Destra di Popolo.net

INTERVISTA ALLA VEDOVA RACITI: “RENZI SI DICE DISPIACIUTO, MA NON BASTA”

Maggio 5th, 2014 Riccardo Fucile

“LO STATO ALL’OLIMPICO C’ERA E HA PERMESSO CHE QUELL’INDIVIDUO INNEGGIASSE ALLA LIBERTA’ DI UN ASSASSINO”… “MIA FIGLIA MI HA DETTO: BASTA, ME NE VOGLIO ANDARE DALL’ITALIA”

“Ho acceso il televisore, ho visto quel soggetto che indossava la maglietta ‘Spaziale libero’. Il tempo è tornato indietro di 8 anni quando non vendendo Filippo rientrare per cena accesi il televisore e ascoltai in diretta la notizia della sua morte.
Al funerale mio figlio, Alessio di 8 anni, ha indossato i gradi del padre per dimostrare che il suo onore sarebbe divenuto suo. E da quel giorno è iniziato il calvario giudiziario durato 8 anni. Ho seguito due processi perchè a differenza di Micale, a Spaziale mancavano 6 mesi per diventare maggiorenne ed è stato giudicato dal Tribunale dei Minori. Era come se tutto venisse rinnegato da quell’immagine”.
Marisa Grasso, 40 anni, è la vedova dell’ispettore Filippo Raciti ucciso il 2 febbraio del 2007 durante gli scontri nel derby di serie A tra Catania e Palermo mentre tentava di impedire che gli ultrà  locali entrassero in contatto con gli ospiti palermitani.
Per omicidio preterintenzionale sono stati condannati a 8 anni Antonino Speziale e a 11 anni Daniele Micale.
Un oltraggio alla memoria di suo marito.
“Certo. Mia figlia che oggi ha 23 anni e studia Giurisprudenza mi ha detto: “Mamma io me ne voglio andare dall’Italia, non ci sto bene, le cose non cambiano perchè devo stare qui a soffrire?”. Ho pensato ai tanti giovani che incontro nelle scuole, nelle parrocchie, nei club delle tifoserie di tutta Italia dove, da volontaria, vado a insegnare legalità  e mi sono detta: a cosa servono le parole se questi sono gli esempi di rappresenta le Istituzioni? Lo Stato c’era all’Olimpico e ha permesso che quel soggetto inneggiasse alla libertà  di uno degli assassini di mio marito.
C’era il Premier Renzi, il Presidente del Senato Grasso. Nessuno le ha telefonato?
Sì, ieri mi ha chiamata Renzi, il Ministro dell’Interno Alfano, il portavoce del Presidente del Senato. Renzi si è scusato dicendo che non ha visto in tempo reale, ha promesso che si informerà  e mi farà  sapere. Tutti dispiaciuti ma a me non basta, io voglio sapere se quel soggetto è tornato a casa liberamente, quali provvedimenti adotteranno affinchè una simile vergogna non si ripeta. Per quanto una telefonata di solidarietà  possa essere gradita, non cancella ciò che è stato permesso. Gli onesti non debbono subire, debbono pretendere il rispetto delle regole. Sto ricevendo manifestazioni di sdegno e di vicinanza da ogni parte d’Italia, mamme che hanno perso figli poliziotti e non solo, figli che hanno perduto i padri. Mio marito nei suoi 21 anni in Polizia ripeteva: i giovani si cibano di esempi e noi dobbiamo sfamarli.
Cosa pensa degli applausi ricevuti dagli agenti condannati per l’omicidio di Aldrovandi dai colleghi del Sap?
Che la divisa va indossata con onore e chi non merita questo onore non deve indossarla per rispetto alla stragrande maggioranza dei poliziotti che ho conosciuto che condividono i valori di mio marito.

Sandra Amurri

argomento: denuncia | Commenta »

CODA DI PAGLIA E BUGIE: LA POLITICA DOPO GENNY

Maggio 5th, 2014 Riccardo Fucile

MA PER LA FEDERAZIONE NON E’ SUCCESSO NULLA

Sabato è stato il giorno in cui i confini della legge — e della liceità  della pratica sportiva nel nostro Paese — si sono incarnati nel parlamentino andato in scena allo stadio Olimpico di Roma tra il povero Marek Hamsik, capitano del Napoli, e il nerboruto Genny ‘a carogna, capotifoso partenopeo con maglietta inneggiante all’assassino di un poliziotto.
Testimoni: un paio di silenti funzionari (forse del Napoli, forse della sicurezza).
Coro greco: gli ultrà  campani (con petardi e fumogeni).
Spettatori: le istituzioni della Repubblica — il presidente del Consiglio Matteo Renzi, quello del Senato Piero Grasso, una pletore di seconde e terze file del potere — a guardare dalla tribuna d’onore, indecisi a tutto, persino ad andarsene davanti allo scempio di quanto rappresentano (ma Grasso avrebbe tanto voluto, ha scritto su Facebook).
Se sabato è il giorno del ministro Genny e del prefetto Marek, domenica è quello della coda di paglia istituzionale: non siamo nemmeno all’esprit de l’escalier — quello di chi trova la risposta puntuta solo quando è sulle scale di casa — ma al tentativo di rimozione dei fatti attraverso una tecnica che, per rimanere alla metafora calcistica, si potrebbe definire “buttare la palla in tribuna”.
Comincia, di mattina, il Questore di Roma, Massimo Maria Mazza: “Non c’è stata nessuna trattativa tra Stato e ultrà  per far giocare Napoli-Fiorentina, i 45 minuti di ritardo sono dovuti al fatto che la società  campana ci ha chiesto tempo per far riscaldare i calciatori”.
Superiori esigenze atletiche, insomma. Ma non solo: c’era pure quel problema che “si stava diffondendo la notizia che il ragazzo ferito fosse morto” e “i tifosi hanno chiesto di avere un colloquio coi giocatori per avere informazioni”.
E così, invece di un annuncio dall’altoparlante, c’è stato il colloquio tra il buon Gennaro e Hamsik, il quale — interrotto il riscaldamento — s’è subito informato sul referto clinico di Ciro Esposito.
I telespettatori, per sovrammercato, hanno potuto godersi la maglietta “Speziale libero” del capo tifoso.
Quanto alla gestione dell’ordine pubblico, dice Mazza senza accenno di sorriso, “è andato tutto molto bene”.
Seguiamo il ragionamento del Questore: alla fine s’è giocato (in ritardo, per carità , ma non è colpa nostra); gli scontri tra opposte tifoserie sono stati pochi; le magliette anti-Raciti vabbè, sono sfuggite, pure i petardi e i fumogeni, ma non si può avere tutto.
E la sparatoria? Quello “è stato un fatto imponderabile, fatto da una persona sola che ha agito a volto scoperto a dimostrazione che non si tratta di un agguato premeditato da parte di altre tifoserie”.
Il classico pazzo solitario, insomma, personaggio che apre il secondo atto — per così dire — della sceneggiata con cui già  sabato la Questura ha comunicato ai media che la sparatoria non aveva alcun rapporto con la partita. Che la cosa sia stata innescata da odio tra i gruppi ultrà  romanisti e napoletani, evidentemente, per il questore non rileva
Una volta che Mazza ha ricostruito i fatti da par suo, ci ha pensato Angelino Alfano a portare la discussione sulla Luna: “Nessuna trattativa tra Stato e ultrà . Non sta nè in cielo nè in terra”, mette a verbale il ministro dell’Interno negando l’evidenza.
Poi, già  che c’è, butta lì il suo contributo: “Sto pensando al Daspo a vita, a divieti di accesso a vita allo stadio per chi viola determinati comportamenti. Ci sto veramente pensando”, rimarca come a sottolineare l’enormità  della cosa.
Matteo Renzi, invece, non ritiene di intervenire. Il suo gesto simbolico — almeno quanto la sua impotente presenza all’Olimpico — è stato telefonare alla vedova Raciti: idea non originalissima, visto che ieri l’hanno fatto pure Alfano, Grasso e il capo della polizia Pansa.
I sindacati di polizia, comunque, non hanno gradito l’onore del proscenio concesso a Genny e alla sua maglietta: il Sap — quello degli applausi agli agenti condannati per la morte di Aldrovandi — ne ha approfittato per attaccare il capo della polizia e pure il Consap è stato della partita.
Pure la politica ha dato il solito, spiacevole spettacolo da campagna elettorale (Grillo se l’è presa con Renzi, Vendola con Grillo, Gasparri con Renzi e Napolitano ).
Fa eccezione, va detto, la nota di Emanuele Fiano, responsabile sicurezza del Pd: “È una sconfitta complessiva che pesa sul mondo dello sport, su noi che facciamo politica e su tutti i corpi dello Stato”.
Perfetto il riassunto: “Tre tifosi feriti, uno grave, sparatoria, fischi e petardi durante l’inno, la resa di tutto il sistema di sicurezza al benestare dei capi tifosi per l’inizio della partita, un campione del Napoli costretto a 15 minuti di trattativa con gli ultras, petardi in campo di cui uno contro un pompiere”.
Che dire di più?

