Luglio 6th, 2017 Riccardo Fucile
“OCCORRE AUMENTARE LA PERCEZIONE DI SICUREZZA DEI CITTADINI, VISTO CHE I REATI SONO DIMINUITI”: L’OPPOSTO DI QUANTO AVEVA DETTO IN CAMPAGNA ELETTORALE…POI BASTA CAMBIARE DUE NEW JERSEY CON DUE PIANTE, ANCHE L’OCCHIO VUOLE LA SUA PARTE
La sintesi sulla sicurezza dello zio d’America, paracadutato a Genova dai poteri forti, è
stata esposta oggi dal neo sindaco.
Con un autogol emblematico che dovrebbe far comprendere in che mani sono finiti i cittadini genovesi (uno su quattro) che l’hanno votato.
Gli altri tre su quattro già avevano capito, quindi non hanno bisogno di “armi di distrazione di massa”.
Dopo averci propinato per due mesi la storiella che Genova era in mano alla criminalità diffusa, imbeccato in tal senso da nullafacenti e sedicenti laureati che andavano in giro a fare ronde con i dobermann, ovviamente scortati dalla polizia, oggi Bucci cambia spartito e ammette: “Dobbiamo lavorare molto per migliorare la sicurezza percepita dai cittadini, visto che il numero dei reati sta diminuendo».
Come dire “vi ho preso per il culo, ma in fondo è quello che volevate”.
Le altre misure per garantire sicurezza in città ?
“Sostituire gli anti-estetici new jersey di via Garibaldi e via San Lorenzo con blocchi di granito addobbati con piante”.
Magari potremmo anche attaccarci qualche peluche, fa tendenza, che dice sindaco?
Poi un “piano per contrastare il fenomeno delle truffe agli anziani”: è vero, c’è già la polizia per questo, ma che importanza ha che il sindaco non possa fare una mazza in questo campo, basta farlo credere.
Poi per fare buon peso, un paio di misure mutuate dal suo amico Minniti: multe agli “accattoni molesti” (che non hanno i soldi per pagarle) e bivacchi per strada (che non esistono, ma fa chic).
Come vi sentite ora genovesi?
Avete “percepito” che il vento è cambiato, vi è arrivato il brivido caldo che ora siete più sicuri?
Bene, state migliorando, ancora qualche sforzo e magari “percepirete” anche che vi hanno preso per il culo.
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Luglio 6th, 2017 Riccardo Fucile
UN ALTRO MIRACOLATO DALLO ZIO D’AMERICA BUCCI A GENOVA… MEGLIO ROMPERE LE PALLE A QUATTRO POVERACCI DI VENDITORI AMBULANTI DI COLORE CHE A CHI NON RISPETTA I DIVIETI
Indulgenza per le soste irregolari, inflessibilità per l’abusivismo commerciale.
È la nuova linea di Palazzo Tursi, interpretata dall’assessore alla Sicurezza e alla Polizia locale, il leghista Stefano Garassino, che ieri ha incontrato il comandante della polizia municipale, Giacomo Tinella.
Mentre la nuova giunta, riunita ieri per la prima volta dal sindaco Marco Bucci, deve fronteggiare le “fughe” di personale dalle segreterie degli assessori che non hanno intenzione di stare dietro alle paturnie della nuova corte dei miracolati .
«Ho detto al comandante Tinella che le priorità sono cambiate – spiega Garassino – Per quanto riguarda il traffico credo che si debba essere meno intransigenti rispetto alle infrazioni sulla sosta.Vanno contrastate e punite, invece, tutte le forme di abusivismo».
Resta da vedere, però, che effetti produrrà sulla mobilità cittadina il combinato di questa strategia della tolleranza verso le soste irregolari e della scelta, annunciata dal sindaco Bucci, di abbassare drasticamente le tariffe dei parcheggi in centro.
E’ evidente che si tratta del solito spottone per ingraziarsi la lobby dei commercianti, di cui il leghista è espressione emaciata.
Si annuncia una riduzione delle tariffe dei parcheggi (senza dire ovviamente dove si recupereranno gli introiti mancanti), la possibilità di non venire multati quando si viola la legge (con altre mancate entrate), salvo prendersela con quattro poveracci di colore che tirano a campare facendo gli ambulanti (negli spazi assegnati dal Comune della giunta Doria).
Forse qualcuno non ha capito che la gente compra meno perchè non ha soldi in tasca, non perchè costa caro il posteggio, ma per certi fighetti privilegiati che abitano nei quartieri bene come Carignano e Piazza della Vittoria è concetto difficile da comprendere.
Poi il leghista annuncia: “Venerdì dopo le 23 farò un giro nel centro storico assieme all’assessore Paola Bordilli (responsabile del Commercio, ndr). Vorrei coinvolgere anche polizia e carabinieri, così potremo vedere com’è il centro storico quando ci sono controlli. Non è ammissibile che si possa avere una sorta di mappa dello spaccio nei vicoli».
Il poveretto dimentica: 1) che la Questura i controlli li ha sempre fatti, non ha aspettato che arrivasse Garassino “per farsi accompagnare” 2) che l’assessore poteva farsi un giro anche prima, come fanno migliaia di genovesi, senza attendere di diventare assessore 3) La mappa dello spaccio dei vicoli quale sarebbe? E’ forse a conoscenza di elementi sconosciuti alle forze dell’ordine? O forse sarebbe meglio che i clienti in cerca di coca che abitano nei quartieri bene si rifornissero sotto casa?
Potrebbe essere un’idea, magari non multando il pusher se parcheggia in divieto di sosta per qualche minuto.
Boh, forse anche questo è commercio.
(da agenzie)
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Luglio 5th, 2017 Riccardo Fucile
DOPO AVER VOTATO CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DI AMIU, ORA IL CENTRODESTRA SI ACCORGE CHE SERVONO 13 MILIONI PERCHE’ AMIU RESTI PUBBLICA, FINIRA’ PER TAGLIARE LE SPESE SOCIALI… POI SI INALBERA PERCHE’ VUOLE IL NOME PER ESTESO NELLA MAIL
Una sfuriata con i dirigenti che gli spiegavano come non fosse così semplice trovare e dirottare 13 milioni per l’Amiu, poi un “cazziatone” all’ufficio informatico perchè alle otto di mattina non c’era un tecnico di turno, quindi l’accesa discussione per ottenere il cambio di una mail ritenuta inappropriata (l’attuale mbucci da sostituire con marco.bucci) e infine la “battaglia del mattino” con i funzionari e le segretarie per le pratiche da firmare.
L’era leghista in via Garibaldi è iniziata con un clima decisamente caldo. Addirittura bollente per quanto riguarda uno degli scogli principali che si trova a dover affrontare la nuova amministrazione: Amiu. O per meglio dire, i 13 milioni che servono a contenere al 6,8% l’aumento della bolletta Tari, cioè quel gruzzoletto che avrebbe dovuto portare in dote Iren (a dire il vero le banche) ma che la mancata fusione, avvenuta in un crescendo di tensione, defezioni e polemiche in seno alla maggioranza dell’ex sindaco Marco Doria, ha ricollocato sulle spalle di Tursi.
Bucci ha chiesto con decisione che i 13 milioni saltino fuori ma i dirigenti gli hanno spiegato che la coperta è corta, i miracoli non si possono fare e che togliere qualche milione al sociale o alle strade non è una scelta tecnica ma politica.
Lo zio d’America si è preso qualche giorno per meglio capire la situazione. Ma non c’è molto tempo e le decisioni devono essere prese, anche per tener fede all’impegno della campagna elettorale sul mantenimento di Amiu in mani pubbliche.
Nessun rinvio ma intervento immediato ha invece preteso per un problema assai meno grave di Amiu. Il neo sindaco si è imbufalito per la mail istituzionale “mbucci”.
Gli informatici hanno provato a spiegargli che è uno standard in uso da anni e che cambiare potrebbe comportare confusione nella ricezione e nei destinatari, ma Bucci è stato irremovibile. La sua mail è stata aggiornata a “marco.bucci” e così accadrà per tutti gli assessori.
Incidentalmente il sindaco, ha scoperto che l’entrata in servizio dei tecnici informatici è elastica, la questione è stata oggetto di un’altra telefonata piuttosto accesa al termine della quale Bucci ha ottenuto la presenza di un informatico fin dall’apertura degli uffici
Il primo cittadino non ha poi nascosto la propria contrarietà nel dover firmare le cosiddette carte della burocrazia quotidiana.
Ha preteso che per ognuna gli venisse fornita la norma di legge che lo obbligava a firmare. Dopo averle pazientemente lette ha proceduto, ma il tutto si è svolto in un clima non esattamente idilliaco.
L’arroganza al potere.
(da agenzie)
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Luglio 3rd, 2017 Riccardo Fucile
CONTESTATI A BRUZZONE PRANZI E CENE, A SETTEMBRE TOCCA A RIXI CHE DEVE RISPONDERE DELLO STESSO REATO PER 19.000 EURO… GLI IMPUTATI AVREBBERO SPESO SOLDI PUBBLICI IN GITE, HOTEL, PRANZI, LUNA PARK, BIRRE, GRATTA E VINCI, OSTRICHE E BISCOTTI
Quasi 6 ore di interrogatorio per Francesco Bruzzone, presidente leghista del consiglio regionale, al processo per le cosiddette spese pazze in Regione.
La pubblica accusa gli contesta spese per 9 mila euro, tra il 2010 e il 2012, per la quasi totalità viaggi, pranzi e cene.
Bruzzone ha motivato gli incontri conviviali e i viaggi con la necessità di approfondire i temi relativi alle varie categorie, in particolare la caccia per le tavolate con rappresentanti di associazioni venatorie, e la legge Bolkestein.
“Per incontrare le persone e le categorie che rappresentavo, affrontare le problematiche e cercare una soluzione politica” evidentemente non servono le sedi istituzionali ma i ristoranti a spese dei contribuenti.
Oggi era previsto anche l’interrogatorio del leader regionale della Lega Nord Edoardo Rixi, attuale assessore allo sviluppo economico, anche lui imputato per peculato, ma il prolungarsi dell’interrogatorio di Bruzzone ha indotto il giudice ad aggiornare la seduta a settembre.
A Rixi vengono contestate spese non corrette per 19 mila euro.
Secondo l’accusa, sostenuta dal procuratore aggiunto Francesco Pinto, tutti gli imputati avrebbero speso soldi pubblici, a vario titolo, in cene, viaggi, gite al luna park, birre, gratta e vinci, ostriche, fiori e biscottini.
In alcuni casi, per gli inquirenti, venivano consegnate ricevute che erano state dimenticate da ignari avventori.
In altri venivano modificati gli importi a mano.
(da “il Secolo XIX”)
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Luglio 3rd, 2017 Riccardo Fucile
LO ZIO D’AMERICA PRESENTA UNA GIUNTA FANTOZZIANA, NON C’E’ NEANCHE UN TECNICO, MANCA PERSINO UN ASSESSORE ALLA PROTEZIONE CIVILE
Alla fine, dopo una lunga gestazione, il sindaco di Genova Marco Bucci ha presentato la
sua giunta, mettendo insieme 10 assessori e 6 consiglieri delegati. Un po’ troppe deleghe (Urbanistica e demanio, Politiche e strategie di sviluppo delle società partecipate, Ricerca e sviluppo dei finanziamenti europei, Organi istituzionali, Comunicazione, Politiche europee e internazionali e Cooperazione internazionale, Partecipazione dei cittadini alle scelte della amministrazione) saranno mantenute da lui ad interim.
Di tecnici neanche l’ombra, tutti rispondono a segreterie di partito del centrodestra, dalla Lega a Forza Italia, da Fdi a Direzione Italia.
Un assessore guadagna 2.500 euro al mese, lo spirito di servizio verso la città dei rivoluzionari tecnici del centrodestra si ferma a questa soglia: chi guadagna di più non intende rimmetterci. Pare che alcuni abbiano rinunciato anche perchè sono incarichi fiduciari e non è garantito che durino cinque anni.
Il vicesindaco è l’esponente di Fratelli d’Italia, Stefano Balleari, meno male, così finisce di reclamare il posto come fa da mesi: terrà per sè le deleghe a Mobilità e Trasporto pubblico locale.
«Quella di Genova sarà una Giunta flessibile» ha aggiuto il sindaco, al termine della presentazione della squadra di Governo. «So – ha detto – che questo concetto può creare stupore. Ma per me non c’è nulla di strano. Prevedere la possibilità di un turn-over è una cosa positiva e stimolante. Il cambiamento è un concetto positivo»
Chissà come saranno contenti i neo assessori di questo attestato di fiducia.
Ecco la Giunta Bucci: 10 assessori e 6 consiglieri
Stefano Garassino (Lega) assessore alla Polizia locale e sicurezza
Giancarlo Vinacci (Fi) assessore allo Sviluppo economico
Arianna Viscogliosi (Direzione Italia) assessore al Personale
Paola Bordilli (Lega) assessore al Commercio e al Turismo
Paolo Fanghella (Lega) assessore allo Sviluppo delle vallate, manutenzioni e lavori pubblici
Pietro Piciocchi (Lista Bucci) assessore al Bilancio
Elisa Serafini (Lista Bucci) assessore alla Cultura e al Marketing territoriale
Francesca Fassio assessore ai Servizi sociali
Matteo Campora (Lista Bucci, alfaniano) assessore all’Ambiente e al Ciclo dei rifiuti
I consiglieri delegati sono
Stefano Anzalone (Fi) allo Sport
Mario Baroni (Fi) alla Valorizzazione del patrimonio comunale
Francesco Maresca (Lista Bucci) alla Portualità
Lilli Lauro (Fi) ai Rapporti istituzionali con altri enti
Sergio Gambino (FdI) alla Protezione civile e volontariato
Federico Bertorello (Lega) all’Avvocatura e affari legali
Mancano i grandi manager e professionisti annunciati in campagna elettorale da Marco Bucci, si è ripiegato su un fantozziano manuale Cencelli.
Manca un assessore alla protezione civile, delegata a un consigliere comunale che di professione fa l’assicuratore. E’ detto tutto.
(da agenzie)
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Luglio 1st, 2017 Riccardo Fucile
QUATTRO VICENDE CHE NECESSITANO DI COERENZA, ALTRIMENTI SONO SOLO CHIACCHIERE
In occasione della cerimonia dell’antica pergamena con l’elenco dei sindaci, il neo primo
cittadino di Genova ha affermato che “è l’illegalità la discriminante che non possiamo accettare, nessuno dovrà dire che a Genova si sono rifiutati di fare una cosa legale, ci saranno solo più persone che diranno: a Genova si sono rifiutati di fare una cosa illegale».
Codici a parte, è evidente il richiamo all’etica politica che Bucci ha ritenuto di sottolineare come linea di indirizzo della sua amministrazione.
Ne prendiamo atto come dichiarazione di intenti e approfittiamo dell’occasione per porre al neo sindaco alcune domande strettamente connesse e conseguenziali a quanto da lui dichiarato.
1) Nel suo programma c’è il progetto di attirare investimenti al parco tecnologico di Erzelli. In un documento autografo, depositato in Regione insieme ai propri dati personali, risulta che Lei possiede 500 azioni di Genova High Tech, la società che sta cercando di realizzare il Parco tecnologico di Erzelli. Ha provveduto a cedere (e a chi) le quote azionarie alla luce del nuovo incarico, visto il palese conflitto di interessi che verrebbe a crearsi?
2) Corrisponde al vero che la delicatissima delega al ciclo dei rifiuti e all’ambiente con incarico di commissaria dell’Amiu intende affidarla a una ex dipendente di Carestream, azienda multinazionale della diagnostica medicale di cui Lei è stato Amministratore delegato? Azienda che ha in essere contratti del valore di svariati milioni di euro con alcune Asl liguri?
3) Ritiene in linea con il suo richiamo etico la foto opportunity che pubblichiamo, in occasione della conferenza stampa dopo la sua elezione, con a fianco due politici di Lega e Fdi, suoi grandi elettori, attualmente sotto processo per peculato per le spese pazze in Regione Liguria? Si sente rappresentato da politici a cui sono state contestati oltre 100 rimborsi non dovuti?
4) Ha provveduto a chiedere pubblicamente scusa a un giornalista che è stato insultato e minacciato la sera dell’esito elettorale nel suo quartier generale da suoi supporters solo perchè stava esercitando “legalmente” il suo diritto di cronista? O questa non è illegalità ?
Per ora ci fermiamo qua, ma solo per ora.
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Giugno 29th, 2017 Riccardo Fucile
GRANDE PROVA UNITARIA DELLA CORTE DEI MIRACOLATI DALLA SINISTRA E DA GRILLO
Si surriscalda il clima politico intorno alla giornata di domani, il 30 giugno.
In città è previsto un corteo in serata della galassia antagonista e antifascista, con partenza da piazza Alimonda.
E un convegno organizzato dalla Camera del lavoro dal titolo “Antifascismo e lavoro: nelle nostre radici il nostro futuro” si svolgerà presso la Compagnia unica in Sala Rum.
Ma a far salire la temperatura sono tre fattori: l’elezione di Marco Bucci a sindaco, l’apertura di una sede di Casa Pound vicino a piazza Alimonda e, proprio ieri, la richiesta al Prefetto da parte di Alberto Campanella (eletto consigliere con FdI) e Gianni Plinio di vietare il corteo antifascista.
«Troppo elevato – scrivono i due esponenti di Fratelli d’Italia – è il rischio di incidenti e di danneggiamenti nel centro cittadino come spesso accaduto ad opera di militanti violenti dell’area antagonista. Va, poi, tenuto presente che esaltare i drammatici fatti del 30 Giugno 1960 configura l’apologia di reato. La violenza di piazza scatenata dai comunisti, che mise a ferro e fuoco la città , impedì la celebrazione del Congresso Nazionale del Msi, partito presente in Parlamento»
Un comunicato che è stato visto come una provocazione ad esempio dal Collettivo autonomo dei lavoratori portuali: «Chiediamo massima partecipazione al corteo del 30 Giugno, in memoria del ’60. Il corteo vuole essere pacifico e arrivare a destinazione. Non bisogna cadere in provocazioni ed essere tanti. Si chiede a tutti i lavoratori antifascisti di partecipare al corteo commemorativo», scrivono sulla loro pagina Facebook.
Oggi si terrà una riunione in Prefettura del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, ma l’impostazione della Questura rimane la stessa adottata in situazioni simili recentemente: vigilanza discreta sul corteo ma nessuno stop forzato, per evitare tensioni.
Anche il neo-sindaco Marco Bucci non farà propria la posizione dei due esponenti di Fratelli d’Italia, perchè come ha spiegato nei giorni scorsi al Secolo XIX «le uniche manifestazioni che possono essere vietate sono quelle pericolose per l’ordine pubblico». E in ogni caso il sindaco non ha titolo per vietare un bel nulla, salvo che la concessione di sale pubbliche.
Il comunicato di Plinio e Campanella ha suscitato anche parecchi mal di pancia nei vertici del partito, Matteo Rosso, coordinatore regionale, l’ha definito «inopportuno» in questo momento, con le elezioni appena trascorse e la prospettiva del primo consiglio comunale.
Giusto per la cronaca:
1) Ognuno è libero di manifestare nelle forme e modalità concordate. Nessuno vieta di indire cortei o convegni di segno opposto, è certamente più etico e “di destra vera” che chiedere di vietare quelli degli altri.
2) CasaPound non c’entra nulla: ha aperto una sede in una via laterale a Piazza Alimonda, ma senza alcun nesso con i noti fatti, come precisato dai suoi vertici locali.
3) Che l’uscita dei due esponenti di Fdi sia motivata solo dalla ricerca di visibilità e non dalla sostanza è dimostrata dal fatto che la richiesta di vietare la manifestazione della sinistra antagonista, rivolta al sindaco, è fumo negli occhi. E’ il questore a decidere, d’intesa con il prefetto, il sindaco non ha alcun potere (per fortuna). Non a caso, la “provocazione” non è piaciuta al coordinatore di Fdi, segno di una nota “guerra interna” che si sta sviluppando da mesi nel partito della Meloni, e tanto meno a Bucci che ha già da pensare ai suoi guai.
4) Nel silenzio della Lega che segue con imbarazzo la vicenda (abituati a straparlare, è fragoroso il loro silenzio) la vicenda è derubricata a lotte interne alla destra locale. Evviva il modello Toti: finchè vince può tacitare con qualche poltrona, quando queste verranno messe in discussione ci sarà da ridere sulla “coesione territoriale” del centrodestra ligure. Tempo al tempo.
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Giugno 29th, 2017 Riccardo Fucile
LA MANIA DELLO SPOTTONE GIOCA UN BRUTTO SCHERZO AL GABIBBO BIANCO E ALLO ZIO D’AMERICA: ERANO A UN CHILOMETRO DI DISTANZA, FACEVANO PRIMA A VEDERSI… E OGNUNO DA’ UN ALLARME METEO DIVERSO DALL’ALTRO
“Base luna chiama terra”. Nella prima prova a reti unificate della protezione civile, il sindaco Marco Bucci interpreta un astronauta che comanda una navicella malandata.
Nel corso del collegamento in videoconferenza si rompe un condizionatore e la sala operativa si allaga. Un vigile passa con un secchio.
Il presidente della Regione, Giovanni Toti, se ne accorge e lo prende in giro. “Piove dentro alla sede della protezione civile di Genova? C’è una perdita da un tubo? Avete un’emergenza locale?”.
Un brutto segnale, ma Bucci fa finta di niente. “Dove siete per mia curiosità ?”.
Lui è in via Di Francia 1, al Centro operativo comunale, e dalla Foce gli risponde Stefano Vergante, il dirigente della protezione civile regionale. “Siamo nella sala della protezione civile”.
Bucci è disorientato. “Dove?”. “In viale Brigate Partigiane, sindaco”.
Sono distanti un chilometro, ma sembrano anni luce.
È proprio per colmare quel buco nero che divide le due protezioni civili, che viene organizzato con Toti e l’assessore alla protezione civile regionale Giacomo Giampedrone un primo briefing in diretta con i colleghi al Matitone per “fare il punto sulle azioni congiunte e coordinate da mettere in campo in vista delle prossime allerte autunnali”.
Si ricomincia da zero: non devono capitare cortocircuiti come quelli di ieri, quando la Regione alle 12.15 dirama il prolungamento dell’Allerta Gialla fino a mezzanotte e il Comune informa i cittadini con gli sms alle 17.30.
“Buon pomeriggio sindaco, buon pomeriggio a tutti – dice al microfono Toti – come sapete l’allerta è stata prolungata. Pur essendo minore non è da sottovalutare. Sulla protezione civile possiamo innescare meccanismi sinergici, ragionare sul sistema della messaggistica che può essere uniformato
Bucci lo interrompe. “Giovanni non si sente bene!”. Problemi ai microfoni.
“Che tipo di collegamento abbiamo con gli altri comuni della Città Metropolitana? Sono integrati?”, gli chiede il sindaco. Risponde Vergante. “A livello comunale c’è il sindaco, a livello provinciale, è il prefetto che gestisce l’emergenza”.
Silenzio. “State parlando? Abbiamo problemi di audio, non si capisce bene, è una cosa che dobbiamo assolutamente mettere a posto”
A Bucci risponde Giampedrone. “La nostra sala operativa si occupa di mettere in campo i volontari. Credo che questo sia l’avvio di un percorso che dobbiamo implementare con una capillarità di informazioni tra regione e comune durante le allerte con lo scopo di intervenire nel minor tempo possibile. La nostra sala è operativa h24, rispetto alle varie emergenze di protezione civile abbiamo una copertura totale”
A Bucci piove in casa e di fronte a tanta macchina organizzativa, è imbarazzato. “Accelereremo l’integrazione con il 112”. Toti lo ringrazia. “Avere il numero della
polizia locale sarebbe perfetto”.
Magari la prossima volta meglio che ne parlino a voce direttamente.
(da “La Repubblica”)
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Giugno 28th, 2017 Riccardo Fucile
META DEI PELLEGRINAGGI DI SALVINI, IL QUARTIERE DI EDILIZIA POPOLARE DI GENOVA DELUSO DALLA SINISTRA IN REALTA’ SI E’ RIFUGIATO NELL’ASTENSIONE… BUCCI HA VINTO NEI QUARTIERI BENE DEL LEVANTE
Una dele storielle che i Bucciboys leghisti tendono ad accreditare in queste ore è quella di aver vinto nei quartieri popolari di Genova. In questa narrazione fantasiosa l’emblema sarebbe il degradato quartiere della case popolari del Cep di Prà , dove i leghisti avevano portato in processione il re del selfie perchè gli abitanti potessero toccarne le vesti.
Chiariamo subito quello che dicono i dati: il centrodestra ha stravinto nel Levante di Genova e nei quartieri “bene” della città , in centro e in valbisagno.
Nel ponente zone “povere”, ha prevalso il candidato del centrosinistra di stretta misura. Ma per un motivo mlto semplice: ha votato solo il 42% dei genovesi, l’elettore di sinistra, deluso dal partito a livello nazionale e locale, non è andato a votare.
Detto per inciso: quello che, a parti invertite, era successo 5 anni fa, quando prevalse Doria e furono gli elettori di centrodestra a starsene a casa.
E arriviamo al Cep di Prà dove su oltre 5.000 abitanti hanno votato solo in 1.518 elettori, pari al 27,7%. Qui la Lega ha raggiunto il 20% contro una media comunale del 13%, ma questo 20% è sul 27,7%, quindi di fatto corrisponde a un 5,5% sul numero reale degli abitanti.
Tutto salvo che una “straordinaria vittoria” come vorrebbero far apparire i menestrelli di corte.
Quali i motivi della diaffezione al voto?
Li spiega bene un articolo di “Repubblica”
Non ha votato Roberto, pensionato, che esce di casa solo per andare in farmacia e alla posta. «A che serve?», dice. «Qui siamo dimenticati». E nemmeno Luca, che lavora nel tabacchino in via II dicembre. «Non mi interessa la politica, per quelli come noi non cambia niente».
Non è andata al seggio una signora che aspetta il bus davanti alla Ekom. E nemmeno una ragazza con i capelli sfatti, che cammina accanto a un’aiuola spelacchiata piena di spazzatura. «La nostra vita è questa, uno schifo». Roberto Basile, 39 anni e un tatuaggio sul collo, è arrivato al Cep quando c’erano ancora i ponteggi ai palazzi. «Qui non esistiamo: non riparano gli ascensori quando si rompono, non puliscono le strade. Ci sono carcasse di motorini e materassi abbandonati da mesi. Dovrebbero curare ‘sti posti, non Albaro e Quarto».
Davanti alla sede del comitato di quartiere Ca’ Nova c’è il presidente Nicolò Catania, 84 anni. Vive al Cep dal 1978 : «Le parti collinari sono abbandonate a se stesse. Il voto alla Lega è un segnale: se noi non costruiamo qualcosa, chi ha vinto continuerà a vincere». Dentro il civico 30 di via II dicembre c’è Giovanni Ragazzo, 74 anni, responsabile dello Spi-Cgil. Di destra vuole parlare poco. «Prendono voti dando la colpa agli stranieri. Ma è il Pd che deve guardare a sinistra e pensare alla povera gente». Nel piazzale si aggira intanto un signore con una canottiera da basket. «Qualcuno vuole un’orata?», chiede. Si chiama Giuseppe Atzeni, ha 53 anni e da quando ha perso il lavoro fa il pescatore. Guarda il civico 30, con nostalgia. «Era davvero una bella sinistra quella del Pci. I giovani partecipavano, la gente era unita». Alla fine, lo dice come una colpa. «Non ho votato. Ma mi sono già pentito».
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