha fatto scattare la replica del Pd regionale che ha diramato una nota ironica in cui, facendo riferimento alla presenza in video del premier, ha chiosato: “Ma Massimo Fantola non aveva criticato il centrosinistra per la presenza dei padrini romani? Lui sale di livello: a suo sostegno arriva il padrone. Ed è certamente un’altra cosa”.
Cinzia Simbula
(da “Il Fatto Quotidiano“)
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Maggio 26th, 2011 Riccardo Fucile
LE OSSERVAZIONI DI ENRICO NAN E LA REPLICA DI RICCARDO FUCILE
Riceviamo e pubblichiamo la nota del coordinatore regionale di Fli, Enrico Nan, a
commento dell’articolo di ieri del ns. direttore
In genere non sono abituato a rispondere ai contenuti che giudico penosi, soprattutto quando non sono firmati.
Non conosco il nome dell’autore di questa esternazione che confonde il ragionamento politico con le offese, trincerandosi dietro l’anonimato.
Non posso nemmeno conoscere se si tratta di un iscritto oppure di un avversario del FLI ,oppure di qualche simpatizzante del FLI che involontariamente, per pochezza personale, fa’ il guastatore.
Come coordinatore regionale di FLI ho il dovere di accettare i confronti, sempre che abbiano un contenuto serio.
Pertanto, se sei serio, ti piace la politica e vuoi dare una mano al FLI,anche se non Ti piace il coordinatore regionale, credo che sarebbe opportuno che ci incontrassimo,anche con amici tuoi che la pensano come Te, per dibattere le questioni che hai sollevato.
Ti assicuro che non mi mancano gli argomenti. Ti assicuro che ho tante cose da farti capire, che non hai ancora capito, del nostro progetto e delle nostre strategie. Ti assicuro che usero’ argomenti politici e non scendero’ in penose offese personali come ho invece letto nel tuo commento, PERCHE LA PRIMA REGOLA DELLA POLITICA E’ IL RISPETTO DEL TUO INTERLOCUTORE.
E’ noto che il dibattito politico sta’ scadendo e che la gente si distacca perchè ritiene che il dibattito, spesso, non sia adeguato. Se credi nel progetto di Fini non prestarti a queste bassezze e fatti vivo nella nostra sede dove incontro tutte le settimane chi mi vuole bene e chi mi vuole male.
Cosi’, oltre a sentire la Tua opinione, forse riusciro’ a farti capire alcune cose che Ti sfuggono.
Enrico Nan
Il nostro direttore risponde
Caro Nan,
lasciamo giudicare chi ci legge se i contenuti del mio scritto siano o meno penosi o non siano invece verità documentabili.
La politica dovrebbe essere anche l’arte dell’umiltà e alle critiche politiche si dovrebbe rispondere con adeguate argomentazioni politiche, qualora si abbiano.
Altrimenti sarebbe apprezzabile almeno un minimo di autocritica, qualità che non pare emergere dal tuo scritto.
Confondere una analisi nell’interesse di Fli per “offese personali” ad opera di un “anonimo guastatore” caratterizzato da “pochezza personale” non sembra andare nella direzione di un “cambiamento di rotta”.
Un coordinatore regionale di Fli avrebbe semmai dovuto da tempo ringraziare un sito come il nostro che da mesi appoggia, pur in maniera indipendente, Futuro e Libertà , invece di far finta di non conoscere nemmeno chi lo dirige.
Siamo tra i primi cinque siti di destra italiani con 1.500 entrate giornaliere, ci leggono dalle sedi nazionali dei partiti, ci leggono gruppi parlamentari, siamo monitorati persino dalla Presidenza del Consiglio, e tu, caro Nan, ci scrivi solo ora per offenderci?
Hai trovato solo adesso il tempo di inviarci una mail quando avresti potuto e dovuto in tanti mesi mandarci magari “due righe due” di ringraziamento?
Visto che sono stato pregato di dare una mano a Fli a Genova e l’ho fatto ben volentieri accettando un incarico (non una carica) nella direzione provinciale, vuoi forse dire che non conosci un dirigente del tuo partito?
