Destra di Popolo.net

LE BALLE DI RENZI: MA CHE MODELLO TEDESCO, IN GERMANIA I LAVORATORI SONO PIU’ TUTELATI

Settembre 17th, 2014 Riccardo Fucile

IN GERMANIA C’E’ UN SUSSIDIO DI DISOCCUPAZIONE DI 12 MESI E UN REDDITO DI CITTADINANZA DI 380 EURO… IL LICENZIAMENTO DEVE ESSERE SOTTOPOSTO AL VAGLIO DEL CONSIGLIO DI FABBRICA E IL GIUDICE PUO’   ORDINARE IL REINTEGRO… I MINI JOBS SONO LIMITATI A 15 ORE SETTIMANALI

Se ne parla da molte settimane: la riforma del mercato del lavoro, ora al vaglio del parlamento con la discussione del Jobs Act, dovrà  ispirarsi al modello tedesco.
Ma di cosa si parla, concretamente, quando si prende Berlino come punto di riferimento? Di tipologie di contratti? Sistema di ammortizzatori sociali? Di vincoli in capo a chi licenzia?
I Minijob.
A suscitare l’interesse dei maggiori paesi europei, compreso il nostro, è innanzitutto la sperimentazione dei cosiddetti minijob, tipologia contrattuale introdotta nel 2003 che ha sostanzialmente permesso alla Germania di far emergere dal nero una fetta consistente di lavori fino a quel momento rimasti sommersi.
Si tratta di impieghi limitati a un massimo di 15 ore settimanali e con uno stipendio che può raggiungere al massimo i 450 euro mensili, diffusi prevalentemente nel settore dei servizi.
Un modello che ha trovato immediatamente rapida diffusione e che oggi interessa oltre sette milioni di lavoratori.
I contratti tradizionali.
Ai mini Jobs si affiancano i tradizionali contratti a tempo determinato e indeterminato dove fin da subito, superato il periodo di prova normalmente non superiore ai sei mesi, si applica per tutti la disciplina sui licenziamenti.
Vale a dire che, esclusi quelli in cui l’allontanamento dal lavoro sia giudicato legittimo, il giudice può prescrivere tanto un indennizzo quanto il reintegro nell’azienda.
Fattispecie che ha molte differenze rispetto al nuovo regime introdotto in Italia dalla riforma Fornero.
Riforma che per prima ha previsto, per i licenziamenti illegittimi, l’obbligo per il datore di lavoro di un risarcimento pari alla retribuzione da 15 a 24 mensilità . Mantenendo comunque, in alcuni casi specifici, l’onere del reintegro.
Gli ammortizzatori sociali.
Alla Germania si guarda con molta attenzione soprattutto per quanto riguarda il sistema degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive.
Vale a dire cosa accade ai lavoratori che perdono il lavoro e come lo Stato si fa carico del loro reinserimento.
Qui, rispetto a quanto accade in Italia, il modello tedesco si trova molto distante.
A partire dall’esistenza di un sussidio universale di disoccupazione, della durata massima di 12 mesi e di una sorta di reddito di cittadinanza, di importo variabile ma non superiore ai 380 euro circa.
Una rete di protezione che può funzionare solo però in stretto contatto con l’altro cardine della cosiddetta flexsecurity, e a cui punta anche il governo italiano: un efficiente sistema di politiche attive del lavoro, con una rete più efficiente di centri per l’impiego, attraverso i quali chi è senza lavoro riceve una nuova offerta di impiego che, se rifiutato, comporta un taglio sensibile dell’indennità .
I licenziamenti.
È vero poi che l’Italia è il Paese che protegge più di tutti i lavoratori grazie allo scudo “spaziale” dell’articolo 18?
A studiare la disciplina dei licenziamenti in Germania non pare esattamente così.
“In entrambi i casi è previsto il reintegro, con la differenza che viene disposta con presupposti diversi”, spiega Giovanni Orlandini, docente del diritto del Lavoro all’Università  di Siena.
Insomma, anche in Germania, il giudice può ordinare all’azienda, a fronte di un licenziamento illegittimo, la possibilità  di reintegrarlo in azienda.
“La differenza sostanziale con il nostro Paese riguarda il ruolo del giudice, che nel caso tedesco compie un’analisi molto attenta sulla concreta praticabilità  del reintegro. In Italia, invece, si fa una valutazione unicamente sul comportamento del datore di lavoro”.
C’è, però, una differenza sostanziale.
La disciplina sui licenziamenti si applica solo per la aziende con almeno 10 dipendenti (15 in Italia), nelle aziende più grandi è fondamentale il ruolo di mediazione svolto dal Consiglio di fabbrica, che deve essere obbligatoriamente informato in caso di richiesta di licenziamento da parte dell’azienda e valuta in prima istanza la fondatezza dell’iniziativa dell’impresa.

