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TERREMOTO, CHE FINE HANNO FATTO I SOLDI RACCOLTI DAI CINQUESTELLE?

Gennaio 18th, 2017 Riccardo Fucile

FANNO POLEMICHE SUI FONDI DEL NUMERO SOLIDALE 45500 DELLA PROTEZIONE CIVILE, MA NON DICONO COME SARANNO SPESI I 263.662 EURO RACCOLTI CON LA LORO INIZIATIVA   “ROMA AMA AMATRICE”

I Cinque Stelle, per voce della deputata Laura Castelli, hanno chiesto oggi in Aula che i soldi raccolti tramite le donazioni al numero 45500 vengano messi subito a disposizione delle popolazioni colpite dai terremoti del 24 agosto e del 27 ottobre che oggi hanno dovuto patire altre tre forti scosse di terremoto.
Facendosi portavoce delle proteste di alcuni cittadini che si chiedevano dove fossero finiti i soldi donati dai cittadini italiani con gli SMS solidali i Cinque Stelle hanno chiesto che gli oltre 25 milioni di euro raccolti fino ad ora vengano messi a disposizione subito degli abitanti dei paesi del Centro Italia colpiti dal sisma.
L’intervento della Castelli è stato rilanciato su Facebook dall’onorevole Luigi Di Maio che ha fatto sapere con non poca indignazione che quei soldi non possono essere spesi subito perchè in primo luogo deve finire la raccolta (il numero solidale è stato attivato per la terza volta al fine di raccogliere denaro per la ricostruzione delle scuole).
A regolare la raccolta fondi c’è un protocollo siglato tra il Dipartimento della Protezione Civile e gli operatori di telefonia che si sono offerti di aiutare nella raccolta (basti pensare che gli utenti che hanno un piano di abbonamento telefonico e non una ricaricabile vedranno scalato il denaro solo alla fine del mese in cui hanno inviato il SMS solidale) e soprattutto che prima di donare i il denaro devono essere individuati i progetti cui destinare i fondi raccolti.
Per evitare che i denari donati dagli italiani vengano utilizzati in maniera impropria (come è successo purtroppo nel caso del sisma in Abruzzo) è stata prevista l’istituzione di un comitato di garanti che dovrà  valutare, in accordo con le Regioni interessate, come impiegare quei soldi.
Ci sono delle regole (chiamate protocolli) e oggi il MoVimento 5 Stelle — il partito ligio ai regolamenti — ha esplicitamente chiesto che quelle regole non vengano rispettate.
È interessante che il partito che ha come Capo Politico una figura che viene spesso indicata come “garante del MoVimento” denunzi ora la lentezza della burocrazia, ma non bisogna dimenticare che i soldi per l’emergenza ci sono già , e sono quelli del fondo emergenze del Ministero delle Finanze.
Ad agosto, all’indomani del terremoto che ha distrutto Amatrice il Governo ha dichiarato che nel Fondo c’erano 234 milioni di euro che sarebbero stati utilizzati per la fase di emergenza.
Fase che rappresenta quella immediata ed iniziale e che non riguarda invece la successiva — e lunga — ricostruzione per la quale il Governo metterà  a disposizione ulteriori fondi, così come è accaduto in Emilia e in Abruzzo, questo nonostante nel M5S ci siano persone come Enza Blundo che raccontano fake news sul pericolo della magnitudo abbassata per non pagare i risarcimenti.
L’Esercito che è stato mobilitato anche questa mattina e sta lavorando a fianco della Protezione Civile e ai Vigili del Fuoco (che stanno anche recuperando le opere d’arte) fa parte degli aiuti inviati dallo Stato nelle aree colpite dal Sisma.
Un conto è chiedere di sapere come sono stati utilizzati i soldi per l’emergenza che sono stati già  stanziati (ed eventualmente chiedere conto del ritardo) un altro invece è lamentarsi dello stanziamento di fondi la cui raccolta deve ancora terminare e la cui destinazione deve ancora essere stabilita.
Che fine hanno fatto i soldi raccolti dal MoVimento 5 Stelle?
Insomma per il MoVimento 5 Stelle il problema sembra essere che prima di utilizzare dei soldi sia necessario verificare come e dove saranno utilizzati.
Eppure sono proprio loro che per primi non sono trasparenti.
Mentre sul sito della Protezione Civile è costantemente aggiornato il saldo del denaro raccolto e così fanno anche La 7 e Corriere della Sera (che stanno ancora raccogliendo fondi per i loro progetti che devono ancora essere attivati) non si ha più traccia dei soldi raccolti a Roma da Virginia Raggi in nome di tutti i cittadini romani nell’ambito dell’iniziativa “Roma Ama Amatrice“.
L’ultimo aggiornamento ci dà  notizia che sono stati raccolti   263.662 euro (€ 260.781 sul conto e 2.881 online) ma non sappiamo per cosa, dove e quando saranno spesi. Non si tratta certo di un furto o di un errore perchè come ha detto anche Virginia Raggi “I fondi raccolti   verranno destinati a progetti che valuteremo insieme ai sindaci dei paesi colpiti dal terremoto e che saranno scelti con il contributo online di tutti i cittadini“.
Quindi se per i soldi raccolti a Roma dalla Raggi va benissimo che venga valutato con calma (addirittura con il contributo online dei cittadini) il modo in cui spenderli per evitare sprechi perchè la stessa cosa non dovrebbe valere per quelli che non sono stati raccolti “dal MoVimento”?

