MILITARI IN SERVIZIO NEI COMITATI DI VANNACCI, SCATTA L’ESPOSTO: “VERIFICARE I LORO RUOLI”
IL CASO DI UN CARABINIERE E UN MILITARE DELL’AERONAUTICA COME REFERENTI DI DUE COMITATI
Un comitato a Roma, un altro a Villafranca di Verona. In mezzo, due militari ancora in servizio e una domanda destinata ad aprire un nuovo fronte giudiziario attorno a Futuro Nazionale: fin dove può spingersi l’attività politica di chi indossa una divisa?
Dopo la procura ordinaria, il movimento di Roberto Vannacci finisce così anche davanti alla magistratura militare. L’esposto è stato depositato ieri dal Sindacato dei Militari e segue quello presentato il 28 agosto alla procura di Roma sul movimento e sul suo programma politico. Ma questa volta il terreno è diverso. Non si chiede ai magistrati militari di stabilire se le idee di Futuro Nazionale siano sovrapponibili a quelle del Partito nazionale fascista. Si chiede di accertare quale ruolo abbiano avuto alcuni uomini delle Forze armate nella macchina politica costruita attorno a Vannacci.
I casi indicati nell’esposto sono due. Un militare dell’Aeronautica, ancora in servizio, compare come referente del comitato numero 329 “Villafranca”. Un carabiniere, anche lui in servizio, è associato invece al comitato numero 1333 “Roma”. Il primo, secondo i documenti allegati alla denuncia, l’11 aprile scorso avrebbe partecipato alla costituzione del comitato di Villafranca di Verona alla presenza dello stesso Vannacci. È qui che si apre la questione. Il Sindacato dei Militari, guidato da Luca Marco Comellini, non contesta il diritto di un militare ad avere idee politiche. Lo mette nero su bianco nello stesso esposto: opinioni, iscrizione o semplice appartenenza associativa non fanno scattare automaticamente alcuna responsabilità.
La Procura dovrà invece ricostruire cosa sia accaduto tra Roma e Villafranca: quali incarichi siano stati assegnati, quali poteri comportassero e quanto siano durati. Ma soprattutto come quei ruoli siano stati esercitati: se durante il servizio, in uniforme o all’interno di strutture militari; se sia stata utilizzata la qualifica militare e se, in quelle condizioni, sia stata svolta attività politica o di propaganda. L’esposto non si ferma ai due nomi.
Comellini chiede di passare al setaccio la struttura di Futuro Nazionale per individuare altri militari in servizio che figurino come referenti di comitati, componenti di organismi direttivi o comunque organicamente inseriti nel movimento guidato da Vannacci. Da qui la richiesta di acquisire elenchi dei referenti, statuti, programmi, post e comunicazioni pubblicate su siti, social e piattaforme digitali.
(da Repubblica)
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