Ottobre 14th, 2010 Riccardo Fucile
UNO STUDIO DI LEGAMBIENTE ARRIVA A QUESTA CONCLUSIONE DOPO AVER CONFRONTATO IL RITMO ATTUALE DI SMALTIMENTO E LA STIMA FATTA DA VIGILI DEL FUOCO E CNR… SI PROCEDE A 150 TONN. AL GIORNO SU UN TOTALE DI 2.650.000 MC
L’Abruzzo rischia di essere libero dalle macerie del terremoto solo nel 2079. L’allarme
arriva da Legambiente che ha messo a confronto il ritmo attuale di smaltimento e la stima fatta a luglio da Vigili del fuoco e Cnr, che parla di 2.650.000 metri cubi di calcinacci da rimuovere in tutta l’area del terremoto.
Una stima che non è nemmeno certa, visto che gli stessi soggetti hanno dato stime diverse nelle stesse aree, negli stessi Comuni.
Una lentezza che, secondo l’associazione ambientalista, è dovuta a ritardi, indecisioni e rimpalli di responsabilità e che, certamente, rallenta anche la ricostruzione.
Rincara la dose il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente: «Da quando se ne occupa lo Stato, si procede a un ritmo di smaltimento di 150 tonnellate al giorno, contro le 600 di quando se ne occupavano i sindaci abruzzesi».
Una montagna di macerie che potrebbe far muovere l’economia post-terremoto tra smaltimento e riciclo.
Il governo, per la prima volta in Italia, ha deciso di classificare il materiale edile crollato come rifiuto solido urbano e non rifiuto speciale.
Ma la qualifica vale solo per le macerie crollate, non quelle dei ruderi ancora in piedi.
Una differenza che lascia perplessi aquilani e associazioni ambientaliste: a terra o in aria che siano, gli operatori del settore spingono perchè i calcinacci siano analizzati, differenziati e riciclati.
Secondo l’Anpar, l’Associazione nazionale produttori di aggregati riciclati, si potrebbe recuperare oltre il 90% delle macerie per riutilizzarle in altre opere edili.
Le macerie triturate, infatti, possono essere usate per sottofondi stradali, calcestruzzo a bassa e media resistenza, piste ciclabili e riempimenti.
Ci sarebbe anche un obbligo di legge.
Il decreto ministeriale 203 del 2003, infatti, obbligherebbe tutti gli enti pubblici a impiegare almeno il 30% di materiale riciclato nelle opere progettate.
Quello che succede in realtà , e non solo in Abruzzo, è che nei capitolati di appalto non viene nemmeno previsto l’utilizzo del materiale riciclato.
Un problema di norme allora ma anche di appositi impianti che in Abruzzo non ci sono.
E per ora non c’ è una parola definitiva nemmeno sui siti dove realizzarli, visto che una prima lista realizzata un anno fa è rimasta lettera morta.
Non hanno dubbi i tecnici tedeschi che, per il governo di Berlino, lavorano alla ricostruzione di Onna.
«Nessun piano generale – spiega Wittfrida Mitterer, coordinatrice del progetto – può partire senza lo sgombero delle macerie».
Insomma armatevi di pazienza ormai, più che di carriole.
Il nuovo miracolo berlusconiano resterà patrimonio di tre generazioni.
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Settembre 15th, 2010 Riccardo Fucile
SI INDAGA SULLA FORNITURA DI 7.300 ISOLATORI SISMICI INSTALLATI SENZA COPERTURA, CON OMOLOGAZIONI MANCANTI O ARRIVATE A COSE FATTE…ACQUISITI I DOCUMENTI DELL’APPALTO PRESSO LA PROTEZIONE CIVILE: ORA L’INDAGINE SARA’ AD AMPIO RAGGIO
La notizia, riportata ieri dal “Secolo XIX”, unico quotidiano che a suo tempo aveva “indagato”
sulla vicenda, che la Procura dell’Aquila indaga sugli isolatori sismici installati nelle cosiddette “case di Berlusconi”, è indice che qualcosa comincia ad emergere.
Parliamo della fornitura di 7.300 pendoli a scorrimento, montati nei pilastri delle 189 palazzine inaugurate dal premier il 29 settembre 2010.
