MONTI È CARICO A PALLETTONI PER IL DUELLO CON IL GENERALE. L’EX PREMIER, DOMANI SI CONFRONTERÀ CON ROBERTO VANNACCI AL FORUM AMBROSETTI DI CERNOBBIO: “HO POSTO UNA SOLA CONDIZIONE, CHE IL DIBATTITO FOSSE PUBBLICO E TUTTI POTESSERO SEGUIRE ANCHE DA FUORI FACENDO UNO STRAPPO ALLA REGOLA DELLE CONVERSAZIONI ‘RISERVATE’ DEL FORUM”
L’EX PREMIER PROMETTE DI INCALZARE IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE SULL’EUROPA: “CIÒ CHE IL GENERALE PROPONE VIOLA LA CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL’UE, MA NON SAPPIAMO COSA FAREBBE, SE FOSSE AL GOVERNO, PER LE POLITICHE EUROPEE A BRUXELLES”
Quando The European House Ambrosetti ha proposto a Mario Monti di partecipare a un
confronto sull’Europa con il generale Roberto Vannacci a Cernobbio, il senatore a vita ha posto una sola condizione: «Che il dibattito fosse pubblico e tutti potessero seguire anche da fuori — dice Monti —facendo uno strappo alla regola delle conversazioni in Chatham House (riservate, non riferibili, ndr ) del Forum».
Potrebbe non essere una passeggiata di salute quella prevista domani a Cernobbio, per nessuno. Nella grande sala di Villa d’Este, il generale che fu attaché militare all’ambasciata italiana a Mosca — e ne uscì impressionato — non potrà ricorrere ai suoi video fatti con l’intelligenza artificiale per martellare sui soliti temi: la remigrazione, la difesa dell’identità nazionale contro l’Europa, la Russia con cui fare un accordo al più presto, le famiglie puramente italiane e il resto
C’è anche chi si è detto decisamente contrario anche solo a partecipare a un Forum dove trova posto il fondatore di Futuro nazionale. Carlo Calenda di Azione si è chiamato fuori in polemica con la scelta di Teha di aprire alla presenza del generale, il patron del Forum Valerio De Molli ha risposto che l’evento di Villa d’Este da sempre accoglie e dà voce alle posizioni più diverse perché tutti possano valutarle.
Per Monti è diverso. È stato commissario europeo a Bruxelles per un decennio. Prima ancora quasi tutto il suo lavoro di economista e commentatore si concentrato su come rafforzare sempre più l’Unione europea e come modernizzare l’Italia integrandola sempre di più all’Unione europea stessa.
In seguito, a Palazzo Chigi, la sua missione è stata tenere l’Italia nell’euro e salvare la moneta unica durante la crisi del debito.
Poiché questo per Monti è l’impegno di una vita, il senatore a vita ritiene che non poteva lasciar passare l’opportunità di provare a mettere i leader più antieuropei di fronte alle loro contraddizioni: sia Vannacci, che dibatterà direttamente con lui domattina, che il trentenne presidente del Rassemblement National francese Jordan Bardella, che interverrà subito prima.
«Su Roberto Vannacci e l’Europa sappiamo una cosa e ne ignoriamo un’altra — riflette Monti —. La cosa che sappiamo è che ciò che il generale propone viola la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, che dall’entrata in vigore del Trattato di Lisbona fa pienamente parte dei trattati stessi. Questo lo sappiamo, ma conviene farlo emergere».
Poi però c’è il resto. «Quello che non sappiamo sia del generale Vannacci che di Bardella, riguardo all’Europa, è qualcos’altro: questi due nazionalismi, se fossero al governo, cosa farebbero per i rapporti fra l’Italia e la Francia e cosa farebbero per le politiche europee a Bruxelles?».
In questa domanda si trova probabilmente il senso del confronto di domani a Villa d’Este. Politici come Vannacci e lo stesso Bardella cercano di tenere insieme promesse molto distanti: poter perseguire politiche che porterebbero alla paralisi dell’Europa o al cedimento, eppure mantenere per gli elettori tutti i vantaggi che l’Europa assicura loro
(da “Corriere della Sera”)
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