(da “NextQuotidiano”)

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MALTEMPO, SCOSSE, RITARDI: I TRE GIRONI INFERNALI

Gennaio 18th, 2017 Riccardo Fucile

LA RABBIA DEI SINDACI, LO SCIACALLAGGIO DELLE OPPOSIZIONI, GOVERNATORI CONTRO L’ENEL

Pare un castigo divino questo inferno in cui si gela. Dice Sergio Pirozzi, il sindaco di Amatrice: “Non so che male abbiamo fatto a Cristo. Quattro terremoti, le temperature più basse degli ultimi 25 anni, la neve come non succedeva negli anni Cinquanta”.
È il castigo di tre gironi infernali che diventano uno solo: le nuove scosse, la neve che blocca le zone paralizzate e i ritardi della ricostruzione, che la neve copre ma non nasconde.
Nevica governo ladro, urlano Matteo Salvini e Luigi Di Maio, nel ruolo impresari della paura, perchè se non te la prendi con Cristo con qualcuno devi prendertela quando scappi di casa, perchè la terra trema ma non riesci a uscire perchè la neve è un muro.
I governatori della zone interessate, invece, evitano ogni forma di polemiche.
Luciano D’Alfonso, presidente dell’Abruzzo, all’HuffPost: “Era imprevedibile, in questa forma. Se vuole trovare qualcosa che non ha funzionato è l’Enel che qui non ha irrobustito la rete”.
L’Enel in Abruzzo e magari anche l’Anas che ha appaltato i lavori a ditte non all’altezza del compito assegnato.
Sulla stessa posizione, dell’“imprevedibile”, gli altri governatori delle zone colpite. Perchè, del resto, non è il momento di aprire una polemica e alimentare il panico.
Un senatore del Pd, però a microfoni spenti, spiega: “La verità  è che la Protezione civile non ha più gli strumenti di una volta, ai tempi di Bertolaso, quando la c’era una efficiente catena di comando”.
Ecco, che nel castigo divino i tratti “umani”, dentro i tre gironi che diventano uno. Assicurano alla protezione civile fonti ufficiali che, nei giorni scorsi, è stata messa in atto tutta la prevenzione necessaria, con relativo spostamento di mezzi da alcune zone del Nord alle zone colpite.
Spazzaneve, spargisale che, in vista dell’emergenza prevista, si spostavano verso le zone che sarebbero state colpite. Parlando con fonti delle regioni la sensazione è che però il grosso dei mezzi sia arrivato questa mattina.
Parlamentari e senatori abruzzesi erano imbufaliti. In Aula ha preso la parola la combattiva Pezzopane: “Bisogna fare presto, aumentare gli sforzi”.
Qualcosa non torna nella macchina, come non torna nella macchina della ricostruzione, e forse le due cose sono intrecciate: “Per noi è sempre il 25 agosto”, dicevano domenica scorsa i terremotati che hanno afilato ad Accumuli: “Ci hanno abbandonato”.
La neve, dopo pochi giorni, ha coperto l’abbandono. E con esso le frasi dell’ex premier che aveva giurato vicinanza, promesso ricostruzioni record, in “quattro fasi” prima del referendum: alberghi, container entro Natale, casette in legno, ricostruzione vera e propria.
Perchè, diceva, “il container è meno piacevole della casetta di legno spendiamo un po’ di più, ma ci consente di riportare lì la gente partendo dall’assunto che le tende a dicembre a Norcia e dintorni sono un problema”.
Pochi mesi dopo, i dati dicono che quasi 9.000 persone sono negli alberghi della costa adriatica e del lago Trasimeno, altri 900 nei moduli realizzati in occasione del terremoto, trecento nei container, a cui aggiungere l’autonoma sistemazione.
Difficile che le casette possano arrivare tutte entro aprile, anzi già  si parla di estate. Anche perchè i tre gironi sono ormai uno solo.
Maltempo, scosse, ritardi: con la neve rallenta l’opera di “urbanizzazione” per i siti dove saranno messe le casette, il che alimenta ritardi.
Neve e macerie, strade interrotte dalle case franate, cumuli di pietre sepolti dal gelo. Furibondi i sindaci, esasperate le popolazioni che vedono le macerie dove erano cinque mesi fa.
E vedono una ricostruzione non partita e poco finanziata, sin da quando Renzi chiese 3,4 miliardi di flessibilità  all’Europa in nome del terremoto, per poi stanziare solo 600 milioni e utilizzare il resto per le mance referendarie, dalle quattordicesime ai pensionati ai fondi per il trasporto in Campania.
Dice Pirozzi: “Che male abbiamo fatto a Cristo. Sono convinto che tante persone stanno pregando per noi”.

