Ottobre 5th, 2019 Riccardo Fucile
SALVINI ERA MINISTRO DEGLI INTERNI: LA FOTO LO IMMORTALA CON IL SINDACO LEGHISTA DI LUINO E IL NEONAZISTA SVIZZERO CONDANNATO PER TENTATO OMICIDIO A 11 ANNI DI GALERA
Foto di famiglia dal Canton Ticino: con sorpresa. Se gratti, come i biglietti delle lotterie, esce la combinazione. In questo caso i “numeri” del neosovranismo verde-nero: Lega, estrema destra e il link con la Russia.
Metti insieme Matteo Salvini, un vicesindaco leghista e un neonazista svizzero – vicino ad ambienti russi – pregiudicato per tentato omicidio (ha sparato in testa a un imprenditore).
Nella fotografia, che risale a qualche mese fa – quando Salvini era ancora ministro dell’Interno -, i tre posano sorridenti, vestiti in modo informale.
L’ex capo del Viminale sfoggia una t-shirt con il disegno della croce di San Giorgio (simbolo dell’eroismo dei crociati in Terra Santa e prima bandiera della Lombardia), e, sovrapposte, due asce incrociate, emblema di forza guerresca. Un fregio che ricorda i martelli incrociati degli Hammerskin neonazisti.
A diffondere l’immagine sui social è un salviniano doc: Alessandro Casali, vicesindaco di Luino (Varese). Il politico balzò alle cronache nel 2015 per un exploit poco felice: nel giorno in cui nel canale di Sicilia muoiono 900 migranti (molte donne e bambini), pubblica su Facebook un volantino-fotomontaggio dal titolo “Vacanze in Italia”, con un barcone e la scritta “35 euro al giorno, vitto e alloggio, ricariche telefoniche e sigarette”.
Chi chiese le dimissioni di Casali, si dovette rassegnare: è rimasto saldamente sulla poltrona di vicesindaco. Oltre a lui, nella fotografia insieme a Salvini, c’è una terza persona. La cui presenza accanto a due uomini delle istituzioni dovrebbe imbarazzare: ma tant’è.
Di chi si tratta lo indica lo stesso Casali, che ai due hashtag #matteosalvini e #alessandrocasali aggiunge il nome: Roger Etter.
Etter è un personaggio molto noto in Ticino: soprattutto noto alle cronache nere e giudiziarie. Ex deputato dell’Udc, partito svizzero della destra conservatrice, la sera del 24 febbraio 2003 invita nella sua villa di Rovio l’imprenditore edile Ernesto Zanini e gli spara in testa. La vittima si salva per miracolo (perde un occhio e subisce una lesione permanente all’udito), Etter viene condannato a 11 anni per tentato omicidio. I giudici, che scartarono l’ipotesi dell’incidente avanzata dall’imputato, accertarono che il politico voleva uccidere l’ex amico per coprire una serie di malversazioni: Etter gestiva un conto segreto di Zanini, in dieci anni si era messo in tasca oltre 3 milioni di franchi. Un gruzzolo decisamente superiore ai miseri 30mila franchi di risarcimento sul quale i due, Etter e Zanini, si accordano tramite avvocati.
Oggi Etter ha 59 anni. Scontata definitivamente la pena, dopo avere frequentato l’Università di Scienze economiche a Lugano si è ributtato in politica fondando l’associazione di estrema destra “Fratria”. Non una sorpresa per uno che da sempre non fa mistero della sua nostalgia per le camicie brune e il Sudafrica boero, affascinato dalla gioventù ariana, dalle armi, dalle croci celtiche e dall’iconografia della Germania hitleriana. Etter, introdotto in ambienti economici e politici russi, a sorpresa rispunta pubblicamente quest’estate a Lugano.
L’11 giugno con la sua “Fratria” ospita per una conferenza pubblica Aleksandr Dugin, il filosofo postnazista, amico e consigliere di Putin, che è a fianco di Gianluca Savoini sia all’hotel Metropol di Mosca sia in tappe italiane del pensatore-scrittore (anche nella sede di CasaPound).
Mentre Dugin intrattiene la platea dell’hotel Pestalozzi a Lugano, in Italia tiene banco lo scandalo Russiagate. Le manovre moscovite di Savoini con gli uomini di Putin. L’imbarazzo di Salvini. L’inchiesta giudiziaria e le continue rivelazioni che stringono il cerchio politico intorno al Capitano leghista. Adesso spunta la curiosa fotografia ticinese .
