Maggio 5th, 2018 Riccardo Fucile
LE ARMI CONTRO IL VOTO BIS: PARLERA’ CHIARO, ADDITERA’ I RESPONSABILI DELLO STALLO E SCEGLIERA’ MINISTRI INNOVATIVI
Tutto e tutti sembrano remare contro il governo di tregua, al punto che tra i nemici del Colle (ce ne sono un certo numero, perfino nell’ex-partito del Presidente) ieri fiorivano battutacce irriguardose tipo «colpito e affondato», insieme a discorsi fintamente preoccupati per la «brutta figura» che Sergio Mattarella farebbe qualora la sua proposta venisse bocciata dal Parlamento.
Il rischio senz’altro esiste e sul Colle ne sono consapevoli. Tuttavia a sera non si percepiva lassù quel clima di resa che precede le grandi disfatte.
Al contrario, circolava un’aria di cauto ottimismo, come se l’impresa di evitare elezioni-bis risultasse ancora fattibile.
Inutile domandare su cosa si fondi tale speranza: il Quirinale non è mai stato il palazzo degli spifferi.
La sensazione è che il terrore di tornare al voto stia provocando riflessioni a 360 gradi, e non soltanto tra i «peones», i quali già si sentono condannati a tornare nel nulla da cui sono venuti.
Accordi impossibili oggi (tra M5S e Lega, oppure tra Centrodestra e parte del Pd) potrebbero diventarlo tra pochi mesi: perchè gettare la spugna subito e non attendere quanto basta affinchè le intese maturino?
Gelo su Salvini
Di certo, il Presidente non ingrana la retromarcia. Il suo programma resta invariato. Lunedì ascolterà i partiti per verificare se gli porteranno qualche novità oppure verranno a ripetergli le solite tiritere.
Il colloquio con Salvini si annuncia particolarmente difficile perchè il leader della Lega, che ieri sembrava disponibile a ragionare di tregua, alla fine chiederà un incarico per se stesso o, in subordine, per qualche personaggio di centrodestra che vada in Parlamento a raccattare i voti necessari.
Mattarella gli chiederà in quali aree politiche immagina di trovare quei voti e Salvini risponderà (ne ha ragionato ieri a lungo con Berlusconi per evitare discussioni nel salotto presidenziale) che qualora rivelasse i nomi dei potenziali sostenitori, rischierebbe di far implodere il suo tentativo, dunque manterrà il riserbo.
Per farla breve: lunedì si dimostrerà che, purtroppo, i partiti sono annegati nel classico bicchier d’acqua.
Quella sera stessa, o l’indomani, il Capo dello Stato metterà in campo il «suo» governo. Lo farà giurare fedeltà alla Repubblica, cosicchè Gentiloni uscirà di scena.
E il nuovo premier andrà in Parlamento per chiedere la fiducia. Se verrà negata, gestirà le elezioni dopo l’estate.
A occhio nudo sembra la prospettiva più probabile. Eppure, al Quirinale pensano di avere ancora un paio di buone cartucce.
Le due cartucce
Anzitutto, il discorso del Presidente. Mattarella parlerà al Paese facendo leva sulla propria immagine e cavalcando l’onda del malessere collettivo.
Ognuno ha il proprio stile, per cui sarebbe incauto tirare in ballo Pertini o gli altri predecessori che si rivolsero direttamente al popolo.
Sia come sia, l’attuale inquilino del Colle non le manderà a dire; additerà i fautori di elezioni anticipate quali colpevoli degli inevitabili rincari che colpiranno anzitutto la povera gente (per congelare l’aumento dell’Iva al 25 per cento servirebbe un governo che approvi entro l’anno la Finanziaria, in caso di nuove elezioni non si farebbe in tempo).
Chi si opporrà al governo di tregua dovrà pagare un prezzo politico. E poi Mattarella, a quanto si dice, sceglierà una squadra di governo parecchio innovativa.
Altro che ministri tecnici, funzionari semi-sconosciuti o grand commis dalla dubbia reputazione: sul Colle si sta lavorando, nelle intenzioni, a nomi super-partes che colpiscano l’immaginario, a soluzioni sorprendenti, perfino un po’ «pop», alle quali chi rappresenta il nuovo faticherà a rispondere no.
O dovrà farlo a malincuore.
(da “La Stampa”)
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Maggio 5th, 2018 Riccardo Fucile
IL GIURISTA INCARICATO DA DI MAIO SMENTISCE IL M5S: “NON E’ VERO CHE IL PROPORZIONALE E’ UN MALE, BISOGNA AVERE LA VIRTU’ DEL NEGOZIATO E DEL COMPROMESSO IN POLITICA”
Di Maio dice che è possibile votare già in estate, è cosi? 
