Febbraio 3rd, 2019 Riccardo Fucile
NELLA TRASMISSIONE ALLA LAVAGNA SPIEGA AI BAMBINI COSA CONTA PER LEI… E POI I SOVRANISTI HANNO LA FACCIA DI SOSTENERE CHE COMBATTONO I POTERI FORTI
Dopo aver ferocemente attaccato Vladimir Luxuria e la sua puntata di Alla Lavagna in cui ha spiegato ai bambini di come abbia preso consapevolezza del suo genere, Daniela Santanchè scende sullo stesso campo e va a parlare ai bambini di Rai 3, propinando perle come la seguente: “Il denaro è l’unico vero strumento di libertà . I soldi servono ad essere liberi. Il mio papà ha insegnato a me e ai miei fratelli che chi paga comanda e lo dico a te che sei una donna. Il denaro è un grande strumento di libertà ”.
Un ragionamento che la stessa Luxuria non ha perso tempo a commentare, scrivendo su twitter: “Solo chi ha i soldi è libero, grande insegnamento ai bambini della Santanchè”.
Ma la Santanchè non si è fermata certo qui: oltre a perle sulla scuola (“molti libri su cui studiate non mi piacciono, insegnerei cose diverse, vorrei che vi preparassero al lavoro”), non sono mancate anche raffinati esempi di sessismo: “le donne sono tutte viperette, gli uomini sono più bravi”
Va bene la par condicio, ma una cosa è insegnare il rispetto e la comprensione, un’altra è inculcare un’ideologia patriarcale che ruota intorno all’assione “chi ha i soldi comanda”.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Febbraio 3rd, 2019 Riccardo Fucile
IL MEDICO: “VISITI I NOSTRI OSPEDALI IN QUELLE ZONE COSI’ FORSE CAPISCE QUALCOSA”… “NEI NOSTRI AMBULATORI IN ITALIA ASSISTIAMO MIGLIAIA DI ITALIANI, QUELLI CHE NON HANNO SOLDI PER PERMETTERSI LE CURE”
Parole di buonsenso e verità scomode da parte di una persona molto scomoda. 
Che denuncia in Italia e nel mondo l’orrore della guerra, i crimini dello sfruttamento e le ingiustizie economiche e sociali.
Così parlando a Rai tre Gino Strada ha detto: “Sì, regalerei la felpa di Emergency a Salvini. Ma lo inviterei a vedere uno dei nostri ospedali in Afghanistan o in Sierra Leone, così vede come si fa ad aiutarli veramente a casa loro”.
Ha aggiunto il medico: “L’Afghanistan è il paradigma di quanto la guerra sia crudele, inutile e stupida. Adesso si farà la pace con i talebani che erano i nemici di allora. E nel frattempo ci sono state decine di migliaia di morti”.
“Abbiamo aperto i nostri ambulatori in Italia a partire dal 2006. Pensavamo li avrebbero usati gli stranieri, e invece ci sono anche tanti italiani. Penso che gli italiani abbiano tanti bisogni non soddisfatti. 11 milioni di persone non possono curarsi: è un problema grave che non viene affrontato.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Febbraio 3rd, 2019 Riccardo Fucile
UNA FAMIGLIA LOCALE HA PENSATO COSI’ DI RINGRAZIARE, A NOME DI MILIONI DI ITALIANI, I VOLONTARI PER IL LORO LAVORO A TUTELA DELLA VITA UMANA
I migranti sono sbarcati, ma la Sea Watch è ancora ferma a Catania. Ci ha provato Salvini ad aprire un’inchiesta, ma la stessa Procura ha dato al ministro un bel due di picche: la nave, infatti, non ha violato nessuna legge, men che meno quel ‘favoreggiamento all’immigrazione clandestina’ con cui Salvini e compari confondono il salvataggio di disperati dall’annegamento.
E mentre governo e accoliti si scervellano per impedire alla nave di riprendere il mare, c’è anche chi dimostra di essere ancora una persona perbene in questa Italia nella sua deriva d’odio: come twitta la stessa Sea Watch, una famiglia catanese ha portato dei dolci a bordo della nave, per tutto l’equipaggio: “Catania ci fa sentire a casa, dimostrandoci solidarietà e accoglienza. Salvare vite non è un crimine” scrive la SeaWatch.
