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LA DOTTORESSA DI FIRENZE E IL FIDANZATO PSICOLOGO MA DI COLORE

Dicembre 21st, 2018 Riccardo Fucile

STORIE DI ORDINARIO RAZZISMO IN UN PAESE IN MANO A FOMENTATORI DI ODIO A PIEDE LIBERO

Se «sei buono e ti tirano le pietre», se «sei cattivo e ti tirano le pietre», «qualunque cosa fai, / dovunque te ne vai, / tu sempre pietre in faccia prenderai», cantava Pierre-Antoine in una canzone del 1967 che fece epoca. Oggi il testo andrebbe aggiornato sul colore della pelle.
Hai i soldi?
Se sei una donna con un fidanzato dalla pelle nera, in Italia incappi in piccoli ma costanti incidenti di percorso che non conosceresti se entrambe foste bianchi.
Una donna medico, di Firenze, 37 anni, ha un compagno francese. Di Parigi. Nero, 42 anni, psicologo. Persona schiva, con la comprensibile richiesta di anonimato per tutelare se stessa e soprattutto lui dalla eventuale furia che si scatenerebbe sui social, la donna racconta: «Il mio fidanzato è parigino, nero, laureato, indossa vestiti firmati eppure ogni singola volta che atterra all’aeroporto di Firenze, senza eccezione, viene fermato. Prima gli agenti gli chiedono da dove viene.
“Parigi”. Immancabile arriva la domanda: “Prima di Parigi?”. Lui risponde: “Parigi”. Poi la domanda successiva: “Ce le li hai i soldi?”. “Certo”. “E quanto hai?”. Una volta, esasperato, ha preso il portafoglio e ha cominciato a contare: cinque euro, dieci euro, venti euro … Un’altra ha mostrato la ‘Carta Oro’.
“Cosa vieni a fare a Firenze?” “A trovare la mia ragazza”. Certo, gli agenti fanno il loro lavoro. Eppure in tanti viaggi a me due volte hanno chiesto di aprire il bagaglio, non mi hanno mai chiesto se ho soldi».
Hai il biglietto? E gli altri…
Episodi di un razzismo strisciante, magari inconsapevole, senza aggressività ? «Accade di continuo. Due anni fa, nel bel mezzo della mostra “Da Kandinskij a Pollock” a Palazzo Strozzi, in una sala a metà  percorso l’addetta va dal mio fidanzato e solo a lui chiede il biglietto. Avevo io i biglietti ma ero in un’altra sala. Non è mai successo di sentirmi chiedere il biglietto a metà  percorso – racconta la dottoressa – Mi infurio, a quel punto lei dice “mi dispiace, non importa”, le rispondo che non si fa così, lei se ne va. Dopo si è scusata con il mio ragazzo. Spesso la gente agisce così, in buona fede: la ragazza era razzista inconsciamente, è un comportamento a livello inconscio ed è solo legato al colore della pelle». Oggi, chiosa, il clima è peggiorato.
«Se non ero con lui, quel posto al ristorante c’era»
I due cercano di non pensarci troppo. Il che è difficile. La dottoressa ricostruisce un altro fatto. Sempre piccolo, sempre insignificante, sempre significativo, nel suo piccolo. «Eravamo in un famoso ristorante romano dove avevo già  mangiato, bene, una volta. Ci ero tornata con lui. Il posto era affollato, ma mettevano tutti a sedere tranne noi. Dopo 40 minuti vado a lamentarmi, ci trovano un tavolo per quattro, stiamo per ordinare quando un cameriere si scusa, ci dice che ci sono altre persone per questo tavolo e ci offre un altro tavolo e un prosecco. Ci alziamo, ci danno il prosecco, poi il cameriere sparisce e il tavolo per noi non compare. Aspettiamo, chiediamo, il cameriere ci indica un tavolo dove c’erano avventori che aspettavano il dolce. Non so quanto siamo rimasti lì, alla fine ce ne siamo andati e il mio ragazzo osserva “se non eri con me mangiavi”. Aveva ragione».
La dottoressa non ricostruisce quindi una discriminazione clamorosa, il gesto violento: ricostruisce un atteggiamento più sottile, che pervade momenti quotidiani in forma subdola, spesso con atteggiamenti inconsapevoli ma che non per questo non feriscono. Tanto da far vacillare eventuali decisioni sul futuro. «Un figlio? Non so, non è il momento giusto per nascere nero».

(da Globalist)

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TUTTI I DEBITI NOSTRI PER LA MANOVRA LORO

Dicembre 21st, 2018 Riccardo Fucile

MANGIANO IN UN RISTORANTE DI LUSSO PER POI LASCIARE IL CONTO AL CLIENTE SUCCESSIVO

Nella realtà , mangiare in un ristorante e poi lasciare il conto al prossimo cliente non è possibile.
La politica invece è l’arte del possibile e la Manovra del Popolo che MoVimento 5 Stelle e Lega non sono ancora riusciti a varare ne è un esempio perfetto.
La legge di bilancio 2019 innescherà  aumenti di tasse o nuove gabelle, tagli ai fondi per gli investimenti e rinvii di spese che fino a ieri erano state presentate come urgentissime, e questo, insieme all’accento posto in tante occasioni sugli investimenti dal ministro Tria, fornisce l’esatta dimensione della credibilità  di certi discorsi programmatici e di certi politici.
Ci sarà  anche una spending review per i ministeri, annunciata in più occasioni dal MoVimento 5 Stelle che però per attuarla davvero ha dovuto aspettare “l’ordine di Juncker”, come direbbe Napalm51.
Il Messaggero ha riepilogato oggi in un’infografica tutti i risparmi e le nuove entrate per il 2019:   le potenziali sforbiciate riguardano temi come politiche sociali e famiglia, cooperazione allo sviluppo, diritto allo studio e sistema universitario, giustizia, ricerca scientifica.
E c’è di più: mentre il progetto originario della “flat tax” per tutti i contribuenti si è ridotto per ora ad un intervento a favore di una quota di partite Iva.
Dal 2020 si riproporrà  poi il tema delle clausole di salvaguardia Iva, che questo esecutivo aveva parzialmente disinnescato trovandosi poi a doverle incrementare all’ultimo momento.
Ecco quindi che chi dovrà  impostare la manovra il prossimo anno partirà  con un handicap di 23 miliardi, praticamente doppio rispetto a quello appena azzerato. Nel 2021 si arriverebbe poi a 29 miliardi, il che fa pensare che stavolta sarà  difficile disinnescare davvero le clausole: diventerebbe più realistico un aumento quanto meno selettivo dell’imposta.
È questo ormai da anni il progetto del ministero dell’Economia. In realtà  però i nodi potrebbero venire al pettine anche prima, perchè accanto ai 10 miliardi aggiuntivi ce ne sono altri 2 che potrebbero scattare a metà  anno, con la verifica prevista per il mese di luglio.

(da “NextQuotidiano”)

argomento: finanziaria | Commenta »