Il mio nome è scritto in evidenza in alto a destra, sono uno come vedi che ci mette la faccia, non faccio parte di quelli che tramano dietro le quinte.
E la mia storia politica, se permetti, testimonia per me, così come la mia coerenza.
Non ho necessità che qualche maestrino dalla penna azzurra mi spieghi il progetto di Fini, forse lo conosco meglio di tanti che se lo appuntano sul petto, ma soprattutto cerco di trasmetterlo all’esterno.
Anche arricchendolo nelle metodologie propagandistiche, che vengano capite o meno dai notabili.
Badando ai contenuti, non alle beghe correntizie nazionali o locali.
Leader si diventa sul campo, quando si viene riconosciuti come tali, non per nomina divina.
Hai tante cose da farmi capire? Ascolterò volentieri, ma forse ne ho più io da far comprendere a te.
Se vuoi un confronto nel merito e nei contenuti sono a tua disposizione.
Anche perchè non ho mai sostenuto che “non mi piace il coordinatore regionale”, io collaboro con tutti a due sole condizioni: che siano in buona fede e che capiscano di cosa si parla.
E soprattutto facciano seguire alle parole i fatti.
Riccardo Fucile
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Maggio 25th, 2011 Riccardo Fucile
IL SEGRETARIO REGIONALE LIGURE DI FLI, ENRICO NAN, SEMBRA ESSERSI APPOSTATO FUORI DA UNA CHIESA CON IL PIATTINO IN MANO, IN ATTESA CHE ESCA SCAJOLA E LO GRATIFICHI DELLA ELEMOSINA… IL DISASTROSO RISULTATO ELETTORALE DI SAVONA E LA PERCENTUALE DELL’1,2% PREVISTO DA UN SONDAGGIO A GENOVA RICHIEDONO UNA SVOLTA…UN PARTITO IN PREDA A FAIDE INTERNE E MIGRANTI DA ALTRI PARTITI… E CHI ORGANIZZA QUALCOSA DI SERIO VIENE CRITICATO DA CHI RACCOGLIE SOLO INSUCCESSI
Inutile nascondersi dietro un dito: mentre a livello nazionale Futuro e Libertà non raccoglie certo un grande successo, ma pone le basi in città come Milano e Napoli per il progetto politico del Terzo Polo, risultando determinante per costringere il Pdl e la Lega al ballottaggio e alla futura sconfitta, vi sono molte realtà locali dove Fli sta sotto il 2%.
Il che vuol dire, rapportando il dato amministrativo a eventuali elezioni politiche, che Fli non arriverebbe alla soglia del 4%.
All’origine di questo insuccesso, oltre alle note posizioni a livello nazionale ancora ambigue o almeno percepite come tali dall’elettorato, non si possono nascondere le responsabilità locali.
Certamente rilevanti sono altri elementi: il fatto che Fini sia “prigioniero” del suo ruolo istituzionale e possa avere poca libertà di esprimersi da leader di partito, la assoluta carenza di mezzi finanziari per veicolare le idee, la mancanza di una organizzazione sul territorio, la collocazione sui problemi che diventa sempre frutto di una mediazione interna, la palla al piede degli “inviati speciali del cardinale” che pur rappresentando solo se stessi ostacolano di fatto ogni presa di posizione netta.
E’ evidente che concetti quali legalità , unità nazionale, meritocrazia finiscono per risultare astratti se non vengono coniugati sul territorio, accompagnati magari da socialità , solidarietà , lotta alla casta e agli sprechi della politica.
Se si è “contro” Berlusconi non è solo perchè all’interno del Pdl non c’è confronto democratico e non è permesso dissentire, ma perchè Fli ha un’altra idea della destra del futuro.
E questa idea va spiegata.
Ma ciò deve avvenire oltre gli steccati attuali o, come dice Fini, “andando oltre la destra e la sinistra” così come oggi concepiti.
