Destra di Popolo.net

PER I PARTITI LA CRISI NON ESISTE: I RIMBORSI AUMENTATI DEL 1.110%, I SACRIFICI LI FANNO SOLO GLI ITALIANI

Giugno 18th, 2011 Riccardo Fucile

IL CASO CLAMOROSO DEI RISTORANTI ITALIANI ALL’ESTERO….BOOM NELL’USO DEGLI AEREI DI STATO: OGNI COMPONENTE DEL GOVERNO VOLA 97 ORE L’ANNO

«Un conto è fare un articolo, un altro conto fare un articolato…» , ha osservato pubblicamente, alla festa della Cisl di domenica scorsa a Levico Terme, il ministro dell’Economia.
Giulio Tremonti ha sperimentato direttamente quanto sia difficile entrare con i fatti nella carne viva degli scandalosi costi della politica.
Con la manovra finanziaria dello scorso anno aveva provato a tagliare del 50% i generosissimi «rimborsi elettorali» , come si chiama ipocritamente il finanziamento pubblico, riconosciuti per legge ai partiti politici, cresciuti fra il 1999 e il 2008 del 1.110%, mentre gli stipendi pubblici aumentavano del 42. Ebbene, il taglio è stato prima ridimensionato al 20%, quindi al 10 per cento. Per non parlare della norma che avrebbe riportato le spese di palazzo Chigi, in alcuni casi letteralmente impazzite, sotto il controllo del Tesoro: saltata come un tappo di champagne.
Ciò non toglie che quell’«articolato» prima o poi andrà  fatto.
Perchè qui ci va di mezzo, secondo lo stesso Tremonti, la credibilità  della politica e del governo.
Se la riforma fiscale vuole avere una prospettiva minima di serietà , deve passare prima di qua.
Fermo restando che i soldi tolti ai privilegi della politica non basteranno certo da soli a tappare il buco che l’eventuale taglio delle tasse (considerato dai capi del centrodestra necessario per arginare l’emorragia di consensi) potrebbe aprire nei conti pubblici.
Da dove cominciare?
C’è soltanto l’imbarazzo della scelta.
«Meno voli blu» , ha detto Tremonti. Una sfida mica da ridere, considerando l’andazzo.
Nel 2005 gli aerei di Stato del 31° stormo dell’Aeronautica toccarono il record di 7.723 ore di volo.
Due anni dopo, durante il governo Prodi, grazie a una direttiva draconiana del sottosegretario Enrico Micheli erano scesi a 3.902.
Tornato Berlusconi, quella direttiva è stata prontamente abrogata e nel 2009 le ore di volo per le sole «esigenze di Stato» sono arrivate a 5.931, ma con un governo ridotto a 61 elementi.
Cioè, 97 ore e 15 minuti a testa.
Letteralmente stratosferico l’aumento procapite (cioè per ogni componente del governo) rispetto a due anni prima: +154,2%.
Ma anche il famoso record del 2005 delle 78 ore e 50 minuti a testa è stato letteralmente polverizzato, con una crescita del 23,3%.
Mentre il consumo del cherosene ministeriale, alla faccia della crisi, non si è certamente arrestato.
Nel 2009 gli aerei di Stato viaggiavano al ritmo di 494 ore al mese?
Nel 2010 si è saliti a 507.
Ignoti, ovviamente, i costi.
Non sarà  facile, per Tremonti.
Certo, se si potessero ricondurre i conti di palazzo Chigi sotto il controllo della Ragioneria, com’era prima che nel 1999 il governo di centrosinistra li rendesse completamente autonomi, sarebbe un’altra storia.
Si toglierebbero alla politica molti margini di manovra non soltanto sui 3 o 400 milioni l’anno di spese vive della presidenza del Consiglio, ma, per esempio, anche sul miliardo e mezzo di budget della Protezione civile.
Meno sprechi, più sobrietà .
Peccato che i messaggi arrivati finora siano di segno opposto.
Qualche esempio?
Nel 2010 il budget per pagare gli «staff» politici di palazzo Chigi aveva superato di slancio 27,5 milioni, con un aumento del 26 per cento.
Mistero fitto sul numero delle persone.
Quest’anno le spese per gli affitti degli uffici della presidenza del Consiglio sarebbero lievitate (sempre secondo le previsioni) da 10 a 13,7 milioni. Recentissima poi la notizia che palazzo Chigi ha deciso di dotarsi non di uno, ma di due capi uffici stampa retribuiti al pari di un «capo delle strutture generali della presidenza del Consiglio dei ministri».
E i nuovi sottosegretari concessi da Berlusconi ai Responsabili come contropartita per il sostegno alla maggioranza?
L’Espresso ha calcolato che costeranno 3 milioni l’anno.
Il problema dei soldi non tocca invece, almeno all’apparenza, l’ex Pd Massimo Calearo, nominato consigliere del premier per l’export (ma di questo non si occupa già  il ministro dello Sviluppo?).
Nè Antonio Razzi, ora consigliere personale del ministro «Responsabile» dell’Agricoltura Francesco Saverio Romano.
Ma siccome il deputato ex dipietrista è stato eletto all’estero ed è fissato con la tutela della cucina italiana, poche ore prima di andarsene per lasciare il posto a Romano l’ex ministro Giancarlo Galan gli ha firmato un decreto che istituisce «l’elenco dei ristoratori italiani all’estero».
Prevede una targa con la scritta «Ottimo — ristorante di qualità » da mettere sulla porta.
Vi domanderete: chi sceglie i locali da insignire?
Un apposito Comitato interministeriale composto dal ministro e da uno stuolo di funzionari oltre, udite udite, da nove esperti nominati anche da altri ministeri.
Un Comitato interministeriale!
Il decreto dice che nessuno prenderà  un euro. E le spese vive, fossero anche solo le targhe e i diplomi, quelle chi le paga?
Noi.
Ma il colmo è un altro. Perchè nemmeno un anno fa lo stesso ministero dell’Agricoltura aveva fatto un accordo con l’Unioncamere per dare un marchio di qualità  ai «Ristoranti italiani nel mondo».
Forse se n’erano dimenticati…
Insomma, se è giusto lamentarsi dei tagli orizzontali e indiscriminati, qui bisognerebbe andarci con il machete.
E il Parlamento?
Lasciamo da parte il capitolo dei numero dei nostri rappresentanti, quasi doppio rispetto alla Spagna.
Ma è chiedere troppo di allineare anche le loro retribuzioni alla media europea, come ha suggerito di fare Tremonti per tutti gli incarichi pubblici?
Da anni le Camere non promettono che tagli, limitandosi però a indolori sforbiciatine.
Guardiamo i bilanci.
Le spese correnti della Camera, che nel solo 2010 ha tirato fuori 54,4 milioni per gli affitti, sono previste passare da un miliardo 59 milioni del 2010 a un miliardo 83 milioni nel 2012: +2,3 per cento.
Quelle del Senato, che negli ultimi 14 anni ha sborsato 81 milioni per gli uffici di 86 senatori, da 576 a circa 594 milioni: +3,6%.
La Camera dispone di 20 auto blu con 28 autisti e i deputati che hanno il diritto a utilizzarle sono soltanto 63.
Il machete potrebbe calare, forse a maggior ragione, anche in periferia.
Dove gli sprechi della politica sono inimmaginabili.
A cominciare dai posti di lavoro clientelari.
È mai possibile che in Lombardia un dipendente regionale costi 21 euro a ogni cittadino contro i 70 della Campania? E i 173 del Molise? O i 353 della Sicilia?
È mai possibile che sia ancora in vigore una regola che consente a chi è stato parlamentare ma anche consigliere regionale di incassare ben due vitalizi, uno del Parlamento e uno della Regione?
In questa meravigliosa condizione ci sono almeno duecento ex onorevoli.
E che vitalizi: si arriva fino a oltre 9 mila euro lordi al mese.
Accade nella Regione Lazio, dove si può ancora andare in pensione giovanissimi, come dimostra il caso dell’ex governatore Piero Marrazzo, il quale percepisce il vitalizio di circa 4 mila euro mensili dal 2010, prima ancora di aver compiuto 52 anni.
È mai possibile che l’unica regione ad abolire l’arcaico e odioso privilegio del vitalizio per gli ex consiglieri sia stata finora, dopo sforzi immani, l’Emilia Romagna (naturalmente, a partire dalla prossima legislatura…)?
È mai possibile che nei consigli regionali non si riesca a porre fine all’indecenza dei gruppi politici costituiti da una sola persona, che dà  il diritto talvolta ad assumere collaboratori, avere l’auto blu e addirittura uno stipendio maggiorato?
Ce ne sono 74 (settantaquattro). Con casi esilaranti.
In Piemonte ci sono ben due gruppi «consiliari» che si richiamano all’ex governatrice Mercedes Bresso, Insieme per Bresso e Uniti per Bresso. Unico componente di quest’ultimo: Mercedes Bresso.
Ma anche nel consiglio provinciale di Bolzano sono presenti due monogruppi gemelli: Il Popolo della libertà  e Il Popolo della libertà  — Berlusconi per l’Alto Adige.
E nelle Marche persino il governatore in carica Gian Mario Spacca si è fatto il proprio gruppo.
Come si chiama? Gian Mario Spacca Presidente, si chiama.
Che domande!