(da “Huffingtonpost”)

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IL PRIMO SCIACALLO DEL TERREMOTO DI OGGI NON POTEVA ESSERE CHE LUI

Gennaio 18th, 2017 Riccardo Fucile

PER SALVINI ANCHE IL TERREMOTO E’ COLPA DEI PROFUGHI…LUI NOTORIAMENTE SI PREOCCUPA DEI TERREMOTATI ITALIANI, PECCATO CHE NON NE OSPITI NESSUNO NELLA SUA SECONDA CASA DI RECCO … QUANTO HA DESTINATO DEI SUOI 15.000 EURO MENSILI DI PARLAMENTARE EUROPEO AI TERREMOTATI?

Matteo Salvini vince il premio di primo sciacallo del terremoto dopo le tre scosse di oggi di magnitudo tra 5.3 e 5.6 che hanno colpito il centro Italia.
Il leader della Lega infatti approfitta del terrore per infilare i “migranti” e dire che invece il governo dovrebbe aiutare gli italiani.
Come suo costume, Salvini utilizza i fatti di cronaca per fare campagna elettorale permanente accostando fatti e realtà  che non c’entrano nulla al puro scopo di farsi pubblicità .
Però, stranamente, ancora non ha devoluto almeno parte del lauto stipendio che riceve in quanto europarlamentare alla causa.
Per non parlare della sua seconda casa di Recco che non ha ancota destinato mè ai terremotati nè ai senzatetto di pura razza padagna.

(da NextQuotidiano“)

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CHE FINE HANNO FATTO I SOLDI PER I TERREMOTATI RACCOLTI CON IL 45500?

