FLOTILLA, LE ACCUSE AL PAESE TERRORISTA DI ISRAELE DI THIAGO E SAIF: “PICCHIATI VIOLENTEMENTE E LASCIATI SENZA SENSI”
LA DENUNCIA DEGLI AVVOCATI: “SONO STATI LEGATI E BENDATI, COSTRETTI A RIMANERE PER ORE SDRAIATI SUL PAVIMENTI A FACCIA IN GIU’
“È stato trascinato a faccia in giù sul pavimento e picchiato così violentemente da
perdere i sensi due volte.” È uno dei passaggi più duri emersi dalle testimonianze raccolte dagli avvocati dell’organizzazione Adalah, che hanno incontrato per la prima volta nel carcere di Shikma, ad Ashkelon, i due attivisti della Global Sumud Flotilla rimasti in custodia israeliana dopo l’intercettazione in acque internazionali vicino a Creta.
Si tratta del brasiliano Thiago Ávila e dello spagnolo-svedese di origine palestinese Saif Abukeshek, gli unici a non essere stati rilasciati. Entrambi hanno riferito di violenze e condizioni di detenzione particolarmente dure durante le ore trascorse sotto il controllo della marina israeliana e nei giorni successivi.
Ávila, che presenta lividi evidenti al volto e dolori alla mano, ha raccontato di essere rimasto bendato e isolato per oltre due giorni, senza contatti con l’esterno, prima del trasferimento nel centro di detenzione. Ora si trova in una cella senza finestre. Ha riferito di essere stato interrogato dall’agenzia di intelligence Shabak e informato di un possibile coinvolgimento anche del Mossad, con l’accusa di “affiliazione a un’organizzazione terroristica”, senza che venissero forniti ulteriori dettagli.
Anche Abukeshek ha descritto un trattamento simile: “è stato tenuto legato e bendato, e costretto a rimanere sdraiato a faccia in giù sul pavimento dal momento del suo arresto fino a questa mattina”, riportando lividi al volto e alle mani. Anche per lui sarebbe stato avviato un interrogatorio con accuse analoghe.
Le accuse della Flotilla: Israele ha violato il diritto internazionale
Entrambi gli attivisti hanno iniziato uno sciopero della fame, assumendo solo acqua. Compariranno domani, domenica 3 maggio 2026, alle 9:30 davanti al Tribunale di Ashkelon per un’udienza relativa alla proroga della loro detenzione. Per Adalah, quanto riferito dai due attivisti rappresenta una violazione del diritto internazionale: isolamento, bendatura prolungata e percosse vengono indicati come pratiche incompatibili con gli standard previsti, così come gli interrogatori condotti in queste condizioni.
La Global Sumud Flotilla sottolinea che il caso “riflette le condizioni cui i palestinesi sono stati sottoposti per anni sotto assedio, occupazione e detenzione” e aggiunge che “questi sviluppi si aggiungono a precedenti testimonianze oculari di partecipanti rilasciati, secondo cui Saif Abukeshek sarebbe stato sottoposto a torture e gravi abusi durante la detenzione a bordo della nave militare prima del trasferimento”.
Secondo il movimento, la detenzione die due attivisti solleva “gravi preoccupazioni riguardo a detenzione arbitraria, negazione del giusto processo e violazioni del divieto assoluto di tortura previsto dal diritto internazionale”. Viene inoltre contestato il trasferimento forzato dalle acque internazionali verso Israele, definito una “grave violazione del diritto internazionale”.
Il racconto dell’abbordaggio a Fanpage.it
Le testimonianze raccolte nelle ore successive all’operazione contribuiscono a delineare un quadro più ampio. L’attivista Martina Comparelli, parlando a Fanpage.it, ha raccontato: “Le persone sono state perquisite dall’esercito e poi sono state lasciate sulla barca in avaria nel mezzo del Mediterraneo”, riferendo quanto raccolto dai membri dell’equipaggio.
Secondo questi racconti, alcune imbarcazioni sarebbero state circondate e colpite da spari durante la notte. Alcuni colpi, ha spiegato, sarebbero stati esplosi ad altezza uomo, con una testimone che ha riferito che “una le è passata vicino alle costole”. Dopo l’abbordaggio, una delle barche sarebbe stata lasciata in mare aperto senza assistenza, con il motore fuori uso.
Complessivamente, circa 175 attivisti sono stati fatti sbarcare a Creta, mentre delle navi coinvolte si sarebbe persa traccia. Proprio la sorte di Ávila e Abukeshek aveva inizialmente alimentato interrogativi, poi confermati dal trasferimento in Israele per essere interrogati.
(da Fanpage)
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