Gennaio 27th, 2019 Riccardo Fucile
FRANCESCO ITALIA: “NON C’E’ UNA MOTIVAZIONE PER NEGARE L’INGRESSO DELLA NAVE IN PORTO, HO CHIESTO UFFICIALMENTE UNA RISPOSTA AL MINISTRO COMPETENTE TONINELLI, E’ INCONCEPIBILE CHE NON RISPONDA E NON SI ASSUMA LA RESPONSABILITA'”… “LA CITTA’ VUOLE ACCOGLIERLI, I MINORI SONO 15”
“Il comandante ha fatto richiesta di scarpe, viveri e altri generi necessari e noi siamo pronti a
fornirli. Aspettiamo il via libera della Capitaneria di porto”.
Francesco Italia è ancora a bordo della “SeaWatch3”.
Il sindaco di Siracusa è salito sull’imbarcazione ferma a un miglio dalla costa stamattina insieme ai tre parlamentari Nicola Fratoianni, Riccardo Magi e Stefania Prestogiacomo, a due avvocati, a un medico, a un membro dello staff di Mediterranea e alla portavoce di Sea Watch Italia. “Per poter sbarcare, così come indicato dalla Capitaneria, dobbiamo essere visitati da un medico. Stiamo aspettando che arrivi”, spiega Italia ad HuffPost.
Il gommone col quale stamattina la delegazione ha raggiunto la “Sea Watch3”, spiega, ce l’ha la Capitaneria e tiene a fare una precisazione. “Non abbiamo forzato blocchi, nè opposto resistenza ad alcuno – scandisce – nessuno ci ha impedito di salire a bordo quindi non abbiamo commesso violazioni di sorta”.
Sindaco, che situazione avete trovato sulla nave?
“Il disagio è enorme. Si tratta di persone salvate in mare. Alcuni ci hanno raccontato che quando la Sea Watch3 si è avvicinata pensavano fosse una nave libica e che se fosse stato davvero così avrebbero preferito lasciarsi morire. Non c’è alcuna drammatizzazione, queste persone sono scappate dall’inferno e io sono qui a portare loro il conforto della mia comunità . Ritengo che farlo sia un mio preciso dovere, indipendentemente dalla nazionalità di queste persone. C’è una legge morale che viene prima di questa politica”.
Nei giorni scorsi ha detto di essere disposto ad accogliere i 47 migranti a Siracusa. È ancora così?
“Certo, col passare dei giorni sta aumentando il numero di offerte di aiuto che ricevo, da parte di associazioni e anche di privati cittadini. Si è attivata una grande catena di solidarietà della quale sono orgoglioso. A bordo cominciamo a scarseggiare i viveri, le condizioni igieniche si fanno più precarie. È evidente che più passa il tempo più la situazione si aggrava. E poi c’è un altro elemento da tenere in considerazione”.
Quale, sindaco?
“La condizione psicologica di queste persone. Sono tutti maschi, arrivano da Paesi diversi, parlano lingue diverse dunque non si capiscono tra loro. In un clima di convivenza forzata, in spazi angusti, mantenere l’equilibrio può risultare difficile”.
Potrebbero esserci disordini?
“No, si trovano in uno stato di notevole prostrazione. Ma la loro condizione psicologica è in equilibrio precario, anche per ciò che hanno vissuto prima che la Sea Watch3 li portasse in salvo”.
Lei ha scritto al ministero dei Trasporti per chiedere di far sbarcare la nave. Ha ricevuto risposta?
“Ad oggi che io sappia non sono arrivate risposte. Resta il fatto che non c’è alcuna motivazione specifica per negare l’ingresso della nave nel porto”.
C’è anche chi la accusa di cercare visibilità .
“Sono stato eletto da sei mesi, a capo e con il supporto di uno schieramento civico, non devo fare campagne elettorali. È squallido pensare che qualcuno possa fare politica sulla pelle di queste persone. L’accusa neanche mi sfiora. Poi, certo, la questione va affrontata su un piano più generale”.
Cioè?
“È evidente che le risposte che solleva la questione delle migrazioni devono arrivare dall’Europa, non si può pensare se ne faccia carico un solo Paese. Ma quando ci sono persone in tali difficoltà , in uno stato di necessità come quello in cui si trovano i 47 migranti a bordo della “Sea Watch3″ bisogna soccorrerli”
Cosa gli avete detto, sindaco?
“Che ci sono migliaia di persone che lottano per loro, per quei valori che nessun Governo può cancellare”.
E i minori, in che condizioni sono? Sappiamo ce ne sono tredici a bordo.
“Anche a noi risultava fossero tredici, ma il comandante ci ha detto che in realtà sono quindici. Hanno lo sguardo impaurito, totalmente silenti. Sono passati da una prigione a un’altra. A tutti abbiamo detto che ci batteremo per loro. Ma che razza di immagine vogliamo dare del nostro Paese?”.
A cosa si riferisce?
“Al fatto che il nostro rischia di passare per un Paese razzista e non è così. In Italia ci sono rabbia e sfiducia diffuse, non si riesce ad arrivare a fine mese, ma la colpa non è dei migranti, come qualcuno sta raccontando e vuole far credere. Questa rappresentazione non corrisponde alla realtà . Tanti italiani vivono una frustrazione profonda e hanno le loro ragioni, ma la politica deve individuare soluzioni concrete, non additare un nemico contro il quale scagliarsi”.
(da “Huffingtonpost”)
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Gennaio 27th, 2019 Riccardo Fucile
“IL NOSTRO GIOCATORE E’ GIA’ STATO INSULTATO LO SCORSO ANNO DA UN ALTRO ARBITRO, ORA BASTA, CHIEDO LA SOSPENSIONE DEL CAMPIONATO”… A QUESTO PORTANO GLI ISTIGATORI ALL’ODIO RAZZIALE ANCORA A PIEDE LIBERO
“Stai zitto, negro!” È questo l’insulto razzista che l’arbitro ha rivolto a un giocatore nero durante la partita di calcio in promozione Serino-Real Sarno, che si giocava a Serino in provincia di Avellino.
Il presidente della squadra di casa, mentre la partita era sul 2 pari, ha ritirato la squadra e oggi dice: “Dobbiamo fermare il campionato”.
Parlando con l’Ansa Donato Trotta, presidente del Serino, squadra di calcio della provincia di Avellino (girone C, campionato di Promozione), chiede azioni incisive dopo quanto ha denunciato e di cui riferisce Il Mattino, l’arbitro avrebbe apostrofato il portiere senegalese della squadra dicendogli: “Stai zitto, negro”.
Trotta, dopo l’espulsione del portiere, che lo ha messo al corrente delle offese, è entrato in campo, ha stretto la mano all’arbitro e ha detto: “Ragazzi, finisce qui, andiamo via”.
“Vedendo il mio calciatore in lacrime mentre si dirigeva negli spogliatoi – spiega Trotta – ho deciso di ritirare la squadra dal campo perchè non permetto a nessuno di calpestare la dignità dei miei ragazzi e soprattutto la mia. Penso che questa volta si sia superato il limite e chiedo subito un’indagine federale”.
Il presidente del Serino riferisce che il portiere Gueye Ass Dia, 25 anni senegalese, da due anni tesserato con il Serino calcio, già l’anno scorso era stato offeso da un arbitro anche lui di Ariano Irpino, nell’Avellinese, (come quello di ieri) durante il riconoscimento. ‘”Non ti distinguo sulla foto perchè sei nero” gli disse l’arbitro”, racconta Trotta.
Nella partita con il Real Sarno, Ass ha protestato sul pareggio degli ospiti (2-2) concesso dall’arbitro nonostante il fuorigioco segnalato dall’assistente. E l’arbitro avrebbe risposto con l’insulto razzista. Espulsi per proteste subito dopo un difensore, il direttore sportivo e l’allenatore.