Gennaio 18th, 2017 Riccardo Fucile

C’E’ CHI E’ ARRABBIATO PERCHE’ LO STATO RACCOGLIE I SOLDI CON GLI SMS E POI NON LI USA… ECCO COME STANNO REALMENTE LE COSE

Questa mattina sono state registrate nuove forti scosse di terremoto (con ML superiore a 5.0) con epicentro a meno di dieci chilometri da Amatrice e dai paesi colpiti dal sisma del 24 agosto 2016.
La Protezione Civile sta verificando se ci sono stati nuovi danni e al momento non risultano per fortuna esserci morti o feriti. La preoccupazione maggiore ovviamente è per tutti gli sfollati soprattutto quelli che hanno scelto di vivere nelle tende per rimanere vicino alle loro case.
Proprio ieri si è diffusa a macchia d’olio l’ennesima protesta via Facebook dei cittadini indignati che chiedono “che fine hanno fatto” i soldi raccolti con gli SMS solidali al numero 45500.
Tutti ricordano che all’indomani del terremoto la Protezione Civile, con la collaborazione della Rai e degli operatori telefonici aveva attivato il numero 45500 tramite il quale era possibile donare 2 euro.
Il numero dell’sms solidale è stato nuovamente riattivato il 31 dicembre e sarà  attivo fino al 29 gennaio.
La Protezione Civile informa che con la prima raccolta fondi, promossa in seguito al terremoto del 24 agosto e chiusa il 9 ottobre, sono stati raccolti oltre 15 milioni di euro.
Con la seconda attivazione del numero solidale, a seguito alle scosse del 26 e del 30 ottobre, sono stati raccolti, fino al 30 novembre, 4.415.294,00 euro e altri 8.007.031,71 euro sono stati raccolti sul conto corrente “Emergenza Terremoto Centro Italia”.
Da quando è stata riattivato — per la terza volta — il numero 45500 sono stati raccolti 1.455.402,00.
A differenza delle precedenti questa nuova raccolta, dal nome “Ricominciamo dalle scuole” è destinata esclusivamente alla ricostruzione e la messa in sicurezza degli edifici scolastici delle regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo.
Fin qui per la mera contabilità , ma dove finiranno i soldi e perchè non sono ancora arrivati a destinazione?
Fermo restando che per la gestione dell’emergenza e gli aiuti immediati alle popolazioni terremotate il Governo e la Protezione Civile non fanno affidamento sui soldi raccolti tramite gli SMS ma su quelli appositamente stanziati, la spiegazione la dà  sempre la Protezione Civile:
le donazioni al numero solidale 45500 e i versamenti sul conto corrente bancario attivato dal Dipartimento della Protezione Civile confluiranno nella contabilità  speciale del Commissario straordinario alla ricostruzione e saranno gestite secondo le modalità  previste dal Protocollo d’intesa per l’attivazione e la diffusione di numeri solidali.
Quindi al momento quel denaro (soprattutto quello per la ricostruzione, che non è ancora iniziata) deve essere ancora utilizzato.
Questo non significa però che lo Stato non stia provvedendo alle necessità  degli sfollati anche grazie al Fondo Emergenze del MEF nel quale sono a disposizione 234 milioni di euro.
Ad esempio un recente decreto del Governo ha stanziato dieci milioni di euro per il sostegno dei settori del latte, della carne bovina dei settori ovicaprino e suinicolo.
Se da un lato è comprensibile il timore che i fondi raccolti vengano utilizzati nel modo sbagliato e quindi sarà  necessario vigilare sul modo in cui verranno spesi il fatto che i terremotati stiano in tenda sotto la neve non dipende dai fondi raccolti con gli SMS.
Inoltre bisogna ricordare che molti di quelli che hanno scelto di rimanere nelle tende (o in altre soluzioni abitative) lo hanno fatto per libera scelta.
Ad eccezione di coloro che proprio non potevano allontanarsi dalle zone colpite dal terremoto (pensiamo ad esempio agli allevatori che non possono abbandonare i loro animali) molti hanno acconsentito ad essere temporaneamente trasferiti all’interno di strutture alberghiere.
Una scelta difficile che diversi cittadini hanno visto come una sorta di deportazione e per questo hanno scelto di rimanere — con l’assistenza della Protezione Civile — negli accampamenti e nelle soluzioni abitative provvisorie allestite dalla Protezione Civile. Per quanto riguarda le cosiddette “casette” Umbria24 qualche giorno fa dava notizia dell’arrivo e dell’assegnazione dei primi moduli abitativi.

