Gennaio 11th, 2008 Riccardo Fucile
NOMINA AUTHORITY PORTO DI GENOVA: DAL GIOCO DELLE TRE CARTE DIESSINE AL …MAZZARELLUM
La sindaco Marta Vincenzi e il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando lasceranno un segno indelebile del loro passaggio istituzionale a Genova e province sparse. La prima, modello Krizia per riviste patinate, versione “Notti bianche” autunnali, in veste di cantante a Capodanno (epico il suo duetto stonato con Gianna Nannini), sempre presente laddove si intravede un fotografo e un operatore televisivo ( alla presentazione di “Camicette nere” ha dato il meglio di sè, di fronte a un avversario agguerrito di gomiti come Gianni Plinio, capogruppo di AN in Regione), teorica della nuova stagione ( dei saldi forse) e caposcuola della “discontinuità “, intesa come sistemazione di nuove, fidate leve al posto della vecchia “nomenklatura” formatasi in P.za San Leonardo. Il secondo, versione “giuggiolone”, l’uomo degli apparati e delle amicizie che “contano” ( almeno non canta), della “continuità ” nel farsi gli affari propri con gli “amici degli amici”, il politico degli Erzelli, quello che ama la domenica mattina trascorrerla sui terreni spinelliani dove spira l’aria buona e facoltosa e ricevere la visita di passaggio dei dirigenti della Ericsson ( tanto di passaggio che non si sono più visti…), l’esperto di boutique di intimo femminile dove si attarda invece che presiedere il consiglio regionale per poi minacciare ” se si apre il capitolo ce n’è per tutti, a schifiu finisce ” ( applausi da Cosa rossa a Cosa Nostra), massimo esperto della guida contromano e del “lei non sa chi sono io”, versione Lanterna. Continua »
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Gennaio 7th, 2008 Riccardo Fucile
ACCA LARENTIA … PER NON DIMENTICARE TANTE COSE
Era il 7 gennaio del 1978, un normale sabato pomeriggio per lo shopping romano, da una sezione del MSI della periferia popolare della capitale, Acca Larentia, piccolo avamposto di Destra in un territorio egemonizzato dalla Sinistra, escono per andare a fare un “volantinaggio” tre ragazzi tra i 18 e i 20 anni. Appostato nei pressi, in agguato, un gruppo di 6 giovani apre il fuoco. Franco Bingonzetti, 20 anni, studente di Medicina, colpito alla testa, cade davanti alla porta della sede, Francesco Ciavatta tenta di fuggire lungo un’attigua scalinata e viene ucciso da una raffica di colpi alla schiena, morirà in ambulanza, mentre pochi mesi più tardi suo padre, disperato, si getterà dalla finestra. Un terzo ragazzo, Vincenzo Segneri, pur ferito, riesce a rientrare in sezione e a chiudere la porta blindata. Mentre i soccorsi tardano, in un clima di tensione, i militanti di Destra della capitale corrono tutti ad Acca Larentia, cosi come giornalisti ed operatori televisivi, Un giornalista della RAI getta un mozzicone di sigaretta in una macchia di sangue, “forse” distrattamente, ma questo atto genera piccoli tafferugli. I carabinieri lanciano lacrimogeni, un capitano perde la testa, impugna la pistola, si inginocchia, prende la mira e spara nel mucchio dei militanti: cade Stefano Recchioni, colpito in fronte, a soccorrerlo, a tenerlo tra le braccia è Francesca Mambro: ” Non verso nessuna lacrima, ma niente da quel momento sarà più come prima”, dirà Francesca a distanza di anni. Continua »
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Gennaio 7th, 2008 Riccardo Fucile
HO UN CASSETTO…
Ho un cassetto dove tengo le cose che mi sono più care, cose apparentemente senza valore ma che per me sono preziose… un biglietto di auguri scritto 50 anni fa dalla nonna, la medaglia di Cavaliere di Vittorio Veneto del nonno, il libretto di pensione di un mio trisnonno… e tra questi c’è una tessera, una tessera in cartoncino giallognolo che da una parte reca una bella fiamma tricolore con la scritta 1950 e dall’altra i dati di mio padre tra cui “data d’iscrizione 1948”. Perchè questa tessera mi è così cara? Per quello che racconta… racconta la vita di chi è nato e vissuto all’estero, racconta la frequenza al liceo italiano di Tunisi e le scazzottate con gli studenti francesi che gridavano “abbasso il Duce”, racconta la partenza, come volontario, nella seconda guerra mondiale, racconta i due anni di prigionia in Bretagna, racconta il rimpatrio a fine guerra… rimpatrio in una terra dove non aveva mai vissuto, il non poter tornare a Tunisi per aver combattuto contro la Francia e l’inserimento, da “sconfitto” in una delle regioni più antifasciste … ma, soprattutto, racconta il grande amore per l’Italia.
E’ così che sono nata e cresciuta… in fondo “quel cartoncino”è stato determinante per la mia formazione…
e così, accanto a quella tessera ve ne sono altre, in plastica, con scritte FUAN e MSI, risalgono agli anni 70 e sopra c’è il mio nome. Anni di militanza, anni difficili e meravigliosi al tempo stesso… le elezioni universitarie e la fatica per raccogliere le firme… le campagne elettorali… il volantinaggio alla mensa universitaria… quel sentirsi fremere dentro, quel sentirsi “camerati”… quel dolore alla notizia dell’uccisione di altri militanti … e la rabbia, sì tanta rabbia di fronte ad una “giustizia” che ci dava sempre addosso, di fronte ai telegiornali “di regime”… e poi… il primo Campo Hobbit …meravigliosa, indimenticabile esperienza…il viaggio in treno… ragazzi di tutta Italia sotto il sole di Montesarchio… il conoscersi…i dibattiti…le canzoni…la grande croce celtica… finalmente i giornali parlavano di noi perchè erano costretti a parlare di noi…poteva essere l’inizio di qualcosa di grande… Continua »
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Gennaio 7th, 2008 Riccardo Fucile
IL MUSULMANO VA A PRANZO GRATIS ALLA caritas, ma IL CROCIFISSO GLI BLOCCA LA DIGESTIONE
Ricordate le apparizioni televisive di Marco Pannella degli anni migliori. Quando si presentava sugli schermi della RAI e si imbavagliava per protestare contro le discriminazioni vere o presunte che dichiarava di subire.
O quando incrociava le braccia per propagandare qualche referendum cui la Tv di Stato non dava adeguata copertura mediatica e iniziava l’ennesimo sciopero della fame o della sete, a base di cappuccini. Certamente non avremmo immaginato che, a distanza di anni, le sue gesta fossero raccolte anche da uomini provenienti da altri nazioni che vengono nel nostro squassato Paese per “educarci” ad usi e costumi più evoluti ed elevati, improntati alla tolleranza e al bon ton. Eppure anche questo abbiamo dovuto leggere e approfondire. In quel di Senigallia, cittadina delle Marche, ad alta densità di immigrati che hanno monopolizzato un intero quartiere, espropriando di fatto i cittadini locali, con un sindaco ( inutile dire di che orientamento) che favoleggia la “città aperta agli stranieri”, è accaduto un fatto che sembra quasi incredibile, ma purtroppo vero. Un musulmano marocchino, che aveva bussato alle porte della Caritas diocesana per chiedere gratis del cibo e che i volontari cattolici gli avevano pure servito, in base al principio cristiano che un pasto caldo non si nega a nessuno, quando ha notato nella mensa un crocifisso alla parete è andato su tutte le furie e ha detto: “Togliete quell’affare o non mangio”, offeso per la presenza in un luogo cattolico di quello che con disprezzo ha chiamato “affare”; altrimenti avrebbe iniziato lo sciopero della fame. Continua »
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Gennaio 7th, 2008 Riccardo Fucile
CI VUOLE UN SOGNO DA REALIZZARE : RABBIA E ORGOGLIO COME DICEVA ORIANA
Riportiamo l’intervento del ns. direttore pubblicato su “ il Giornale” del 4 gennaio 2008, in merito al dibattito aperto nelle pagine genovesi sul tema “ Lo stato dell’opposizione” che ha visto succedersi i contributi dei maggiori esponenti locali di Centrodestra.
Ill.mo dott. Lussana,
gli interventi di Enrico Musso e Michele Scandroglio, nell’ambito del dibattito da Lei stimolato circa “lo stato dell’opposizione” a Genova, danno spunto a una serie di riflessioni che sottoponiamo ai suoi lettori. Ponendoci delle domande a cui tutti insieme dovremmo dare risposte oneste e adeguate. In primis, per “fare una opposizione non troppo morbida” ( come ha indicato Enrico Musso) occorrono uomini adatti e motivazioni forti. Non tutti gli uomini sono idonei “per tutte le stagioni”, il miglior oppositore non e’ detto che un domani possa automaticamente essere il miglior assessore e viceversa. Il centrodestra negli Enti locali genovesi ha pochi “politici” che sappiano “mordere le caviglie” degli avversari e molti “dormienti” o “aspiranti assessori per grazia ricevuta” (forse per quello leggono solo le rassegne stampa, come Lei ha sottolineato). La capacità di aggregazione elettorale di Berlusconi diventa un handicap se uno pensa che tanto i voti arrivano lo stesso, grazie alle sue “invenzioni” e si determina un clima di “vivere nell’attesa” della caduta di Prodi. Continua »
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Gennaio 4th, 2008 Riccardo Fucile
SEI MILIONI DI ECOBALLE DA SMALTIRE A NAPOLI… MA NON SI DIMETTE NESSUNO: BASSOLINO E LA IERVOLINO, DAI “FATTI” AGLI “OLFATTI”
C’è qualcosa di tragico nel capodanno napoletano, non sono i feriti dei botti questa volta, e neanche le statuine che riproducono fedelmente i personaggi dell’anno, ma un qualcosa che avrebbe sicuramente ispirato il grande Eduardo a interpretare uno dei suoi stupendi affreschi dell’anima partenopea, dei bassi, della gente che vive la povertà con quella dignità che solo a Napoli trovi, l’arte di arrangiarsi, il distacco ironico, l’arguzia e l’ironia come mezzo di sopravvivenza. Questa volta il dipinto è stato deturpato dalla mano umana, da una classe politica vergognosa, da interessi criminali tollerati, coalizzati insieme per portare nel mondo l’immagine di una città degradata. Si sparano i “botti” dai piani alti delle case, mentre i cumuli di spazzatura sono arrivati ormai a lambire i primi piani, si festeggia nei ristoranti facendo slalom tra decine di metri consecutivi di sacchetti di immondizia, si brinda al nuovo anno respirando la diossina prodotta dagli incendi dolosi dei rifiuti, da parte di gente esasperata. Le TV di tutto il mondo hanno riportato immagini impressionanti e squalificanti di una città sommersa dai rifiuti, con rischi sanitari ormai evidenti, di una classe politica incapace di risolvere un problema che in tutte le altre parti della penisola è stato affrontato con successo grazie ai termovalorizzatori. Continua »
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Gennaio 2nd, 2008 Riccardo Fucile
LE AMNESIE DI NAPOLITANO… SACRIFICI AGLI ITALIANI, MA IL QUIRINALE COSTA 235 MILIONI DI EURO L’ANNO, SEI VOLTE PIU’ DELLA FRANCIA E QUATTRO VOLTE PIU’ DI BUCKINGHAM PALACE
E’ tipico dei discorsi di fine anno a reti unificate, sentire il Presidente della Repubblica di turno fare appello al senso di responsabilità degli Italiani, denunciare “qualcosina” che non va e poi chiedere maggiore “unità ” ai partiti, tra richiami al buon senso e alla Costituzione. Finito il sermoncino, ammainata la bandiera, tutto ritorna come prima, anche perchè il Presidente della Repubblica non è altro che l’espressione dei partiti e della maggioranza che l’ha eletto, non prendiamoci in giro sul “presidente di tutti gli Italiani” che non esiste e non è mai esistito: siamo in Italia… Se però un Presidente interpretasse veramente le istanze che giungono dalla base del Paese, invece che chiacchiere darebbe esempi concreti. Possibile ad es. che, dopo tante parole sui “costi della politica”, il bilancio di previsione del Quirinale preveda una dotazione a carico dello Stato di 224 milioni di euro? Con un aumento nel 2007 rispetto all’anno precedente del 3,23%. La Corona inglese costa quattro volte meno del Quirinale, l’Eliseo costa 32 milioni di euro, in Germania la Presidenza della Repubblica costa 20 milioni di euro, il Quirinale invece 224…Vediamo di scendere nei dettagli, come sempre. Continua »
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Gennaio 2nd, 2008 Riccardo Fucile
LA MOSCHEA DI COLLE VAL D’ELSA… ORA CHI PAGA ? GLI ISLAMICI HANNO FINITO I QUATTRINI ( DEL MONTE DEI PASCHI)
Facciamo una premessa: siamo tra coloro che rispettano i vari credi religiosi e le relative dottrine, unica condizione la reciprocità . Ovvero siamo per la libera circolazione delle idee spirituali a condizione che ciò che è consentito a una forma religiosa nel nostro Paese sia altrettanto consentito alla religione cattolica nei Paesi di appartenenza di chi è nostro ospite. Purtroppo basterebbe questa premessa per vietare luoghi di culto islamici in Italia, visto che in troppi loro Stati i Cristiani sono perseguitati o,quanto meno, vivono in semiclandestinità il proprio credo religioso. A chi obiettasse che i musulmani in Italia verrebbero così discriminati, rispondiamo che pensino di pregare Allah affinchè renda civili i loro connazionali che restano in Patria ( tolleranza religiosa e rispetto delle donne in primis) e che quando tornano a casa loro in ferie estive si facciano portatori delle istanze di una civiltà tollerante che accetta tutti,
ma non ha scritto “giocondo” sulla fronte. Essere tolleranti e aperti al confronto è una cosa, essere “fessi” un’altra. E un caso tipico si può localizzare in Toscana, a Colle Val d’Elsa, dove nel novembre del 2006 sono iniziati i lavori di costruzione della nuova mega Moschea in mezzo alle splendide colline toscane, con Minareto di 24 metri incorporato, il tutto per 200 musulmani residenti in quel territorio. Qualcosa di spropositato: il tutto iniziò nel 2001, quando il Comune di sinistra stanziò la bellezza di un miliardo e mezzo di vecchie lire per ampliare il già esistente Centro islamico ( composto da appena tre stanze), un passaggio dalle stalle alle stelle… Poi siamo arrivati al progetto della nuova Moschea, costo previsto 1 milione di euro; il cittadino può pensare che se la sarebbe pagata la Comunità islamica… Continua »
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Gennaio 2nd, 2008 Riccardo Fucile
LUCA CASARINI DIVENTA “OBBEDIENTE”, “IL SANGUE DEI VINTI” RIVELA I CODARDI…ALLA FINE L’UNICO CORAGGIOSO E’ UN… PLACIDO
Il grande drammaturgo Eugène Ionesco, vedendo sfilare durante il maggio francese i “sessantottini” sotto casa sua, aprì le finestre, li osservò qualche secondo e poi li inquadrò con una frase pesante come una pietra: ” Fra quattro anni sarete tutti notai” e richiuse diligentemente le imposte. Il destino dei “rivoluzionari” portò, infatti, molti di loro a diventare professori, editorialisti, scrittori, manager potenti…ospiti fissi dei salotti buoni parigini…il fascino discreto della borghesia ( e dei quattrini). In Italia sta per uscire un romanzo “avvincente”, “Gabbie”, che narra di un giovane avvocato che divide la sua vita tra il patrocinio gratuito agli immigrati e la militanza politica tra i “no global”. Il protagonista si troverà ad indagare su un caso di omicidio in cui è rimasto coinvolto un suo amico immigrato. Per difenderlo dovrà “sfidare apertamente la legge” e “infrangere i limiti che fino a quel momento si era imposto”. Cercate di resistere fino a marzo, l’uscita è prevista in primavera, collana Strade Blu (pp. 200, eurini 15,50), editore Mondadori ( casa editrice dell’affamatore Berluska), autore il “disobbediente” Luca Casarini.
Ebbene sì, per il suo primo romanzo il leader delle “tute bianche” ha scelto il “nemico”. Poteva scegliere un editore di sinistra, ma lui ha preferito la casa editrice di Silvio, darà più garanzie nella distribuzione e forse anche più quattrini, a 40 anni è il momento di pensare forse al conto in banca. A sinistra è già criticato per la sua scelta, ma risponde: “Anche Bisio è di sinistra, ma lavora con Zelig su Canale 5 e allora?”… e con questo i compagni li ha “belli e sistemati” e si è guadagnato qualche passaggio nei salotti della TV commerciale. Passiamo alla concorrenza, RAI 1… si sta girando lo sceneggiato “Il Sangue dei vinti”, tratto dal libro di Gianpaolo Pansa, uscito un anno fa tra mille polemiche, in cui l’autore denuncia le atrocità commesse dalla resistenza, a danno di innocenti, nel “triangolo rosso emiliano” nel dopoguerra. Un coraggioso produttore, Alessandro Fracassi, propone lo sceneggiato alla RAI, d’accordo con Pansa, alla fine la spunta. Continua »
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