Si tratta di dispositivi sofisticati e delicatissimi che avrebbero dovuto essere installati con la protezione anti-polvere.
L’inchiesta del Secolo XIX evidenziò invece che furono installati senza la necessaria copertura, con omologazioni mancanti o arrivate a cose fatte.
In pratica questi meccanismi, esposti alla polvere, non garantiscono più la antisismicità della struttura edilizia.
Nei giorni scorsi, su mandato della procura dell’Aquila, la polizia giudiziaria ha sequestrato presso la Protezione Civile di Roma, tutti gli incartamenti relativi all’appalto di ben 13 milioni di euro.
Una prima ipotesi di reato avanzata è quella di frode in pubbliche forniture che prevede una pena tra 1 e 5 anni.
Si cerca di capire perchè i due terzi delle molle antisismiche fossero prive di certificati di omologazione e degli attestati di qualificazione.
Non a caso la Protezione civile dovette correre ai ripari con un secondo appalto per coprire le “molle” e mettere una toppa a una storia imbarazzante. Il Secolo XIX, nella sua inchiesta, aveva recuperato il documento di 21 pagine, ora sequestrato dalla Procura abruzzese, in cui sono annotati anche tempi e modi delle certificazioni “a scoppio ritardato”.
Ma nel’occasione la Procura ha acquisito anche tutti gli atti relativi al pagamento e al montaggio dei dispositivi del progetto C.a.s.e., perchè senza quelle molle non avrebbe avuto alcun senso economico imbarcarsi in un investimento di 803 milioni di euro.
Le C.a.s.e. sono costate infatti 2.600 euro a metro quadro, quattro volte le casette di legno regalate dai tedeschi ad Onna e che gli sfollati abruzzesi continuano a ritenere la soluzione migliore.
L’ultima parola per fare chiarezza su questa vicenda ora spetterà alla magistratura.
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Settembre 1st, 2010 Riccardo Fucile
SENZA COPERTURA ISOLANTE LE MOLLE SI INGRIPPANO: E’ STATA MESSA SOLO NOVE MESI DOPO L’INAUGURAZIONE…ORA SONO PROTETTE DA UNA FASCETTA FACILMENTE RIMOVIBILE…LA FORNITURA DELLA DITTA ALGA, L’IMBARAZZO DEL MINISTERO E DELLA PROTEZIONE CIVILE
E’ una inchiesta del quotidiano “Secolo XIX” a svelare il retroscena dell’ennesimo
errore nella gestione del post-terremoto all’Aquila.
Molti ricorderanno quando, il 29 settembre 2009, Silvio Berlusconi e Guido Bertolaso inaugurarono le prime C.a.s.e. antisismiche, con rullo di tamburi e suono di fanfare.
Un progetto peraltro insufficiente a garantire un alloggio a tutti gli sfollati, visto che a tutt’oggi sono appena 15.000 gli aquilani che vi hanno trovato rifugio, mentre oltre 30.000 sono ancora senza casa.
E tutti e 45.000 sono sempre in attesa che abbia inizio la ricostruzione vera e propria e la rimozione delle macerie.
Ma torniamo alle C.a.s.e., ovvero Complessi Antisismici Sostenibili Ecocompatibili, che avrebbero dovuto garantire gli abitanti dalle eventuali successive scosse di terremoto.
In pratica nei garage di queste strutture abitative si trovano le piastre con i dispositivi antisismici, sistemati sui pilastri: consistono in molle particolari, dispositivi “a pendolo scorrevole” che consentono l’assorbimento delle scosse.
Queste molle sono il cuore tecnologico del progetto, ne sono state montate 7.300, per una spesa di 13,5 milioni di euro.
Senza di loro, non si giustificherebbe nemmeno l’investimento di 803 milioni di euro per l’intero progetto C.a.s.e..
La fornitura delle molle se la aggiudicarono due società , la milanese Alga e la padovana Fip.
Nel gennaio 2010, un deputato, Giuseppe Astore, eletto nell’Idv e poi passato al Gruppo misto, presenta una interrogazione nella quale solleva seri dubbi sull’efficacia dei dispositivi.
Mentre quelli della Fip infatti avevano superato test avanzatissi a San Diego, in California, quelli della Alga (pari ai due terzi del totale) risultavano sperimentati solo in Italia e quando già erano stati installati, prassi perlomeno sospetta.
Ma viene rilevato che hanno un grosso problema: sono privi di un meccanismo di protezione dagli agenti atmosferici che eviti che le molle si ingrippino.
E sono passati già quattro mesi dalla inaugurazione delle C.a.s.e.. Continua »
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Agosto 20th, 2010 Riccardo Fucile
3.500 I TERREMOTATI ANCORA IN ALBERGO, I CENTRI STORICI ABBANDONATI… SPRECO DI SOLDI PUBBLICI: 500.000 EURO PER PUNTELLARE UN PALAZZO, 60.000 UNA VILLETTA….LE BANCHE CHIEDONO GLI INTERESSI E DA NOVEMBRE ANCHE LE RATE DEI MUTUI, L’ENEL CONTINUA A MANDARE LE BOLLETTE DI CONSUMI MAI FATTI… NELLE C.A.S.E. I TUBI DELL’ACQUA PERDONO GIA’
Abbiamo seguito la vicenda terremoto fin dall’inizio con spirito critico, raccontando ciò
che non andava, unici tra i siti di area, presi quasi tutti ad elogiare gli spot governativi, preferendo nascondere la polvere sotto il tappeto.
Più passava il tempo e più ci rendevamo conto che all’Aquila il governo non aveva fatto alcun “miracolo”, ma solo ordinaria amministrazione, sbagliando strategia e puntando solo sull’effetto mediatico delle C.a.s.e. prefabbricate, con lenzuola firmate e pasticcini.
Non a caso, da oltre 7 mesi il premier in Abruzzo non si è fatto più vedere, anche perchè il tempo della luna di miele si è tramutato in contestazioni aperte, fin sotto le finestre di palazzo Chigi a Roma.
Il reportage di Fabrizio Gatti sull’Espresso di questa settimana fa il punto della situazione, elencando dati ufficiali e verificando l’evoluzione della situazione sul posto.
Con situazioni assurde: gente cancellata dall’elenco telefonico che però continua a ricevere le bollette di abbonamento Tv, luce, gas , centro storici abbandonati a se stessi, un’altra estate trascorsa senza nessun accenno di inizio della ricostruzione.
Solo 18.000 persone hanno avuto una casetta prefabbricata, 30.000 gli sfollati che non l’hanno avuta, 3.500 quelli ospitati ancora in albergo, 15.000 senza lavoro, macerie mai rimosse.
Puntellamenti di case che si sarebbero potute abbattere costati 500.000 euro per un palazzo e 60.000 euro per una villetta, tubi zincati venduti in esclusivi dalle Acciaierie Marcegaglia a 3,40 euro al metro e giunti cardanici a 1,98 euro.
Tutti soldi pubblici.
Un assessore regionale del Pdl costretta a dimettersi per un diamante da 15.000 euro ricevuto in regalo da una ditta appaltatrice.
E il problema dei mutui passati per una casa che non c’è più, su cui le banche fanno pagare gli interessi: e da novembre riprenderanno anche le rate. Continua »
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Agosto 2nd, 2010 Riccardo Fucile
L’ACCUSA E’ ATTIVITA’ ILLECITA PER OTTENERE VANTAGGI PER LA RICOSTRUZIONE POST TERREMOTO: EZIO STATI ERA GIA’ STATO CONDANNATO IN PASSATO PER FINANZIAMEMTO ILLECITO….LA FIGLIA DANIELA, ASSESSORE PDL ALLA PROTEZIONE CIVILE, ACCUSATA DI CORRUZIONE E INTERDETTA DALLA CARICA
L’ex assessore regionale abruzzese Ezio Stati (Dc e poi FI), padre dell’attuale assessore Daniela, e altre tre persone sono state arrestate nell’ambito di un’inchiesta coordinata dal procuratore della Repubblica dell’Aquila, Alfredo Rossini.