(da “Huffingtonpost“)

argomento: Lavoro | Commenta »

ACCORDO TOTALE TRA I DUE TRUFFATORI: ITALICUM, SUCCESSIONE DI NAPOLITANO ED ECONOMIA

Settembre 17th, 2014 Riccardo Fucile

UNO DOVREBBE FARE OPPOSIZIONE E HA PAURA DEL VOTO, L’ALTRO DOVREBBE GOVERNARE MA NON HA NEANCHE IL SOSTEGNO DEI SUOI

C’è una rassicurazione che Silvio Berlusconi si fa ripetere più volte da Matteo Renzi, nel corso dell’incontro: “Non punto al voto anticipato — dice il premier — l’ho evocato per spingere il Parlamento a fare le riforme perchè non possiamo più perdere tempo. Ma il mio obiettivo non è il voto”.
Perchè il Cavaliere è entrato a palazzo Chigi col chiodo fisso che il “patto del Nazareno” si fosse incrinato.
Il presupposto del patto, infatti, è sempre stata la rinuncia alle urne. In nome di questo (e della tutela degli interessi aziendali) Berlusconi ha assicurato un’opposizione morbida e il sostegno alle riforme.
Le parole di Renzi in Aula sembravano suggerire un cambio di linea. E invece no. L’ex premier si convince nel corso del vertice che si è trattato di una trovata tattica per piegare le resistenze del suo partito su lavoro e riforme.
E che “Matteo è uno leale”.
È in un clima di profonda sintonia che a palazzo Chigi Berlusconi, accompagnato da Verdini e Gianni Letta, offre la sua “collaborazione a Renzi”: “Il patto — dirà  ai suoi alla fine dell’incontro — è rafforzato. Andiamo avanti come treni”. È un accordo “totale”, almeno nel metodo, su tutti i dossier.
A partire dalla legge elettorale. Perchè, si dicono nel corso dell’incontro i due con linguaggio franco, “Napolitano se ne vuole andare e non ha nessuna intenzione di festeggiare i 90 anni al Quirinale”.
Anzi “fosse stato per lui se ne sarebbe andato entro l’anno, ma non ci sono le condizioni”.
L’approvazione rapida delle riforme, o quantomeno la “messa in sicurezza”, è l’unico modo per consentire al capo dello Stato di dimettersi e aprire il capitolo della successione.
Un capitolo che, nella testa di Renzi e Berlusconi, sarà  scritto assieme. Al plurale i due parlano della successione di Napolitano: “Eleggeremo”, non “quando si eleggerà ”.
È questa la bussola che orienta le mosse del Cavaliere, il cui odio — proprio così, odio — nei confronti dell’attuale inquilino del Colle è sopportabile solo col pensiero di essere un grande sponsor del prossimo.
E allora ecco l’accelerata sulla legge elettorale che partirà  al Senato la prossima settimana. Nel merito l’accordo va ancora limato.
Con l’ex premier scettico sulle preferenze, anche se possibilista con un modello che preveda il capolista bloccato e le preferenze per gli altri. Sull’innalzamento della soglia per accedere al premio di maggioranza, invece, nessun problema.
Ma l’offerta non è solo sulle riforme. E non è un caso che un lungo pezzo dell’incontro sia monopolizzato dai temi europei e della crisi.
O meglio, a palazzo Chigi aleggia il fantasma della Troika: “Se non facciamo le riforme che ci chiede l’Europa richiamo che arrivi” è la diagnosi condivisa.
Più volte il nome di Draghi risuona nello stanzone del premier.
È proprio sui segnali che si aspetta il governatore della Bce dall’Italia che Berlusconi si dice pronto al soccorso azzurro: “Se le riforme sono vere, noi siamo pronti a collaborare”.
Lavoro e giustizia: “Matteo, ha ripetuto Berlusconi – nel discorso alla Camera sei stato bravissimo”. Se i provvedimenti si muoveranno nel solco del discorso, Forza Italia è pronta. Una sorta di appoggio esterno, accompagnato da un linguaggio “responsabile”, non alla Brunetta per intenderci.
Sempre se questo è utile a Renzi. Nel senso che, invece, se i voti azzurri rischiano di produrre lo psicodramma a sinistra, allora Forza Italia si attesterà  su una linea di opposizione morbida.
Insomma, il patto si configura a due livelli.
Quello istituzionale (riforme istituzionali e successione di Napolitano) e quello più politico: un Nazareno su economia e giustizia.
Per la prima volta si discute dell’eventualità  che Forza Italia voti le misure del governo. “Voti aggiuntivi” spiegano i renziani.
Ma nel successivo incontro con i poliziotti si capisce che Berlusconi si sente un partner di maggioranza: “Renzi — dice alla sigle della polizia ricevute a palazzo Grazioli — mi ha assicurato che sta trovando un modo per sbloccare i fondi e venire incontro alle vostre legittime rivendicazioni”.
Il Patto si allarga. Ormai è totale.
Quasi di governo.

(da “Huffingtonpost”)

argomento: Berlusconi, Renzi | Commenta »

