Ottobre 23rd, 2010 Riccardo Fucile
PAOLO ORESTE, IN POLIZIA DA 13 ANNI, E’ ANCHE CONSIGLIERE COMUNALE DI BOSCOREALE: “HANNO MANGANELLATO GENTE INERME PER TERRA, A UNA RAGAZZINA SEDUTA SU UN MURETTO HANNO SPACCATO IL NASO”…”CHI PROTESTA HA RAGIONE: LA SECONDA DISCARICA E’ ILLEGALE E CRIMINALE”
C’è un poliziotto tra i blocchi stradali di Terzigno. Un poliziotto che sta dalla parte
dei manifestanti.
E’ in prima linea al fianco dei comitati civici contro l’apertura della seconda discarica nel Parco Nazionale del Vesuvio.
E critica severamente “l’uso sproporzionato della forza da parte dei miei colleghi: ho assistito coi miei occhi a scene di violenza inenarrabili”.
L’agente anti-discarica si chiama Francesco Paolo Oreste, ha 37 anni ed è in polizia dal 1997. Attualmente lavora nei servizi investigativi e di polizia giudiziaria del commissariato di Pompei. Da due anni e mezzo è consigliere comunale del a Boscoreale. Ha fondato un’associazione, ‘Eureka’, che organizza iniziative culturali e presentazioni di libri.
Che giornate sta vivendo?
“Vivo da barricato”.
Qui è pieno di barricate.
“Le barricate ce le hanno create intorno lentamente. Un muro di gomma formato in due anni di silenzio. Le proteste non sono iniziate ora: accogliemmo il decreto del 2008 con responsabilità , senza scendere in piazza, ma cercando di dialogare, di esporre le nostre ragioni.
La gran parte dei sindaci di questo territorio è del Pdl. Dovevano essere loro a tradurre le nostre istanze, ma si sono fidati delle promesse verbali del governo del Pdl.
Il governo, attraverso i suoi rappresentanti come Guido Bertolaso, diceva loro informalmente che aprire uno sversatoio nel Parco era una soluzione temporanea, che non sarebbe stato conferito il tal quale ma solo rifiuto trattato, che Cava Vitiello non sarebbe stata aperta.
Con questo governo ci volevano invece impegni scritti”.
Ora la protesta si è inasprita, ci sono stati degli scontri, dei feriti: di chi è la colpa?
“Da poliziotto dico che i cittadini stanno manifestando correttamente il loro dissenso. Se dieci facinorosi qualificano migliaia di dimostranti come facinorosi, allora anche un massone nel governo qualificherebbe il governo come massone… Quanto ai feriti, non ho visto da parte della polizia un uso della forza proporzionale alla resistenza dei manifestanti”.
Ha letto le dichiarazioni del capo della polizia Manganelli? “Siccome si deve sversare, faremo in modo che sia possibile anche se dovesse costare l’uso della forza”.
“Parole che sono benzina sul fuoco. Come fa un tutore della legge a non partire dal presupposto giuridico di un uso proporzionale della forza? Se si manganellano le persone sedute per terra… Non si può usare la violenza contro la resistenza passiva, altrimenti si diventa uno strumento del governo incapace di risolvere i problemi attraverso le soluzioni politiche. Invece si preferisce accomunare dieci facinorosi a mille dimostranti pacifici per poter così reprimere tutto il dissenso, violando il diritto costituzionale alla protesta”.
La seconda discarica è prevista dalla legge
“La seconda discarica è comunque illegale e criminale. Lo dicono la commissione europea e la Costituzione. Piazzarla vicina ai centri abitati è un attentato al diritto alla salute. Anche il lodo Alfano era una legge. Ma era incostituzionale ed è stata bocciata”.
Le è mai capitato di dover obbedire a ordini che riteneva ingiusti? In fondo i poliziotti in tenuta antisommossa a Terzigno stanno eseguendo degli ordini.
