IL PIANO DEL GOVERNO PER TACITARE I NO TAV: SGRAVI FISCALI, POSTI DI LAVORO E HOTEL PIENI
L’OPERAZIONE COSTEREBBE 50 MILIONI DI EURO… TUTTI GLI OPERAI AVREBBERO VITTO E ALLOGGIO NEI COMUNI INTERESSATI…CORSI DI FORMAZIONE PER I VALLIGIANI IMPIEGATI NEI CANTIERI E AGEVOLAZIONI FISCALI
Tre “bonus” per addolcire l’amara pillola della Tav. 
Pensati dal governo e destinati ai comuni della Val di Susa. Quelli direttamente coinvolti dai lavori, un paio. Quelli viciniori, altri tre.
Quelli dell’area, tra l’alta e la bassa valle, quasi a toccare quota cinquanta.
Sta qui, in tre “bonus”, il piano elaborato a palazzo Chigi nell’ormai nota riunione di venerdì – presenti Monti, Catricalà , Passera, Cancellieri, Severino – in cui ha avuto un ruolo strategico Mario Virano, il commissario di governo per la Torino-Lione.
Lo stesso Virano che in tv dall’Annunziata scatena una polemica contro i No-Tav.
Dice che non ci sono “infiltrati” nel movimento, ma “invitati”, perchè il Comitato “regola il rubinetto della violenza secondo una lucida convenienza valutata di caso in caso”.
ll leader No-Tav Perino: “Se ci sono gli estremi quereleremo”.
È lo stesso Virano che porta con sè, tra Roma e Torino, il contenuto dei “bonus” sui quali già si scatena la polemica dei No-Tav.
Siamo intorno a una cifra che oscilla tra i 27 e i 54 milioni di euro, visto che i “bonus” dovrebbe corrispondere a un importo tra l’1 e il 2% del costo dell’opera, quantificato dal cotè italiano, e cioè 2,7 miliardi di euro.
Primo bonus: poderosi sgravi fiscali per i Comuni coinvolti, in base alla vicinanza. Secondo bonus: un sistema di convenzioni tra la stazione appaltante e i Comuni per
cui tutti i dipendenti dei cantieri mangerebbero e dormirebbero presso i Comuni medesimi.
Considerati i tempi dell’opera, dieci anni, è facile intuire quali sarebbero i vantaggi per l’indotto alberghiero.
Terzo bonus: i corsi di formazione per gli abitanti della valle che, una volta riqualificati, verrebbero occupati nei cantieri.
Non ha ancora forma definitiva, ma già il progetto divide la politica.
Per un Roberto Cota, il governatore del Piemonte, che chiede di suo “misure fiscali e compensazioni per il territorio”, per un Antonio Saitta, il presidente della Provincia, che parla di “idea utile” e rilancia un suo piano del 2009, già si accodano le voci contrarie.
No a “monetizzare” per la vendoliana Monica Cerutti; no a “comprare il consenso” per Davide Bono del Movimento Cinque stelle.
Ma all’opposto arriva il sì del vice capogruppo Pdl alla Camera Osvaldo Napoli, pure sindaco di Valgioie, che si batte da anni “per chiedere la defiscalizzazione per le attività turistiche e d’impresa”.
Soldi dunque. Ai quali si dovrebbero aggiungere i primi 20 milioni di euro del Cipe per le compensazioni.
Fatti che dimostrano la volontà del governo di andare avanti.
Quella di cui parla Antonio Catricalà , il sottosegretario alla presidenza che ha ribadito la linea Monti, “il dovere morale, politico e civico di andare avanti per non essere allontanati dall’Europa e da una credibilità riconquistata con estrema difficoltà “.
Da lui niet deciso al referendum.
Il movimento reagisce con Perino quando manda a dire al premier: “Caro Monti, noi non ci facciamo spaventare da te, tu dei valsusini non ha capito niente”.
(da “La Repubblica“)
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