Dicembre 7th, 2010 Riccardo Fucile
LA RUSSA SMENTISCA “LIBERO” O NON POTRA’ PIU’ PARLARE CON I NOSTRI SOLDATI IN MISSIONE.. IL FINIANO PAGLIA HA PERSO L’USO DELLE GAMBE IN SOMALIA DURANTE LA MISSIONE DI PACE ITALIANA E ORA VIENE INSULTATO DAI MISERABILI DISERTORI DELLA DESTRA AFFARISTICA-XENOFOFA… LA RUSSA DISONORA L’ITALIA COPRENDO I PENNIVENDOLI DI REGIME
Il disperato tentativo di Berlusconi e del residuo Pdl di additare i finiani come traditori
sta raggiungendo punte di imbarazzante bassezza.
Nei giorni scorsi le grida scomposte dei pennivendoli di regime stanno creando un clima da caccia alle streghe, tanto falso nei contenuti, quanto pericoloso ed irresponsabile.
La scorsa settimana alcuni attivisti del Pdl romano hanno aggredito Beatrice Scibetta, una giovane militante di Fli di ritorno da un gazebo di Roma.
Libero, da par suo e non volendo apparire meno ardito di altri, uno dei giornali che non a caso Fini ha definito “fogli d’ordine”, si è prodotto nella pubblicazione dell’elenco, con tanto di foto e indirizzi, dei nostri parlamentari, additandoli come traditori e aizzando i lettori a tempestarli di insulti e, chissà , magari qualcuno, più realista del re, non si limiterà all’insulto.
Le liste di proscrizione le ricordiamo tristemente usate da “Lotta Continua”, quando per settimane inserì il nome del Commissario Calabresi tra i suoi nemici da abbattere, poi abbiamo visto che è stato “abbattuto” realmente.
Proprio nella lista di Libero possiamo trovare la foto del’On Gianfranco Paglia, ufficiale della Folgore, il quale in missione di pace in Somalia, nel famigerato assalto al Chec point Pasta del 1992, rimase seriamente ferito e perse l’uso delle gambe.
Con lui morirono altri giovani militi Italiani.
Da quel giorno Paglia continuò non solo la sua personale sfida contro la disabilità , riuscendo a farsi reintegrare nelle forze armate e rilanciandosi addirittura col paracadute dopo una durissima riabilitazione, ma con la sua storia, riuscì a squarciare, all’interno delle forze armate, ogni pregiudizio verso i disabili, aprendo loro la possibilità di essere utili e di servire la Patria con una divisa, qualora ne avessero la volontà .
Ecco, il fatto che Gianfranco Paglia venga definito “traditore” da certi loschi figuri ci illustra la disperazione di chi sta perdendo il potere e farebbe di tutto per mantenerlo.
Col potere si perderebbero anche le mille immunità dietro le quali si vuole sfuggire al proprio giudice naturale, per questo non ci si risparmiano i colpi bassi e le invettive più violente.
Se questi irresponsabili avessero un briciolo di senso dello Stato si fermerebbero qui, ma non lo faranno.
Se Gianfranco Paglia per loro è un traditore allora, per pudore e dignità personale, almeno non si riempissero più la bocca di retorica verso i nostri militari impegnati all’estero, retorica vuota perchè poi gli tagliano i fondi per le missioni, per il materiale ed i mezzi in dotazione.
Il ministro della Difesa, uso a incursioni coi pantaloni del pigiama nei territori dove sono presenti i nostri soldati, dica chiaramente se considera o meno Paglia un traditore.
Abbia il coraggio o di farsi complice dei mandanti della squallida operazione o ne prenda le distanze e tuteli l’immagine di chi rappresenta un coraggioso esempio di sacrificio per il nostro Paese.
Altrimenti, dopo aver lui sì tradito gli ideali di una destra non affaristico-xenofoba, sarà additato come un volgare disertore, non un ministro, nella difesa dei nostri soldati che rischiano la vita per onorare i nostri impegni internazionali di pace.
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Dicembre 6th, 2010 Riccardo Fucile
“NON CI SARANNO RIBALTONI, SE QUALCUNO AMMETTESSE CHE ALCUNI IMPEGNI NON SONO STATI MANTENUTI. LE COSE SAREBBERO STATE MIGLIORI”….”LA POLITICA E’ ONESTA’ INTELLETTUALE: MI GUARDO ALLO SPECCHIO E MI DICO CHE C’E’ UN LIMITE OLTRE IL QUALE NON SI PUO’ ANDARE, PENA LA PROPRIA DIGNITA'”
Ribaltoni non ce ne saranno, ma, certo, «se qualcuno fosse più umile e pensasse di aver
torto lui, invece di invocare sempre il complotto, se qualcuno dicesse che alcuni impegni non sono stati mantenuti, le cose sarebbero state migliori».