Dal neonazi Etter a Dugin e Savoini, passando per Salvini e il suo vicesindaco.
(da “La Repubblica”)
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Ottobre 5th, 2019 Riccardo Fucile
IN UN MESE LA LEGA PERDE IL 2,2%, IL PD IL 3,2%, IL M5S LO 0,2%, FORZA ITALIA LO 0,4%…. RENZI SI ATTESTA AL 3,9%, LA MELONI AUMENTA DELL’ 1,2%
La Lega si conferma, largamente, il primo partito. Sopra il 30%, anche se di poco. E,
quindi, 4 punti in meno rispetto alle Europee. Ma oltre 5, se si guardano le stime rilevate nell’Atlante Politico dello scorso luglio.
Più indietro, si fanno largo i Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Hanno superato l’8,5% dei consensi. Quasi il doppio rispetto alle politiche del 2018. E si sono lasciati indietro anche Forza Italia. Ridotta a poco più del 6%.
Il gradimento dei leader vede ancora svettare sopra tutti Giuseppe Conte, mentre quello di Matteo Renzi dopo la nascita di Italia Viva è ancora in calo, dal 25 al 22 per cento del campione.
Meno dello stesso Berlusconi. Simbolo della “caduta degli dei” della Seconda (e Terza) Repubblica. Questo dato spiega, in parte, la scelta di Renzi. Insofferente verso questa posizione marginale, nella rappresentazione dei cittadini. E spiega anche le polemiche di questi giorni. Ieri contro Conte. Per guadagnare visibilità . E per uscire dall’angolo. Grigio.
Regge il gradimento del premier Giuseppe Conte, stimato al 53%, mentre nel centrodestra Giorgia Meloni, con il 43 per cento dei consensi, ‘supera’ Matteo Salvini che passa dal 46 al 42%.
(da agenzie)
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Ottobre 5th, 2019 Riccardo Fucile
SONDAGGIO IPSOS: IL 71% FAVOREVOLE ALLA RIDUZIONE DEL CUNEO FISCALE, IL 68% AL SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE, IL 65% AL NON AUMENTO DELL’IVA
Il 55% degli italiani ha espresso una valutazione positiva sulla manovra. È questo l’esito del sondaggio realizzato da Ipsos per il Corriere della Sera.
È stato chiesto a un campione casuale di 1000 persone, tutte maggiorenni e aventi diritto al voto, un parere sulla legge di Bilancio. I provvedimenti annunciati dal governo Conte-bis hanno ottenuto un ampio consenso.
Ma il dato più eclatante è che anche gli elettori dell’opposizione, tra cui spicca la Lega, e dell’astensionismo sono d’accordo con la manovra.
Il taglio del cuneo fiscale risulta essere la scelta più apprezzata dagli italiani, con il 71% delle preferenze, seguite dalle misure di sostegno alla natalità e alla famiglia, che hanno ottenuto il 68% dei consensi totali.
Anche l’aver scongiurato l’aumento dell’Iva al 25% rappresenta un punto a favore per il governo: il 65% delle persone è infatti contento della scelta.
Un dato sorprendente riguarda le differenze tra la manovra del precedente governo e quella del Conte-bis: il gradimento è solo di poco inferiore (-4%), ma va tenuto conto che il Conte 1 aveva un consenso nettamente più ampio del Conte-bis.
I risultati del sondaggio danno quindi fiducia al governo giallorosso, in particolare perchè si è evitato l’aumento dell’Iva e perchè nella manovra sono stati toccati temi largamente diffusi in Italia: lavoro, natalità , contrasto all’evasione e sostenibilità .
Dai risultati del sondaggio, come evidenzia il Corriere della Sera, si profilano due rischi: il primo riguarda i tempi di attuazione. Gli italiani vogliono infatti vedere subito i risultati di quanto annunciato, pena l’impopolarità .
Il secondo riguarda invece l’aspetto economico: «Se dei 30 miliardi della manovra, 23 saranno destinati a disinnescare l’aumento dell’Iva, resta ben poco per gli altri interventi», scrive Nando Pagnoncelli.