“Ho lavorato allo sgombero di piazze occupate. Se mi chiedessero di interrompere una manifestazione della quale condivido i valori, obbedirei comunque. Perchè sono un servitore dello Stato. Ma non un servo. E sgombererei secondo i crismi della legge e della Costituzione. Quindi se trovo persone sedute, le sollevo e le sposto: non potrei certo caricare ragazzine inermi e sedute su un muretto come ho visto fare durante le proteste di Terzigno: a una ragazzina hanno spaccato il naso”.
Lei ha assistito anche a questo?
“Ho assistito, abbiamo assistito a cose inenarrabili. Ho visto, abbiamo visto lacrimogeni sparati ad altezza d’uomo, uno poche ore fa ha colpito alla testa il mio dentista che passava da lì, hanno suturato la ferita alla nuca con dieci punti. Se da poliziotto nel corso di un arresto lasciassi un livido sulla coscia di uno spacciatore di droga, quello mi denuncerebbe e rischierei di passare un guaio. Qui invece si sta derogando a tutto. Come amministratore comunale ho aderito a un documento col quale chiediamo che cessino le violenze contro le popolazioni, che sono intollerabili”.
(da “il Fatto Quotidiano“)
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Ottobre 23rd, 2010 Riccardo Fucile
UN’ALTRA NOTTE DI GUERRIGLIA A TERZIGNO CON CINQUE AGENTI FERITI: LA PROTESTA E I BLOCCHI SI ESTENDONO ORA NEL NAPOLETANO… BERTOLASO RISPONDE CON LA SOLITA ARROGANZA: “INVECE CHE DARE GIUDIZI, TROVINO UNA SOLUZIONE”: MA LUI E’ PAGATO SOLO PER FARSI FARE MASSAGGI?
Ancora una notte di tensione e incidenti a Terzigno per la battaglia contro la discarica dei rifiuti.
A mezzanotte è iniziata l’ennesima guerriglia urbana con lanci di molotov, pietre, bottiglie, razzi e petardi.
La polizia ha risposto con un nutrito lancio di lacrimogeni verso la parte più violenta dei dimostranti.
Dopo tre ore di scontri il bilancio è di due poliziotti e tre carabinieri feriti, un operatore televisivo aggredito e la telecamera danneggiata.
La situazione si aggrava anche nella città di Napoli dove in nottata ci sono state decine di roghi di spazzatura da giorni non rimossi. Una nube di fumo si è alzata al corso Amedeo di Savoia, nei pressi del Museo Nazionale.
Incendi si registrano in via Foria, via Miracoli, via Duomo e via San Domenico. Sempre nella notte ignoti hanno incendiato la cabina di guida di un compattatore della società Enerambiente. Hanno fatto scendere il conducente dal mezzo e hanno dato fuoco alla cabina di guida.
A terra ci sono ben 2000 tonnellate di rifiuti. Ed è di nuovo emergenza.
“Sono molto preoccupato per quanto succede attualmente in Campania”, scrive in una nota il commissario Ue all’Ambiente, Janez Potocnik. “La Commissione sta ancora valutando la documentazione che ci è stata trasmessa dalle autorità italiane all’inizio di ottobre, ma la situazione odierna ci fa pensare che le misure adottate dal 2007 in poi sono insufficienti”. Secondo Bruxelles, “la situazione odierna non è cambiata rispetto a quando la Commissione decise di bloccare i finanziamenti europei”.
Già il 5 ottobre scorso, dopo un incontro con una delegazione della Campania guidata dal governatore Stefano Caldoro, Potocnik aveva giudicato la situazione “seria” e aveva sottolineato come ci fosse bisogno di un’azione “determinata, sistematica e strutturale”.
Il 4 marzo scorso la Corte europea di giustizia giudicò che l’Italia era in infrazione rispetto al diritto comunitario in quanto non aveva realizzato in Campania una rete di impianti atta a garantire lo smaltimento dei rifiuti urbani in maniera sicura per la salute dei cittadini e per l’ambiente.
Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, è critico sulle perplessità espresse dall’Ue in merito alla possibilità di attivare una seconda discarica nel Parco nazionale del Vesuvio. “L’Unione europea – ha detto Bertolaso- farebbe bene a fare il proprio mestiere e invece di dare giudizi dovrebbe dare una mano a trovare alternative”.
Come se non fosse lui che doveva pensarci.
Immediata la replica dell’Ue: la Commissione europea è sempre pronta ad “aiutare gli Stati” ha detto Joseph Hennon, portavoce del commissario Ue all’Ambiente Janez Potocnik. “Siamo pronti a fare il necessario nei contatti con lo Stato membro” perchè si adegui alle normative comunitarie, ha aggiunto il portavoce.
Alle prime luci dell’alba le strade adiacenti il teatro delle violenze nelle due aree circostanti la rotonda di via Panoramica, a metà tra i comuni di Boscoreale e Terzigno, sono piene dei segni della guerriglia che ha fatto da epilogo ai blocchi stradali, agli incendi e alle occupazioni della ferrovia della giornata di ieri.
La strada d’accesso al sito di Terzigno è sempre presidiata e sono arrivati una ventina tra blindati, camionette e auto di carabinieri, polizia e guardia di finanza .
Intanto alcune centinaia di persone continuano a presidiare l’ingresso della cava Sari nel comune di Terzigno (Napoli). In mattinata davanti all’ingresso dello sversatorio sono arrivati numerosi studenti della zona.
I manifestanti attendono l’esito del nuovo vertice convocato nel pomeriggio in prefettura tra il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, e i sindaci di Boscoreale, Terzigno, Trecase e Boscotrecase.
Sul tappeto c’è la bonifica della cava Sari ma soprattutto la richiesta di scongiurare l’apertura di un secondo invaso nella cava Vitiello.
In mattinata al presidio non ci sono state tensioni tra le forze di polizia e i manifestanti. A rendere il clima più sereno è stato anche il fatto che non sono giunti gli autocompattatori.
I primi cittadini si sono presentati al tavolo dicendo un no secco alle compensazioni economiche prospettate dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
E nello stesso ribadendo l’opposizione totale alla apertura della seconda discarica.
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Ottobre 22nd, 2010 Riccardo Fucile
I CITTADINI DEL VESUVIANO TRATTATI COME DELINQUENTI: COMODO ESSERE FORTI COI DEBOLI (E DEBOLI COI SERBI)… SE ACERRA LAVORA A UN TERZO DEL PREVISTO, SE GLI IMPIANTI PROMESSI A NAPOLI E SALERNO NON SONO STATI REALIZZATI DI CHI E’ LA COLPA?…E I 141 MILIONI DI INCENTIVI GARANTITI AI COMUNI E MAI DATI DOVE SONO FINITI?
Il sindaco di Boscoreale (Pdl) è amareggiato: “Ha vinto la camorra”. 
E non ha dubbi. “Chi credete voglia l’apertura di questa seconda discarica? Ma avete idea di quali interessi e delle somme economiche che gireranno attorno a questa discarica?”, ha dichiarato per poi concludere: “Sicuramente è gravissimo che le istituzioni si siano rese complici di tutto questo”.
Due anni fa era stato il miracolo berlusconiano, poi lo spettro maleodorante della monnezza è risorto, portando con sè le proteste dei cittadini e gli scontri con le forze dell’ordine che sono continuate anche questa notte.
Migliaia di persone sono state caricate con una decisione pari a cento volte rispetto alla “fermezza” mostrata nei confronti della teppaglia serba a Genova.
Abbiamo visto foto di donne col viso sanguinante a causa delle manganellate distribuite a chi voleva solo tutelare la propria salute e protestava contro un’ingiustizia.
Forti coi deboli e deboli coi forti.