Gianfranco Fini non lo cita esplicitamente, ma alla platea di ragazzi che lo ascolta al liceo romano Orazio è chiaro che sta parlando di Silvio Berlusconi. A una consigliera municipale che gli chiede cosa ne pensi dei ribaltoni politici, Fini spiega che il «ribaltone è un sovvertimento della volontà popolare. Non credo che ci saranno ribaltoni», assicura il numero uno di Fli che poi rivolge una domanda alla sua interlocutrice: «Cosa ne pensa lei di tante promesse non mantenute e di impegni disattesi da chi aveva promesso che la legge sarebbe stata uguale per tutti e poi si è occupato solo degli affari suoi?». Quindi l’affondo sul presidente del Consiglio: «Se qualcuno fosse più umile e pensasse di aver torto lui, invece di invocare sempre il complotto, se qualcuno dicesse che alcuni impegni non sono stati mantenuti, le cose sarebbero state migliori» spiega il presidente della Camera.
«La politica – prosegue – è innanzitutto onestà intellettuale».
Botta e risposta polemico tra il presidente della Camera poi e un consigliere del Pdl che ha preso la parola durante l’incontro con gli studenti all’Orazio. «C’è un momento in cui mi guardo allo specchio la mattina e mi dico che c’è un limite oltre il quale non si può andare, pena la dignità . Forse lei non ce l’ha ma è un problema suo», ha detto Fini in merito alle cosiddette “leggi ad personam”.
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Dicembre 6th, 2010 Riccardo Fucile
L’INTERVISTA A “REPUBBLICA”: “PIU’ DEGLI INSULTI DI BERLUSCONI, PREOCCUPA IL CLIMA DI ODIO CREATO DA CERTI GIORNALI A LUI VICINI”…”E’ IN PIENA TEMPESTA EMOTIVA, PUNTA SUL “TRADIMENTO” E NOI AUMENTIAMO CONSENSI”
Onorevole Bocchino, Berlusconi vi ha definiti “traditori, maneggioni, ammucchiata di reduci “. Vi preoccupa l’ira del premier su Fli e Udc?
“Il premier è in piena tempesta emotiva. Del resto Berlusconi è abituato a comandare, come ogni imprenditore, e si accorge di essere finito in minoranza, da qui la reazione. Il resto è propaganda. Sperando di andare al voto vuole fare la campagna elettorale sul tradimento, senza rendersi conto che i nostri sondaggi, come del resto i suoi, dimostrano in modo evidente che questa operazione porta voti proprio a noi, poichè tutti sanno che è stato lui a cacciare Fini. Più delle parole di Berlusconi ci preoccupa il clima che il Pdl e le sue propaggini giornalistiche vogliono creare. Un clima di odio, di contrapposizione che, come è accaduto in altro periodi della storia, rischia di armare le mani di estremisti o di pazzi”.
La campagna di “Libero” contro di voi quali conseguenze ha?
“Il “metodo Belpietro” è quello terroristico di sbattere nome e indirizzo (ora quello mail) in prima pagina, per additarlo agli elettori, si dice, ma l’obiettivo è intimorire e minacciare. Dovevamo fare la rivoluzione liberale e siamo riusciti a fare quella sudamericana, con Verdini per il quale “chissenfrega” delle istituzioni e gli avversari politici additati così che qualcuno possa colpirli”.
Lei è stato minacciato?
“Essendo il primo della lista, ho ricevuto 500-600 mail: due terzi di insulti e minacce, il resto di persone indignate per questa operazione. Numeri esigui, in definitiva”.
Cosa si aspetta in questa settimana di passione che manca alla sfiducia?
“Il posizionamento è finito: da una parte ci sono 317 deputati per la sfiducia e 308-309 dall’altra. Non ci saranno sorprese. Sarà una settimana politicamente tesa, ma di scontri verbali. Berlusconi non ha più la maggioranza. Il consiglio è che vada a dimettersi e poi si sieda attorno a un tavolo con Fini e Casini”.
Ritenete ancora possibili le dimissioni di Berlusconi?