“Sotto il profilo giuridico ha ragione, ed è legittimato a chiederlo. Ma è pur vero che occorre tenere conto della praticabilità delle norme”, “nella storia repubblicana non c’è il precedente di una legislatura interrotta dopo pochi mesi. E le prassi hanno una loro rilevanza nelle scelte del Capo dello Stato”.
Lo sottolinea, in un’intervista a La Stampa, il professor Giacinto Della Cananea, incaricato di Di Maio di studiare le convergenze programmatiche tra il Movimento 5 Stelle e Pd e Lega. “Sono uno studioso delle istituzioni pubbliche – precisa -, non al servizio di un partito. Ho condiviso un’impostazione di metodo, individuando un percorso, ma resto indipendente”.
Per il docente ‘arruolato’ dai Cinque Stelle, non è il caso di correre subito a nuove elezioni, anche perchè “è difficile immaginare che la macchina pubblica sia in grado di organizzare il voto all’estero in meno di due mesi”.
Della Cananea osserva che “un governo politico è preferibile. Ma se l’accordo non c’è, e interrompere la legislatura è una scommessa pericolosa”, un governo di tregua “può essere una strada”.
Ma esclude che un governo di questo tipo possa mettere mano alla legge elettorale: “ci potrebbero essere ripercussioni sulla tenuta stessa della maggioranza”.
Se si rivotasse con questa legge cosa succederebbe?
“Se guardiamo a quanto accaduto in altri casi di Paesi in cui si è rivotato in tempi stretti con il proporzionale, in Spagna e Grecia, i rapporti di forza non sono cambiati. Ciò detto escludo che i sistemi proporzionali siano un male in sè. Non va demonizzato il concetto di “consociational democracy”: in esso ci sono le virtù del negoziato e del compromesso. Pochi anni fa persino in Gran Bretagna, patria del maggioritario, dovettero accettare un governo di coalizione”.
(da “Huffingtonpost”)
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Maggio 5th, 2018 Riccardo Fucile
UN EMENDAMENTO APRE A UNA INFORNATA DI ASSUNZIONI NELLE SOCIETA’ PUBBLICHE, MA LA NORMA E’ STATA GIA’ DICHIARATA ILLEGITTIMA ALTROVE, SOLO UNO SPECCHIETTO PER LE ALLODOLE
Tremila alla Resais, il carrozzone-parcheggio del lavoro in Sicilia che da 15 anni raccoglie le maestranze delle avventure fallimentari della Regione imprenditrice, e 13 mila nei Comuni dell’isola per un totale di 16mila assunzioni, grazie a un emendamento alla Finanziaria approvato dall’aula che ha dato il via alla max i-info rnata diprecari da stabilizzare a partire dal gennaio del 2019.
Il problema è che molto probabilmente non se ne farà nulla.
La Resais, che oggi di dipendenti ne conta “appena” 245, serve allo scopo di assorbire i dipendenti degli enti regionali che nel tempo sono stati sciolti
Nel bacino sono finiti via via l’Azienda asfalti siciliani (Azasi), che fedele al suo nome doveva sviluppare «la ricerca, la trasformazione e il consumo degli asfalti siciliani» ed è stata chiusa nel 2002, l’Ente siciliano per la promozione industriale (Espi), in liquidazione dal 1999, e l’Ente minerario siciliano (Ems), chiuso nello stesso anno. Ma ora sulla Resais, che nell’ultimo bilancio dichiara un «valore della produzione» da 25,2 milioni composto per il 98,6% dai contributi della Regione, piove un’eredità fuori misura.
I quasi 2.900 dipendenti in arrivo sono i cosiddetti ex Pip, persone imbarcate fin dal 1999 in un piano di «inserimento professionale» che avrebbe dovuto gestire l’«emergenza Palermo» con un progetto che però è presto naufragato.
I diretti interessati sono stati utilizzati qua e là per esigenze varie della pubblica amministrazione.
Ora la politica siciliana prospetta loro il miraggio dell’assunzione, che però arriverebbe senza concorso e senza alcun accordo con il governo nazionale: la norma potrebbe essere facilmente impugnata e annullata.
La stessa fine, e per gli stessi motivi, dovrebbero fare i 13mila assunti nei comuni siciliani.
In questo caso, spiega il Sole 24 Ore, le regole sono quelle dell’Italia a Statuto ordinario, perchè la riforma Madia permette alla Pubblica amministrazione di stabilizzare i precari con almeno tre anni di anzianità negli ultimi otto.
