Marzo 3rd, 2019 Riccardo Fucile
I RIMBORSI PIU’ BASSI SONO QUELLI DEI BIG
Deve essere davvero difficile spendere 17.751 euro per telefono e internet senza neanche
comprare un cellulare di ultimissima generazione.
Eppure Paola Taverna, vicepresidente del Senato del M5S c’è riuscita: 15.073 in ricariche e abbonamenti, 673 per internet e chiavetta wi fi e il resto in accessori. Fanno quasi 3.500 euro al’anno, quasi 300 euro al mese.
“Non so se telefona ai marziani o se si fa predire il futuro da cartomanti a 20 euro al minuto, ma io ne spendo 120 all’anno, minuti e giga illimitati. Se vuole posso darle una mano a cambiare piano”, scrive su twitter Marco Furfaro di Sel postando la schermata relativa alle spese telefoniche della Taverna, pubblicata sul sito www.maquantospendi.it che risporta le spese ufficiali della scorsa legislatura dei parlamentari del M5S.
“Il sito – si legge sulla home page – fornisce un’analisi grafica dei rendiconti del parlamentari del Movimento 5 stelle dall’inizio della legislatura. I dati sono quelli ufficiali pubblicati sul sito www.tirendiconto.it e riguardano i parlamentari che risultano ancora iscritti al M5S”.
Basta fare un giro tra le dettagliate voci di spesa riportate per fare altre scoperte e constatare che il costo della politica per deputati e senatori del M5S è davvero alto. Altro che risparmio. Ancora Paola Taverna.
Oltre alle telefonate astronomiche sembra che non faccia altro che macinare chilometri in macchina, la sua macchina ovviamente. In carburante ha speso ben 20.501 euro, quanti ne servono ad acquistare quasi 12.000 litri di benzina.
Una quantità con la quale dall’inizio della legislatura ad oggi può aver percorso 176.000 chilometri. E deve averli fatti quasi tutti in ambito cittadino perchè in pedaggi autostradali ha speso solo 14,49 euro.
Spostamenti convulsi ai quali si aggiungono anche quelli in taxi: 14.381 euro portati a rendiconto.
A fare buona compagnia in cima ai rendiconti di spesa in quasi tutte le categorie previste dal sito del M5S c’è anche Barbara Lezzi, 46 anni, ministra per il Sud.
Nonostante l’auto blu, ha rendicontato spese di carburante per 27.258 euro e zero scontrini di pedaggi autostradali. La Lezzi, però, deve viaggiare molto anche in bus e metro perchè ha portato a rendiconto a questa voce 3.140 euro.
Nonostante sia di Civitavecchia, per la sua attività di deputato a Roma, Marta Grande, 31 anni, ha speso 131.000 di alloggio dall’inizio della legislatura svettando in cima alla classifica.
Anche lei telefona molto, non ai livelli della Taverna ma sempre 14.692 euro di spese telefoniche .
Una bella cifra se si fa ad esempio il paragone con il capo politico del movimento. Luigi Di Maio di telefono ha rendicontato solo 4.423 euro . Ed è un altro dato rilevante: tutti i big del Movimento stanno nelle parti basse delle classifiche delle cifre rendicontate.
Una citazione anche per gli aficionados dei taxi. Qui il primato tocca al senatore Lello Ciampolillo, quasi 28.000 euro. Ma anche Laura Castelli non scherza con i suoi 26.825 da inizio legislatura ad oggi.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 3rd, 2019 Riccardo Fucile
AL POSTO DELLA MAGLIE, GIUBILATA DOPO LE SUE USCITE SUL FESTIVAL DI SANREMO, ANDRA’ IL CONDUTTORE DI UNOMATTINA
Sarà Franco di Mare a prendere il posto di Maria Giovanna Maglie nella striscia informativa che il Tg1 ha deciso di mandare in onda dopo il notiziario. La Maglie, che qualche giorno fa ha debuttato su Facebook con la sua Maglie Strette, è stata giubilata dopo le sue uscite sul festival di Sanremo e la giuria popolare e così al suo posto si è piazzato l’attuale conduttore di Unomattina che piace da pazzi al M5S, che voleva piazzarlo anche come direttore del Tg1.
Il Fatto Quotidiano racconta i dettagli della carriera di Di Mare in RAI:
L’unico legame degli ultimi anni a lui ascrivibile è quello con Mario Orfeo, quindi, per traslazione, qualcuno l’ha fatto passare per renziano. Sugli smartphone dei giornalisti Rai circola un gustosissimo video in cui Di Mare e Francesca Fialdini sono intenti a piazzare candeline su una torta arrangiata per fare una sorpresa di compleanno all’allora direttore del Tg1, Orfeo appunto. “Tanti auguri direttoreee…”.