“È probabile che si dimetta. Non c’è ragione per farsi sfiduciare. Può continuare a mostrare i muscoli per rabbia o perchè qualche consigliere “scienziato” gli fa credere di avere i voti in tasca. Ma il 14 mattina immagino si dimetterà , avendo così la possibilità , per prassi costituzionale, di riassumere l’incarico. Da quel momento si apre un’altra fase politica”.
Quindi Fli non chiude a un Berlusconi-bis?
“Se Berlusconi viene sfiduciato, non ci sono più margini. In un nuovo governo per noi è importante in primo luogo il programma”.
E quali sarebbero i vostri punti-cardine?
“Sarebbero due. Una nuova agenda economico-sociale partendo dall’accordo che Confindustria e parti sociali hanno recentemente firmato; la riforma della legge elettorale non punitiva nei confronti di nessuno, ma che cambi il meccanismo del premio di maggioranza e che preveda almeno la metà dei deputati scelti attraverso i collegi uninominali. Poi è importante la coalizione: vogliamo si torni a quella del 1994. La foto è Berlusconi, Fini, Casini e Bossi: il premier ha espulso l’anima moderata e valorizzato quelli con la bava alla bocca. Chi guiderà questo governo, si vedrà “.
La partita vera è quella del 15 dicembre, del “dopo”?
“È Berlusconi stesso che può precludersi il bis se si fa sfiduciare. Noi non vogliamo elezioni perchè la crisi economica è grave. E non vogliamo ribaltoni: no a un governo di responsabilità che mandi all’opposizione chi ha vinto le elezioni; sì, se è con Pdl e Lega. Se Berlusconi indica un suo nome – Letta, Tremonti o Alfano – va benissimo”.
E un governo Schifani per cambiare la legge elettorale?
“Non me vedo le condizioni politiche, ma da parte nostra nessuna preclusione”.
Giovanna Casadio
(da “la Repubblica“)
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Dicembre 5th, 2010 Riccardo Fucile
A GENOVA IL “TROTA” SI IMPADRONISCE DELLA FIGURA STORICA DEL “BALILLA”, GIOVANE PATRIOTA CHE NEL 1746 GUIDO’ LA RIVOLTA POPOLARE CONTRO LE TRUPPE AUSTRO-PIEMONTESI CHE OCCUPAVANO LA CITTA’… BALBETTA IN CATTIVO ITALIANO E INANELLA GAFFE… MA BELSITO LO SUPERA QUANDO INEVISCE CONTRO “IL NEPOTISMO NELL’UNIVERSITA’ E CONTRO CHI PIAZZA I FIGLI NEI POSTI IMPORTANTI, SOLO GRAZIE AL COGNOME CHE PORTA”
“Io, come giovane, sto facendo partire, dove facendo dei corsi che si insegna la
storia, senza avere gli strumenti, la scuola non ce li dà “.
Così – c’è la registrazione – parlò il Trota.
Con quella giacchetta strizzata, lo sguardo del papà , sembra proprio Don Backy. E del resto fu proprio Don Backy, come braccio destro di Adriano Celentano ai tempi del Clan, a sdoganare lo scambio tra essere e avere, con una celeberrima hit del 1963, “Ancora una volta ho rimasto solo”.
Come Don Backy, più di Don Backy, avrà anche problemi non secondari con la consecutio temporum (e anche un po’ con la storia, a voler essere sinceri) ma Renzo Bossi è capace di scaldare gli animi dei suoi “ragassi”.
Non come papà , ma la stoffa si vede.
Così, nella biblioteca della Regione Liguria, sotto le scritte “vietato far rumore” si odono boati da stadio contro la firma – da parte della Repubblica di Genova – dell’alleanza di Aranjuez (1° maggio 1745), con Francia e Spagna contro Austria e Casa Savoia e insulti alla mamma del “Marchese Antoniotto Botta Adorno che, accecato dall’odio, avanza richieste umilianti ed economicamente esosissime contro la Repubblica”.
Esosissime?
Consigliere Bossi, mica sarà tanto contento il vostro Governatore Cota di questa santificazione leghista del Balilla in chiave antipiemontese.
“Chiedetelo al Cota – sbuffa il Trota – Noi siamo qui per festeggiare un ragazzo che diede voce alla rivolta del popolo. Cioè, la rivolta covava già e lui fece uscire quella emozione profondissima del popolo. Capito?”. Capito.
Un po’ come i ragazzi che oggi scendono in piazza contro il governo?
“Insomma. I ragazzi hanno le loro ragioni ma la riforma universitaria ci vuole, serve una ripartenza della cultura nel nostro Paese e spesso i giovani protestano ma non sanno perchè. Capito?”.
Capito: ripartenza della cultura.
E che ne dice della dura battaglia con Fli sull’eredità di Balilla? “Eh, Balilla mica era futurista”. Risate del popolo leghista, presente in massa.
“E poi ho letto delle polemiche, perchè noi lo festeggiamo il 3 mentre l’anniversario è il 5. Volete sapere il perchè? Noi, il 5, eravamo occupati”.
Risate e lungo applauso liberatorio, con sberleffi ai Futuristi che invece il 5 non hanno un tubo da fare.
“Che poi, al Balilla, mica mettiamo l’Alberto da Giussano, il nostro distintivo, all’occhiello”.
Boato gioioso del popolo verde.
La mattinata va via liscia, con i più giovani che prendono in giro il decano leghista Ravera (Rixi: “Diamo la parola al Ravera, che è un po’ il nostro Balilla, lui l’ha conosciuto di persona”), con l’architetto Casareto di “A Compagna” che ricorda Craxi in camicia rossa tra i mugugni dei leghisti e i leghisti che infilano una gaffe dietro l’altra, apparentemente senza accorgersene.
Come quando il sottosegretario Belsito, seduto proprio a fianco del consigliere regionale lombardo Renzo Bossi (potrebbe diventare vicesindaco di Milano, hanno scritto i giornali), si lancia con veemenza contro “il nepotismo nell’Università , questa gente che piazza i propri figli nei posti importanti, solo grazie al cognome che porta”.
Occhi bassi, magari il Trota non ha capito.
E, soprattutto, non riferirà a papà .
Raffaele Niri
(da “la Repubblica-Genova“)
Ps. A uso fotografi, Renzo Bossi posa alla fine, nell’atto del lancio del sasso del Balilla, in una delle sue più espressive interpretazioni.
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Dicembre 5th, 2010 Riccardo Fucile
“CHI GOVERNA HA IL DOVERE DI NON PRENDERE IN GIRO LA GENTE CON PROMESSE IMPOSSIBILI DA MANTENERE… “SULLE TASSE, SERIETA’ VORREBBE CHE SI DICESSE AGLI ITALIANI LA VERITA”…”LA MANIA DI SOSTENERE CHE LUI E’ IL PIU’ BRAVO AL MONDO PORTA A COCENTI DELUSIONI DEI CITTADINI, COME ALL’AQUILA: CI VUOLE REALISMO E UMILTA”
Silvio Berlusconi continua a fare finta di credere (se ci credesse davvero sarebbe
ancora più grave) che il 14 dicembre avrà la maggioranza. Intervenendo in collegamento telefonico ad un convegno degli amichetti di Cuffaro, il premier ha detto: “È irresponsabile aprire una crisi di governo. Siamo convinti di avere con noi la maggioranza degli italiani”.
E ha attaccato il Terzo Polo, la cui volontà è oggi “quella di provare a fare un governo con la sinistra per accontentare le ambizioni personali dei leader delle tre piccole formazioni politiche che lo compongono”.
E’ Intervenuto, a distanza, il presidente della Camera Gianfranco Fini, che sulla sfiducia presentata da Fli-Udc-Api-Mpa e appoggiata dai Lib-dem dice: “Non è un complotto comunista. Chi ha firmato la mozione sono tutti uomini e donne che hanno collaborato con Berlusconi per gli ultimi dieci o quindici anni. Dov’è il complotto dei comunisti?”.
E ha aggiunto: “Berlusconi dovrebbe chiedersi perchè perde i pezzi. Forse – si autorisponde Fini – perchè più lo si conosce, più si capisce che per lui governare vuole dire comandare”
Per Fini “non importa chi sarà premier, ma cosa farà “.
All’Italia serve un governo “capace di fare delle scelte e di indicare la strada. Non mi interessa chi lo presiede, ma cosa vuol fare questo governo, qual è il programma”.
Gianfranco Fini ha parlato del futuro da una convention del Fli di Lanciano, in Abruzzo.