Sarebbero implicati in un’attività illecita “al fine di ottenere il vantaggio di essere inseriti nella lista di beneficiari per fatti e atti connessi alla ricostruzione post sisma del 6 aprile 2009”.
Ezio Stati, già condannato per finanziamento illecito ai partiti, era stato tesoriere della Democrazia Cristiana.
Nel 2000 era capogruppo regionale di Forza Italia ma fu costretto alle dimissioni perchè passò in giudicato la sentenza di condanna relativa alla precedente vicenda giudiziaria.
La figlia, Daniela Stati, assessore regionale alla Protezione civile, ambiente e rifiuti, è stata interdetta dalla carica e si è dimessa.
Gli altri tre coinvolti nell’inchiesta sono il compagno della Stati, Marco Buzzelli, al quale sono stati concessi i domiciliari, l’ex deputato di FI Vincenzo Angeloni, e Sabatino Stornelli, ex amministratore delegato di Telespazio e attuale amministratore delegato di Selex Service Management, società di Finmeccanica.
Per quest’ultimo è stao deciso l’obbligo di dimora nel Comune di Roma.
“Le indagini continuano a ritmo serrato, ci possono essere altri sviluppi – ha detto il procuratore Rossini, che ha spiegato che il reato ipotizzato è quello di corruzione . ”
L’assunto accusatorio è sostenuto da uno scrupoloso lavoro di riscontro che non consente lettura dei fatti alternativa a quella proposta al giudice per le indagini preliminari dell’Aquila”. Continua »
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Luglio 21st, 2010 Riccardo Fucile
UN ALBERGATORE HA ACCUMULATO DEBITI PER 500.000 EURO… PRIMA LA PROTEZIONE CIVILE PAGAVA IN RITARDO, ORA CHE LE COMPETENZE SONO PASSATE ALLA REGIONE NON PAGA PIU’ NESSUNO… TUTTI I TERREMOTATI OSPITATI IN ALBERGHI A RISCHIO SFRATTO…LA REGIONE NON HA SOLDI, IL GOVERNO NON LI HA DATI
“Quando l’emergenza era gestita dalla Protezione civile abbiamo ricevuto i primi pagamenti. Ora che è tutto in mano alla Regione, non vediamo più un euro”. Così l’operatore ha accumulato debiti per 500 mila euro ed entro giovedì vuole che i terremotati liberino le stanze. E il suo caso non è l’unico, come testimonia il giornale abruzzese “Il Centro”.
Gli ultimi ospiti provenienti dall’Aquilano dovranno riconsegnare le camere entro fine settimana.
“Siamo allo stremo delle forze”, si lamenta il titolare dell’hotel che parla a nome di tutti i suoi colleghi che dal 6 aprile del 2009 hanno messo a disposizione le loro strutture per le vittime del terremoto.
Sono 130 le strutture ricettive del Teramano, sempre secondo il quotidiano “Il Centro”, coinvolte nell’emergenza e tutt’ora, secondo i dati aggiornati al 13 luglio sul sito internet del commissario per la ricostruzione, in provincia di Teramo sono ospitati 792 aquilani rimasti senza casa.
Il contratto sottoscritto più di un anno fa dagli albergatori teramani prevede il rimborso di un primo acconto delle spese al momento della presentazione della fattura e il saldo entro i 60 giorni successivi.
Cosa mai avvenuta peraltro.
“Fino a quando c’è stata la Protezione civile a gestire l’emergenza abbiamo ricevuto pagamenti posticipati, ma con regolarità “.
Dal 1 º gennaio la competenza dei rimborsi è passata alla Regione e i bonifici bancari inviati sono diventati rarissimi.
“Ne abbiamo ricevuti un paio, mentre prima ne arrivava circa uno al mese”, spiega ancora l’albergatore. “A queste condizioni non posso più ospitare nessuno. Rischio il fallimento”.
L’ultimo bonifico l’albergatore l’ha ricevuto a metà giugno, ed era riferito al saldo delle spese di agosto 2009.
