Aprile 23rd, 2010 Riccardo Fucile
INSIEME A LUI UN GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA, PROSCIOLTI I MILITARI PER AVER SOLO ESEGUITO L’ORDINE…. LA RESPONSABILITA’ MORALE E’ DEL MINISTRO LEGHISTA CHE FECE RIACCOMPAGNARE ILLEGALMENTE IN LIBIA I PROFUGHI SENZA VERIFICARNE IL DIRITTO ALL’ASILO POLITICO
Quello che avevamo sostenuto in quell’occasione, solitari a destra, si è puntualmente verificato: il governo italiano ha commesso un atto illecito e una violazione grave delle convenzioni internazionali, firmate dal nostro Stato, quando, tra il 29 e il 31 agosto 2009, dopo aver intercettato con le unità navali della Guardia di Finanza una piccola imbarcazione al largo di Portopalo di Capo Passero, senza ottemperare alle norme vigenti, diede ordine alla Guardia di Finanza di operare il respingimento di 75 profughi, riportandoli in maniera coercitiva in Libia su un mezzo navale della G.d.F.
La legge avrebbe invece previsto che fossero presi a bordo, assistiti e accompagnati a Lampedusa o altro centro più vicino, ivi identificati e informati dei loro diritti.
Avrebbero quindi potuto richiedere asilo politico e, qualora sussistessero le condizioni, ottenerlo come in tutti i Paesi civili.
Nel caso contrario, solo dopo aver compiuto i relativi accertamenti, avrebbero dovuto essere riaccompagnati in Libia o altro Paese di origine concordato, limitatamente a coloro che non avessero i requisti per l’asilo politico.
Così funziona la legge, così andava applicata.
Riportare quei 75 disperati in Libia, senza neanche conoscerne identità e nazionalità , per qualcuno avrebbe potuto significare tortura e morte. Continua »
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Aprile 22nd, 2010 Riccardo Fucile
E’ QUASI ROTTURA: “NON SONO UN TRADITORE E NON TACCIO, SIAMO DIVENTATI LA FOTOCOPIA DELLA LEGA, SULL’IMMIGRAZIONE DICO LE COSE CHE DICE IL PPE IN TUTTA EUROPA”… “ATTENTI AL CENTRALISMO CARISMATICO, AVERE IDEE DIVERSE E’ LECITO, LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA NON E’ CREARE SACCHE DI PRIVILEGIO PER QUALCUNO”…. “SULLE CELEBRAZIONI DELL’UNITA’ D’ITALIA IL PDL NON HA UNA PROPOSTA PERCHE’ ALLA LEGA DA’ FASTIDIO, QUANTO COSTERA’ IL FEDERALISMO FISCALE?”
Alla fine del “discorso della sua vita”, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, è
conscio di aver fatto il proprio dovere.
Ha parlato per oltre un’ora di politica a un partito che per la prima volta ha dovuto ascoltare non spot o barzellette, ma questioni reali e persino ideali.
Un terreno su cui il premier non è abituato a scendere, avvezzo più ai predellini da imbonitore mediatico.
Per non parlare della corte dei miracolati che lo circonda, novelli caporali di giornata e di maggiordomi in livrea, per cui la politica si traduce solo in occupazione di poltrone, in piena sintonia con le truppe padane.
Per Berlusconi qualsiasi critica sono un oltraggio alla sua presunzione, qualsiasi osservazione un fastidio, qualsiasi rilievo un delitto di lesa maestà : livido e contratto, insofferente e nervoso, mentre Fini lo stringeva all’angolo semplicemente con le osservazioni che gli avrebbe fatto l’elettore medio di centrodestra in buona fede.
Sintetizziamo l’intervento di Fini che esordisce dicendo che si tratta di “una riunione indispensabile per fare chiarezza, mentre c’è chi tenta di nascondere la polvere sotto il tappeto”.
E continua: “E’ possibile avere opinioni diverse, io dico quello che penso e lo faccio da mesi: per questo sono stato oggetto di campagne giornalistiche vergognose da parte di giornalisti pagati da familiari del premier. Non è alto tradimento uscire dal coro e dire che non va tutto bene, occorre stare attenti al centralismo carismatico, se si critica qua si passa per sleali, ma io le cose te le dico in faccia”.