LA LENTA AGONIA DI GIORNALI E TV

Settembre 17th, 2014 Riccardo Fucile

CALTAGIRONE, RAI E MEDASET: VIGE IL MODELLO GUBITOSI

C’è Mediaset che sposta i suoi giornalisti dal Tg5 a News Mediaset, ma intanto riduce le ore di trasmissione del TgCom 24 e si ispira al dg Rai Gubitosi per motivare le sue scelte; c’è la televisione della famiglia Caltagirone, T9, che da un giorno all’altro licenzia tutti i 19 dipendenti; c’è, quindi, la Rai, con la sua riduzione delle testate e i piani di “spending review”.
Oppure, ancora, l’Unità , testata fuori dalle edicole che attende di conoscere il proprio futuro. La crisi dell’informazione o, come dice il segretario di Stampa Romana, Paolo Butturini, “la contabilità  delle chiusure”, si ricava agilmente dalla miriade di vertenze e conflitti nel mondo delle redazioni. Uno spaccato di questa realtà  è stato offerto dall’incontro dei Comitati di redazione del Lazio che si è tenuto ieri presso l’Associazione Stampa romana, la seconda più grande, dopo Milano, del sindacato dei giornalisti, la Fnsi.
Riduzione delle redazioni, una particolare durezza da parte degli editori, addirittura contenziosi per comportamento anti-sindacale, rischiano di diventare la norma
Il caso più eclatante è quello dell’emittente T9.
Storica tv romana, fu acquistata dai Caltagirone già  alla fine degli anni 80.
Attualmente è di proprietà  della Sidis Vision che fa capo a Edoardo, fratello di Francesco Gaetano Caltagirone e socio, con il 33% della holding di famiglia, quotata in Borsa, di cui fanno parte tutte le attività  del gruppo.
I 19 lavoratori hanno scoperto, dopo il non pagamento degli stipendi di aprile, che la società  era stata messa in liquidazione.
Poi, da un giorno all’altro si sono visti recapitare le lettere di licenziamento.
Questo avveniva la scorsa estate mentre il gruppo Caltagirone acquistava una terza emittente a Roma, Radio Ies e faceva saltare il tavolo con i lavoratori di T9.
I Caltagirone, poi, gestiscono anche il principale quotidiano romano, Il Messaggero, in cui è stato chiesto un nuovo stato di crisi per 39 pre-prepensionamenti.
Una richiesta arrivata pochi mesi dopo la chiusura definitiva del precedente stato di crisi per il quale, però, non esiste ancora il decreto ministeriale per cui i giornalisti mandati a casa sono senza stipendio e senza pensione. Giornalisti esodati
Acque particolarmente agitate in casa Berlusconi con le vicende, in parte note, dei redattori del Tg5 spostati a News Mediaset, l’agenzia interna del gruppo che dovrebbe svolgere il ruolo di servizio per i TgCom 24, Studio Aperto, Tg4 e, in parte, anche Tg5.
Solo che il TgCom 24, lanciato come grande vetrina “all news” del Biscione, dall’8 settembre ha deciso di ridurre la programmazione oraria a sole 10 ore al giorno: dalle 8,55 alle 19,05.
Le altre fasce orarie vengono coperte proprio dal Tg5 che però, invece di essere rafforzato, è stato depotenziato con il trasferimento di 19 redattori.
Tra questi c’è chi ha sottoscritto un ricorso urgente al giudice del lavoro ipotizzando oltre alla violazione del contratto nazionale anche il comportamento antisindacale dell’azienda. Mediaset, rispondendo al ricorso, ha però agganciato il proprio piano di ristrutturazione “alla tendenza del mercato” e in particolare a quello che fa “il principale concorrente di Mediaset, la Rai”. Riferimento esplicito al “programma di sinergizzazione” che il Dg Luigi Gubitosi ha illustrato pubblicamente.
Come a dire: lo fanno loro, perchè non possiamo farlo noi?
Il modello Gubitosi (che però è successivo a quello Mediaset) prevede, come è noto, l’accorpamento delle testate giornalistiche in due “newsroom”, una generalista e l’altra locale e “all news”.
Progetto all’insegna dei tagli e che ha messo le redazioni in subbuglio. Ieri sera, ad esempio, il Tg1 è andato in onda senza firme e nuove agitazioni ci saranno nei prossimi giorni.
Al Gr2, ad esempio, la programmazione informativa dei giornali radio è stata ridotta, da un giorno all’altro, del 36%.
Riduzione minore, ma consistente, anche al Gr3 passato da circa 60 a 50 minuti.
Infine, l’Unità . Dal 1 agosto, da quanto il giornale di riferimento del Pd non è più in edicola, la redazione non ha saputo più nulla. Matteo Renzi, alla festa che porta il nome del giornale, dell’Unità  non ha parlato.
Sembra che si cerchi un azionista in grado di rilanciarla. Ma all’interno della redazione si comincia a parlare anche della possibilità  di un azionariato diffuso con un ruolo diretto dei lavoratori.
“Con l’avvento della Rete”, commenta la situazione Paolo Butturini, “il giornalismo non è più un prodotto artigianale ma globale. Servono prodotti che capitalizzino i numeri enormi. Non siamo a una normale crisi ciclica ma a una crisi strutturale. È tempo di prendere il toro per le corna”.

Salvatore Cannavò

argomento: televisione | Commenta »

SENZA BANCHI, SENZA SEDIE E SENZA LAVAGNE: LA “BUONASCUOLA” DI RENZI A BOLOGNA INIZIA IN PIEDI

Settembre 17th, 2014 Riccardo Fucile

IL LICEO SABIN RIMASTO SENZA ARREDI: “FINORA NON E’ ARRIVATO NULLA… LA PROVINCIA SI DIFENDE: “TROPPI TAGLI DAL GOVERNO”