L’unico vero scivolone in carriera, da valergli il soprannome di Mister Pampers, avviene nel 2008, quando confeziona una finta edizione del Tg1 con Attilio Romita, che dallo studio dà la linea a un Di Mare inviato al centro congressi di Pescara dove, con un megaevento, si festeggiano i 50 anni di Fater, azienda produttrice di Pampers, Lines e Tampax. E poi via a servizi con i grandi della terra a far l’elogio dei pannolini. Bush jr (“dietro a una grande uomo c’è sempre un grande pannolone”), Putin, Prodi, fino a Benedetto XVI, che benedice i Pampers durante l’An gelus.
Vette sublimi del giornalismo marchettaro, ma illegali, visto che ai giornalisti è vietato fare pubblicità .
L’Odg però verso Di Mare e Romita,dopo un balbettìo di scuse e “io non sapevo”, è stato magnanimo limitandosi alla censura.
La vita privata di Di Mare viene spiattellata poi sui rotocalchi nel 2017 quando, dopo avere lasciato la moglie, viene paparazzato con la sua nuova compagna. “Di Mare lascia la moglie per una barista”, titolano i giornali. La ragazza in questione si chiama Giulia Berdini e, per la precisione, è la responsabile dei servizi bar alla mensa della Rai. Ventisette anni lei, 63 lui, beccati da un fotografo mentre si sbaciucchiano a Fregene. Tutto molto esotico, appunto.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 3rd, 2019 Riccardo Fucile
SE DI MAIO NON FA CHIAREZZA, DI BATTISTA NON INTENDE PIU’ METTERCI LA FACCIA
Dibba non parteciperà ad iniziative del MoVimento 5 Stelle finchè non arriverà la sentenza sulla
TAV.
L’Alta Velocità attualmente divide Di Maio da Di Battista e Grillo e il ritiro dell’ex deputato è a Civita Castellana, fa sapere oggi il Messaggero in un articolo a firma di Simone Canettieri, dove per svagarsi c’è il Carnevale e nessuna voglia di andare in piazza o in tv visto che sulla TAV è Di Maio che si gioca la testa:
In questo scenario si inserisce anche Alessandro Di Battista, scomparso dai radar da tre settimane. In questi giorni si trova con la famiglia nella casa di Civita Castellana, dove abita il padre, e dove ha partecipato giovedì scorso alla rinomata sfilata di Carnevale, per la gioia del figlio, Andrea.
Dibba — che mercoledì si è concesso un blitz romano per vedere all’Olimpico la partita di Coppa Italia della Lazio con l’europarlamentare Ignazio Corrao — rimane in silenzio. E fino a quando il governo non si sarà espresso in maniera decisa per lo stop all’opera, non parlerà .
Il contrasto quindi si va a ripercuotere sul leader politico e sul suo isolamento dal resto del MoVimento, che ieri ha smentito l’esistenza del sondaggio sugli elettori grillini favorevoli alla TAV.
Ecco perchè Di Maio si trova comunque a percorrere una strada stretta. Dare il via libera alle manifestazioni d’interesse per i bandi sapendo che poi l’intesa sarà «totalmente rivista». Di Maio teme che però «qualcuno» stia «giocando sporco»
Tanto che usando queste esatte parole i vertici pentastellati hanno smentito l’esistenza di un sondaggio grillino pro-tav, come riportato invece da Il Messaggero.
Il capo politico è dunque costretto a guardarsi le spalle da possibili mosse degli alleati che vorrebbero forzare la mano in un momento così delicato per i destini del Movimento.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 3rd, 2019 Riccardo Fucile
MA SENZA SOLUZIONI ALTERNATIVE AVREMO SOLO DUEMILA PERSONE PER STRADA E IL PROBLEMA NON SI RISOLVE
Ci sono sei edifici da sgomberare a Roma nel 2019 dopo quello del 69 di via Carlo Felice di proprietà della Banca d’Italia.
Nella lista però non sarà data priorità a quegli immobili a rischio crollo o con problemi di staticità , o meglio questo non sarà l’unico requisito.
Verranno soppesati anche gli interessi dello Stato che paga per quei palazzi su cui pendono sequestri cautelativi e altri provvedimenti dell’autorità giudiziaria: i conti sono salatissimi anche perchè nella Capitale più di un immobile occupato è gravato dal provvedimento da molti anni.
Da qui il cambio di passo e,di conseguenza, la rimodulazione delle priorità su cui intervenire.
