Gennaio 10th, 2019 Riccardo Fucile
A DIFFERENZA DI SALVINI, LA FEDERAZIONE INTERNAZIONALE RICORDA CHE LE LEGGI VANNO APPLICATE
La Fifa non cambia rotta sulla lotta ad ogni forma di razzismo. La posizione del massimo organo calcistico rimane invariata: “qualsiasi forma di razzismo e discriminazione all’interno o all’esterno del campo è totalmente inaccettabile e non ha posto nel calcio, bisogna rispettare il protocollo”.
L’idea fissa è su come lavorare sul razzismo, per questo il massimo organismo mondiale guidato da Gianni Infantino proprio per il Mondiale in Russia aveva preparato un protocollo e una procedura a tre livelli, tra questi c’è il contatto con le autorità e carta bianca all’arbitro per la sospensione dell’incontro.
Nel suo incontro di maggio 2017, il Consiglio Fifa ha sottolineato che le associazioni e gli arbitri membri dovrebbero essere pronti ad adottare una politica rigorosa per affrontare gli incidenti di natura razzista, seguendo le procedure stabilite. La Fifa comunque si dice “sempre disponibile per ulteriori discussioni con le parti interessate al fine di migliorare continuamente le sue procedure”.
Il protocollo che era in vigore alla Coppa del Mondo 2018 e che la Fifa raccomanda di seguire è il seguente: per ogni partita, la Fifa ha schierato tre osservatori delle partite anti-discriminazione, ben informati sulle specificità della cultura, dei tifosi e sulle forme di comportamento discriminatorio nello stadio in si sono verificati casi di possibile natura discriminatoria.
Durante la partita, gli osservatori contro la discriminazione e i loro coordinatori erano in contatto con gli agenti della sicurezza e della sicurezza della Fifa per identificare e affrontare rapidamente gli incidenti, ad esempio parlando ai tifosi, rimuovendo oggetti proibiti o espellendo le persone dallo stadio.
A supporto delle misure di sicurezza la Fifa può utilizzare un annuncio senza interferire con la partita per reagire agli incidenti discriminatori. In caso di incidenti discriminatori gravi e continui, quando il comportamento persiste in seguito a tutti i possibili tentativi di controllarlo, i funzionari di gara sono responsabili del coordinamento dell’escalation e dell’applicazione della procedura in tre fasi:
Fase 1: Stop alla partita – L’arbitro può decidere di fermare il gioco in modo che venga fatto un annuncio allo stadio, invitando gli spettatori a cessare il comportamento discriminatorio.
Fase 2: Sospensione della partita – Se il comportamento discriminatorio continua una volta che il gioco è ripreso, l’arbitro può chiedere alle squadre di tornare negli spogliatoi e sospendere una partita per un periodo di tempo ragionevole fino a quando il comportamento non si placa.
Fase 3: Abbandono della partita – In uno scenario critico e dopo aver consultato tutte le parti interessate (inclusi i capitani delle squadre e le autorità di sicurezza) l’arbitro ha il diritto di decidere di interrompere definitivamente la partita come ultima risorsa.
(da “Il Fatto Quotidiano”)
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Gennaio 10th, 2019 Riccardo Fucile
LA MADRE DELL’ESPONENTE M5S OCCUPAVA ILLECITAMENTE DA 4 ANNI UN APPARTAMENTO ATER… DELLO SFRATTO SI OCCUPERA’ IL COMUNE DI ROMA
Alla fine, Graziella Bartolucci è stata condannata a pagare anche le spese legali. Il meno
rispetto al fatto che la mamma della senatrice M5S Paola Taverna, vicepresidente di Palazzo Madama, dovrà lasciare l’alloggio popolare all’Alessandrino, periferia est della capitale, in cui vive dal 1994 dopo regolare assegnazione e di cui risulta, adesso col timbro di un tribunale, occupante abusiva per aver perso i titoli.
Il ricorso al Tribunale civile della donna, 80 anni, è stato rigettato nell’udienza che ha avuto luogo ieri.
