SCOPPIA LA RIVOLTA INTERNA A “+ EUROPA”: IL SEGRETARIO RICCARDO MAGI RISCHIA DI PERDERE IL POSTO. TRA GLI EX RADICALI È IN ATTO UNA LOTTA DI POTERE FRATRICIDA
L’EX SEGRETARIO BENEDETTO DELLA VEDOVA VUOLE L’INGRESSO NELLA CASA RIFORMISTA DI RENZI, IL PRESIDENTE MATTEO HALLISSEY GUARDA VERSO AZIONE – LA RESA DEI CONTI ARRIVERÀ DOMANI, ALL’ASSEMBLEA NAZIONALE DEL PARTITO, CHE ALLE POLITICHE DEL 2022 HA RACCOLTO IL 2,9 PER CENTO DEI VOTI
Arriva l’ora della verità per Riccardo Magi, segretario di +Europa, da mesi messo sulla
graticola da una parte dei suoi. Il paradosso è che arriva proprio mentre lui è uno dei più affidabili leader del campo largo, alleato di Elly Schlein sugli aiuti militari all’Ucraina (presto sarà all’ordine del giorno il programma della coalizione), il più scatenato nella battaglia contro il Melonellum in generale e, in particolare, contro la norma “anti cespugli”.
L’appuntamento è l’assemblea nazionale del partito convocata domani 3 settembre alle 18 in prima chiamata, e dopodomani in seconda. A disarcionarlo ci ha già provato Angelo Cenicola, imprenditore già vicino a Silvio Berlusconi e Roberto Formigoni, e poi al grillino Federico Pizzarotti: da +Europa lo ha seguito in Azione alle europee. Poi è tornato indietro. E oggi è il curioso uomo-partita di +Europa.
Nel 2025 ha finanziato Forza Italia (nel 2024 Azione) ma ha partecipato al congresso +europeista, e fatto ricorso contro l’esito. A inizio agosto è arrivata la sentenza: sul segretario Magi gli ha dato torto.
Ora il finanziatore di FI è l’alleato interno del deputato Benedetto Della Vedova e di Matteo Hallissey, presidente del partito, che con Magi hanno dissensi di linea profondi, ma divergenti. Il primo pende verso Italia viva, e propone l’ingresso del partitino nella Casa riformista, cioè quello a cui punta Matteo Renzi.
Il secondo crede nel terzo polo di Azione. Divisi nella prospettiva, a unirli però è la necessità di togliere di mezzo Magi, che è decisamente tendenza centrosinistra, con la benedizione di Emma Bonino, ma cauto sull’alleanza con Renzi (ha già dato nel 2022, quando Calenda in zona Cesarini decise di strappare con +Europa e di presentarsi con Iv, disse di non aver capito che nel centrosinistra c’era anche Avs).
Tommaso Rotella, presidente dell’assemblea, “cenicoliano”, ha convocato domani l’assemblea per discutere di un congresso straordinario. Magi ha affidato al costituzionalista Andrea Pertici un parere pro veritate che lo esclude: per lo Statuto, il congresso ordinario si fa ogni tre anni, e quello straordinario solo in caso di segretario defunto, dimesso o sfiduciato con i due terzi dei voti.
In assenza del quorum – secondo il pallottoliere di Magi non c’è – se venisse approvata la richiesta di congresso straordinario, e il presidente Hallissey tentasse di convocarlo subito, al segretario non resterebbe che impugnare l’atto in tribunale con provvedimento urgente.
+Europa, con i suoi 790mila voti raccolti nel 2022 (il 2,9 per cento), sarebbe un bel tesoretto per chi potesse portarlo in dote: di qua o di là, a Renzi o a Calenda.
(da Domani)
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