LA LEGGE DI BILANCIO BY MELONI-GIORGETTI FA INCAZZARE ANCHE LE REGIONI GUIDATE DAL CENTRODESTRA E DIVERSI MINISTRI (CHE SI AGGIUNGONO A INSEGNANTI, MEDICI E SINDACATI)
L’ASSESSORE ALLA SALUTE DELLA REGIONE LOMBARDIA GUIDO BERTOLASO INFILZA IL GOVERNO SULLA SANITÀ: “CI VIENE TOLTO QUASI MEZZO MILIARDO DI EURO. I TAGLI SONO DAVVERO INSOSTENIBILI” … IL MINISTRO DELLA SALUTE SCHILLACI FA LA VOCE GROSSA CON GIORGETTI E CHIEDE PIÙ SOLDI PER GLI STIPENDI DEI MEDICI – LO STUPORE DEL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE VALDITARA SUI 7MILA POSTI DI LAVORO NELLE SCUOLE SPARITI A CAUSA DELLA “MANOVRINA”
Li chiama «tagli», anche se sono un mancato incremento, e li definisce «insostenibili». L’assessore alla Salute della Regione più grande d’Italia, a governo centrodestra, va all’attacco della manovra e finisce per trovarsi sulle posizioni delle realtà locali governate dal centrosinistra e di esponenti delle opposizioni che anche ieri hanno attaccato le decisioni del governo sulla sanità.
«Ci viene fatto un taglio di quasi mezzo miliardo di euro», dice Bertolaso riferendosi all’effetto per la Lombardia della differenza tra quanto stanziato, 3,4 miliardi uno dei quali già previsto dalla Finanziaria dell’anno scorso , e quanto chiesto dalle Regioni, circa 7 miliardi. «I tagli per la sanità adesso sono davvero insostenibili […]».
E mentre il ministro alla Salute Orazio Schillaci fa la voce grossa nel governo per riuscire a spuntare più risorse o comunque per aumentare i compensi per i medici, le critiche alla manovra non si fermano. «Siamo di fronte a un graduale smantellamento del servizio sanitario nazionale – dice Federico Bozzanca, segretario della Funzione pubblica della Cgil, che il 20 novembre sciopera – C’è il fortissimo rischio di ulteriori tagli ai servizi, di chiusura di ospedali, di svalorizzazione di lavoratrici e lavoratori che saranno spinti ancor di più ad andare a lavorare altrove».
Il sindacato Nursind parla di «nulla cosmico per gli infermieri». E mentre i sindacati dei medici ospedalieri aspettano di incontrarsi per fissare un eventuale sciopero, quello degli specialisti, Sumai, va all’attacco promettendo una mobilitazione se non ci saranno cambiamenti nel corso dell’esame parlamentare. «Nel disegno di legge di bilancio non c’è una sola riga per la specialistica ambulatoriale convenzionata e non c’è un euro per il rinnovo delle convenzioni».
Ma inedita è la «sorpresa» dello stesso dicastero del ministro dell’Istruzione e merito, Giuseppe Valditara, per quei quasi 7 mila posti in meno nella scuola, previsti nel triennio 2027-2029. Nel Consiglio dei ministri non se ne sarebbe accennato.
E la «sorpresa», filtra da Viale Trastevere, sarebbe arrivata con le tabelle del ministero dell’Economia, guidato da Giancarlo Giorgetti. Leghista come Valditara. Nei prossimi tre anni meno 6.974 posti (di cui 4.925 nell’organico dell’autonomia dei docenti e 2.049 tra il personale amministrativo, tecnico e ausiliario Ata). I sindacati sono in rivolta.
E meditano di scendere in piazza unitariamente: tra loro non solo Cgil, Cisl e Uil e Gilda, ma anche il moderato sindacato dei presidi. E forse librai ed editori contrari ai testi in versione digitale a prezzi dimezzati: alla misura studiata contro il caro-libri. Risparmi anche sulla ricerca: 40,9 milioni di euro nel 2027 e 44 negli anni successivi per enti di ricerca, atenei, accademie e conservatori.
(da agenzie)
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