“Mi auguro – ha detto Fini – che chi ha responsabilità politiche capisca finalmente che l’Italia ha bisogno di un governo che governi, che sciolga nodi e che indichi la strada. Se anche per due raffreddori, un mal di pancia o un deputato che cade dalle scale e non viene a votare la sfiducia non dovesse passare per il rotto della cuffia, il giorno dopo che succederebbe? Si può governare il paese senza una maggioranza sicura?”.
“Spero – conclude Fini – che chi ha responsabilità politica lo capisca”.
Ma Fini non si è fermato qui.
Ha parlato anche di pressione fiscale e del terremoto in Abruzzo, sottolineando che chi governa ha il dovere di non prendere in giro la gente con promesse impossibili da mantenere.
“Se qualcuno pensa che da qui alla fine della legislatura si riesca a ridurre le tasse per le famiglie e per le imprese, quel qualcuno evidentemente crede a Babbo Natale – ha detto il leader di Fli -. È impossibile fare un taglio del genere. Serietà vorrebbe che su questo si dicesse la verità , perchè governare significa assumere delle priorità . Non si prende in giro la gente dicendo che sta facendo tutto e poi registrare che abbiamo uno dei carichi fiscali più alti in Europa”.
E sulla ricostruzione dell’Aquila: “La voglia di strafare, il gusto di dire che lui è il più bravo del mondo, ha determinato la giusta reazione . Non bisognava promettere la ricostruzione immediata della città “.
“Serviva – è il ragionamento di Fini- un approccio umile, bastava dire la verità : per rifare l’Aquila ci vorranno 10-15 anni. Insomma, bisognava non esagerare con lo zelo, invece il governo lo ha fatto eccome, promettendo che tutto sarebbe stato fatto. La gente avrebbe capito se si fosse detto che servivano più di sei mesi. Alla fine, creare aspettative esagerate ha determinato il boomerang. Invece serviva un approccio più realistico”.
«C’è stata voglia di strafare sostenendo di aver fatto questo e quello, che tutto va bene e lui è il migliore del mondo».
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Dicembre 4th, 2010 Riccardo Fucile
L’ARROGANZA DEL POTERE DEI MISERABILI SI ESPRIME CON L’INVITO A “MANIFESTARE LA PROPRIA RABBIA” CONTRO CHI HA IDEE DIVERSE… COME MAI BELPIETRO NON CI HA PIU’ FATTO SAPERE NULLA DEL SUO MISTERIOSO ATTENTATORE?… PUBBLICHIAMO LA RISPOSTA DI FAREFUTURO
«Cari traditori, qui sotto trovate la vostra foto e il vostro indirizzo e-mail della Camera». Mancava solo l’indirizzo dell’appartamento.
E gli orari di entrata e uscita da casa.
E qualche consiglio su come “agire”.
Così su Libero di oggi Maurizio Belpietro “commenta” la presentazione della mozione di sfiducia al governo presentata ieri da Casini, Fini, Rutelli e gli altri.
La commenta con la pubblicazione in prima pagina dei profili e degli indirizzi di posta elettronica dei deputati di Futuro e libertà e del gruppo misto che hanno sottoscritto il documento.
L’obiettivo? A parole, un invito ai lettori a scrivere, a “manifestare” in caso di sfiducia la propria rabbia contro questi.
In realtà la lista di proscrizione è bella e servita.
Presentata come letterina ma inquietante come un avvertimento.
E che ciò possa comportare qualcosa di “diverso” dalla semplice indignazione, al direttore di Libero non sembra preoccupare più di tanto: «A noi importa un fico secco».
Già in fondo, calata giù la maschera, è questo il vero aspetto di un’intera classe dirigente. L’arroganza mista all’incoscienza.
Ma anche un disprezzo sempre più malcelato per le istituzioni e per i contrappesi.
Lo si è visto con l’intemerata del coordinatore del Pdl Denis Verdini contro il presidente della Repubblica, recitata come un coro da stadio: di Napolitano? «Politicamente ce ne freghiamo».
O con il “trattamento” che è stato riservato a chi, come Fini, si è permesso di dissentire dalla linea del partito.
O con la magistratura, denigrata come un agente affiliato alla sinistra.
O con chi, facendo il proprio mestiere di giornalista cattolico, ha solo osato criticare la condotta morale del capo dell’esecutivo.
Di tutto questo nulla viene detto in questa “letterina”.
Nè sui problemi irrisolti come quello dei rifiuti di Napoli, sulla crisi economica, sui crolli dei monumenti storici, sui retroscena emersi da WikiLeaks.