Praticamente quasi un anno di attesa. Continua »
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Luglio 12th, 2010 Riccardo Fucile
LA “MAGGIORANZA STABILE” NON ESISTE PIU’, IL PDL PURE…. SONO RIUSCITI A SCONTENTARE TUTTI, NON ERA FACILE… I CASINI INTERNI NON SI TAPPULLANO CON QUELLO DELL’UDC…TROPPI INQUISITI E TROPPE CORRENTI FANNO MALE ALLA SALUTE
Sarà il caldo afoso che sta annichilendo gli italiani, sarà l’aspirazione insita nei cittadini di avere un governo trasparente e dalle porte aperte: certo che l’immagine del Colosseo è quello che più si attanaglia alla politica dei palazzi romani e padani di questi tempi.
Sarebbe interessante ogni tanto andarsi a rileggersi il famoso programma del centrodestra di due anni fa e guardare la situazione che stiamo vivendo. Siamo come la pubblicità della Rai: di tutto di più.
Ci sono ad esempio stati due avvenimenti importanti in questi due anni: il G8 è finito con i massimi vertici della Protezione civile e imprenditori inquisiti e arrestati, il terremoto dell’Aquila è terminato con altri inquisiti e le manganellate ai terremotati al posto della ricostruzione.
Cambiamo inquadratura: “maggioranza solida e coesa”, “ampio margine per governare”.
Siamo alla conta perenne, al voto di fiducia istituzionalizzato, a decine di volte in cui il governo è finito sotto.
Sono arrivati a fare la corte a Casini per 35 miseri voti, per poter tamponare la minaccia dei finiani (gli unici che hanno avuto il coraggio di porre questioni politiche), in un flusso continuo di spot promozionali, promesse mai mantenute, dichiarazioni senza capo nè coda.
Siamo arrivati a definire “riforma della scuola” dei tragici tagli al personale, “riforma della giustizia” le legge ad personam del premier, “riforma federalista” la patacca della sottrazione di soldi alle regioni e la garanzia di nuove tasse locali a breve, “linea dura sulla sicurezza” una politica volta a eliminare gli sbarchi a Lampedusa ( facendo fare il lavoro sporco a Gheddafi per 5 miliardi di dollari), violando le convenzioni internazionali che abbiamo pure firmato, salvo però far entrare in aereo dieci volte gli immigrati che abbiamo respinto in mare.
Il tutto condito con ministri costretti a dimettersi perchè qualche imprenditore gli ha comprato casa a sua insaputa, altri divenuti tali per usufruire del legittimo impedimento e dipartiti il 17° giorno, nonchè sottosegretari con piedaterre incorporato gratuito. Continua »
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Luglio 7th, 2010 Riccardo Fucile
DALLO CHAMPAGNE E DALLE LENZUOLA RICAMATE ALLE BOTTE DELLA POLIZIA: LA FINE DEL BLUFF…. SI VOLEVA IMPEDIRE CHE CINQUEMILA AQUILANI PROTESTASSERO SOTTO PALAZZO CHIGI: CHI HA ORDINATO LA CARICA DELLA POLIZIA CONTRO CITTADINI INERMI DEVE PAGARE… UNA DESTRA VERA AIUTA I PIU’ DEBOLI, NON FA SPRANGARE CHI DIFENDE I PROPRI DIRITTI
“Non siamo criminali, siamo soltanto quattro terremotati che vogliono essere trattati come italiani”. Così si esprime Vincenzo Banetti, uno dei giovani feriti in piazza Venezia durante gli scontri con le forze dell’ordine.
Il ragazzo ha un cerotto sulla testa e una borsa per il ghiaccio.
Vincenzo racconta di essere stato colpito da una manganellata della forze di polizia, proprio lui che dal giorno del terremoto vive in una baracca e per questo è venuto a manifestare a Roma.
Mostra con orgoglio la t-shirt insanguinata con la quale gli hanno prestato le prime cure.
«L’Aquila non può crollare: è una città che sa volare».
Era iniziata stamane con questa scritta sulle magliette la manifestazione di 5.000 abruzzesi che si erano radunati a Roma per esprimere tutta la loro rabbia
Da piazza Venezia, volevano arrivare in corteo sotto al Parlamento, ma polizia e carabinieri hanno sbarrato loro ogni accesso da via del Corso e via del Plebiscito dove risiede il premier Berlusconi.