Poi un affondo: “Non siamo in cerca di potere, anzi chi è con me ha messo in conto di perdere qualcosa, ma oggi è la giornata della svolta, da oggi le cose cambiano: c’è una maggioranza che condivide tutte le cose fatte da Berlusconi e una minoranza che non le condivide”.
Fini inizia a entrare nei dettagli: “Il Pdl al nord non è andato affatto bene, inutile nasconderlo”.
“Sull’immigrazione dico le cose che dicono tutti i partiti popolari europei, dire altro significa solo compiacere la Lega. Al nord siamo diventati la fotocopia della Lega, non abbiamo identità . Appiattirsi sulle posizioni di Bossi è pericoloso e il centro sud è preoccupato”. Continua »
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Aprile 18th, 2010 Riccardo Fucile
E’ STATO RIPROVEVOLE INTERVENIRE IN RITARDO SOLO PERCHE’ GINO STRADA E’ DI SINISTRA: SONO MEDICI CHE FANNO ONORE ALL’ITALIA E BASTA…. DAVANO FASTIDIO AL GOVERNO AFGHANO E HANNO COSTRUITO UNA MONTATURA PER ALLONTANARLI… SE FOSSE SUCCESSO AGLI AMERICANI DOPO POCHI MINUTI I MARINES AVREBBERO CIRCONDATO IL CARCERE
Che ci stiamo a fare ancora in Afghanistan con un nostro contingente, non era già troppo chiaro prima, ma dopo l’arbitrario arresto dei tre medici italiani di Emergency, da parte dei servizi segreti di Karzai, lo è sicuramente ancora di meno.
Sembrava avessero arrestato tre pericolosi terroristi, ritrovato armi in quantità all’interno del magazzino dell’ospedale, avevano sostenuto che i tre avrebbero incassato 500.000 dollari per attentare al locale governatore. Addirittura che i tre italiani avessero confessato.
Una sequela di balle che, giorno dopo giorno, si sta smontando. Semplicemente la struttura di Emergency che giustamente cura tutti, governativi e talebani senza distinzione, come si addice a dei medici, dava fastidio al governo di Kabul e hanno sistemato un po’ di armi apposta, per poi accusarli e farli sloggiare.
Vecchia tattica da regimi totalitari (e non), nulla di nuovo sotto il sole.
A dimostrazione di quanto sopra sostenuto, arrivano testimonianze dell’insolito procedere nel ritrovamento dell’esplosivo: prima un allarme bomba, così si sono fatti evacuare tutti i dipendenti per i controlli.
Poi miracolosamente, ecco spuntare due casse di medicinali aperte sul pavimento con gli ordigni in bella vista, come al mercato rionale insomma.
Lo capirebbe anche un bambino chi li la messi.
Come se non bastasse, ecco un’altra gaffe: il medico Marco Garatti viene accusato anche di essere l’ideatore e il protagonista del sequestro di Daniele Mastrogiacomo.
Peccato che a quel tempo il Garatti fosse in tutt’altro posto, ovvero in Sierra Leone.
Mentre hanno fatto quadrato attorno a Emergency tutte le altre Ong, la Croce Rossa, l’Unione Europea e l’Onu, l’ultimo a svegliarsi è stato il governo italiano, vittima della sindrome comunista. Continua »
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Aprile 14th, 2010 Riccardo Fucile
“SERVE SICUREZZA”, DICE LA LEGA IN FRIULI: SE NON C’E’, ALLORA CHE MARONI SI DIMETTA PER EVIDENTE INCAPACITA’…IN REGIONE LA LEGA PROPONE DI INFILTRARE SPIE NEGLI OSPEDALI: MAGARI AL REPARTO PSICHIATRIA IN EFFETTI I LEGHISTI POTREBBERO TROVARE UN AMBIENTE LORO CONSONO
Gli era andata male con i medici delatori, ora ci riprovano con gli impiegati spia: le vie della
suburra mentale sono infinite, come quelle del Signore.
E mentre Bossi reclama posti nelle banche del Nord per le fameliche truppe leghiste, in Regione Friuli il capobranco della Lega, Danilo Narduzzi, deposita un mozione che premette: “Serve sicurezza, i clandestini non possono continuare a spadroneggiare in Italia”.