Qualche giorno fa i dirigenti marchigiani che hanno assunto 776 precari sono stati denunciati per abuso d’ufficio.
E il rischio è che la storia si ripeta: per questo probabilmente l’assunzione della Regione Siciliana rimarrà lettera morta o verrà in qualche modo annullata o superata. Con lo scorno di chi è stato illuso in questi giorni da un voto che sa molto di favore elettorale restituito.
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 5th, 2018 Riccardo Fucile
“POPULISTI PROVINO A GOVERNARE SE CI RIESCONO”… HANNO ADERITO 300 AMMINISTRATORI LOCALI
Italia in Comune, il partito civico dei sindaci, inizia il suo percorso da Parma, la città amministrata
da Federico Pizzarotti.
Un viaggio per far conoscere la carta dei valori e la struttura che toccherà varie regioni e che dovrà portare all’assemblea nazionale fissata a ottobre.
Il primo banco di prova elettorale saranno le elezioni Regionali del 2019 in Emilia Romagna; esclusa invece una partecipazione a eventuali nuove elezioni Politiche: “Credo sia presto, almeno questo è un mio parere, pensare di presentare una propria lista. Poi sarà l’assemblea direttiva ha decidere i passi da fare, anche in base a quanto succederà . Sono contrario ad accelerazioni. Compiere passi anticipati sarebbe come cercare un trampolino che potrebbe essere pericoloso. Occorre prudenza” afferma Pizzarotti prima dell’avvio dell’incontro che richiamato a Parma più di 300 amministratori da tutta Italia compresa la Giunta cittadina quasi al completo e diversi consiglieri comunali di Effetto Parma
Elezioni nazionali che tuttavia il primo cittadino auspica: “Non possiamo galleggiare per molti mesi e non si deve aver paura di tornare alle urne. Auspico sarà così per avere un governo stabile. In questo caso, credo che in particolare la Lega potrebbe aumentare il consenso e avere i numeri per governare con il M5s. Salvini è oggettivamente quello che si sta muovendo meglio in questa fase e il Carroccio l’unico che sta crescendo”.
“Una ipotesi di governo Lega – M5s ? Sarebbe interessante vedere – ragiona l’ex grillino – come un governo populista, in un momento di crisi come questa, riuscirebbe a trovare le risorse per attuare flat tax e reddito di cittadinanza. Il Movimento 5 Stelle è il primo partito nel Paese. Mi auguro abbia la possibilità di governare. Il populismo si sgonfia mettendolo alla prova dei fatti”.
Italia in Comune punta a essere differente: “La situazione attuale potrebbe anche servire a tanti cittadini per rendersi conto che le proposte fatte in campagna elettorale da alcuni partiti sono assolutamente irrealizzabili, mentre noi stiamo costruendo un programma serio, concreto e non basato su sogni. Non facciamo promesse mirabolanti e mettiamo al centro l’esperienza diretta dei sindaci e temi come ambiente e cultura che sono usciti dai radar della politica nazionale. Abbiamo – spiega – dei valori chiari: laicità , europeismo, ambiente, cultura, lavoro, anti totalitarismo. I cittadini cercano risposte concrete e non guardano se chi si candida è un ex di destra o ex di sinistra. Pensiamo ai tanti del Pd che sono andati a votare Lega o 5 stelle”.
“La sicurezza ? Deve essere scissa dall’immigrazione. Per la prima servono piu’ investimenti, piu’ forze dell’ordine, pene certe e norme efficaci. Per la seconda serve una sola parola: inclusione”
Contrario ad anticipare l’appuntamento con le urne anche il cooordinatore di Italia in Comune: “Saremo coerenti con la scelta già fatta in questa tornata elettorale di non candidarci – dice Alessio Pascucci, sindaco di Cerveteri – Noi siamo diversi dagli altri partiti: non cerchiamo poltrone, incarichi bensì costruire un nuovo modo di fare politica. Per fare questo serve tempo”.
Quanto alle prossime regionali, Pizzarotti esclude una sua “presenza diretta. La escludo a priori. Italia in Comune non deve essere un partito personalistico come gli altri ma pluralista. Ci sono tanti amministratori capaci e saremo in grado di fare selezione, stando a fianco di chi si candiderà . A Parma il solo obiettivo di Parma Capitale italiana della cultura 2020 è qualcosa che non possiamo mancare”; quindi, è il paletto temporale di Pizzarotti, fino almeno al 2021 la priorità sarà portare avanti il mandato elettorale ottenuto nel 2017.
“Sono ampiamente soddisfatto così, fare il sindaco è il mestiere più bello del mondo e non cerco altri trampolini. Se successivamente scenari nazionali o di altro tipo cambieranno vedremo”.
Italia in Comune – ripete – vuole essere un “partito aperto e plurale, e perciò tutti i cittadini possono aderire. Cittadini e sindaci insieme oltre la destra e la sinistra. Le migliaia di sindaci che non urlano, non battibeccano, non puntano il dito contro gli ultimi, semplicemente e ogni giorno rispondono ai problemi dell’Italia e degli italiani mettendo in campo soluzioni e risultati”, conclude il sindaco di Parma.
(da agenzie)
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Maggio 5th, 2018 Riccardo Fucile
INTERVISTA ALLA PENSIONATA DI 75 ANNI DENUNCIATA PER SEQUESTRO: “HO LAVORATO PER 40 ANNI COME PARRUCCHIERA E HO SEMPRE RISPETTATO LE REGOLE, LO FACCIANO ANCHE GLI ALTRI”
Pina Conrotto ha 75 annni e per 40 anni tra Riva e Chieri ha lavorato come parrucchiera. “All’inizio le fatture non si usavano ai miei tempi, ma da quando sono diventate obbligatorie non mi sono mai rifiutata”.
Giovedì pomeriggio ha sequestrato in casa l’idraulico che le stava mettendo a posto il boiler di casa perchè non aveva voluto mostrarle gli scontrini del materiale acquistato per i lavori e nemmeno farle una ricevuta fiscale.
“Assolutamene non è vero – si difende l’artigiano – La signora mi ha accusato di non aver fatto a dovere i lavori e io le ho spiegato che avrei fatto la fattura quando fosse tutto ultimato”, spiega l’uomo che è rimasto sequestrato per almeno 40 minuti in un alloggio al quinto piano di un palazzone in centro a Chieri.
A casa sua sono arrivati i carabinieri di Pino Torinese.
Ora la signorina Pina, come si fa chiamare perchè dice “sono ancora da maritare” è stata denunciata per sequestro di persona e esercizio arbitrario delle proprie ragioni.
Signorina Pina ma davvero ha sequestrato il suo idraulico?
“L’ho chiuso in casa sì, ma perchè avevamo litigato e lui mi aveva spinto e quasi dato uno schiaffo ( circostanza che l’artigiano smentisce) quando io gli avevo detto di andarsene e tornare solo quando avesse avuto gli scontrini. Io mi sono spaventata e sono uscita di casa chiudendolo dentro”.
Quali scontrini avrebbe dovuto mostrarle l’idraulico?
“Quelle del materiale che ha usato per sostituirmi il boiler e mettermi a posto il sifone del lavandino della cucina. Non era la prima volta che veniva a casa mia, aveva già fatto parte del lavoro e aveva usato del materiale che io gli avevo pagato 88 euro. Ho solo chiesto di vedere la prova che avesse comprato tutto nuovo. Volevo essere certa che mi avesse installato pezzi nuovi”
E poi ha chiesto una fattura?
“Certo. Era un mi diritto sacrosanto farlo. Non si lavora così. E lui non voleva. Per questo abbiamo discusso”.
Addirittura sequestrarlo però forse è esagerato, non crede?
“Non so, ho agito d’istinto. Sono uscita di corsa e gli ho detto che avrei chiamato i carabinieri per raccontare quello che era successo”.
E poi li ha chiamati?
“Io no, lo ha fatto mia sorella che è arrivata perchè l’idraulico l’ha chiamata. Anche lei si è un po’ arrabiata con me per come ho agito ma io lo rifarei. Non sono pentita”.
E non la spaventa il fatto di essere stata denunciata per sequestro di persona?
“No non mi interessa.Chiedere gli scontrini era un mio diritto e anche la fattura. L’ho spiegato ai carabinieri, ho detto loro anche della discussione che avevamo avuto in casa”.
Anche lei ha lavorato come commerciante, è per questo che ci tiene tanto?
“Io sono per la legalità . Ho chiesto solo quello che mi spettava. Quando lavoravo come parrucchiera ho sempre seguito lo stesso critero. E’ così che si fa”.
Ma alla fine ha ottenuto la ricevuta?
“Un foglietto sì, sono stati i carabinieri a convincerlo a scriverlo. Ma gli scontrini non li ho visti”.
(da “La Repubblica”)
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Maggio 5th, 2018 Riccardo Fucile
UN CALCIATORE DEL ROZZANO CHIAMA “NEGRO DI MERDA” UN RAGAZZINO DEL PONTISOLA… SIAMO GIA’ A 15 CASI, I MANDANTI POLITICI ANCORA A PIEDE LIBERO
“Negro di m…” rivolto a un giocatore 13enne, centravanti avversario, durante una partita di calcio
tra giovanissimi della categoria Esordienti.
E’ stato questo insulto razzista a portare l’allenatore, Igor Trocchia, a decidere di ritirare la squadra dal torneo regionale, nonostante l’ottima posizione in classifica e nonostante stesse vincendo la partita.
E’ accaduto a Ponte S. Pietro (Bergamo) nel corso di un incontro tra Rozzano (Milano) e la locale squadra del Pontisola.
L’episodio si è chiarito solo a fine gara, quando il giovane Y.S. non ha voluto stringere la mano a chi lo aveva insultato, e l’allenatore, Igor Trocchia, informato della cosa, ha preso la decisione.
Il calciatore del Rozzano è stato punito con un mese di sospensione. Gli episodi di razzismo nelle categorie Esordienti e Giovanissimi ammonterebbero già a una quindicina.
(da agenzie)
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Maggio 5th, 2018 Riccardo Fucile
PREPARATEVI, QUANDO IN ITALIA GOVERNERANNO I COMPAGNI DI MERENDE DELL’EX SPIA DEL KGB SARA’ VIETATO DISSENTIRE
Il leader dell’opposizione russa Alexey Navalny è stato arrestato al suo arrivo in piazza Puskin a Mosca per partecipare al corteo di protesta da lui stesso indetto contro il quarto mandato presidenziale di Vladimir Putin, che ufficialmente inizierà lunedì.
L’accusa mossa all’attivista è quella di aver partecipato a un corteo non autorizzato, un classico della dittatura del Cremlino vietare ogni manifestazione e poi arrestare chi partecipa con l’accusa che “l’iniziativa non era autorizzata”
Nella stessa piazza, secondo quanto riporta l’Ansa, ci sono stati momenti di tensione tra i manifestanti anti Putin e un gruppo di nazionalisti che scandivano lo slogan “Putin. Patria. Libertà “.
La polizia russa ha però iniziato a fermare i partecipanti alla manifestazione anti-Putin provocando un fuggi-fuggi tra i dimostranti.
“Per noi non è lo zar” (Putin, ndr) è un movimento di protesta organizzato da Navalny e altri oppositori di Putin in novanta citt�
Nel giorni scorsi le autorità russe avevano allertato la popolazione sulle possibili “conseguenze negative” della partecipazione a cortei non autorizzati.
In un tweet Navalny aveva replicato “E io vorrei ricordare delle conseguenze negative per chi non partecipa. Se rimanete a casa la banda di Putin distruggerà il Paese e vi priverà del vostro futuro”.
Fin dalla mattinata la polizia ha fermato diversi dimostranti (15 nella sola Krasnoyarsk, secondo fonti degli attivisti e altri 15 a Barnaul) con l’accusa di manifestazione non autorizzata e resistenza agli agenti.
Nella maggioranza delle città i cortei non hanno ricevuto l’autorizzazione delle autorità .
Il giorno di natale, 25 dicembre, la commissione elettorale centrale di Mosca aveva bloccato la candidatura di Navalny alle presidenziali, definendolo “ineleggibile per problemi con la giustizia”.
Tutti i 12 componenti della commissione avevano votato contro la sua candidatura, motivando il rigetto con la controversa condanna a cinque anni per appropriazione indebita da lui subita. Navalny ha sempre sostenuto che si è trattato di una sentenza politica.
Arrestato e incarcerato più volte, Navalny da tempo denuncia la corruzione della classe dirigente russa.
A Krasnoyarsk ci sono stati tafferugli con le forze di sicurezza che hanno fermato alcuni attivisti. A Tomsk, è stata fermata la coordinatrice locale del movimento di Navalny, Ksenia Fadeeva. Ieri diversi attivisti erano stati fermati a San Pietroburgo, Krasnodar, Tambov, Kemerovo e Cheboksary.
Navalny ha fatto attivare un numero verde di informazioni a sostegno delle persone arrestate e lo ha segnalato sul canale twitter navalnylive, che sta seguendo i cortei nelle varie città .
L’iniziativa ha incassato il sostegno di molti attivisti e oppositori del presidente russo, tra il gruppo punk delle Pussy Riot, che hanno annunciato la loro partecipazione.
Le proteste sono state organizzate in vista dell’insediamento al Cremlino di Vladimir Putin per il suo quarto mandato presidenziale, ufficialmente previsto lunedì
(da agenzie)
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