TRUMP PUÒ ANCHE DIRE CHE LA CRISI A HORMUZ NON IMPATTA SUGLI USA, MA È UNA CAZZATA: I PREZZI DEI CARBURANTI NEGLI STATI UNITI SONO AI MASSIMI: IN CALIFORNIA IL PREZZO MEDIO DELLA BENZINA HA SUPERATO I 6 DOLLARI AL GALLONE, IL VALORE PIÙ ALTO DALL’OTTOBRE 2023
L’AUMENTO DEL PREZZO È UN GROSSO CETRIOLONE PER IL TYCOON IN VISTA DELLE MIDTERM DI NOVEMBRE: SE LA SITUAZIONE NON MIGLIORA, RISCHIA DI PRENDERE UNA TRANVATA CLAMOROSA
I prezzi dei carburanti negli Stati Uniti stanno registrando un’impennata significativa, seguendo settimane di rincari già osservati in Asia ed Europa, mentre le tensioni legate al conflitto con l’Iran continuano a pesare sui mercati energetici.
Dalla costa occidentale al Midwest, benzina e diesel stanno raggiungendo livelli elevati. In California il prezzo medio della benzina ha superato i 6 dollari al gallone, il valore più alto dall’ottobre 2023.
Nel Midwest la situazione è analoga: in Illinois il prezzo è salito a 4,67 dollari al gallone, oltre un dollaro in più rispetto a un anno fa, con livelli simili registrati
anche in Indiana, Michigan e Ohio. Il diesel ha seguito lo stesso trend, arrivando a quasi 7,50 dollari in California e nella fascia media dei 5 dollari nel Midwest, mentre i futures della benzina negli Stati Uniti hanno toccato i massimi da quasi quattro anni.
Secondo quanto riportato da Bloomberg, l’aumento dei prezzi è legato al protrarsi del conflitto con l’Iran, giunto alla nona settimana, e ai timori di un possibile blocco prolungato dello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il trasporto di petrolio.
L’inflazione dei carburanti sta aumentando la pressione sui consumatori americani e rischia di avere ripercussioni politiche per l’amministrazione Trump e per i Repubblicani in vista delle elezioni di metà mandato, in particolare nelle competizioni per il Senato in Michigan e Ohio.
Anche a livello locale emergono criticità: in California, lo stato più popoloso del Paese, il caro carburante rappresenta una sfida per il governatore Gavin Newsom. Parallelamente, problemi nelle raffinerie del Midwest potrebbero contribuire agli aumenti: un impianto chiave della raffineria Exxon Mobil di Joliet, in Illinois, è stato fermato, mentre una perdita di energia è stata segnalata nell’impianto BP di Whiting, in Indiana, pur senza interruzioni operative delle unità monitorate, come evidenziato dalla società di analisi Wood Mackenzie.
(da agenzie)
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