(da Globalist)
argomento: radici e valori | Commenta »
Febbraio 3rd, 2019 Riccardo Fucile
IL SENATORE LEGHISTA ARRIGONI PRIMA LA PUBBLICA POI LA CANCELLA… DA QUANDO POLIZIOTTI IN SERVIZIO PARTECIPANO A MANIFESTAZIONI POLITICHE DI PARTE IN DIVISA? LA QUESTURA HA PRESO PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI?
Questa foto l’ha pubblicata, tutto soddisfatto, il senatore della Lega Nord Paolo
Arrigoni sul suo profilo Instagram su cui campeggia come copertina la foto sua e dei suoi festosi compagni
Il senatore Paolo Arrigoni ha pubblicato sul suo account Instagram i risultati di questa loro “battaglia”: “In 53 comuni delle #Marche per gridare tutti insieme #SalviniNonMollare!»
Peccato che tra le foto ne appare una, poi prontamente cancellata, che risale alle 14 circa e che riprende due poliziotti in divisa (presumibilmente in servizio) che firmano al gazebo leghista ed è lo stesso Arrigoni che esulta scrivendo nella didascalia: Nelle #Marche anche gli agenti di Polizia firmano per sostenere il Ministro dell’Interno #Salvini. Fantastico! #Salvininonmollare.
E invece, caro senatore, non è fantastico proprio per niente.
Storicamente le divise che appoggiano i politici piuttosto che la Politica sono state il preoccupante segnale di una deriva autoritaria.
La legge (quella di cui si occupa Salvini) non lo consente e se ci pensate questo episodio fa il paio con le divise allegramente sfoggiate da un ministro dell’interno come se fossero ammennicoli utili per lanciare idea di sicurezza.
E invece Salvini dovrebbe occuparsi di governare la legge, più che rappresentarla.
Ora ci piacerebbe sapere, non deve e essere certo un’indagine difficile, cosa ne pensa la Questura, cosa abbiano da dire i superiori di quei due poliziotti, e soprattutto cosa avrebbe da dire il ministro dell’interno Matteo Salvini su una vicenda che, oltre a fare schifo, richiede risposte e chiarimenti sulle responsabilità . In fretta.
(da “Tpi”)
argomento: denuncia | Commenta »
Febbraio 3rd, 2019 Riccardo Fucile
SACCHI DI JUTA DEI CONTESTATORI CON IL SIMBOLO EURO PER RICORDARE I 49 MILIONI CHE LA LEGA HA RUBATO AGLI ITALIANI
Prima sono arrivati con alcuni sacchi di juta con disegnato il simbolo dell’euro per sbeffeggiare i militanti del Carroccio circa la restituzione dei 49 milioni di euro che la Lega deve allo Stato dopo le condanne giudiziarie.
Poi la situazione è degenerata finendo a insulti e sputi.
E’ successo questa mattina in Largo Boccardo a Genova, nel popolare quartiere di Molassana, dove era stato organizzato uno dei tanti banchetti della Lega per raccogliere firme a sostegno del vicepremier Matteo Salvini.
I leghisti sono stati presi a sputi, poi i contestatori hanno strappato la bandiera del Carroccio e l’hanno gettata nel torrente.Infine se ne sono andati.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri e la Digos .
(da agenzie)
argomento: Genova | Commenta »
Febbraio 3rd, 2019 Riccardo Fucile
“CAPITANO NE ABBIAMO UNO SOLO, IL NOSTRO FEDERICO DEL GROSSO”… E AL COMIZIO C’E’ CHI GLI URLA “ASSASSINO”
Durante il suo intervento a Giulianova (Teramo) Salvini ha indossato la maglia della
squadra di calcio locale Real Giulianova.
”Mi hanno regalato questa”, ha scritto il ministro dell’Interno su Facebook, pubblicando uno scatto della maglietta personalizzata con il suo nome.
Ma sul profilo social della squadra è comparso un post con il quale il club prende le distanze dalla divisa esibita dal vicepremier:
”Ribadiamo con forza che non permettiamo a nessuno di strumentalizzare i nostri colori per fini politici. Le stesse persone che hanno ritenuto motivo di orgoglio far apparire la nostra maglia su tv e social non hanno mai sostenuto in alcun modo il calcio giuliese e ora vantano senso di appartenenza”.