Senza banchi e sedie. E manca pure qualche lavagna.
Per 200 studenti del Liceo scientifico statale A.B. Sabin di Bologna il nuovo anno scolastico è iniziato in maniera non convenzionale.
Gli iscritti, infatti, sono aumentati, tanto che l’istituto ha aperto quest’anno sei nuove classi, che però, tra i tagli impartiti dal governo ai bilanci della Provincia, e il processo di dismissione dell’ente stesso in corso, sono rimaste senza arredi.
“Noi avevamo fatto richiesta per avere banchi, sedie e lavagne a maggio — spiega Alfonso De Berardinis, vicepreside del Sabin — e inizialmente ci era stato detto che non c’erano i fondi per acquistarli. Tuttavia, a causa dell’aumento delle classi previsto per il nuovo anno scolastico, da 40 a 46, abbiamo insistito, e siamo stati informati che l’ordine era stato presentato, ma ad oggi non abbiamo ancora ricevuto nulla”.
Per sistemare gli studenti, quindi, la scuola ha chiesto aiuto al Comune di Bologna e al Quartiere Navile, che attingendo anche dalle aule del Museo del Patrimonio Industriale hanno fornito al Sabin 200 sedie con la ribaltina, “di quelle, insomma — sorride De Berardinis — che si usano all’università ”.
Così nessuno studente è rimasto in piedi il primo giorno di scuola. Tuttavia, le classi quinte e quarte del liceo dovranno accontentarsi della soluzione di emergenza probabilmente fino alla fine del mese, perchè è difficile che gli arredi arrivino prima dell’inizio di ottobre.
“Ci adattiamo — racconta Emiliano, che quest’anno avrà  l’esame di maturità  — anche se non è particolarmente comodo seguire le lezioni senza banco, abbiamo diversi libri e la ribaltina è molto piccola. E’ assurdo che per un mese 200 studenti si debbano trovare in questa situazione. A ben vedere, però, è il perfetto esempio delle condizioni in cui versa la scuola pubblica oggi”. Il Sabin, peraltro, non è l’unico istituto a dover ricorrere alla creatività  per sopperire alla mancanza di materiale didattico.
Al liceo scientifico Copernico, sempre a Bologna, ad esempio, servirebbe qualche intervento di manutenzione, finito anch’esso in lista d’attesa, al liceo Righi, sempre sotto le Due Torri, è stato comprato nuovo materiale informatico per i laboratori che però sono senza tavoli, e all’Istituto Salvemini di Casalecchio di Reno sarebbero dovuti arrivare 50 banchi nuovi, che, come nel caso del Sabin, non si sono ancora visti.
“Sì aspettavamo i banchi nuovi, che non sono ancora arrivati — racconta il preside, Carlo Braga — tuttavia la nostra è una scuola grande, quindi siamo riusciti ad arrangiarci con il materiale che avevamo in magazzino. Certo, i tavoli non sono nuovi, ma se non altro nessuno è rimasto senza”.
Il perchè di questi ritardi lo spiega la Provincia di Bologna, che attualmente si trova in fase di dismissione, pronta per essere sostituita dalla Città  Metropolitana. “Le scuole superiori — illustra Maria Bernardetta Chiusoli, assessore provinciale al Bilancio e ai Lavori pubblici — fanno capo al nostro ente, che però dal governo ha subito tagli pesantissimi: 30 milioni di euro quest’anno. Un indice di molto superiore, per esempio, a quello imposto alle amministrazioni comunali. Per questo si sono generate tante difficoltà ”.
A Bologna, comunque, ci si ingegna, “e grazie alla stretta collaborazione tra enti pubblici e rete scolastica — continua Chiusoli — siamo riusciti a tamponare la situazione. Ci siamo già  messi in contatto con le centrali d’acquisto tramite il Consip, e abbiamo ricevuto garanzie di effettiva consegna del materiale nel più breve tempo possibile, anche in funzione dell’incremento degli studenti iscritti quest’anno nelle nostre scuole”.
“Non è facile — spiega Chiusoli — come assessore all’Edilizia vorrei spendere per effettuare gli interventi che servono alla nostra città , ma come assessore al Bilancio ho l’incarico di tenere i conti della Provincia. Quando viene meno un interlocutore che svolge funzioni esclusive come questo ente, a causa dei tagli applicati da un governo centrale che, forse con leggerezza, non ha tenuto conto del ruolo specifico dell’istituzione in questione, purtroppo si creano disagi per gli utenti”.
Il quadro degli istituti che aspettano di ricevere forniture non è chiaro, salvo i casi più eclatanti non ci sono dati precisi.
Certo è, però, che a questa lista si sommano le tre scuole di Bologna e provincia che invece avrebbero bisogno di interventi più significativi.
Rientrano tutti nel ramo #scuolesicure del piano di edilizia scolastica varato a luglio dal governo guidato da Matteo Renzi, ma i fondi non sono ancora stati sbloccati.
“Noi abbiamo presentato tre progetti, che sarebbero immediatamente cantierabili — elenca Chiusoli-.
Il primo, da 112mila euro, per la messa in sicurezza delle Ipa Ferrarini di Sasso Marconi, il secondo, da 43mila euro, per rifare il controsoffitto delle palestre dell’Istituto professionale Malpighi a San Giovanni in Persiceto, e il terzo, da 97mila euro, per la bonifica dell’amianto nella copertura delle Giordano Bruno di Budrio.
“Manca la delibera Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica, che sblocchi le risorse di cui abbiamo bisogno”.