(da “NextQuotidiano”)

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TRUFFA AI TERREMOTATI: VENDEVANO CASETTE ON LINE E POI FUGGIVANO CON L’ACCONTO

Gennaio 18th, 2017 Riccardo Fucile

CI SONO ANCHE ITALIANI CHE APPROFITTANO DI CHI STA VIVENDO UNA TRAGEDIA

Vendevano online roulotte e case prefabbricate ai terremotati chiedendo somme in anticipo e rendendosi irreperibili subito dopo il versamento dell’acconto.
Tre persone, due uomini e una donna, sono state denunciate nell’ambito di tre diverse indagini effettuate dai Carabinieri del comando provinciale di Perugia. Le truffe sono avvenute a danno di tre terremotati della Valnerina che hanno risposto agli annunci di vendita pubblicati sul sito Subito.it.
In uno un residente di Cascia ha concordato l’acquisto, con trasporto incluso, di una roulotte per la cifra di 1200 euro versando un anticipo di 500 euro con bonifico bancario.
Dopo qualche giorno dal versamento l’acquirente non ha più ricevuto notizie del venditore fino alla conseguente denuncia dell’accaduto.
Grazie al conto corrente e agli indirizzi Ip utilizzati dai truffatori, i Carabinieri hanno identificato in pochi giorni un pregiudicato 44enne della provincia di Rovigo, con precedenti per reati simili, e la sua complice, una 32enne della provincia di Agrigento, incaricata di gestire le vendite.
La coppia agiva dalla Spagna, utilizzando due diversi conti, uno bancario da fornire nei giorni feriali e uno postale da utilizzare il sabato.
L’altro annuncio-truffa, pubblicato con foto sullo stesso sito di vendite online, proponeva la vendita di una casa mobile prefabbricata al prezzo di 4200 euro, con l’obbligo di versare in anticipo 2.000 euro.
A rispondere è un 44enne di Cascia con abitazione inagibile che, dopo aver effettuato il pagamento dei 2mila euro, ha denunciato la scomparsa del venditore. L’indagine ha permesso ai Carabinieri di risalire a un 50enne di origine sarda che contemporaneamente aveva tentato la vendita e riscosso altri 2mila euro di anticipo da una donna di Norcia.
“Sono i primi episodi di questo genere che monitoriamo nella Valnerina – spiega il capitano Marco Belilli, comandante della compagnia dei Carabinieri di Spoleto – nei giorni successivi al sisma del 24 agosto avevamo sventato un tentativo di truffa online ma in quel caso si trattava di una finta raccolta di fondi per le popolazioni terremotate. Nonostante il momento drammatico che vivono i cittadini del centro Italia sono tante le persone che cercano di approfittarsi della situazione. Invito a prestare molta attenzione alle operazioni online perchè chi agisce è molto accorto nel far sembrare le truffe più veritiere possibili”.
In questo caso per esempio i prezzi proposti per la vendita di roulotte e casa sono prezzi nella media del mercato dell’usato.
“Bisogna diffidare da chi chiede dei pagamenti anticipati e non versare mai acconti. E’ opportuno, quando possibile, verificare di persona la merce e preferire gli esercizi commerciali ai canali online”, conclude il capitano Belilli

(da “La Repubblica”)

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TRE VIOLENTI SCOSSE DI MAGNITUDO OLTRE 5 PUNTI, EPICENTRO ANCORA VICINO AMATRICE

