IL PIANO DEGLI EX PARLAMENTARI CHE VOGLIONO CACCIARE SALVINI E FAR RINASCERE LA LEGA NORD
LA LEGA DI SALVINI E’ NEL CAOS, ECCO COSA STA SUCCEDENDO
La Lega di Salvini è nel caos, dopo l’iniziativa lanciata ieri da alcuni ex parlamentari leghisti, tra cui Gianluca Pini: è stato creato il Comitato per la convocazione del Congresso federale della Lega Nord per l’indipendenza della Padania, per scongelare il vecchio partito, di cui era presidente a vita Umberto Bossi, e resuscitare il vecchio simbolo. Ira di Salvini: “Chi ha patteggiato per corruzione è disposto anche a farsi interamente carico dei 49 milioni di debiti che la Lega per Salvini Premier ha trovato in eredità e che sta tuttora pagando?”.
Il partito di Salvini è nel caos. Alcuni ex parlamentari leghisti sfidano il leader nel tentativo di far risorgere la vecchia Lega Nord, il partito di cui era presidente a vita Umberto Bossi. La mossa di un gruppo di ex parlamentari e segretari provinciali, che hanno creato il Comitato per la convocazione del Congresso federale della Lega Nord per l’indipendenza della Padania, dopo 9 anni di silenzio, ha generato un terremoto nel Carroccio.
Non si stiamo parlando appunto di un eventuale Congresso della ‘Lega Salvini premier’, ma di quello che resta della vecchia Lega, congelata dal 2017 – anno di fondazione della Lega per Salvini premier da parte dell’attuale segretario – e mantenuta in vita come “bad company”, costretta pagare i 49 milioni che il Carroccio deve restituire allo Stato.
Il piano del Comitato per il Congresso, che si è costituito il 28 agosto a Forlì, promosso tra gli altri dall’ex parlamentare leghista Gianluca Pini, punta a mettere fine alla gestione commissariale di Igor Iezzi, molto vicino al Capitano, eleggere un segretario del partito e presentarsi così alle elezioni politiche 2027 contro la Lega targata Salvini.
Il pericolo per Salvini sarebbe dietro la porta, perché un eventuale sdoppiamento della Lega potrebbe portare gli esponenti leghisti insofferenti e delusi della sua leadership a spostarsi in una nuova-vecchia Lega, completamente rinnovata e più orientata a soddisfare gli interessi dei territori del Nord.
Che nella Lega si agitassero tensioni e malcontento per la guida Salvini era chiaro da un po’, sopratutto da quando nelle scorse settimane il governatore della Lombardia Attilio Fontana ha messo sul tavolo di un possibile passo indietro del segretario, condividendo i dubbi sulla leadership con altre figure di spicco nella galassia leghista, come Luca Zaia, Massimiliano Fedriga, Massimiliano Romeo e Maurizio Fugatti. La fronda ‘nordista’ è sempre più preoccupata per la gestione Salvini, che ha fatto scivolare la Lega sotto il 5%, e per l’avanzata del partito di Vannacci, Futuro Nazionale.
Ora però Fontana giura che non c’entra con questa nuova operazione. “Ho sentito anche io di questa iniziativa, ma non c’entra assolutamente niente con il discorso che stiamo portando avanti con Salvini”, ha commentato ieri subito dopo l’ufficializzazione dell’iniziativa degli ex parlamentari della Lega Nord, che ha scatenato l’ira del capo.
Sfida aperta a Salvini, Lega nel caos
Gli obiettivi dell’iniziativa promossa da Pini sono chiari: convocare il congresso Federale della Lega Nord, resuscitare il simbolo con l’Alberto da Giussano, “prestato” alla nuova Lega di Matteo Salvini, e da lì rilanciare una linea politica che abbandoni “il sovranismo fallimentare” che ha portato avanti l’attuale vicepremier e ministro dei Trasporti. Dal 2017 come dicevamo la Lega Nord è congelata. L’inchiesta sulla presunta sparizione di 49 milioni di euro di rimborsi elettorali, che secondo gli inquirenti sarebbero stati utilizzati in modo illecito, ha portato al sequestro dei conti e a una condanna alla restituzione allo Stato. Salvini per potersi proiettare sulla scena politica, ha fondato un soggetto nuovo, la ‘Lega Salvini premier’, nata anche per sancire un cambio totale di linea, costruendo un partito in grado di parlare anche al Centro e al Sud.
Nel frattempo la Lega Nord è rimasta formalmente attiva, proprio perché è il soggetto tenuto a saldare i 49 milioni: quel debito viene saldato in modo graduale tramite trattenute e rate mensili costanti, spalmate per i prossimi 67 anni. Pini a quanto risulta, da tre giorni sta raccogliendo le firme per costringere il commissario della Lega Nord, il fedelissimo salviniano Igor Iezzi, a convocare il Congresso: “Siamo a oltre 200 firme in pochi giorni, e ora che la notizia è deflagrata non potranno che aumentare rapidamente”, è il ragionamento di Pini.
Da 9 anni infatti, dal 31 gennaio 2020 gli organi federali della Lega Nord sono commissariati: l’ultimo congresso del partito nordista è stato celebrato nove anni fa.
La reazione dei salviniani
Salvini non ha commentato direttamente l’operazione, ma ha affidato la sua replica a fonti del partito a lui vicine. È evidente però che il ministro e vicepremier sia in difficoltà, e lo si vede anche dalle sue ultime dichiarazioni, nelle quali ha rispolverato uno dei vecchi cavalli di battagli del partito, la castrazione chimica, evocata ancora una volta come soluzione contro gli stupri nella vicenda della scarcerazione del molestatore 42enne di Torino.
Dalla Lega ieri hanno fatto filtrare un sentimento di “sorpresa” di fronte all’iniziativa di Pini. A proposito di chi ora chiede un congresso della Lega Nord, fonti dell’entourage di Salvini ganno notare “che coloro che hanno rischiato di uccidere laLega ora si rifanno vivi in cerca di una poltrona. Chi ha patteggiato per corruzione – si osserva ancora – è disposto anche a farsi interamente carico dei 49 milioni di debiti che la Lega per Salvini Premier ha trovato in eredità e che sta tuttora pagando?”.
“Il Nord – proseguono le stesse fonti – chiede soluzioni, risposte e concretezza, che il governo sta dando anche grazie alla spinta della Lega e dei suoi cinque ministri lombardi. C’è una Lega che lavora, con oltre 500 sindaci, governatori, migliaia di amministratori locali in tutta Italia, decine di migliaia di iscritti, eletti e militanti. C’è una Lega che lavora per organizzare una due giorni a Roma i giorni 8-9 settembre su temi economici in vista della manovra e per una Pontida con numeri da record. E poi – concludono le fonti della Lega – c’è chi passa il tempo tra polemiche e ricorsi, pensando più al proprio interesse che a quello del territorio”.
Pini replica all’attacco della Lega di Salvini
“Se ci permettono di fare attività politica, saremo anche in grado di pagare i debiti”, è la replica di Pini. Che chiarisce come l’iniziativa non sia collegata alla fronda ‘nordista’ che fa riferimento ai governatori leghisti: “È un’operazione dei militanti, non ci sono big in mezzo, non sono stati contattati nè informati. Sono i militanti della Lega che non riescono a fare attività politica perché bloccati da Salvini e dal suo commissario Iezzi”.
Lo scopo, insiste Pini, “è puramente pratico, non c’entra niente con il discorso che stanno portando avanti i governatori. Vogliamo solo ottenere la convocazione del congresso della Lega Nord, per riappropriarsi di un simbolo che non c’entra col sovranismo fallimentare di Salvini. Poi si vedrà chi si candiderà per fare il segretario, con quale linea politica. Magari si potrà anche cambiare il nome, ‘Lega per l’Italia federale’, come disse una volta Umberto Bossi…”.
(da Fanpage)
Leave a Reply