Oggi è uscita invece la sentenza che mette un punto a una vicenda emersa sulle pagine di Repubblica lo scorso ottobre e che mette in imbarazzo la giunta pentastellata romana: spetta, infatti, alle strutture del Campidoglio – e dunque alla sindaca Virginia Raggi – il compito di eseguire lo sfratto della mamma di una delle parlamentari più in vista del Movimento.
Sempre se la donna non decida di lasciare spontaneamente quell’appartamento sul quale, nel 2014, è scattato l’iter di decadenza concluso (nonostante le controdeduzioni della famiglia Taverna tutte puntualmente respinte) nel dicembre 2017.
Secondo gli accertamenti patrimoniali portati avanti dall’Ater, la signora Bartolucci nel corso degli anni ha perso il diritto di abitare quell’alloggio da 100-150 euro al mese di affitto da quando l’agenzia delle case popolari della Regione Lazio ha verificato che i beni del suo nucleo familiare superavano i limiti stabiliti dal regolamento.
In questo modo, la mamma della senatrice 5 Stelle si trova in una situazione di “esubero di reddito”, un’inquilina cioè che continua a pagare un affitto irrisorio pur quando le sue condizioni economiche imporrebbero di trovare altre sistemazioni.
“Mia madre percepisce una pensione minima e vive in una casa popolare dove ho vissuto anche io per tanti anni – si difese a ottobre la Taverna – credo abbia tutto il diritto di desiderare di morire nella stessa casa dove è vissuta”. Non così per i giudici amministrativi.
Ora, dopo la pubblicazione della sentenza e l’emissione del decreto di rilascio da parte dell’Ater, la palla passerà al Campidoglio per eseguire lo sfratto nel caso in cui la donna decidesse di restare ugualmente in quell’appartamento.
(da agenzie)
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Gennaio 10th, 2019 Riccardo Fucile
PIOGGIA DI COMMENTI NEGATIVI: “VENDUTO ANCHE TU ALLE LOBBY DEL FARMACO”
“Che vergogna”, “Imbarazzanti”, “Vi ho votato, traditori!”.
Sono alcuni dei commenti al post con cui Beppe Grillo annuncia di aver sottoscritto il Patto Trasversale per la Scienza, promosso dal virologo Roberto Burioni.
I No Vax non perdonano al fondatore del Movimento 5 stelle quello che considerano un voltafaccia, un tradimento per l’appunto.
Non mancano gli insulti a Burioni, definito da un utente “l’artefice del più bieco e vile comportamento umano il tradimento, grazie per esserti rivelato questa è la fine politica tua e dei 5 stelle”.
In tanti sostengono che dopo questo gesto non voteranno più per il movimento: “E pensare che una volta eri Il mio mito. Dalle stelle alle stalle. Addio Beppe!”.
Non mancano l’accusa di aver ceduto “ai poteri forti”, e un riferimento al Pd: “Farete la fine di Renzi”, si legge in un commento.
Un utente scrive: “Venduto anche tu alle lobby del farmaco? come la Grillo !!! Che schifo”. Tra i tanti insulti, una sparuta minoranza di follower prova a difendere la scelta.
Ma i commenti negativi continuano ad aumentare.
(da “Huffingtonpost”)
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Gennaio 10th, 2019 Riccardo Fucile
MOODY: “LE TASSE LOCALI SALIRANNO DI 2 MILIARDI”
Bisognerà aspettare ancora per avere la parola definitiva sul decreto per Reddito di
cittadinanza e quota 100. Slitta, probabilmente alla prossima settimana, la discussione su queste tematiche nel Consiglio dei ministri, dal quale si attendeva il varo del provvedimento: l’esecutivo si incontra ugualmente oggi, ma senza avere sul tavolo nè il maxi-decreto nè la nomina del nuovo presidente della Consob.