Gennaio 18th, 2017 Riccardo Fucile

CROLLATO IL CAMPANILE DI SANT’AGOSTINO… I SINDACI: “SIAMO NEL DRAMMA”… SCOSSE SENTITE ANCHE A ROMA, FIRENZE E NAPOLI

Tre forti scosse di terremoto in un’ora, tutte sopra la magnitudo 5, tutte nel centr’Italia, tra L’Aquila e Rieti, ancora vicino ad Amatrice.
Luoghi che in questi giorni sono già  in piena emergenza neve. La prima scossa è stata avvertita intorno alle 10.25   tra il Lazio, l’Abruzzo e le Marche ed è stata avvertita anche a Roma a Firenze a Napoli e in Emilia.
La magnitudo è stata di 5,3, secondo le stime dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), ed è avvenuto tra L’Aquila e Rieti a una profondità  di 10 km. Dopo la prima scossa forte, ce ne sono state altre quattro di poco successive con magnitudo più alta del 3,2, poi, alle 11,14, la seconda forte botta, con magnitudo intorno a 5,5.
Ma la paura non è finita. Pochi minuti dopo, intorno alle 11,25, un nuovo tremore prolungato, sempre con epicentro vicino allo stesso punto, con i centralini del pronto intervento che a quel punto ricevevano migliaia di telefonate.
Nelle zone terremotate, nei comuni di Amatrice e Accumoli già  sepolti dalla neve sono stati segnalati alcuni crolli. Ad Amatrice è venuto giù quel poco che restava del campanile della chiesa di Sant’Agostino, e ha ceduto un cornicione della Scuola Alberghiera.
Ma è difficilissimo fare una stima dei danni e di eventuali feriti perchè i collegamenti viari con i luoghi più vicini all’epicentro sono quasi impossibili. Subito dopo la prima forte scossa un elicottero è decollato da Pescara e ora è in volo nella zona.
Tutte le stazioni dell’A24, l’autostrada che collega Roma, L’Aquila e Teramo, sono state chiuse per verificare la presenza di eventuali danni causati dalla scossa di terremoto. Lo fa sapere la società  Strada dei parchi. Secondo le rilevazioni Ingv le tre scosse si sono verificate a circa 30 chilometri a sud ovest di Ascoli Piceno e 110 km a nord di Roma.
Ad Acquasanta il sindaco lancia l’allarme. “Non so se le fortissime scosse di oggi hanno fatto altri danni: so che da stamani abbiamo una serie di black-out, anziani bloccati in casa dalla neve, che ha raggiunto un metro e mezzo di altezza, e intere frazioni isolate: Pian dell’Oro, Farno, Agore, Pozza, Pito, Venamartello. Ci servono mezzi pesanti per liberare le strade, subito” è l’appello di Sante Stangoni.
Il comune è uno dei più vicini nelle Marche all’epicentro del sisma odierno, con la gran parte degli abitanti sfollati lungo la costa già  dopo il terremoto del 24 agosto scorso. In montagna però sono rimasti gli allevatori: “vivono nei container, riscaldati elettricamente, e dunque ora sono al gelo”. I telefonini cellulari, “quando funzionano, sono l’unico mezzo di comunicazione”. Stangoni chiede che gli aiuti arrivino al più presto: “Non ci servono spalatori, ma spartineve”.
“È una situazione abbastanza complicata. Stiamo ricevendo i ritorni dal territorio, ovviamente il sisma è stato avvertito in maniera chiara su tutta la parte centrale fino alla Capitale. Al termine delle verifiche potremo dire se abbiamo avuto situazioni particolarmente difficili o meno”, ha detto a Skytg24 il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio. “In quella zona sta nevicando ormai da diverse ore, in maniera ininterrotta, e continuerà  a nevicare ancora per le prossime ore”.
“E’ lo stesso sistema di faglie attivato il 24 agosto, ma a generare il terremoto di oggi è un segmento diverso”, ha detto all’Ansa la sismologa Paola Montone, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

(da agenzie)

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TERREMOTO, PROTESTA AD ACCUMOLI NONOSTANTE IL GELO

Gennaio 15th, 2017 Riccardo Fucile

CRITICHE PER LA GESTIONE DEL DOPO-SISMA: “QUI NON SI VEDE NESSUNO, MENO SINDACI IN TV”

Nonostante il gelo e la neve, le frazioni di Accumoli, colpite dal terremoto, protestano contro la gestione del post-sisma.
L’iniziativa, che coinvolge residenti e non residenti, denuncia lo stato di abbandono del territorio da parte del governo e delle istituzioni.
A distanza di più di 4 mesi dal tragico sisma, la situazione è la stessa del 24 agosto.
Il freddo, la neve e il gelo, eventi più che prevedibili visto l’arrivo della stagione invernale che in queste zone è particolarmente rigida, hanno del tutto fermato le poche iniziative che lentamente erano state prese.
Persone sono giunte anche dalle Marche, da Capodacqua (Arquata del Tronto). Tutti per manifestare, uniti, per dire: “Non siamo meno di Norcia o Amatrice, dove gli interventi sono stati più tempestivi”.
Il dito è puntato sulle amministrazioni e sulle istituzioni, oggi assenti al sit-in. “Abbiamo invitato il sindaco. Dov’è? Perchè non c’è? Chiediamo di essere informati regolarmente sullo stato dell’arte della situazione” lamentano i cittadini.
“Dopo cinque mesi a Capodacqua non è stato ancora individuato il sito dove mettere le casette. Mentre a Norcia, dove il terremoto più grave è avvenuto in ottobre, le casette ci sono già . Tutte le amministrazioni devono fare qualcosa sul posto piuttosto che essere presenzialisti in tv”.

(da agenzie)

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A NORCIA PER NATALE ALLOGGIO SOLO PER 250 TERREMOTATI

Novembre 29th, 2016 Riccardo Fucile

IN UNA CITTA’ PIEGATA DALLA MORSA DEL GELO SI LAVORA PER I CONTAINER COLLETTIVI, MA PER NATALE I POSTI SARANNO LIMITATI… CIRCA 1.100 AVEVANO SCELTO L’ALBERGO, ALTRI 770 HANNO VOLUTO RESTARE IN ZONA IN ATTESA DEI CONTAINER

Zero gradi. La colonnina di mercurio dice che a Norcia, il borgo distrutto dal terremoto del 30 ottobre scorso, sta per arrivare la neve.
Il vento forte della notte (“in tenda sembrava di essere in mongolfiera”, racconta Antonio Massari) ha lasciato il posto al freddo gelido.
Lo sanno bene le persone che, dalle prime ore del mattino, si sono messe in fila davanti al tendone che si occupa di dare assistenza alla popolazione: vogliono sapere quando arriveranno i container e se è vero, come aveva annunciato il premier Matteo Renzi, che saranno pronti prima di Natale.
Anche se ha annunciato via Facebook che “le prime venti casette saranno pronte entro Natale”.
Proprio a questo proposito, al momento i responsabili del centro di coordinamento possono fornire un unico dato. Ovvero che oggi sono iniziati i lavori per realizzare un campo capace di ospitare 250 persone: “Sarà  pronto a dicembre”, garantisce la Protezione civile.
Si tratta di alloggi collettivi da 48 persone, divise in stanze per famiglia ma con i bagni in comune, di conseguenza le strutture in totale dovrebbero essere cinque e sostituiranno le tende in attesa che arrivino le casette di legno.
Il progetto, per quanto riguarda Norcia prevede però, container per 700 posti letto, quindi per vedere i villaggi al completo bisognerà  aspettare il nuovo anno.
Intanto i militari sono al lavoro in un grande spiazzo vicino Porta Romana, ingresso principale della città , per predisporre l’area all’arrivo dei container.
Tante persone, che fino ad ora hanno resistito dormendo nelle tende sociali da 40 persone pur di non lasciare il borgo, adesso cominciano a non farcela più a causa del freddo e per colpa della stanchezza dovuta a un mese trascorso da sfollati tormentati dalle continue scosse.
“Negli ultimi giorni in molti hanno chiesto di essere trasferiti negli alberghi, ma soprattutto chiedono quando arriveranno i container”, dicono i volontari dei Servizi sociali consapevoli che nelle strutture non ci sarà  spazio per tutti.
Lo dice il censimento registrato finora. Tra Norcia, Cascia, Preci e Monteleone sono 720 le persone che dormono in tenda, in roulotte davanti casa o che si sono sistemate autonomamente accanto ai campi.
Tutte loro chiedono i container. Ma ci sono anche coloro che vivono negli hotel.
Mille e cento hanno infatti scelto gli alberghi.
Dati che tuttavia mutano di giorno in giorno perchè c’è chi decide di affittare un appartamento piuttosto che vivere in albergo e chi invece dalle tende si trasferisce negli hotel.
In fila, per chiedere informazioni, ci sono Giulio Severini e la moglie Patrizia Scafi. Sono di San Pellegrino, una frazione di Norcia e subito dopo il sisma si sono trasferiti in una casa in affitto a Fiumicino: “Prima pagavamo 800 euro, ora me abbiamo trovata un’altra a 550, ma ancora i soldi destinati a chi sceglie la sistemazione autonoma non ce li hanno dati”.
Giulio e Patrizia tuttavia non vogliono restare lontani dal loro borgo e sono in fila per chiedere un posto nei container, quando saranno montati: “La mia paura è che si pensi solo a Norcia”, dice Patrizia.
In pratica che venga montato il campo a Norcia, dove i riflettori sono puntati, destinato a 250 persone, e poi niente più. “a me sembra tutto un’illusione”, dice Lucia Saveri mentre consuma il pasto nella tenda degli volontari dell’Anpas.
Anche Claudia Imperatore, anche lei seduta a mensa, punto di ritrovo per la popolazione è perplessa: “Il sindaco ha detto che i posti nei container saranno 250. Ma se solo a Norcia siamo 5000 persone, come si fa?”.
Dubbi e perplessità  mentre Norcia è piegata dalla morsa del gelo: “Non sappiamo niente. Solo che saranno container cumulativi”, dice Alassandra Rossi.
Dopo le tende sociali da 40 persone, ora una parte della popolazione si prepara ai container sociali:
“Ci dovremo spogliare e andare in bagno davanti a chissà  chi. Altrochè privacy. Siamo stanchi”.
(da “Huffingtonpost”)

