Destra di Popolo.net

LO STATO SFRUTTATORE: IL MINISTERO DELLL’ECONOMIA CERCA CONSULENTI DI ALTO LIVELLO DISPOSTI A LAVORARE GRATIS PER DUE ANNI

Marzo 5th, 2019 Riccardo Fucile

I CANDIDATI DEVONO ESSERE ESPERTI IN DIRITTO SOCIETARIO E BANCARIO… E’ COSI’ CHE SI RISPETTA LA DIGNITA’ DI CHI LAVORA?

La richiesta è semplice: la terza direzione del dipartimento del Tesoro cerca consulenti esperti in materia di diritto bancario, societario e dei mercati finanziari.
E in cambio? Niente, nessuna retribuzione.
Il bando è stato pubblicato sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze il 27 febbraio e recita questa intestazione: “avviso pubblico di manifestazione di interesse per il conferimento di incarichi di consulenza a titolo gratuito sul diritto – nazionale ed europeo – societario, bancario, dei mercati e intermediari finanziari”.
Scorrendo il documento, vengono chiariti i requisiti che il ministero guidato dal ministro Tria cerca da coloro che vorranno inviare una candidatura:
consolidata e qualificata esperienza accademica e/o professionale documentabile (di almeno 5 anni), anche in ambito europeo o internazionale, negli ambiti tematici del diritto societario, bancario, pubblico dell’economia o dei mercati finanziari o dei principi contabili e bilanci societari;
lingua inglese fluente.
L’avviso scade il 14 marzo ma ha già  suscitato la reazione delle associazioni di categoria. “Se anche le istituzioni non rispettano la dignità  dei professionisti giustificando il lavoro gratuito, non sappiamo davvero più a chi rivolgerci”, ha commentato la presidente del Colap, Emiliana Alessandrucci.
“Sono richieste – spiega – professionalità  altamente qualificate per un impegno di durata biennale con l’esclusione di ogni onere a carico dell’amministrazione”.
Alessandrucci ha concluso: “La tutela dei compensi è garantita già  dall’articolo 36 della Costituzione. Ciò non bastasse, la legge di bilancio del 2018 ha introdotto una specifica norma che impone a clienti cosiddetti forti di corrispondere un compenso equo, commisurato alla quantità  e alla qualità  della prestazione offerta”.

(da agenzie)

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LA RISPOSTA DELL’AZIENDA DI TRASPORTO PUBBLICO ASFALTA L’UTENTE CHE NON VUOLE “AFRICANI” SULLE PENSILINE DEL BUS

Marzo 5th, 2019 Riccardo Fucile

LA LAZIALE COTRAL SI AFFIDA AL SARCASMO: “POTREMMO METTERE DEL GRAZIOSO FILO SPINATO COLOR PASTELLO”

Cotral è l’azienda del trasporto pubblico extraurbano della Regione Lazio che, tramite un profilo Twitter, risponde e fornisce informazioni ai cittadini.
Ieri, in un post dedicato alle pensiline e alle panchine ubicate presso le fermate degli autobus, l’azienda ha voluto sottolineare che la responsabilità  della loro manutenzione non è responsabilità  di Cotral ma delle amministrazioni locali, pur fornendo il progetto ed un contributo economico per realizzarle.
Nulla di particolare se non fosse che, in risposta al tweet, è giunto il commento di un’utente, che si è scagliata contro nomadi e migranti, attribuendo a questi ultimi la colpa del degrado delle fermate.
Il commento dell’utente è stato il seguente:
Sperando che gli zingari e gli africani non ci fanno bisogni corporali come spesso accade. Tra bottiglie e siringhe. Metteteci anche telecamere nascoste controllate da voi in ufficio, almeno se vengono vandalizzate avete le immagini per le denunce. Sono graditi gli schermi tv.
A quel punto l’azienda di trasporto pubblico extraurbano ha replicato per le rime:
Ciao ****, come stai? È bello leggere un commento così, grondante di amore per l’umanità . Pensandoci bene potremmo anche scrivere “Il trasporto pubblico rende liberi” su ogni pensilina e adornarle con del grazioso filo spinato dai toni pastello.
Una presa di posizione ironica e anti-razzista che ha scatenato l’apprezzamento degli utenti e dell’utenza del trasporto pubblico della regione Lazio.