Spiega il Messaggero oggi
Entrando nel dettaglio, per la fine di aprile si dovrebbe riuscire a liberare l’immobile di via Cardinal Domenico Capranica, un’ex scuola occupata nel 2001 liberata undici anni più tardi e poi rioccupata nuovamente. All’interno ci vivono circa 130 persone e nel corso degli anni le autorità hanno anche compiuto degli arresti per spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti. A seguire, entro la fine dell’estate, si punta a recuperare l’edificio privato in viale del Caravaggio.
Difficile stabilire quanti siano i reali occupanti, le stime provvisorie parlano di 300, forse 400, persone e per il momento l’VIII Municipio ha censito 60 nuclei familiari ma le verifiche sono ancora in corso. In questo caso il sequestro preventivo che grava sull’immobile risale al 2014.
E ancora:
Seguendo il meccanismo si procederà poi con l’ex scuola 8 marzo di via dell’Impruneta a Magliana (XI Municipio) dove vivono da anni circa 250 persone. L’edificio, che avrebbe dovuto ospitare un incubatore di imprese giovanili, è stato occupato a giugno del 2007. Da allora nessuno è riuscito a intervenire mentre il tempo e gli abusi compiuti dagli occupanti ne hanno minato le fondamenta.
È questo un edificio sul quale al sequestro preventivo si affiancano le criticità strutturali e il rischio crollo. Nell’elenco rientra poi anche l’ex clinica Valle Fiorita di via Torrevecchia (XIV Municipio) fallita nel 2011 e occupata poi l’anno seguente proprio perchè rimasta vuota (da piano regolatore aveva una destinazione sanitaria).
Ci risiedono circa 100 persone ma anche in questo caso il numero non è certo.
A chiudere la lista — che nelle prossime settimane sarà oggetto di nuove riunioni —l’ex palazzo Asl di via Antonio Tempesta, in V Municipio dove vivono 120 persone e il palazzo in viale del Policlinico 137 nel quale i lII Municipio ha già ultimato il censimento contando 117 occupanti.
(da “Huffingtonpost”)
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Marzo 3rd, 2019 Riccardo Fucile
“SOLO LA COOPERAZIONE ECONOMICA EUROPEA PUO’ COMPETERE CON USA E CINA”
I penta-leghisti, come ogni ammucchiata capace solo di cavalcare odio e rancore, dopo le accuse
alla Germania hanno puntato l’indice contro la Francia, come se Parigi (che ovviamente ha le sue responsabilità ma al pari di tanti altri paesi) fosse l’unica causa dei mali del mondo
Alibi per alzare fumo sull’incapacità dei dilettanti allo sbaraglio del governo e della deriva xenofoba mentre il paese torna in recessione.
“Sulla Tav siamo stati pazienti per dare al governo il tempo di riflettere. Ora siamo fiduciosi che la decisione arriverà molto presto”.
Lo ha detto il ministro francese dell’Economia Bruno Le Maire, secondo cui si tratta di “un progetto sia simbolico che utile. E’ simbolico perchè rappresenta il desiderio di avvicinare i nostri territori. Ed è utile per facilitare il movimento di merci e persone tra Francia e Italia. D’altra parte, noi siamo già impegnati nel cantiere”.
Parlando dei dissapori tra Francia e Italia, Le Maire invita tutti ad abbassare i toni.
“Tutta l’Europa è attraversata da una febbre nazionalista. Dobbiamo prestare ancora più attenzione alle parole pronunciate e alle decisioni che prendiamo perchè il clima politico è infiammabile”, avverte.
Il ministro punta il dito contro il nazionalismo, che è “crisi economica. I nazionalisti fanno credere che un Paese può aver successo da solo sul piano finanziario, tecnologico o nella ricerca; non è così. Sono gli stessi nazionalisti che hanno mentito al popolo britannico sostenendo che, lasciando l’Unione europea, la Gran Bretagna sarebbe stata più forte”, osserva.
“Sono gli stessi che promettono giorni migliori mentre impoveriscono la gente con politiche economiche che non portano da nessuna parte”.
“La nostra linea con il Presidente francese – aggiunge Le Maire – è la cooperazione economica europea per far fronte a paesi come la Cina e gli Stati Uniti. Tendiamo la mano a tutte le nazioni che desiderano unirsi per diventare più forti”.
(da agenzie)
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Marzo 3rd, 2019 Riccardo Fucile
AFFLUENZA MOLTO ALTA: ALLE 12 HANNO VOTATO IN 80.000 IN EMILIA, 54.000 IN TOSCANA, 43.000 A MILANO… “NON CE LO ASPETTAVAMO”
A mezzogiorno, dal seggio di Corso Garibaldi a Milano, il presidente, cellulare all’orecchio, inizia a chiamare il coordinamento centrale: “Servono altre schede, stampatele. Portatecele, presto”.
La stessa scena si ripete in altri circoli da Torino a Palermo, passando per Roma, soprattutto nei quartieri centrali dove gli elettori si mettono in fila anche per un’ora.
Alle primarie dem stanno votando più persone del previsto: “Non ce lo aspettavamo”, si sente dire un po’ ovunque. In coda per scegliere chi sarà il nuovo segretario tra Nicola Zingaretti, Maurizio Martina e Roberto Giachetti, c’è Grazia al seggio di via Scaldasole nel cuore di Milano: “La verità è che qui siamo tutti depressi, un minuto di respiro l’ho avuto ieri durante la manifestazione contro il razzismo e speriamo nella giornata di oggi”.
Ci sperano tutti. Nella Capitale, nel seggio storico di piazza Mazzini, dove c’è un serpentone di persone, vota Nicola Zingaretti: “Ieri sera la sconfitta era che non sarebbe andato a votare nessuno e ora ci sono file chilometriche ai gazebo”.
Al di là di chi vincerà , per il momento nel mondo dem, l’occhio è puntato sull’affluenza per capire quanto il Pd possa essere ancora una forza attrattiva. L’obiettivo è raggiungere un milione di votanti. “Spero sia finita l’epoca della guerriglia interna”, dice Giachetti mentre mette la scheda nell’urna e lo stesso Martina non nasconde che “serve davvero il coinvolgimento di tutti”.
A Roma si superano le cinquecento in ogni seggio del centro, ancora roccaforti di sinistra.
In Umbria alle 12 hanno votato 12mila persone, a Genova 9570, a Imperia si superano i 1500 elettori. In Toscana 54mila, in Emilia 80mila.
Le regioni rosse stanno andando forte. Questi sono solo alcuni dati che dalle varie sezioni arrivano a spoglio in corso.
Nessuno nel seggio di via Tibaldi, sempre a Milano, si aspettava che a mezzogiorno avessero votato già centocinquanta persone. Una famiglia intera, mamma, papà , nonni sono in coda.
Ma il figlio, sedicenne, rimane seduto un po’ più là : “Vota, vota”, gli dice il padre: “Così fai la fortuna di Salvini e Toninelli”. Ma lui non ne vuole sapere. E infatti, in giro, i giovani in coda non sembrano molti: “Stanno ancora dormendo . Magari ieri sera hanno fatto baldoria e stanno ancora dormendo”, Silvia ci spera e in effetti siamo nel cuore della movida milanese.
Si contano i fogli in cui si firma per votare, uno dopo l’altro e gli occhi dei segretari di seggio si illuminano così come quelli di tutte le persone attorno.
“E pensare che noi rispetto ai 5Stelle votiamo una volta sola”, scherza Marco Delgiaccio: “Questa non è mica la piattaforma Rousseau. Non a caso sono qua, spero ancora in qualcosa”. Milano trova forza nelle immagini di ieri che piazza del Duomo ha consegnato all’Italia: “Più in basso di così non possiamo andare, ma non possiamo lasciare l’Italia a Di Maio e Salvini”, dice ancora Grazia, mentre dal circolo di Corso Garibaldi
Francesca Castelvarco, ciondolo dell’Africa al collo e maglia rossa ‘Antifascista sempre’, osserva la coda: “Questo è un circolo storico di Milano, un’ex casa popolare che abbiamo difeso con i denti quando era sindaco la Moratti. Speriamo di resistere ancora”. E la resistenza oggi passa dal centrare l’obiettivo dell’affluenza.
“Siamo molto contenti,c’è una grande partecipazione ai gazebo delle primarie Pd. Mi sento di dire che se le ore del pomeriggio confermassero la partecipazione della mattina potremmo anche superare l’obiettivo del milione”. A dirlo è il responsabile dell’organizzazione Pd, Gianni Dal Moro.
Dal Moro sottolinea che “la partecipazione alle primarie è uniforme in tutta Italia, il che rappresenta un voto di opinione e un segnale forte nei confronti del governo, anche dopo la manifestazione di ieri a Milano”.
Roma e il Lazio rispondono bene, almeno fino adesso, alla chiamata ai gazebo per le Primarie del Pd. “Abbiamo file ai seggi ovunque, non solo a Roma. Chiediamo un pò di pazienza… Si dice che chi parte bene…” ha twittato questa mattina il segretario regionale Bruno Astorre, e notizie e fotografie che arrivano dal partito e dai social sembrano dargli ragione.
Nella Capitale forte affluenza è stata registrata nelle zone più centrali della città , da piazza Mazzini (dove ha votato Nicola Zingaretti), a Piazza del Popolo (dove Carlo Calenda ha fatto da scrutatore), a via Ottaviano.
Anche al circolo Arci di via Goito, nei pressi della stazione Termini (non certo una zona residenziale) già da questa mattina in parecchi si sono recati al seggio a cui ha votato Paolo Gentiloni.
Fila stamattina anche a via dei Cappellari, nella sezione Centro storico. Anche nelle zone meno centrali e periferiche, però, si sono registrate file per votare il nuovo segretario dem: bene, secondo quanto riferito, la storica enclave di sinistra della Garbatella; code anche a Tor Marancia e a Val Melaina Tufello. Affluenza positiva, poi, a via Erminio Spalla (Roma 70), a Casalpalocco, al Laurentino 38 e a piazza Anco Marzio a Ostia. Bene, secondo fonti di partito, anche largo La Loggia al Portuense, e il seggio di Torre Maura; sui social si riferisce inoltre di file a via Chiovenda (Palmiro Togliatti). Nel Lazio i seggi sono 560; l’organizzazione ha coinvolto circa 3000 tra iscritti, volontari e sostenitori.
Alle 13 nei 348 seggi allestiti in provincia di Milano per le primarie del Pd hanno votato più persone del 2017. Più precisamente 43.128, cioè il 7,5% in più.
(da “Huffingtonpost”)
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Marzo 3rd, 2019 Riccardo Fucile
SCHEDE IN ESAURIMENTO, PARTECIPAZIONE OLTRE LE PREVISIONI… BENE COSI’, L’ITALIA HA BISOGNO DI UNA OPPOSIZIONE (E NON SOLO DI SINISTRA) PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI
Il primo a votare alle primarie, tra i volti noti del Pd, è stato Walter Veltroni. L’ex segretario si è
recato al gazebo di piazza Fiume, a Roma, alle 8 in punto, per esprimere la sua preferenza. In mattinata a Roma il voto di Paolo Gentiloni, poi quelli di Nicola Zingaretti e Roberto Giachetti. Intanto arrivano foto di file ai gazebo per scegliere il nuovo segretario del Pd.
Carlo Calenda vota e fa lo scrutatore in mattinata nel Gazebo di Piazza del Popolo, sempre a Roma. Il leader storico dell’Ulivo Romano Prodi a Bologna. Matteo Renzi è andato in Vespa al seggio delle Leopoldine allestito in piazza Tasso.
“Sono stato a votare alle Primarie Pd. Un grande festival della democrazia. Una bella giornata per chi crede nella politica”. Lo scrive su Facebook Matteo Renzi che ha postato una sua foto al seggio delle primarie.
Martina voterà nella sua Bergamo e ha scherzato in chat con i suoi sostenitori: “Vota Antonio! Vota Antonio! Vota Antonio! Ah, no, vota Maurizio Martina! Vota la Mozione Fiancoafianco!”.
“Vota questa squadra bella che ha lavorato tanto – dice Martina – siamo la mozione che ha detto a chiare lettere ‘rompiamo gli schemi e uniamo il Pd contro questa destra pericolosa’. Serve davvero il coinvolgimento di tutti -continua – per cui passiamo parola e passiamo questo audio. Facciamo in modo che domani ci siano tante persone a sostenere la nuova stagione dei democratici”.
“Sono contento di queste lunghe file in tutti i combini, è una risposta meravigliosa. Io avevo chiesto fiducia e passione per cambiare. Mi pare che questo messaggio sia arrivato. Ora tocca a noi non tradire la fiducia degli italiani e se toccherà a me giuro che non la tradirò mai”, ha detto Nicola Zingaretti, candidato alle primarie del Pd, in fila a Piazza Mazzini per votare ai gazebo. “Credo che sia il tempo di ricostruire e il tempo di cambiare quello che serviva era questa grande presenza degli italiani. Già così, grazie a tutti quanti stanno partecipando. Di fronte a problemi immensi mi sono buttato nella. Mischia per dimostrare che il Pd deve cambiare ma è l’unica risorsa dell’Italia per l’alternativa. Il governo come unica ricetta degli italiani offre l’odio e la divisione”, ha aggiunto Zingaretti.
La Commissione Congresso del Partito Democratico, riunita permanentemente per le primarie, sta approvando una delibera che autorizza – si apprende da fonti dem – a usare fotocopie delle schede, per fare fronte al loro progressivo esaurirsi dovuto alla grande affluenza che si registra dalle prime ore del mattino
(da agenzie)
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