Prende invece corpo la retromarcia sulla cancellazione dell’agevolazione Ires al non profit (enti del terzo settore): dovrebbe trovare posto nel decreto sulle semplificazioni, come confermano i due relatori, Mauro Coltorti (M5S) e Daisy Pirovano (Lega) al termine dell’ufficio di presidenza che ha deciso di sconvocare la seduta delle commissioni di domani e di rinviare i lavori sul provvedimento direttamente a martedì prossimo 15 gennaio (il giorno in cui il testo sarebbe dovuto arrivare già in Aula).
Nell’ordine del giorno della riunione del Cdm non si ha dunque traccia delle misure cardine di Lega e M5s.
Per questi temi, la possibile data di recupero è il prossimo venerdì. “E’ probabile”, ha detto il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, a chi gli chiedeva se la riunione dell’esecutivo si sarebbe tenuta la prossima settimana.
Un ennesimo segnale dopo ore di tensione nell’esecutivo, che – tra ipotesi di referendum sulla Tav e gestione dell’immigrazione – ha finito per mandare ai tempi supplementari anche il testo-manifesto del governo gialloverde. Sullo slittamento è montata la critica dell’opposizione.
Il deputato Pd Camillo D’Alessandro ha attaccato: “Quota 100 slitta a data da destinarsi. Il governo dice che forse il decreto sarà approvato la prossima settimana, ma in precedenza aveva detto che sarebbe partito entro questa settimana, per permettere a tutti gli interessati di poter fare domanda da subito per poter usufruire del provvedimento in estate. Lo stesso destino per il reddito di cittadinanza. Il governo è nel caos più totale”.
L’agenzia di rating Moody’s ha dedicato un report al mancato rinnovo del blocco delle aliquote dei tributi degli enti locali, che era in vigore dal 2016, derivante dalla legge di Bilancio gialloverde.
L’analisi a firma di Massimo Visconti, VP Senior Credit Officer dell’agenzia, ricorda che in questo modo gli enti “potranno nuovamente rimodulare le aliquote e le addizionali sulle quattro principali imposte: Irap, Imu/Tasi e addizionali Irpef famiglie e imprese”.
Considerando che gli enti potranno inoltre “decidere di applicare o rimuovere le esenzioni fiscali per alcune categorie di beneficiari come famiglie o imprese”, Visconti stima che “la riforma potrebbe consentire ulteriori entrate di circa 2 miliardi di euro”.
Una cifra in linea con i calcoli che qualche settimana fa redigeva la Uil, Servizio Politiche territoriali, che parlava di 130 euro in media pro capite: addizionale Irpef regionale (1,5 miliardi totali), addizionale Imu comunale (112 milioni) e aliquote Imu/Tasi (600 milioni) i singoli contributi stimati.
Secondo Moody’s, circa l’80% dei governi regionali e locali potrebbe cogliere l’opportunità di alzare le tasse nel corso del 2019. “Le grandi città come Milano, Venezia, Torino, Napoli e la Città Metropolitana di Roma, o Regioni come il Lazio o il Piemonte ne beneficeranno di meno, dato che avevano già impostato le aliquote vicino al loro livello massimo prima del congelamento”, si legge nel report.
Le elezioni locali del 2019 potrebbero fungere da deterrente per gli amministratori locali, ma il taglio ai trasferimenti statali nell’ordine del miliardo di euro (stima Uil) previsti dalla stessa legge di Bilancio potrebbe spingere in direzione opposta.
(da “La Repubblica“)
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Gennaio 10th, 2019 Riccardo Fucile
“DA ANNI SONO ABITUATA A SENTIRMI DIRE DI NON VIVERE E DI TUTTA RISPOSTA IO VIVO E VIVRO’ SEMPRE DI PIU'”… E ANCHE STAVOLTA GLI INFAMI VENGONO MASSACRATI DALLA RIBELLIONE DELLE PERSONE CIVILI
Doveva essere una foto come tante, un momento di tenerezza tra una mamma e la sua bambina, al termine di un esame universitario andato bene. Solo che la mamma in questione si chiama Annalisa Minetti e alcuni hater su Instagram non le hanno perdonato la scelta di aver messo al mondo dei figli nonostante la sua condizione di non vedente.
La sequenza di attacchi è stata riportata su Facebook da Iacopo Melio – giornalista e attivista per la causa dell’abbattimento di barriere architettoniche e stereotipi culturali, nonchè fresco appuntato dell’onorificenza di Cavaliere dell’ordine al merito, conferitagli dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella – e subito si è scatenata la controffensiva, che ha messo in minoranza i commenti degli odiatori.
Quella di Annalisa Minetti, 42 anni, non è una storia che si definirebbe comune.
A 18 anni scoprì di essere affetta da retinite pigmentosa e degenerazione maculare, malattie che l’avrebbero gradualmente condotta alla cecità .
Da quel momento, però, Minetti ha affrontato a testa alta qualsiasi sfida le si sia parata di fronte, ottenendo un settimo posto a Miss Italia 1997 e vincendo il Festival di Sanremo 1998, prima di abbandonare lo spettacolo e dedicarsi alle competizioni paralimpiche.
Le sue vittorie più grandi, però, restano proprio Elèna, la bambina della foto, e Fabio, il primogenito nato dal suo primo matrimonio con il calciatore Gennaro Esposito.
La cantante e atleta paralimpica ha risposto ai detrattori con un secondo post su Instagram, in cui ha pubblicamente ringraziato Iacopo Melio per aver risposto “a quei pochi ignoranti che hanno giudicato la mia vita, il mio ruolo di madre e la mia natura di donna”, aggiungendo che la sua condizione le permette di non perdersi alcun evento della vita di suoi figli, “nonostante questo mi costi fatica e a volta piango da sola di notte chiusa in bagno per la stanchezza”.
E conclude lo sfogo con una promessa: “Purtroppo per chi mi augura di restare chiusa in casa, mi vedrete presto in nuove sfide per la musica e per lo sport. E continuerò a condividere la felicità di crescere i miei figli con le tante persone che mi seguono e che sono nel mio cuore”.
(da agenzie)
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Gennaio 10th, 2019 Riccardo Fucile
NEREO PARISOTTO E’ TITOLARE DI UN’IMPRESA DI COSTRUZIONI CHE CERCA PERSONALE DISPOSTO ANCHE A TRASFERTE, CONTRATTO SINDACALE CON EXTRA DA 2.000 EURO AL MESE… ANCHE IN PADAGNA LAVORARE STANCA
Nereo Parisotto, titolare di Euroedile, società delle costruzioni di Treviso specializzata nei
ponteggi al servizio della quale operano oggi circa cento dipendenti, lancia un’appello su Facebook.
L’imprenditore ha bisogno di assumere 30 lavoratori edili disponibili ad affrontare trasferte.
La ricerca procede con difficoltà perchè ad oggi, ha ricevuto appena quindici offerte, metà delle quali di persone fuori regione e comunque non disponibili a viaggiare
L’altra metà , formata da candidati risultati idonei ad occupare i posti disponibili, assunzionti immediatamente
Riguardo al contratto offerto Parisotto dice: “Nel corso dell’ultimo mese abbiamo dovuto rinunciare al 40% delle commesse che ci sono arrivate – ha detto Parisotto – per mancanza di manodopera. Eppure l’inquadramento contrattuale è quello previsto dal Contratto nazionale dei metalmeccanici con l’aggiunta di plus legati alla sicurezza, alla capacità , al merito, alla disponibilità , alla gestione dell’attrezzatura in dotazione e alla serietà . I nostri dipendenti appena assunti – conclude il titolare – arrivano a percepire, anche grazie a questi premi, quasi 2 mila euro al mese”
Questo non è il primo imprenditore del Nordest che denuncia le difficoltà a trovare personale competente e soprattutto disponibile a turni e a lavorare nei fine settimana. Lo scorso aprile, la ditta padovana Grafica Veneta ha contestato ai giovani di non voler fare fatica: nessuno si sarebbe presentato per venticinque posti di lavoro.
Nel dicembre 2017 scoppiò, invece, il caso della Antonio Carraro di Trebaseleghe nel Padovano: c’era posto per settanta dipendenti tra ingegneri, periti e operai, ma alla chiamata non risponde nessuno.
(da agenzie)
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Gennaio 10th, 2019 Riccardo Fucile
USCITA ILLESA DA TRE PROCEDIMENTI A SUO CARICO PER ASSENTEISMO E PUBBLICITA’ OCCULTA… E QUANDO DEL NOCE EBBE L’ATTACCO CARDIACO LEI SI PRECIPITO’ A CHIEDERE IL SUO POSTO MENTRE LUI ERA IN OSPEDALE CON 5 BY PASS
Il percorso di De Santis in Rai è per certi versi simile a quello del neo direttore del Tg1 Giuseppe Carboni. Insieme a Stereonotte dal 1982, 16 anni di radiofonia, pupilli di Pierluigi Tabasso.
Arrivata a Raiuno con Beretta, prima del 2007 il nuovo direttore Del Noce la promuove sua vice: in tutto otto anni di lavoro con delega alla “pianificazione e mezzi”, otto anni alla gestione economica della rete.
Ma è proprio qui che incominciano i guai e le accuse che la vedono in Tribunale ma sempre vincente.
Tre i procedimenti aperti a suo carico, uno dei quali riguarda il reato di assenteismo, il Codacons l’ accusa di pubblicità occulta per il programma «Oltremoda» e lega il suo nome al giro d’ affari illecito con le case di moda.
In aula si appurerà la sua estraneità alle accuse.
Meno gravi dal punto di vista legale ma non meno pesanti da quello morale, le critiche di insensibilità che le piovono addosso quando il suo benefattore Fabrizio Del Noce finisce in ospedale per l’ applicazione di 5 by pass coronarici.
In contemporanea lei avrebbe chiesto all’ allora Dg Meocci di avere le deleghe da direttore di Raiuno.
Apriti cielo, Del Noce s’ infuria quando lo scopre da Bibi Ballandi che a sua volta l’ ha saputo per caso. I rapporti si fanno freddissimi e quando al posto di Del Noce arriva Mauro Mazza, ascoltato il racconto, lei viene “esiliata” a Televideo dove rimane vicedirettore fino ad oggi.
La signora, sposata, un figlio di 25 anni, viene dalla dura e pura scuola de Il Manifesto, allieva di Valentino Parlato e un’ adorazione per Rossana Rossanda.
Ora vuole cacciare Baglioni per conto di chi le ha procurato la poltrona tanto ambita.
(da “Dagospia”)
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Gennaio 10th, 2019 Riccardo Fucile
A CAUSA DELLE OPINIONI SUI MIGRANTI “MAI PIU’ BAGLIONI SUL PALCO DEL FESTIVAL”… INDIGNAZIONE DELLE OPPOSIZIONI
Le dichiarazioni di Claudio Baglioni a proposito dei migranti non sono piaciute a Teresa De
Santis, neo direttore di Raiuno.
Secondo quanto riportato da La Stampa, De Santis avrebbe deciso di non riconfermare Baglioni per i prossimi Festival di Sanremo: «Mai più all’Ariston se ci sono io», avrebbe detto
«Se la situazione non fosse drammatica, ci sarebbe da ridere. Ci sono milioni di persone in movimento, non si può pensare di risolvere il problema evitando lo sbarco di 40-50 persone, siamo alla farsa», aveva dichiarato ieri Baglioni, attaccando il vicepremier Matteo Salvini e scatenando l’imbarazzo tra i vertici Rai.
Ora contro la De Santis insorgono i deputati del Pd: «Il direttore di Rai1 minaccia a mezzo stampa il conduttore della principale trasmissione di Rai1 e della Rai, Sanremo, ma dalla commissione di Vigilanza arriva solo un silenzio tombale. Il presidente Barachini è ancora in ferie? Come fa a non dire nulla di fronte ad una vergogna così enorme?», dichiarano Michele Anzaldi e Alessia Morani.
Baglioni, che si è occupato di migranti e sbarchi con il suo festival organizzato dal 2003 al 2012 a Lampedusa “O’ Scia”, ha annunciato che alla kermesse si parlerà anche di Muri: «A 30 anni dalla caduta del muro di Berlino, i muri li stiamo ricostruendo, anzi non li abbiamo mai abbattuti».
(da agenzie)
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Gennaio 10th, 2019 Riccardo Fucile
A 20 ANNI DALLA MORTE DEL MUSICISTA GENOVESE, IL RICORDO DI UN’INTERVISTA DEL 1997 IN OCCASIONE DELL’USCITA DEL SUO ALBUM-TESTAMENTO
“Torni a trovarmi, la prossima volta le voglio parlare delle prostitute”, promise Fabrizio De Andrè sul finale dell’intervista che nell’aprile del 1997 ci aveva concesso nella sua tenuta in Sardegna.
Cosa avrebbe poi detto, “la prossima volta”, resta un mistero che purtroppo non potrà più essere sciolto. E del resto, dopo quella frase così sibillina, non ci fu verso di forzargli un po’ la mano: “È un discorso che ha bisogno di tempo, dobbiamo rivederci”, disse salutandoci.
Ci avrebbe forse parlato, la prossima volta, dei retroscena di Bocca di rosa? la canzone dal suo primo album del 1967 in cui diceva di indentificarsi di più tra tutte quelle che aveva scritto, forse il suo titolo più noto, la storia della prostituta che aveva sconvolto la vita e i benpensanti del paesino di Sant’Ilario.
Oppure ci avrebbe rivelato i motivi per i quali nel 1996 in Anime salve, il suo disco testamento, aveva voluto raccontare la storia della transessuale brasiliana Fernanda in Prinà§esa?
E del resto De Andrè non perdeva occasione nei suoi interventi come nei suoi concerti per sottolineare “il sacrificio della prostituzione, che attraverso il dolore può anche diventare santificazione”.
Era, quello, un altro modo per parlare degli ultimi, perchè fin dall’inizio De Andrè aveva interpretato in questo senso la sua arte di scrivere canzoni.
E che fosse “il cantautore degli ultimi”, lo disse forte e chiaro proprio con Anime salve, il disco che ci aveva condotti nel suo buen retiro all’Agnata, inondata a primavera da un mare di fiori di mille colori e di profumi.
Fabrizio in quella mezza giornata trovò il tempo e una parola per tutti quelli che si avvicinavano per salutarlo, estraneo a qualsiasi forma di divismo.
Continuava però a preferire la notte al giorno, non solo per lavorare, e così a un certo punto si ritirò per riposarsi nella sua stanza al primo piano del casolare.
Con Anime salve, un disco in cui metteva al centro della scena il disagio di vivere e il tema delle minoranze oppresse o emarginate, Fabrizio De Andrè aveva convinto pubblico e critica: “Forse ha fatto presa sul pubblico il fatto che una larga parte della popolazione comincia a sentirsi minoranza, non in termini numerici, ovviamente”, spiegò.
“Quei pochi che oggi detengono il potere e i privilegi, e anche i mezzi di comunicazione attraverso la pubblicità che gli dà da vivere, sono la vera maggioranza, esattamente come i majores che detenevano potere e privilegi nel mondo latino e fino al Medioevo. Oggi è diminuito il numero di chi detiene i privilegi ma è aumentato il loro potere. Noi minores siamo chiamati in causa per fornirglielo. Chi ascolta si è così identificato con le minoranze emarginate protagoniste di Anime salve”.
Un discorso di un’estrema attualità , anche a più di venti anni di distanza.
L’album vinse il premio Tenco. Cosa pensa dei premi? gli chiedemmo, e lui ci stupì ancora: “Questa mania occidentale e aristotelica di distinguere il bianco dal nero, il buono dal brutto, forse non è esattamente l’aspirazione profonda dell’anima umana. Sono contrario alle vittorie, cui corrispondono una o molteplici sconfitte. E sono preoccupato dell’invidia, diffusa in tutti noi. Questi premi, che condivido con chi ha lavorato con me, Fossati per primo, accontentano la parte più rozza di me, che è comunque cospicua”.
(da “La Repubblica”)
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