Sergio Rizzo
(da “Il Corriere della Sera“)

argomento: Berlusconi, Bossi, denuncia, emergenza, governo, la casta, Parlamento, PdL, Politica, radici e valori | Commenta »

DAI VERBALI DI BISIGNANI SPUNTA LA MACCHINA DEL FANGO SULLA BOCASSINI

Giugno 18th, 2011 Riccardo Fucile

LA DEPUTATA PDL BIANCOFIORE RIVELA UN DOSSIER SUL FIGLIO DELLA PM… EMERGONO I NOMI DELLA PRESTIGIACOMO E DELLA SANTANCHE’ TRA GLI INTERLOCUTORI ABITUALI DEL FACCENDIERE

In tanti parlavano con il grande “triangolatore” del potere e in tanti adesso tremano.
Perchè l’inchiesta della Procura di Napoli su dossier e ricatti è entrata nel cuore del sistema di relazioni intrecciato da Luigi Bisignani con esponenti di primissimo piano della politica, dell’economia, della magistratura.
Con lui si confrontavano o chiedevano consiglio parlamentari e ministri del governo in carica, come la titolare dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo.
Molti di quei colloqui sono stati intercettati dagli inquirenti.
E dalle conversazioni allegate all’indagine emergono episodi che non costituiscono reato ma fanno sicuramente riflettere.
Come una telefonata registrata il 16 gennaio scorso.
Da una parte dell’apparecchio c’è Bisignani, dall’altra la parlamentare del Pdl Micaela Biancofiore.
La deputata allude a una vicenda vecchia di quasi quattordici anni, una rissa fra ragazzi sull’isola d’Ischia nella quale era rimasto coinvolto il figlio dell’attuale procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini, pilastro del pool Mani pulite che in quei giorni sta indagando anche sul caso Ruby e viene tenuta costantemente nel mirino della macchina del fango.
La Biancofiore introduce l’argomento.
Bisignani però tronca quasi subito la conversazione. “Ne parliamo da vicino”, afferma.
E in un dialogo successivo la Biancofiore si dice rammaricata, forse proprio per aver affrontato un tema troppo delicato per essere discusso al telefono. Coincidenza vuole che all’indomani di quella telefonata si sia svolto ad Arcore un pranzo con i direttori delle principali testate riconducibili a Berlusconi. Tempo qualche altro giorno, il 22 gennaio, e il Giornale pubblica un servizio proprio su quella serata ischitana di quasi tre lustri fa, attaccando pesantemente Ilda Boccassini.
Un’idea dell’ampiezza dell’indagine traspare da un inciso dell’ordinanza con la quale il giudice Luigi Giordano ha disposto gli arresti domiciliari per Bisignani per tre ipotesi di favoreggiamento e ha chiesto il carcere per il deputato del Pdl Alfonso Papa.
Il gip cita infatti il titolo di un paragrafo della richiesta dei pm Henry John Woodcock e Francesco Curcio che affronta, fra gli altri argomenti, “i rapporti con Gianni Letta e la presidenza del Consiglio dei ministri, quelli con l’Eni, con altri esponenti di governo, con i vertici dei servizi di sicurezza, con Dagospia”. Materiale che il magistrato, dopo aver escluso a carico di Bisignani e Papa le accuse di associazione per delinquere e di aver costituito un’associazione segreta, non ha ritenuto di “approfondire ed illustrare” perchè, sottolinea, riguarda “dichiarazioni e intercettazioni di persone non indagate”.
Da quelle pagine però emerge, rileva il giudice, “la rete di relazioni umane e professionali” nella quale Bisignani si muove da sempre “in modo disinvolto”.
Con lui si confrontava il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo in un colloquio intercettato e sul quale il ministro è stata poi anche ascoltata come testimone dai pm Curcio e Woodcock.
Anche altri componenti dell’esecutivo erano in contatto con l’influente uomo d’affari.
Come il sottosegretario per l’Attuazione del programma Daniela Santanchè, in favore della quale Bisignani sostiene di essersi speso per rimuovere il veto politico opposto dal presidente della Camera Gianfranco Fini dopo la scelta della Santanchè di guidare la Destra alle ultime elezioni politiche.
E sembra che anche Luca di Montezemolo avesse chiesto a Bisignani di valutare la possibilità  di far confluire i consensi dell’Eni in Confindustria su un nome apprezzato dal presidente della Ferrari.
La caratteristica di Bisignani, ha spiegato ai pm uno dei testimoni, il presidente del Poligrafico dello Stato Roberto Mazzei, è quella di essere “un triangolatore. Difficilmente dice i fatti suoi a qualcuno. È uno che separa”.
Per poi, se necessario, unire.

