Destra di Popolo.net

LA CURIOSA DIFFIDA DEL M5S ALLA PUBBLICAZIONE DELL’AUDIO DEI DEPUTATI SUL CASO FORELLO

Maggio 9th, 2017 Riccardo Fucile

MA QUANDO IL M5S DELLA CAMERA PUBBLICO’ UN VIDEO “RUBATO” TRA L’EX M5S MARA MUCCI E RABINO DI SCELTA CIVICA LA REGOLA NON VALEVA ?

L’area comunicazione del MoVimento 5 Stelle Camera sta inviando a molti una diffida alla pubblicazione dell’audio di una riunione tra alcuni deputati grillini e il dipendente della comunicazione M5S Andrea Cottone in cui si fanno pesanti insinuazioni riguardo Ugo Forello e la sua associazione Addiopizzo.
“Sta circolando un audio captato in maniera impropria nei locali della Camera dei Deputati lo scorso anno. Denunceremo chiunque ne divulgherà  il contenuto a norma dell’articolo 615bis comma 2 del codice penale e 167 del D.lgs. 196/2003. Si tratta di una conversazione privata, di natura confidenziale, avvenuta all’interno dei locali della Camera dei Deputati, fra un dipendente del gruppo parlamentare, nell’espletamento del suo lavoro, e alcuni deputati che richiedevano informazioni specifiche come da loro prerogative parlamentari.
Il contenuto, da cui non si evince, chiaramente, la commissione di alcun tipo di illecito, non risulta adeguatamente circostanziato nè, allo stato, supportato da specifica documentazione quindi, non rappresenta in alcun modo la posizione nè del MoVimento 5 Stelle, nè del dipendente del gruppo parlamentare.
Contro tutto questo ci tuteleremo e abbiamo già  presentato un ampio esposto sull’accaduto per risalire ai responsabili delle diffusione, nonchè intrapreso già  iniziative volte a inibire l’ulteriore diffusione e rimuovere quelle esistenti”.

Così il MoVimento 5 Stelle
L’audio si trova su Youtube e chi lo ha diffuso è un attivista palermitano che si chiama Alessandro Ventimiglia.
Ma la parte curiosa della vicenda è che mentre per la comunicazione M5s è illegale la diffusione di un audio che riguarda i parlamentari, il blog di Beppe Grillo nel febbraio 2015 pubblicava un dialogo tra due parlamentari, l’ex 5 Stelle Mara Mucci e Mariano Rabino di Scelta Civica, linkandolo dall’account M5S Camera Facebook (dove attualmente è ancora pubblicato).
Il video serviva a insinuare che ci fosse un patto che prevedeva 50000 euro al mese per chi appoggiava il governo Renzi:
E ciò è falso, perchè, come spiegammo all’epoca, i due invece stavano parlando dell’ampliamento del gruppo parlamentare di Scelta Civica, che sarebbe conseguito all’entrata di altri dieci deputati, e delle conseguenti risorse per l’assunzione di assistenti parlamentari (le “otto persone che possono essere assunte e messe a disposizione”, come dice la stessa trascrizione).
Quindi non di soldi messi in tasca per “appoggiare il governo Renzi”, come dicevano in maiuscolo i deputati nel lancio della presentazione sulla loro pagina Facebook. Mucci presentò denuncia per la diffusione del video.
Ma, a parte il merito, qui il punto è politico: se è sbagliato pubblicare audio con registrazioni di parlamentari che parlano, perchè ciò non valeva per la Mucci?

(da “NextQuotidiano”)

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UN AUDIO SCUOTE IL M5S: “FORELLO DETTAVA LEGGE SUI SOLDI DI ADDIOPIZZO”

Maggio 9th, 2017 Riccardo Fucile

PALERMO: UN EX SOCIO DEL COMITATO RACCONTA A NUTI DI PARCELLE E DI AFFARI DEL CANDIDATO SINDACO… RIESPLODE LA RISSA INTERNA AI GRILLINI… L’IRA DI FORELLO: SOLO FALSITA'”