(da agenzie)

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IN CALABRIA ANCORA BRACCIANTI STRANIERI SCHIAVIZZATI, DUE DONNE VIOLENTATE DAI DATORI DI LAVORO ITALIANI

Marzo 5th, 2019 Riccardo Fucile

PAGHE IRRISORIE, ORARI DI LAVORO INSOSTENIBILI, ALLOGGI DI FORTUNA E VIOLENZE

Tre persone sono state arrestate dai carabinieri di Reggio Calabria per sfruttamento di braccianti stranieri, mentre altre due sono state sottoposte all’obbligo di firma.
I cinque, secondo i militari, negli ultimi due anni hanno impiegato gli immigrati in due aziende agricole retribuendoli con paghe irrisorie (meno di un euro l’ora).
Accertati anche due episodi di violenza sessuale su due braccianti romene.
Le indagini sono scattate dopo la denuncia di uno dei braccianti, presentata nel settembre 2017 alla stazione dell’Arma di Sant’Eufemia d’Aspromonte.
L’operazione Dominus, dei carabinieri della Compagnia di Palmi, ha fatto luce su una situazione di sfruttamento cui i datori di lavoro sottoponevano i romeni, costretti a lavorare anche 10-12 ore al giorno, compresa la domenica.
I migranti venivano ospitati in alloggi di fortuna, malsani e in precarie condizioni igenico-strutturali, in situazioni di grave promiscuità .
Le due donne violentate, entrambe impiegate nei lavori agricoli, sono state abusate da uno dei responsabili dell’attività  e da un altro bracciante.

(da agenzie)

argomento: denuncia | Commenta »

IL PASTICCIO “NAVIGATOR” SUL REDDITO DI CITTADINANZA E IL RUOLO DELLE REGIONI

Marzo 5th, 2019 Riccardo Fucile

“INSOSTENIBILE SELEZIONARE MIGLIAIA DI PERSONE CON UN QUIZZONE E IN MANIERA PRECARIA”

Il Governo prova a riaprire il dialogo con le Regioni sui navigator ma, per ora, la trattativa non avanza ed è ancora scontro.
A fare una nuova proposta questa volta è il ministero del Lavoro che in una prima bozza di accordo, messa sul tavolo della trattativa solo ieri sera, prevede una diminuzione dei navigator assunti da Anpal da 6.000 a 4.500 circa, destinati a rafforzare i centri per l’impiego delle sole Regioni che ne hanno più bisogno.
A dare la notizia per prima è l’assessore al Lavoro della regione Lombardia, Melania Rizzoli, in audizione alla Camera, e fonti di governo confermano all’HuffPost che la trattativa è ancora in atto e che si tratterebbe di destinare meno risorse all’Anpal per le assunzioni e sfruttare il resto dei fondi già  previsti per rafforzare in altro modo i Cpi. L’essenziale però è che le Regioni che dicono di potercela già  fare senza ulteriori risorse, poi sappiano affrontare il grande flusso di lavoro che porterà  la partenza del Reddito e della nuova macchina per le politiche attive del lavoro.
L’apertura del governo sulla riduzione dei navigator però non basta alle Regioni che parlano ancora di rischio “caos” negli uffici.
Nonostante il calo del nuovo personale previsto, si tratta comunque “di un esercito di persone che entrerebbe nei nostri centri per l’impiego” – ha dichiarato subito la coordinatrice degli assessori regionali al Lavoro Cristina Grieco – “la nostra posizione non è di chi si vuole mettere di traverso al Reddito, ognuno vuole fare la sua parte ma il caos che si creerebbe negli uffici con migliaia di persone selezionate con un quizzone, o un colloquio, e assunte in maniera precaria creerebbe una situazione non sopportabile dal punto di vista organizzativo.
Al di là  dei navigator poi, un altro problema è quello delle piattaforme informatiche che incrociano i dati tra domanda e offerta di lavoro: “Se non fossero interconnesse, si bloccherebbe tutta la macchina a prescindere dai navigator”, ha aggiunto Grieco.
Le Regioni non ci stanno a passare in secondo piano sulle politiche attive, prerogativa loro affidata dalla Costituzione.
“Vorremmo che fossero rispettate le nostre competenze, se così non fosse e se non si trovasse un accordo saremmo costretti a fare ricorso alla Corte Costituzionale”, ribadisce Grieco tornando alla questione che più brucia ai governatori ossia quella del solo parere – obbligatorio ma non vincolante – previsto sulla questione contenuta nel Decretone e che sarà  emesso giovedì prossimo in Conferenza unificata delle Regioni.
Le Regioni quindi cercano un’intesa ma soprattutto chiedono delle norme che mettano nero su bianco: competenze, regole e fondi.
La prima norma richiesta è quella per superare i vincoli alle assunzioni “visto che non abbiamo spazio nemmeno per assumere i 4.000 operatori dei Cpi già  previsti dalla legge di bilancio”.
Poi, continua Grieco, serve una legge sulle stabilizzazioni, qualcosa che permetta di scorrere le graduatorie e una norma per semplificare le procedure di assunzione.
E qui si parla finalmente di tempi, quelli che stanno più a cuore a tutti ma soprattutto al governo. Senza uno snellimento dei processi per le assunzioni “per fare un concorso pubblico servono 6-8 mesi”, fa notare Grieco che però prevede di riuscire a rafforzare i Centri per l’impiego che più ne hanno bisogno “anche in 2-3 mesi e in maniera corretta e tempestiva, se le procedure cambiassero”.
Inoltre, le Regioni chiedono che siano previste anche delle coperture per le spese di funzionamento.
Se ci fossero nuove deroghe e semplificazioni, gli enti territoriali assicurano che potrebbe arrivare da loro una valutazione sicuramente positiva del rafforzamento dei Cpi.
“Tutte le regioni hanno bisogno del rafforzamento e va fatto su diversi fronti: personale, strutture e infrastrutture, visto che ci saranno più operatori ma sempre negli stessi spazi”, ha aggiunto Grieco ricordando che per portare a termine un’operazione del genere in Germania ci sono voluti ben 4 anni.
“Facciamolo, facciamo nel modo giusto — ha concluso la coordinatrice – e con dei concorsi che ci rendano più semplice anche la stabilizzazione dei lavoratori negli anni futuri”. L’importante però “è che l’esercito dei navigator non abbia la pretesa di sostituirsi alle Regioni sulle politiche attive, questo non possiamo accettarlo”.

(da agenzie)

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MATTARELLA CONSEGNA LE ONOREFICENZE AGLI EROI CIVILI: “COMBATTENDO IL PREGIUDIZIO SI VIVE MEGLIO”