Momenti di tensione: lancio di bottigliette e qualche spintone, poi manganellate anche per il sindaco de L’Aquila, Massimo Cialente, e il deputato Giovanni Lolli.
Dopo una trattativa , le forze dell’ordine hanno lasciato entrare i manifestanti in via del Corso e il corteo ha potuto iniziare a sfilare.
Ma davanti piazza Colonna un nuovo blocco e nuovi scontri.
A farne le spese un ragazzo rimasto ferito e con il volto coperto di sangue che è stato medicato in un bar.
I manifestanti volevano solo raggiungere la sede della Camera e nel pomeriggio quella del Senato per chiedere la sospensione delle tasse che da dicembre i cittadini dovrebbero ricominciare a pagare al cento per cento (alcuni hanno già iniziato a versarle dal primo luglio).
Chiedono il congelamento dei mutui e delle tasse, oltre a una serie di misure di sostegno all’occupazione e all’economia inquadrate in una legge che preveda procedure efficaci per la ricostruzione e finanziamenti certi.
«Non si tratta di privilegi, siamo qui per difendere la nostra sopravvivenza».
Tra i terremotati aquilani che manifestavano c’è anche una delegazione della polizia aquilana.
Hanno con loro una sagoma di un poliziotti ferito da un pugnale e con sopra una scritta: “L’Aquila pugnalata”.
Un paradosso: poliziotti che manganellano per ordini dall’alto, altri che manifestano. Continua »
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Luglio 1st, 2010 Riccardo Fucile
LA CONFUSIONE E’ TOTALE: GLI EMENDAMENTI DEL GOVERNO SONO ANCORA DA APPROVARE E IL TEMPO E’ SCADUTO…BUSTE PAGA SUBITO RIDOTTE PER DIPENDENTI E PENSIONATI, SOSPENSIONE FINITA PER BOLLO AUTO E CANONE RAI…..E RITORNANO I PEDAGGI SULLE AUTOSTRADE
Nonostante tante promesse e annunci di proroga, di fronte alle proteste che i cittadini aquilani avevano portato fin sotto le finestre di Palazzo Chigi, nonostante gli emendamenti annunciati per un ulteriore congelamento delle tasse fino al 1 gennaio 2011, alla fine i terremotati dell’Aquila si troveranno le buste paga più leggere, a cominciare dai lavoratori dipendenti e dai pensionati.
Il tutto perchè un conto sono le dichiarazioni di intenti, il “vedremo di provvedere”, il “stiamo predisponendo”, altro è approvare realmente gli emendamenti promessi.
Si è così arrivati al 1 luglio e il governo ha rimediato un’altra figura barbina: solo per non essersi mosso a tempo debito, considerando che chi non ha una casa e un lavoro non si capisce come possa permettersi di pagare le tasse.
L’unica cosa certa è che le prime buste paga tassate, col prelievo a monte di Irpef, contributi e addizionali varie, saranno quelle di pensionati e lavoratori dipendenti, le uniche due categorie che non potranno sperare in ulteriori dilazioni.
Il nuovo torneranno a pagarlo, e da subito: non ci saranno miracoli. .
Non è ancora chiarito poi se la soglia dei 200mila euro di fatturato (volume d’affari del 2008, chi lo supera è considerato, dal governo, in grado di ripagare da subito) resterà legata solo alle imprese oppure anche alle persone fisiche, cioè al popolo delle partite Iva (commercianti, artigiani, professionisti) su cui il commissario Gianni Chiodi ha garantito sulla proroga dell’esenzione, con conseguente slittamento al 20 dicembre 2011.
Questo elemento non è stato chiarito a sufficienza.
C’è intesa solo sul pagamento delle vecchie tasse.
Si tornerà a pagarle da gennaio 2011, in 60 rate mensili, al 100%, mentre nei casi dei terremoti dell’Umbria e delle Marche era stato abbuonato il 60%.
Nelle abitazioni stanno tornando le bollette delle utenze domestiche.
In molti casi annunciate da moduli (come nel caso dell’Enel) che chiedono di conoscere lo stato degli immobili per poter usufruire delle tariffe agevolate. Continua »
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