Ma di chi è la responsabilità ?
Il governo in due anni non è stato in grado di trovare un’alternativa al “buco” nel Parco nazionale del Vesuvio, l’ultimo posto dove nei Paesi civili si penserebbe di sistemare una discarica, vietata peraltro dalle leggi.
Era stato previsto un piano che è stato completamente disatteso: si prevedeva la creazione di discariche, la messa in funzione dell’inceneritore di Acerra, la realizzazione di altri due impianti a Napoli e Salerno e il rilancio della raccolta differenziata.
Il bilancio, dopo due anni, parla di discariche (spesso non a norma) ormai sature, dell’inceneritore di Acerra che lavora a un terzo delle sue possibilità , a causa di guasti endemici, con le caldaie che si bucano di continuo, di una raccolta differenziata che è ferma al 20%, dei siti di compostaggio che non sono stati realizzati, così come i due inceneritori promessi.
Per le 35 amministrazioni comunali interessate alle discariche erano stati garantiti, come “compensazione”, 141 milioni di euro in 3 anni: non sono mai stati stanziati.
Tante le promesse da marinaio alle quali i cittadini di Terzigno, Boscoreale e Boscotrecase, che pur avevano votato a maggioranza Pdl, non credono più.
Si sentono presi per i fondelli.
Accusati addirittura di fare gli interessi della camorra, come se la camorra non fosse invece interessata all’apertura di nuove discariche e quindi ben felice dei ritardi del governo che permette loro di gestire il ritiro e il trasporto della monnezza.
Vittime di un avvelenamento generalizzato, ammorbati dai rifiuti, manganellati dallo Stato, i cittadini del Vesuviano dovrebbero solo “obbedir tacendo”.
Mentre i politici, incapaci di risolvere i loro problemi, giocano a scaricarsi la responsabilità uno con l’altro.
Altro che teatrino della politica, se non fosse una tragedia si dovrebbe solo parlare di una squallida farsa.
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Ottobre 22nd, 2010 Riccardo Fucile
L’ON. CESARO (PDL) DETTO “A’ PUPETTA” E’ DA SEMPRE LEGATO A COSENTINO… SECONDO UNA INFORMATIVA DEI CARABINIERI “E’ DI CATTIVA CONDOTTA MORALE E CIVILE, SOLITO ASSOCIARSI A PREGIUDICATI DI SPICCO DELLA MALAVITA”: I SUOI PRECEDENTI… PROPRIO LUI SI DOVEVA NOMINARE?
La situazione in Campania? È grave ma non è seria, direbbe Ennio Flaiano davanti allo spettacolo infinito della monnezza napoletana.
In effetti, i sacchetti neri sono tornati protagonisti delle cronache dei quotidiani da un mese, e sotto il cielo azzurro del Golfo se ne vedono, come sempre, di tutti i colori.
Le discariche aperte da Bertolaso e compagni sono in via di saturazione, l’inceneritore di Acerra non brucia quanto dovrebbe e avvelena (forse) più del dovuto, i disoccupati si trasformano in delinquenti e distruggono i camion della raccolta, la gente che vive sotto il vulcano urla contro il nuovo sversatoio di Terzigno invocando, letteralmente, l’intervento divino.
Manifestazioni e violenze sono all’ordine del giorno, i camorristi fanno affari affittando i bobcat necessari ad alzare le centinaia di tonnellate di rifiuti rimaste a terra.
La sceneggiata si ripete ormai da tre anni, uno show in cui i politici recitano a memoria il solito monologo dello scaricabarile, in un gioco delle parti, quello del rimpallo delle responsabilità , che stavolta ha il suo campione in Silvio Berlusconi. “Tutta colpa della Iervolino”, ha tagliato corto puntando il dito sulla sindaca che starebbe rovinando il suo presunto miracolo, a pochi mesi dalle elezioni comunali.