Marco Palombi
(da “Il Fatto Quotidiano”)

argomento: denuncia | Commenta »

‘A CAROGNA FOR PRESIDENT: IL MONDO RIDE DI NOI

Maggio 5th, 2014 Riccardo Fucile

E’ VERO, NON C’E’ STATA ALCUNA TRATTATIVA, HA DECISO TUTTO IL FIGLIO DI UN CAMORRISTA

Ha ragione il questore di Roma: “Con gli ultras del Napoli nessuna trattativa”.
Infatti l’altra sera all’Olimpico ha deciso tutto Gennaro De Tommaso, per gli amici Genny ‘a Carogna, figlio di un camorrista, un arresto per droga e vari Daspo all’attivo, troneggiante a cavalcioni sulla grata fra curva e campo, senza trattare con nessuno.
Non è tipo da negoziati, Genny. È un un riformista decisionista che non conosce mediazioni. Non perde neppure tempo a parlare, anche per oggettivi limiti espressivi. Gli basta gesticolare. E poi parlava per lui la scritta sulla t-shirt nera, inneggiante all’ultrà  catanese condannato per l’assassinio del commissario Raciti.
Dunque pendevano tutti dalle sue labbra, a parte i Vip in tribuna Monte Mario che fingevano di non vedere.
Oltre ai presidenti e ai patron di Napoli e Fiorentina e agli eterni padroni del calcio e dello sport specializzati da una vita nell’arte dello struzzo, erano riconoscibili la seconda e la quarta carica dello Stato, cioè i presidenti del Senato Piero Grasso e del Consiglio Matteo Renzi, e la presidente dell’Antimafia Rosi Bindi.
Diversamente dagli altri tifosi, rassicurati da versioni edulcorate della sparatoria per evitare altro sangue, sapevano benissimo che in quei minuti, al Policlinico Gemelli, lottava tra la vita e la morte un ragazzo “sparato” da un altro ultrà , per l’occasione romanista.
Sapevano che la partita si giocava soltanto per motivi di ordine pubblico, cioè per scongiurare una seconda e ancor più grave carneficina.
Vedevano — come tutti, in diretta, in mondovisione — che per giocarla occorreva il nullaosta decisivo di Genny e di tutti quelli come lui, capaci di scatenare l’inferno a un cenno convenuto. Vedevano che la Prefettura, la Questura, la Polizia e le autorità  sportive, emblemi di uno Stato impotente e inesistente e di un calcio sotto ricatto permanente, avevano affidato all’energumeno l’ordine pubblico e le loro poltrone.
Sentivano le bordate di fischi all’inno nazionale. Assistevano al lancio di razzi e bombe carta sulle forze dell’ordine e sui vigili del fuoco.
Ma a nessuno è venuto in mente di alzarsi e andarsene, di dissociarsi da quello spettacolo indegno e dimostrare all’Italia, o almeno al resto del mondo, che esiste ancora uno Stato e che la classe politica è un filo migliore di Genny ‘a Carogna.
Invece niente, nemmeno un plissè. Un po’ meno a disagio dei calciatori, le “autorità ” confabulavano, ridacchiavano e consultavano nervosamente gli orologi, in attesa spasmodica di godersi lo spettacolo “sportivo”.
Lo statista Grasso, quello che se Napolitano è fuori diventa capo dello Stato, twittava a scarico di coscienza una frase memorabile, degna di Biscardi: chi ha sparato al ragazzo “non è un tifoso, è un delinquente”. Gliele ha cantate chiare.
Poi, a favore di telecamera, dichiarava: “Sono stato più volte in procinto di abbandonare il campo, ma dobbiamo stabilire se i fatti sono legati alla partita o no, e comunque bisogna fare una riflessione perchè questi episodi in futuro non si ripetano. Spesso il malessere sociale trova in queste occasioni il modo per esplodere in violenza senza senso. Non possiamo accettarlo e bisogna reagire. Il messaggio di Papa Francesco avrebbe dovuto far riflettere, ma se le reazioni sono state queste c’è da riflettere”.
Ecco, lui era in procinto, però ora occorre una riflessione e soprattutto una reazione, e poi il malessere sociale, e Papa Francesco. Certo, come no.
Anche Angelino Jolie, presunto ministro dell’Interno, twitta: “Nessuna trattativa tra Stato e ultras. Come Stato, siamo e saremo in grado garantire l’ordine pubblico”.
Il che, detto da uno che non s’è accorto del sequestro di una dissidente e della sua bimba deciso nel suo ufficio mentre lui era chissà  dove, è pienamente coerente.
In un paese decente, dopo quelle scene, salterebbero all’istante il prefetto e il questore di Roma, infatti in Italia non accade nulla.
Qui le massime cariche dello Stato legittimano o coprono la trattativa con la mafia, figurarsi con gli ultras.
Poi ci sono le cosiddette autorità  sportive, mummificate. L’eterno Giancarlo Abete, presidente Federcalcio, trova che “il calcio è vittima di situazioni che vanno oltre. Siamo pronti a fare la nostra parte per invertire la tendenza, senza se e senza ma. Riflettiamo sull’idea di dare ai club il potere di vietare a vita lo stadio a certi tifosi”.
Ma certo: a cacciarli dagli stadi dovrebbero essere gli stessi club che foraggiano e vezzeggiano tutti i Genny ‘a Carogna con biglietti omaggio e trasferte gratis, essendone ostaggi spesso in preda alla sindrome di Stoccolma. Le classiche volpi a guardia del pollaio.
Mario Pescante, membro del Cio dopo aver presieduto il Coni degli scandali e fatto il deputato e il sottosegretario allo Sport, non trova di meglio che dare la colpa alla Costituzione: “Occorre più severità , ma quando portai la legge in Parlamento nel 2004, la ritirai frettolosamente per la ribellione trasversale, tra chi invocava la Costituzione, la più bella Costituzione del mondo com’è noto, e chi il garantismo, ed ecco i risultati”.
Signori, pietà : tappatevi la bocca e sparite. Non prima, però, di aver tributato il giusto riconoscimento istituzionale a Genny ‘a Carogna.
È vero, ha inneggiato a un assassino, ma l’han fatto anche un ex premier (con Mangano) e decine di agenti del Sap (con gli omicidi di Aldrovandi).
È vero, ha precedenti penali, ma in Parlamento è in buona compagnia.
In più, diversamente da Alfano, è sempre al posto giusto nel momento giusto. E decide, senza inutili concertazioni, da vero uomo del fare.
La nomina a ministro dell’Interno gli spetta di diritto.

Marco Travaglio
(da “Il Fatto Quotidiano“)

argomento: denuncia | Commenta »

LO STATO NEL PALLONE SALVATO DA GOMORRA

Maggio 5th, 2014 Riccardo Fucile

GLI ANELLI DI CONGIUNZIONE TRA TIFOSERIA E CAMORRA

Le vicende accadute allo Stadio Olimpico – dentro e fuori – hanno dell’incredibile, e non semplicemente per il grado di violenza raggiunto.
Genny ‘a carogna è diventato il simbolo mediatico di Napoli-Fiorentina per il suo soprannome buffo e feroce, per le foto che lo ritraggono cavalcioni sulle transenne dello stadio, che ricordano le immagini di Ivan Bogdanov, detto “Ivan il Terribile”, l’ultrà  serbo che a Marassi il 12 ottobre 2010 guidò gli scontri che portarono all’interruzione di Italia-Serbia.
Ma la fama di Genny ‘a carogna dipende da altro: è lui che ha evitato una vera e propria rivolta dopo la sparatoria fuori dall’Olimpico.
C’è tutta una parte di società  civile e di istituzioni che è stata letteralmente salvata dalle decisioni di Genny ‘a carogna. Perchè la diffusione delle notizie avrebbe potuto far insorgere la tifoseria mettendo a ferro e fuoco una Roma impreparata.
Il questore di Roma, Massimo Mazza, dice che non c’è stata trattativa.
È ovvio che formalmente non è stato chiesto a Genny ‘a carogna se svolgere o meno la partita ma che semplicemente è stato accordato a Marek Hamsik il permesso di informare la curva del Napoli sulla situazione del tifoso ferito, visto che giravano voci che fosse morto.
E dover avvertire un capo ultras del calibro di Genny ‘a carogna non è trattare?
Come se ciò non bastasse, Genny ‘a carogna non sarebbe solo un uomo che ha precedenti per droga e un Daspo, ma è segnalato più volte dai pentiti come una sorta di anello di congiunzione tra camorra e tifoseria.
Emiliano Zapata Misso, che è nipote di Giuseppe Misso, capo storico della camorra napoletana, parla di una tifoseria eterodiretta dai clan e fa riferimento proprio a Genny, che è figlio di Ciro De Tommaso, ritenuto affiliato al clan Misso.
E in passato Genny aveva fatto parte dei Mastifss, i mastini, storico gruppo napoletano. D’improvviso ora ci si accorge che nelle tifoserie organizzate la camorra ha un ruolo importante. Eppure basta leggere le inchieste degli ultimi anni, le dichiarazioni dei pentiti.
Testimonianze che parlano di un altro gruppo ultrà  chiamato Rione Sanità , comandato da Gianluca De Marino, non un tifoso qualsiasi, ma il fratello di un membro dell’ala militare del clan Misso.
E potremmo raccontare ancora dei rapporti tra il gruppo Masseria Cardone e il clan Licciardi, o dell’infiltrazione dei Mazzarella nei Fedayn o nelle Teste matte.
Secondo le forze dell’ordine, a sparare a Ciro Esposito, il trentenne di Scampia ora in pericolo di vita, sarebbe stato un ultrà  della Roma, Daniele De Santis, detto Gastone.
Le tifoserie romane e laziali non sono libere da pressioni criminali, tutt’altro. Non esiste curva che non raccolga un tifo organizzato in continua dialettica con la criminalità .
Ricordate la scena del nipote di Giuseppe Morabito “U Tiradrittu”, Giuseppe Sculli, durante la partita Genoa-Siena del 22 aprile 2012?
Quando gli ultras del Genoa, per protesta, chiesero ai giocatori di levarsi le magliette, fu Sculli in persona ad andare a mediare con loro. Giuseppe Sculli viene spesso considerato vittima del nonno, capo ‘ndranghetista indiscusso, ma in realtà  non ha mai preso le distanza dalle ‘ndrine di San Luca, anzi, ha ribadito in diverse occasioni la fedeltà  a suo nonno e al suo sangue
Due anni prima fece discutere la fotografia che ritraeva Antonio Lo Russo, figlio di Salvatore, capo dell’omonimo clan camorristico, a bordo campo al San Paolo di Napoli nel corso della partita Napoli-Fiorentina del 13 marzo 2010.
Lo Russo è appena stato arrestato a Nizza, era latitante e ora attende l’estradizione. Quindi non stupiamoci se si è scelto di andare a parlare (o a trattare, la sostanza cambia poco) con chi ha più potere delle istituzioni in quel contesto, perchè ha una struttura organizzata.
Lo Stato c’era, ma era nascosto dietro le spalle di Hamsik. Il calcio è intoccabile, ogni critica genera tifo, non analisi. Qualsiasi riferimento sembra essere contro una squadra o a favore di un’altra.
Ma gli ultras sono molto più che persone talvolta violente: hanno un ruolo di consenso e di business. Una parte della tifoseria organizzata fa sacrifici e si svena per seguire i propri idoli, ma i vertici cosa fanno? Chi vende hashish, erba e coca?
Ogni domenica gli stadi diventano mercati di droga, teatri di guerra non controllati in cui gli ultras portano bombe carta e bengala.
Eppure questo non si può dire, per la solita, ingenua storia che continuiamo a raccontarci sul calcio che unisce. Al calcio tutto è concesso e tutto è permesso e in un Paese dove la corruzione ha travolto tutto.
L’inchiesta partita da Napoli di Giuseppe Narducci e Filippo Beatrice cercò proprio di individuare i punti di contatto tra calcio corrotto e potere dei clan. Poi tutto si fermò.
Ora, gli ultras dello sport sono i primi ad agire: ma cosa succederà  quando gli ultras della rabbia politica si riverseranno nelle strade?
Ci si rivolgerà  al Genny ‘a carogna della situazione per non far accadere il peggio?
Il presidente del Senato Pietro Grasso che consegnava le medaglie ha suggellato il senso della serata. Una sparatoria, feriti, bombe carta su calciatori e forze dell’ordine. E le istituzioni consegnano medaglie.
Sapete come si chiama, ad esempio, il presidente della Figc, quell’organo che un ruolo nella riforma del calcio pure avrebbe dovuto averlo? Forse non ne conoscete il nome, ma il volto sì, poichè predilige essere intervistato al termine delle partite della nazionale: nei momenti fatui. Giancarlo Abete, nominato presidente della Figc il 2 aprile 2007, due mesi dopo la morte di Filippo Raciti a Catania.
Da allora sono passati sette anni, un’eternità . Nulla è cambiato e ciò che è accaduto descrive lo stato comatoso dello sport più importante in Italia.
Perchè c’è bisogno di un presidente della Figc se il risultato è questo? Perchè, come sempre in Italia, i vertici non hanno alcuna responsabilità  dei fallimenti?
Chiedetevi chi è Giancarlo Abete e quali sono stati i risultati del suo lavoro. Altrimenti De Andrè avrà  per sempre ragione e continueremo ad assisteremo inermi all’ennesima occasione in cui lo “Stato si costerna, si indigna e si impegna, poi getta la spugna con gran dignità ”.

Roberto Saviano
(da “La Repubblica“)

argomento: mafia | Commenta »

Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.583)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.530)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.786)
    • governo (5.801)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (39.373)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.684)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Maggio 2026 (233)
    • Aprile 2026 (591)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (503)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Maggio 2014
    L M M G V S D
     1234
    567891011
    12131415161718
    19202122232425
    262728293031  
    « Apr   Giu »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • GIULI NON HA RETTO ALL’ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO, VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO
    • “GIORGIA LA ‘SCIAMANA’ OGGI È IN TERRA INCOGNITA”: MASSIMO GIANNINI NEL SUO NUOVO LIBRO TRATTEGGIA L’ASCESA E LA CADUTA DELLA (EX?) “TRUMPETTA” MELONI: “LE COSE NON SONO ANDATE COME SPERAVA. L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA L’HA FATTA A PEZZI LA CORTE COSTITUZIONALE, IL PREMIERATO FORTE È FINITO SU UN BINARIO MORIBONDO, LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE TRA GIUDICI E PM È STATA BOCCIATA DAL POPOLO SOVRANO”
    • IL CAOS AL MINISTERO DELLA CULTURA ARRIVA SUL “TIMES”: IL QUOTIDIANO LONDINESE METTE IN FILA TUTTI I DISASTRI DI ALESSANDRO GIULI, FINO AD ARRIVARE AL LICENZIAMENTO DEL “MINISTRO OMBRA”, IL FEDELISSIMO DI FAZZOLARI, EMANUELE MERLINO
    • SONDAGGIO WINPOLL; SI RIDUCE IL DISTACCO TRA FDI (26,6%) E PD (23%), MENTRE ELLY SCHLEIN PRENDE IL VOLO SU CONTE IN CASO PRIMARIE: 61% CONTRO 39%
    • COSI’ LA GRECIA SI E’ RESA COMPLICE DELLO STATO TERRORISTA DI ISRAELE NELL’ASSALTO ALLE NAVI DELLA FLOTILLA
    • TRUMP MONETIZZA SU TUTTO, ANCHE SULLE GRAZIE PRESIDENZIALI: PER USCIRE DI PRIGIONE, BASTA SGANCIARE TRA UNO E SEI MILIONI DI DOLLARI AI MEMBRI DEL “CERCHIO MAGICO” DEL PRESIDENTE
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA