Gennaio 26th, 2019 Riccardo Fucile
MA E’ ORA DI FINIRLA DI MEDIARE, CON I SEQUESTRATORI DI PERSONA, VA APPLICATA LA LEGGE: I CRIMINALI CHE REITERANO IL REATO VANNO ARRESTATI E I PROFUGHI SBARCATI
Come è già accaduto ad agosto per i migranti della Diciotti, anche questa volta la Comunità Papa Giovanni XXIII, che poi ospitò la gran parte degli eritrei a bordo, è pronta ad aprire le porte delle sue comunità ai minorenni bloccati da otto giorni sulla Sea Watch3 dei quali ieri il procuratore dei minori di Catania ha sollecitato losbarco immediato come prevede la legge.
Paolo Ramonda, presidente della Papa Giovanni, ha fatto sapere che per i 13 ragazzi minori, 8 dei quali non accompagnati, è pronta la casa “Annunziata” di Reggio Calabria.
La nave intanto resta alla fonda ad un miglio e mezzo dal porto di Siracusa controllata dalle motovedette della Capitaneria di porto mentre in città parte la mobilitazione.
“Fateli sbarcare”. E’ l’appello lanciato attraverso dei lenzuoli esposti sulla via principale di Siracusa, corso Umberto.
Anche il sindaco Francesco Italia chiede di farli sbarcare: “Non si può fare una guerra sulla pelle di disperati. Il Comune e l’arcidiocesi sono pronti a fare la loro parte per accoglierli”.
(da agenzie)
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Gennaio 26th, 2019 Riccardo Fucile
PRESIDIO SULLA COSTA DELLA BAIA DI SIRACUSA
C’è l’Italia che si riconosce nelle politiche disumane e razziste e c’è un’Italia che sa bene che i
problemi sociali non dipendono da un pugno di disperati, ma dal fatto che le ricchezze si concentrano sempre di più nelle mani di pochi e sempre meno alla stragrande maggioranza
Però poi c’è chi guarda ai miliardari come Trump che hanno fondato le loro ricchezze con lo sfruttamento, con le tasse evase, con il divorare i beni comuni e avvelenare il mondo.
#Facciamoliscendere è l’hashtag creato sui social network da un gruppo di associazioni e organizzazioni che chiedono lo sbarco dei 47 migranti a bordo della Sea Watch, che si trova a un miglio dalle coste siracusane nella rada di Santa Panagia.L’evento da condividere sui social per invitare il maggior numero di cittadini a dare un segno dell’accoglienza all’equipaggio della nave e ai loro ospiti.
I promotori dell’iniziativa hanno organizzato un presidio sulla costa della Baia di Siracusa
Tra i partecipanti anche ActionAid, presente con staff e attivisti a Siracusa. “Accogliamo con molto favore la richiesta della Procura dei minori di Catania di far sbarcare i minori – sottolinea in una nota ActionAid – tuttavia evidenziamo il pericolo di questa opzione politica che si è configurata in altre vicende: crediamo infatti che tutte le persone migranti, inclusi gli uomini adulti debbano avere tutele e accesso ai diritti. Per questo ActionAid chiede che tutte le persone a bordo della Sea Watch vengano immediatamente fatte sbarcare”.
(da agenzie)
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Gennaio 26th, 2019 Riccardo Fucile
PPE 181 SEGGI, SOCIALDEMOCRATICI 136, LIBERALI ALDE 95: 412 SEGGI SU 705… CONSERVATORI ERC 58, ESTREMA SINISTRA 53, VERDI 41, SOVRANISTI 60, EFDD 38, ALTRI 36
La rilevazione di Poll of Polls sulle elezioni europee del maggio prossimo, una media dei sondaggi diffusi in questo periodo, avvalora la possibilità che l’alleanza tra Popolari e Socialisti che ha retto nella precedente tornata potrebbe confermarsi con l’aggiunta dell’ALDE.
Scrive oggi il Corriere della Sera che i 181 seggi attribuiti al Ppe, insieme con i 136 stimati per S&D e ai 95 dell’Alde, porterebbero a 412 dei 705 previsti nell’Europarlamento dopo l’uscita del Regno Unito per la Brexit: 53 eurodeputati sono attribuiti all’estrema sinistra del Gue, 58 ai conservatori (Ecr) e 41 ai verdi. Il blocco centrale dei sovranisti conterebbe sui 60 seggi dell’estrema destra Enf, che include la Lega di Matteo Salvini, il Raggruppamento nazionale diMarine Le Pen e il partito dell’olandese Gert Wilders,e sui 38 dell’Efdd, che è incentrato sul Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio. Ai nuovi partiti andrebbero 36 eletti e 7 ai non iscritti.
(da agenzie)
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Gennaio 26th, 2019 Riccardo Fucile
L’EX MAGISTRATO DI CASSAZIONE ESPOSITO: “NON HA SEGUITO LE NORME DI LEGGE, ANOMALIE GRAVI NEL SUO COMPORTAMENTO”… MA BONAFEDE E IL CSM SI GUARDANO BENE DAL MANDARE UNA ISPEZIONE A CATANIA
Antonio Esposito, ex magistrato della Corte di Cassazione, spiega oggi sul Fatto Quotidiano che
Carmelo Zuccaro, procuratore di Catania che ha aperto tante inchieste sulle ONG che i colleghi gli hanno chiuso perchè non c’erano le prove, ha curiosamente sbagliato — come già qualcun altro aveva scritto — a chiedere l’archiviazione per Matteo Salvini sul caso Diciotti:
Per rendersi conto della erroneità della richiesta della Procura basta richiamare le norme che regolano il procedimento a carico dei ministri.
È previsto, infatti, (art. 6 L. Cost. 1/1989) che il procuratore della Repubblica competente, al quale vanno inviate tutte le notizie di reato concernenti i delitti di cui all’art. 96 Cost. —omessa ogni indagine — trasmetta, con le sue richieste, entro 15 giorni, tali notizie al Tribunale dei ministri dandone immediata comunicazione ai soggetti interessati perchè possano presentare memorie o chiedere di essere ascoltati.
Il collegio, entro novanta giorni dal ricevimento degli atti, compiute indagini preliminari e sentito il pubblico ministero, può disporre l’archiviazione con decreto non impugnabile.
In caso diverso, il collegio,sentito il pm, se non ritiene che si debba disporre l’archiviazione, trasmette gli atti con relazione motivata al procuratore della Repubblica per la loro rimessione alla camera di appartenenza
Alla stregua di tali disposizioni, appare, quindi, evidente l’anomalia del provvedimento del procuratore Zuccaro che, fin dall’inizio, richiese l’archiviazione laddove avrebbe ben potuto aspettare l’esito di indagini (eventualmente) disposte dal Tribunale (o da egli stesso richieste) ed esprimere il proprio parere quando il collegio —prima di adottare il provvedimento di archiviazione o richiesta di autorizzazione — lo avesse“sentito”.
In ogni caso, la richiesta di autorizzazione non poteva essere fondata (e giustificata) sulla valutazione di “una scelta politica”del ministro, valutazione che spetta esclusivamente alla camera di appartenenza che nega l’autorizzazione a procedereove reputi,con decisione insindacabile, che l’inquisito “abbia agito per la tutela nell’interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell’esercizio della funzione di governo” (art. 9 comma 3).
(da “NextQuotidiano”)
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Gennaio 26th, 2019 Riccardo Fucile
DI MAIO: “SE VOTIAMO NO IL GRUPPO DI SPACCA, NON REGGIAMO”
Il Fatto apre oggi la prima pagina con una notizia-bomba: il MoVimento 5 Stelle dice sì al processo per Matteo Salvini. “Di Maio compatta i suoi: ok all’autorizzazione a procedere”, scrive ancora il quotidiano.
Nell’articolo di Luca De Carolis però si dice qualcos’altro. Ovvero si spiega che la notizia si basa sulla risposta di una fonte di governo non precisata a un messaggio:
Ieri, il vicepremier ha offerto il petto ai giudici, dicendosi pronto al processo. Mentre la ministra del Carroccio Giulia Bongiorno preannunciava il suo no in Giunta. UNA MOSSA a tenaglia, contro quei Cinque Stelle che hanno letto il gioco. E che anche per questo vanno dritti verso il sì al rinvio a giudizio del ministro dell’Interno.Tanto che in serata una fonte di governo lo dice dritto: “Salvini vuole farsi processare? Bene, è quello che avrebbe fatto il M5S”.
Ergo, siamo pronti a darglielo, il processo.
Perchè ai piani alti sentono di dover difendere un loro comandamento, quello in base al quale non ci si può sottrarre ai tribunali, mai. E poi perchè il no, proprio alla luce dei codici fondanti del Movimento, sarebbe come gettare un ordigno dentro il gruppo del Senato, già molto agitato. “Rischieremmo di non reggere in aula”, ammettono dai piani alti.
E allora si va corre verso il sì. Scelta comunque gravosa, perchè il M5S dovrà far processare un ministro di cui ha condiviso la linea.
Con il Carroccio che potrebbe puntare il dito contro la mancata solidarietà del contraente di governo. Lasciando montare la marea social contro il “tradimento”. Tradotto, comunque andrà sarà una rogna
Il problema però è che testualmente quanto afferma la fonte del M5S non è che i grillini manderanno Salvini a processo ma che un ministro grillino avrebbe fatto così. E questo, in effetti, era già scritto nel programma del MoVimento 5 Stelle.
Le altre considerazioni invece riguardano il gruppo e la possibilità che in molti si sentano traditi dalla scelta di salvare Salvini, come già sapevamo.
Ma dall’altra parte della bilancia c’è anche il fatto che molti si sentano terrorizzati dalla prospettiva di lasciare il governo. E anche questo peserà nella scelta finale dei grillini.
Annalisa Cuzzocrea su Repubblica invece racconta di un incontro segreto avvenuto ieri tra Di Maio e Salvini, nel quale il capo politico M5S ha ricordato all’alleato che il Movimento ha sempre votato contro qualsiasi immunità , anche nel caso di suoi parlamentari (ci sono i precedenti di Paola Taverna e Mario Giarrusso). Se stavolta decidesse di agire diversamente appellandosi – come faranno i leghisti in giunta per le immunità – al «preminente interesse pubblico nell’esercizio della funzione di governo», rischierebbe di spaccare il Movimento. Di non avere i voti di tutto il gruppo al Senato. E di esasperare elettori che sulle battaglie storiche hanno visto fin troppe marce indietro. §
Repubblica aggiunge che in caso di condanna per Salvini scatterebbero le incompatibilità della Legge Severino.
Il presidente della giunta per le elezioni a Palazzo Madama, il forzista Maurizio Gasparri, presenterà la sua relazione mercoledì. A quel punto, il ministro dell’Interno avrà una settimana per inviare una memoria o rispondere direttamente alle domande dei colleghi.
Poi, la giunta voterà un atto di indirizzo ed entro sessanta giorni dovrà pronunciarsi l’aula. La maggioranza farà di tutto perchè il voto sia palese, appellandosi ai precedenti di Silvio Berlusconi e Augusto Minzolini.
Anche se, da regolamento, i voti «sulla persona» dovrebbero essere segreti. Il che renderebbe più pericolosa la situazione di Salvini: perfino Forza Italia potrebbe essere tentata di votare il via libera, se il risultato fosse la caduta del governo.
Il Corriere della Sera invece racconta cosa si sono detti in chat i parlamentari del MoVimento 5 Stelle.
Le chat del M5S ribollono di dubbi: c’è chi non vede ombra di fumo persecutionis, chi proclama sempiterna lealtà ai magistrati e chi ricorda come, sul caso Diciotti, DiMaio, Salvini, Toninelli fossero sulla stessa lunghezza d’onda.
Gli umori del gruppo di Palazzo Madama sono così altalenanti e contrastanti che Di Maio e Salvini, nel loro ultimo e preoccupato colloquio, hanno espresso il comune auspicio di «riuscire a stoppare questo casino in Giunta», perchè il caso muoia prima di arrivare in Aula. «Non sono sicuro di poter garantire la tenuta dei miei», avrebbe ammesso Di Maio.
Ma, informa sempre Monica Guerzoni, nelle segrete stanze del M5S, se ne parla come di una partita «lose-lose», destinata alla sconfitta in ogni caso (infatti sulla vicenda il M5S si gioca la faccia). Per questo il ministro del Lavoro e dello Sviluppo confida nella eterogenesi dei fini e spera che Salvini, se davvero è convinto che il processo sia «un grande regalo elettorale», decida di rinunciare all’immunità .
(da “NextQuotidiano“)
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Gennaio 26th, 2019 Riccardo Fucile
IL RAPPER J-AX SUL”FATTO” NON LE MANDA A DIRE
“Oggi i veri comunisti col Rolex sono anche i destrorsi che fanno gli ‘amici del popolo’, tipo i
leghisti che per vent’anni hanno distrutto l’Italia con Berlusconi e ora si son rifatti la verginità con la keyword ‘sovranista’”.
Lo afferma – intervistato da Marco Travaglio su ‘Il Fatto Quotidiano’ – il cantante J-Ax, che la definizione ‘comunisti col rolex’ l’ha inventata e scelta insieme a Fedez per il loro album in coppia del 2017.
“È bastato farsi un selfie con una paranza di pesce in un ristorante all-you-can-eat per scaricare sugli immigrati e sull’Europa la colpa di tutte le stronzate che hanno fatto e tornare a mangiarsi tutto”.
Ma J-Ax non risparmia stoccate al Pd, colpevole a suo avviso di non aver cercato un accordo con Di Maio dopo le elezioni dello scorso anno:
“Ha preferito ‘mangiare popcorn’ e godersi lo spettacolo. Ora Salvini si è preso il Paese e detta ogni giorno l’agenda all’Italia: vorrei sapere se, a Renzi&C., è andato di traverso qualche popcorn o se sono contenti così. Mi preoccupano i 5Stelle, che rischiano di farsi vampirizzare da Salvini”.
Al Pd J-Ax contesta anche di non aver promosso il reddito di cittadinanza
“Avrebbe dovuto approvarlo la sinistra ed è giusto che esista per chi si trova in estrema difficoltà . Però la politica dovrebbe risolvere il problema alla fonte: se le persone non trovano un lavoro, non possiamo tappare il buco solo versando loro dei soldi. Dobbiamo anche tagliare l’assurdo costo del lavoro, per esempio. Come imprenditore, verso più soldi in tasse per ciascun lavoratore che assumo che in stipendi”
Infine un consiglio al Pd in cerca di un leader:
“Ispiratevi alla Ocasio-Cortez, la più giovane deputata eletta alla Camera americana, una ragazza che fino a un anno fa faceva la barista e si è presentata proponendo di tassare al 70 per cento i redditi sopra i 10 milioni di dollari all’anno. Quella è la sinistra.”.
(da “Huffingtonpost“)
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Gennaio 26th, 2019 Riccardo Fucile
PRIMA GLI ITALIANI? MA SALVINI PERCHE’ NON ACCOGLIE QUALCHE SENZATETTO ITALIANO NELLA SUE SECONDA CASA DI RECCO?
È praticamente “casa” del ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini, Recco. Eppure sulla questione migranti le strade si dividono.
Confermando le anticipazioni di alcuni giorni fa, il sindaco Dario Capurro (centrodestra) ha scelto, con decisione autonoma, di trasformare il Cas esistente nel suo Comune in Sprar, aderendo al nuovo bando di cui fanno già parte i Comuni di Bogliasco, Pieve Ligure, Sori, Uscio e Camogli.
Spiega Capurro: «Quando la Prefettura ha attribuito a Recco una quota di 47 migranti, ritenendo tale numero sproporzionato per la nostra comunità , avevo dato parere contrario alla costituzione di Sprar. Di conseguenza la Prefettura ha attivato di imperio nel nostro Comune gli attuali Cas. La buona gestione della cooperativa Il Ce.Sto . accompagnata da un numero di migranti ben inferiore alle 47 unità previste ha consentito di attuare un progetto di accoglienza e di integrazione che ha dato esiti positivi senza dar luogo ad alcun episodio di conflittualità »
A Recco Salvini è di casa, avendo la seconda casa nel comune rivierasco.
Semmai stupisce che, in base la principio “prima gli Italiani”, non l’abbia mai messa a disposizione dei senzatetto italiani.
O forse la solidarietà verso i connazionali per lui non vale.
(da agenzie)
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Gennaio 26th, 2019 Riccardo Fucile
RIUNIONI SU RIUNIONI PER AVERE CONSIGLI LEGALI, DICE “POTREI RINUNCIARE ALL’IMMUNITA’ DOPO IL VOTO DEL SENATO” MA SA DI AVER COMMESSO UN REATO E L’IMPUNITA’ GLIELA PUO’ SOLO GARANTIRE IL SENATO (E IL M5S) … E IN SERATA PARAGONE ANNUNCIA IL SI’ ALL’AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE DEI GRILLINI
Intanto bisogna conoscere la psicologia del personaggio.
Salvini non è un “cuor di leone” e la prospettiva di andare a processo per un reato che sa bene di aver commesso (perchè la giurisprudenza in materia è chiara e certe testimonianze rese da alti funzionari del Viminale ai giudici di Catania non gli hanno certo giovato) lo preoccupa, anche perchè trovarsi in cella con Battisti sarebbe imbarazzante.
Dopo aver detto ad altri inquisiti che dovevano rinunciare all’immunità parlamentare ora è di fronte al bivio: o sceglie l’impunità garantita dalla Kasta e perde la faccia o si fa processare.
Se avesse voluto rinunciarvi, lo avrebbe già fatto, con buona pace di tanti analisti che pensano sia mosso da chissà che strategia politica.
In realtà prende solo tempo, fa riunioni su riunioni, muove pedine e chiede pareri.
Dimenticate l’arroganza che dimostra in pubblico, la realtà è un’altra.
La domanda di fondo è questa: a chi verrebbe assegnato il processo ?
Qualcuno si è stupito che i tre magistrati di Catania, dove il procuratore è notoriamente “in sintonia” con Salvini, abbiano chiesto l’autorizzazione a procedere.
Semplice: perchè sono stati sorteggiati tra i magistrati della stessa Procura, non sono stati scelti da Zuccaro e lo hanno sonoramente smentito, attenendosi alle norme vigenti.
Dato che Zuccaro è il procuratore capo ma non tutti per fortuna dell’Italia la pensano come lui, ecco la variabile pericolosa per Salvini.
Che garanzie ha che la scelta cada su giudici “amici”?
Per questo occorre tempo, siamo certi che capirete…
Resta un altro problema: i processi vanno per lunghe, c’è anche l’appello e la Cassazione: chi garantisce a Salvini che tra qualche anno, quando non sarà più ministro e con un partito al 30%, quando gli italiani lo avranno dimenticato (vedi Bossi), qualche giudice si senta libero di condannare “un ex potente” a qualche anno di reclusione e a rifondere lo Stato di 150.000 euro per i soldi sperperati bloccando la Diciotti, nonchè qualche centinaia di migliaia di euro di danni ai “soggetti sequestrati”?
L’altra soluzione diventa così la più percorribile: se il Senato dice no all’autorizzazione a procedere, il processo non si farà , nè ora nè mai.
Controindicazioni: siamo sicuri che i numeri ci siano ?
In serata Paragone (M5S) ha annunciato che i grillini voteranno Sì, coerentemente ai precedenti, e pensa che anche la Lega “non potrà che votare per coerenza nello stesso modo”, mandando a processo Salvini.
Detto da uno che è tra i grillini più intelligenti, è un segnale per “tenere” la base cinquestelle e tendere una trappola ai suoi ex amici della Padania.
Un modo per rendere sempre più urgente un segnale da Catania.
argomento: governo | Commenta »