IL BLITZ DI SALVINI AI LAVORI PUBBLICI PER L’OK AL PONTE
TRA I NOMI ANCHE UN COMPONENTE DELLA SOCIETA’ STRETTO DI MESSINA SPA
Ci sarebbe stato tempo fino a dicembre 2026 ma il Consiglio superiore dei lavori pubblici è stato rinnovato proprio adesso, mentre è chiamato a pronunciarsi su uno dei passaggi più delicati del progetto Ponte sullo Stretto.
Matteo Salvini ha emanato un decreto ministeriale il 6 luglio, salvo poi ritirarlo e firmarne un altro undici giorno dopo. Tra i nomi, che fanno parte del comitato, anche un componente del comitato scientifico della società Stretto di Messina Spa, Mauro Dolce, professore di tecnica delle costruzioni all’università di Napoli Federico II, e un iscritto al comitato Ponte Subito, Giuseppe Roberto Tomasicchio, professore di costruzioni idrauliche e marittime presso l’università del Salento.
Non certo due figure ostili all’opera. «È un blitz inaccettabile», denuncia il co-leader di Avs, Angelo Bonelli, facendo riferimento alla volontà di Salvini di condizionare il responso.
Le date, per capire la vicenda, sono importanti. A giugno il ministro dei Trasporti e l’amministratore delegato della società Pietro Ciucci hanno comunicato che l’iter approvativo del ponte sarà completato entro la fine di questa estate, potendo così avviare la fase realizzativa nell’ultimo trimestre dell’anno.
Un mese dopo l’annuncio, l’intera struttura chiamata a dare il parere è stata rivoluzionata. Diversi nomi sono stati confermati, altri invece, tra cui Dolce e Tomasicchio, sono al loro debutto, alle prese con il Ponte sullo Stretto.
Fanno parte del comitato, come previsto, componenti del Consiglio di Stato, della Corte di conti, dell’avvocatura dello Stato, del Consiglio degli ingegneri, degli architetti e dei geologi. E poi ci sono, sempre tra i componenti effettivi, professori universitari.
Il progetto del Ponte sarà quindi esaminato dall’Assemblea generale del Consiglio superiore dei lavori pubblici, mentre il parere tecnico verrà predisposto dalla Commissione speciale dell’organismo, chiamata a valutare gli approfondimenti richiesti dopo le osservazioni formulate dalla Corte dei conti e recepite dal ministero e dalla società Stretto di Messina.
In base al decreto, il Consiglio dovrà esprimersi non sull’intero progetto ma su alcuni aspetti tecnici specifici di quest’opera come sulle altre. E per quanto riguarda il ponte si parla di sicurezza, durabilità del sistema di sospensione, verifiche geotecniche e sismiche nell’area dello Stretto, ma anche stabilità rispetto alle sollecitazioni del vento e valutazione degli impatti ambientali. Il parere rappresenta uno degli ultimi passaggi tecnici prima del nuovo esame del progetto da parte del Cipess e del successivo controllo della Corte dei conti. «Invieremo questi atti agli organismi competenti ma Salvini dovrà rispondere in aula alla mia interrogazione che ho già presentato su questo conflitto d’interesse», annuncia Bonelli che dà appuntamento al ministro delle Infrastrutture e trasporti al question time in programma domani alla Camera.
«Di fronte alla crisi economica, sociale il governo Meloni vuole spendere 14,5 miliardi di euro senza nemmeno dare le opportune garanzie e di fronte ad un’inchiesta per corruzione», sottolinea il co-leader di Avs ricordando che «già con la commissione Via, quella che si occupa di valutazione dell’impatto ambientale, abbiamo assistito al cambio dei membri della commissione una settimana dopo aver emesso il parere sul ponte. Ci troviamo di fronte ad un film già visto, un brutto film».
Il parere della commissione Via era stato favorevole, ma erano state inserite prescrizioni ambientali e di salvaguardia del territorio, ma il ministero guidato da Salvini non aveva gradito.
(da ilfattoquotidiano.it)
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