Nè sul fatto, ad esempio, che intere categorie sociali siano in piazza.
No, la colpa di tutto questo è dei “ribaltonisti”, dei “traditori” (che tra un po’ diventeranno “badogliani”).
Nessun contenuto, nessuna analisi sul perchè ciò sia accaduto.
Solo richiami irrazionali a categorie politiche che appartengono al peggiore Novecento.
Solo emotività laddove invece sarebbe opportuno un’assunzione (magari minima, solo un accenno) di responsabilità .
E cosa c’è di meglio di una bella lista, con tanto di facce, per addossare agli altri la promessa che si è disattesa?
Cosa c’è di più semplice che indicare nel “prossimo tuo” il colpevole del fallimento politico di un quindicennio?
«Molti di loro erano sconosciuti», spiega Libero riferendosi ai deputati finiani.
Ancora una volta, rispetto al vincolo con il programma, viene anteposto quello personale con il premier.
Quasi che siano state esclusivamente le proprietà taumaturgiche di Berlusconi a legittimare un intero mondo.
Una concezione feudale dei rapporti politici, che è ontologicamente altra dal principio democratico di responsabilità personale.
I risultati di tutto questo? Iniziano a essere drammaticamente reali: una ragazzina aggredita in pieno centro a Roma perchè sulla giacca esibisce una spilletta di Generazione Italia, un ex Pdl adesso esponente di Fli picchiato a Riccione dai militanti del partito dell’Amore e in generale un imbarbarimento del confronto politico che preoccupa categorie produttive e partner internazionali.
Che cosa dimostra questo?
Che siamo dinanzi a un potere in scadenza di contratto che si contorce nella stessa rete che ha creato e che, come un grosso tonno in affanno, per la disperazione si agita e ferisce a morte tutti gli altri pesci.
Perchè, è chiaro, quando non si ha davvero più nulla da dire ciò che rimane è cercare di tappare la bocca agli altri.
A questo servono le liste di proscrizione.
Anche quelle che celate “letterine”.
È successo proprio questo, quando si chiama Libero ma in realtà è un manganello…
Antonio Rapisarda
Farefuturoweb
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Dicembre 3rd, 2010 Riccardo Fucile
IL PREMIER A MOSCA LE SPARA GROSSE: “SU DI ME SOLO GOSSIP E FALSITA’… “IL TERZO POLO? VOGLIONO ALLEARSI CON LA SINISTRA”…
FINI REPLICA: “E’ RIDICOLO, GOVERNARE NON VUOL DIRE COMANDARE”
“Non sono malato, non ho mai fatto affari privati con la Russia e non ho nessuna
intenzione di farmi da parte”.
E’ questo, in estrema sintesi, il messaggio che Silvio Berlusconi lancia all’indomani dell’ennesima tempesta scatenata da WikiLeaks.
Ironia delle sorte, le rivelazioni del sito di Julian Assange sulle preoccupazioni americane per i rapporti troppo stretti tra palazzo Chigi e il Cremlino sono arrivate proprio in occasione dell’ennesima visita del presidente del Consiglio in Russia.
Quindi non molla la poltrona e, quanto al voto di fiducia del 14 dicembre, il premier si è detto certo ” che non avrà comunque la forza di mandarlo a casa in quanto la raccolta di firme alla mozione di sfiducia, che prefigura una nuova maggioranza, è semplicemente “una bufala”.
Berlusconi ha rivendicato anche il merito di aver contribuito con il suo aiuto all’assegnazione del Mondiale di calcio 2018 alla Russia.
Che ormai Berlusconi abbia perso il contatto con la realtà lo si può notare anche dal fatto che non sono solo gli avversari del premier a parlare di una nuova maggioranza in Parlamento.
A contraddire Berlusconi ci sono anche membri della sua coalizione. «Facendo i conti della serva la maggioranza non c’è più», ha detto ieri ad Annozero Roberto Castelli, mentre Roberto Maroni ha ammesso che «in Parlamento c’è una maggioranza alternativa».
Ma Silvio vive ormai in un’altra dimensione e aggiunge: “il terzo polo è esile nei numeri ma certamente smisurato nelle ambizioni”.
Senti chi parla…
Immediata la replica di Fini alle parole del premier: «È stato molto divertente quello che ho sentito dire, che il terzo polo sarebbe composto da alleati naturali della sinistra. Trovo ridicolo quello che ha detto Berlusconi».
Parlando del terzo polo, Fini ha aggiunto: «In quest’area si sono ritrovati i parlamentari di Fli, Casini dell’Udc, che è stato nel governo Berlusconi, l’Mpa di Lombardo, alleato di Berlusconi, La Malfa, Tanoni, Melchiorri, Tabacci dell’Api, tutti nel governo di Berlusconi. Per cui – ha proseguito Fini – prima di dire che chi non la pensa come lui è della sinistra, rifletta sul fatto che uomini e donne del Pdl hanno detto che avanti così non si poteva andare. A Berlusconi ricordo – ha concluso Fini – che governare non vuol dire comandare».
Fini sostiene che “con questi chiari di luna non si può chiedere il voto”: «L’Italia ce la può fare se iniziamo a tenere sotto controllo il debito pubblico. È fuori d’opera dire che se non ci sono le condizioni si va al voto».
Secondo Fini « è il momento in cui l’Italia deve mettere sul tappeto 120 miliardi di euro in titoli: e con questi chiari di luna si va verso la campagna elettorale? Bisogna che tutti si assumano le responsabilità e io – ha aggiunto Fini – credo di essermele assunte negli ultimi tempi».
E sul governo dice: «Credo che il Parlamento tra qualche giorno testimonierà quello che tutti sanno, e cioè che il governo non c’è più o non è in grado di governare».
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Dicembre 2nd, 2010 Riccardo Fucile
FINI: “BERLUSCONI SI DIMETTA PRIMA DEL 14″…LA DECISIONE DOPO UN INCONTRO TRA FINI, CASINI E RUTELLI E UNA RIUNIONE DI FUTURO E LIBERTA’: “SIAMO A QUOTA 317 FIRME”… LE CONDIZIONI DI FINI E LA MEDIAZIONE DI LETTA
Il terzo polo esce allo scoperto e mette in chiaro la mozione comune per la sfiducia al
governo Berlusconi.
Dopo oltre due ore nello studio del presidente della Camera, l’esito del vertice tra Gianfranco Fini, Pier Ferdinando Casini, Francesco Rutelli ai quali dopo un’ora si sono aggiunti anche Raffaele Lombardo (Mpa) e Italo Tanoni (Libdem) la mozione a firma Udc, Fli, Api, Mpa e Libdem è cosa fatta.
Siamo a quota 317, sommando le firme della nuova mozione di sfiducia, alla mozione già presentata da Pd e Idv” dice il capogruppo Fli, Italo Bocchino. “L’esecutivo è inadeguato, Berlusconi si dimetta” si legge in un comunicato. Una mossa che Silvio Berlusconi giudica “irresponsabile”.
Ma Gianfranco Fini taglia corto: “Le firme dimostrano che la fiducia non c’è, mi auguro che non si arrivi al 14”.
L’affondo del presidente della Camera è netto. “La mozione non è un atto irresponsabile. Il voto anticipato lo escludo ma se dovesse accadere Berlusconi non vince”
Dalla maggioranza Ignazio La Russa alza un muro. ‘Escludo che Berlusconi possa dimettersi prima del 14″ .
A favore della mozione si è già detto anche Di Pietro: “L’Idv ribadisce che appoggerà qualsiasi partito presenti una mozione di sfiducia, purchè sfiduci Berlusconi”, ha detto.
Dello stesso avviso anche Giorgio La Malfa, deputato del Pri eletto nel Pdl: “Firmerò e voterò la mozione di sfiducia al governo Berlusconi”, annuncia l’esponente repubblicano aggiungendo che anche “l’onorevole Paolo Guzzanti del gruppo misto voterà la sfiducia al governo”.
Ai 36 deputati di Futuro e Libertà (escluso Gianfranco Fini presidente della Camera) si aggiungono i 35 voti dell’Udc di Pier Ferdinando Casini, i 6 dell’Api di Francesco Rutelli, i 5 dell’Mpa guidati dal governatore Raffaele Lombardo e i 3 Liberaldemocratici di Italo Tanoni (complessivamente sono 85).
A questi, poi, sommando i due deputati del gruppo misto, che hanno dichiarato di votare la sfiducia, si arriva a un totale di 87.
Cerchiamo di aggiungere qualche notizia che dimostra il clima di “resa dei conti” tra gli schieramenti in campo.
Gli uomini più vicini al premier hanno cercato nelle scorse ore di convincerlo ad trattare con Fini.
Gianni Letta lo ha avvisato a muso duro: “Devi trattare, Napoltano non darà mai le elezioni e la crisi economica non permette al Paese di andare al voto”.
Berlusconi ha ribadito: “Non tratto con Fini” e ha continua a vaneggiare: “Griderò al complotto, altro che due milioni, scenderanno in piazza tutti gli italiani”. Pare che neanche l’intervento di Confalonieri che pensa alle aziende sia servito a qualcosa.
Fini ha accellerato anche dopo che un sondaggio ( che dà Futuro e Libertà all’8,2%) ha rilevato che l’80% degli elettori di Fli vuole che il partito voti la sfiducia e solo 8% preferirebbe un’astensione.
Le condizioni che Fini ha posto sono le seguenti:
1) dimissioni del premier prima del 14 dicembre, poi andrebbe bene un governo presieduto da Gianni Letta
2) ridimensionamento della Lega
3) commissariamento di Tremonti che non può più decidere di testa sua
4) nuova legge elettorale con premio di maggioranza solo se una coalizione raggiunge il 45% dei consensi
5) nuovo programma di governo con priorità diverse
6) nuovo esecutivo con Casini agli Esteri, Urso allo Sviluppo economico, fuori Matteoli e soprattutto La Russa
Berlusconi vuole garanzie: se si dimette va sotto processo con la relativa mannaia della interdizione dai pubblici uffici.
Per quello spera fino all’ultimo di salvare la pelle con qualche assenza pilotata, magari tra i radicali e il gruppo misto.
Ma ormai è sempre più solo: la sua arroganza non paga più.
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Dicembre 2nd, 2010 Riccardo Fucile
MARONI DEVE CEDERE ALLE OSSERVAZIONI DI FUTURO E LIBERTA’: “LA CENTRALITA’ DELLE DECISIONI NON PUO’ ESSERE DEL SINDACO, L’ULTIMA PAROLA TORNA AI PREFETTI”…DOPO IL FUOCO DI SBARRAMENTO DEI FINIANI, LA LEGA COSTRETTA A FARE UNO SPOT IN MENO
Accordo fatto a Montecitorio per evitare che il ddl sulla sicurezza si arenasse sul controverso articolo 8 che assegna ai sindaci poteri speciali in materia di sicurezza.
“Siamo riusciti a modificare l’articolo 8 del decreto sicurezza – ha precisato Giorgio Conte del Fli – La centralità delle decisioni passa dal sindaco al prefetto”.
Il movimento politico guidato da Gianfranco Fini contestatava infatti, in sintonia con le altre opposizioni, il fatto che con la nuova norma i prefetti fossero obbligati a supportare con l’azione delle forze dell’ordine le ordinanze sindacali, “spesso fantasiose e dettate da motivazioni propagandistiche”.
Un passaggio considerato giustamente uno svilimento dell’autorevolezza e delle funzioni specifiche dei prefetti stessi.
“Futuro e liberta con la nuova formulazione dell’emendamento voterà a favore” ha aggiunto Conte.
La nuova scrittura del testo in discussione alla Camera prevede che “al fine di assicurare l’attuazione dei provvedimenti adottati dai sindaci, il prefetto, ove lo ritenga necessario, dispone le misure ritenute necessarie per il concorso delle forze di polizia”.
Una formulazione che la Lega e lo stesso capo del Viminale Roberto Maroni ufficialmente ora giudicano “ottima” per salvare la faccia.
In realtà si è trattato per la Lega di un “calarsi le brache”, dopo essersi venduti ai sindaci del nord la presunta autonomia dei comuni in tema di sicurezza.
E ciò avrà forti ripercussioni sulla base leghista che già intonava peana ai nuovi poteri dei sindaci padani di avere al proprio servizio le forze dell’ordine per eseguire le più strane ordinanze e che ora si ritroverà a mani vuote.
Ve li immaginate i poliziotti alle dipendenze di “fuori di testa” sul modello del sindaco di Adro?
Sarebbero stati distolti dai loro compiti istituzionali per inseguire le paturnie di qualche sindaco in vena di ordinanze-spot.
Ovviamente per Berlusconi e il Pdl la cosa non meritava attenzione: ben ha fatto Futuro e Libertà a garantire il funzionamento delle istituzioni che evidentemente a certa pseudo destra non interessa.
argomento: Berlusconi, Bossi, denuncia, Futuro e Libertà, Giustizia, governo, LegaNord, Politica, polizia, radici e valori, Sicurezza | Commenta »