Marzo 5th, 2019 Riccardo Fucile

AL QUIRINALE LA CERIMONIA PER IL RICONOSCIMENTO ASSEGNATO A 33 CITTADINI, TRA LORO ANCHE STRANIERI

“Il nostro paese è ricco di energie positive, di persone che sanno che si vive meglio se ci si impegna per il bene comune, se si combatte per sconfiggere prevaricazioni e pregiudizi. Siamo nati per vivere insieme e non separati”.
Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella consegnando le onoreficenze ai 33 “eroi civili” da lui premiati. I nomi erano stati annunciati dal Quirinale il 29 dicembre scorso.
“I vostri comportamenti – ha aggiunto Mattarella rivolgendosi agli insigniti – hanno indicato queste sensibilità . I riconoscimenti sono il segno che si vuole dare al Paese, non solo l’indicazione di comportamenti da apprezzare ma anche da conoscere”.
Tra gli “eroi” l’ambulante, di origine marocchina che aveva salvato una dottoressa dalla furia omicida di un italiano a Crotone; la cittadina rumena che si è rifiutata di lasciare il suo bar alla violenza dei Casamonica; il calciatore dilettante che ha scelto di saltare una partita importante per donare il suo midollo spinale ad una donna malata; la signora napoletana che aveva apostrofato il responsabile di un’aggressione razzista dicendogli: “Tu non sei razzista. Sei stronzo”.
Ma proprio contro la definizione di eroi si è soffermato il presidente, definendo i premiati appunto non eroi ma “persone che davanti a problemi comuni hanno fatto quel che pensavano fosse giusto. È questa la definizione migliore”.
“Vi ringrazio – ha detto il Capo dello Stato – per aver testimoniato sensibilità , impegno, solidarietà “.
“Non siete soli, in tanti in Italia si impegnano in base agli stessi valori. Voi rappresentate tante persone che nel Paese adottano comportamenti così belli e positivi. Il Paese è ricco di energie positive, di queste risorse di umanità , di senso della comunità “, ha ribadito Mattarella.

(da agenzie)

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IL FINTO TONTO: SALVINI NON RIESCE A FERMARE I DELINQUENTI E DELEGA NOI A FARLO

Marzo 5th, 2019 Riccardo Fucile

INVECE CHE FAR SCONTARE LA PENA AI LADRI E COSTRUIRE NUOVE CARCERI CHE RISPETTINO I DIRITTI UMANI, LEGALIZZA IL FAR WEST PER QUATTRO EPISODI L’ANNO CERTIFICATI DI LEGITTIMA DIFESA

Un pregiudicato per reati di droga, sotto l’effetto di stupefacenti, investe e uccide marito e moglie e ferisce gravemente i loro due figli.
Il pregiudicato è marocchino, ha il permesso di soggiorno e c’è la certezza che sia un delinquente.
Il ministro dell’Insicurezza pubblica, della Paura e della Propaganda, sforna in dieci minuti un disegno di legge che aumenta le pene per gli spacciatori. Il testo, che è una boutade propagandista, è ottimo cibo per gli urlatori televisivi: linea dura, niente più sconti ai delinquenti!
Siamo ai confini della realtà , e Matteo Salvini — grazie all’inettitudine dei suoi alleati di governo (ben gli sta!) — è il finto marziano.
Un magistrale editoriale di Marco Travaglio, pubblicato sul Fatto Quotidiano il 28 febbraio scorso, spiega perchè fa il marziano, cioè il finto tonto.
In carcere ogni anno entrano 90mila persone, escono 80mila persone.
I ladri, per decisione del Parlamento, restano in cella non più di due o tre giorni. Le condanne inferiori ai 4 anni (cioè il 90 per cento del totale) sono infatti affidate a misure alternative alla detenzione.
In questo modo l’Italia riesce ad avere uno tra i minori numeri di detenuti in rapporto alla popolazione (89,3 ogni 100mila abitanti). Per farci un’idea: gli Usa ne hanno 693 ogni 100mila, la Spagna 130 ogni 100mila, la Francia 102,6 ogni centomila, l’Austria 95 ogni 100mila.
Ci sono troppi ladri a piede libero, dice il ministro della Paura, cosicchè — invece di stabilire che qualunque pena, se definitiva, vada scontata, aggiunge altre norme a quelle esistenti e teorizza una nuova ulteriore misura.
Armare i cittadini di pistole per rendere ai malavitosi pan per focaccia.
La strabiliante iniziativa, nota come la nuova legge sulla “legittima difesa”, dimentica che ogni anno in Italia i processi per “eccesso” di legittima difesa sono quattro. Quattro in tutto.
Infatti tutti coloro che difendono legittimamente i beni e le persone dalle incursioni dei ladri sono tutelati dalle norme sulla legittima difesa già  riviste al rialzo durante il governo Berlusconi per mano del ministro della Giustizia di allora, il leghista Castelli. Non è meraviglioso?
Al ministro dell’Insicurezza non viene neanche in mente la ragione per cui sono state approvate leggi come il cosiddetto “svuotacarceri”, che è servito ad alleggerire la popolazione carceraria in sovrannumero rispetto ai parametri decisi.
L’Italia infatti impone che ogni detenuto abbia almeno 9 metri quadrati a disposizione se ristretto in una cella singola, e almeno 14 metri quadrati se in una doppia. La capienza minima decisa dalla Corte di giustizia europea è di 3 metri quadrati pro capite, mentre la soglia sotto la quale non si può andare, secondo il Comitato per la prevenzione della tortura, è di 4 metri quadrati procapite.
L’Italia prima alza i parametri vitali della vivibilità  di ogni detenuto (giustissimo!), poi però dimentica di costruire nuove carceri e — condannata per violazione dei diritti dei detenuti — risolve la questione lasciando i condannati a casa, nella comoda soluzione dei domiciliari.
Ora il fantasmagorico Salvini, risolve la questione, non riuscendo ad arrestare i cattivi, nè a tenerli in carcere, delegando noi a farlo.
E’ bravissimo, vedrete che presto ci dirà : “Avete voluto la pistola? E adesso sparate!”.