Se vogliamo parlare a tutti e cercare adesioni sul programma non bisogna, ricorda Fini, riproporre o riportare in vita An o il Pdl, ma creare un partito nuovo nei modi e nella mentalità .
Veniamo così alle realtà territoriali: per propagandare questo programma occorrono uomini in sintonia con esso, non legati alle vecchie logiche spartitorie o, quando in buona fede, a categorie superate della politica.
Fa rabbrividire sentire dei giovani che, invece di confrontare esperienze politiche, proporre iniziative, aver voglia di spaccare il mondo, declinano per prima cosa la loro carica interna.
Sembra di assistere alla sfilata dei guardiani della rivoluzione senza averla mai fatta, anzi senza aver mai sparato un colpo.
Fli ha distribuito troppe medaglie al valore senza verificarlo, troppe medaglie al merito solo per aver abbandonato altri lidi (dove magari qualcuno era tagliato fuori dalla stanza dei bottoni), troppe cariche senza sottoporle a verifiche a tempo.
E lasciamo perdere la teoria dei dirigenti scelti in futuro dagli iscritti: andrebbe bene se facessimo come la Lega (detto da me penso sia significativo) dove solo dopo due anni di militanza uno può accedere ai congressi.
Altrimenti volete sapere cosa succede? Che i ras locali, interessati a candidature future, per non dire di peggio, si comprano pacchetti di tessere e vincono i congressi a scapito di chi ha sudato per il partito, ha magari meno iscritti, ma veri e reali.
Finiamo con Genova e la Liguria.
Da mesi non si assiste altro che a lotte interne, per dividersi cosa poi?
L’1.2% che un recente sondaggio ha accreditato a Futuro e Libertà a Genova?
Ci sono più correnti che iniziative sul territorio e ormai la principale attività è attendere che qualcuno metta in atto una iniziativa e poi inviare comunicati stampa ai giornali per criticarlo.
Gli stessi giornalisti sono sconcertati perchè parlano con un dirigente che dice una cosa, chiedono ad un altro esponente e sentono la tesi opposta, telefonano a un terzo che magari cade dalle nuvole.
E parliamo di esponenti con massimi incarichi, non di semplici iscritti.
Il segretario regionale Enrico Nan è una brava persona, nulla da dire, ma non basta essere una brava persona per fare politica a un certo livello: occorrono idee, carisma, impersonificare il partito che si rappresenta, capirne l’anima, avere la sensibilità del proprio potenziale elettorato, imporre una disciplina di partito, essere aggregante, scegliere gli uomini giusti al posto giusto.
Non si può in sei mesi aver rilasciato alla stampa solo una dichiarazione a favore di Scajola per le sue vicende, una contro i grillini, un’altra di solidarietà ancora a Scajola per aver detto che bisogna ricostruire un rapporto con Fli.
Chi lo legge ricava solo un’impressione: che i futuristi facciano come quei romeni che si mettono col piattino in mano fuori dalla chiesa in attesa che finisca la funzione, che Scajola esca e gli metta una moneta nel piattino.
Nulla sui contenuti, nulla sull’orgoglio di appartenenza, nessuna analisi critica e culturale di Pdl e Lega, solo retoriche dichiarazioni contro la sinistra.
Tanto valeva restare nel Pdl.
Nel frattempo impazzano i rapaci che puntano a vincere i congressi spandendo Martini e aperitivi alla frutta o parlando ai giornali a ruota libera a favore di un candidato del Pd piuttosto che di un altro.
Al contempo Fli diventa come quei negozi con l’insegna “entrata libera”: arrivano rifugiati politici e profughi come a Lampedusa.
Gente che fino a ieri militava nella Lega, nell’Udc, nel Pdl dove sputava su Fini, in pochi giorni diventa dirigente di Fli, senza neanche un periodo di limbo e di prova, onde verificarne la buona fede.
Piccoli uomini di panza della periferia dell’impero, tagliati fuori dai propri partiti originari, entrano in Fli e pretendono pure di dettare legge, forti dei loro portaborse michelangioleschi che pennellano clientele.
Ma Nan preferisce non vedere e non sentire, si rifugia nel bosco come i nanetti di gesso.
Salvo uscirne qualche minuto per concedere la sua quarta e ultima dichiarazione a un quotidano notoriamente vicino a Fini, ovvero “il Giornale”, per criticare l’iniziativa di contestare la lussuosa festa della senatrice Pd Pinotti: “Non solo non abbiamo mai avallato questa iniziativa ma, a mio modo di vedere, questa non avrebbe avuto alcun senso politico”.
Che non la pensino così centinaia di genovesi che invece hanno espresso solidarietà a chi l’ha organizzata, a Nan non interessa.
Lui preferisce difendere gli specialisti dei comunicati stampa prestampati contro chi fa qualcosa. Coloro che sostengono: meno gente aderisce, meglio è.
Concetto poco liberista, caro Nan: per costoro “meno concorrenza alla poltrona, meglio è”, tradotto dal politichese.
Se uno non comprende il risultato dell’iniziativa, non è colpa mia, sono problemi di Nan.
Io ho davanti il Paese reale, non l’elezione del presidente del circolo del Rotary ( con tutto il rispetto per o rotaryani).
Quanto a chi è in malafede, non merita neanche risposta.
Certo che se contano i risultati, chi ha contribuito a portare Fli all’1,2% a Genova avrebbe dovuto già rassegnare le dimissioni.
Chi ha preso l’1,4% alle comunali di Savona altrettanto, visto che corrispondono alle preferenze personali del capolista Genta.
E concludiamo con una perla dell’intervista di Nan dove sostiene che “in Liguria laddove Fli si è nascosto nelle liste civiche è andato bene, dove invece si è presentato col proprio simbolo è andato male”.
Visto che in altre citta, come Siena e Viterbo, tanto per fare un esempio, il candidato di Fli ha raggiunto punte del 17% e del 10%, leggere dichiarazioni tafazziane e autolesioniste di questo genere fa pensare.
Libertà per i nan-etti da giardino, ma il Futuro si costruisce diversamente.
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Maggio 23rd, 2011 Riccardo Fucile
“PER NOI IN CITTA’ UN TEST POSITIVO, ALLE POLITICHE PRENDEREMO L’8%”… “DE MAGISTRIS E’ MOLTO LONTANO DA NOI, MA RAPPRESENTA UN ELEMENTO INNOVATIVO E DIROMPENTE”…”SENZA FINI, BERLUSCONI NON VINCERA’ PIU'”
”Uno dei motivi per i quali ce ne siamo andati dal Pdl e’ che contestavamo il fatto che
Cosentino, oggi imputato per concorso esterno in associazione mafiosa, restasse alla guida del partito in Campania. Lettieri non e’ invotabile per la sua persona, ma e’ con Cosentino che lavorera”’.
Lo dice in un’intervista a Repubblica il vicepresidente di Futuro e Liberta’ Italo Bocchino a proposito del candidato sindaco Pdl a Napoli.
Il candidato sindaco dell’Idv De Magistris, prosegue Bocchino, ”e’ molto lontano dalla nostra idea di magistrato”, perche’ ”ha applicato le norme in maniera disinvolta”, ”ha puntato spesso al sensazionalismo”.
Bocchino sottolinea che Fli non ”sposa” dunque ”il giustizialismo alla dipietro” ma afferma che De Magristris ha ”in comune” con ”l’esperimento politico” di Fli ”un elemento innovativo e dirompente”.
Nel voto di Napoli, aggiunge, non c’e’ stata nessuna ‘punizione’ per Futuro e Liberta’: ”Napoli aveva 8 mila candidati in tutto, una dispersione e tante liste civiche che hanno compresso il voto d’opinione. Noi abbiamo comunque registrato un 4 per cento alle municipalita’ e un 3,4 al Comune: e questo malgrado sia andato via, una settimana prima del voto, il segretario del Fli Rivellini portandosi dietro liste e firme. Percio’, e’ un risultato straordinario il nostro: prenderemo almeno l’8 per cento alle politiche”.
A proposito della discussione nella maggioranza sul trasferimento di due ministeri al Nord, Bocchino parla di ”scene imperdibili”: ”pur di guadagnare tre voti hanno usato ancora una volta le istituzioni per lanciare questa fesseria colossale del trasferimento dei ministeri. Ne perderanno molti piu’ di tre, a Milano e a Napoli. I cittadini vedono plasticamente che se Pdl e Lega litigano perfino sulle balle elettorali, se non sono capaci neanche di mettersi d’accordo sulla propaganda da portare avanti, il governo Berlusconi non esiste piu”’.
Bocchino ha concluso che “senza Fini, Berlusconi non vincerà più. Il premier credeva di essere l’interprete dell’area moderata. Ne era solo il collante”
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Maggio 22nd, 2011 Riccardo Fucile
LA LETTERA DELL’AMICA PAOLA DEL GUERCIO: DALLA DIFESA DELL’OSPEDALE AL PINOTTI DAY, SEMPRE IN PRIMA LINEA NELLA TUTELA DEI PIU’ DEBOLI….LA BEFFA FUTURISTA ALLA SENATRICE PD HA SPIAZZATO LA NOMENKLATURA: E I GENOVESI LA SOMMERGONO DI SOLIDARIETA’ CONTRO L’ARROGANZA DELLA CASTA
Sono una giornalista e da oltre trent’anni mi occupo di volontariato, di ragazze madri, di bambini e di persone con gravi disagi sociali, sempre esponendomi in prima persona, portando di notte d’inverno coperte ai barboni con associazioni conosciute e a volte anche partecipando economicamente senza ricevere finanziamenti da nessuno.
Le problematiche sociali che ritengo ingiuste, come la chiusura dell’ospedale di Recco che ha lasciato completamente scoperto il Levante cittadino da ogni assistenza medica, mi spingono a protestare in maniera convinta, vivace ed attiva.
La mia protesta nei confronti della senatrice Pinotti è fondamentalmente legata alla denuncia di un atteggiamento politico da parte di chi si rivolge a queste fasce sociali unicamente per raccogliere voti mentre, pur nella libertà di comportamento della propria vita privata,dimostra la propria personale incongruenza “tra il dire e il fare”.
La protesta organizzata da Fli non è stata certo “becera e disgustosa”, come affermato dall’ex sindaco di Recco, Bucilli: forse gli riesce difficile immedesimarsi nelle esigenze di tante persone indigenti che non riescono ad arrivare a fine mese, preferendo frequentare e difendere eventi mondani?
Sono problemi suoi.
Nella splendida cornice di Villa Rosetta, Futuro e Libertà si è semplicemente attestata fuori dal cancello con dieci persone disagiate: con la loro silenziosa presenza hanno voluto rappresentare e ricordare alla classe dirigente della Sinistra genovese e ai loro salotti buoni che esistono disoccupati, ragazze madri, senza tetto, giovani che tentano il recupero dalla tossicodipendenza dopo aver conosciuto il carcere minorile.
Problemi di cui le Istituzioni e tutti i partiti dovrebbero occuparsi nel concreto, non solo evocarli quando fanno passerelle in Tv.
E che dovrebbero indurre ad avere coerenza tra le posizioni politiche espresse e la gestione di una festa che era sì privata in quanto ad invitati, ma resa di dominio pubblico dagli stessi organizzatori, visto gli inviti alla stampa e i fini politici che si sarebbe prefissa.
Forse a qualcuno da’ fastidio che stia emergendo una destra sociale, attenta alle esigenze dei cittadini, vicina agli “ultimi” e non alla Casta, una destra movimentista e futurista che abbatte steccati e si distingua dai bolsi politicanti.
Il giorno dopo mi sono commossa per le centinaia di persone che hanno voluto ringraziare Fli per questa iniziativa, sommergendomi di sms, fermandomi per strada, telefonandomi e pregandoci di andare avanti perchè “questa è la destra che vogliamo”.
Tranquilli, siamo solo all’inizio.
Paola Del Guercio
politiche sociali FLI
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