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ECCO COME LA BUROCRAZIA FERMA CHI VUOLE AIUTARE I TERREMOTATI

Novembre 8th, 2016 Riccardo Fucile

IL CASO DI UN CITTADINO CHE METTEVA A DISPOSIZIONE DUE ALLOGGI GRATIS A PERUGIA, ABITABILI SUBITO

No, grazie. Hanno risposto così, dalla Protezione civile dell’Umbria, all’email di un cittadino che aveva offerto (gratis!) due appartamenti arredati e forniti di tutto, dalle lenzuola alle forchette, ai terremotati.
Lo racconta lo stesso Sperello di Serego Alighieri, che vanta tra gli antenati l’esploratore Pietro Savorgnan di Brazzà , Sebastiano Venier e Dante Alighieri: «Avevo sentito alla radio la Presidente dell’Umbria Catiuscia Marini che diceva che portavano terremotati in hotel sul Trasimeno. Allora ho telefonato alla Protezione civile offrendo gratuitamente agli sfollati due appartamenti miei a Perugia».
Prima precisazione: «Sono forniti di tutto il necessario, lenzuola, asciugamani…». Seconda: a un quarto d’ora d’autobus c’è la stazione di Perugia. Terza: «Sono disponibili da subito, anche questa sera».
E mica due sgabuzzini: una parte della cinquecentesca Villa Aureli, restaurata con criteri antisismici grazie anche a contributi statali dopo il terremoto del ’97: «Lavori fatti così bene che queste ultime scosse non hanno lasciato una crepa».
Risposta? «Mi è stato detto di mandare un email, cosa che ho fatto. Il giorno dopo, non avendo ricevuto risposta (mi pareva che fosse urgente…) ho rimandato il messaggio, magari non l’avevano avuto».
Macchè: «La ringraziamo per la sua gentile offerta in relazione alla crisi sismica iniziata il 24 agosto u.s. Al momento stiamo gestendo l’assistenza agli sfollati con l’allestimento di campi base sul territorio e alloggiamento in strutture alberghiere. Nel caso si rendessero necessarie ulteriori tipologie di alloggio terremo presente la sua proposta». Picche.
Per carità , ammette lo stesso Alighieri, «avranno le loro ragioni. Ma la mia preoccupazione è che ormai anche fare del bene viene burocratizzato e monetizzato. Non vorrei che la mia offerta lasciata cadere e quelle di mille altri su terremotocentroitalia.info/alloggi non vengano prese in considerazione perchè non sono controllabili e non comportano passaggi di denaro».
Pare impossibile.
Ma allora perchè lanciare gli appelli?

Gian Antonio Stella
(da “il Corriere della Sera”)

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