(da “il Fatto Quotidiano“)

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LA MOZIONE DI SFIDUCIA A TONINELLI POTREBBE RIVELARE SORPRESE

Marzo 5th, 2019 Riccardo Fucile

PD, FORZA ITALIA PRESENTANO LA MOZIONE AL SENATO… I MARGINI STAVOLTA SONO ESIGUI, BASTANO DIECI FRANCHI TIRATORI E SALTA IL GOVERNO

Pd e Forza Italia presentano al Senato una mozione di sfiducia individuale proprio contro il ministro delle Infrastrutture Toninelli.
Nel testo presentato dai dem a Palazzo Madama si legge che “Toninelli avrebbe spudoratamente mentito al Parlamento e al Paese nonchè al governo francese e all’Unione europea, sottoponendo all’attenzione di tutti un’analisi costi/benefici palesemente infondata e ora oggetto di ‘aggiustamenti’ da parte del presidente del Consiglio”.
Fratelli d’Italia non ha presentato una sua richiesta di dimissioni, ma sembrerebbe intenzionata a votare quella del Pd.
Forza Italia, forte del suo documento, sta riflettendo su come conportarsi.
La conferenza dei capigruppo deciderà  come e quando si discuteranno le mozioni di sfiducia. Discussione che potrebbe avvenire presto e, visti i numeri risicati della maggioranza a Palazzo Madama e i mal di pancia grillini, potrebbe riservare sorprese.

(da agenzie)

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LORELLA CUCCARINI E IL RAZZISMO PIU’ AMATO DAGLI ITALIANI

Marzo 5th, 2019 Riccardo Fucile

DOPO AVER RIVELATO CHE IN ITALIA LE ELEZIONI POLITICHE SI TENGONO OGNI 10 ANNI, LA SOVRANIST-CHIC CI HA SPIEGATO CHE IN ITALIA NON ESISTE RAZZISMO

Ieri sera ad Otto e Mezzo Lorella Cuccarini ha fatto ridere tutti gli italiani rivelando di non sapere ogni quanto vengono celebrate le elezioni politiche in Italia.
Senza nulla togliere alla performance della Cuccarini vale la pena di ricordare che in questi anni molti giornalisti — tra cui anche Massimo Giannini che ieri era in studio dalla Gruber — ci hanno raccontato la storia dei governi e dei presidenti del consiglio “non eletti dal popolo”, che è una vera e propria bestemmia costituzionale.
Ma la Cuccarini in finale di trasmissione ci ha regalato un’altra perla sovranista.
La ballerina, conduttrice e cantante è convinta che in Italia non ci sia alcuna emergenza razzismo.
Lo sa perchè in questi ultimi due anni ha molto girato il Paese e non ha notato nulla di particolarmente preoccupante.
E ammesso e non concesso che ci sia un problema dovuto alle aggressioni di stampo razzista in Italia la Cuccarini ci tiene a ribadire il fatto che anche gli immigrati commettono crimini nei confronti degli italiani.
Sottintendendo forse che c’è un problema di razzismo all’incontrario degli stranieri nei confronti dei nativi. Ma i reati commessi dagli immigrati (furti, rapine, stupri, omicidi, le solite cose che fanno anche i nostri connazionali) hanno ben poco a che fare con un molto ipotetico razzismo verso gli italiani.
La Cuccarini tenta di minimizzare: «Se andiamo a vedere i casi isolati, è chiaro ci sono oggi c’erano ieri e probabilmente ci saranno anche domani. Ma se diciamo che questo Paese è diventato un Paese razzista io mi rifiuto di crederlo perchè non è così».
Poco oltre invece cerca di giustificare gli episodi di razzismo dicendo che «noi conosciamo la vita nelle periferie, nelle stazioni» quasi suggerire che il razzismo — se c’è — è causato da condizioni contingenti di eccessiva prossimità  (e promiscuità ?) tra italiani e stranieri in situazioni di estremo disagio.
Ma questa “analisi” manca completamente di centrare il punto: ovvero che c’è qualcuno — al governo — che soffia costantemente sul fuoco dell’intolleranza.
Questo qualcuno non è solo Matteo Salvini, perchè anche il MoVimento 5 Stelle — come ricordava ieri sera Paolo Mieli — ha una lunga storia di attacchi contro gli stranieri che Beppe Grillo stesso ha accusato più volte di voler invadere l’Italia o portare malattie.
I dati, i numeri, ci dicono però una cosa diversa dalla realtà  che la Cuccarini ha visto in questi ultimi anni in giro per l’Italia.
Qualche settimana fa a Repubblica Grazia Naletto, coordinatrice dell’associazione Lunaria, spiegava che «Stando all’ultimo nostro monitoraggio, che non ha certo pretese statistiche, l’aumento delle violenze fisiche di stampo razzista è impressionante: erano 27 nel 2016, sono salite a 46 nel 2017, per schizzare a 126 nel 2018. Se ci sommiamo offese, discriminazioni, danni contro proprietà , i casi nell’ultimo anno salgono a 628: un’emergenza».
Anche i dati Osce confermano questa tendenza con un aumento delle denunce per “crimini d’odio” nel corso del 2017 rispetto ai due anni precedenti. A luglio dello scorso anno l’UNHCR ha lanciato un appello   esprimendo «profonda preoccupazione per il crescente numero di attacchi nei confronti di migranti, richiedenti asilo, rifugiati e cittadini italiani di origine straniera che hanno caratterizzato questi ultimi mesi».
Non ultimo c’è il rapporto contenuto nella Relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza redatto dai Servizi segreti dove si legge che la “pronunciata vitalità ” delle formazioni di ultradestra di stampo marcatamente xenofobo «si è accompagnato ad una narrazione dagli accenti di forte intolleranza nei confronti degli stranieri che, al di là  del richiamato omicidio di Macerata, potrebbe aver concorso ad ispirare taluni episodi di stampo squadrista, oltre che gesti di natura emulativa, e potrebbe conoscere un inasprimento con l’approssimarsi dell’appuntamento elettorale europeo». Sono in aumento anche le segnalazioni all’UNAR (l’Ufficio nazionale anti discriminazioni) per discriminazioni ricevute nel 2017, tra questi ci sono insulti per il colore della pelle o contro particolari categorie etniche, ad esempio i Rom, da tempo nel mirino della narrazione securitaria di Lega e M5S.
Ma se alla Cuccarini i dati di questo tipo non bastano allora potrebbe volgere lo sguardo agli atti del governo, al caso Aquarius e alla criminalizzazione delle ONG portata avanti con assoluta pervicacia da esponenti della maggioranza.
Il caso Diciotti con i migranti sequestrati per mere ragioni di opportunità  politica, perchè farli sbarcare sarebbe stato un danno d’immagine.
Oppure potrebbe tenere a mente i fatti di Lodi, recentemente il governo è intervenuto per legalizzare la discriminazione, oppure alle conseguenze stesse del Decreto Sicurezza di Salvini.
Ma in fondo i sovranisti à  la Cuccarini sono tutti così: parlano per sentito dire, non sanno come funzionano le nostre istituzioni, dicono che siamo invasi da pericolosi criminali e terroristi che vogliono rubarci il lavoro.
Ma alla prova dei fatti non hanno la minima idea di cosa stanno parlando. E più che pericolosi diventano ridicoli.

(da “NextQuotidiano”)

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IL TATUAGGIO A FORMA DI SVASTICA DEL CAPO DI GABINETTO DELL’ASSESSORE ALLA PROVINCIA DI TRENTO

Marzo 5th, 2019 Riccardo Fucile

MARIKA POLETTI SFOGGIA UNA SVASTICA SUL POLPACCIO: EX AN, EX FDI, ORA IN UNA LISTA CIVICA DOVE HA TROVATO OCCUPAZIONE… LA SUA FISSAZIONE E’ IL DISPREZZO DEGLI OMOSESSUALI

«Non è una svastica nazista   ma la conclusione del ciclo delle Rune del canto di Odino, per la precisione la diciottesima. Ne ho altre dodici da un’altra parte e 24 da un’altra ancora. Sono una cultrice della cultura popolare e quella è una simbologia millenaria».
Eppure quella che Marika Poletti, neonominata capo di gabinetto dell’assessore della provincia autonoma di Trento Mattia Gottardi, sfoggia tatuata sul polpaccio sembra proprio una svastica.
Qualcuno se ne è accorto e ha inviato a Gottardi e alle redazioni dei quotidiani del Trentino la foto della Poletti con il tatuaggio bene in vista.
Basta scorrere i suoi profili Facebook e Twitter per farsi un’idea.
I più curiosi potranno anche leggere alcuni suoi articoli pubblicati sul sito La Spada di Damocle, nel quale possiamo leggere un interessante articolo dove si critica il “multirazzismo” nella Nazionale di calcio.
Già  militante di Alleanza Nazionale e dirigente di Fratelli d’Italia Marika Poletti di recente è passata alla Lista Civica Trentina di Gottardi che l’ha chiamata a dirigere il suo ufficio di assessore agli enti locali.
La presenza di quel tatuaggio poi è cosa nota, già  cinque anni fa il CSO Bruno ne ricordava la presenza, senza che nessuno si peritasse di smentire o parlare di rune.
E quella “runa” poi è incredibilmente simile alle insegne di combattimento di due divisioni delle Waffen SS, la 5 ª SS-Panzerdivision “Wiking” e la 11 ª SS-Freiwilligen-Panzergrenadier-Division Nordland.
Lei si difende dicendo che pure il simbolo della pace è tratto dall’alfabeto runico (dove curiosamente non figura la svastica)
Ma del resto anche chi si tatua la svastica ci ricorda spesso che è un simbolo induista e di pace e che quindi non c’è nulla da temere.
Quelle persone però più che un culto per la religione e la tradizione induista coltivano ben altra nostalgia..
Perchè in fondo se la svastica tatuata è solo una runa e un simbolo culturale cui la Poletti sente intimamente di appartenere i post contro i gay non sembrano trarre spunto dalla tradizione norrena quanto da un malcelato disprezzo per gli omosessuali.
Sembra quasi di tornare al bel periodo in cui si diceva che l’AIDS era una malattia dei gay e non degli etero.
La fissazione della Poletti per i gay prosegue con un paio di post sull’elezione di Macron che definisce “prima donna all’Eliseo” oppure “giovanotto dai gusti incerti con matrimonio bislacco”.

(da “NextQuotidiano”)

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