“I nostri colori e la nostra maglia hanno una storia gloriosa e un valore inestimabile per tutti i nostri tifosi e per questo rivendichiamo il rispetto che non ci è stato dato.La maglia è Sacra. Di Capitano ne abbiamo solo uno e il suo nome è Federico Del Grosso. Sempre e solo Forza Giulianova”
(da agenzie)
argomento: Razzismo | Commenta »
Febbraio 2nd, 2019 Riccardo Fucile
A GIULIANOVA SFOGGIA LA MAGLIA DELLA SQUADRA LOCALE… MA DOVREBBE INFORMARSI DELLE RIVALITA’: I TIFOSI DEL TERAMO SI SONO INCAZZATI (E VOTANO PURE LORO)
Nella sua frenesia di piacere a tutti Salvini non ha mai disdegnato mezzucci come le ormai celebri divise delle forze dell’ordine.
Le avrà evidentemente indossate tutte o saranno finalmente state portate in lavanderia, dato che proprio oggi, in visita a Giulianova in Abruzzo, il ministro sfoggiava una sgargiante maglia giallo-rossa, colori del Giulianova calcio.
L’effetto, se già con le divise era disturbante, in questo caso sembra addirittura peggiore, con Salvini somigliante più che a un giocatore a un tracotante tendone da circo.
Ma Salvini dovrebbe fare attenzione alle maglie che indossa.
Perchè quando in Italia vai a toccare il calcio entri in un campo minato dal quale uscirne vivi è estremamente difficile.
E, in questo caso, Salvini è andato a indossare una maglia di una squadra (al momento nel girone F della serie D) che in Abruzzo ha molti rivali, in primis il Teramo.
Quindi, che farà il Capitano? Indosserà le maglie di ogni squadra di ogni città che andrà a visitare?
E, dinanzi a questo quasi esagerato esempio di qualunquismo, i suoi fan si faranno abbindolare?
(da Globalist)
argomento: Costume | Commenta »
Febbraio 2nd, 2019 Riccardo Fucile
LA TAV IRROMPE NELLA CAMPAGNA ELETTORALE IN ABRUZZO ED E’ SUBITO AVANSPETTACOLO
All’indomani della visita di Matteo Salvini al cantiere della Tav a Chiomonte, non si placano le
polemiche nel governo sul cantiere dell’alta velocità Torino-Lione.
Polemiche accentuate anche dall’imminenza delle prossime tornate elettorali (la prima in Abruzzo il 10 febbraio) e che virano inevitabilmente verso un gioco delle parti.
Con Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista che in mattinata chiudono a ogni possibile avanzamento della Tav, mentre il ministro dell’Interno si dice fiducioso su un accordo con gli alleati di governo. Tanto che poi anche il suo collega vicepremier in serata sfuma i toni.
Durante una diretta su Facebook in mattinata da Penne, in Abruzzo, il vicepremier Di Maio tuona: “Finchè ci sarà il Movimento 5 Stelle al governo per quanto mi riguarda la Tav Torino-Lione non ha storia, non ha futuro”.
Di Maio aggiunge: “Le peggiori lobby di questo Paese vogliono che si inizi a fare la Tav, che è a zero come cantiere. Ma quando tutti i signori che in questi anni hanno sostenuto Renzi e Berlusconi stanno da una parte, il M5s sta dall’altra, dalla parte delle opere utili come la nuova metro a Torino, una linea Roma-Pescara, la Tav Palermo-Catania. Quando i signori dei grandi potentati che hanno ridotto il Paese in queste condizioni tifano per un’opera inutile come la Torino-Lione il M5s sta col popolo”.
Molto duro anche Di Battista, che si rivolge direttamente a Salvini: “Siamo favorevolissimi alle infrastrutture giuste per i cittadini e per i pendolari – afferma -. Se la Lega intende andare avanti su un buco inutile che costa 20 miliardi di euro e non serve ai cittadini, tornasse da Berlusconi e non rompesse i coglioni. È chiaro?”.
