QUANTE OMBRE SULLA GRAZIA A NICOLE MINETTI. IL BAMBINO GRAZIE AL QUALE MINETTI HA OTTENUTO LA GRAZIA HA UNA MADRE BIOLOGICA IN URUGAY, SCOMPARSA NEL NULLA. L’AVVOCATA CHE DIFENDEVA QUELLA DONNA NON C’È PIÙ: È MORTA CARBONIZZATA INSIEME AL MARITO, ANCHE LUI AVVOCATO, IN CIRCOSTANZE SOSPETTE
“IL FATTO”: “NELL’ISTANZA DI GRAZIA SI SOSTIENE CHE GIÀ NEL 2021 MINETTI E CIPRIANI ABBIANO PORTATO IL BAMBINO NEGLI USA PER UN DELICATO INTERVENTO CHIRURGICO. MA ALL’EPOCA NON AVEVANO ANCORA ALCUN DIRITTO A FARLO. COME HA POTUTO ESPATRIARE? FORSE CON LO STESSO JET PRIVATO CON CUI ARRIVAVANO E PARTIVANO ANCHE LE ‘RAGAZZE’ DAL RANCH DI PUNTA DEL ESTE, AGGIRANDO I CONTROLLI DELL’IMMIGRAZIONE?”
Il bambino grazie al quale Nico e Minetti ha ottenuto la grazia ha una madre biologica in Uruguay. Ma ora è scomparsa: il 14 aprile, quattro giorni dopo il primo articolo del Fatto, le autorità hanno diramato un ordine di rintraccio a suo nome. Anche l’avvocata che difendeva quella madre non c’è più: è morta carbonizzata insieme al marito, anche lui avvocato, in circostanze sospette.
Nulla, ufficialmente, collega questi fatti alla grazia che a febbraio ha cancellato le condanne a 3 anni e 11 mesi per favoreggiamento della prostituzione e peculato che Minetti avrebbe dovuto scontare ai servizi sociali.
Ma più si scava, più le ragioni della grazia traballano. A partire da un presupposto: quel bambino che nell’istanza viene presentato come “abbandonato alla nascita” senza legami familiari non lo era.
Gli atti del Tribunale di Maldonado consultati dal Fatto raccontano invece che ancora oggi ha entrambi i genitori viventi e identificati, tanto che Minetti e il compagno Giuseppe Cipriani hanno intentato una vera e propria causa contro di loro per ottenere la “Separación Definitiva y Pérdida de Patria Potestad”.
Il procedimento si chiuderà in loro favore soltanto il 15 febbraio 2023.Il bambino è nato a fine 2017. Nel gennaio 2018 il Tribunale lo affida all’Instituto del Niño y Adolescente del Uruguay (INAU) per un massimo di 45 giorni come “estrema ratio”, vista la situazione della famiglia: madre indigente, padre detenuto. Il giudice González Camejo dispone di “creare un legame tra madre e figlio e verificarne il ricongiungimento”.
Non un abbandono, dunque, ma una famiglia povera che lo Stato avrebbe dovuto aiutare. Maldonado è un contesto spaccato: turismo e denaro da una parte, povertà estrema dall’altra. Il 17% della popolazione vive nell’indigenza. I minori dell’INAU finiscono in hogares anonimi: maltrattamenti, adozioni forzate e corruzione — una vera “fabbrica di orfani”. Negli ultimi mesi è esploso uno scandalo nazionale alla notizia di 114 bambini morti in cinque anni.
È in questo contesto che entrano in scena Minetti e il suo compagno, l’imprenditore milionario Giuseppe Cipriani, in rapporti di affari e di piaceri con Jeffrey Epstein, come ha rivelato il Fatto tre giorni fa.
La coppia trasferitasi in Uruguay costruisce un rapporto stretto con l’ente pubblico: dona soldi e beni, nei weekend apre il ranch ai bambini. Fra questi c’è anche il piccolo, con genitori così poveri da non potersi permettere neppure un avvocato, tanto da ottenere l’ausiliatoria de pobreza.
Ma in che modo entra nell’orbita della ricca coppia italiana? L’Inau, secondo una testimonianza raccolta dal Fatto, portava i minori a pranzo nella tenuta di Cipriani. “Giuseppe li faceva arrivare al chakra, li serviva lui, ma era solo per coprire altri traffici”. Il piccolo dopo l’operazione negli Stati Uniti “stava benissimo, correva felice”.
Eppure, “Minetti non ci stava mai, stava sempre e solo con la tata Fatima”. Su come sia arrivato lì, la risposta è piesos, poder e miedo. Soldi, potere e paura. Ed è qui che emergono altre crepe. Nell’istanza di grazia si sostiene che già nel 2021 Minetti e Cipriani abbiano portato il bambino negli Usa per un delicato intervento chirurgico. Ma all’epoca non avevano ancora alcun diritto a farlo.
Come ha potuto espatriare? Forse con lo stesso jet privato con cui– secondo la testimonianza resa al Fatto – arrivavano e partivano anche le “ragazze” dal ranch di Punta del Este, aggirando i controlli dell’immigrazione?
L’avvocata dei genitori biologici non può più rispondere: Mercedes Nieto, 49 anni, è morta il 15 giugno 2024 insieme al marito, anche lui avvocato, carbonizzati nella loro casa di vacanza a Garzón. Si indaga per duplice omicidio.
I legali sostengono che nell’ottobre 2021, grazie a Cipriani e Minetti, il bambino sia stato operato al Boston Children’s Hospital dopo due pareri contrari all’operazione del San Raffaele di Milano e dell’Ospedale di Padova. Per tale ragione, scrive l’avvocato, il bambino sarebbe stato operato negli Stati Uniti. Quei pareri contrari, citati nella copia visionata dal Fatto, tuttavia, non sono stati numerati e allegati all’istanza.
Il professor Pietro Mortini del San Raffaele fa sapere: “Mai visti”, e il minore non risulta tra i pazienti dell’ospedale. Stessa risposta da Luca Denaro e Maurizio Iacoangeli a Padova. L’istanza firmata dall’avvocato Antonia Calcaterra evidenzia che l’intervento a Boston non è stato risolutivo, tanto che all’ultimo controllo del 16 aprile 2025 sono emersi rischi di recidiva e complicazioni.
Allega una dichiarazione dell’équipe che indica come “necessaria la costante presenza della madre, anche per consentire una discussione esaustiva e un processo decisionale condiviso sul suo piano di trattamento”. Calcaterra, contattata dal Fatto, spiega di aver depositato l’istanza “prima dell’estate”. Il 3 dicembre era fissata l’udienza per l’esecuzione dell’affidamento in prova ma salta proprio perché interviene quella richiesta al Capo dello Stato.
Ma sono stati svolti accertamenti o ci si è limitati a recepire quanto dichiarato nell’istanza? Cinque minuti d’auto separano la Procura da via Fatebenefratelli dove, 15 anni fa, Minetti disse ai poliziotti che Ruby era nipote di Mubarak. Insieme alla pena, il “perdono di Stato” cancella pure la memoria?
La procuratrice Francesca Nanni ha detto al Fatto di non aver mai letto quella pratica: “Se non presenta aspetti specifici di particolare delicatezza, viene gestita in automatico e io non ne vengo informata”. Dunque per Milano non era un caso delicato. Per il Quirinale sì, al punto da tenere segreta la grazia fino al nostro articolo 10 aprile scorso.
Nel 2024 Minetti, Cipriani e il bambino si trasferiscono in Italia. Il 18 settembre, tre mesi dopo la morte degli avvocati di Garzón, il settimanale “Chi” dedica quattro pagine alla nuova vita di Nicole Minetti. Lei elegante, il bambino che corre e gioca ai giardini Montanelli, davanti all’hotel-boutique Casa Cipriani.
Lei e lui in tenuta sportiva che fanno la spesa. “Chi” è Mondadori, che è Fininvest, che è la famiglia Berlusconi, per il cui fondatore Minetti “favoreggiava” la prostituzione. Il cerchio, almeno editorialmente, si chiude.
La storia invece no. Quattro giorni dopo la nostra inchiesta, il Ministero dell’Interno uruguaiano diffonde un avviso nazionale con la foto: María de los Ángeles González Colinet, di anni 29, è scomparsa. E’ la madre biologica del bimbo al centro della grazia a Nicole Minetti. L’ultima traccia di lei risale a metà febbraio. Negli stessi giorni, Nordio e Mattarella – nel silenzio dei palazzi romani – firmano. A settembre 2024 quel bimbo molto malato corre e gioca ai giardini Montanelli, a due passi da Casa Cipriani.
(da Il Fatto Quotidiano)
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