Forse nessuno gli ha notificato che il ministro degli interni è il sassofonista Bobo Maroni da circa due anni.
E se si fosse rivelato un incapace, come traspare dal contenuto della mozione, il Narduzzi farebbe meglio a inviare una bella raccomandata in via Bellerio per chiederne le dimissioni, invece che rivolgersi a terzi.
La Lega ha governato 5 anni sugli ultimi 7, e ora ci viene a dire che i clandestini spadroneggiano?
Vogliamo continuare con la farsa del “partito di lotta e di mal-governo” ancora a lungo o pensate che gli italiani siano tutti coglioni?
Ma andiamo alla seconda parte della mozione, dove il Narduzzi propone che “il personale amministrativo, se vede un immigrato senza documenti agonizzante arrivare al pronto soccorso, lo deve sì mandare da un medico per le cure, ma contemporaneamente deve avvisare le forze dell’ordine. All’obiezione che così si rischia che un clandestino non vada più in ospedale per paura delle denuncia, la cattolica e cristiana Lega alza le spalle. Continua »
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Aprile 14th, 2010 Riccardo Fucile
DATI IMPRESSIONANTI: 420 MILIARDI DI FATTURATO, EVASIONE TRA 150 E 200 MILIARDI DI EURO, PARI AL 20% DEL PIL… LA PRESSIONE FISCALE REALE NON E’ DEL 43%, MA SI ALZA COSI’ DI 10 PUNTI… IL SOMMERSO E’ DIVENUTO AMMORTIZZATORE SOCIALE E SERBATOIO DI VOTI PER I PARTITI
La riforma fiscale che Tremonti ha annunciato fra 3 anni, ovvero quando ormai il governo
in carica non ci sarà più, “non sarà platonica, ma ad alta intensità politica, non sarà facile, ma necessaria”.
Ma il ministro si è ben guardato da annunciare misure che pongano argine al problema più grave: quello dell’economia sommersa, sia nera che criminale, sottratta al controllo dello Stato.
Si calcola che siano tre milioni i lavoratori irregolari che alimentano questi canali.
A parere del “Sole 24 ore” e di Confindustria, il sommerso complessivo in Italia equivale a ben 420 miliardi di fatturato, con una evasione fiscale e contributiva pari a circa 200 miliardi di euro.
Secondo invece l’Eurispes, i due comparti, quello nero-sommerso e quello nero-criminale, sono valutabili in ben 540 miliardi di euro e il solo sommerso economico rappresenta il 27% del Pil.
Una valutazione confermata anche dal Fondo monetario internazionale: il fatturato delle mafie italiane è uguale alla somma del Pil di Estonia (25 miliardi), Romania (97), Slovenia (30) e Croazia (34).
La stima più contenuta dell’economia in nero la fornisce l’Istat che la valuta pari al 18% del Pil, con una evasione fiscale di oltre 100 miliardi e contributiva di oltre 50.
A cui va aggiunta poi la quota di economia criminale.
Ne deriva un dato certo: l’economia sommersa italiana, esclusa quella criminale, è in media più alta di quella europea del 60%.
Che senso ha quindi parlare di abbassare (solo in teoria peraltro) le tasse come se fossero una variabile indipendente dalla voragine di ricchezza illegale che è pari a un terzo di quella prodotta legalmente?
Come si fa a fare un riforma senza tenere conto di questa situazione unica in Europa?
Sarebbe più doveroso dire che la pressione fiscale ufficiale del 42/43% in realtà diventa di almeno 10/11 punti in percentuale in più. Continua »
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Aprile 13th, 2010 Riccardo Fucile
LA GIUNTA LEGHISTA AVEVA PRECLUSO IL SERVIZIO MENSA A 42 BIMBI, LE CUI FAMIGLIE ERANO IN ARRETRATO COI PAGAMENTI…. UN IMPRENDITORE LOCALE SALDA IL DEBITO E INDIRIZZA UNA LETTERA AL SINDACO, ALLA POLITICA, AI SUOI CONCITTADINI…UNA DURA REQUISITORIA CONTRO IGNORANZA ED EGOISMO
Si è arrivati a una svolta nella triste vicenda della mensa scolastica di Adro, in provincia di
Brescia, dove 42 bambini erano stati esclusi dal servizio a causa degli arretrati nel pagamento della retta da parte delle famiglie.
Un anonimo imprenditore del paese ha saldato tutto il debito pregresso (9.900 euro), con un bonifico all’associazione dei genitori che gestisce la mensa.
Ma non si è limitato a questo: ha voluto che fossero rese pubbliche le motivazioni del suo gesto in una nobile lettera indirizzata al comune di Adro, dal titolo “Io non ci sto” e che qua riportiamo.
“Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi, ma un infinito patrimonio di dignità , ho vissuto i primi anni di vita in una cascina come quella del film “L’albero degli zoccoli”.
Ho studiato molto e ho ancora intatto il patrimonio di dignità e ho guadagnato per vivere bene.
Ora voglio urlare che non ci sto, io che non sono comunista e ho votato Formigoni alle regionali, ma, per non urlare e basta, ho deciso di compiere questo gesto che vuole tentare anche di svegliare le coscienze dei miei compaesani.
Ho sempre la preoccupazine di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari.
Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano, mentre la loro mamma è assistita a casa da una signora ucraina.
I miei compaseani si sono dimenticati da dove vengono, mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l’asticella dell’intolleranza di un passo all’anno.
E ancora: dove sono i miei sacerdoti? Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo?
Se esponiamo un bel rosario in casa, possiamo forse fare quello che vogliamo?
E dov’è il segretario del partito che ho votato e che vuole chiamarsi “partito dell’amore”?
Dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro?
Se credono davvero nel federalismo, che ci diano le loro dichiarazioni dei redditi degli ultimi 10anni. Tanto per farci capire come pagano le loro belle cose e case.
Non vorrei essere io a pagare anche per loro. Continua »
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Aprile 11th, 2010 Riccardo Fucile
SONO 19.000 I MIGRANTI FORZATI SCAPPATI DALLA GUERRA E AVENTI DIRITTO DI ASILO POLITICO: IN CALO DEL 35,5%, A CAUSA DEI RESPINGIMENTI IN MARE ATTUATI IN VIOLAZIONE DELLE CONVENZIONI INTERNAZIONALI FIRMATE DALL’ITALIA… SONO PER LO PIU’ AFGHANI, ERITREI, SOMALI, ETIOPI
C’è chi si rivolge agli sportelli dedicati all’orientamento al lavoro, chi chiede assistenza legale, chi partecipa a corsi per imparare l’italiano: gli uomini provengono soprattutto da Afghanistan, Eritrea e Somalia, le donne dall’Africa nera.
Il 67% ha un’età compresa tra i 21 e i 30 anni, pochi gli over 40.
A scattare la foto delle loro condizioni di vita nel nostro Paese è il Centro Astalli, un’associazione di gesuiti presente a Roma, Vicenza e Palermo che opera da centro polifunzionale per l’assistenza e la protezione dei rifugiati in Italia e che ha redatto il Rapporto 2010 sul loro stato nel nostro Paese.
Qua si parla non di immigrati, ma di “migranti forzati”, perchè scappati da una guerra.
Sono protetti da convenzioni internazionali, firmate anche dal nostro Paese e violate dall’Italia nel momento in cui ha respinto in mare, senza dare modo di verificare chi tra i profughi avesse diritto o meno a chiedere asilo politico, tutti gli immigrati indiscriminatamente.
Avremmo cioè dovuto portarli a Lampedusa e poi discernere a seconda delle richieste e delle origini.
Per dare modo a Maroni di fare i suoi spot televisivi invece, sono stati respinti in mare e riconsegnati alla Libia dove marciscono nelle galere o trovano la morte nel deserto nel disperato tentativo di un ritorno al loro Paese.
Un’opera “umanitaria”, insomma, di cui l’Italia può andare fiera, stigmatizzata dalle organizzazioni internazionali.