Annalisa Dall’Oca

argomento: scuola | Commenta »

IL COMMISSARIO DELEGATO EXPO ACERBO INDAGATO PER CORRUZIONE E TURBATIVA D’ASTA

Settembre 17th, 2014 Riccardo Fucile

NEL MIRINO GLI APPALTI SULLE “VIE D’ACQUA”…SOTTO INCHIESTA IL DIRETTORE DEL PADIGLIONE ITALIA

Un nuovo filone d’inchiesta per corruzione piomba su Expo2015 a otto mesi dall’inaugurazione dell’evento.
La Guardia di finanza di Milano, nell’ambito dell’inchiesta dei pm Claudio Gittardi e Antonio D’Alessio, ha effettuato perquisizioni a carico di Antonio Acerbo, 65 anni, direttore Construction del Padiglione Italia e commissario delegato di Expo 2015 in relazione al progetto “Vie d’acqua”, ora indagato per corruzione e turbativa d’asta. Reati, secondo l’accusa, commessi a Milano “fino al 10 luglio 2013″.
L’inchiesta nasce da alcune intercettazioni e dalle dichiarazioni di Enrico Maltauro, imprenditore vicentino finito in carcere lo scorso maggio nel primo filone dell’inchiesta con al centro appalti per l’Esposizione Universale.
Secondo le indagini della Procura di Milano, i lavori per il progetto “Vie d’acqua”del valore di oltre 100 milioni di euro sarebbero stati aggiudicati alla Maltauro spa in cambio di tangenti.   Antonio Acerbo, all’epoca dei fatti presidente della commissione aggiudicatrice degli appalti sulle Vie d’acqua legati a Expo, un affare da 100 milioni di euro, avrebbe favorito l’imprenditore.
Il ruolo di Antonio Acerbo in Padiglione Italia “può essere un problema”, commenta il presidente dell’Autorità  anticorruzione Raffaele Cantone.
“Negli ultimi incontri con Diana Bracco (presidente di Expo2015) il rappresentante tecnico per Padiglione Italia è sempre stato l’ingegner Acerbo e questo può essere un problema. Domani vedrò la Bracco a Milano”.
Cantone, che ha ricevuto dal governo più ampi poteri d’intervento proprio in seguito alla prima “puntata” dello scandalo Expo e all’inchiesta Mose, ha aggiunto: “Voglio capire bene la vicenda. Nei prossimi giorni vedrò il procuratore della Repubblica di Milano”.
Cantone ha specificato che al momento ci sono solo notizie di stampa ed è prematuro ipotizzare commissariamenti: “Serve almeno una valutazione di un giudice con una ordinanza cautelare o una richiesta di rinvio. Allo stato mi sembra difficile procedere, ma voglio capire bene la vicenda”.
Acerbo è stato direttore generale del Comune di Milano con la giunta Moratti.
Le fiamme gialle hanno chiesto “l’esibizione degli atti e dei documenti” nelle sedi di Expo e di Metropolitana Milanese.
L’indagine è una tranche dell’inchiesta che lo scorso maggio ha portato agli arresti, tra gli altri, di Gianstefano Frigerio, Luigi Grillo e Primo Greganti. Inchiesta relativa ad una serie di irregolarità  negli appalti di Expo, Sogim e della sanità  lombarda e che avrebbe accertato la presenza della cosiddetta ”cupola degli appalti”.
Ma ci sono altri indagati: da quanto apprende l’Ansa la sezione di polizia giudiziaria della Finanza sta effettuando anche altre perquisizioni a carico di persone ritenute ”strumenti” e intermediari della presunta corruzione.
L’appalto sulle Vie d’acqua — un progetto di canali fortemente contestato da comitati locali e via via ridimensionato rispetto alll’idea iniziale — è stato vinto dalla Maltauro spa e da altre tre società  in associazione temporanea di imprese (Ati).
L’aggiudicazione è avenuta in base al criterio dell’offerta più conveniente e, secondo i pm, in cambio di mazzette.
Da quanto emerge, in un’intercettazione Maltauro si vantava della sua conoscenza trentennale con Acerbo e anche in relazione all’appalto per le architetture di servizi, vinto sempre dalla Maltauro e al centro della prima inchiesta.
L’imprenditore avrebbe cercato in un primo tempo di sfruttare i suoi contatti con Acerbo. Poi, però, si sarebbe rivolto all’ex Dc Gianstefano Frigerio che sarebbe intervenuto su Angelo Paris, ex manager Expo finito in carcere a maggio.
“Non c’è nessuno che è più vecchio amico di me con Acerbo”, si vantava lo scorso marzo in una riunione con Gianstefano Frigerio e Sergio Cattozzo.
Nell’intercettazione ambientale, agli atti dell’indagine, Maltauro spiega a Frigerio di avere un appuntamento con l’ex manager di Expo Angelo Paris (anche lui ai domiciliari) e Acerbo. Quando Frigerio gli dice che il commissario delegato “è un mio vecchio amico!” , l’imprenditore replica: “Ma io Acerbo, pensi che Acerbo.., non c’e nessuno che è più vecchio amico di me con Acerbo”.
Frigerio, ex parlamentare Dc, poi fa notare che “è un vecchio democristiano“, mentre Maltauro ricorda:”Sì ma lui lavorava in Montedison, da ragazzo (…) e io l’ho conosciuto… Ho fatto un lavoro per Montedison dove lui era Direttore dei Lavori… e abbiamo avuto un grande successo… lui ha fatto anche un pò di carriera attraverso ‘sto lavoro nell ’82…”.
E riferendosi alla nomina di Acerbo come dg del Comune di Milano datata luglio 2010 durante la giunta Moratti, Frigerio aggiunge: “Il city manager del Comune di Milano … è uno bravo uno serio… eh”.
Le nuove perquisizioni riaprono il caso politico su Expo e ripropongono il dilemma tra controlli antimazzette e necessità  di correre contro il tempo per terminare i lavori: “Le indagini facciano il loro corso, ma contemporaneamente abbiamo messo in essere tutti gli strumenti perchè gli obiettivi che a noi interessano, cioè quello di realizzare le opere e di farlo nei tempi certi possa accadere”, è il commento del ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi.