Trotta denuncia che “sono sempre più frequenti le discriminazioni e le offese. Dobbiamo fermare il campionato per un turno. Stiamo preparando uno striscione che invieremo a tutte le squadre del girone perchè venga esposto negli stadi. Sabato prossimo dovremmo giocare a San Vitaliano, in provincia di Napoli. Se non ci sarà lo stop saremo costretti a scendere in campo ma sarebbe una vergogna e un atto di inciviltà sociale prima che sportiva”
(da agenzie)
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Gennaio 27th, 2019 Riccardo Fucile
“INVECE CHE ACCANIRSI SU POVERI DISPERATI PENSI A GARANTIRE LA LEGALITA’ NELLE NOSTRE CITTA'”
“Dispiace che il ministro Salvini accusi tre parlamentari di aver violato la legge, dimenticando che
le prerogative ispettive dei parlamentari sono dovere ed obbligo a difesa dello Stato e dei cittadini che essi rappresentano. Può piacere o no, ma non esiste una legge che dichiara illegittimo ciò che è sgradito a chi governa”.
Così Mara Carfagna, vice presidente della Camera e deputata di Forza Italia, riguardo ai tre parlamentari – tra questi l’azzurra Stefania Prestigiacomo – saliti sulla Sea Watch 3.
“È troppo facile accanirsi su 47 persone, di cui 13 minorenni, che da giorni sono in mezzo al mare: evidentemente lo è molto meno garantire sicurezza e legalità nelle nostre città , mentre è quello che gli italiani si aspettano e hanno diritto di pretendere dal ministro degli Interni. In Italia ci sono stazioni, quartieri, strade dove l’illegalità , l’abusivismo e l’immigrazione clandestina dilagano. E’ qui che sono indispensabili azioni intransigenti, rigorose e severe; è questa la vera emergenza del nostro Paese. Nessuna propaganda su 47 poveri disperati potrà mai oscurarla – conclude Carfagna -. Vengono prima le persone, poi sarà la legge a dire se hanno o no diritto di restare qui”.
(da agenzie)
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Gennaio 27th, 2019 Riccardo Fucile
LA DOCENTE DELLA LUISS: “ESERCITANO LE LORO PREROGATIVE, L’IMBARCAZIONE E’ IN ACQUE ITALIANE”…ALTRA FIGURA DI MERDA: IMPEDIRLO SAREBBE STATO UN REATO, TANTO E’ VERO CHE LA GUARDIA COSTIERA SI E’ BEN GUARDATA DAL FARLO
“Parlamentari italiani (fra cui uno di Forza Italia) non rispettano le leggi italiane e favoriscono l’immigrazione clandestina?” si chiede sibillino Matteo Salvini, a proposito del blitz sulla Sea Watch3 che ha visto protagonisti l’azzurra Stefania Prestigiocomo, il Leu Nicola Fratoiann e l’esponete di +Europa Riccardo Magi.
Pronta la replica dei deputati. “Salvini ci denunci” lo sfida Magi. “Noi non abbiamo violato un bel niente”, taglia corto Prestigiacomo.
Entrambi d’accordo nel sostenere l’esercizio delle “prerogative parlamentari costituzionalmente protette, che prevedono di poter svolgere ispezioni in un luogo da giorni nel limbo del diritto e dell’umanità . Sarebbe stato semmai illegale impedirci l’ispezione e le motovedette, se avessero voluto lo avrebbero potuto fare. E questa è già una risposta”.
COSA DICE LA LEGGE
Ma chi ha ragione? Codice alla mano, dalla parte del torto è il vicepremier leghista. “La Sea Watch3 si trova a un miglio dalla costa, è nelle acque territoriali italiane ed è sottoposta al controllo dello Stato Italiano. I parlamentari hanno la possibilità di andare nelle carceri e negli ospedali per verificare situazioni che ritengono pericolose, non vedo perchè fare eccezione per una nave che è nelle acque italiane”, spiega Angela Del Vecchio, professore di Diritto internazionale e Giurisdizione internazionale presso la facoltà di Giurisprudenza della Luiss.
“Sembra che noi navighiamo in un mondo senza norme, sia internazionali sia dell’Unione europea”, insisite. “Le norme internazionali non hanno più valore se chi deve rispettarle non le applica”.
LA COMPETENZA
A gestire il caso della Sea Watch, osserva ancora la giurista, “dovrebbe essere il ministro delle Infrastrutture e del Trasporti, perchè la comptetenza sulle navi in mare è delle Capitanerie di porto controllate dal Mit. Il Viminale ha competenza quando i migranti sono sul territorio italiano. Fino a quel momento la competenza è di Toninelli”.
Che potrebbe tutt’al più condividerla col ministro degli Esteri Enzo Moaveo Milanesi dal momento che “ci sarebbero anche problemi di rapporti internazionali”.
E pure l’interpretazione su cosa debba interndersi per “porto sicuro” non è così scontata. “Il presupposto – aggiunge la professoressa Del Vecchio – è sempre il diritto del mare. Il “porto sicuro” dipende sì dalle condizioni della nave e dalle condizioni meteorologiche, e può essere il porto più vicino, ma deve anche essere un porto dove le persone possano trovare la tutela dei diritti umani”.
Perchè alla fine è sempre una questione di conoscenza delle materie di cui si parla: “I politici si muovono in una rete intessuta di norme dove c’è il diritto del mare, il diritto della navigazione, il diritto commerciale e il diritto internazionale”, conclude la giurista: “Il diritto serve proprio per gestire situazioni difficili come queste”.
(da agenzie)
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Gennaio 27th, 2019 Riccardo Fucile
HANNO ESERCITATO IL LORO DIRITTO DI PARLAMENTARI: “SBARCARLI SUBITO, HANNO SUBITO TORTURE IN LIBIA”
Hanno affittato un gommone (la Prestigiacomo ha la patente nautica), beffato il controllo della Capitaneria di porto, che ieri aveva impedito loro di raggiungere la nave, e sono riusciti a salire a bordo.
Il nono giorno in mare della Sea Watch si apre con l’inattesa visita dei tre parlamentari da due giorni a Siracusa.
Riccardo Magi, Nicola Fratoianni e Stefania Prestigiacomo sono a bordo della nave umanitaria per verificare le condizioni dei 47 migranti soccorsi nel Mediterraneo nove giorni fa.
“Siamo saliti a bordo nonostante i divieti illegittimi per esercitare i nostri diritti e doveri di parlamentari – dice Riccardo Magi di +Europa – siamo qui per verificare le condizioni dei passeggeri e dell’equipaggio. Chiediamo che siano fatti sbarcare tutti immediatamente!”.
“Chiediamo il rispetto delle norme internazionali – aggiunge Nicola Fratoianni – in rispetto delle quali ai naufraghi e all’equipaggio deve essere consentito di scendere a terra”.
“La questione migranti – aggiunge Stefania Prestigiacomo – non è uno show mediatico di esibizione di forza, come sosteniamo da tempo, ma va affrontata in modo serio, politico, in Europa, senza isolare il Paese dai suoi partner europei e soprattutto senza mettere a rischio vite umane. Il governo affronti la questione migratoria con le competenze adeguate, se ne ha, e non impedendo a un pugno di disgraziati di scendere sulla terraferma…”
Con i parlamentari ci sono anche la mediatrice culturale Alessandra Sciurba, l’avvocato Nicoletta Piazzese e lo psichiatra Gaetano Sgarlata.
A preoccupare sono soprattutto le condizioni dei 13 minori, 8 dei quali non accompagnati, che il ministro Salvini si rifiuta di far scendere nonostante la sollecitazione del procuratore dei minori di Catania Caterina Ajello.
A bordo c’è “una situazione difficile – riferisce Magi dei radicali italiani – sull’imbarcazione abbiamo parlato con alcuni migranti, hanno raccontato le loro storie”. “Provengono da torture, da anni di violenze incredibili di cui portano i segni sul loro corpo: cicatrici sul volto che vanno dall’orecchio alla gola, cicatrici impressionanti sull’addome, storie che vengono raccontate di torture ripetute per anni”, ha specificato Magi.
Sulla Sea Watch, che batte bandiera olandese, c’è anche il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, e alcuni attivisti che hanno portato sulla nave generi di prima necessità .
Tra questi anche Alessandra Sciurba di Mediterranea. “Verificheremo le condizioni fisiche e psicologiche e raccoglieremo le testimonianze sugli abusi e le torture subite nei campi di detenzione in Libia a sostegno della richiesta di sbarco immediato per tutte le persone a bordo”.