Dario del Porto e Francesco Viviano
(da “La Repubblica“)

argomento: Berlusconi, Costume, denuncia, Giustizia, governo, Parlamento, PdL, Politica, radici e valori | Commenta »

BERLUSCONI ORA HA PAURA, TUTTI I SONDAGGI DANNO IL QUORUM SUI REFERENDUM SUPERATO E LUI PRECIPITA AL QUARTO POSTO NEL SONDAGGIO TRA I LEADER DEL CENTRODESTRA

Giugno 11th, 2011 Riccardo Fucile

DECISIVO PER IL RAGGIUNGIMENTO DEL QUORUM L’ELETTORATO CATTOLICO, IL TERZO POLO E MOLTI ELETTORI   PDL E LEGA CHE NE HANNO LE SCATOLE PIENE…IN UN SONDAGGIO SU CHI VORRESTI COME LEADER DEL CENTRODESTRA IL PREMIER E’ PRECEDUTO DA TREMONTI, ALFANO E MARONI

Dopo la giornata trascorsa a Portofino per festeggiare il nipotino di un anno, figlio di Pier Silvio (con un giocattolone scelto personalmente in un negozio del centro), il Cavaliere è rientrato in tarda serata a Roma.
E dai finestrini dell`auto ha potuto vedere le centinaia di persone sciamare per il centro con le bandiere dei referendum, presagio di quello che potrebbe accadere lunedì all`apertura dei seggi.
Al di là  del merito dei quesiti, quello che preoccupa il Cavaliere è la ricaduta sulla maggioranza di un`altra eventuale sconfitta.
Eppure, a un amico ricevuto a Palazzo Grazioli due giorni fa, Berlusconi è apparso quasi spavaldo: «Dicono che farò la fine di Craxi? Si illudono, non sarà  un voto contro il governo, noi con questi referendum non c`entriamo nulla».
Ma il timore della spallata resta.
I sondaggisti che lavorano per Palazzo Chigi stanno infatti registrando un cambiamento del vento.
L`elettorato cattolico sembra molto sensibile al quesito sull`acqua pubblica, contano le parole del Papa sull`ecologia.
Anche gli elettori del Pdl e della Lega andrebbero a votare.
Insomma, la situazione si è invertita negli ultimi giorni e, anche se non possono essere diffusi i numeri dei sondaggi, non c`è n`è più uno che dia il referendum sotto la soglia del quorum.
Per il premier, con il partito in subbuglio e la maggioranza chiamata alla verifica parlamentare del 22 giugno, è un segnale di ulteriore allarme.
Unito alla constatazione che la nomina di Angelino Alfano a segretario del Pdl non ha affatto risolto i problemi.
Anzi, accelerando l`uscita dal partito di Gianfranco Miccichè (rivale siciliano del Guardasigilli) ne ha semmai accentuato la crisi.
Ora Berlusconi teme anche per il destino del suo delfino, per il fatto che arrivi al Consiglio nazionale di luglio già  «logorato» dalle po-lemiche interne e dalla richiesta pressante di primarie sulla leadership.
Una richiesta che sale, oltre che da Giuliano Ferrara, anche dai vari ras esclusi dalla corsa.
Con questa corona di spine in testa si comprende come il week end di Berlusconi, che stamattina volerà  in Sardegna per un po` di relax, non si annuncia dei migliori.
Siglata la tregua con Tremonti sulla manovra e sulla riforma fiscale, a guastargli l`umore ieri hanno contribuito alcuni sondaggi sul gradimento dei leader del centrodestra.
Nel braccio di ferro ingaggiato in questi giorni con il ministro dell`Economia sembra infatti che l`unico a guadagnarci in popolarità  sia stato il rigorista Tremonti.
Un esito paradossale.
Ma i numeri sono inequivocabili.
Sul totale degli elettori il livello di fiducia di “Giulio” è salito al 52 per cento, considerando soltanto i votanti di Pdl e Lega si arriva all`89 per cento.
Tremonti va alla grande anche nel terzo polo (57%) e non va male persino tra quanti votano centrosinistra (38%%).
Insomma un`icona, un possibile rivale non solo per Palazzo Chigi ma anche per il Quirinale nel 2013.
I fogli che gli si affastellano sulla scrivania raccontano oltre tutto di un verticale calo della sua popolarità  nel centrodestra.
Tra i candidati premier più apprezzati c`è ancora Tremonti sul podio (23%), seguito daAlfano (21%) e Maroni (19%%).
Il Cavaliere è solo quarto con il 13 per cento, una percentuale clamorosa (Formigoni chiude la lista con il3%).
Nemmeno la scelta di nominare Alfano riscuote consensi.
Nel totale dell`elettorato appena il 30% l`ha gradita, a fronte di un 44% di contrari.
E soltanto il 28% (47% gli scettici) ritiene che possa dare nuovo impulso al Pdl. Quanto a Tremonti e alla sua crescente popolarità , il Cavaliere mastica amaro: «Sono molto contento che si consideri il miglior ministro dell`Economia in Europa, ma si ricordi che è il nostro governo che deve approvare tutte le sue proposte».

Francesco Bei
(da “La Repubblica“)

argomento: Berlusconi, governo, Parlamento, PdL, Politica, radici e valori | 1 Commento »

LE FATICHE DEGLI ONOREVOLI: RIPOSANO DUE MESI SU TRE

Giugno 11th, 2011 Riccardo Fucile

IN TRE MESI, DA MARZO A MAGGIO, VI SONO STATI 39 GIORNI DI LAVORO E 53 DI RIPOSO ALLA CAMERA, 32 DI ATTIVITA’ E 60 DI FESTA AL SENATO….IL GOVERNO NON PRESENTA MAI UN BEL NULLA, TUTTO VIENE RINVIATO… A MAGGIO SU 14 GIORNI DI LAVORO NELLE COMMISSIONI, SOLO IN 5 CASI HANNO LAVORATO AL COMPLETO… LE COMMISSIONI SPESSO INIZIANO ALLA 14 PER FINIRE ALLE 14,30-15

“Il presidente avverte che, secondo le intese intercorse, la trattazione dei restanti argomenti iscritti all’ordine del giorno è rinviata ad altra seduta».
Due righe del resoconto stenografico di aula del 31 maggio bastano a fotografare l’ultimo regalino in ordine di tempo con cui si è concluso un trimestre esemplare per l’attività  parlamentare: a marzo, aprile e maggio a Montecitorio 39 giorni di lavoro e 53 di riposo, mentre ai senatori è andata pure meglio, 32 giorni di lavoro e 60 di fermo, sabati e domeniche compresi, per carità .
Martedì 31 maggio alla Camera il presidente di turno è Rocco Buttiglione, qualcuno, come Giuliano Cazzola e Savino Pezzotta, celebra pure il quindicesimo anniversario della morte di uno strenuo difensore dei lavoratori, Luciano Lama.
Sono passate 24 ore dai risultati dei ballottaggi che hanno tenuto il Paese col fiato sospeso e le Camere chiuse: tutti già  scommettono sul «ritorno di fiamma» che la sconfitta alle urne del centrodestra provocherà  sulla complessa agenda di lavori parlamentari.
E invece l’annuncio di Buttiglione, intorno alle 12, fa tirare il fiato ai 485 onorevoli presenti (su 630) che all’ora di pranzo possono squagliarsela e guadagnare un’altra settimana corta di riposo, complice la festa del 2 giugno da celebrare, che, tra parentesi, si svolge 48 ore dopo.
I capigruppo hanno infatti deciso di rinviare per motivi vari tutti i nodi cruciali: non solo la legge sull’omofobia, voluta dalla Pd Paola Concia e stoppata in commissione dal Pdl con grande sdegno della Carfagna; non solo il decreto sviluppo, con la stabilizzazione dei precari, slittato anch’esso al 13 giugno.
Ma anche la verifica sul rimpasto di governo, chiesta dal Colle, sarà  votata dal 20 al 24 giugno, dopo il giro di boa dei leghisti a Pontida, dopo i referendum e il più lontano possibile dalla scoppola elettorale del centrodestra.
Nemmeno al centrosinistra è andata poi male, perchè se pure avrebbe voluto la verifica «a caldo» questa settimana, almeno ha portato a casa uno slittamento del biotestamento, gradito alle curie, a data da destinarsi.
E quindi martedì 31, dopo una bella votazione bipartisan sulle regole di voto per i residenti all’estero, tutti a casa, ci si rivede lunedì 6 giugno.
Si dirà , ma a maggio ci sono state le amministrative, 12 milioni di italiani al voto, la campagna «ventre a terra» nei «campanili»: e infatti per dare ai 1000 parlamentari libero sfogo, dal 6 al 17 i lavori si sono fermati, così come dal 26 al 30 per tornare sui campi di gioco dei ballottaggi; ad aprile c’era la Santa Pasqua da celebrare ed infatti tutti in famiglia dal 21 al 27; ma anche a marzo una settimana corta ci stava bene: quando se la son presa?
Dal 17, giorno delle celebrazioni solenni in aula dell’Unità  d’Italia al 23, cinque giorni pieni, dopo aver discusso per mesi se era il caso di regalare agli italiani un solo giorno di festa.
A voler essere pignoli cadendo nella pedanteria, lo spulcio di ogni singola votazione dell’ultimo mese di maggio mostra che in realtà  di quegli 11 giorni di lavoro, 4 si riducono a sedute di 40 minuti, di un’ora e cinque, di una mattina o di un pomeriggio, dedicate a interpellanze o all’ascolto di informative del governo su fatti vari.
E quanti siano gli «onorevoli» secchioni che si prendono la briga di esser al loro posto in aula in queste occasioni è facile immaginarlo.
Obiezione: ma non c’è solo l’aula, sopra il piano terra ci sono tre piani di commissioni e giunte. Vero.
E basta prendere le convocazioni delle 14 commissioni permanenti della Camera per scoprire che le sedute cominciano quasi sempre alle 14 per concludersi spesso alle 14,25 o alle 15, in tempo per l’aula, e questo solo dal martedì al giovedì.
Bene che vada, perchè a maggio, su 14 giorni di lavoro delle commissioni, stando ai resoconti ufficiali, solo in cinque casi, il 31, 25, 18, 4 e 3 maggio, le 14 commissioni al completo e le giunte erano tutte convocate.
Gli altri giorni, un andamento a fisarmonica, una volta una, altre volte quattro, o sette commissioni all’appello.
Dunque fa quasi tenerezza leggere una delle tante interrogazioni, in questo caso della giovane Pd Elisabetta Rampi, che chiede al ministro della Difesa di fare qualcosa per i 350 mila uomini e donne mutilati mentre servivano in varia forma, militare o civile, lo Stato e le istituzioni.
Sono gli iscritti all’Unione Nazionale Mutilati per servizio, che seguono con ansia l’iter dei 9 disegni di legge bipartisan mirati a garantire loro una maggiore tutela.
Nove documenti che giacciono nelle commissioni di merito, «in attesa di essere discussi ed approvati».
Quando il calendario lo consentirà , perchè l’usanza in voga da anni è convocare le commissioni nelle pause delle votazioni in aula, visto che il regolamento proibisce la sovrapposizione.
Ma non proibisce la convocazione il lunedì mattina, il giovedì e il venerdì, quando l’aula è ferma.
E dunque, come si vede, la battaglia di Fini, che voleva istituire tre settimane di lavoro continuato dal lunedì al venerdì ed una settimana di pausa ogni mese per il ritorno nei collegi, è rimasta solo un bell’auspicio perchè il governo non porta in Aula un bel nulla e quindi non c’è materia si cui dibattere.
Tanto più che con questa legge elettorale gli onorevoli non sono neanche più obbligati a starsene a casa per curarsi il collegio, perchè un collegio non ce l’hanno dall’anno domini 2005.

Carlo Bertini

argomento: Berlusconi, Costume, denuncia, economia, la casta, Parlamento, PdL, Politica, radici e valori | Commenta »

MICCICHE’ SE NE VA DAL PDL CON 14 PARLAMENTARI

Giugno 9th, 2011 Riccardo Fucile

“BASTA ESSERE SUCCUBI DI BOSSI”… SI SFASCIA ANCHE IL GRUPPO DEI “RESPONSABILI”: NOBILE LITE TRA MOFFA E SARDELLI PER LA POLTRONA DI CAPOGRUPPO…ALCUNI ANDRANNO CON MICCICHE’, ALTRI AL GRUPPO MISTO

Dieci deputati e quattro senatori. Sono almeno quattordici i parlamentari fedeli a Gianfranco Miccichè che usciranno dal Pdl.
Lui, il leader di Forza del Sud, tra i fondatori di Forza Italia e artefice del 61 a O siciliano del 2001, lo dice chiaro e tondo: «Non si può più essere succubi della Lega e dei capricci di Bossi».
Eccole le nuove grane per Silvio Berlusconi: alla Camera i partiti di governo tornano pericolosamente a lambire la quota di sicurezza di 316 deputati.
Perchè se da un lato il ribelle Miccichè assicura che «oggi rimaniamo nella maggioranza», dall’altro giura che se «prenderanno ancora in giro il Mezzogiorno ce ne andiamo».
Intanto l’obiettivo è chiaro: «L’importante è distanziarci dal Pdl, non ci vogliamo più confondere con chi non rappresenta il Sud».
La strada di Forza del Sud è sempre più lontana dal governo.
Miccichè garantisce che «non chiediamo poltrone». Tanto che potrebbe anche rinunciare al suo posto da sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al Cipe.
Oggi vedrà  Berlusconi a Palazzo Grazioli e se il Cavaliere gli chiederà  di lasciare lui lo farà .
Per ora i suoi – che alla Camera si riconoscono perla cravatta arancione- fara nno un sottogruppo al Misto, ma puntano a raddoppiare arrivando a venti e formare un gruppo vero e proprio.
I primi arrivi potrebbero essere quelli dei tre deputati di Noi Sud – Iannaccone, Belcastro e Porfidia – dati in uscita dai Responsabili.
E potrebbero arrivare anche nomi eccellenti come i finiani Andrea Ronchi (che però da tempo smentisce l’ipotesi), Adolfo Urso e Pippo Scalia, anche se l’operazione sembra difficile nonostante gli ottimi rapporti.
Intanto il governo quando si parlerà  di meridione, finanziaria compresa, ballerà  («noi lo vogliamo condizionare»).
A questo punto alla Camera gli uomini del movimento arancione tracciano due scenari: se rimaniamo nel Misto ci sentiremo «liberi, svincolati dalla maggioranza» e voteremo di testa nostra volta per volta.
Mettendo il governo ogni giorno sotto pressione.
Se invece riusciranno ad arrivare a quota venti, fare un gruppo e partecipare alle riunioni di maggioranza allora si sentiranno tutelati alle decisioni prese con gli altri partiti di governo.
Il punto, lamentano alcuni arancioni in Transatlantico, è che chi è in predicato di passare a Forza del Sud è messo «sotto forte pressione» da parte del Pdl.
Quindi se si troverà  i bastoni tra le ruote, Miccichè assicura che non risponderà  all’esecutivo.
Intanto la maggioranza balla anche per colpa dei ResponsabiIi.
I salvatori del governo e del premier, accorsi in maggioranza per la fiducia del 14 dicembre, sono sempre più spaccati al loro interno.
Al punto che hanno dovuto rinviare di una settimana l’elezione del capogruppo.
Una parte dei responsabili preme per Silvano Moffa, l’ex finiano che lasciò i futuristi in favore della maggioranza proprio la mattina della fiducia.
Sul fronte opposto i sostenitori di Luciano Sardelli, attuale reggente della formazione. E le fibrillazioni dei Responsabili mandano ancora una volta la maggioranza sulle montagne russe.
Tanto che ieri la presidente della commissione Cutlura Valentina Aprea ha dovuto interrompere i lavori sul decreto Sviluppo perchè mancavano i numeri, causa assenze dei Responsabili.
La loro assenza avrebbe mandato sotto il governo sugli emendamenti.

D’Argenio Alberto
(da “La Repubblica“)

argomento: Berlusconi, Costume, governo, Parlamento, PdL, Politica, radici e valori | Commenta »

GOVERNO BATTUTO DUE VOLTE AL SENATO SUL DECRETO ANTI-CORRUZIONE

Giugno 8th, 2011 Riccardo Fucile

LA MAGGIORANZA PROPONEVA UN COMITATO PRESIEDUTO DAL PREMIER, L’OPPOSIZIONE UNA AUTORITA’ INDIPENDENTE: “NON VOGLIAMO LA VOLPE A DIFESA DEL POLLAIO”… SEDUTA SOSPESA E POI DI NUOVO SOTTO

Seduta sospesa al Senato dopo che la maggioranza è stata battuta su un emendamento al disegno di legge anticorruzione, presentato da Lucio Malan (Pdl), relatore in commissione Affari costituzionali, che modificava l’intero articolo 1 della provvedimento.
La maggioranza è stata battuta con 133 no, 129 sì e cinque astenuti.
L’articolo in questione fa riferimento all’istituzione di un comitato di coordinamento delle iniziative anticorruzione presieduto dal presidente del Consiglio.
L’opposizione ha votato contro l’emendamento perchè punta alla creazione di un’Authority indipendente dal potere esecutivo.
Il sottosegretario alla Pubblica amministrazione, Andrea Augello, ha affermato che «con la bocciatura dell’emendamento è di fatto caduto l’intero articolo 1 del provvedimento».
Il presidente di turno dell’assemblea, Domenico Nania, ha sospeso la seduta per dare tempo al governo di esprimersi sugli emendamenti che sarebbero stati soppressi nel caso in cui fosse passato quello bocciato.
L’aula di Palazzo Madama aveva ripreso in mattinata l’esame del ddl di iniziativa governativa.
Dopo la discussione generale e la replica del governo, l’assemblea aveva cominciato l’esame degli oltre 200 emendamenti presentati da opposizione e maggioranza.
Il ddl governativo, modificato in commissione e destinato a un ulteriore rimaneggiamento in Aula, è composto da 13 articoli e si basa su tre linee guida: le misure per la prevenzione della corruzione, a partire dall’istituzione del Piano nazionale anticorruzione ispirato ai contenuti dalla Convenzione Onu sulla materia; le norme relative ai controlli negli enti locali; le disposizioni per la repressione della corruzione e dell’illegalità  nella pubblica amministrazione.
«Abbiamo battuto il governo e la maggioranza su un punto qualificante», ha esultato Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd.
«La maggioranza propone contro la corruzione un comitato presieduto dal premier, noi siamo per un’autorità  indipendente. Non vogliamo la volpe a guardia del pollaio».
Sempre nell’ambito del ddl anticorruzione, la Lega Nord ha votato contro un emendamento bipartisan che obbliga «coloro che occupano cariche pubbliche o assumono pubblici impieghi» a giurare fedeltà  alla Costituzione al momento dell’assunzione.
L’emendamento è passato con 214 sì, trenta no e undici astenuti.
Dopo la sospensione della seduta alla ripresa delle votazioni la maggioranza è andata ancora sotto su un emendamento della senatrice del Pdl Ada Spadoni Urbani, appoggiato dall’esecutivo.
L’emendamento cassato prevedeva la rotazione dei dirigenti sia nelle amministrazioni dirette centrali che in quelle periferiche.

argomento: Berlusconi, Bossi, Giustizia, governo, la casta, LegaNord, Parlamento, PdL, Politica, radici e valori | Commenta »

BOCCHINO RESPINGE L’OFFERTA DI SETTORI DEL PDL: “E’ TARDI PER TORNARE INSIEME”

Giugno 6th, 2011 Riccardo Fucile

“BERLUSCONI E’ INCOMPATIBILE CON UN PROGETTO MODERATO”… “OCCORRE UNA RIORGANIZZAZIONE DEI RAPPORTI CON LA LEGA: BOSSI OGGI E’ TROPPO INFLUENTE”

Onorevole Bocchino, prima Scajola poi Alfano: il Pdl si rivolge al Terzo Polo e quindi anche a Fli, del quale lei è vicepresidente.
E danno ragione a Fini, affermano quello che lui disse nella direzione nazionale di un anno fa, quella del dito puntato che poi portò alla nostra espulsione.
Ora sostengono che dobbiamo fare la casa dei moderati, ma perchè non si sono alzati in piedi quel giorno anzichè dire che Berlusconi era alto, biondo e con gli occhi azzurri? Avremmo risparmiato un anno ed evitato di far stravincere la sinistra.
Ma una nuova alleanza con il Pdl è possibile?
Fare un appello a una casa comune non basta. Innanzitutto per parlare c`è una precondizione, ovvero ammettere che Berlusconi è incompatibile con un progetto moderato. Il che significa che il premier deve fare un passo indietro. Oltretutto una casa moderata con il Pdl appiattito sulla Lega non ci può essere.
La seconda condizione è che il Pdl molli Bossi?
Serve una riorganizzazione dei rapporti con la Lega, che oggi è troppo influente. Scajola e Alfano fanno appelli perchè i numeri dimostrano che il Pdl senza di noi non vincerà  mai più, ma o si prende atto che bisogna fare qualcosa di serio e rivoluzionario o si assumeranno la responsabilità  di far vincere la sinistra.
Alfano è l`uomo giusto per un progetto rivoluzionario?
Alfano è credibile come persona, il problema è se è credibile il ruolo che gli hanno affidato. Al momento l`operazione sembra un’incipriata al Pdl dopo la batosta elettorale, vedremo se è così o se è una vera ricostruzione.
Anche Bersani vi chiama, dice che i vostri elettori si sono già  saldati.
Non è vero, i nostri elettori sono equidistanti dal centrosinistra e da Berlusconi e ai ballottaggi, non avendo un`area moderata unita, hanno scelto le persone che sentivano meno distanti .
Trova più credibile l`invito del Pd o del Pdl?
Sono due inviti interessati e carenti di progettualità  politica che puntano su un mero dato numerico. Con la sinistra, comunque, ci sono solo due ragioni per fare un`alleanza: per fronteggiare l`emergenza democratica, che con la batosta del centrodestra si allontana, o per una paralisi in caso di pareggio alle elezioni.
In questo caso servirebbe un gesto di responsabilità  ed è evidente che il centrosinistra e il Terzo Polo sono più responsabili del Pdl.