Ma nel suo j’accuse il presidente del Consiglio dimentica che da quasi un anno l’uomo che deve smaltire l’immondizia del capoluogo, l’amministratore diventato per legge Mr. Monnezza, è il suo amico e fedelissimo Luigi Cesaro detto “a’ Purpetta”, presidente della Provincia di Napoli dal 7 giugno 2009.
Già : volente o nolente è lui che deve risolve il problema, lo spazzino condannato, dal decreto voluto da Silvio in persona, a ripulire le strade e ideare una strategia efficace a lungo termine.
Anche Bertolaso lo ha ripetuto più volte al Cavaliere: “Dovete muovervi, prima che sia troppo tardi, prima che la Campania ricada in una crisi devastante come quella del 2008”.
Ma chi è davvero Mr. Monnezza, nato a Sant’Antimo 58 anni fa, figlio di una potente famiglia di costruttori, già avvocato, funzionario di un’Asl casertana e deputato del Pdl dal 1996?
Di lui ha parlato ai giudici della Dda di Napoli il pentito Gaetano Vassallo, l’imprenditore che ha gestito il traffico dei rifiuti tossici per conto dei casalesi: secondo il collaboratore di giustizia, Cesaro sarebbe stato il “fiduciario dei Bidognetti” in un’operazione immobiliare, la riconversione di un’area industriale nel paese di Lusciano.
Non è l’unica ombra che pesa sul politico: “Gigino”, così lo chiama affettuosamente Paolo Bonaiuti quando lo incontra nei corridoi di Palazzo Chigi carico di mozzarelle di bufale per il premier, fu arrestato nel lontano 1984 perchè accusato da altri due pentiti di avere rapporti di amicizia con i capi della Nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo.
Per loro Gigino era un finanziatore della Nco, addirittura un “postino” dei clan. Condannato in primo grado a cinque anni, Cesaro fu assolto perchè riuscì a convincere i giudici di essere in realtà “una vittima” del sistema criminale.
I rapporti con Rosetta Cutolo, la sorella di don Raffaele, da lui stessi ammessi? Invece di andare dalla polizia, chiese i buoni uffici e la protezione della signora. Nulla di più.
Oggi scopriamo altri dettagli del passato di Cesaro.
Il Comune di Sant’Antimo, dove la famiglia si occupa anche di sanità ed è proprietaria di un centro sportivo dove il Milan si allena quando deve giocare a Napoli, è stato sciolto per infiltrazioni mafiose nel 1991.
Luigi ripete come un disco rotto che al tempo lui non era nè assessore nè sindaco: è così, solo il fratello Aniello sedeva in consiglio.
Tommaso Sodano e Nello Trocchia, nel libro “La peste” appena uscito per Rizzoli, ricordano però come Luigi nello stesso anno fosse allora socio della cooperativa Raggio di Sole, strumento del potente clan Verde – recita la relazione del ministero degli Interni che accompagna il decreto di scioglimento per infiltrazione mafiosa – per gestire appalti e affari.
Altro potente gruppo camorrista della zona è poi quello dei Puca.
Ecco: secondo un’altra informativa del tenente colonnello dei carabinieri Antonio Sessa, “a’ Purpetta” in quegli anni frequenta anche loro.
Sessa va giù duro, e conclude così: “Cesaro per quanto compete risulta di cattiva condotta morale e civile… In pubblico gode di scarsa stima e considerazione. È solito associarsi a pregiudicati di spicco della malavita organizzata operante a Sant’Antimo e dintorni”.
di Emiliano Fittipaldi e Claudio Pappaianni
(da “il Fatto quotidiano“)
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Settembre 22nd, 2010 Riccardo Fucile
L’ASSESSORE VENTURONI (PDL) ARRESTATO, AVVISO DI GARANZIA PER I PARLAMENTARI TANCREDI E DI STEFANO (PDL), IL SINDACO DI TERAMO E L’EX ASSESSORE DANIELA STATI…L’ACCUSA E’ DI CORRUZIONE
L’assessore alla Sanità della Regione Abruzzo, Lanfranco Venturoni (Pdl), è stato arrestato
questa mattina a Teramo dalla squadra mobile di Pescara.
