GRAZIE AGLI IMMIGRATI 12,6 MILIARDI DI IRPEF: IL CONTRIBUTO CHE SOSTIENE ANCHE IL FUTURO DELL’ITALIA
CINQUE MILIONI DI CONTRIBUENTI NATI ALL’ESTERO DICHIARANO QUASI 88 MILIARDI DI REDDITI
I contribuenti nati all’estero in Italia hanno superato quota cinque milioni e, nel 2025, hanno dichiarato complessivamente 87,9 miliardi di euro di redditi, versando 12,6 miliardi di euro di Irpef. È la fotografia scattata dalla Fondazione Leone Moressa sui dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che mostra come la presenza degli immigrati non rappresenti soltanto una componente del mercato del lavoro, ma anche una parte significativa delle entrate fiscali del Paese.
I livelli più alti mai registrati
Rispetto al 2014 il numero dei contribuenti nati all’estero è cresciuto del 39,2%, raggiungendo i livelli più alti mai registrati. Anche il gettito fiscale ha toccato il massimo storico. In media, ciascun contribuente immigrato dichiara 17.670 euro all’anno, contro i 26.920 euro dei contribuenti nati in Italia, e versa 3.310 euro di Irpef, circa la metà rispetto agli italiani. Un divario che non dipende tanto da una minore partecipazione al lavoro, quanto dalla maggiore concentrazione degli stranieri nei settori meno retribuiti, dalla discontinuità occupazionale e dalla ridotta presenza tra imprenditori e percettori di redditi da capitale.
La platea dei lavoratori stranieri
La distribuzione dei redditi conferma infatti che il 38,2% dei contribuenti nati all’estero dichiara meno di 10 mila euro l’anno, una quota nettamente superiore rispetto al 23,4% registrato tra i nati in Italia. Nonostante questo, il loro contributo complessivo alle casse dello Stato continua ad aumentare grazie alla crescita dell’occupazione e della platea dei lavoratori stranieri.
La Lombardia si conferma la regione in cui il contributo fiscale degli immigrati è più consistente, con oltre 3,4 miliardi di euro di Irpef versata, seguita da Veneto ed Emilia Romagna. In queste aree la presenza di lavoratori stranieri è ormai strutturale in comparti come industria, logistica, edilizia, agricoltura, assistenza familiare e servizi.
Il sostegno al sistema previdenziale
Ma i numeri raccontano anche qualcosa che va oltre il fisco. In un Paese che continua a perdere nascite e ad aumentare l’età media della popolazione, ogni lavoratore che versa imposte e contributi rappresenta anche un sostegno al sistema previdenziale. Le pensioni pagate oggi sono finanziate in larga parte dai contributi dei lavoratori attivi: se questi diminuiscono, mentre cresce il numero dei pensionati, l’equilibrio diventa sempre più difficile.
Politiche per aumentare l’occupazione
Naturalmente questo non significa che l’immigrazione, da sola, possa risolvere i problemi demografici o della previdenza italiana. Servono politiche per aumentare l’occupazione, favorire salari più alti, contrastare il lavoro irregolare e sostenere la natalità. Tuttavia, i dati mostrano che milioni di lavoratori stranieri già oggi contribuiscono al finanziamento del welfare, pagando imposte e contributi pur percependo, mediamente, redditi inferiori rispetto agli italiani.
Il dibattito sull’immigrazione
Il dibattito sull’immigrazione resta inevitabilmente attraversato da temi come sicurezza, integrazione e gestione dei flussi. Accanto a questi aspetti, però, esiste una dimensione economica difficilmente contestabile: quella di persone che lavorano, producono reddito e contribuiscono al finanziamento dei servizi pubblici
e del sistema pensionistico. Ignorare questo contributo significherebbe rinunciare a a una parte importante della fotografia reale dell’Italia di oggi.
(da Repubblica)
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