(da agenzie)
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Gennaio 26th, 2019 Riccardo Fucile
NON VOGLIONO CHE SI VERIFICHINO LE CONDIZIONI DISUMANE IN CUI I PROFUGHI SONO COSTRETTI A VIVERE DA UN RECIDIVO SEQUESTRATORE DI PERSONE … CHIESTO L’INTERVENTO DI FICO PERCHE’ SIANO RISPETTATI I DIRITTI DEI PARLAMENTARI SANCITI DALLA COSTITUZIONE
La costa di Siracusa è a un miglio, a guardare bene, oltre l’azzurro del mare, si distinguono le
bandiere, i grappoli di palloncini, la scritta, rossa e nera in campo bianco “Stop the attack on refugees” sullo striscione dietro il quale si sono accalcati centinaia di manifestanti per chiedere lo sbarco della “Sea Watch 3”.
“Fateli scendere, fateli scendere”, gridavano e chissà se a bordo l’urlo è arrivato, se non si è perso tra le onde.
La sera calata sul giorno di navigazione numero otto ha sorpreso alcuni dei 47 migranti a bordo col binocolo sugli occhi, a scrutare quella costa che al momento gli è impedito di toccare.
Sulla nave la situazione si è fatta pesante.
Non va meglio, a un miglio di distanza, sulla terraferma, con il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, con l’acqua alla gola che ha ingaggiato un uno contro tutti
In poche ore accusa l’Olanda, respinge la mano tesa dei vescovi e rispolvera pure “i giudici di sinistra” di berlusconiana memoria.
Sulla nave, i quarantasette migranti, 34 adulti e 13 minori – otto non accompagnati – soccorsi al largo delle coste libiche otto giorni fa, sono in gran parte stipati in una stanza di venti metri quadrati.
“Chiediamo lo sbarco immediato di tutti i naufraghi, lo sbarco parziale di una parte di essi costituirebbe un’azione traumatica per il resto delle persone”, ha detto in un video diramato nel pomeriggio Giorgia Linardi, portavoce dell’organizzazione no profit in Italia, sottolineando che la nave, che appartiene alla Ong tedesca, ma batte bandiera olandese, “normalmente può trasportare 22 persone e ora ne ha 69” e che “il rifiuto allo sbarco rappresenta un reato”.
Il riferimento è inequivocabilmente alla vicenda della nave Diciotti – per cui il Tribunale dei ministri ha chiesto un’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini, accusato di sequestro aggravato di persona.
Un riferimento a cui si collega anche il deputato di +Europa, Riccardo Magi. “Credo che, anche alla luce delle responsabilità rilevate per Salvini in quel frangente, anche in questo caso ci sarebbero i requisiti per l’intervento di una Procura – spiega ad HuffPost – Non ci sono motivi legali per tenere queste persone in una situazione del genere. È in atto un braccio di ferro politico che va al di sopra della legge, mi chiedo dove possa portare. Quelle persone devono sbarcare”, scandisce Magi, che ha chiesto di salire sull’imbarcazione, ma non ha potuto con la motivazione che “non era stata ancora espletata l’ispezione sanitaria”
A chiedere di salire a bordo erano stati anche il deputato di LeU Nicola Fratoianni e l’ex ministra di Forza Italia Stefania Prestigiacomo, ma anche a loro è stato negato per lo stesso motivo.
Fratoianni “furibondo” chiama in causa il presidente della Camera, Roberto Fico, “perchè si faccia garante del fatto che i parlamentari possano espletare le loro funzioni. Il nostro obiettivo era verificare le condizioni dei passeggeri e dell’equipaggio”.
“Di fatto è stato impedito a dei parlamentari italiani l’esercizio delle proprie prerogative sul territorio nazionale – gli fa eco Magi – Questo è gravissimo e va ben oltre le questioni legate al governo dell’immigrazione. Assistiamo a un rimpallo di responsabilità tra autorità marittima e prefettura. Insisteremo perchè siano garantite prerogative costituzionali di chi rappresenta i cittadini italiani e tutelati i diritti fondamentali delle persone a bordo della nave”.
Sindacati, cittadini e associazioni si sono organizzati in un sit-in al grido di “Fateli scendere”, rilanciato in forma di hashtag via social, scritto col pennarello sui lenzuoli esposti ai balconi di Corso Umberto, la strada principale di Siracusa.
La richiesta a dare un porto sicuro ai 47 migranti è arrivata anche dalle Agenzie Onu. In un comunicato congiunto Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim), Alto Commissariato della Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) e Unicef hanno definito “urgente” lo sbarco.
A bordo della “Sea Watch3” c’è un ragazzo gambiano di 24 anni che ha una cicatrice dalla tempia al mento. “Gliel’hanno fatta in Libia – racconta Linardi – veniva legato e preso a coltellate. È stato torturato, quasi squartato mentre veniva filmato con le mani legate al soffitto”.
La Libia, l’inferno nel quale è passato anche uno dei minorenni a bordo della nave. Ha raccontato di essere stato usato come schiavo dalle milizie che lo costringevano a lavorare ininterrottamente per 12 ore al giorno e che uno degli amici è stato ucciso davanti ai suoi occhi”.
Solo alcune delle storie dei quarantasette, inconsapevolmente finiti al centro del nuovo uno contro tutti di Salvini. Costretti a bordo, al freddo, a scrutare l’orizzonte col binocolo. A un miglio dalla terraferma.
(da “Huffingtonpost”)
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Gennaio 26th, 2019 Riccardo Fucile
E POI LA STOCCATA: “MA NON DOVEVA ESPELLERE 600.000 IRREGOLARI?”… ONU E UNICEF: “BASTA, FATELI SCENDERE”
Secondo il fondatore di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in visita all’Aquila per le elezioni Regionali, “47 migranti non sono un problema”.
“Si continua a far credere che l’immigrazione sia il primo problema del Paese. Io non vedo francamente che cosa possa svilupparsi con la discesa di 47 altri migranti che sono in una situazione precaria su una nave con un tempo non buono di fronte alla presenza di oltre 600mila clandestini che sono ancora in Italia e che qualcuno aveva garantito che avrebbe rimandato al loro Paese”, ha dichiarato il leader di FI.
“Io li farei sbarcare, deve prevalere l’obbligo di dare soccorso in mare, rispettando le leggi del mare”, ha detto invece Carlo Calenda, intervistato a SkyTg24. “Se c’è un disastro marittimo e va una nave di una Ong, proprio perchè c’è una emergenza e il diritto del mare lo prevede, la si soccorre. Poi queste iniziative di Salvini sui numeri valgono meno di zero. Non risolve ma fa campagna elettorale”
Unhcr, Oim e le altre associazioni: “Fateli scendere subito”
“Esprimiamo grave preoccupazione per la situazione dei 47 migranti e rifugiati soccorsi lo scorso sabato dalla nave SeaWatch3, ai quali non è stato ancora garantito un porto di approdo sicuro”, si legge in una nota diffusa dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim), dall’Alto Commissariato della Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) e dall’Unicef .
“Questa situazione non può essere protratta a lungo, soprattutto in un periodo difficile come quello invernale, con basse temperature e mare mosso”.
In particolare, si legge ancora, è la condizione dei minori per i quali “è d’obbligo attivare quanto prima misure di protezione e tutela adeguate, in linea con le convenzioni internazionali” a preoccupare.
“Non possono essere ostaggi in mare dell’indifferenza. Ostaggi dei governi europei che non riescono a mettersi d’accordo”, aggiunge poi, parlando con l’AdnKronos, il portavoce italiano dell’associazione che difende i diritti dei bambini, Andrea Iacomini.
La campagna social #facciamoliscendere e il presidio a Siracusa — Intanto da Twitter a Facebook, fino a Instagram, gli utenti hanno espresso solidarietà , chiedendo che i 47 migranti vengano subito fatti scendere, usando l’hashtag #Facciamoliscendere. I promotori della campagna social hanno organizzato un presidio a Siracusa. Tra i partecipanti anche ActionAid, presente con staff e attivisti.
Anche il sindaco della cittadina siciliana, Francesco Italia, ha partecipato all’evento organizzato alla rada di Santa Panagia, di fronte alla quale sosta la nave olandese. “La città di Siracusa è pronta ad accogliere i migranti, continuo a ricevere messaggi e chiamate di persone che intendono sostenere queste persone”, ha detto il primo cittadino, affermando, anche lui, che la situazione insostenibile. Italia ha poi aggiunto: “Non conosco le ragioni per cui è stato impedito alla nave di entrare nel porto di Siracusa. Nella sede della Capitaneria di porto è presente il difensore dei diritti dei bambini del comune di Siracusa l’avv. Carla Trommino per verificare la documentazione relativa ai minori a bordo della Sea watch che potrebbero sbarcare”.
(da agenzie)
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Gennaio 26th, 2019 Riccardo Fucile
ALLA FACCIA DEL MINISTERO DELLA DISABILITA’ E DELLE BALLE DI FONTANA: “DOVE VENIRE A TROVARMI, NON SI E’ NEANCHE PIU’ FATTO SENTIRE”
Paolo Palumbo, il più giovane ragazzo con Sclerosi laterale amiotrofica in Italia (ha 21 anni), ha
deciso di candidarsi alle elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale della Sardegna che si terranno il 24 febbraio 2019.
Palumbo, dopo aver vissuto sulla sua pelle le disfunzioni del sistema sanitario e tutte quelle inadempienze burocratico-politiche delle quali, dice, i disabili sono vittime inermi, ha scelto di essere uno dei candidati di Forza Italia.
“Mi hanno promesso la creazione del nuovo Assessorato della Disabilità , una novità assoluta per la Sardegna e credo anche la prima volta a livello regionale in Italia — dice Palumbo al Fatto.it — Mi hanno assicurato una particolare attenzione ai temi che sostengo da anni: inclusione sociale e pari diritti per tutti. Voglio portare nelle istituzioni la battaglia per difendere le persone più deboli, soprattutto i disabili e gli anziani non autosufficienti, troppo spesso lasciati soli a vivere con le famiglie situazioni difficilissime”.
La scelta di Forza Italia e la questione M5S-Lega
Nonostante le diverse richieste di candidarsi Palumbo ha scelto Forza Italia, schierata a sostegno del candidato di centrodestra come Presidente della Regione Sardegna Christian Solinas.
Ha preferito così il partito dove poco più di un mese fa è confluito anche Matteo Dall’Osso, deputato con sclerosi del M5s che ha lasciato i 5 stelle in polemica perchè, è stata l’accusa, “hanno trascurato il tema della disabilità ”.
Sul caso “non posso che dirmi molto impressionato — spiega Palumbo al Fattoquotidiano.it — Una persona con la Sclerosi Multipla che si era unita al M5s ai suoi albori nella speranza di lottare a favore dei disabili, e che ha cambiato schieramento in modo così netto, ha sicuramente lanciato un messaggio forte. Non posso dare un giudizio politico del suo cambiamento ma comprendo la scelta, viste le aspettative tradite”.
Palumbo non ha scelto neanche di schierarsi con la Lega, nonostante quello di Salvini sia il partito che ha spinto di più per creare il Ministero della Disabilità , guidato dal leghista Lorenzo Fontana.
Su di lui Palumbo dice al Fatto.it che “a novembre ho avuto un incontro con il ministro. Dovevamo lavorare insieme per una legge costruita apposta per i disabili. Aveva promesso di venire a trovarmi, ma l’incontro è slittato all’inï¬nito ï¬nchè i contatti si sono interrotti. Ancora una volta la politica non è stata consequenziale nelle promesse e nelle azioni. Di sicuro — continua Palumbo — se la mia battaglia è quella per l’ascolto dei disabili e poi succedono cose simili, la voglia di mantenere i rapporti non aumenta”.
Perchè quindi si è candidato con FI? A spiegarlo è proprio il neocandidato: “Oltre ai programmi condivisi, è stato l’interessamento per la mia condizione da parte del Presidente Silvio Berlusconi che si è esposto in prima persona per stare dalla mia parte. E’ attivo nel sociale senza fare proclami e così ho scelto chi mi voleva a tutti i costi”.
L’incontro con Obama e Matteo Renzi
Paolo ha fatto parlare di sè soprattutto da quando Barack Obama ha voluto incontrarlo di persona in occasione del “Seeds & Chips Global Food Innovation Summit” a Milano, dove ha conosciuto anche Renzi, per il quale nutre “grande rispetto”. Da tre anni Paolo combatte una battaglia quotidiana contro la SLA che non lo costringe però a rinunciare al suo sogno: “Che i disabili smettano di essere una comunità dimenticata. Sarà solo grazie al maggiore rispetto nei nostri confronti che potremo dar vita a qualcosa di straordinario. Il mio slogan — continua Palumbo — è semplice: ‘Finalmente Abili’. Aiutatemi a renderlo reale”.
Ed è proprio grazie a quest’idea, che può sembrare utopica aggiunge lui, che “ho deciso di intraprendere quest’avventura politica. Voglio veicolare tutta la passione che avrei messo nel mio mestiere (quello del cuoco, ndr) nella mia nuova missione: risolvere problemi gravi per la qualità di vita di moltissimi sardi con disabilità e anziani non deambulanti, partendo dalla conoscenza diretta delle loro esigenze grazie anche alla mia esperienza personale.
Il mio programma, tra i vari punti, vuole migliorare le strutture di cura, sostenere il ruolo del caregiver familiare, creare una cooperazione tra l’ufficio protesi e le farmacie, rendere le spiagge sarde accessibili per tutti. Solo la politica può cambiare le cose realmente e perciò voglio provare a creare un inedito Assessorato della disabilità per sostenere tutti i disabili della Sardegna”.
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Gennaio 26th, 2019 Riccardo Fucile
SANATORIE, ELIMINATE SANZIONI AGLI EVASORI, SCONTI AI SUPER-RICCHI: SOVRANISTI AL SOLDO DEI POTERI FINANZIARI
Lega e Cinquestelle hanno promesso ai cittadini di varare il governo del cambiamento. Ma su una tema fondamentale per i conti pubblici italiani come la lotta all’evasione, la politica gialloverde consacra nei fatti un grande ritorno al passato.
Con una pioggia di sanatorie, tagli, agevolazioni e sgravi tributari di ogni tipo.
Che ipotecano anche le entrate future. In una clima di condono generale, che oggi si chiama pace fiscale.
La novità politica è che il condono si fa, ma non si dice.
Il decretone fiscale varato d’urgenza dal governo Conte il 23 ottobre scorso non usa quella parola imbarazzante.
Ma contiene una serie di norme che hanno gli stessi effetti delle più favolose sanatorie fiscali e previdenziali della prima e seconda repubblica. In tutta la prima parte del decreto, ogni articolo è un colpo di spugna. In totale, nei vari codicilli delle nuove leggi approvate a fine anno, l’Espresso ha contato 17 forme di condono.
Chi non ha pagato tasse e contributi può mettersi in regola senza nessun aggravio di spesa. Nessuna sanzione, zero interessi.
Grazie alla cosiddetta definizione agevolata dei verbali della Guardia di Finanza, in particolare, l’evasore può sanare ogni addebito anche se è già stato scoperto, limitandosi a versare le stesse imposte che erano dovute in partenza, quelle che i cittadini onesti hanno già pagato.
Altre norme di favore prevedono forti tagli dei debiti fiscali, anche se diventati esecutivi e non contestabili, fino a casi di totale azzeramento, e tempi molto più lunghi di riscossione.
Mentre i contribuenti onesti continuano a dover saldare tutto alle scadenze stabilite, i furbi vengono autorizzati a pagare meno e in ritardo.
L’articolo dell’EspressoN analizza le singole disposizioni fiscali con pareri di esperti, studi di professori universitari e interviste a economisti che hanno avuto importanti ruoli pubblici come Carlo Cottarelli e Vieri Ceriani.
L’inchiesta giornalistica evidenzia anche la mancanza di un tetto limite: le nuove sanatorie di portata generale non si applicano solo ai cittadini più poveri colpiti dalla crisi, ma anche in casi di evasioni multimilionarie.
(da “L’Espresso”)
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