Novembre 20th, 2008 Riccardo Fucile
I MEDIA MASSACRANO I PILOTI, IL GOVERNO FA FINTA CHE RIAVRA’ I 300 MILIONI DEL PRESTITO PONTE E CAI SI GODE IL REGALO DI NATALE… MA NON HA ANCORA LA LICENZA PER VOLARE
Ritorniamo sul caso Alitalia per una breve analisi di quanto avvenuto nelle ultime settimane, alimentate dagli scioperi selvaggi di piloti e assistenti di volo, motivati principalmente dal fatto che in Europa il contratto meno elevato di tutti lo hanno i piloti di AirOne e ai piloti Alitalia è stato offerto un contratto peggiore.
Poi ognuno è libero di pensarla come meglio crede, ma i fatti sono questi. La Compagnia Aerea Italiana ( per ora solo di nome, visto che non ha ancora neanche il certificato di operatore aereo, nè tanto meno la licenza per il trasporto dei passeggeri), è impegnata in questi giorni su molti fronti per chiudere le trattative con il commissario straordinario Augusto Fantozzi.
A detta di quest’ultimo è importante la perizia di sul valore Alitalia della Banca Leonardo, advisor del Tesoro, su cui pesano le motivate accuse di conflitto di interessi, in quanto non si è mai vista una Banca che deve valutare l’importo di una operazione e che ha in comune con il potenziale acquirente alcuni soci. E’ evidente che avrebbe interesse ad abbassarne il valore, dicono i critici.
In ogni caso Cai aveva offerto un miliardo, di cui solo 275 milioni cash, gli altri sarebbero relativi ad altre parti della Compagnia di bandiera. Continua »
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Novembre 19th, 2008 Riccardo Fucile
HA SENSO IMMETTERE LIQUIDITA’ STATALE NEL SISTEMA BANCARIO ITALIANO?… LE BANCHE ITALIANE NE HANNO VERAMENTE BISOGNO O NON C’E’ ALCUNA GIUSTIFICAZIONE PER LE STRETTE CREDITIZIE CHE STANNO ATTUANDO?
Molte cancellerie europee si sono poste il problema, di fronte alla recessione che
avanza, di immettere liquidità nelle istituzioni finanziarie che ne hanno bisogno. Poniamoci una prima domanda, anche alla luce dell’intervento del Governo italiano per 20 miliardi a sostegno del sistema bancario nazionale: le banche italiane sono davvero in difficoltà ?
Bankitalia, governo e istituti di credito ci hanno detto all’unisono fino ad oggi che la crisi planetaria peserà meno da noi perchè si è rivelata benefica la nostra “arretratezza” rispetto ai giochi spericolati delle banche internazionali.
In effetti, in Italia solo due banche hanno mostrato qualche problema: Unicredit, che ha varato una ricapitalizzazione da oltre 6 miliardi di euro e Intesa San Paolo. Il resto del panorama creditizio pare calma piatta all’orizzonte. I casi allora sono due: o ci hanno dichiarato il falso e in realtà vi sono difficoltà incombenti, in quanto le banche hanno prodotti finanziari giacenti divenuti carta straccia senza valore, oppure non c’è alcuna giustificazione alla stretta creditizia che gli istituti stanno attuando, soffocando le imprese in cerca di espansione commerciale e bisognose di fidi.
Il “credit crunch”, ovvero il raffreddamento delle linee di credito può avere due origini, gli andamenti dell’economia o l’azione delle autorità monetarie. Continua »
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Novembre 19th, 2008 Riccardo Fucile
OLTRE 17 MILIARDI DI DOLLARI LA SPESA UFFICIALE, 37 TRA AGENZIE E FONDI AL SUO INTERNO, CENTINAIA DI STIPENDIATI, TANTI GLI SCANDALI… PAESI CHE DA UN LATO CONTRIBUISCONO E CHE POI DALL’ALTRO RICEVONO AIUTI… UN CARROZZONE SPESSO INUTILE
Quanto venga a costare l’Onu con certezza non lo sa nessuno. Stando ai dati ufficiali, a fine 2007, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato il budget dell’organizzazione per il biennio 2008-2009: 4,17 miliardi di dollari. Una cifra di per sè enorme, ma nulla in confronto a quanto emerge da un rapporto delle Nazioni Unite del 2006, pubblicato ora da Fox News.
Se si considera il complesso sistema di agenzie che compongono il sistema anti-povertà dell’Onu, dalle nazioni contribuenti arrivano ogni anno ben 17,2 miliardi di dollari.
Di questi, 16,4 miliardi vanno a finire nei tanti programmi per contrastare la povertà . Proprio di recente l’Onu ha chiesto ai Paesi donatori dei fondi addizionali pari a 16,2 miliardi per dimezzare la povertà entro il 2015.
Restano poi fuori ben 800 milioni di dollari che non si sa esattamente per cosa vengano usati e che finiranno nello sconfinato “sistema” Onu. Continua »
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Novembre 16th, 2008 Riccardo Fucile
STIPULATA LA CONVENZIONE TRIENNALE CON IL COMUNE DI SANREMO… LA RAI PAGA 30 MILIONI DI EURO, SPESE DI PRODUZIONE ESCLUSE, PER UN FESTIVAL IN COSTANTE CALO DI ASCOLTI…
Alla fine, anche con il Comune commissariato, Sanremo è salva. Anche per i prossimi
tre anni potrà mungere quattrini a “mamma Rai”, in un’escalation di richieste economiche sempre più elevate, inversamente proporzionali agli ascolti del festival.
Già la precedente convezione per il quinquennio 2004/2008 era costato alla Rai 8 milioni e 400mila euro, più altri 10 milioni di extra budget per sostenere, nello stesso periodo, una serie di manifestazioni nella città dei fiori.
Per un totale di circa 4,5 milioni l’anno, a fronte di un insuccesso di audience dietro l’altro, pur alternando Baudo, Bonolis, Panariello e compagnia cantando nella conduzione e nella direzione artistica.
Per la serie “al peggio non c’è mai limite”, qualche sera fa il commissario prefettizio sanremese ha stipulato con la Rai una nuova convenzione triennale sulla “modica” base di 9 milioni 23mila 679 eurini più Iva l’anno.
Moltiplicate per tre anni e siamo oltre i trenta milioni di euro e, si badi bene, solo per tenere il festival a Sanremo, spese di produzione escluse, per capirci.
Quindi tutto il complesso di compensi, spese tecniche, trasferte, alloggi, diarie a carico della Rai, per tanti altri milioncini di eurini.
Chi si lamenta degli sperperi e di che direzione prendono i quattrini del canone è servito. Continua »
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