Il provvedimento è stato emesso dalla procura di Pescara a seguito di un’inchiesta sui rifiuti scattata nel 2008.
Con Venturoni, arrestato anche il noto imprenditore Di Zio, proprietario della De. co, azienda del settore rifiuti.
Gli indagati sono in tutto 12.
Tra i destinatari di avviso di garanzia ci sono i senatori del Pdl Paolo Tancredi e Fabrizio Di Stefano, il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi (ai tre viene contestata la corruzione) e l’ex assessore Daniela Stati che deve rispondere di favoreggiamento.
Secondo gli inquirenti si tratta di una delle più grosse indagini mai fatte in materia sul territorio nazionale.
Gli indagati stavano cercando di realizzare un inceneritore in Abruzzo.
Gli arresti di oggi sono parte dell’inchiesta madre dalla quale è stato stralciato il provvedimento che nello scorso agosto mise agli arresti domiciliari l’ex assessore all’Ambiente della Regione, Daniela Stati.
Nelle richieste dei pm di Pescara spuntano anche soldi ai politici.
I senatori Pdl Paolo Tancredi e Fabrizio Di Stefano (vice coordinatore abruzzese) avrebbero chiesto e ottenuto dagli imprenditori Di Zio il versamento di alcune decine di migliaia di euro a favore dei candidati a sindaco, poi eletti il 6 giugno 2009, di Teramo, Maurizio Brucchi, e Pescara, Luigi Albore Mascia.
Inoltre, la Deco, proprietaria dei locali della sede regionale del Pdl a Pescara non avrebbe fatto pagare per un certo periodo l’affitto.
A ciò si aggiunge che Fabrizio Di Stefano avrebbe chiesto e ricevuto da Rodolfo Di Zio “20 mila euro”, con due bonifici distinti accreditati in Napoli il 29 maggio e il 3 giugno 2009, al candidato al parlamento Europeo Crescenzio Rivellini, che ne girava 5 mila con proprio assegno a Di Stefano”.
Questo assegno risulta incassato da Di Stefano “in Chieti il 4 giugno 2009, su proprio conto corrente”.
Ruoterebbe tutto intorno al progetto di un impianto di bioessiccazione di rifiuti Tmb in località Carapollo da realizzare sui terreni della società pubblica di gestione dei rifiuti a Teramo, la Team l’inchiesta che ha portato agli arresti di stamani.
Secondo l’accusa, Di Zio – in un periodo che va dal 2006 al 2009 – per realizzare senza gara di appalto il termovalorizzatore, avrebbe elargito denaro, e l’assessore Venturoni avrebbe messo a disposizione la Team per riuscire nel progetto.
L’inchiesta è basata su intercettazioni dalle quali, con acquisizioni mirate, si è arrivati al sequestro di documenti e prove documentali.
Venturoni, all’epoca dei fatti presidente della Team, dalla quale si è dimesso nel novembre 2009 – 11 mesi dopo essere stato nominato assessore alla sanità della neo Giunta Chiodi – è accusato di “appropriazione di risorse pubbliche, concretanti peculato, tutte funzionali al congegnato e sistematico piano di svuotamento per successiva acquisizione della Deco, delle utilità patrimoniali appartenenti alla Team, con lo scopo ultimo di far ottenere all’azienda privata, senza il ricorso al metodo dell’appalto pubblico la costruzione e la gestione di un impianto di bioessiccazione di rifiuti a Teramo”.
Nell’inchiesta è citata anche la Ecodeco di Milano, alla quale sia Venturoni che Di Zio avrebbero offerto, in cambio della cessione gratuita della tecnologia per l’impianto teramano, di essere “ammessa a partecipare della realizzazione di un impianto di incenerimento di rifiuti in Abruzzo, con l’affidamento diretto dell’appalto ad una società a cui avrebbero partecipato tanto i Di Zio quanto la Ecodeco”.
E poi qualcuno, ai vertici del Pdl, continua a far finta che non esista una questione morale.
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Settembre 20th, 2010 Riccardo Fucile
DA NOI SI PAGA IL DOPPIO CHE IN FRANCIA, GRAN BRETAGNA E SPAGNA CON AUMENTI TRE VOLTE SUPERIORI ALL’INFLAZIONE NEGLI ULTIMI 5 ANNI…LA TASSA SUI RIFIUTI A NAPOLI COSTA 331 EURO PER 80 MQ CONTRO I 135 DI FIRENZE… L’ACQUA A MILANO 103 EURO CONTRO I 431 DI FIRENZE…I SERVIZI LOCALI PIU’ CARI A CAGLIARI, PALERMO, GENOVA, NAPOLI, ROMA
Bollette da restare fulminati: due volte più salate a Roma, Bologna e Milano
rispetto a Parigi, Londra e Madrid.
Tre volte maggiori del tasso d’inflazione degli ultimi cinque anni e con una forte differenza tra le varie città italiane.
Secondo i calcoli dei ricercatori di Confartigianato che hanno elaborato i dati del ministero dello Sviluppo Economico, tra il 2005 e il 2010, le tariffe di acqua, rifiuti e trasporto pubblico sono salite del 28,4%, tre volte l’inflazione e due volte la crescita registrata in Europa.
Solo acqua e rifiuti hanno subito aumenti del 32% contro il 15% dei Paesi euro.
Nell’ultimo biennio, quello della recessione, l’acqua è salita del 16% contro il 7,1% europeo. Le differenze tra capoluogo sono poi enormi: per un appartamento di 80 mq, si pagano a Napoli 331 euro, a Firenze 135 euro di tassa rifiuti.
L’acqua costa 103 euro l’anno a un milanese, 431 euro a un fiorentino.
Dieci abbonamenti mensili per il trasporto pubblico costano 480 euro a Palermo, 270 euro a Catania, 280 euro a Venezia.
Le bollette di gas ed elettricità sono salate per i cagliaritani ( 2.335 euro l’anno), molto meno per i veneziani (1.497 euro).
La città sarda si colloca al primo posto per i servizi sociali più cari, calcolati assieme: 3.108 euro contro i 2.179 di Milano, ultima.
Seguono tra le più care Palermo (2.633), Genova (2.559), Napoli (2.537), Roma (2.461). L’incidenza dei servizi pubblici sul Pil pro-capite locale, la ricchezza prodotta, quasi mai corrisponde a un incremento di qualità .
E’ altissima a Napoli (14,6%), Palermo (15%), Catania (14,85).
Più contenuta , con servizi più convenienti, a Milano (6%), Bologna (7%) e Roma (7,6%).
Al di là delle differenze interne, rimane grave il “caro tariffe” se rapportato ai parametri europei: un ulteriore incremento che ci ha portato ad avere tariffe doppie rispetto a quello degli altri Paesi.
Confartigianato conclude sostenendo che nel comparto dei servizi pubblici (valore 32 miliardi), si muovono in Italia troppi interessi e gare solo di facciata.
Non sarebbe ora che qualcuno ponesse mano a questa gestione fallimentare, nell’interesse dei cittadini, o dobbiamo solo e sempre pensare come priorità alla giustizia ad personam e al federalismo tarocco?
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Agosto 31st, 2010 Riccardo Fucile
IN ESCLUSIVA: IL NUOVO INNO NAZIONALE CANTATO DA APICELLA PER LA VISITA DEL SOSTENITORE DEL TERRORISMO GHEDDAFI A ROMA…ALLAH ALLAH ALLAH, MA CHI T’HA FFATTO FA’…. L’ITALIA DEL CARAVASERRAGLIO DI CENTRODESTRA SI PROSTA AI PIEDI DEL DITTATORE CHE VIOLA I DIRITTI UMANI, VUOLE ISLAMIZZARE L’EUROPA E PAGA LE COMPARSE
Caravan petrol, caravan petrol,
caravan petrol, caravan petrol,
caravan…
M’aggio affittato nu camello,
m’aggio accattato nu turbante,
nu turbante a’ Rinascente
cu o pennacchio rosso e blu…
Comme sì bello
a cavallo a stu camello
cu o binocolo a tracolla,
cu o turbante e o narghilè…
Uè, si curiuso mentre scave stu pertuso,
scordatello, nun è cosa:
cà o petrolio nun ce sta…
Allah! Allah! Allah!
ma chi t’ ha ffatto fa’?
Comme sì bello
a cavallo a stu camello
cu o binocolo a tracolla
cu o turbante e o narghilè!
Cu o fiasco ‘mmano e cu o camello,
cu e gguardie annanze e a folla arreto
‘rrevutà faccio Tuleto:
nun se pò cchiù cammenà …Jammo, è arrivato o pazzariello!
s’è travestito ‘a Menelicche,
mmesca o ppepe cu o ttabbacco…
chi sarrà st’Alì Babbà ?
Comme sì bello
a cavallo a stu camello
cu o binocolo a tracolla,
cu o turbante e o narghilè…
Comme so’ bello
a cavallo a stu camello,
cu o binocolo a tracolla,
cu o turbante e o narghilè!
Allah! Allah! Allah!
ma chi t’ ha ffatto fa’?
Caravan petrol, caravan petrol,
caravan petrol, caravan petrol,
caravan…
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Agosto 28th, 2010 Riccardo Fucile
MA I LEGHISTI PIU’ CHE QUELLO DI NON FAR ENTRARE QUALCUNO, AVREBBERO AVUTO IL PROBLEMA DI USCIRE, SE NON CI FOSSE STATO L’ESERCITO ITALIANO A PROTEGGERLI… “IO QUI NON POSSO ENTRARE” RECITAVA IL PATETICO MANIFESTO
Durante la festa della Lega Nord ad Alzano Lombardo, la Bèrghem Fest, che si sta svolgendo in questi giorni, sono stati affissi sulle pareti manifesti rappresentanti il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, in un cerchio rosso sbarrato con una riga rossa raffigurante in modo chiaro ed inequivocabile il divieto del Presidente Fini a mettere piedi a nord di Roma.
La padagna del magna magna infatti si sarebbe estesa quindi fino a sud della toscana, frutto sicuramente di qualche aggiornamento della ricerca storica alcolica.
“La campagna dell’odio continua in modo perentorio, la distruzione del presunto o fantomatico avversario continua in modo sistematico, la delegittimazione dell’istituzione pubblica non si è lasciata disattendere anche in questa occasione di festa politica”, sottolinea il responsabile bergamasco di Generazione Italia, Fabio Belotti.
Il quale aggiunge: che “perseguendo questo becero sistema si fomenta una folla già consolidata e si allontana dalla politica chi è stanco di liti e litigi andando di fatto ad aumentare il partito degli astenuti”.
Una denuncia per vilipendio delle istituzioni verrà depositata presso la Procura della Repubblica di Bergamo nei prossimi giorni da parte del coordinatore Provinciale Generazione Italia Bergamo.
Al di là della vicenda giudiziaria, ci pare interessante sottolineare tre cose.
In primo luogo che l’affissione di un manifesto in numerose copie che invita esplicitamente ad impedire la libera circolazione della terza carica dello Stato in metà del Paese, è stato permesso nel contesto della festa di un partito che si era lamentato fino a ieri del mancato invito alla Festa dei Democratici del governatore Cota.
Grande coerenza insomma. Continua »
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