La flessione delle domande di asilo è stata del 35,5%, ma rispetto al 2008 gli utenti che hanno usufruito dei servizi dei Centri è cresciuto del 33%, così come i tempi di permanenza superando in molti casi i sei mesi. Continua »
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Aprile 10th, 2010 Riccardo Fucile
DATI ISTAT: I REDDITI SONO DIMINUITI DEL 2,8% RISPETTO AL 2008, LA PROPENSIONE AL RISPARMIO E’ SCESA AL 14%….CALA IL POTERE D’ACQUISTO E SCENDONO I CONSUMI…MENO PANE, VINO, CARNE E OLIO E IL 60% HA CAMBIATO MENU’
La crisi si è abbattuta sui redditi delle famiglie, riducendo i risparmi al lumicino. Secondo i
dati Istat, nel 2009 il reddito disponibile delle famiglie è diminuito del 2,8% rispetto all’anno precedente, la contrazione più ampia degli ultimi 20 anni, e la propensione al risparmio è scesa al 14%.
Non sono state risparmiate nemmeno le società non finanziarie che hanno visto le quote di profitto scendere ai minimi da quando esistono le rilevazioni statistiche.
Una fotografia che non sorprende i consumatori che ogni giorno possono verificare la contrazione delle spese, con una diminuzione del 2,6% del potere d’acquisto degli italiani.
Con meno soldi nel portafoglio, gli italiani hanno ridotto ovviamente anche i consumi, diminuiti dell’1,9% su base annua.
Prosegue la flessione del tasso di investimento delle famiglie, sceso all’8,8%, a causa di una riduzione degli investimenti ben superiore a quella del reddito disponibile.
Secondo la Confederazione degli agricoltori, il 40% delle famiglie ha tagliato il carrello della spesa alimentare: meno pane, vino, carne bovina, olio di oliva.
Il 60% ha dovuto cambiare menù, optando nel 35% dei casi per prodotti di qualità inferiore e si è accentuata la corsa alle promozioni, con un vero e proprio boom degli acquisti negli hard discount, dove le vendite sono cresciute non a caso di oltre il 15%. Continua »
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Aprile 9th, 2010 Riccardo Fucile
MALUMORI NEL CENTRODESTRA: “E’ UN TRADIMENTO, GLI ELETTORI CHIEDEVANO ALTRO”….TREMONTI SMENTISCE UNA MANOVRA ESTIVA, MA PARLA DI UNA MANOVRA DA 8 MILIARDI NEL 2011….O SI SCOMMETTE SU UNA CRESCITA LEGATA A UNA MINORE PRESSIONE FISCALE O SI AMMETTA DI AVER TRADITO IL PROGRAMMA
I soldi in cassa non bastano e il governo avrebbe in mente di varare una manovra correttiva da 4-5 miliardi prima dell’estate, per puntellare i conti pubblici e sostenere le spese nei prossimi mesi.
Le voci sono circolate in parlamento da fonti vicine al premier e si dava per scontata la smentita di Tremonti, per evitare ripercussioni sul mercato dei titoli pubblici.
In realtà i tecnici del ministero starebbero già lavorando a un decreto, con l’obiettivo di recuperare almeno 5 miliardi, per finanziare la spesa corrente e in particolare alcuni impegni indifferibili, come le missioni italiane all’estero.
In pratica è nato un problema di liquidità appena è finito l’effeto dello scudo fiscale, senza contare che anche i giochi e le lotterie hanno fatto incassare meno del previsto.
Tremonti in ogni caso ha confermato la manovra da 8 miliardi a settembre, per ridurre il deficit 2011: tutto questo finirà per condizionare i conti pubblici perchè meno crescita significa che ci saranno anche meno entrate per finanziare la spesa corrente, col rischio di portare la manovra da 8 a 13 miliardi.
Il premier aveva promesso di non mettere le mani nelle tasche degli italiani, ma si rende conto che i soldi veri possono arrivare solo da una manovra fiscale: c’è chi ipotizza un ritocco delle accise su prodotti come gli alcolici, chi un aumento dell’Iva di 2-3 punti, magari presentando il tutto come un anticipo della riforma fiscale federalista.
Altre ipotesi al vaglio sono altri tagli alle spese per enti locali e sanità , ma in questo caso le riperucussioni locali sarebbero pesanti, con quasi tuti i Comuni che ormai boccheggiano, a forza di veder diminuire le entrare statali.
Che l’aria sia pesante lo dimostrano anche i titoli dei giornali di area centrodestra. Continua »
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