MUTUI, ADDIO SURROGHE: IL GOVERNO STA CON LE BANCHE E I NOTAI

Dicembre 21st, 2018 Riccardo Fucile

ANCORA UNA VOLTA PENALIZZATI I CONSUMATORI

Il governo del cambiamento, anzi del popolo, si scopre dalla parte delle banche e dei notai. Anche quando a essere penalizzati sono i consumatori.
A dire il vero, Lega e Cinque Stelle hanno ereditato dal governo Gentiloni il provvedimento che di fatto esonera i notai del rispetto delle norme a tutela dei consumatori e del mercato, ma si sono ben guardati dal metterci mano.
Anzi, al congresso nazionale del notariato, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha ribadito la stretta collaborazione fra il dicastero e i professionisti annunciando “un tavolo”.
D’altra parte il rapporto è stretto da tempo. E con una manovra a tenaglia è stato garantito uno status quo che penalizza chi cerca di innovare un settore ancorato al passato.
Ad esempio, con una circolare del ministero della Giustizia del 12 dicembre dello scorso anno penalizza l’80% delle surroghe, aumentando i costi delle quietanze notarili se la banca passiva non si presenta a firmare l’atto di surroga.
Insomma la circolare aumenta i costi per la banca attiva, se la banca passiva non collabora come dovrebbe alla surroga, facendo ostruzionismo, premiando così la condotta scorretta della banca che perde il cliente. Abbastanza per far desistere migliaia di italiani.
A completare l’opera è arrivato il capolavoro di Pd e Leu che con un emendamento alla legge di bilancio 2018, a firma Bruno Tabacci ha sottratto i notai al controllo dell’Antitrust.
Un provvedimento sacrosanto secondo i notai perchè eviterebbe un quarto grado di giudizio, ma che di fatto protegge una delle caste più potenti d’Italia dalle incursioni dell’authority a tutela dei consumatori.
Dal 2007 a oggi, l’Antitrust si è battuta per la portabilità  dei mutui contro i cartelli fra le banche; i cartelli fra banche e notai e i cartelli fra i notai stessi.
Comprensibile la gioia di Salvatore Lombardo, presidente dei notai italiani, che tra applausi scrocianti, al congresso nazionale del 6 novembre ha detto: “Sono diminuite, consentitemelo di dirlo, fortunatamente le surroghe (perchè noi abbiamo fatto una battaglia su questo), in quanto le surroghe agevolavano il singolo ma non agevolavano l’economia. È il nuovo mutuo che agevola l’economia. Il nuovo mutuo che mette in giro nuove risorse, fa fare nuove attività . Le surroghe sostituiscono a un singolo creditore un tasso inferiore a un tasso superiore … Ecco perchè sono contento di questo”.
E poco importa che il beneficio al singolo consumatore possa tradursi in maggiori consumi o in una più equa redistribuzione del reddito.
Per capire il sistema basta leggere il procedimento I803 dell’Antitrust secondo cui il Consiglio notarile di Milano “appare aver posto in essere un’articolata strategia collusiva, sviluppatasi attraverso un insieme di iniziative” che si prefiggevano “l’obiettivo comune di indurre i notai del distretto a limitare, sotto il profilo quantitativo, la propria attività , così restringendo il confronto concorrenziale tra gli stessi e conducendo, in ultima analisi, ad una ripartizione del mercato e a una limitazione della concorrenza di prezzo”.
Per l’authority il Consiglio notarile avrebbe “interpretato e applicato norme professionali e deontologiche in maniera anticoncorrenziale”.
Tradotto: per i notai meglio lavorare meno mantenendo tariffe più alte che innovare e lavorare di più a prezzi più bassi.
Ecco perchè il notariato e il Ministero   gravano di maggiori tasse e contributi le surroghe più veloci da concludere, rispetto a quelle trilaterali in cui la banca passiva può bloccare la portabilità : perchè fanno emergere i notai piຠefficenti a scapito degli altri.
E questo non va bene, ora che la leggina Tabacci sottrae i notai al mercato ed alla concorrenza.
Senza l’intervento di Tabacci&Co — confermato anche dal Movimento 5 Stelle -, la scure dell’Antitrust si sarebbe probabilmente abbattuta sulla casta. Così invece si fa politica anticoncorrenziale rimpinguando le finanze della cassa notarile: i proverbiali due piccioni con una fava.
Sulla norma Tabacci, però, pende un ricorso dell’autority per la Concorrenza alla Corte Costituzionale: il 4 dicembre si è tenuta l’udienza pubblica, ma in attesa della sentenza il provvedimento resta in vigore.
Nel frattempo a festeggiare sono sempre le banche. Dopo l’entrata in vigore delle liberalizzazioni volute da Bersani hanno perso il diritto alla penale di estinzione anticipata del mutuo, ma si sono inventate le spese obbligatorie di istruttoria e oggi assistono festanti al crollo delle surroghe.
Dal 2007 a oggi sono circa 500mila gli italiani che sono riusciti a liberarsi di un cattivo mutuo a costo zero con un risparmio che arriva anche a duemila euro l’anno (ossia un miliardo l’anno di risparmi per le famiglie italiane).
Senza la portabilità  del mutuo — o con costi che la renderebbero proibitiva — i consumatori presto potrebbero non avere più difese contro le banche più aggressive, con il rischio di pagare un conto finale ancora più salato.

(da “Business Insider“)

argomento: denuncia | Commenta »

“SETTE MILIARDI PER IL REDDITO NON BASTANO, DATELI AL FONDO POVERTA'”

Dicembre 21st, 2018 Riccardo Fucile

IL PARERE DELLE ASSOCIAZIONI SPECIALIZZATE IN ASSISTENZA AI POVERI VERI

“I 7,1 miliardi di euro destinati dalla manovra economica del governo Conte al reddito di cittadinanza siano “destinati ad incrementare il Fondo per la lotta alla povertà  e all’esclusione sociale”.
A chiederlo è l’Alleanza contro la povertà , il network di decine di organizzazioni impegnate da tempo nella richiesta di uno strumento di contrasto alla povertà  assoluta.
L’Alleanza – si legge in una nota – “ha sempre sostenuto con forza la necessità  di investire nelle politiche di contrasto alla povertà  con uno stanziamento strutturale e adeguato. In ragione di ciò, riteniamo necessario che nella legge di bilancio i 9 miliardi annunciati per il contrasto alla povertà , e ora scesi a 7,1, siano destinati a incrementare il Fondo per la   lotta alla povertà  e all’esclusione sociale, un fondo strutturale che ha nella sua stessa denominazione la sua inequivocabile finalità , adeguando conseguentemente la quota destinata al rafforzamento dei servizi pubblici territoriali e lasciando ai relativi provvedimenti normativi le caratteristiche delle misure”.
Nel mirino dell’Alleanza c’è anche il fatto che la legge di bilancio prevede l’utilizzo delle risorse per più finalità , ad iniziare dalla riforma dei Centri per l’Impiego.
“La necessità  di avviare politiche adeguate che siano a valere su risorse certe, inoltre, rende non condivisibile il meccanismo compensativo tra Fondi con finalità  strutturalmente differenti come indicato nel provvedimento. Un meccanismo che – conclude l’Alleanza – rischia di sottrarre risorse alle necessarie e articolate politiche di inclusione”.

(da Globalist)

argomento: povertà | Commenta »

PRIMA GLI ITALIANI: ANZIANO RIDOTTO IN SCHIAVITU’ DA DUE ITALIANI AD ACILIA

Dicembre 21st, 2018 Riccardo Fucile

COSTRETTO A CONSEGNARE LA PENSIONE E A CHIEDERE L’ELEMOSINA

I carabinieri hanno arrestato una vicina di casa di 61 anni accusata di riduzione in Hanno schiavizzato un anziano facendosi consegnare la pensione e mandandolo a chiedere l’elemosina. Una storia di angherie e soprusi ai danni di un pensionato 73enne scoperta dai carabinieri di Acilia, alle porte di Roma, durante l’operazione Natale sicuro.
A metterla in atto una coppia di romani, lei di 61 anni, lui di 64. La donna è stata arrestata mentre il marito è stato denunciato a piede libero
L’anziano pensionato, residente nella capitale, era caduto in una infida trappola architettata da quelli che, un tempo, erano suoi amici e vicini di casa.
Si tratta di una coppia di romani, lei di 61 anni e il marito di 64, che in passato aveva anche aiutato economicamente quando stavano attraversando un momento di difficoltà 
Ma quell’aiuto era stato l’inizio di continue pretese e minacce. Il 73enne è stato soggiogato dalla coppia e costretto a corrispondere loro l’intera pensione con la minaccia, in caso di ritardo nei pagamenti, l’intervento di un fantomatico giudice pronto a fargli perdere la titolarità  del suo appartamento.
La coppia ha anche costretto l’anziano ad andare a chiedere l’elemosina di fronte ad una farmacia di Acilia, le cui somme venivano giornalmente ritirate dai due
I carabinieri di Acilia, dopo aver avuto segnalazioni sulla situazione di sottomissione del 73enne, hanno avviato una serie appostamenti nei pressi della farmacia per verificare e documentare le vessazioni imposte al pensionato
Nel corso di una consegna di denaro da parte del 73enne alla donna, i militari sono entrati in azione fermando la coppia di coniugi e portando tutti in caserma.
Dopo un’iniziale reticenza nel raccontare la vicenda, per paura di ritorsioni, il 73enne, rincuorato dai carabinieri, ha denunciato la vicenda. L’incubo si è quindi concluso con l’arresto della donna, accusata di riduzione in schiavitù aggravata in concorso con il marito che è stato denunciato a piede libero.

(da Globalist)

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