argomento: Giustizia, Milano | Commenta »

SCHIAFFO DEL PARLAMENTO AL COLLE, RENZI E BERLUSCONI: VIOLANTE E BRUNO BOCCIATI PER LA 12° VOLTA

Settembre 17th, 2014 Riccardo Fucile

I DUE CANDIDATI HANNO PRESO MENO VOTI DI IERI: VIOLANTE 518, BRUNO 511

Si è conclusa con un nuovo nulla di fatto la dodicesima votazione per l’elezione alla Consulta di due giudici costituzionali e al Csm di altrettanti componenti laici.
Iniziata alle 16,30, preceduta da un duro monito del presidente Napolitano contro o stallo e in concomitanza con un incontro Renzi-Berlusconi a Palazzo Chigi, si è conclusa poco prima delle 20.
Luciano Violante torna a superare Donato Bruno nella votazione per la Corte costituzionale, ma i consensi dei due scendono rispetto a ieri sera.
L’ex presidente della Camera (Pd) ha incassato 518 voti, a fronte dei 526 di ieri, l’esponente di Forza Italia 511 voti, quando ieri erano stati 544.
Entrambi, comunque, sono sotto il quorum dei 3/5 dell’Assemblea, pari a 570 voti.
Il Parlamento in seduta comune sarà  convocato ancora una volta domani mattina alle 9.30 per una nuova votazione.
Pd e Forza Italia hanno sostenuto ancora Bruno e Violante alla Corte Costituzionale (e fonti dei due partiti confermano che anche domani saranno votati gli stessi nomi), mentre al Csm il ritiro di Luigi Vitali ha aperto la strada a una nuova intesa sul nome del senatore forzista Pierantonio Zanettin, che però si è fermato a 448 voti, contro i 514 richiesti.
Da Sel è arrivata scheda bianca su Consulta e Csm. Dopo l’intervento di Napolitano, anche il M5s ha votato scheda bianca.
Le truppe si ribellano a schemi prefissati dove non sono stati coinvolti. Così alla dodicesima votazione la Consulta resta orfana dei due giudici e, per il Quirinale fatto ancora più grave, il Consiglio superiore della magistratura non riesce a completare il plenum.
Resta in carica quello vecchio che però non può svolgere la funzione più importante: nominare i vertici delle procure, a cominciare da quella di Palermo.
La dodicesima fumata è ancora nera. Ecco i risultati: Zanettin, 448; Zaccaria, 136; Paniz, 35; Marotta, 33; Falanga, 26; Violante, 16; Bruni, 14; Vitali, 10; Balducci, 7. Voti dispersi 36, schede bianche 115, 39 nulle.
La sensazione, anche visiva è quella della maionese impazzita dove gli ingredienti, pur continuando a mescolare, non si amalgamano più.
E anche se il Patto del Nazareno si rinfresca nel pomeriggio, il problema è che le truppe che devono realizzare quel patto, deputati e senatori di Pd e Forza Italia, vanno invece per la loro strada.

argomento: Parlamento | Commenta »

“IL FUNGAIOLO E’ UN BUGIARDO, MAI STATO AGGREDITO DALL’ORSA DANIZA”

Settembre 17th, 2014 Riccardo Fucile

LA DENUNCIA DELL’AIDAA: “SI E’ INVENTATO TUTTO PER INCASSARE 100.000 EURO, ABBIAMO PROVE TESTIMONIALI”… SE FOSSE CONFERMATO, DESTITUIRE   COLORO CHE FINO AD OGGI HANNO AVALLATO LA MESSAINSCENA, A TUTTI I LIVELLI ISTITUZIONALI

Il fungaiolo che ha accusato Daniza di averlo aggredito lasciandole soli alcuni graffi ha mentito e non è mai stato aggredito dall’orso, ma si sarebbe inventato tutta questa storia al fine di intascare il risarcimento dello Stato che potrebbe arrivare a 100.000 euro e che gli servirebbe per ripianare alcune sue spese.
Questa pare essere la verità  che emerge ora dopo ora e che nella giornata di oggi è stata messa nero su bianco da testimoni diretti e inviata da AIDAA alla Procura della Repubblica di Trento.
Se cosi fosse si tratterebbe di una operazione a tavolino senza precedenti che di fatto ha causato la morte di Daniza e che sta mettendo a rischio la vita dei suoi cuccioli.
AIDAA nel frattempo ha chiesto alla procura di Trento il sequestro delle cartelle cliniche dell’uomo e una visita fiscale da parte di una commissione medica indipendente.
Secondo i dati che l’associazione sta raccogliendo le cose non sarebbero andate come raccontato dal fungaiolo e gli sviluppi che potrebbero scaturire già  nelle prossime ore sono assolutamente clamorosi.
“Occorre fare luce e alla base della morte di Daniza – ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- anzichè una aggressione ci troviamo di fronte a un tentativo di truffa ”

.
IL TESTO DELLA DENUNCIA

Il presidente nazionale dell’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente — AIDAA ha inviato secondo le modalità  di legge un esposto-denuncia contro il fungaiolo che asserisce di essere stato aggredito da Daniza.
L’esposto al quale si accompagna una testimonianza firmata chiede formalmente che la procura di Trento
-proceda al sequesto delle cartelle cliniche del fungaiolo
– proceda ad una visita fiscale con un equipe di periti nominata dal tribunale sulle ferite   presunte inferte ( o auto inferte) da Daniza al fungaiolo
– si accerti quanto sostenuto nella testimonianza secondo la quale il fungaiolo NON SAREBBE MAI STATO aggredito dall’Orsa Daniz
– Valuti i retroscena contenuti nell’esposto in merito alle vicende occorse dal 13 agosto ad oggi (compresi gli incidenti stradali di cui sono stati vittime alcuni esponenti di questa vicenda) ed il rapporto tra queste situazioni oscure ed il mondo economico legati alla realizzazione delle piste dal sc
– Valuti se esistrono gli estremi per le accuse di FALSO IDEOLOGICO, FALSO MATERIALE E TENTATA TRUFFA NEI CONFRONTI DEL FUNGAIOLO
– Valuti le ulteriori responsabilità  in merito ai fatti che ruotano attorno alla vicenda Daniza e che vanno dal 13 agosto 2014 ad oggi, ne individui i responsabili dei possibili reati penali e li persegua
Lorenzo Croce
Presidente nazionale AIDAA

argomento: Animali, Giustizia | Commenta »

CONSULTA-CSM, NAPOLITANO VUOLE L’INCIUCIO, ALLE 17 SI INCONTRANO RENZI E BERLUSCONI

Settembre 17th, 2014 Riccardo Fucile

“CANDIDATURE BLOCCATE DA PRETESE SETTARIE”… FORZA ITALIA PER IL CSM MOLLA LA CANDIDATURA DI VITALI: PARTITO DIVISO TRA MUGNAI E MAROTTA

Napolitano chiama, Renzi e Berlusconi provano a correre ai ripari.
Dopo l’undicesima fumata nera in poche settimane (e l’ennesima in pochi giorni) tutti lo aspettavano.
E ora è arrivato un nuovo intervento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sull’impasse in cui si trova il Parlamento che deve eleggere due giudici della Corte Costituzionale e due membri laici del Csm: “Il succedersi senza risultati conclusivi”, ha spiegato il Capo dello Stato, “solleva gravi interrogativi”.
Napolitano sottolinea che se continuano “a prevalere immotivate preclusioni nei confronti di candidature di altre forze politiche o la settaria pretesa di considerare idonei solo i candidati delle propria parte, il meccanismo si paralizza e lo stesso istituto di garanzia rappresentato dal sistema dei quorum qualificati si logora”.
Una presa di posizione, quella del Capo dello Stato, che ha avuto sviluppi immediati, tanto che dall’interno di Forza Italia è filtrata l’indiscrezione di un incontro tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi.
Obiettivo? Superare lo stallo. Il faccia a faccia (non confermato dal governo) si terrà  nel pomeriggio (intorno alle 17) e sul tavolo, oltre alle questioni Consulta e Csm, anche le riforme.
Se il Colle invoca l’accordo tra le forze politiche per evitare il protrarsi dello stallo e i leader di Pd e Forza Italia si muovono sulla strada indicata dal Colle, il vicepresidente della Camera del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio accusa i partiti che “per lottizzare Csm e Corte costituzionale bloccano il Parlamento da dieci giorni”.
Fisiologico invece secondo Pierluigi Bersani “fare qualche votazione in più”, perchè a differenza del passato, “fino al 2013 ci sono sempre state in Parlamento due grandi aree, la sinistra e la destra”, ora “c’è un meccanismo tripolare con il Movimento Cinque Stelle, quindi arrivare a 570 voti non è semplice”.
Intanto, in vista della votazione delle 16.15, i senatori di Forza Italia hanno ricevuto, a quanto si apprende, l’indicazione via sms: sì a Luciano Violante e Donato Bruno per la Consulta e scheda bianca per il Csm.
E visto che non ci sarebbe ancora un accordo sul candidato per Palazzo Marescialli il partito avrebbe chiesto di rinviare il voto di oggi pomeriggio del Parlamento in seduta comune.
La candidatura dell’ex sottosegretario alla Giustizia Luigi Vitali sarebbe definitivamente tramontata, non avendo raggiunto il quorum nelle votazioni precedenti.
Sul nome di chi debba andare al suo posto, però, gli azzurri sono spaccati: c’è chi vorrebbe Franco Mugnai (ex An) e chi altri nomi, a cominciare da quello di Nino Marotta.
Per il momento, però, la richiesta di un rinvio non sarebbe stata accolta.

(da “il Fatto Quotidiano“)

argomento: Napolitano | Commenta »

CI VOLEVA UN SERVO DEL MONDIALISMO PER CERTIFICARE LO SFRUTTAMENTO DEI GIOVANI: MAI PIU’ LAVORO A TEMPO INDETERMINATO

Settembre 17th, 2014 Riccardo Fucile

NON SOLO NEI PRIMI TRE ANNI MA ANCHE IN SEGUITO UN NEOASSUNTO POTRA’ ESSERE INGIUSTAMENTE LICENZIATO SENZA AVER DIRITTO AL REINTEGRO, SOLO UNA LIQUIDAZIONE IN DENARO

La bomba la lancia Maurizio Sacconi: “L’applicazione del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti avverrà  per le nuove assunzioni. Con un indennizzo proporzionato all’anzianità  e dunque senza il reintegro dell’articolo 18.A regime sarà  per tutti quello”.
Dopo l’entrata in vigore delle nuove norme sul lavoro, tutti i neo assunti non avranno dunque più diritto a riavere il proprio posto di lavoro in caso di licenziamento ingiusto, ma si dovranno accontentare di un indennizzo economico.
Questa volta non si tratta della posizione del Nuovo centrodestra, che da settimane ha innalzato il vessillo della revisione dello Statuto dei lavoratori.
È quanto è emerso dall’ultima riunione di maggioranza prima del passaggio decisivo – tra oggi e domani – della legge delega in Commissione.
Il testo indica letteralmente la “previsione, per le nuove assunzioni, del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti in relazione all’anzianità  di servizio”.
Che non ci si limiti ad applicarla ai primi tre anni per le nuove assunzioni, com’era apparso in un primo momento, ma la si estenda all’intera vita lavorativa di chi firmerà  il contratto dal giorno dopo dell’entrata in vigore della norma, non è una libera interpretazione di Sacconi.
Il renziano Stefano Lepri, vicepresidente del gruppo Pd a Palazzo Madama, è ancora più esplicito:.
L’emendamento del Governo depositato stamattina in commissione Lavoro è chiaro: le nuove assunzioni a tempo indeterminato, per giovani e non, saranno a tutele crescenti. L’articolo 18 continuerà  dunque ad applicarsi per chi già  ne beneficia; per i nuovi contratti, in caso di licenziamento, ci sarà  un indennizzo commisurato all’anzianità  di servizio”.
Un doppio regime, dunque, uno spartiacque fra padri e figli.
I primi certi della tutela del posto di lavoro in caso di allontanamento ingiustificato da parte del datore di lavoro, i secondi coperti solamente da un indennizzo economico.
Annamaria Parente, una delle due senatrici Democratiche che gestisce la complicata battaglia parlamentare, tenta di ammorbidire il colpo parlando di una “seconda gamba del provvedimento” costituita “dalla riforma degli ammortizzatori sociali e dell’Agenzia nazionale per l’impiego” senza la quale la riforma del lavoro è destinata a fallire.
Angelino Alfano esulta, Stefano Fassina promette battaglia: “La soluzione trovata da Renzi è la soluzione della destra. Ci opporremo a tutto questo, chiedendo che il segretario del nostro partito torni alla proposta che ci aveva fatto originariamente, che prevedeva la non applicazione per i soli tre anni di apprendistato e l’abolizione di tutte le forme contrattuali che danno vita al precariato”.
Ma, nel giro di un batter d’occhi, è dai sindacati che arriva la risposta più dura.
La Uil annuncia una propria mobilitazione nazionale, accodandosi alla Cgil, alla Fiom e alla Cisl che avevano già  programmato una scelta analoga.
Al punto che Susanna Camusso ha lanciato l’idea di una manifestazione unitaria, uno sciopero generale che paralizzi il paese e porti in piazza le folle oceaniche dei tempi che furono.
“L’articolo 18 è solo lo scalpo che Renzi deve portare in Europa”, ha picchiato duro la segretaria della Cgil davanti alla Direzione nazionale.
Per farlo, dovrà  però passare sul cadavere delle organizzazioni sindacali.

argomento: Lavoro | Commenta »

« Previous Entries
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (38.028)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Marzo 2026 (115)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Settembre 2014
    L M M G V S D
    1234567
    891011121314
    15161718192021
    22232425262728
    2930  
    « Ago   Ott »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • GLI STATI UNITI STANNO CHIEDENDO AIUTO ALL’UCRAINA PER AVERE LA FORMIDABILE TECNOLOGIA ANTI-DRONE DI KIEV : PER ABBATTERE I DRONI SHAHED IRANIANI, DA 30MILA DOLLARI L’UNO, GLI AMERICANI USANO MISSILI INTERCETTORI DA 4 MILIONI DI DOLLARI
    • GLI STATI UNITI POTREBBERO PERDERE LA GUERRA: PER ABBATTERE I DRONI IRANIANI, POCO SOFISTICATI E LOW COST, GLI AMERICANI SPRECANO MISSILI COSTOSISSIMI E DIFFICILI DA PRODURRE. SE IL CONFLITTO VA AVANTI A LUNGO, GLI USA RISCHIANO DI RIMANERE SENZA DIFESE AEREE IN PATRIA, E RUSSIA E CINA POTREBBERO APPROFITTARNE
    • IL MONDO È IN FIAMME, E IL NOSTRO MINISTRO DEGLI ESTERI SE NE VA IN VALLE D’AOSTA PER L’EVENTO DI FORZA ITALIA “AZZURRI IN VETTA”
    • CHE COINCIDENZA: QUALCUNO, NELLA STESSA NOTTE E NELLA “MEDESIMA CAMPAGNA DI INFEZIONE” IN CUI GLI 007 ITALIANI SPIAVANO CACCIA E CASARINI, HA INFETTATO IL TELEFONO DI CANCELLATO
    • LA CINA AUMENTERÀ IL BUDGET PER LA DIFESA AL 7% NEL 2026: PECHINO PREVEDE DI SPENDERE 276,8 MILIARDI DI DOLLARI PER LA DIFESA, CIRCA TRE VOLTE MENO DEL BILANCIO MILITARE DEGLI STATI UNITI
    • GLI ITALIANI A DUBAI VOGLIONO PRIVATIZZARE L’UTILE E COLLETTIVIZZARE IL COSTO: SE NE SONO ANDATI NEL GOLFO PER NON PAGARE LE TASSE NEL NOSTRO PAESE MA, ORA CHE PIOVONO MISSILI, CHIEDONO ALL’ITALIA DI ESSERE RIMPATRIATI (SPERANDO CHE PAGHI PANTALONE)
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA