NUOVO CINEMA MELONI. IL FILM “TF45 – KILO POINT”, TRATTO DAL ROMANZO DEL NEO-SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA DI FDI, GIAMPIERO CANNELLA, NEL 2025 HA OTTENUTO 600 MILA EURO DI FINANZIAMENTI PUBBLICI DALLA COMMISSIONE DEL MIC, LA STESSA CHE HA NEGATO I FONDI AL DOCUMENTARIO SU GIULIO REGENI
QUANDO I SOLDI SONO STATI EROGATI, CANNELLA ERA VICESINDACO DI PALERMO E AVEVA ALLE SPALLE DUE LEGISLATURE IN PARLAMENTO CON AN E POI CON FDI… L’ALLORA MEMBRO DELLA COMMISSIONE MINISTERIALE, MASSIMO GALIMBERTI, AVEVA SEGNALATO L’INOPPORTUNITÀ DI FINANZIARE LA PELLICOLA DI CUI ERA CO-AUTORE UN ESPONENTE DI FDI
Quando l’altro ieri nella lista dei nuovi sottosegretari, per il posto vacante al ministero della Cultura è spuntato, un po’ a sorpresa, il nome di Giampiero Cannella, tra alcuni membri ed ex membri delle commissioni cinema è immediatamente partito un giro di telefonate, per commentare la scelta di Giorgia Meloni e condividere, ancora una volta, un sentimento di incredulità.
Ex deputato per due legislature, prima per Alleanza Nazionale poi per Fratelli d’Italia, dal febbraio 2024 Cannella – chiamato a sostituire Gianmarco Mazzi, nel frattempo promosso a ministro del Turismo – è vicesindaco di Palermo, con deleghe alle politiche culturali e agli spettacoli.
Ma Cannella, cresciuto politicamente al Secolo d’Italia, si diletta anche come autore, specializzato in argomenti militari. Ha scritto saggi e ha debuttato nella narrativa con “Task Force 45 – Scacco al califfo”, una storia di eroismo in formato thriller che racconta le operazioni di un’élite delle forze armate italiane contro il network terroristico di Al Qaeda, Isis e talebani in Afghanistan.
Il romanzo è diventato una sceneggiatura per un film, finita sul tavolo della commissione che valuta e seleziona le opere da finanziare. E premiata con ben 600 mila euro.
Parliamo della commissione, divisa in tre sezioni, che invece ha bocciato “Tutto il male del mondo”, il documentario sull’uccisione in Egitto del ricercatore italiano Giulio Regeni e “The Echo Chamber”, tratto dall’ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci.
Una decisione che ha mandato in subbuglio il mondo del cinema, scatenato proteste e dimissioni a catena tra i membri della commissione, e che è stata poi sconfessata, pubblicamente in Aula in Parlamento, dal ministro della Cultura Alessandro Giuli.
Tra i film fortunati e meritevoli che invece hanno ricevuto il finanziamento c’è quello tratto dal romanzo di Cannella. Titolo: “Tf45 – Kilo Point”, la regia affidata a Maximiliano H. Bruno, altra vecchia conoscenza di FdI. Ma ci arriveremo tra un po’
Certo ai commissari non poteva sfuggire il nome del vicesindaco di Palermo, visto che nel progetto giunto fino ai selettivi, e nella documentazione allegata, Cannella risultava come co-autore. E qualcuno di loro lo ha fatto presente.
Per esempio, Massimo Galimberti, che, assieme al critico cinematografico Paolo Mereghetti, sarebbe poi stato il primo a dimettersi, dopo il caso su Regeni. È stato lui, durante la discussione con i colleghi, a segnalare l’inopportunità di finanziare il film di un vicesindaco in carica di Fratelli d’Italia, ricevendo come risposta: «E allora Walter Veltroni?».
Galimberti si è dissociato dalla delibera finale ma i fondi pubblici sono passati comunque. In realtà al primo tentativo, nel 2024, “Tf45” non aveva ricevuto il finanziamento. Ce l’ha fatta nel 2025, quando è cambiata la composizione della sottocommissione.
La pellicola tratta dal libro di Cannella sposa perfettamente il canone del nuovo cinema di destra. La task force protagonista è quella che in Afghanistan è stata guidata nel 2006, tra gli altri, dal generale Roberto Vannacci, oggi eurodeputato, ex leghista, leader politico della destra alla destra di Meloni, teorico della remigrazione.
Il regista, Maximiliano H. Bruno, è l’autore di un altro film, sulle foibe, molto caro a Meloni, da lei sponsorizzato ovunque, spendendosi in prima persona, quando era all’opposizione.
Fu lei, nel 2019, a ottenere di portare in prima visione Rai, “Red Land (Rosso Istria)”, opera «sulle persecuzioni titine dei nostri fratelli di Fiume, Istria e Dalmazia», scrisse Meloni, che FdI chiedeva di portare nelle scuole.
(da La Stampa)
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