La parola spetta al campo, come si direbbe in ambito sportivo. Non ci resta quindi che aspettare il fischio finale dell’arbitro per poter giudicare la ‘prestazione’ della squadra.
(da agenzie)
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Ottobre 5th, 2019 Riccardo Fucile
DIFFAMATO IL FRATELLO CHE NON HA COMMESSO ALCUN REATO… E GLI ABITANTI DI SANTO DOMINGO SI CHIAMANO DOMINICANI… I DOMENICANI SONO I FRATI
Nella giornata di oggi, sabato 5 ottobre 2019, il quotidiano cartaceo Libero diretto da
Vittorio Feltri pubblica in prima pagina il seguente titolo: «Coppia di domenicani spara in questura a Trieste. Immigrati uccidono due agenti».
Ciò che è stato riportato è sbagliato e diffamatorio nei confronti di uno dei due fratelli Stephan Meran, Carlysle.
Anche Il Giornale calca la mano attribuendo il delitto a entrambi i fratelli, dando del rapinatore anche a Carlysle: «Stranieri uccidono due poliziotti, altro che Ius Soli. A Trieste agenti freddati da due rapinatori domenicani. Ma il Governo pensa ai migranti, non a chi ci difende».
I due dominicani, Alejandro e Carlysle, risultano regolari e senza precedenti.
Risulta, inoltre, che Carlysle abbia contattato la Polizia di Stato per il furto compiuto dal fratello, persona ritenuto con problemi psichici.
Infine, a uccidere gli agenti è stato Alejandro mentre Carlysle, sentiti gli spari e temendo per la propria incolumità , si era barricato all’interno dell’ufficio dell’U.P.G.S.P. per poi essere ritrovato dagli agenti nei sotterranei della Questura.
Al momento Alejandro è in ospedale e Carlysle non risulta agli arresti o accusato di alcun delitto.
(da Open)
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Ottobre 5th, 2019 Riccardo Fucile
“LA POLIZIA MANDA A MORIRE GIOVANI IMPREPARATI”…. SALVINI LO INSULTA E LUI RESTITUISCE CON GLI INTERESSI
Gabriele Rubini in arte Chef Rubio ieri sera ha aperto una polemica sui due poliziotti uccisi in Questura a Trieste: “Inammissibile che un ladro riesca a disarmare un agente”. E ancora: “Le colpe di questa ennesima tragedia evitabile risiedono nei vertici di un sistema stantio, che manda a morire giovani impreparati fisicamente e psicologicamente: io non mi sento sicuro in mano vostra”.
Le parole di Chef Rubio però hanno triggerato (il social media di) Matteo Salvini, che con la consueta intelligenza ha pensato di rispondergli mettendo una foto del cuoco che sostiene Amnesty International e i diritti umani come se questa fosse una colpa (sì, il livello di questa gente che veniva pagata mille euro al giorno è questo) e risponde citando Oscar Wilde e dandogli dello stupido.
La controreplica di Chef Rubio è arrivata a stretto giro:: «E puntuale l’ominicchio messo di fronte alle sue responsabilità , al suo essere una nullità in campo politico e sui social (almeno io le mie cose me le scrivo da solo) e al suo fare tutto tranne che ciò per cui è pagato (anche da me), fa il bulletto senza però scalfirmi».
Ma in tutto ciò è quantomeno curioso che Salvini, il quale all’epoca era ministro dell’Interno, non disse una parola quando Feltri definì Cerciello Rega “non un eroe” perchè non aveva la pistola ma oggi se la prende con Rubio il quale fa notare semplicemente l’ovvio prendendosela non certo con gli agenti ma con i loro capi.
La conclusione migliore è quella di Rubini: “E comunque chiudendo una per tutte il discorso, che me so rotto il c… de voi sciacalli: sono molto più vicino io alle loro famiglie incazzandomi che voi ipocriti, ridicoli pupazzi che fingete cordoglio solo per avere voti e aumenti di stipendio e li avete condannati a morte“.
(da agenzie)
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Ottobre 5th, 2019 Riccardo Fucile
TUTTI POSSONO SBAGLIARE, ANCHE I MIGLIORI
È colpa dello Stato, erano impreparati perchè i loro superiori li mandano allo sbaraglio,
erano male equipaggiati perchè non ci sono fondi per la sicurezza, è colpa delle fondine che erano obsolete.
C’è davvero qualcosa di folle, illogico e insensato in questo rito collettivo, in questo continuo bisogno di un capro espiatorio, in questo rumoroso coro di ipocriti, in questi soloni intenti a inseguire il lavacro purificatore delle coscienze.
Purtroppo, a Trieste come a Trastevere non c’è nessun altro colpevole se non l’errore umano. E — si tratti carabinieri o di poliziotti, si tratti di uomini equipaggiati bene o male — quando hai una pistola e sbagli, in un modo o nell’altro, ci può scappare il morto.
E quando non hai una pistola e sbagli, in un modo o nell’altro, ugualmente ci può scappare il morto.
La verità è che se cerchiamo tutte le possibili risposte, rispetto alla tragedia di due uomini morti, o di un carabiniere ucciso, ma eludiamo la risposta più semplice, è ovvio che sia difficile capire. E noi — i media, la stampa, le autorità — abbiamo difficoltà a prendere atto che esiste l’errore umano, siamo culturalmente e socialmente impreparati ad accettare l’errore.
Come se lo sbaglio fosse una macchia, un’onta, come se l’errore sminuisse il valore delle vite. Mentre è esattamente il contrario, e la lezione che dovremmo apprendere da questi due corpi rimasti a terra — invece — è che tutti sbagliano, tutti possono avere un momento di buio, soprattutto i migliori, tutti possiamo sbagliare.
Poi, certo: la fondina dovrebbe avere il cinturino di fermo. Gli agenti dovrebbero essere pagati di più. Lo Stato ha la coda di paglia perchè non paga gli straordinari.
I politici da almeno dieci anni ripetono tutti: diamo più soldi alle forze dell’ordine (ma evidentemente questi soldi non arrivano). Il fatto è che il dolore della verità spesso è insostenibile per chi resta, per tutti noi. Ma prendiamo atto che si può sbagliare, in qualsiasi momento, e che imparare dagli errori è l’unico esercizio in cui gli uomini sono ancora più bravi delle macchine.
Ricordiamo questi uomini come eroi della normalità , agenti che hanno pagato un tributo enorme alla follia criminale
. Ma impariamo tutti, prima di ogni altra cosa, che l’errore non nega il valore. Ci convive.
Ed è proprio la lotta tra questi due concubini — l’errore e il valore — che decide, secondo il capriccio del fato, dei nostri destini e delle nostre vite.
(da TPI)
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Ottobre 5th, 2019 Riccardo Fucile
IN EFFETTI VI SONO AZIENDE ITALIANE CHE PRODUCONO FONDINE CON SISTEMI DI BLOCCO PER IMPEDIRE DI RUBARE L’ARMA MA IL VIMINALE LE RITIENE “NON REGOLAMENTARI”
I sindacalisti della polizia hanno aperto un dibattito che porta l’opinione pubblica a chiedersi, ancora una volta, se le forze dell’ordine vengono messe in condizione di lavorare limitando i rischi alla propria incolumità .
«È da tempo che chiediamo a gran voce dotazioni idonee come il taser», ha detto Stefano Paoloni, segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia (SAP), come riporta il quotidiano La Repubblica.
Il segretario del Consap, Cesario Bortone, invece pone l’accento sulle difese: «I fatti di Trieste dovrebbero accelerare la fornitura a tutto il personale dei gap sottocamicia, giubbotti che si indossano più agevolmente di quelli tattici al costo di poche centinaia di euro e che proprio in circostanze come queste potrebbero salvarci la vita». Sono protezioni molto leggere, nuove, che garantiscono la protezione dalle pallottole e dai coltelli ma soprattutto facilitano i movimenti.
Altro tema che sta facendo discutere è quello legato alle fondine per le pistole. Quelle di ordinanza spesso sono deteriorate e vetuste e questo rappresenta un problema soprattutto per poliziotti e poliziotte destinati a presidiare le strade.
Come riporta La Repubblica, alcune aziende italiane hanno brevettato sistemi di blocco che si attivano con il pollice e che quindi impediscono a ladri o rapinatori di rubare l’arma.
Eppure in Italia questo tipo di dotazione risulta tuttora ‘non regolamentare’ e il suo utilizzo è dunque vietato.
(da agenzie)
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