Un audio di trenta minuti che mette in circolo nuovi veleni nella campagna elettorale dei 5 stelle.
Viene rilanciato da alcuni profili Twitter, finisce su YouTube, riaffiora in un numero imprecisato di punti dell’universo del web. Dentro, ci sono accuse pesanti nei confronti del candidato sindaco Ugo Forello e del suo modo di gestire Addiopizzo, l’associazione da lui presieduta sino all’anno scorso.
C’è il racconto della vita di una delle organizzazioni antimafia più attive, fatto da un insider, da un ex socio fuoriuscito con altre 18 persone nel 2009.
A parlare è Andrea Cottone, attuale componente dello staff della comunicazione di M5S alla Camera. E attorno a lui, in una stanza di Montecitorio, ci sono Riccardo Nuti e i deputati palermitani a lui vicini.
Siamo nel luglio del 2016, i cosiddetti “monaci” sono già  in allarme per la possibile candidatura di Forello. E chiedono a Cottone dettagli (e documenti) sull’attività  dell’avvocato leader di Addiopizzo.
Il giornalista è puntiglioso. Parla dell’influenza che, nella fase iniziale, sul movimento avrebbe esercitato l’ex commissario antiracket Tano Grasso (“Un fantasma che muove tutte queste persone”), parla soprattutto dei compensi che Forello e un paio di legali a lui vicini avrebbero percepito nei processi innescati dalle testimonianze degli imprenditori taglieggiati.
Parla di “un circuito meraviglioso” per il quale “si convincono gli imprenditori a denunciare, si portano in questura e gli avvocati diventano automaticamente uno fra Forello e Salvatore Caradonna”. Poi Addiopizzo si costituisce parte civile “e viene difesa da quell’altro”. Poi come parte civile i vertici dell’associazione chiedono i rimborsi “e se li liquidano loro stessi”.
“Geniale”, commenta la deputata Chiara Di Benedetto. Gli altri deputati annuiscono, mostrano di trovare conferma ai loro sospetti.
Al centro di quello che sembra una specie di interrogatorio di Cottone da parte dei parlamentari finisce anche la gestione definita “poco trasparente” dei fondi (un milione di euro) del Pon Sicurezza.
E quel presunto conflitto di interessi degli esponenti di Addiopizzo, presenti sia nel comitato del ministero degli Interni che gestisce il fondo per i risarcimenti agli imprenditori estorti sia appunto nei collegi difensivi degli imprenditori stessi: una doppia presenza che era già  stata avvistata in commissione antimafia nel 2014 e che farà  poco più avanti parte di una denuncia pubblica del deputato Francesco D’Uva. “Nessuno ha pensato di denunciare queste cose? Perchè Addiopizzo non si può toccare”, dice Giulia Di Vita.
Il clima, fra i “nutiani” è di insofferenza crescente. E diventa rovente con la considerazione che gli esponenti di Addiopizzo avevano nel frattempo invaso M5S: “Noi rappresentiamo un involucro da riempire”, commenta Nuti.
E quasi con sorpresa, durante il dibattito, i deputati “scoprono” di avere molti rappresentanti di Addiopizzo nei propri staff. “È un fatto molto grave”, ancora Nuti. “Siamo stati scalati”, fa notare Cottone.
L’ex capogruppo si mostra preoccupato per il fatto che, di lì a poco, l’assemblea dei grillini palermitani avrebbe scelto Forello o uno del suo gruppo come candidato sindaco. Ecco l’invito a Grillo a intervenire per bloccare l’assemblea e procedere invece con il voto online.
La situazione sarebbe esplosa in autunno, con il caso delle firme false, l’inchiesta e le sospensioni di Nuti, Di Vita e Claudia Mannino.
La campagna elettorale di M5S è partita con un movimento spaccato. Ora, qualcuno, ha messo in rete l’audio che imbarazza Forello e il suo gruppo.
Chi l’ha registrato? Chi l’ha diffuso? La seconda domanda ha una risposta: fra coloro che l’hanno pubblicato c’è Alessandro Ventimiglia, iscritto al meet-up “Il Grillo di Palermo”, storica roccaforte dei “monaci”.
Ieri la notizia della registrazione aleggiava sull’iniziativa di Forello per lanciare i candidati nelle circoscrizioni.
A margine della kermesse, il candidato sindaco sbotta: «Un mucchio di falsità ». Valerio D’Antoni, uno degli avvocati di Addiopizzo, entra più nel merito: “Pur avendo ottenuto il riconoscimento del risarcimento, Addiopizzo non ha mai incassato un euro. È stata riconosciuta solo la compensazione delle spese legali, stabilita dalle sentenze”.
Solo bugie, insinuazioni, mascariamenti?
Di certo per i 5 stelle è un’altra grana in piena campagna elettorale.

(da “La Repubblica”)

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DI MAIO CAMBIA, MACRON NON E’ PIU’ STRUMENTO DEI POTERI FORTI: “VEDIAMOLO ALLA PROVA”

Maggio 8th, 2017 Riccardo Fucile

E ANCHE LUI DIVENTA EUROPEISTA: “NON VOGLIAMO USCIRE DALL’EUROPA, VOGLIAMO CAMBIARLA”

“Noi stiamo dalla parte dei francesi, prima di tutto: hanno scelto il loro Presidente della Repubblica e da parte nostra a lui vanno tutti i nostri auguri di buon lavoro. Detto questo, è chiaro che si continua a ragionare per destra e sinistra, si perde”.
Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera e leader del MoVimento 5 Stelle, ai microfoni di RTL 102.5 è aperturista nei confronti di Emmanuel Macron dopo la vittoria alle elezioni.
“Il partito di Le Pen è considerato, ed è, una destra, e i partiti di sinistra francesi sono fuori dal ballottaggi;   ricordo che il PD francese e la Forza Italia francese hanno perso al primo turno. Quanto alla questione dei poteri forti e le cose che si dicono su Macron è sempre la prova dei fatti che dimostra le cose, vediamolo all`opera e vediamo se veramente manterrà  fede a quelli che sono i suoi impegni”, dice Di Maio. Che poi traccia una nuova linea di demarcazione nel rapporto tra i 5 Stelle e l’Europa: “Quando abbiamo un capo di Stato dobbiamo ragionare con la cultura delle relazioni internazionali, siamo uno Stato che deve avere relazioni e un interlocutore che è il Capo di Stato di un`altra nazione, e nel caso della Francia che è un Paese del Direttorio europeo, spero si possa fare squadra per cambiare un`Europa che se non cambia muore. Noi non vogliamo uscire dall`Unione Europea, la vogliamo cambiare, che significa prima di tutto un`Europa che inizi ad occuparsi della disoccupazione dei cittadini europei e della povertà  in Europa”.

(da “NextQuotidiano“)

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LA FAIDA LIBICA E’ RISOLTA, CI PENSA DI MAIO : BASTA NOMINARE MEDIATORI CUBA O IL VENEZUELA

Maggio 5th, 2017 Riccardo Fucile

UNA BELLA CONFERENZA DI PACE TRA TUTTI I SOGGETTI IN GUERRA DA ANNI MA CHE, COME VEDRANNO UN INVIATO DA L’AVANA O DA CARACAS, SI BACERANNO IN BOCCA… MA CHE ABBIAMO FATTO DI MALE PER DOVER ASCOLTARE QUESTO FUORICORSO?

“I Paesi occidentali non sono credibili per mettere insieme le tribù e le varie comunità  locali. Noi proponiamo una conferenza di pace che coinvolga i sindaci e le tribù, mediata da Paesi senza interessi, tipo quelli sudamericani del gruppo Alba (Alleanza bolivariana di cui fanno parte Cuba e Venezuela ndr).”
Che stupidi che siamo a non aver messo in atto prima la ricetta di Di Maio per risolvere anni di guerre, contrasti e faide interne tra le 28 tribu’ libiche.
Peccato che Maduro sia impegnato a far sparare sul proprio popolo e che Castro abbia altro a cui pensare, ma magari potrebbero mandare un loro delegato: come vedono un cubano (non un sigaro, ovvio…) o un venezuelano, è noto che i libici si scambierebbero baci lingua in bocca.
Ma nelle interviste rilasciate a Stampa e Repubblica   Di Maio ci regala altre perle di saggezza.
I profughi?
Basta “dividerli per quote tra i vari Paesi europei e costruire punti di contatto nei Paesi dell’Africa settentrionale”. Obietterete: ma se molti Paesi europei rifiutano le quote, di che parla? Certo, avete ragione, ma mica glielo ha chiesto Di Maio finora, come lo chiedesse lui vedreste Orban pretendere almeno 500.000. migranti.
L’euro e la Ue?
Ora Di Maio   informa che   “non vogliamo uscire dalla Ue, ma riformarla. Il referendum è un mezzo per essere ascoltati: quando verrà  indetto, ci siederemo a tutti i tavoli europei per provare a salvare la Ue”. Avete letto bene, se pensate che fino a ieri il M5S aveva sostenuto l’opposto siete in malafede o eravate ubriachi…
La Nato?
Di Maio non vuole più uscire dalla Nato e quanto alla richiesta di aumentare le spese militari per la Nato, “pensiamo che si possa discutere con l’amministrazione americana per trovare una soluzione”.
La Russia?
Di Maio ribadisce la volontà  di togliere le sanzioni alla Russia, che “hanno danneggiato le imprese italiane”. Che volete che siano le invasioni di altri Stati e la repressione sanguinosa dei dissidenti, le battaglie per i diritti civili non pretenderete che Di Maio le combatta anche dove c’è da rischiare la pelle?
Siete choccati?
Fate una telefonata a Caracas che vi tirate su di morale.

(da agenzie)

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L’EX ASSESSORE BERDINI: “CINQUESTELLE PAUROSI E TROPPO SENSIBILI ALLE LOBBY”

Maggio 5th, 2017 Riccardo Fucile

L’URBANISTA ATTACCA LA GIUNTA RAGGI: “SULLO STADIO HANNO FATTO UN’INVERSIONE A U RISPETTO A QUELLI CHE DICEVANO QUANDO ERANO ALL’OPPOSIZIONE”… “SULLE OLIMPIADI HANNO RIFIUTATO LA SFIDA”

“I 5 Stelle? Paurosi e sensibili alle lobby”. L’urbanista Paolo Berdini, ex assessore della Giunta pentastellata di Roma torna a parlare dopo le sue burrascose dimissioni. E lo fa in un’intervista pubblicata nel numero di maggio di Valori, mensile economico e finanziario promosso dalla Fondazione Banca Etica, in cui ripercorre la sua esperienza di governo della capitale d’Italia.
“Sullo stadio della Roma i 5 Stelle e Virginia Raggi hanno fatto un’inversione a U rispetto alle posizioni nettamente contrarie all’opera espresse quando erano all’opposizione e hanno detto ‘sì’ a un progetto che soddisfa esclusivamente appetiti privati, in un’area a forte rischio idrogeologico nella quale anche un solo metro cubo di cemento è un errore”.
Un duro atto d’accusa verso chi l’aveva chiamato in giunta “per attuare un programma cementificazione-zero” ma ha poi “cambiato progressivamente rotta”.
Secondo Berdini, questa vicenda ha dimostrato come ai Cinque Stelle sia “mancata quella indispensabile cultura politica che può permettere di affrontare le sfide più difficili. Sullo stadio si sono spaventati di una eventuale richiesta di risarcimento da parte della Roma”.
E sottolinea come sia un paradosso aver accettato il progetto stadio dopo aver rifiutato un’opera pubblica come sarebbero state i Giochi olimpici: “Con le Olimpiadi avrebbero potuto dimostrare all’Italia intera come si puo’ trasformare un grande appuntamento segnato spesso da sprechi e scandali in un’opportunità  di rilancio della città . Ma non hanno accettato la sfida”.
Insieme all’intervista a Berdini, Valori pubblica un’inchiesta di Paolo Mondani, storica firma del programma di Rai3, Report, nella quale vengono ricostruiti gli intrecci economici che legano le società  di Luca Parnasi, proprietario dell’area di Tor di Valle su cui dovrà  sorgere il nuovo stadio, la proprietà  americana della Roma calcio e Unicredit, banca della quale Parnasi è tra i grandi debitori.
“Sono i debiti di Parsitalia e della Roma verso Unicredit ad aver guidato la scelta di Tor di Valle” scrive Mondani, secondo cui il gruppo bancario “mette insieme i due scassati debitori in modo che restituiscano almeno parte dei loro crediti e inventa lo stadio di Pallotta sui terreni di Parnasi”.

(da “NextQuotidiano“)

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IL DOPPIO STIPENDIO DEL DIRIGENTE M5S: UNO VALE DUE

Maggio 4th, 2017 Riccardo Fucile

IL CUMULO DI INCARICHI E REMUNERAZIONI DI MONTINI: PAGATO DAL CAMPIDOGLIO (88.000 EURO)   E DA ITALIA NOSTRA

Ilaria Sacchettoni sul Corriere della Sera racconta la storia di Emanuele Montini, funzionario ACI ed ex capo del legislativo del gruppo M5S in parlamento che è stato assunto nello staff dell’assessora Laura Baldassarre ad 88mila euro all’anno pur cumulando il suo incarico con quello di segretario generale di Italia Nostra, per il quale, scrive il quotidiano, percepisce una retribuzione:
Nominato capo staff dell’assessore alla scuola e alla solidarietà , Laura Baldassarre, il pentastellato Emanuele Montini trascurerebbe il suo incarico di segretario generale di Italia Nostra.
Peggio: a dispetto della retribuzione che continuerebbe a percepire – 2mila euro mensili per un impegno part time – nessuno l’ha più visto da febbraio scorso. Da quando, cioè, è apparso all’orizzonte il suo incarico in Campidoglio.
Dopo essere stato fra i papabili per la successione di Paolo Berdini all’Urbanistica, Montini, funzionario dell’Aci in aspettativa, simpatizzante pentastellato (ex capo del legislativo del gruppo M5S) è stato assunto a tempo determinato dal Comune di Roma «per lo svolgimento di funzioni di collaborazione e supporto» all’assessore Baldassarre, alla cifra di 88.728, 53 euro lordi all’anno.
Montini, il cui nome era stato fatto come successore di Paolo Berdini prima dell’arrivo di Montuori, è indicato sul sito di Italia Nostra come coordinatore nazionale e non come segretario generale.
Ed è curioso che percepisca uno stipendio visto che di solito gli incarichi di questo tipo di associazioni sono a titolo gratuito. Ma dall’articolo si evince che a lamentarsi della situazione sono proprio gli associati
In via dei Gracchi, sede del l’associazione, hanno pazientato per capire cosa sarebbe accaduto. Ben presto hanno dovuto prendere atto della sua scomparsa (ben remunerata). E se sulla compatibilità  fra i due impegni il Campidoglio ha avviato un’istruttoria volta a verificare eventuali inconciliabilità  per quel che riguarda il doppio stipendio, da Italia Nostra, ci si aspettava una sua iniziativa. Che però, si è capito, difficilmente arriverà . Anche per un grillino due stipendi sono meglio di uno.

(da “NextQuotidiano”)

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LA BRUTTA FIGURA DI DI MAIO, CONTESTATO AD HARVARD E PRESENTATO FINALMENTE PER QUELLO CHE E’: “ESPONENTE DEL POPULISMO DI DESTRA”

Maggio 4th, 2017 Riccardo Fucile

LEGGE IN PESSIMO INGLESE UN COMPITINO SCRITTO DAVANTI A QUATTRO GATTI , POI SI RIMANGIA NEL DIBATTITO LE IDEE DEL M5S : “SIAMO PER I VACCINI, PER L’EUROPA E PER LA NATO”… E UNO STUDENTE LO GELA: “LEI NON E’ NEANCHE LAUREATO E LO RIVENDICA COME TITOLO DI MERITO, COME PENSA DI GOVERNARE L’ITALIA?”

Ieri alle 18, ora locale di Cambridge, Luigi Di Maio ha tenuto il suo tanto atteso discorso ad Harvard.
Non capita tutti i giorni che una persona che non è nemmeno laureata possa parlare in una delle più prestigiose università  del mondo. Per Di Maio già  essere lì è un grande successo, non tanto perchè ha parlato ad Harvard quanto per il significato che ha in Italia averlo fatto. Grazie a questa conferenza invece il MoVimento può presentarsi come un partito che riscuote l’interesse degli studiosi di scienze politiche in tutto il mondo. Di Maio ha annunciato che a settembre verrà  eletto il candidato premier del M5S.
Non si è trattato di una lezione, e Di Maio non ha parlato agli studenti della prestigiosa Law School, ma sì, Di Maio era ad Harvard.
Per la precisione il vicepresidente della Camera ha partecipato ad un incontro organizzato dagli studenti del Yes Europe Lab alla John F. Kennedy School of Government una delle facoltà  dell’ateneo.
Di Maio non ha parlato nell’aula magna ma in un aula di dimensioni più modeste davanti a 20 persone.
Di Maio ha letto — nel solito inglese che contraddistingue i politici italiani — un discorso scritto e successivamente ha affrontato le domande del pubblico. L’intervento di Di Maio è stato introdotto dal docente di scienze politiche Archon Fung che ha presentato il M5S definendolo un “partito populista di destra” e paragonando il successo del MoVimento a quello del Front National in Francia. Questo è come vedono il M5S chi non ha gli occhi foderati di prosciutto.
Nel suo discorso Di Maio ha illustrato le caratteristiche del M5S ricordando i grandi successi di democrazia diretta che hanno portato il MoVimento a governare Roma. Di Maio ha parlato ovviamente anche di Rousseau, la piattaforma dove i cittadini possono avanzare e votare proposte di legge. Ovviamente non si è soffermato su quelle più divertenti e spassose, ma il contesto era di quelli seri.
In un discorso che è durato poco meno di venti minuti Di Maio ha detto quello che chiunque poteva scoprire da sè leggendo la pagina di presentazione del M5S.
Di Maio ci ha tenuto a ribadire che il M5S è completamente diverso da partiti come Syriza, Podemos, Front National e Ukip, perchè questi fanno parte del sistema “dei vecchi partiti” e i loro leader seguono “vecchie ideologie”.
Un compitino, ma Di Maio quando parla in una lingua straniera perde gran parte del suo appeal.
La parte più interessante dell’incontro sono state invece le risposte di Di Maio alle domande degli studenti. Per poter rispondere alle domande però Di Maio ha avuto bisogno di un’interprete: un conto è leggere un discorso scritto un altro prendere parte ad un dibattito.
Il pubblico, composto in gran parte da studenti e ricercatori di origine italiana non è stato affatto tenero con Di Maio
Archon Fung ha chiesto conto della posizione controversa del M5S sui vaccini. Evidentemente all’estero dire che il MoVimento è contro i vaccini non è “una sciocchezza”.
Di Maio ha spiegato che in Italia i vaccini sono obbligatori per legge e che il M5S “non ha alcuna intenzione di eliminare questa obbligatorietà “.
Una posizione che in parte corregge quella enunciata una quindicina di giorni fa da Guido Silvestri a favore dell’approccio basato sulla raccomandazione.
Di Maio ha aggiunto che “il consiglio che diamo è consultare i propri medici e di somministrare i vaccini su consiglio medico”. Peccato che il M5S si sia sempre opposto all’obbligatorietà  e abbia spesso sollevato sospetti sugli interessi economici dei medici.
Dal pubblico è intervenuto anche Mario Fittipaldi, un cardiochirurgo pediatrico che ha accusato il M5S di essere “un movimento di persone ignoranti e incompetenti” e che ha detto a Di Maio “Lei non è neanche laureato e lo rivendica come un titolo di merito. Ma come può pensare di governare l’Italia?”.
La risposta di Di Maio è quella dellaggente:
Ognuno può avere le sue opinioni al di là  del titolo di studio. In ogni caso probabilmente a me e alle persone della mia forza politica sarebbe piaciuto avere più tempo per formarsi e crescere prima di provare a governare questo Paese ma visto che gli esperti, quelli preparati di politica, lo hanno ridotto in queste condizioni, non abbiamo avuto più tempo per riuscire ad organizzarsi con lentezza. E molti di noi hanno lasciato quello che facevano decidendo di impegnarsi in prima persona per cambiare le cose. Se ci riusciremo non lo so. Ma so di certo che gli esperti visti già  all’opera in Italia abbiamo visto in che condizioni la hanno ridotta
Uno studente dal pubblico ha accusato il MoVimento 5 Stelle di costituire una seria minaccia all’Unione Europea e all’identità  stessa dei cittadini europei.
Di Maio ha risposto che l’obiettivo del M5S non è quello di distruggere la UE ma di promuovere un cambiamento nelle istituzioni europee. Rispetto al referendum per l’uscita dall’Euro Di Maio ha ricordato che “è parte del programma del MoVimento dal 2013”. Di Maio ha ricordato che per essere indetto “il referendum avrà  bisogno di una legge costituzione che per esser approvata richiede una maggioranza forte e almeno un anno di tempo”.
Ma quando ha detto che il M5S intende “sedersi a tutti i tavoli europei possibili per salvare la UE provando a cambiarla, soprattutto nei suoi parametri economici” sembra quasi che il MoVimento voglia adottare la strategia di David Cameron che voleva utilizzare la Brexit per ottenere maggiori concessioni dalla UE.
Uno studente che è stato di stanza nella base americana di Vicenza, ha chiesto un commento sulle basi americane sul suolo italiano, Di Maio ha risposto che Italia e Usa sono Paesi “alleati” ma il M5S chiede un “rapporto di reciprocità  che possa essere leale e corretto”.
Perchè se da un lato “non vogliamo uscire dalla Nato”, dall’altro “non siamo d’accordo ad aumentare la spesa militare che ha chiesto Trump”.
Insomma per il M5S la Nato non è ancora obsoleta ma curiosamente Di Maio glissa sulle richieste del M5S di bloccare le esercitazioni Nato in prossimità  dei confini russi.

(da “NextQuotidiano”)

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LA CARITA’ CRISTIANA DEI GRILLINI: “STOP AI PASTI SERALI AI CLOCHARD”

Maggio 3rd, 2017 Riccardo Fucile

LA IGNOBILE PROPOSTA DI UN CONSIGLIERE DI ROMA PER “IL DECORO DIEL PARCO DI COLLE OPPIO”…. CHI HA FAME PUO’ ANCHE SALTARE PASTO, ALTRIMENTI POI BISOGNA PULIRE: SAI CHE FATICA VISTO CHE C’E’ CHI E’ PAGATO PER FARLO

Stop ai pasti serali ai senzatetto che si trovano nel parco di Colle Oppio.
È una proposta, per ora. Anzi, un’idea di Daniele Diaco, presidente della commissione Ambiente di Roma Capitale (e consigliere capitolino del M5s) per combattere il degrado dello storico parco che si trova a pochi passi dal Colosseo.
E così Diaco durante la riunione della Commissione sull’apertura e chiusura dei cancelli di parchi e ville storiche della città  al riguardo spiega come “nel parco di Colle Oppio la Caritas somministra i pasti serali ai senzatetto, che poi restano a dormire all’interno e diventa una pensione completa”. Parole di uno squallore unico, come se fosse un privilegio e non una necessità  forzata dalla povertà 
Aggiunge il presidente della Commissione ” È un tema di sicurezza e anche decoro, visto che poi la pulizia porta a una spesa”
Una proposta, la sua, appoggiata anche dai rappresentanti del Servizio Giardini del Campidoglio presenti in Commissione, che hanno spiegato come “i senza fissa dimora lasciano rifiuti, bottiglie, polistirolo. C’è un problema anche di decoro e i costi vanno a colpire i cittadini, l’ama e il servizio giardini”.
Qualuno lo avvisi che gli addetti comunali sono pagati per questo, contenitore o ramazzata in più o in meno.
Semmai il Comune pensi a trovare una sistemazione a molti senzatetto che sarebbero ben lieti di non passare le notti all’addiaccio in “pensione completa”, invece che abbandonarli in mezzo a una strada e proporre pure di sottrar loro la cena.
Evviva la carità  cristiana a Cinquestelle (che si riferiscano alla categoria degli hotel di lusso?)

(da agenzie)

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“PUOI ANCHE ATTACCARE IL NYT, MA QUESTA PROPOSTA DI LEGGE L’HA SCRITTA IL M5S”: BURIONI SMASCHERA GRILLO

Maggio 3rd, 2017 Riccardo Fucile

IL NOTO VIROLOGO SUI SOCIAL: “FIGURACCIA MONDIALE DELL’ITALIA”

“Grillo potrà  pure attaccare il NYT ma questa proposta di legge l’hanno scritta i suoi parlamentari. Scripta manent”.
È il testo di un messaggio del virologo Roberto Burioni, che è stato ritwittato dal segretario Pd Matteo Renzi.
La proposta di legge, firmata da alcuni parlamentari M5s e pubblicata su Twitter da Burioni, prevede “l’eventuale diniego dell’uso dei vaccini per il personale della pubblica amministrazione”.
“Abbiamo fatto l’ennesima figuraccia mondiale: l’Italia è stigmatizzata sul New York Times e in particolare viene criticato il Movimento Cinque Stelle per le sue posizioni contrarie alla scienza e ai vaccini”, scrive poi Burioni, virologo paladino delle vaccinazioni, in un post più articolato su Facebook.
In particolare, Burioni cita la replica di Beppe Grillo che, spiega, “ribatte attaccando il New York Times e dicendo che non è vero” quanto riportato nell’articolo sul Movimento (e cioè che “ha fatto attivamente campagna su una piattaforma anti-vaccinazioni ripetendo i falsi legami tra vaccinazioni ed autismo”).

(da “Huffingtonpost”)

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