(da “La Repubblica“)

argomento: Berlusconi, Costume, elezioni, emergenza, Fini, Futuro e Libertà, governo, LegaNord, Parlamento, PdL, Politica, radici e valori | Commenta »

DIO TI GUARDA, BAFFONE? BOH

Giugno 6th, 2011 Riccardo Fucile

CHE SIGNIFICA CHE UN PARTITO TI LASCIA LIBERTA’ DI VOTO? OGNUNO SCEGLIE DI VOLTA IN VOLTA SECONDO IL PROPRIO GIUDIZIO, SENZA BISOGNO DI QUALCUNO CHE CI SPIEGHI COSA PENSIAMO… MA I PARTITI HANNO IL DOVERE DI PRENDERE UNA POSIZIONE: ESISTONO PER QUESTO, PER   DECIDERE E PER INDICARE UN MODELLO DI ORGANIZZAZIONE SOCIALE

Un giorno, ero bambino, passeggiavo con mio padre e incontrammo il nostro vescovo, il quale rivolgendosi al mio genitore gli disse “avvocato la esento dal baciamano” e lui, senza esitare, “la ringrazio eccellenza ma mi ero già  esentato da solo”.
Ogni volta che sento un partito lasciare “libertà  di voto” ai propri elettori ripenso istintivamente a quell’episodio.
Che cazzo significa libertà  di voto? Che me la deve dare il partito per il quale ho deciso, pro-tempore, di votare la libertà  di scegliere?
Io scelgo di volta in volta, secondo la circostanza, secondo il mio giudizio, secondo la mia legittima convenienza, mica perchè qualcuno “mi spiega che penso”.
Gli elettori sono sempre e comunque liberi di votare quel cavolo che gli pare.
Sono i partiti che non sono liberi!
Loro il dovere di prendere posizione ce l’hanno, sempre: esistono per questo.
I partiti esistono per decidere, per esprimere un punto di vista, per prendere un impegno e gli elettori possono scegliere di votarli facendo la media delle loro posizioni e delegando quello che li rappresenta meglio. Pro-tempore.
E più la questione divide, più ha conseguenze sull’organizzazione politica e sociale, più ha a che fare con la coscienza, più ha contenuto etico, più noi abbiamo il diritto di sapere come la pensano i partiti e, se ne facciamo parte (di un partito), contribuire a determinarla quella posizione, dividendoci, discutendo, protestando, al limite andandocene se proprio la riteniamo inaccettabile: mica ce l’ha ordinato il dottore di stare in un partito.
I partiti debbono scegliere. Magari solo per opportunità  politica ma devono scegliere. Lo fecero Fanfani e Almirante: figurati che gli fregava a tutti e due di abrogare il divorzio, sostennero il “si” pensando di fregare le sinistre.
Sbagliarono, persero ma scelsero.
Il massimo dello sconcio è quando la libertà  di voto è lasciata anche ai parlamentari. Ma allora chi stai a rappresentare tu li?
Puoi sempre votare in dissenso, ti prendi le tue responsabilità , ma non sei libero, tu.
Forse è anche per questo che la gente non vota più, tanto quando una questione spacca davvero non sai mai chi rappresenta cosa.
Essere a favore o contro il nucleare non è una questione personale, essere pro o contro il testamento biologico riguarda due diverse prospettive di organizzazione sociale, stare da una parte o dall’altra non è questione di libertà  e io voglio scegliere chi andrà  a sostenere questa o quella posizione.
Sennò che cosa resta? Una spartizione di posti.
Vorrei tanto lanciare una campagna contro le libertà  di voto: costringiamo i partiti a prendere posizioni; magari quelle del nostro non ci piaceranno ma almeno sapremo con chi abbiamo a che fare.

Umberto Croppi
(da “Exnovo“)

argomento: Costume, governo, Parlamento, Politica, radici e valori | Commenta »

DOPO IL KO ELETTORALE, DOMANI VERTICE DECISIVO TRA I PUGILI SUONATI BERLUSCONI E BOSSI: VOTO ANTICIPATO TRA UN ANNO?

Giugno 5th, 2011 Riccardo Fucile

MINISTRI, MANOVRA, ALLEANZE, AFFARI: DOMANI ALLE 12 PRANZO AD ARCORE PRESENTI MARONI, CALDEROLI E IL TROTA PER I VERDI E TREMONTI, ALFANO E BONAIUTI PER GLI AZZURRI… APICELLA POTREBBE INTONARE: “SE STATE INSIEME CI SARA’ UN PERCHE’…”

Domani è il giorno del grande chiarimento.
Berlusconi e la Lega decideranno: 1) se continuare insieme; 2) per quanto tempo ancora; 3) chi sarà  il prossimo candidato premier; 4) se andare a votare nel 2013 o anticipare le urne al 2012.
En passant discuteranno altre questioncine strategiche tipo: allargare o no la maggioranza a Casini, come articolare la manovra da 40 miliardi in 3 anni, quando spostare certi ministeri al Nord (pallino di Bossi che il 19 non vuole presentarsi a mani vuote a Pontida).
L’appuntamento è fissato ad Arcore per mezzogiorno (a Umberto viene fame presto, se il pasto tarda va in crisi di zuccheri).
La delegazione leghista sarà  arricchita da Maroni, da Calderoli e dal «Trota». Della formazione berlusconiana faranno parte Tremonti, forse Bonaiuti, di sicuro la new entry Alfano.
Già , perchè lasciare a casa il neosegretario del Pdl sarebbe stato come non avergli mai conferito quell’incarico.
Qualcuno da Roma ha segnalato il problema al Cavaliere che, immediatamente, ha aggiunto il posto a tavola.
Sul trasferimento dei ministeri l’intesa sarà  rapida.
Anzi, risulta già  pronta e infiocchettata (ci si è speso Calderoli), dunque Pontida è salva.
Poi qualcuno, nel campo leghista, formulerà  a Berlusconi un quesito che già  era stato anticipato all’ambasciatore Letta nei giorni scorsi, e che suona all’incirca così: caro Silvio, abbiamo ben valutato le conseguenze politiche della manovra?
Per il 2012 serviranno 5 miliardi, e Tremonti certo non farà  fatica a trovarli nelle pieghe del bilancio.
Però l’anno dopo bisognerà  che ne saltino fuori una quindicina, di miliardi, tre volte tanto.
E i tagli giocoforza andranno a mordere le carni della gente.
Gli italiani molto si arrabbieranno. Piccolo problema: nel 2013 si vota.
Dare corso alla manovra significa dunque farsi inseguire con i forconi.
C’è da scommettere che Berlusconi a quel punto dirà : alt, mica siamo suicidi, qui Giulio deve stemperare il suo rigore.
Sennonchè Tremonti avrà  facile gioco a obiettare quanto gli va ripetendo in privato: «Sei stato tu, caro Silvio, a firmare con l’Europa l’impegno del pareggio di bilancio entro il 2014. L’hai appena confermato a Van Rompuy… E comunque, il problema non è contrattare la manovra con Bruxelles, così si sbaglia indirizzo. I veri interlocutori sono la Borsa di Londra, Wall Street, i mercati finanziari asiatici che non prendono ordini dalla politica nel valutare la tenuta di un Paese».
Insomma, la manovra «suicida» non può essere schivata. E dunque?
La delegazione leghista (secondo quanto filtra) offrirà  a Berlusconi due strade, scelga lui quale imboccare.
La prima consiste nel giocare d’anticipo: recarsi a votare tra meno di un anno, nella primavera prossima, quando ancora gli effetti della manovra non si saranno fatti sentire.
Certo le prospettive non sono fantastiche, Berlusconi corre il rischio di prendersi la tranvata finale.
E d’altra parte, gli verrà  detto, come si può pensare di condurre una politica di rigore con una maggioranza che poggia sul voto di alcuni Responsabili irrequieti, i quali dopo la lite per il sottogoverno ora si stanno scannando per la poltrona di capogruppo contesa tra Sardelli e Moffa?
Basti dire che, per non correre rischi nella verifica parlamentare prevista nella terza settimana di giugno, la manovra verrà  formalizzata dopo, ai primi di luglio, con l’Europa che dovrà  accontentarsi nel frattempo delle grandi linee… Tutto diverso sarebbe se il centrodestra riabbracciasse Casini (come insiste nel Pdl Scajola, beccandosi però la rispostaccia del centrista Carra: «Prima spieghi come ha comprato la casa»).
Con l’Udc alleato, il centrodestra avrebbe le spalle abbastanza larghe per sperare di vincere nel 2013.
Sennonchè Casini mette come condizione che Silvio si levi di torno.
L’ipotesi sacrilega, secondo la Lega, andrebbe presa in seria considerazione. Berlusconi non dovrebbe lasciare subito; basterebbe che annunciasse solennemente l’intenzione di non candidarsi quando si tornerà  a votare…
Questo è il vero menù di domani a Villa San Martino.
E per quanto abile sia il cuoco Michele, a Berlusconi sembrerà  di inghiottire un rospo.

Ugo Magri
(da “La Stampa“)

argomento: Berlusconi, Bossi, economia, elezioni, governo, la casta, Parlamento, PdL, Politica, radici e valori | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.583)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.530)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.786)
    • governo (5.801)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (39.140)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.684)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Aprile 2026 (591)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (503)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Maggio 2026
    L M M G V S D
     123
    45678910
    11121314151617
    18192021222324
    25262728293031
    « Apr    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA’ ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO, OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D’IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO)
    • ’STA “FASE DUE” DEL GOVERNO PIÙ CHE UN RILANCIO È UN CALVARIO – IL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA ALLA MINETTI CHE COINVOLGE NORDIO È SOLO L’ULTIMO INCIAMPO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI DOPO LA DISFATTA DEL REFERENDUM
    • LA GIURIA DELLA BIENNALE DI VENEZIA SI E’ DIMESSA, PURTROPPO BUTTAFUOCO E GIULI ANCORA NO
    • SONDAGGIO SUPERMEDIA YOUTREND: IL CAMPO LARGO AUMENTA IL VANTAGGIO SUL CENTRODESTRA: UN PUNTO IN PIU’
    • “BASTA OMERTÀ DALL’ALTO PER QUESTI ESTREMISTI SOSPINTI AL FANATISMO. VENGANO DISCIOLTI QUESTI NUCLEI PARAMILITARI. CHI SA PARLI” : GAD LERNER DOPO IL CASO EITAN BONDI, IL CECCHINO DEL 25 APRILE, APPARTENENTE ALLA COMUNITA’ EBRAICA, DENUNCIA LA “DEGENERAZIONE SQUADRISTICA” DI “ELEMENTI CHE IN NOME DELL’AUTODIFESA MINACCIANO E AGGREDISCONO NELLE SCUOLE E PER STRADA CHI INDIVIDUANO COME NEMICO DI ISRAELE”
    • “IN CAMERA EITAN BONDI AVEVA UN ARSENALE”: IL RAGAZZO CHE HA SPARATO CON UNA PISTOLA DA SOFTAIR CONTRO DUE ATTIVISTI DELL’ANPI A ROMA, LO SCORSO 25 APRILE, È UN GIOVANE DELLA COMUNITÀ EBRAICA , IN CASA AVEVA COLTELLI, PISTOLE, FUCILI E MUNIZIONI
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA