Destra di Popolo.net

FIRME FALSE M5S, GLI EX ATTIVISTI ACCUSANO IL CERCHIO MAGICO

Novembre 20th, 2016 Riccardo Fucile

FABIO D’ANNA E GIUSEPPE MARCHESE ALL’ATTACCO DEI VERTICI REGIONALI DEL MOVIMENTO: “IMPEDISCONO DI AVERE UN MOVIMENTO DEMOCRATICO, UN GRUPPETTINO DI PERSONE PENSA DI FARE CIO’ CHE VUOLE”

Un cerchio magico per emarginare le voci dissonanti all’interno del M5S e “spianare cosi’ la strada a un gruppetto ristretto di persone” in vista delle future elezioni nazionali.
A denunciarlo sono due ex-attivisti del Movimento 5 Stelle, Fabio D’Anna e Giuseppe Marchese, oggi esponenti del Movimento di democrazia diretta “Decidiamolo Insieme”, che hanno incontrato i giornalisti nel corso di una conferenza stampa a Palermo, nello studio dell’avvocato Alessandro Crociata.
D’Anna e Marchese, oltre ad annunciare che si costituiranno parte civile nel futuro processo contro gli autori dei reati contestati in relazione allo scandalo firme false del M5s — al momento sono otto gli attivisti e i deputati indagati dalla Procura del capoluogo siciliano — hanno voluto far luce su alcune presunte irregolarità  che dimostrerebbero “che nel movimento c’è del marcio e la totale assenza di democrazia”.
Proprio D’Anna, tra i primi fondatori a Palermo nel lontano 2008, è tra coloro i quali ha disconosciuto la sua firma sui moduli presentati dai grillini in occasione delle elezioni amministrative del 2012.
Marchese invece aveva parlato delle mail che si erano scambiati gli attivisti dopo la raccolta firme
“Quella firma non era la mia, è sta chiaramente falsificata -ha detto, spiegando di aver presentato la dichiarazione di parte offesa in attesa del rinvio a giudizio- . Evidentemente qualcuno si e’ preso la briga di farlo, e ne hanno tratto dei benefici. Da allora ho lasciato il movimento: questi episodi sono la prova che c’è del marcio e non ho più fiducia in queste persone”.
D’Anna e Marchese ora puntano il dito contro alcuni deputati e attivisti del movimento, una ventina di persone, un cerchio ristretto che farebbe capo all’attuale deputato del M5s Riccardo Nuti, i cosiddetti “nutiani”.
Per alcuni la vicenda delle firme false sarebbe riconducibile soltanto a una leggerezza, ma per i due ex attivisti si e’ stata, invece, si sarebbe trattata di “una scelta ben precisa: la lista serviva per candidarsi alle competizioni nazionali”.
“All’epoca delle comunarie -raccontano- c’era un cerchio magico, un gruppo di soggetti che fa riferimento a Nuti, che hanno progressivamente emarginato ed eleminato le voci dissonanti all’interno del movimento. La decisione della falsificazione è stata presa da alcuni e non e’ stata prima condivisa. Queste persone erano le uniche ad avere contatti con la Casaleggio Associati e avevano in mente un percorso che doveva portarli in Parlamento”.
Secondo i due ex attivisti, infatti, la partecipazione a quella competizione elettorale — le comunali del 2012 — non era fine a se stessa, ma serviva per candidarsi alle prossime elezioni.
“In quel periodo -proseguono- ancora non si conosceva il nuovo regolamento che, per partecipare alle elezioni in Parlamento, prevedeva una precedente candidatura a una competizione elettorale comunale. Sospettiamo che questa regola fosse già  conosciuta all’epoca, altrimenti non si spiega questa fretta nel presentare le liste. Dopo il servizio delle Iene, si sta dipanando un filo logico molto chiaro: gli attivisti storici mai avrebbero avallato questo comportamento, l’hanno studiata per avvantaggiarsi personalmente, estromettendo quelli che potevano dare fastidio e hanno reso il M5s a Palermo terreno sterile”. Sembra però davvero poco probabile che la regola successivamente implementata per le candidature (tra l’altro con molte proteste) fosse nota già  all’epoca a Palermo: perchè?
Le responsabilità  di Cancelleri
Ma per i due ex attivisti le responsabilità  sono anche in chi, nonostante le voci che circolavano da tempo, non ha mai fatto chiarezza.
“Le scorse parlamentarie sono state propagandate come un esercizio di democrazia pura -ricostrusce l’avvocato Crociata-, ma molte delle persone che erano in elenco sono state escluse prima, pur avendone diritto, senza alcuna spiegazione. Come nel caso di Marchese, inserito nella lista dei possibili candidati ma, il venerdi’ sera, a due giorni dalle parlamentarie, inspiegabilmente è stato tagliato fuori perchè non in possesso dei requisiti. Nessuno ha mai spiegato le ragioni di tale scelta, nemmeno la Casaleggio Associati, e non sarebbe l’unico caso isolato”.
D’Anna e Marchese attaccano anche Giancarlo Cacellieri, attuale deputato regionale del movimento e tra i possibili candidati presidente alle prossime regionali: “Cancellieri sapeva tutto della nostra storia, e non ci ha fatto mai avere alcuna notizia. Anche lui, prima di parlare di fare pulizia, dovrebbe passarsi una mano sulla coscienza perchè ha fatto finta di nulla e si è tenuto persone in lista”.
Adesso i due ex attivisti, che affermano di non voler mai più far parte dei 5 Stelle, chiedono il “innovamento del movimento”, con l’esclusione dei soggetti che hanno dimostrato con la loro condotta “cosa non si deve fare, e che siano i vecchi attivisti a risollevare le sorti del M5s, di chi crede ancora nei valori di democrazia”.
I due si dicono delusi anche dal leader del Movimento, Beppe Grillo: “Ci attendiamo che tutti gli indagati seguano l’esempio di La Rocca, ma da Beppe ci saremmo aspettati qualcosa di più della richiesta di autosospensione, tardiva e insufficiente, a riprova del doppiopesismo che esiste nel movimento. In altre occasioni hanno cacciato direttamente le persone, come nel caso di Pizzarotti. Di questi, nonostante l’indagine, nessuno è stato sospeso o cacciato. Ci stanno impedendo di aver un movimento democratico soltanto perchè un gruppettino di persone possa fare ciò che vuole” concludono.

(da “NextQuotidiano”)

argomento: Grillo | Commenta »

LA GRILLINA LA ROCCA: “NON SONO UN’EROINA, HO DETTO LA VERITA’ SULLE FIRME FALSE”

Novembre 20th, 2016 Riccardo Fucile

“MI DISPIACE SE HO DELUSO QUALCUNO”

La deputata siciliana Claudia La Rocca, che nei giorni scorsi ha ammesso le proprie responsabilità  davanti ai pm di Palermo sul caso delle presunte firme false nella lista dei Cinquestelle alle comunali del 2012 a Palermo e che due giorni fa ha deciso di autosospendersi dal M5s, ha deciso di rompere il silenzio e di affidare a un post su Facebook alcune considerazioni sulla vicenda.
«Mi ero ripromessa di non scrivere nulla. Sono giorni molto difficili, ogni parola potrebbe essere sbagliata – scrive la deputata -, so che la gente da dietro una tastiera sa essere molto cattiva, so che c’è sempre qualche detrattore del Movimento pronto a strumentalizzare ogni cosa, senza nessuna oggettività  e umanità . Ormai da una settimana ricevo decine e decine di messaggi di stima e incoraggiamento da amici, colleghi, conoscenti, sconosciuti, giornalisti, dirigenti, sindaci e assessori. Dimostrazioni di affetto pubbliche e private… E senza alcuni `angeli’ questi momenti sarebbero stati ancora più difficili da sopportare. Un calore così immenso e inaspettato per il quale non posso non ringraziare tutti e l’unico motivo delle mie parole adesso».
«Io – scrive nel post – non voglio essere l’eroina, non voglio essere la protagonista, volevo solo mettere la parola fine ad una situazione che stava degenerando, tirando dentro tutto e tutti, e l’ho fatto nell’unico modo che conoscevo, la cosa che mio padre più apprezzava di me… Dicendo la verità ».
«La mia scelta è stata difficile e non riesco a smettere di provare un profondo dolore. Sapevo di mettere in discussione gli ultimi 8 anni della mia vita, il mio ruolo di portavoce che ho messo al primo posto, sacrificando la mia vita privata, cercando di portare avanti il mio lavoro con serietà , impegno e passione… Ma la vita è fatta di scelte e affrontare un temporale con dignità , potersi guardare allo specchio, vale di più». «So che è stato uno stupido errore – conclude – e mi dispiace se ho deluso qualcuno».

(da “Huffingtonpost”)

argomento: Grillo | Commenta »

“FIRME FALSE, NON SOLO COPIATE”. SI ALLARGA L’INDAGINE SUI CINQUESTELLE

Novembre 20th, 2016 Riccardo Fucile

DUE TESTIMONI: “ABBIAMO FIRMATO PER IL REFERENDUM SULL’ACQUA NON PER LA LISTA”… SI SOSPENDE IL DEPUTATO CIACCIO, NO DI NUTI E MANNINO

Non solo firme ricopiate.
Nella lista del Movimento 5 stelle per le Comunali 2012 sarebbero state inserite anche firme rubate.
Alcuni nominativi, con le date di nascita e i documenti d’identità , provenivano dagli elenchi di chi firmò ai banchetti per il referendum che aveva come argomento la privatizzazione dell’acqua e non per la costituzione delle liste per le successive elezioni amministrative. Banchetti ed elenchi di un anno prima, insomma.
Intanto l’inchiesta della procura si è già  arricchita di nuove indicazioni importanti. Non solo la deputata La Rocca, ma anche altri due attivisti del Movimento hanno raccontato ai magistrati cosa accadde.
E dopo La Rocca, ieri si è autosospeso il deputato regionale Giorgio Ciaccio, mentre i due parlamentari nazionali indagati, Riccardo Nuti e Claudia Mannino, restano in sella: “Prima l’avviso di garanzia”.
Un avvocato e un commercialista, convocati nei giorni scorsi dalla Digos, hanno spiegato di non avere firmato le liste elettorali di M5S: «Quelle firme sono palesemente false, non sono nostre», hanno messo a verbale in questura.
Nel 2011, i due professionisti avevano invece firmato ai banchetti per il referendum sistemati davanti al palazzo di giustizia, in piazza Vittorio Emanuele Orlando, e al Politeama.
L’avvocato e il commercialista lo confermano a Repubblica. «Non ricordo di avere firmato per le liste elettorali – dice il legale – ma ricordo con certezza di avere firmato per il quesito sull’acqua pubblica».
È il nuovo fronte dell’inchiesta, che presto potrebbe far saltare fuori altri nominativi rubati dalle liste di chi ha aderito al referendum.
Intanto, l’inchiesta della procura si è già  arricchita di nuove indicazioni importanti: non solo la deputata regionale Claudia La Rocca, anche altri due attivisti del Movimento 5 Stelle hanno raccontato ai magistrati della procura cosa accadde la notte del grande pasticcio per salvare la lista delle comunali, nel meetup di via Sampolo.
Le critiche del Pd. “La firmopoli siciliana si allarga di giorno in giorno e fa emergere contorni di una gravità  sempre più evidente. Ma i vertici del Movimento 5 stelle continuano a sminuire” il caso, afferma il senatore del Partito democratico Francesco Scalia sull’inchiesta delle firme false a Palermo.
“Di fronte alle nuove ammissioni degli attivisti siciliani, che ammettono le responsabilità  sul metodo illegale di raccolta firme, false, copiate o clonate che siano, i vertici pentastellati, che sapevano e hanno taciuto non possono più balbettare. Hanno il dovere di fare chiarezza. Attendiamo fiduciosi. Ma non troppo”.
E il senatore Stefano Esposito aggiunge: “Dopo le firme copiate spuntano quelle clonate, spostate pari pari dalle liste di chi aveva firmato per il referendum sull’acqua in Sicilia e finite sotto le candidature a Cinquestelle. I vertici pentastellati, che sapevano e hanno taciuto invece di assumersi le loro responsabilità , continuano a tergiversare e dal tour siciliano per la campagna del no fanno saltare la tappa di Palermo”.
Giuseppina Maturani, vicecapogruppo del Pd al Senato afferma: “Dalle firme false a quelle clonate, raccolte per un altro motivo? Questo è quello che è avvenuto a Palermo tra i dirigenti (?) del movimento grillino? Siamo passati da onestà -onestà  a Grillopoli. Nel solito silenzio omertoso e assordante — aggiunge – di Grillo e dei vari Di Maio e Di Battista che si girano dall’altra parte e intanto scappano da Palermo nel loro tour ferroviario. Eh, come è trasparente la diversità  grillina”.
“Ormai quella delle firme false a Palermo è diventata una vera e propria Grillopoli — afferma la vicecapogruppo del Pd alla Camera, Silvia Fregolent. Oggi Di Maio e Di Battista, Grillo e Davide Casaleggio continueranno a sminuire e a girarsi dall’altra parte o proveranno a fare chiarezza sulle nuove allarmanti denunce. La vicenda può essere ancora più grave rispetto a quanto già  emerso. Se fosse vero che hanno clonato firme siglate per altri motivi, l’imbroglio sarebbe ancora più serio”.

(da “La Repubblica”)

argomento: Grillo | Commenta »

FIRME FALSE: I NOMI DEGLI INDAGATI M5S E PERCHE’ SI POTREBBERO SALVARE

Novembre 19th, 2016 Riccardo Fucile

NUTI, MANNINO, LA ROCCA, CIACCIO, IPPOLITO, PARADISO E BUSALACCHI… MA IL REATO SI PRESCRIVERA’ PRESTO, ANCHE GRAZIE A INDAGINI TARDIVE DELLA DIGOS E DELLA PROCURA

Riccardo Nuti, Claudia Mannino, Claudia La Rocca, Giorgio Ciaccio, Giuseppe Ippolito, Stefano Paradiso, Samanta Busalacchi, Giovanni Scarpello: questi gli otto nomi degli indagati nel MoVimento 5 Stelle palermitano per la storia delle firme false alle elezioni comunali del 2012.
Nella lista ci sono due onorevoli in Parlamento, i due onorevoli dell’ARS presenti nelle mail che il gruppo si è scambiato nella notte della falsificazione e la collaboratrice Busalacchi e la persona di cui si sbagliò il luogo di nascita (Ippolito) oltre a Paradiso, anche lui presente nella mailing list («Un sincero grazie alle due Claudia, a Samantha e a tutti quelli che sono rimasti in sede fino alle 4 per finire questo estenuante lavoro») mentre Scarpello è il “pubblico ufficiale” che fuggiva per non farsi intervistare da Filippo Roma nel primo servizio delle Iene sulla vicenda.
A tutti ieri Beppe Grillo ha chiesto di “sospendersi immediatamente” dal MoVimento 5 Stelle ma finora l’unica sospensione effettivamente pervenuta è quella di La Rocca.
La maggior parte di questi aveva minacciato di querela Vincenzo Pintagro, il professore di educazione fisica appassionato di scie chimiche che con la sua intervista aveva dato il là  all’inchiesta delle Iene che ha portato la procura di Palermo e la Digos a scoprire quello che non erano stati in grado di scoprire all’epoca della prima denuncia, anonima, riguardo i fatti.
A questo proposito, si attendono ancora le spiegazioni del procuratore di Palermo e del poliziotto Giovanni Pampillonia sul primo flop delle indagini, visto che il reato si prescrive nel 2017 e a causa dell’errore quindi l’eventuale processo agli accusati non vedrà  mai la fine a meno che non rinuncino alla prescrizione.
Non è detto che altri parlamentari non vengano raggiunti da un avviso di garanzia nei prossimi giorni. La settimana prossima cominceranno gli interrogatori.
Finora, dei 300 testimoni convocati in questura, più della metà  hanno disconosciuto le firme. Il reato contestato proviene dal Testo unico 570 del 1960 che punisce «chiunque forma falsamente, in tutto o in parte, liste di elettori o di candidati o altri atti destinati alle operazioni elettorali» e riguarda anche chi ha beneficiato della falsificazione, anche se non vi avesse preso parte.
Claudia La Rocca intanto, racconta Repubblica Palermo, martedì 8 novembre, quando si è presentata in procura, ha chiamato in causa chi avrebbe copiato assieme a lei: «fra gli altri, Claudia Mannino e Samanta Busalacchi.
Dice che il candidato sindaco di Palermo, Riccardo Nuti, sapeva. Genera ulteriori testimonianze (due) e vengono fuori i nomi di altri presenti, più o meno partecipi e consapevoli, quando all’inizio di aprile di quattro anni fa, si taroccarono gli elenchi: fra loro Giulia Di Vita e Chiara Di Benedetto. Tutti attivisti che, tranne Busalacchi, sono oggi parlamentari.
È un passaggio chiave: La Rocca, assieme ad altri due testimoni che hanno deciso di collaborare, dà  un contributo decisivo alle indagini».
La resistenza di Riccardo Nuti
Intanto, racconta il Corriere, a Roma resiste il drappello dei cinque parlamentari sospettati della combine: Claudia Mannino, Loredana Lupo, Giulia Di Vita e Chiara di Benedetto, oltre lo stesso Nuti. Un gruppo al quale si aggiunge Samanta Busalacchi, attivista all’Assemblea regionale.
Nello psicodramma che investe il M5S sembrano a rischio soprattutto i cinque parlamentari e la Busalacchi, tutti difesi da un avvocato, Domenico Monteleone, estensore di una memoria inviata il 25 ottobre a Mediaset per protestare contro gli «attacchi» delle Iene, ma rimbalzata sui tavoli del cosiddetto direttorio.
Con disappunto di Grillo che a Claudia Mannino, avrebbe subito chiesto di autosospendersi. […] Loro si scagliano contro la ricostruzione della prima gola profonda, Vincenzo Pintagro, il professore presentato, dicono ironicamente, «come accusatore senza macchia e senza peccato».
E attaccano un altro intervistato, Francesco Vicari: «Ma è fratello di una fedelissima di Alfano, la sottosegretaria Simona Vicari, presentato come “convintissimo attivista 5 Stelle”».
Poi l’attacco al terzo accusatore, Fabio D’Anna: «Ma ha fondato un movimento che attinge allo stesso bacino dei 5 Stelle». E si difendono: «Quella notte abbiamo solo controllato l’esattezza dei dati riportati nelle schede… Anche ammesso che la falsificazione sia stata effettuata realmente respingiamo con forza tale accusa… palesemente frutto di una trama tendenziosamente ordita da persone già  allontanate per il loro comportamento ritenuto non conforme…».
I parlamentari hanno quindi l’intenzione di tenere duro, in ciò confortati anche dal nuovo regolamento sulle sanzioni disciplinari, che prevede una procedura non ancora implementata dal MoVimento.
Ma di certo nella Sicilia dove il gruppo dirigente del M5S operò espulsioni sul espulsioni di attivisti ancora con il dente avvelenato tutti quelli anche soltanto sfiorati dalla storia saranno difficilmente in grado di potersi ripresentare nelle assemblee pubbliche.

Giovanna Casadio
(da “La Repubblica“)

argomento: Grillo | Commenta »

FIRME FALSE M5S: GLI INDAGATI SONO OTTO, COMPRESI PARLAMENTARI, LA ROCCA SI SOSPENDE

Novembre 18th, 2016 Riccardo Fucile

GRILLO CHIEDE TARDIVAMENTE AGLI INDAGATI UN PASSO INDIETRO

Otto parlamentari e attivisti del Movimento 5 Stelle sono indagati con l’accusa di violazione del testo unico 570 del 1960, per la vicenda delle firme false a sostegno della lista presentata nel 2012 alle elezioni comunali di Palermo.
Saranno interrogati dalla settimana prossima, dal pool coordinato dal procuratore aggiunto Bernardo Petralia e dal pm Claudia Ferrari, che si avvalgono delle indagini svolte dalla Digos. Lo riporta l’agenzia di stampa Agi.
È stato l’incrocio delle dichiarazioni dei tre testimoni poi divenuti indagati – la deputata regionale Claudia La Rocca, che ha ampiamente collaborato, e due attivisti, che hanno fatto una serie di ammissioni – con quelle del superteste Vincenzo Pintagro e con il disconoscimento delle firme da parte di coloro che avevano appoggiato la lista, a indurre la Procura a sentire le versioni di coloro che materialmente avrebbero coordinato le operazioni di ricopiatura, la notte del 3 aprile 2012, dopo che gli attivisti grillini si erano resi conto dell’errore materiale su un luogo di nascita di un candidato.
Nel timore che tutto si perdesse e che la lista fosse respinta dal Tribunale, competente a vagliare la regolarità  formale degli atti, fu decisa la sostanziale falsificazione delle firme, cosa ammessa da numerosi dei presenti.
Chi indaga, visto che la lista non ottenne nemmeno un consigliere comunale, ipotizza però che una serie di persone si sarebbero giovate comunque dei falsi, perchè la candidatura alle elezioni comunali, secondo le regole dettate dal leader e garante politico del Movimento, Beppe Grillo, consentiva di candidarsi successivamente alle elezioni regionali e politiche, in cui il sistema elettorale ha consentito a una serie di militanti di diventare deputati e senatori.
La La Rocca, che ha annunciato ai compagni del M5S di volersi sospendere, ha chiamato in causa chi avrebbe copiato assieme a lei: fra gli altri, Claudia Mannino, Samantha Busalacchi, Loredana Lupo e ha detto che il candidato sindaco di Palermo, Riccardo Nuti, sapeva.
Dalla sua e dalle altre audizioni sono venuti fuori pure, come presenti o più o meno partecipi e consapevoli, fra gli altri, i nomi di Giulia Di Vita e Chiara Di Benedetto.
Tutti, a parte la Busalacchi, sono stati eletti nel Parlamento nazionale.
La consapevolezza e l’ “uso” degli atti falsificati possono giustificare la contestazione del reato. E proprio riguardo alla consapevolezza, è giallo sul fatto che Grillo fosse stato o meno informato delle intenzioni della La Rocca di parlare con gli inquirenti: secondo indiscrezioni, la parlamentare dell’Assemblea regionale siciliana avrebbe telefonato al leader prima di andare dai pm.
Il fondatore dei Cinque Stelle ha negato però la circostanza.
Tra i candidati al Comune di Palermo e che poi, proprio grazie a questa candidatura, fu inserita come gli altri nella lista presentata nel 2013 alla Camera, c’ era anche Azzurra Cancelleri, sorella del candidato presidente della Regione (nel 2012 e oggi) grillino, Giancarlo Cancelleri.
La donna fu poi eletta alla Camera, nel 2013.
Al leader siciliano del M5S, vicino a Luigi Di Maio, mercoledì sentito come testimone in Procura, è stato chiesto se la sorella fosse a Palermo, nei convulsi giorni della presentazione della lista e della ricopiatura delle firme.
E lui ha risposto di no: “Noi viviamo a Caltanissetta”.
La mossa tardiva di Grillo
“Chiediamo a tutti gli indagati nell’inchiesta di Palermo di sospendersi immediatamente dal MoVimento 5 Stelle non appena verranno a conoscenza dell’indagine nei loro confronti a tutela dell’immagine del Movimento e di tutti i suoi iscritti”.   E’ quanto chiede il blog di Beppe Grillo in un post scriptum appena pubblicato.
“L’avvenuta sospensione – viene chiarito sul blog – deve essere comunicata attraverso una mail all’indirizzo listeciviche@movimento5stelle.it”.
Nel pomeriggio il primo effetto concreto: la deputata regionale Claudia La Rocca, che ha collaborato con i pm autoaccusandosi di avere copiato le firme, si è autosospesa.
E Matteo Renzi va all’attacco: “Pensate a quelli che volevano scardinare tutto e ora – dice il premier – sono a difendere le firme false. Gridavano ‘onestà , onestà ‘ e ora hanno cambiato due lettere: omertà , omertà ‘”.

(da “La Repubblica”)

argomento: Grillo | Commenta »

GRILLO INCASTRATO DAI SUOI: “LA ROCCA LO AVVISO’ PRIMA DELLA CONFESSIONE”

Novembre 18th, 2016 Riccardo Fucile

FIRME FALSE M5S: SMENTITA LA TESI UFFICIALE CHE NESSUNO SAPEVA

La deputata siciliana di M5S Claudia La Rocca avrebbe informato Beppe Grillo prima di andare in Procura ad ammettere di aver partecipato alla falsificazione delle firme per la lista delle Comunali 2012.
La Rocca, si apprende da fonti dirette, avrebbe parlato al telefono con il leader di 5stelle nel week end precedente alla sua testimonianza, resa ai magistrati martedì 8 novembre. Una conversazione avvenuta dopo che la parlamentare di Bagheria aveva avvertito della sua intenzione di andare in tribubale i colleghi del gruppo di M5S all’Ars.
Non solo: la Rocca, si apprende, avrebbe fatto “tutti i passaggi necessari” ai piani alti del movimento.
Grillo e i vertici, insomma, avrebbero saputo tutto da almeno 10 giorni. Ma sono contatti che, al momento, vengono smentiti da Roma e da Genova.
Un altro giallo in una storia che, almeno sul piano politico, si fa sempre più difficile da gestire per 5 stelle.
Mentre la Procura, la prossima settimana, inizierà  gli interrogatori degli indagati, i cui nomi sono ancora top secret.
Il deputato regionale Giancarlo Cancelleri, convocato dai pm assieme ad altri tre parlamentari 5 stelle come persona informata dei fatti aveva detto: “Non abbiamo riferito ai vertici nazionali il racconto della La Rocca sulla vicenda delle firme false, ci siamo limitati ad ascoltarla”.
“Grillo sapeva da tempo? I cinquestelle di Palermo lo incastrano, lo scandalo firme false s’ingrossa sempre di più nell’assordante silenzio del blog”, scrive in un tweet Ernesto Carbone deputato e membro della segreteria Pd.
“Grillo sapeva da almeno dieci giorni, lo confermano i Cinquestelle di Palermo. Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista non hanno nulla da dire?”,   afferma Alessia Rotta, responsabile comunicazione del Pd.
“Dopo la ridicola tesi della differenza tra firme copiate e firme falsificate – dichiara Federico Gelli, deputato Pd – ora il Movimento 5 Stelle s’inventa un nuovo trucco retorico per uscire dall’angolo in cui si è cacciato con la vicenda delle firme di Palermo: la responsabilità  individuale. Troppo facile: le responsabilità  politiche sono di tutto il Movimento. Le responsabilità  – spiega –   non possono essere soltanto quelle di chi ha materialmente falsificato le firme, violando in modo consapevole la legge. Intorno a questo atto illegale, si è verificata una lunga catena di omissioni, di ‘disattenzioni, di silenzi omertosi durati ben quattro anni. Si tratta di comportamenti gravissimi, tanto più se messi in atto da un movimento politico che rivendica a ogni pie’ sospinto il mantra della trasparenza”.
Di certo c’è che tra i tre attivisti che hanno “confessato” c’è anche la deputata La Rocca, che ha spiegato ai magistrati come lei fosse presente quattro anni fa quando furono falsificate le sottoscrizioni dei sostenitori della lista perchè qualcuno si accorse che il luogo di nascita di uno dei candidati era stato trascritto in modo errato: Palermo anzichè Corleone.
Il timore tra gli attivisti presenti quella sera fu che a causa di quell’errore la lista potesse essere esclusa dalle elezioni. Quindi qualcuno avrebbe preso la decisione di ricopiare le firme, depositando poi gli elenchi.
Decisione che, se confermata dalle indagini dei magistrati, si potrebbe rivelare sciagurata: costituisce un reato.

(da “La Repubblica”)

argomento: Grillo | Commenta »

FIRME FALSE M5S: HA PARLATO ANCHE UN TERZO PENTITO

Novembre 17th, 2016 Riccardo Fucile

E’ UN EX ATTIVISTA FATTO FUORI DAL M5S DURANTE LA MATTANZA DI FINE 2014, QUANDO UN GRAN NUMERO DI ISCRITTI VENNE ESPULSO PERCHE’ SI CONTRAPPONEVANO AGLI ELETTI

Un terzo pentito nella storia delle firme false a 5 Stelle a Palermo nel 2012.
Questa volta però si tratta di un ex attivista, uno dei tanti che ha abbandonato o è stato fatto fuori dal MoVimento 5 Stelle durante la mattanza di fine 2014, quando un numero importante di attivisti venne espulso nell’isola (insieme ad altri romani e bolognesi) perchè si contrapponevano agli eletti in parlamento e all’Assemblea Regionale Siciliana. Dopo Claudia La Rocca e l’attivista, anche un ex quindi testimonia su come sono andate le cose all’epoca della candidatura di Riccardo Nuti detto Il Grillo a sindaco di Palermo
Il terzo pentito delle firme false di Palermo
Ieri infatti si parlava di altre firme false   «in parte ricopiate per errori formali, ma forse integrate prendendo a caso perfino i nomi dei condomini di un palazzo. Voce da verificare come quella di nomi con dati anagrafici e relativi documenti estratti da un database.
E il fatto che allora un futuro deputato lavorasse in un negozio di telefonia stipulando contratti ad acquirenti di smartphone alimenta chiacchiere, ovviamente a rischio querela», come raccontava il Corriere della Sera.
Che oggi ribadisce il clima di omertà  diffusosi in questi giorni di guai siciliani:
Perchè adesso nei palazzi della politica echeggia il soddisfatto sfogo sussurrato ai suoi più stretti amici dalla stessa La Rocca che non vuol parlare con i cronisti: «Non so se gli altri due hanno fatto i nomi, a me interessa che abbiamo riconosciuto il fatto storico. È un riscontro. Poi, bisognerà  vedere se in questo clima di omertà  i nuovi testi diranno chi altri c’era attorno al tavolo. O se si limiteranno ad ammettere la loro presenza, senza coinvolgere le persone di cui ho parlato…»
Implicito nello sfogo echeggiato fra i suoi amici il riferimento alla deputata Claudia Mannino, alla collaboratrice Samantha Busalacchi, già  data in corsa a Palermo come candidata a sindaco per il 2017, e ad altri personaggi ancora nell’ombra ma non troppo.
A cominciare dal candidato a sindaco del 2012, l’attuale deputato Riccardo Nuti che ieri ha chiesto di essere sentito, anche se in Procura preferiscono prima raccogliere altre testimonianze.
Comprese quelle di tanti cittadini in fila per riconoscere o per negare di avere firmato i fogli di accompagnamento alle liste del 2012.
Quelle a quanto pare corrette o integrate per arrivare al numero di 2 mila firme, come rivelato in Tv alle Iene dal primo accusatore, Vincenzo Pintagro. E come ripete ironico il premier Renzi: «Grillo ha detto che sono copiate. Provate a copiare una banconota da 10 euro… secondo me è reato».
C’è da segnalare che il reato sarà  prescritto comunque nel 2017. Peccato che non si sia indagato a dovere nel 2013, dopo la prima segnalazione
Gli interrogatori di ieri
Ieri pomeriggio sono stati interrogati dal procuratore Dino Petralia e dalla pm Claudia Ferrari anche Giampiero Trizzino, Giannina Ciancio e Stefano Zito, tutti colleghi di Claudia La Rocca all’Assemblea regionale, oltre a Giancarlo Cancelleri, che avrebbe spinto la parlamentare a parlare con i magistrati dopo aver saputo della questione.
Intanto nel M5S siciliano rimane aperta ogni ipotesi sul dopo: “Non presentare lista alle comunali a Palermo per me è impensabile, ma questa è una mia opinione. Io la presenterei”,ha detto il deputato grillino Giancarlo Cancelleri in attesa di essere sentito dai pm che indagano sul caso delle firme false per la presentazione delle liste del M5S alle comunali del 2012.
Le comunarie di Palermo, comunque, restano al palo in attesa dell’evoluzione dell’indagine dal momento che anche alcuni dei potenziali candidati sarebbero coinvolti nell’inchiesta.
E sulle eventuali sospensioni ed espulsioni Cancelleri ha ribadito: “Deciderà  Grillo che è il garante nazionale. E già  subito dopo le prime notizie sulla vicenda si è espresso chiaramente invitando, ad esempio, chiunque sapesse qualcosa sul caso a rivolgersi ai magistrati”.
Questo però è contrario al regolamento appena votato dai grillini.

(da “NextQuotidiano”)

argomento: Grillo | Commenta »

IL PUTINTOUR DEI GRILLINI A MOSCA: IL GOVERNO RUSSO GLI METTE A DISPOSIZIONE LA SEDE DELL’AGENZIA D’INFORMAZIONE STATALE PER LA PROPAGANDA REFERENDARIA

Novembre 16th, 2016 Riccardo Fucile

DELEGAZIONE GUIDATA DAL SEN. PETROCELLI E ALTRI QUATTRO DEPUTATI AL MOTTO DI “VIA LE SANZIONI”… SALVINI FREGATO, ARRIVERA’ SOLO VENERDI

La suoneria del telefono di Vito Petrocelli è inconfondibile: l’inno russo-sovietico. Risate intorno. Lo squillo di una passione sempre più travolgente.
Petrocelli è il più noto della truppa del M5S che conta altri quattro deputati, Giuseppe Brescia, Michele Dell’Orco, Mirella Liuzzi, Paola Carinelli, sbarcati a Mosca ufficialmente per una tappa a sostegno del No al referendum tra gli italiani all’estero.
In realtà , il viaggio è anche l’occasione per nuove relazioni e per sondare gli umori della comunità  italiana che, delusa dalle sanzioni contro Vladimir Putin, perchè gli affari vanno male, è proiettata a fare leva sul M5S per liquidarle.
Il No al referendum, in questa prospettiva, è vissuta come un’opportunità . Fu proprio Petrocelli a rivelare a «La Stampa» che dieci imprese dell’agroalimentare si erano rivolte al M5S «per riavere la Russia come partner».
Dell’intera comitiva, il senatore è l’unico a occuparsi di esteri e di Russia in particolare e nel 2016 con il resto del M5S è tornato con forza a chiedere la fine delle sanzioni e la ridefinizione della presenza dell’Italia nella Nato, altra mossa che Putin gradirebbe.
Che il Cremlino supporti tutto ciò è ovvio.
E così per i grillini è stata messa a disposizione la sede di Ria Novosti, agenzia di Stato della Russia, per una conferenza con la stampa accreditata.
L’unica testata in lingua italiana invitata e presente però è stata Sputniknews, ex La Voce della Russia, mezzo di chiara propaganda filo-Putin, parte del network internazionale di Rbth (Russia oggi).
Tra i titoli di ieri: «Usa, c’è Soros dietro le proteste contro Trump», e ancora «Dalle Marche appello a Juncker, basta sanzioni a Putin».
A organizzare la serata al Loft Forfor, in un quartiere semicentrale della capitale, è stato Giovanni Savino, professore all’ Accademia presidenziale russa dell’economia nazionale e della pubblica amministrazione.
Savino è l’animatore del comitato locale per il No e proprio ieri, racconta, dopo che si è diffusa la notizia sul M5S, è stato contattato dall’ex deputato leghista, Claudio D’Amico, altro putiniano d’Italia, per organizzare un incontro simile con Matteo Salvini che sarà  a Mosca venerdì.
Scontata la risposta di Savino sulle sanzioni. «Gli italiani qui sono tutti contro».
E in effetti, basta ascoltare la chiacchierata con i deputati. Andrea Castellan, general manager di Cannon Eurasia, fornitore di impianti industriali vicino al Cremlino, riesuma il complotto del finanziere George Soros, (un must in Russia dov’è odiatissimo) che «assieme alla Troika, a Obama e all’Ue sono per il Sì al referendum…».
Applausi degli ospiti, una cinquantina sui 200 attesi.
Per il No, e la fine delle sanzioni, è anche Giovanni Stornante, consulente per business e export nell’Est Europa e presidente dell’Associazione italiani a Mosca.
Molti parlano con il tono degli esuli traditi dalla patria. «Fino a otto mesi fa il M5S non veniva quasi cercato dagli interlocutori internazionali. Il nostro principio in politica estera? Saremo amici degli interessi degli italiani» spiega Petrocelli.
Cosa state facendo sulle sanzioni? Chiedono Alessandro De Tuglie e Pierpaolo Mattiozzi: «Con il gruppo M5S a Bruxelles premiamo sull’Europarlamento per toglierle, ma solo il 23% dei deputati europei è con noi».
De Tuglie con la sua società , la Leonardo Audit, è advisor della Camera di Commercio italo-russa: «Purtroppo ammetto che noi che facciamo consulenza strategica stiamo guadagnando dai fallimenti di molte aziende italiane con affari in Russia» spiega.
Tra quelle che hanno perso fatturato c’è la Saipem, colosso dell’energia controllato da Eni. Mattiozzi è l’ingegnere responsabile a Mosca: «Con le sanzioni abbiamo perso miliardi per progetti che stavamo concludendo. In realtà  in Italia sono tutti contro le sanzioni, ma i 5 Stelle lo dicono. L’errore è stato rimanere in Europa».

Ilario Lombardo
(da “La Stampa”)

argomento: Grillo | Commenta »

LA CYBER PROPAGANDA PRO M5S, LA PROCURA INDAGA SULL’ACCOUNT CHIAVE

Novembre 16th, 2016 Riccardo Fucile

ALGORITMI, FALSE NOTIZIE, BUFALE… LA DENUNCIA DI PALAZZO CHIGI

Beatrice Di Maio è una star del web pro M5S.
Si muove nel territorio della propaganda pesante, che in tanti Paesi – per esempio la Russia di Putin, assai connessa al web italiano filo M5S – dilaga.
Nella sua attività , Beatrice si è lasciata sfuggire alcuni tweet che delineano ipotesi di reati come calunnia e diffamazione; o vilipendio alla presidenza della Repubblica.
È stata denunciata alla Procura di Firenze dal sottosegretario a Palazzo Chigi Luca Lotti, come provano alcuni documenti.
Ma chi è esattamente Beatrice Di Maio, e ha qualcosa a che fare con la Casaleggio o la comunicazione ufficiale M5S?
Si tratta di un account twitter pro M5S dedicato a una demonizzazione anti-Pd, senza disdegnare puntate contro il Quirinale.
Beatrice ha 13.994 follower, è un top mediator, dentro un social network relativamente piccolo. Tweet e post di account analoghi diventano virali in Facebook attraverso un sistema di connessioni, nel caso di Beatrice dall’andamento artificiale dentro cui è inserita, alimentando un florido business pubblicitario, legato al flusso di traffico. Insomma, Beatrice non è un account casuale.
Scrive cose gravissime sulla presidenza della Repubblica: «Per alcuni il silenzio è d’oro… quello di Mattarella è d’oro nero!». E sotto, una foto del Quirinale con il tricolore e la bandiera della Total.
Inutile sottolineare l’accostamento ingiurioso, Mattarella non è stato lambito dall’inchiesta lucana. Beatrice twitta «il governo trema. Da Potenza agli aeroporti inchiesta da paura. Renzi: “Io non mi fermo”» e sotto, una foto di Charlot che scappa all’impazzata. Ma Renzi non è mai stato indagato in Basilicata nell’inchiesta su Temparossa.
Beatrice posta una foto della Boschi e, sopra, un tweet «Boschi, lezione alla Oxford University. “The amendment is on the table”. Hashtag: #Total #LaCricca #quartierino». Avvicinando emotivamente il nome Boschi a Total e a quartierino si suggerisce che Boschi sia al centro di un giro di tangenti legate a Total e allo scandalo petrolio: ma anche questo è un falso.
Oppure: «#intercettazioni, Guidi: “Ho le foto di Delrio coi mafiosi”», e sotto, nel tweet, la foto di Delrio con Renzi, Boschi, Lotti.
Se dicessero cose così giornali o tg, pagherebbero ingenti risarcimenti per diffamazione. Quei tweet hanno suggerito questi falsi, e la struttura in cui Beatrice è interconnessa li ha diffusi; nella logica del «ciò che siamo capaci di rendere virale prima o poi diventa vero agli occhi di chi vogliamo convincere».
Twitter, nonostante numerose segnalazioni, non ha finora ritenuto di chiudere l’account.
Perchè rivolgere attenzione, anche giudiziaria, a quello che potrebbe essere un comune troll, o un militante anonimo?
Perchè Beatrice si muove dentro quella che è configurata come una struttura: a un’analisi matematica si presenta disegnata a tavolino secondo la teoria della reti, distribuita innanzitutto su Facebook (dove gravitano 22 milioni dei 29 milioni di italiani sui social), e – per le èlite – su Twitter.
Ha un andamento assai ingegnerizzato. Su Facebook, la rete è costituita da un numero limitato di account di generali (da Di Maio e Di Battista a Carlo Martelli, figura virale importante, in giù) e – tutto attorno – da una serie di account di mediatori top e, aspetto decisivo, da pagine e gruppi di discussione che fanno da camera di risonanza.
In basso vi sono semplici attivisti o fake di complemento: gli operai.
Immaginate una mappa geografica: gli snodi (hub) sono le città  e i villaggi, fortemente clusterizzati (aggregati a grappoli); i mediatori e soprattutto i connettori sono le strade. Naturalmente, una rete così recluta anche tanti attivisti reali, che non possono vedere l’architettura, assorbiti dalla pura gravità  dei nodi centrali: la struttura si mimetizza con l’attività  spontanea come un albero in una foresta.
Eventuali falsi e calunnie, ovunque generate, si viralizzano, venendo spostati dal centro alla periferia, anonimizzati, quindi meno denunciabili.
L’account di Beatrice ha di volta in volta vari ghost. «Ghost», nell’analisi matematica sui dati della parte pubblica di twitter, non significa ghostwriter, cioè persone che scrivono per lei; significa account «matematicamente indistinguibili» da lei secondo alcuni parametri come interazioni, contenuti, e meta dati di riferimento (il tempo in cui un certo account fa determinate cose).
A luglio i «ghost» così intesi erano quelli di un ex candidato governatore M5S e di @BVito5s, Rottamiamo Renxit, account dedicato alla distruzione del premier.
In seguito, @Teladoiolanius (contenuti di destra, anti-immigrati e pro Trump), @Kilgore (bastonatura di avversari, politici o giornalisti) e @AndCappe (account vicinissimo a @Marpicoll, a sua volta ghost di @marionecomix, account delle vignette grilline di satira pesante a senso unico), o di recente @_sentifrux (Sentinella), @carlucci_cc (Claudia) e @setdamper.
Numerosi altri account chiave sono sempre matematicamente vicinissimi, sempre ricorrenti, prevalentemente anonimizzati, profondamente interconnessi tra loro.
Svolgono ruoli precisi: chi è anti-immigrati, chi anti-Renzi, chi pro-Putin, chi pro-Trump, chi dedito alla bastonatura.
La condivisione esatta dell’andamento dei metadati, e la spartizione palese dei ruoli, non si configurano, algoritmicamente, come casuali.
C’è una centrale che gestisce materialmente questi account?
La Procura si trova ora a indagare anche su questo.

Jacopo Iacoboni
(da “La Stampa“)

argomento: Grillo | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.221)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.581)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.528)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.784)
    • governo (5.799)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.411)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (40.146)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.682)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (452)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Luglio 2026 (64)
    • Giugno 2026 (545)
    • Maggio 2026 (402)
    • Aprile 2026 (591)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (652)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (457)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (503)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (632)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (157)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Luglio 2026
    L M M G V S D
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    2728293031  
    « Giu    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • LA FIGURA DI MERDA DI VANNACCI SUL PD: LE TESSERE SONO VERIFICATE, A DIFFERENZA DI QUELLE DI FUTURO NAZIONALE
    • I DANNI DEL “PACIFISMO”: L’ITALIA È SENZA CARRI ARMATI. SALTANO I CONTRATTI DEI NUOVI TANK CHE L’ITALIA AVREBBE DOVUTO PRODURRE CON LA JOINT VENTURE LEONARDO-RHEINMETALL: COLPA DELLO STOP DEL GOVERNO AI PRESTITI EUROPEI “SAFE”
    • “NEL 2018 PENSAVO DI FARE IL PREMIER E POI HO PERSO TUTTO” : LUIGI DI MAIO, OGGI RAPPRESENTANTE SPECIALE PER IL GOLFO PERSICO, COMPIE 40 ANNI E SI TOGLIE I MACIGNI DAI MOCASSINI
    • MERZ S’È SVEGLIATO E HA CAPITO CHE PER FRENARE I NAZISTELLI DEVE OCCUPARSI DEI PROBLEMI REALI DEI TEDESCHI: IL GOVERNO DI BERLINO HA VARATO UN PACCHETTO DI 34 MISURE, TRA CUI UNA TASSA PER I RICCHI, SGRAVI AI REDDITI MEDIO-BASSI, BONUS PER CHI FA FIGLI
    • NIGEL FARAGE SI È FATTO FREGARE DALL’AVIDITA’, È QUASI SPARITO DALLA SCENA PUBBLICA ED EVITA IL CONFRONTO CON I GIORNALISTI DA QUANDO SONO SCOPPIATE LE POLEMICHE SUI SUOI AFFARI, A PARTIRE DALLA DONAZIONE DI 5,8 MILIONI DI EURO IN CRIPTOVALUTE RICEVUTA PERSONALMENTE DA UN MILIARDARIO DELLA THAILANDIA
    • È COMINCIATA LA GARA DI CHI È PIÙ RAZZISTA. IL MINISTRO LEGHISTA VALDITARA VUOLE SAPERE QUALI ISTITUTI HANNO OSPITATO INCONTRI CON IMAM, VISITATO UNA MOSCHEA O ORGANIZZATO EVENTI SUL MONDO ISLAMICO (RISULTATO: 3 SU 45 MILA)
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA