Marzo 12th, 2016 Riccardo Fucile
OLTRE 1.500 PERSONE ALL’APPUNTAMENTO CON TOTONNO: “IL MIO UN ATTO D’AMORE PER LA CITTA'”
Bisogna cancellare “una vergogna, una schifezza, un’offesa alla dignità di 30mila votanti delle primarie e
un’offesa a Napoli”.
Antonio Bassolino insiste e condanna la “sordità politica impressionante” con cui il Pd ha finora risposto alle sue proteste.
“Con caparbia passione mi aspetto giustizia a questa domanda di trasparenza, cancellando il voto nei seggi dove si è violata la democrazia e violentata la Costituzione. Nelle elezioni si prevede per i seggi il limite di propaganda a 200 metri, figuriamoci per dare soldi. C’è ancora la possibilità di ribaltare un autogol, di evitare un nuovo possibile suicidio del Pd facendo ripartire la democrazia delle primarie. Non accetterò mai che per un euro o 10 euro si possa offendere la democrazia, la libertà e dignità del voto e delle persone”.
Per Bassolino è “particolarmente grave” la ferita per quanto accaduto nel quartiere operaio di San Giovanni a Teduccio, “dove ho combattuto le mie prime battaglie. Da sindaco feci liberare lì le case occupate dalla camorra. Ora la camorra è tornata”.
“Io ho fatto solo un atto d’amore per la mia città “. Lui davanti al sipario rosso. E di fronte ad Antonio Bassolino, un teatro Augusteo gremito.
“Le rese di conti Pd non mi riguardano e non mi interessano. Se ho fatto quella scelta non è per partecipare ieri e oggi alle guerre intestine”.
“Perchè le primarie vivano, servono tre condizioni: trasparenza, trasparenza e ancora trasparenza – incalza Bassolino – non può esserci un colpo di spugna burocratico, la questione è democratica. Abbiamo bisogno di verità , per Napoli, la politica e l’opinione pubblica italiana indignata da quanto è accaduto. Finora ci hanno risposto con cavilli, sentenze preconfezionate tra Roma e Napoli. Perciò oggi siamo qui”.
Al via la convention napoletana di Antonio Bassolino, in uno dei teatri più grandi della città , l’Augusteo con molte persone in piedi.
Applausi per l’ex sindaco, che si è seduto in platea. Sul palco ha aperto la convention una giovane elettrice, che si è detta ‘sconcertata’ per la vicenda primarie e ha ribadito la convinzione che Bassolino ‘possa vincere’ la corsa a sindaco.
“La vicenda delle primarie va oltre Napoli. Molto oltre Napoli. Tutti ora sanno che non riguarda me, questa battaglia. Che non è burocratica. È democratica. Si deve cancellare questa schifezza. Siamo arrivati con una incollatura, abbiamo vinto moralmente e politicamente. E se si dice la verità su quei seggi, anche numericamente”. Cosa fare? “Voglio ascoltare di nuovo la città . Sapere se c’è a sinistra del Pd un sussulto di onestà di verità . Ma leviamoci dalla testa che io mi candido per far perdere il Pd. Io non sono come altri abituati a perdere. Io combatto per vincere sempre!”.
Bassolino però non annuncia la lista civica, non scioglie la progosi sulla sua candidatura. Dice di voler aspettare l’esito dei ricorsi. “E’ l’unico modo per ribaltare l’autogol che ci siamo fatti”.
Presenti i parlamentari Pd vicini a Bassolino tra cui la moglie, Annamaria Carloni. Sul palco il manifesto rosso ‘Con Bassolino Napoli riparte’.
Il discorso di Bassolino.
Sulle note di “Sweet dreams” degli Eurythmics, Antonio Bassolino ha preso posto in platea, prima di iniziare a parlare sul palco del teatro Augusteo, circondato da poco meno di 1500 supporter. Bassolino ricostruisce tutti i passaggi della “maturazione” della sua discesa in campo, da quel novembre 2013 a oggi.
Comincia leggendo una toccante e riservata lettera da Maria Antonietta Mattei, vedova dell’ex sindacalista ed assessore Pasquale Losa. Che, nel novembre 2013, parlava di suo marito che non aveva potuto scrivere un libro, come aveva fatto Bassolino, “perchè attendeva anche lui che si fosse definita la sua vicenda giudiziaria, aveva la sua stessa sofferenza”, vissuta da solo.
Bassolino rivendica quindi il suo “atto d’amore per la città “. Poi dice, incendiando il calore della platea. “Dopo l’assoluzione mi sarei aspettato ingenuamente che squillasse il telefono da parte di Napoli o di Roma, niente! Da parte di persone con cui ho condiviso tanto, una vita!”.
Quasi urla ora al microfono: “Così come mi sono illuso che squillasse il telefono da Napoli e da Roma dopo la fine delle primarie, per dire ‘grazie Antonio per il tuo contributo. E niente!”. Poi il voto inquinato.
(da agenzie)
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Marzo 11th, 2016 Riccardo Fucile
L’OFFERTA: “PROVVEDIMENTI CONTRO I DUE DIRIGENTI PD DEL VIDEO”… BASSOLINO: “NO, ANNULLAMENTO DEI VOTI IN 5 SEZIONI O SI RIVOTI”
Come spesso accade, anche stavolta è toccato all’Arnaldo cercare di mettere una pezza al dramma
partenopeo.
L’Arnaldo Forlani, alias Lorenzo Guerini (il copyright è di Renzi) è arrivato sotto il Vesuvio per incontrare Antonio Bassolino, e tentare di evitare il replay del caso Cofferati nel 2015 in Liguria, quando il vecchio leone, dopo aver denunciato brogli alle primarie, se andò dal partito sbattendo la porta e dando vita a una lista di sinistra che ha contribuito alla sconfitta del Pd alle regionali.
Dopo le primarie del 6 marzo, le prime reazioni del Nazareno sono state di totale chiusura alle ragioni di Bassolino.
Mercoledì, alla riunione della commissione di garanzia a Napoli, il suo ricorso non è stato esaminato, ma rigettato per ragioni procedurali.
Perchè arrivato troppo presto rispetto alla proclamazione ufficiale dei risultati, oppure troppo tardi, perchè oltre 24 ore dopo la chiusura dei seggi.
Insomma, il caos: con i bassoliniani che sono usciti in polemica dalla riunione, cui ha partecipato anche il segretario del Pd Napoli Venanzio Carpentiere, che pure non fa parte dei garanti.
“Primarie valide, ha vinto Valente”, avevano detto già il giorno prima Guerini e Orfini. E a quel punto Bassolino sembrava pronto ad annunciare la sua lista civica già sabato 12, al teatro Augusteo di Napoli, dove ha radunato i suoi sostenitori.
L’incontro Guerini-Bassolino, nel pomeriggio a Napoli, ha invece riaperto un filo di dialogo.
“Con Antonio è stato un incontro in cui ci siamo ascoltati e ci siamo parlati, fa sempre bene parlarsi”, ha detto all’uscita il vicesegretario pompiere.
“Non ho chiesto assolutamente di ritirare il ricorso. E’ un diritto presentarlo, è riconosciuto dal regolamento ed è giusto che la Commissione lo esamini con molto rigore e attenzione come ha fatto e deve fare”.
L’ipotesi dunque è che la commissione di garanzia si riunisca di nuovo, per esaminare realmente il ricorso bis di Bassolino (presentato oggi) sui 5 seggi dove sono stati filmati dal sito Fanpage.it passaggi di denaro a favore di elettori da parte di esponenti dem vicini a Valeria Valente.
Nel ricorso, l’ex sindaco parla di “risultato palesemente alterato e condizionato da numerosi e gravi espisodi avvenuti all’esterni dei seggi”.
E fa riferimento appunto a episodi di propaganda pro Valente avvenuti all’ingresso di alcuni seggi. Episodi definiti “in contrasto con la Costituzione che prevede l’espressione libera e segreta del voto”.
La riunione della commissione si terrà domenica 13 marzo al mattino, oppure (in caso di eccessive assenze “festive”) il giorno successivo.
Bassolino ha già fatto sapere che la sua richiesta resta l’annullamento di quei 5 seggi: in quel caso, matematicamente, sarebbe lui il vincitore delle primarie, per circa 300 voti.
In casa Pd si ragiona invece di provvedimenti disciplinari a carico dei due esponenti dem (Antonio Borriello e Gennaro Cierro) che sono stati filmati in atteggiamenti illegittimi fuori dai seggi.
Ipotesi, quella della sospensione dei due “rei”, che non basta affatto ai bassoliniani. “Sarebbe come colpire i colpevoli ma non il reato…”.
Marco Sarracino, il candidato della sinistra dem che a sua volta ha incontrato Guerini, ha chiesto che si rivoti nei seggi incriminati. “Altrimenti si annullino le primarie e si individui un candidato unitario per le elezioni comunali”.
Sabato mattina, al teatro Augusteo, l’ex sindaco rilancerà davanti ai suoi sostenitori la battaglia “per la legalità e la trasparenza” delle primarie, e l’intenzione di andare avanti: prima la commissione di Napoli, poi eventualmente anche i garanti nazionali. Per ora di lista civica o di uscita dal Pd non si parla, almeno ufficialmente o dal palco. “Antonio vuole andare avanti un passo dopo l’altro”, spiega un suo sostenitore. “Per presentare la lista c’è tempo fino a maggio…”.
Guerini ha incassato, almeno per ora, una battaglia del vecchio leone dentro il perimetro del partito, e ha dovuto concedere un esame rigoroso del ricorso.
Valente, dal canto suo, ha presentato a sua volta un ricorso, ma non alla commissione di garanzia per le primarie, bensì a quella interna al partito.
“Abbiamo presentato un ricorso per verificare se iscritti del Pd abbiano tenuto comportamenti lesivi dell’onorabilità del partito e degli stessi candidati, durante le primarie”, ha spiegato la candidata.
La richiesta è quella di esaminare l’intero filmato realizzato dai cronisti di Fanpage, per verificare “se ci siano stati ulteriori casi di comportamenti illeciti su cui intervenire”.
Insomma, casi riferibili a sostenitori di Bassolino. Che sorride davanti al ricorso della sfidante: “Evidentemente ha cambiato linea… è la conferma che diverse cose non sono andate…”.
Nella disfida dei ricorsi incrociati, a cambiare, in queste ore, è stato proprio l’atteggiamento dei vertici dem.
Dai toni perentori contro l’ex sindaco (a novembre si era persino ipotizzata una norma per non farlo correre alle primarie) ai ramoscelli d’ulivo.
“L’incontro con Guerini è stato cordiale”, ha detto Bassolino ai suoi collaboratori. “Cordiale ma non risolutivo”. Solo un primo passo. Del resto, mesi di bombardamento per il Pd di Napoli, che già parte sfavorito contro De Magistris, potrebbero risultare esiziali. Per questo, dopo i muscoli dei renziani, a Napoli è arrivato l’Arnaldo.
Se fallisce lui, Bassolino rischia di fare davvero male.
(da “Huffingtonpost”)
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Marzo 10th, 2016 Riccardo Fucile
LA STATEGIA DI TOTONNO E’ RAFFINATA E RISCHIA DI LOGORARE IL PARTITO
Il cellulare di Antonio Bassolino squilla in continuazione. Più volte compare il numero di Valeria Valente,
la vincitrice che sta cercando di ricucire.
Totonno non risponde, perchè prima ancora della politica — spiega ai suoi — è mancato il “rispetto”.
Riunito con i suoi, spiega che anche questa volta si procederà passo dopo passo: “È ancora lunga, lunghissima. C’è tempo e io in questo tempo da uomo delle istituzioni voglio impegnare le mie energie per il ripristino della legalità ”.
All’ordine del giorno, tra i suoi fedelissimi, c’è la creazione di una lista civica.
Un incubo per il Pd. Bassolino, per ora, frena perchè il suo schema di gioco non è “alla Cofferati”: la rottura, l’uscita, la battaglia per creare un’area di sinistra fuori dal Pd.
Nè è uno che ha rapporti organici e di particolare sintonia con la sinistra dem.
Una fonte a lui vicina, la spiega così: “Per D’Alema e per pezzi della minoranza Pd l’obiettivo è far perdere le elezioni a Renzi, usare cioè le amministrative per dargli un colpo. Per Bassolino l’obiettivo non è il logoramento, ma è davvero fare il sindaco”. Si spiega così anche la discussione tra i fedelissimi, con l’europarlamentare Massimo Paolucci, vicino a D’Alema, che spinge per una lista civica.
E altri bassoliniani storici meno inclini alla rottura che significherebbe l’uscita dal Pd.
Giovedì pomeriggio, nel corso di una riunione alla Fondazione Sud, Bassolino ha spiegato il senso dell’iniziativa di sabato, annunciata poi su twitter con uno slogan #Napoliriparte.
Nessuno spartito rancoroso, nessun tono da scissionista, anzi Bassolino sarà molto “inclusivo”. Parlerà come uno che ha sostenuto e vuole sostenere Renzi, in nome del rinnovamento: “Quel che è accaduto a Napoli — ha detto ai suoi — è una ferita per il Pd, per il rinnovamento, per la città . Non è possibile chiudere gli occhi”.
Tenere il “caso Napoli” aperto è il primo passo perchè la ferita sanguina ancor più di prima: “È incredibile – ripete l’ex sindaco – quello che è successo. Invece di esaminare il ricorso, dicono che è irricevibile perchè sono passate 24 ore. Ma io l’ho presentato a 24 ore dal fatto e il fatto è il video di fan page che ha mostrano quel mercimonio. E la Valente che fa? Invece di chiedere il ripristino della legalità , manda una memoria per dire che il ricorso è irricevibile”.
Già , la Valente. Qualcosa si è rotto anche a livello umano tra Totonno e Valeria, bassoliniana di ferro ai tempi d’oro.
Attorno a Mezzogiorno, alla buvette di Montecitorio, si incrociano la Valente e Anna Maria Carloni, moglie di Bassolino e parlamentare del Pd. Prima un momento di imbarazzo, poi un saluto gelido: “Valeria era un’amica – dice la Carloni — ma non è stata leale”.
Mezzo Pd è all’opera per evitare lo strappo con Bassolino. Lorenzo Guerini, colomba renziana, ad esempio sta provando a organizzare un incontro, per trovare una mediazione.
Anche Cuperlo, nei panni del mediatore lo ha chiamato.
Il problema, a questo punto, è che le parole non bastano: “Io — ripete Bassolino — ho votato Renzi e faccio la mia battaglia come uomo delle istituzioni. La città e quelli che hanno votato alle primarie non meritano questo sfregio. Il Pd deve riconoscere l’errore e correggere”.
Riconoscere e correggere significa mettere in discussione l’esito delle primarie, in quei seggi.
E infatti, nel corso della riunione in fondazione, è stato già pensato il secondo passo. Portare il ricorso in commissione nazionale dei garanti. Il che significa che, per giorni, si continuerà a parlare di Napoli.
La decisione finale, sulla lista civica, sarà presa solo vedendo la risposta della città e del grosso del Pd: “Le liste — ripete — si presentano a un mese dalle elezioni”.
(da “Huffingtonpost”)
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Marzo 10th, 2016 Riccardo Fucile
RENZI E’ RIUSCITO A SCASSARE IL PARTITO… LA VALENTE: “MI SEMBRA IMPOSSIBILE”
“Sabato ore 10.30 Al teatro augusteo. Napoli riparte”.
Con queste poche parole antonio Bassolino su Facebook dà appuntamento ai militanti per l’evento in cui dovrebbe annunciare, con ogni probabilità , la decisione di candidarsi alle elezioni amministrative di Napoli.
La risposta della Valente. “Dico da giorni che alcuni episodi vanno sanzionati. Io e Bassolino abbiamo lo stesso approccio, alcune scene rilevano un grave problema. Dobbiamo cambiare. Non possono però inficiare tutto lo svolgimento di primarie che sono state corrette e ordinate in larghissima parte. I casi di compravendita non risultano. E il passaggio della criminalità non lo condivido: troppo duro, non può essere il corollario di un ricorso. Sembra una condanna senza appello per quei quartieri. Io non credo che Bassolino pensi questo, lui è il primo che ha saputo attraversare e parlare alle periferie, senza scorte, senza timori, cercando i cittadini e portandoci la politica”. Così Valeria Valente, vincitrice delle primarie del centrosinistra a Napoli, in un’intervista a Repubblia
“Dobbiamo evitare di alzare muri tra noi, costruire insieme la nostra vittoria al Comune, anche con l’aiuto di Bassolino.
Lui ha creduto in queste primarie, ha messo Napoli avanti a tutto e ora non voglio immaginare che farà mancare il suo appoggio, che non darà una mano a sconfiggere centrodestra e De Magistris. Questo è il momento di lottare per Napoli, tutti insieme, come ha sempre detto Antonio”, dichiara Valente.
Sull’eventualità che Bassolino si candidi con una sua lista, “mi sembra impossibile, per come lo conosco. Rinnegherebbe se stesso, la sua storia, e replicheremmo il disastro del 2011. E sarebbe velleitario: come si può pensare che potrebbe battere, andando fuori del Pd, i comuni avversari?”, osserva Valente. “In ogni caso, lavorerò personalmente perchè questo non accada. Bassolino vuole bene a Napoli. E anche io. Ci parleremo”.
Bersani: “Fatti incredibili”.
“Non mi paiono accettabili certe dichiarazioni dei vertici del partito. Prima che si sappiano davvero come sono andate le cose. Sono pronunciamenti irrituali, sono atteggiamenti gravi”, “a prescindere da chi ha ragione o torto, io consiglierei un atteggiamento più lineare e più rigoroso. Perchè sennò si sottovaluta il disagio della nostra gente. A Napoli, ma anche altrove: basta leggere i giornali per capire il disorientamento. Inviterei a non sottovalutarlo”.
Lo afferma l’ex segretario del Pd, Pierluigi Bersani, in una intervista al Corriere della Sera, parlando delle primarie a Napoli. Il comitato di garanzia ha respinto il ricorso di Bassolino perchè fuori tempo massimo? “Ma come si fa? Son state adesso le primarie e loro lì con l’orologio a dire che il tempo è scaduto.
Incredibile”, “noi siamo il Partito democratico, mica possiamo aspettare che intervenga la magistratura”.
(da “Huffingtonpost“)
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Marzo 9th, 2016 Riccardo Fucile
SE SI PRESENTA, E’ IL TRACOLLO PER IL PD A NAPOLI
Un vecchio leone ferito e disgustato: “Invece di riflettere e discutere — dice Antonio Bassolino – il Pd
chiude gli occhi. È un colpo di spugna che offende le primarie e la città ”.
È appena finita la riunione che ha respinto il suo ricorso.
I bassoliniani sono usciti, per impraticabilità di discussione: “I vertici del Pd — aveva twittato l’ex sindaco – hanno già emesso il verdetto prima che gli organi competenti abbiano esaminato i fatti. E’ una sentenza preconfezionata?”.
Il cellulare dell’ex governatore squilla ininterrottamente. In pochi, pochissimi, riescono a mettersi in contatto, per sapere la prossima mossa: “Vai avanti, siamo con te”.
Anche su facebook, l’invito del suo popolo è a scendere in campo con una lista civica, fuori dal Pd.
Ai fedelissimi la risposta è: “Sto riflettendo”. C’entra un rapporto emotivo, profondo, col Pd, che gli rende difficile seguire il modello Cofferati in Liguria.
Ma c’entra anche un metodo politico. Il “passo dopo passo”, per cui la situazione deve maturare, gradatamente.
Proprio per questo, lo ha cercato anche la vincitrice, Valeria Valente negli ultimi giorni. Conoscendolo bene, ha ravvisato già tutti i segnali di una decisione già presa, quella di candidarsi, che sta maturando.
Prima c’è stato uno scambio di messaggi difficile: “Sto facendo il nonno. Ci incontreremo quando ascolterò parole rispettose”.
Poi, subito dopo la riunione della commissione di garanzia, una dichiarazione di grande apertura: “Il rigetto del ricorso — ha dichiarato la Valente – non cancella eventuali responsabilità che, se accertate, richiederanno severe e rigorose sanzioni da parte degli organismi competenti, sia del partito democratico, sia di tutte le altre formazioni politiche della coalizione”.
Parole dettate anche dalla consapevolezza che una discesa in campo di Bassolino evidentemente significherebbe una sconfitta sicura del Pd.
Il problema è che, passo dopo passo, la macchina che porta alla rottura sembra essersi messa in moto.
Marco Sarracino, il candidato della sinistra dem, ai suoi compagni romani ha detto: “Oggi gli hanno dato l’alibi per rompere. Quello che abbiamo visto di fronte ai seggi è gravissimo e loro che fanno? Rigettano il ricorso e non ne vogliono nemmeno discutere. È chiaro che così lo spingi fuori”.
La decisione ancora non è presa e anche il mondo di Bassolino è in fermento.
“Extra ecclesiam nulla salus”, il vecchio precetto della chiesa comunista nella quale Totonno e compagni sono cresciuti.
Nel Pci, però, su un caso del genere si sarebbe discusso settimane. Nel Pd, Orfini, Lotti, Guerini, hanno un’unica parola d’ordine: chiudere il caso.
A Napoli già ci sono due partiti, prima ancora che l’ex sindaco maturi la decisione.
O prima che gli altri gliela facciano maturare.
(da Huffingtonpost”)
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Marzo 9th, 2016 Riccardo Fucile
SE, COME LOGICA, FOSSERO ANNULLATI I VOTI NEI SEI SEGGI DOVE SONO AVVENUTE IRREGOLARITA’ EVIDENTI, IL RISULTATO DELLE PRIMARIE SAREBBE STATO RIBALTATO… IL PD DI RENZI PRIMA FA LE PRIMARIE, POI LE TAROCCA (MALE) E ORA AVALLA L’ILLEGALITA’
“Ai vertici del Pd qualcuno ha già emesso il verdetto prima che gli organi competenti abbiano esaminato i
fatti. E’ una sentenza preconfezionata?”.
E’ rottura tra Antonio Bassolino e i vertici del Pd.
Il post pubblicato su Facebook è arrivato mentre era ancora in corso la riunione della commissione di garanzia che dovrà decidere sul ricorso presentato per i brogli documentati da Fanpage in alcuni seggi per le primarie. Ricorso poi bocciato dalla commissione.
Ma la riunione è stata abbandonata in polemica dai suoi sostenitori: “Non discutiamo il ricorso inutilmente per poi farcelo dichiarare illegittimo, per un cavillo”.
Antonio Giordano e Vincenzo Serio, due membri della Commissione di garanzia per le primarie del centrosinistra di Napoli, vicini a Bassolino, hanno lasciato la riunione. Secondo i due, “la Commissione era già orientata a respingerlo. Non ci sono le condizioni per continuare”.
L’esame del ricorso, spiegano, ” doveva arrivare dopo la dichiarazione del presidente che si è trattato di un voto trasparente e regolare. Si preferisce con un cavillo evitare una discussione necessaria davanti a un disastro. Cosi è inutile discutere il ricorso, si anticipa l’orientamento della Commissione”.
Un punto contestato è il presunto ritardo nella presentazione del ricorso, sul quale, spiegano ancora Serio e Giordano, “c’è una richiesta presentata da Valeria Valente secondo cui il ricorso è irricevibile. Siamo nelle stesse condizioni del 2011 quando non c’erano le condizioni di trasparenza del voto. Qualcuno vuole giocare al massacro di questo partito”.
Anche i rappresentanti di Area riformista hanno abbandonato la Commissione.
La ragione è che “la Commissione è stata incompleta fin dall’inizio perchè mancano i rappresentanti del Partito socialista. Coerentemente con quanto detto fin dall’inizio – spiega Alfredo Affatato – andiamo via al momento del voto”.
Se annullati i voti incriminati, Bassolino vince per 316 voti.
Con l’annullamento dei voti nei seggi dove sono state documentate le irregolarità dai video pubblicati da Fanpage, l’ex sindaco di Napoli vincerebbe le primarie per 316 voti. Bassolino, e non Valeria Valente, sarebbe il candidato del Pd a Napoli.
I seggi in odore di irregolarità sono sei: tre a Scampia (Lotto T, Via Monterosa e il centro Polifunzionale, dove sono stati avvistati cosentiniani e consiglieri di centrodestra), due a San Giovanni a Teduccio (villa San Giovanni e la Sala Rusticone) e uno a via Vittorio Veneto a Piscinola. In questi seggi Valente ha raccolto 1578 preferenze, Bassolino invece 810.
Scorporandoli dal totale dei voti raccolti, l’ex governatore della Campania vincerebbe quindi per 316 voti.
L’attacco di Bassolino è una chiara risposta ad alcune uscite dei vertici del Pd nazionale, in particolare del presidente Matteo Orfini e del vicesegretario Lorenzo Guerini.
Entrambi hanno infatti invitato il partito locale a fare accertamenti sui brogli documentati da Fanpage ma hanno chiuso, prima ancora che la commissione di garanzia ricevesse il ricorso presentato ieri in serata da Bassolino, a ogni ipotesi di annullamento.
“Valeria Valente è la candidata del centrosinistra a Napoli”, ha detto Orfini alla Stampa: “Singoli episodi discutibili non inficiano il risultato” delle primarie partenopee. Quanto al ricorso di Bassolino, “non vorrei che qualcuno cercasse di mettere in discussione lo strumento perchè non gli è gradito l’esito”.
I sostenitori di Bassolino avevano chiesto alla commissione di garanzia di trasmettere la riunione in diretta streaming. Ma la proposta è stata rigettata.
“Vista l’attenzione nazionale sul tema in esame oggi ho proposto che la riunione fosse trasmessa in diretta streaming ma la richiesta è stata rigettata”, ha detto Giordano.
“La richiesta di trasmettere in streaming la riunione – ha aggiunto Giordano – è dettata da una necessità di trasparenza, di fronte al Paese che ci osserva in queste ore, perchè noi non abbiamo niente da nascondere. Mi è stata rigettata, sostenendo che il regolamento non lo prevede”.
(da “Huffingtonpost”)
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Marzo 7th, 2016 Riccardo Fucile
CONSIGLIERE COMUNALE RIPRESO DA FANPAGE: “ERANO SENZA SOLDI, NON VOLEVO ESSERE SCORTESE COME PARTITO”
Consiglieri e delegati del Pd che davanti ai seggi delle primarie a Napoli danno soldi agli elettori per
votare la candidata Valeria Valente.
A rivelarlo è un video del sito Fanpage.it: i cronisti Antonio Musella, Peppe Pace e Alessio Viscardi con telecamere nascoste hanno intercettato davanti ai circoli dei democratici in città alcune persone impegnate a offrire denaro in cambio della preferenza per quella che poi risulterà la vincitrice.
Tra loro anche il capogruppo Pd alla sesta municipalità Gennaro Cierro e il consigliere comunale Antonio Borriello.
Valente è diventata candidata sindaco Pd con uno scarto di poco meno di 452 voti rispetto allo sfidante Antonio Bassolino (13.419 voti contro 12.967 voti) e l’affluenza alle primarie è stata di 30mila elettori.
“L’ho fatto per non essere scortese come partito”, si è giustificato all’agenzia Ansa il consigliere Borriello, da sempre bassoliniano e da poco a favore della Valente, “faceva freddo, erano venuti lì, non avevano l’euro e così gliel’ho dato io. L’ho fatto davanti a tutti, mica di nascosto, c’erano anche altri. Io quella signora neanche la conoscevo e non ricordavo neanche l’episodio. Forse l’ho fatto anche un’altra volta, neanche ricordo. Alcune persone sono arrivate ai seggi senza l’euro necessario per il contributo e così, per cortesia, gliel’ho dato io”.
Il primo episodio documentato dai giornalisti è avvenuto davanti al seggio 62 di Scampia, lotto T. Qui Valente ha ottenuto 297 voti e Bassolino 102.
“Vedi questa?”, dice un uomo a una giovane elettrice mostrando i nomi sul cartellone. “Devi solo mettere una croce su questo nome, no Bassolino, non su questi altri. Vedi questa è una femmina”.
Poco dopo un collega dice: “Vai a darle l’euro”. E lui replica: “Aspetta, vediamo prima se esce e se esce glielo do”. L’operazione si ripete simile con un elettore più anziano: “Questo è l’euro per la donazione al partito”.
La seconda scena registrata dai cronisti di Fanpage.it avviene davanti al seggio 46 di Villa San Giovanni dove Valente ha ottenuto 300 voti e Bassolino 45.
Gennaro Cierro, capogruppo Pd alla sesta municipalità ferma due persone. “Abbiamo solo la tessera, però è giusto per farvi un favore”, dice la donna. “10 euro”. E Cierro li accompagna dicendo: “Serve un euro”.
Terzo circolo, seggio 58 Piscinola di via Vittorio Veneto. Qui Valente ha ottenuto 103 voti e Bassolino 89.
Nelle immagini riportate dal sito si vede uno dei rappresentanti del seggio che si avvicina a un’automobile con un elenco degli elettori e altre persone che distribuiscono monete all’ingresso.
Situazione simile al seggio 61 Scambia, via Monterosa 54: in questo caso ha vinto Bassolino con 292 voti, mentre Valente si è fermata a 177.
Nel video si vedono scambi di denaro all’ingresso della sede.
Infine davanti al seggio 45 San Giovanni-Sala Rusticone (Valente 591-Bassolino 159), a essere immortalato è il consigliere comunale Antonio Borriello.
“Nelle immagini registrate”, scrive Fanpage.it, “Borriello consegna l’euro di sottoscrizione davanti al seggio”.
(da “il Fatto Quotidiano“)
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Marzo 7th, 2016 Riccardo Fucile
IL RITRATTO DELLA CANDIDATA DEL CENTROSINISTRA A NAPOLI, “FIGLIOCCIA” DI ANTONIO
E’ stata per anni la “figlioccia” di Antonio Bassolino, l’allieva prediletta che fin da ragazza ha seguito
l’ex sindaco di Napoli nella sua lunga carriera politica al vertice delle istituzioni.
Ma stavolta, come in tutte le vere storie politiche, l’allieva recide i legami, batte il maestro e vola verso la gara più dura, quella di primavera per riportare un esponente del Pd sulla sedia del sindaco di Napoli.
Difatti Valeria Valente lo ha detto subito: “Dobbiamo battere Luigi de Magistris e riprenderci Palazzo San Giacomo. Lui ha governato male”.
Napoletana, 39 anni, laureata in Giurisprudenza, Valeria Valente è parlamentare dal 2013. E’ coordinatrice in Campania di “Rifare l’Italia”, la corrente del Pd che fa capo a Roma al presidente del partito Matteo Orfini e al ministro della Giustizia Andrea Orlando.
E’ stata assessore comunale alle Pari opportunità e al Turismo della giunta presieduta da Rosa Russo Iervolino.
Il suo impegno politico è cominciato quando era ancora adolescente ed è proseguito poi nel movimento studentesco. A 18 anni è stata eletta coordinatrice per la città di Napoli. L’anno successivo è entrata nell’esecutivo nazionale dell’Unione degli Studenti/Cgil.
Nel 1997 è stata eletta per la prima volta consigliere comunale. Rieletta nuovamente nel 2001, è entrata in giunta nel 2006. Molto forte tuttora il legame politico e umano con Rosa Russo Iervolino.
Dal 2009 al 2010 Valente ha fatto parte dell’esecutivo dell’Associazione regionale dei Comuni della Campania. Eletta nel 2011 coordinatrice delle donne democratiche della Campania, nel dicembre 2012 ha partecipato alle “parlamentarie” del Pd e, nel febbraio del 2013, è stata eletta deputata, nella circoscrizione Campania I.
Poi la battaglia più difficile contro Antonio Bassolino, che Valeria mai avrebbe immaginato nella sua vita.
E il “parricidio” politico che di fatto spiana la strada a una nuova classe dirigente a Napoli. C’è un aspetto però. Dopo l’ascesa, la caduta e la risalita politica di Bassolino, che era stato completamente estromesso dal Pd napoletano, l’ex sindaco esce sconfitto ma cresce la figura di una ex bassoliniana, sebbene passata attraverso un atto di rottura con il suo ex maestro.
Valeria Valente ha un figlio piccolo e un tratto umano che tutti le riconoscono. Cordiale ma “tosta” quando occorre.
Durante la lunga campagna delle primarie ha ripetuto che vuole trasformare Napoli in una città a misura di bambino.
Ora guarda alla sfida più difficile: quella contro Luigi de Magistris, il “Che Guevara” che ha già fatto le barricate.
(da “La Repubblica”)
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Febbraio 26th, 2016 Riccardo Fucile
LO SCRITTORE DENUNCIA LA MANCANZA DI RINNOVAMENTO DELLA POLITICA, COMPRESI I CINQUESTELLE
“Lo sa il Pd nazionale come tratta i posti difficili del sud? Come buchi neri. E difatti tende a lavarsene continuamente le mani”.
Roberto Saviano non ha smesso di scagliare le sue analisi indigeste. “Quello che accade a Napoli e in Campania è esemplare, basta osservare l’offerta politica, l’assenza di un autentico rinnovamento, proprio quando si decide il destino di una capitale del Mezzogiorno sempre più povera, e più preda del crimine”.
Ma ne ha anche per gli altri. “I Cinque Stelle sono un’estensione della volontà di Casaleggio. E il sindaco de Magistris ha fallito l’unica missione che aveva”.
Uno sguardo non addomesticato nè dalla fama, nè dalla (periodica) lontananza.
Lo scrittore guarda dall’America al Mezzogiorno e alla sua Napoli, una delle metropoli che a giugno va al voto amministrativo in una sfida che non si annuncia semplice per il Pd di Matteo Renzi.
Saviano, cos’è cambiato cinque anni dopo la svolta arancione che accomunò Napoli a Milano, Genova e Cagliari? Con quale animo andrebbe a votare, se fosse rimasto in città ?
“Io non voto a Napoli perchè da dieci anni vivo sotto scorta. Forse bisognerebbe chiederlo a chi vive in una città dove si spara quotidianamente, dove è quasi impossibile trovare lavoro, dove non si investe più. Purtroppo, ciò che opprime la vita di tanti cittadini, o li costringe ad andare via, non è cambiato”.
De Magistris si ricandida: si è paragonato al Che, poi a Zapata. Cosa salva e cosa boccia della sua “rivoluzione”?
“Il sindaco aveva una missione e l’ha fallita. A fine mandato non è importante isolare cosa va salvato e cosa no, ma quale città si è ereditata e quale città si lascia. L’evoluzione delle organizzazioni criminali a Napoli non ha vita propria, ma si innesta nel tessuto cittadino e in quello politico e imprenditoriale. Se fino a qualche anno fa era quasi solo la periferia a essere dilaniata da continui agguati di camorra, ora si spara in pieno centro. E si spara per le piazze di spaccio. Non una parola sulla genesi di agguati e ferimenti. Non una parola sul mercato della droga che in città muove capitali immensi. Fare politica a Napoli e in Campania dovrebbe voler dire essere l’avanguardia della politica in Italia.
Sul Pd ha detto, a Ballarà³, che la “più credibile è la vecchia generazione, che con Bassolino ha clientele”. Ma lui, osteggiato dai renziani, può raccontarsi come nuovo.
“Lo ripeto. Io vedo che il Pd nazionale si lava continuamente le mani della Campania e di Napoli. Buchi neri, così percepisce le realtà tanto difficili da gestire. Ecco perchè non c’è nessuna proposta nuova, nessun percorso alternativo, ma tutto è lasciato ad assetti già esistenti. Cosa c’è da spiegare? È tutto evidente”.
Il Movimento 5 Stelle appare ancora segnato dal caso Quarto: da 20 giorni non riesce a indicare il candidato sindaco di Napoli e a sedare malumori
“Il Movimento 5 Stelle, che sul Sud poteva fare la differenza, sconta un vizio di forma: essere sempre meno un partito e sempre più un’estensione della volontà di Casaleggio. Così il codice d’onore, la multe e – vedi Quarto – le espulsioni assumono un profilo pericoloso perchè antidemocratico: quello della cessione di sovranità attraverso la negoziazione privata. Per logica dovrebbe essere: se vengo eletto, credo di poter amministrare secondo le specificità del territorio. Ma nel M5S non è così, perchè basta invece prendere una decisione in disaccordo col direttorio per essere cacciato via. Mi domando se gli iscritti al Movimento questa cosa l’abbiano compresa, se la ritengano giusta o la subiscano. La mia sensazione è che anche per loro la politica ormai sia solo comunicazione”.
Cosa serve di più al futuro sindaco di Napoli?
“Attenzione costante. E progetti veri: da Roma, dall’Europa. Nessun politico, nessun partito può farcela senza un progetto nazionale e internazionale che sostenga la riforma della città . Chiunque creda di potercela fare inganna se e gli elettori”.
Nella città dove i killer sono sempre più “bambini”, gli intellettuali si dividono sulla temporanea esposizione a Roma d’una splendida opera del Caravaggio. Ha vinto il no. Lo chiedo a lei che ha fondato una corrente narrativa: ma Gomorra si può esportare e i capolavori d’arte no?
“Capisco la provocazione: un Caravaggio esposto a Roma avrebbe agito ottimamente da marketing per il turismo. Se poi è vero quanto ho letto, e cioè che il prestito avrebbe garantito fondi per una casa rifugio al rione Sanità per donne e bambini, allora credo che certe polemiche non solo siano sterili, ma anche dannose. Il Il Pio Monte della Misericordia, dove si trova il Caravaggio, è in via dei Tribunali, a due passi da Forcella, dove a Capodanno è stato ucciso un innocente. Mi viene da sorridere quando oltre al vincolo di inamovibilità si fa appello alla comprensione dell’opera solo nel contesto che in cui è inserito. Perchè quel contesto è terribile e difficile per chi ci vive e per chi resiste”.
Conchita Sannino
(da “La Repubblica”)
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