Salvini, anche lui in Abruzzo per la campagna elettorale, stempera gli animi (non sia mai che grillini si incazzino e lo mandino in galera) : “Troveremo come sempre una soluzione con i 5stelle – spiega -. Io non vedo spaccature nel governo: non mi interessano inutili polemiche o retroscena. Ci siederemo attorno a un tavolo e faremo la scelta di buon senso che serve agli italiani, all’economia e all’ambiente. Se l’opera riduce i tempi, l’inquinamento ed è conveniente perchè non farla? Questa è la domanda alla quale tutti, senza pregiudizi, dobbiamo rispondere”.
In serata anche Di Maio usa toni più pacati: “Lo dico anche con molta franchezza a Salvini – afferma -: non utilizziamo i temi dei nostri oppositori per farci dividere, andiamo avanti su quei temi su cui siamo d’accordo e vedrai che questo governo farà altre cose buone nei prossimi anni”.
Di Maio chiarisce: “Andiamo avanti, perchè questa pantomima serve a bloccare un governo in cui io mi sono speso tanto, ci metto la faccia ogni giorno, mi prendo anche tutti gli attacchi. Se ho proposto un contratto è perchè sapevo che non andavamo d’accordo su tutto e quindi ho scritto un contratto insieme a un’altra forza politica per vedere quello su cui andavamo d’accordo”
Sulla questione interviene anche il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, attraverso una nota: “Sulla Tav ho preso un impegno a nome del governo: di procedere alla decisione finale non sulla base di sensibilità personali o di una singola forza politica. Il contratto di governo prevede una “revisione” del progetto – spiega il premier -. Abbiamo interpretato questa clausola quale necessità di procedere all’analisi costi-benefici e di riservarci la decisione all’esito di questa valutazione finale che contemplerà tutte le implicazioni tecniche, economiche, sociali”.
Conte prosegue: “Il governo saprà assumersi la responsabilità politica della decisione” sulla Tav “nel rispetto e nell’interesse di tutti i cittadini. Renderemo trasparenti i risultati in modo che tutti gli italiani possano conoscere le motivazioni della nostra decisione”.
C’è poi il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, che in una diretta su Facebook annuncia che “tra pochi giorni avrete l’analisi costi-benefici della Tav”.
Ma tutti vogliono rimandare la decisione vera a dopo le elezioni europee.
Se ci sarà ancora il governo.
(da “Huffingtopost”)
argomento: governo | Commenta »
Febbraio 2nd, 2019 Riccardo Fucile
ORLANDO ACCUSA: “SI ERA OCCUPATO DELLA BESTIA DI SALVINI”,, INDIGNAZIONE TRASVERSALE PER UNA MISURA CHE METTE IN PERICOLO CHI DENUNCIA I MAFIOSI… E’ LA SICUREZZA CHE SALVINI GARANTISCE A CHI IL BOSS ZAGARIA HA PROMESSO DI “SQUARTARE VIVO”
Provare a contattare al telefono Sandro Ruotolo è inutile, evidentemente non vuole commentare. Chi delle persone vicine gli ha parlato nel primo pomeriggio, quando è stata ufficializzata la notizia che gli è stata revocata la scorta, dice che il giornalista “è abbattuto, non se lo aspettava”.
E non era l’unico a giudicare dalle reazioni sdegnate, preoccupate, sconcertate, seguite al tweet dell’ex Ministro della Giustizia, oggi deputato del Pd, Andrea Orlando, il primo a dare la notizia.
“Hanno tolto la scorta a Sandro Ruotolo”, ha scritto Orlando, sottolineando l’impegno del giornalista napoletano contro le mafie.
Punto di riferimento per generazioni di cronisti, storico inviato e tra i collaboratori più stretti di Michele Santoro in trasmissioni che hanno segnato la storia del giornalismo in televisione, Ruotolo da lunedì sarà senza scorta.
Gli era stata assegnata nel 2015, in seguito alle minacce di morte che gli aveva rivolto Michele Zagaria – l’ultimo boss del clan dei Casalesi a finire in prigione – per le sue inchieste sul traffico dei rifiuti tossici in Campania.
Cugino di Silvia, vittima innocente della camorra – fu assassinata per errore nel 1997 – Ruotolo si è occupato di mafie anche fuori dalla Campania.
Anche per Fanpage.it, la testata per cui lavora oggi: a ottobre ha firmato un’inchiesta sull’infrastruttura utilizzata per la comunicazione social dalla Lega, ribattezzata “La Bestia” dal social media strategist – pare la definizione di spin doctor gli piaccia poco – di Matteo Salvini, Luca Morisi.
roprio a questo lavoro di Ruotolo ha fatto riferimento l’ex ministro Orlando nel tweet. “E anche il giornalista che si è occupato della “Bestia”, il dispositivo propagandistico del ministro dell’interno – ha scritto – Casualità ? Lo chiederò in parlamento”.
Il caso, dunque, finirà in un’interrogazione parlamentare. Nel frattempo, tanti cronisti e molti politici stanno manifestando, soprattutto via social, la loro vicinanza al giornalista, che presiede l’Unione Cronisti della Campania e il comitato di inchiesta sulla camorra del Comune di Napoli – alla guida di questo organismo lo ha voluto il sindaco Luigi de Magistris, che non ha mancato di comunicare la sua contrarietà per la revoca della scorta a Ruotolo.
“Stima ed apprezzamento per il suo lavoro di giornalista impegnato da decenni contro le mafie”, sono arrivati dal senatore grillino Nicola Morra, presidente della Commissione bicamerale Antimafia.
“Per il suo impegno – ha scritto Marra su Facebook – è stato minacciato, perchè sta sul campo e racconta il reale, senza giri di parole. Si devono proteggere i giornalisti esposti. Sandro è uno di questi. Nel rispetto del lavoro delle istituzioni preposte, io sto con Sandro”.
E la Federazione nazionale della stampa italiana e il Sindacato unitario giornalisti della Campania hanno inviato una lettera a Giuseppe Conte per chiedere al premier, che di recente, in un incontro pubblico a Napoli, aveva intervistato Ruotolo e altri giornalisti minacciati dalla criminalità , di rivedere la decisione.
“Sandro Ruotolo, ancora oggi, continua ad essere un punto di riferimento per centinaia di giovani che tentano di contrastare la criminalità organizzata – si legge nella missiva, la decisione di “levargli la scorta sarebbe una scelta incomprensibile, pericolosa e lo metterebbe in condizione di non poter più proseguire nell’impegno di questi anni”.
Un aspetto sul quale, parlando con HuffPost, torna anche il direttore di Fanpage.it, Francesco Piccinini.
“Sono molto dispiaciuto – sospira Piccinini – questa decisione riguarda un cronista che d’ora in poi avrà grandissime difficoltà a proseguire nel suo lavoro, ci saranno territori a lui del tutto inaccessibili e che quindi non potranno essere raccontati come lui ha fatto finora. Ultimamente ha realizzato un’intervista a Rosetta Cutolo (sorella del boss della Nco, Raffaele Cutolo, ndr), che non ne concedeva dagli inizi degli anni’80. Quanto accaduto a Sandro – conclude Piccinini – è una sconfitta per i cittadini”.
E tra i giornalisti c’è chi teme che a breve toccherà a qualche altro collega sotto scorta. “Chi e perchè ha deciso di togliere la scorta a Sandro Ruotolo?”, ha chiesto via Twitter Beppe Giulietti, presidente del sindacato unitario dei giornalisti italiani.
Poco dopo, la risposta di Federica Angeli, cronista di Repubblica sotto scorta dal 2013 per le minacce di morte del clan Spada di Ostia. “Che lo Stato, questo Stato in particolare, possa scaricare chi lotta contro la mafia davvero non mi stupisce – ha scritto Angeli – Oggi tocca a Ruotolo, domani a un altro di noi cronisti. Ne sono certa. Sarà così”.
In serata interviene anche Roberto Saviano che scrive mescolando preoccupazione e sarcasmo: “Revocata la protezione a Sandro Ruotolo che ha fatto la storia del giornalismo d’inchiesta. Chi ha deciso ha tenuto conto della ‘lunga memoria’ del clan dei casalesi? Sa che Michele Zagaria, che ha considerato Ruotolo suo nemico, non vuole collaborare con lo Stato e cova rancore?”
Il boss Michele Zagaria, intercettato, aveva detto che avrebbe voluto squartarlo vivo
(da agenzie)
argomento: mafia | Commenta »