Destra di Popolo.net

AGGREDISCE PER LA SECONDA VOLTA IL SAGRESTANO DI GALLARATE PERCHE’ NERO

Ottobre 18th, 2019 Riccardo Fucile

IL RAZZISTA AD AGOSTO SI ERA RESO PROTAGONISTA DELLO STESSO REATO MA ERA STATO SOLO “AMMONITO”… ORA ARRESTATO PER LESIONI AGGRAVATE DALLA DISCRIMINAZIONE RAZZIALE… LIBERATELO PRESTO, MI RACCOMANDO

Un uomo di 40 anni è stato arrestato dai carabinieri per atti persecutori e lesioni aggravate dalla discriminazione razziale, per aver aggredito e minacciato il sacrestano della parrocchia di Gallarate (Varese), questa mattina fuori dall’oratorio cittadino.
Deodatus Nduwimana, italiano originario del Burundi, era già  stato aggredito dallo stesso uomo lo scorsa agosto.
“Negro di m…torna al tuo paese” e altre minacce, e poi pugni e calci.
Questo quanto subito questa mattina dal sacrestano di Gallarate (Varese), per mano di Luigi La Manna che da mesi lo aveva preso di mira.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, La Manna ha atteso Deodatus Nduwimana fuori dall’oratorio, dove il sacrestano stava entrando dopo aver accompagnato i suoi figli a scuola e gli si è avventato contro.
Poi è fuggito all’interno del Municipio, dove una pattuglia di carabinieri lo ha arrestato.
Lo scorso 17 agosto La Manna aveva già  aggredito il sacrestano originario del Burundi, da 20 anni in Italia, ricevendo un primo ammonimento dalla Questura.
Soccorso e trasportato in ospedale, Nduwimana è stato dimesso con ematomi ed ecchimosi giudicate guaribili in pochi giorni.

(da agenzie)

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I VOLTAGABBANA DEL M5S SUL TETTO AL CONTANTE

Ottobre 18th, 2019 Riccardo Fucile

PRIMA BISOGNAVA RIDURLO A 1000 EURO PER PUNIRE “GLI EVASORI E CHI RICICLA DENARO SPORCO”, ORA ALZANO BARRICATE

Nell’assalto alla manovra lanciato dal Movimento 5 Stelle subito dopo la sua approvazione salvo intese in Cdm, c’è una recriminazione che viene avanzata ma mai pubblicamente, anzi solo sussurrata attraverso retroscena, rumors e indiscrezioni: quella sul tetto al contante.
Il premier Giuseppe Conte vorrebbe abbassare la soglia a mille euro dai tremila a cui l’aveva portata il Governo Renzi, i grillini (e ovviamente quest’ultimo) vorrebbero lasciarla invece così com’è.
Da giorni si parla di scontro tra i grillini e il presidente del Consiglio, voci che il vice ministro dello Sviluppo Economico Stefano Buffagni ha provato a spegnere, senza molta convinzione: “Nessuno scontro, la guerra al contante va fatta”, ha detto, “ma creando condizioni alternative. Non voglio che si facciamo le cose per fare un favore alle banche”.
Alla fine, com’è noto, è stato trovato un compromesso che prevede la riduzione a duemila euro per due anni e mille euro dal terzo anno. “Nell’ottica del contrasto all’evasione, d’altro canto, non ci sono stime che consentano di valutare l’efficacia della riduzione dell’utilizzo del contante”, ha detto qualche giorno fa il sottosegretario M5S al Ministero dell’Economia Alessio Villarosa. Per il presidente della Camera Roberto Fico, “la soglia attuale può essere abbassata ma non penso che si tratti di una priorità ”, ha detto martedì scorso a Carta Bianca.
Parole che mal si accordano con le barricate alzate nelle riunioni di maggioranza sul decreto fiscale dai 5 Stelle, affiancati da Italia Viva, contro il premier Conte e il titolare del Mef Roberto Gualtieri.
Un muro contro muro che ha ritardato l’arrivo dei decreto fiscale sul tavolo del Consiglio dei ministri prolungatosi nottetempo per l’invio del Dpb a Bruxelles.
Il timore dei 5 Stelle, stando a quanto filtrato, è che il tetto al contante finisca per essere un regalo alle banche, grazie ai guadagni sulle commissioni dei pagamenti elettronici. Per questo si limitano a dire che non è priorità , evitando di dire che potrebbe invece alimentare il fuoco dell’evasione fiscale. Eppure un tempo la pensavano così.
Nel 2015 i parlamentari della Commissione Antimafia si scagliavano duramente contro l’innalzamento della soglia voluto dal Governo Renzi: “Sappiamo bene che il contante si tramuta in mazzette, in lavoro nero, e ci domandiamo chi va in giro con tremila euro in tasca, quando oltre 10 milioni di italiani vivono in gravi difficoltà  economiche”. Per i 5 Stelle quindi la via maestra era “limitare il contante e incentivare l’uso della moneta elettronica, la via maestra per combattere le mafie, il riciclaggio di denaro e creare una’economia sana”.
Il Pd, invece “non vedeva l’ora di far circolare contante in abbondanza”, facendo così un “regalo alle mafie”. Non solo: “L’attuale classe politica prima si regala oltre 40 milioni di euro con la legge Boccadutri e poi alza il limite del contante: cosi’ i politici sono liberi di spendere come vogliono”.
Tre anni fa anche il leader del M5S Luigi Di Maio era molto critico: “Portando il tetto al contante a tremila euro si favorirà  il riciclaggio di soldi sporchi e l’evasione fiscale”. Dello stesso avviso l’allora deputato, oggi Guardasigilli Alfonso Bonafede che parlando della lotta alla corruzione e al riciclaggio, criticava la misura del Governo Renzi: “Con l’aumento dell’utilizzo del contante sino a tremila euro da parte del Governo, si favorisce proprio l’autoriciclaggio ed il consumo di denaro sporco”.

(da “Huffingtonpost”)

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RENZI: “QUOTA 100 INGIUSTA, PRESENTEREMO EMENDAMENTO PER CANCELLARLA, I SOLDI DEVONO ANDARE AI GIOVANI, ALLE COPPIE, ALLE FAMIGLIE”

Ottobre 18th, 2019 Riccardo Fucile

CONTINUA LA DISPUTA TRA CONTE E DI MAIO SU CONTANTE E PARTITE IVA

Luigi Di Maio sfida Giuseppe Conte sulla manovra approvata due gioni fa in consiglio dei ministri “salvo intese”. Mentre Matteo Renzi annuncia un emendamento per eliminare quota 100. “Domattina partiamo con la presentazione del Family Act, con Elena Bonetti. E spiegheremo perchè secondo noi quella misura, che investe 20 miliardi in tre anni guardando solo ai pensionandi, è ingiusta: quei soldi dovrebbero andare ai giovani, alle coppie, alle famiglie, agli stipendi e ai servizi. Noi voteremo un emendamento per cancellare Quota 100 e dare quei soldi alle famiglie e agli stipendi: vediamo che cosa faranno gli altri”, scrive il leader di Italia Viva nella e-news di presentazione della Leopolda 10, che prenderà  il via stasera.
Il ministro degli Esteri guida il Movimento 5 stelle su una linea barricadera. E chiede che il testo torni “lunedì” in cdm. La risposta di Conte è tranchant: il via libera già  c’è stato, lunedì si esaminerà  solo un decreto sul terremoto.
E da Bruxelles, prima di entrare al vertice Ue, aggiunge: “Non mi sottrarrò ad altre verifiche. L’obiettivo è abbassare le tasse, recuperando risorse dal sommerso”. Ma la questione non sembra affatto chiusa.
Il premier, che descrivono parecchio seccato dalle sortite di M5s e Iv, chiede “lealtà ” ai partiti di governo e li invita a “collaborare” nella lotta all’evasione.
Ma i pentastellati fanno trapelare molti malumori e la manovra diventa sempre più terreno di scontro su molti temi: dal tetto al contante alle multe per chi non installi pos, fino alla stretta sulle partite Iva.
Da parte sua il segretario del Pd Nicola Zingaretti, ospite di Sky tg 24, afferma: “Bata polemiche, la manovra stata votata dal Cdm e quindi non va rimessa in discussione”. Quanto alla ‘querelle’ sulle partite Iva, risponde: “Si vedrà  nel dibattito parlamentare ma questo governo – sottolinea il segretario dem – ha ripreso ad ascoltare le parti sociali a palazzo Chigi. Si scommette su una prospettiva che possa riaccendere l’economia italiana”.
La Commissione europea potrebbe chiedere chiarimenti al governo, con una lettera, sulle coperture e i saldi della legge di bilancio: “Se serve li daremo, siamo molto sereni su questo”, ha detto Conte ieri al suo arrivo a Bruxelles per il Consiglio europeo.
Ma è il fronte interno a impensierire di più. Perchè da M5s e Iv fioccano distinguo e annunci di emendamenti alla manovra.
Sullo sfondo, è il sospetto che circola tra i parlamentari, ci sarebbe una partita di Di Maio e Renzi per sostituire Conte. Al Senato, dove Renzi è determinante, secondo fonti cinquestelle in caso di ribaltoni non solo rischierebbe di spaccarsi il gruppo M5s ma ci sarebbe una decina di senatori Fi pronti a venire in soccorso di Conte, magari con appoggio esterno. Ma tra renziani e 5s c’è chi osserva: “La legislatura è solida, il governo no”.
In mattinata Di Maio convocherà  i ministri M5s al ritorno dagli Usa per ridiscutere le cose che non vanno, dalla stretta sulla flat tax per le partite Iva (con tetto al reddito e ai rimborsi), a tutto il pacchetto contro l’evasione fiscale.
“E’ una follia”, dichiara Stefano Buffagni, voler cambiare le norme sulle partite Iva. Quanto alla stretta anti evasione, i M5s denunciano il rischio che abbassare il tetto al contante da 3000 a 2000 euro e mettere multe per i commercianti che non usino il pos, penalizzi i piccoli. Al ministero già  si lavora a una riduzione delle multe sui pos, ma Conte difende a spada tratta il suo pacchetto anti evasione, incluso il tetto al contante. E aggiunge che la manovra non aumenta le tasse, come sostiene l’opposizione: “C’è un aggravio selettivo ma la pressione fiscale cala, non aumentano le tasse per 10 miliardi perchè vengono contati 3,6 miliardi recuperati dalle frodi”.
L’accusa di volere nuove tasse viene anche da Iv. Il ministro Roberto Gualtieri annuncia una Sugar tax sulle bibite con zuccheri aggiunti. Esulta il ministro Lorenzo Fioramonti che vorrebbe anche una tassa sulle merendine e chiede di destinare i fondi alla scuola. Ma Luigi Marattin, a nome di Matteo Renzi, annuncia un emendamento per cancellare la tassa
Si litiga anche sul carcere agli evasori. Conte riunisce a Palazzo Chigi un tavolo sulle frodi fiscali, per concordare la norma da inserire nel decreto fiscale, dove c’è l’inasprimento della sola pena per la dichiarazione fraudolenta. Ci sono il ministro Alfonso Bonafede per il M5s, Michele Bordo per il Pd, Pietro Grasso e Maria Cecilia Guerra per Leu, Giuseppe Cucca per Iv.
Alla fine fonti governative M5s affermano che c’è una prima intesa di massima. Dal Pd spiegano che ci sono nodi come le soglie di punibilità  dei reati (Renzi le alzò, M5s vorrebbe farle scendere). Ma Italia viva dice un altro no: nessuna intesa.

(da agenzie)

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RICHARD GERE A SALVINI: “POTEVO AIUTARE I MIGRANTI CON IL MIO JET PRIVATO? L’AVREI FATTO SE NE AVESSI AVUTO UNO”

Ottobre 18th, 2019 Riccardo Fucile

“QUANDO UN AMICO MI HA PARLATO DEL DECRETO SICUREZZA BIS PENSAVO FOSSE UNO SCHERZO, TANTO E’ ASSURDO. PER QUELLO SONO PARTITO PER LAMPEDUSA A PORTARE VIVERI”

La propaganda sovranista lo ha criticato perchè benestante e benefattore.
Contro di lui sono state dette tantissime cose: dalle sue vacanze in Sardegna al motoscafo. Poi ci si è messo anche un personaggio che nei concitati momenti di stallo dell’ennesima nave Ong lasciata in balia del Mediterraneo ha tirato fuori la storia del Jet privato.
Quel personaggio era il ministro dell’Interno dell’epoca, Matteo Salvini, che nella sua propaganda macchiettistica e incessante aveva deciso di prendere di mira Richard Gere che aveva voluto dare una mano agli esseri umani soccorsi nel Mediterraneo.
Il leader della Lega aveva scelto la carta più populista nel suo mazzo: Richard Gere è ricco, quindi invece di andare in vacanza, usasse il suo jet privato per portare i migranti a casa sua. Neanche il più illuminato dei populisti avrebbe potuto partorire cotanto concetto, soprattutto parlando di gente che fugge da guerra e carestie.
Ma in quel momento era il divo di Hollywood la persona da mettere sulla gogna con tanto di fake news.
E una di queste è stata smentita ieri sera da Richard Gere. Intervistato da Chiara Proietti D’Ambra e Gabriele Zagni per Piazzapulita (su La7), l’attore americano ha smentito l’illazione fatta da Matteo Salvini sul suo aereo con cui avrebbe potuto prendersi i migranti.
L’attore ha risposto così: «Se avessi un aereo privato, l’avrei fatto con molto piacere. Ma non ce l’ho». La sua replica è attorno al minuto 4.25 del filmato pubblicato sul sito di La7.
Nel suo racconto di quei giorni, Richard Gere ha raccontato di un suo amico che gli ha parlato del decreto sicurezza bis che multava e impediva i soccorsi in mare da parte delle Ong.
Questa notizia, che inizialmente pensava fosse uno scherzo, lo ha convito a partire per Lampedusa, recuperare cibo e altri beni di prima necessita per poi salire a bordo della Open Arms che era al limite delle acque italiane.

(da agenzie)

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L’ITALIA CHE AIUTA: COPERTE E CONFORTO AI PROFUGHI CURDI IN FUGA, ACCOLTI NEL SALENTO

Ottobre 18th, 2019 Riccardo Fucile

SECONDO SBARCO IN POCHE ORE, sSI TRATTA DI 34 CURDI-IRACHENI IN STATO DI DISIDRATAZIONE

Sono arrivati sulle coste leccesi disidratati, stremati dai giorni trascorsi in mare. Ad accogliere i 34 curdi-iracheni ci hanno pensato gli operatori della Croce Rossa: hanno offerto loro coperte, un abbraccio, una carezza, una parola di conforto.
Le immagini sono state pubblicate su Facebook, accompagnate dagli hashtag “Ovunque per chiunque”, “Un Italia che aiuta”.
Si tratta del secondo sbarco di migranti in poche ore in Salento.
Dopo le 47 persone giunte ieri sera a Santa Maria di Leuca a bordo di un cabinato, la notte scorsa una barca a vela con 34 curdi-iracheni (tra i quali donne e tre bambini, tutti accompagnati) è stata intercettata dalla Guardia Costiera al largo di Otranto. L’imbarcazione è stata scortata in porto dove i migranti sono stati fatti sbarcare.
In mare da più giorni sono giunti disidratati, stremati e qualcuno in stato di ipotermia, ma in discrete condizioni di salute.
Visitati dai medici dell’Ufficio di Sanità  Marittima, Aerea di Frontiera USMAF, sono stati rifocillati dai volontari della Croce Rossa, per poi essere trasferiti nei centri di accoglienza.
I 47 migranti sbarcati ieri sera sono giovani profughi provenienti da Pakistan, Iran, Iraq, India, Bangladesh e Afghanistan. Tra loro anche una donna insieme al marito e una bambina, appartenenti ad un nucleo famigliare, e nove minorenni.

(da agenzie)

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BERLUSCONI VUOLE ANDARE IN PIAZZA “CONTRO I COMUNISTI” QUANDO NON CI SONO PIU’

Ottobre 18th, 2019 Riccardo Fucile

SI DA’ PURE LA ZAPPA SUI PIEDI CRITICANDO LA CARFAGNA E MEZZO PARTITO CHE NON SENTE IL BISOGNO DI REGGERE LO STRASCICO AI RAZZISTI… POI DICE UNA VERITA’ SU CUI CONCORDIAMO: “DUDU’ CAPISCE MEGLIO DI MOLTI POLITICI”

Blazer blu, camicia nera, eccolo alle nove del mattino Silvio Berlusconi uscire dall’Hotel Brufani, nel pieno centro di Perugia. Dopo la lunga giornata di ieri, il Cavaliere, prima di tornare a Roma per recarsi per l’ultimo saluto al compianto Paolo Bonaiuti, si precipita negli stand dell’Eurochocolat. “A chi non piace la cioccolata…”, è l’incipit.   Pochi passi e si concede ai giornalisti e risponde a tutto. È raggiante, ha voglia di parlare.
Prima di tutto c’è da commentare il raduno del centrodestra a piazza San Giovanni. E se sfilasse CasaPound lei come si comporterebbe? Il leader azzurro sconfessa Mara Carfagna, che ha deciso di non esserci
Presidente Berlusconi, ha sentito Mara Carfagna? “No”.
Intende farlo, in queste ore in cui ha invitato a prendere le distanze dalla piazza di domani per le infiltrazioni neofasciste? “Non lo so”.
Soddisfatto della sua deputata in questo periodo, dei suoi distinguo?
“Ovviamente no, per niente. Noi siamo per il centrodestra unito”.
Berlusconi tira dritto e spiega le ragioni della sua presenza, domani a Piazza San Giovanni: “Dobbiamo dire agli italiani che l’attuale Governo sta mettendo a rischio la vostra libertà  e che è giusto andare in piazza”.
Il leader azzurro non si preoccupa dei fischi: “Quelli della Lega potranno anche fischiarmi, ma a me non importa niente, io sono sicuro di quello che penso, e faccio quello che ritengo giusto”.
Poi dà  un titolo alla manifestazione: “Domani direi in piazza che là  ci sarà  l’Italia vera, concreta, che lavoro contro l’Italia ideologica legata al comunismo”.
Ma chi è il leader del centrodestra? A questo punto Berlusconi si ferma, guarda i cronisti e depone le armi: “Nel centrodestra il leader è chi prende più voti, è dunque evidente che sia Salvini, ma non siamo la Lega, ma siamo i continuatori della tradizione liberale occidentale”. Eppure domani sarà  anche il giorno della Leopolda. “Tanti auguri a Renzi che la Leopolda si svolga bene e che la sua forza politica possa avere successo nell’altra metà  campo, dove non giocheremo mai”.
C’è spazio anche per una battuta sul duello televisivo fra Renzi e Salvini, ovvero fra i due Matteo. Berlusconi racconta che ha visto il confronto e prova a dare un giudizio: “Sono rimasto incollato davanti alla televisione fino alla fine. Ho notato due comportamenti diversi, ma io sono sicuro che nessuno dei due possa essere sicuro di avere prevalso”.
Ma chi ha vinto? “Alla fine – sorride –   è andata bene a tutti e due. Quelli che sostenevano Salvini hanno visto Salvini che vogliono, chi sosteneva Renzi lo hanno trovato molto preciso, molto preparato, molto polemico. Anche loro hanno visto il Renzi che vogliono. Lì ci mancava Berlusconi che è stato ben rappresentato da Vespa, che ha tenuto molto bene il confronto”.
Eppure c’è una curiosità : che fine ha fatto Dudù? “E’ vivo e imperante, è un gentiluomo cane, e da lui che deriva molta mia felicità  con suo figlio Peter. Mi seguono dovunque, sono intelligenti e capiscono molto più di certi politici”.
Tutto qui. Poi fa un giro degli stand, raccoglie “una serie di presidente ci manchi”, e   vola a Roma.

(da agenzie)

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RAZZI TURCHI SU RAS AL-AYN, ERDOGAN NON RISPETTA NEANCHE LA TREGUA CHE HA FIRMATO

Ottobre 18th, 2019 Riccardo Fucile

AMNESTY DENUNCIA LA TURCHIA PER CRIMINI DI GUERRA… L’AMBASCIATORE TURCO A ROMA SI LAMENTA DELL’ITALIA

L’accordo sul cessate il fuoco siglato ieri ad Ankara dal segretario di Stato Usa Mike Pompeo e il vice presidente Mike Pence con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan non basta per fermare l’offensiva nella regione del Rojava, la zona del Nord della Siria in mano ai curdi.
Per quanto i combattimenti siano diminuiti rispetto ai giorni precedenti, anche oggi si sono registrati scontri: l’Osservatorio siriano per i diritti umani denuncia razzi turchi contro la città  siriana di Ras al-Ayn, situata lungo il confine. Cinque civili sono stati uccisi. Secondo l’agenzia curda Firat, i raid e i bombardamenti turchi di oggi hanno ucciso 5 combattenti curdo-siriani, mentre altri 2 sono rimasti feriti. La stessa fonte sostiene che i bombardamenti hanno ferito 8 civili. Il fuoco della tensione resta comunque Ras al-Ayn, mentre la calma sembra prevalere nelle altre località  teatro nei giorni scorsi di scontri.
Dell’accordo ha parlato il presidente turco Recep Tayyp Erdogan: “le nostre truppe non lasceranno la zona di sicurezza” concordata nel nord-est della Siria dopo la fine delle ostilità , ha spiegato. La questione relativa a chi controllerà  la fascia di sicurezza e alla presenza delle truppe turche è fra gli interrogativi rimasti aperti dopo l’annuncio di ieri.
Intanto Amnesty International ha denunciato la Turchia per crimini di guerra: l’esercito turco e le milizie siriane sue alleate hanno compiuto “crimini di guerra” durante l’operazione militare contro i curdi nel nord-est della Siria lanciata il 9 ottobre. Secondo Amnesty le truppe di Ankara sono colpevoli di una “serie violazioni e crimini di guerra, omicidi sommari e attacchi illegali” ed hanno manifestato un “vergognoso disprezzo per la vita dei civili”.
L’ong sostiene che “le informazioni raccolte forniscono prove schiaccianti di attacchi indiscriminati in aree residenziali, compresi attacchi a una casa, un panificio e una scuola, condotti dalla Turchia e dai gruppi armati siriani suoi alleati”. Tra i casi segnalati anche l’esecuzione dell’attivista curda Hevrin Khalaf. Le accuse di Amnesty sono basate sulle testimonianze di 17 persone tra cui operatori dei soccorsi, medici, giornalisti e gente comune. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, le vittime civili sul fronte curdo sono state almeno 72.
Secondo l’intesa raggiunta ieri tra Usa e il governo di Ankara, i combattenti curdi hanno cinque giorni di tempo per ritirarsi dalla “zona di sicurezza”, che la Turchia ha indicato in 32 chilometri di profondità  a partire dal confine, nel nord-est della Siria. A quel punto, i turchi dovrebbero fermare l’offensiva e ritirarsi, ma la fascia di sicurezza dovrebbe diventare una sorta di protettorato turco in Siria lungo 120 chilometri.
La città  simbolo di Kobane è per ora esclusa da questi accordi.
Fra le conseguenze della tensione c’è da segnalare la tensione fra Roma e Ankara: la guerra di Ankara in Siria ha finito per infliggere un “danno alle relazioni bilaterali” tra Roma e Ankara, secondo l’ambasciatore turco a Roma Murat Salim Esempi. Il danno, ha spiegato il diplomatico, è stato causato dalle dichiarazioni del governo italiano, che lo aveva convocato alla Farnesina nelle prime ore dell’offensiva, e dalla dura telefonata fra il premier Giuseppe Conte e Erdogan, in cui l’italiano chiedeva la cessazione delle ostilità .

(da agenzie)

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ALESSIO “HITLER” LEPORE: IL LEGHISTA NEONAZISTA A PIAZZA PULITA

Ottobre 18th, 2019 Riccardo Fucile

PER BORGHEZIO E’ “NORMALE” CHE TRA I SOSTENITORI DELLA LEGA CI SIANO SOGGETTI DEL GENERE… IN EFFETTI RIPETONO ENTRAMBI SPESSO LE STESSE CAZZATE

Ieri PiazzaPulita si è addentrata nel sottobosco dei sostenitori di Salvini e della Lega che sono molto attivi su Vkontakte, il cosiddetto Facebook russo.
Ad accompagnare Formigli alla scoperta dei neofascisti e neonazisti del Web è l’esperto di marketing e di propaganda online Alessandro Orlowski che ha individuato su Vkontakte alcuni account italiani che sono al centro di reti e network di simpatizzanti della Lega e che al tempo stesso diffondono contenuti di propaganda neonazista e neofascista.
Uno di questo è un certo Alessio Lepore, che su Vkontakte si fa chiamare Alessio Hitler. O meglio, si faceva chiamare perchè attualmente il profilo risulta essere stato bloccato da VK per “violazione dei ToS”.
Lepore è un ragazzo di vent’anni che scrive di “lavorare” per la Lega Salvini Premier (proprio come fanno molti simpatizzanti) e che ha raccontato di aver militato in passato all’interno di Forza Nuova oggi è un grandissimo sostenitore di Salvini.
Sul suo profilo Facebook ci sono selfie con il Segretario della Lega, con gli ex ministri Fontana e Centinaio, ma anche con Ignazio La Russa e Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia e addirittura una foto assieme ad Umberto Bossi.
Nessuno di loro probabilmente era a conoscenza della doppia “identità ” social di Lepore nè della sua passione per il Terzo Reich, le svastiche e le insegne naziste.
Intervistato da PiazzaPulita Lepore fa la classica tirata contro il gay pride e quelli che vanno in giro con «il culo di fuori» ma è in difficoltà  quando scopre che il giornalista sapeva dei suoi video con la svastica sullo sfondo, dei suoi sieg heil e della sua passione per il nazismo.
Non riesce però a condannare i crimini di Hitler, balbetta che sì, sono stati fatti alcuni errori ma che tutto sommato non c’è nulla di male nel fare quello che fa lui. Perchè, spiega, ai comunisti è concesso andare in giro con falce e martello «c’erano i gulag!» mentre ai fan di Hitler, Himmler o Goebbels no?
Lepore naturalmente è personaggio pittoresco, a tratti nella breve intervista si vede tutta la sua ingenuità .
In studio però — dove c’erano Giovanni Toti, Mario Borghezio e Francesco Borgonovo de La Verità  — nessuno ha avuto il minimo sussulto. Borghezio ha detto che è normale che all’interno del 34% di sostenitori della Lega (quelli accreditati dai sondaggi, ovviamente) ci siano persone così.
Borgonovo lo ha definito “un matto”. Cosa che potrebbe pure essere considerata diffamatoria da Lepore visto che non risulta sia stato dimostrato che ha qualche problema mentale.
Insomma il fenomeno dei neonazisti che stanno con Salvini esiste ma non è preoccupante perchè sono schegge impazzite.
Per Borghezio o Borgonovo il problema nemmeno si pone. Certo fa un po’ sorridere che ogni volta che si becca un tizio del genere ci si affretti a definirlo “matto”.
È un po’ quello che si dice dei vari terroristi suprematisti bianchi quando li si chiama “lupi solitari” o “pazzoidi”. Eppure il linguaggio usato — quello della sostituzione etnica, della sostituzione di popolo, dell’invasione, dei bianchi vittima di razzismo — è il medesimo.
Ed è lo stesso della propaganda nazista. Impossibile poi non ricordare come proprio nella Lega neonazisti come Gianluca Savoini abbiano fatto carriera e come addirittura nella redazione de La Padania un certo tipo di iconografia, esattamente la stessa che c’è nella cameretta di Lepore, fosse i
bella mostra sulle scrivanie.
E alla fine è vero, Alessio “Hitler” Lepore non conta nulla. È solo uno dei tanti elettori dell’ultradestra che Salvini ha imbarcato negli ultimi anni. Non è un “pazzoide” — come a più riprese lo definisce Borgonovo — è solo un ragazzo qualunque.
E magari non dobbiamo nemmeno preoccuparci di Lepore. Perchè per ricordare la contiguità  della Lega e di Salvini con l’ultradestra non serve nemmeno andare a scavare in certi profili o su certi social. È tutto alla luce del sole: ci sono le stesse parole d’ordine pronunciate da Salvini nei comizi o sui social che sembrano prese di pari passo da StormFront. C’è l’alleanza e la stima reciproca con il Front National, il partito fondato da Jean-Marie Le Pen uno il cui antisemitismo non è frutto di un lapsus. E soprattutto c’è stata un’alleanza elettorale con CasaPound, il partito dei “fascisti del Terzo Millennio” che guarda caso ha annunciato che andrà  alla manifestazione del 19 ottobre (e non risulta che nessuno della Lega abbia detto “no, grazie”).
Serve altro? Se volete ci sarebbe anche Luca Traini, l’attentatore di Macerata con tanto di runa nazista tatuata in fronte (per dire, difficile non notarla) che era candidato con la Lega.
Certo, se Formigli avesse parlato di tutto questo avrebbe avuto senz’altro più argomenti e non avrebbe lasciato la possibilità  di liquidare il tutto con “è un pazzoide”. Ma forse la prossima volta lo farà .

(da “NextQuotidiano”)

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LA MILITANTE DI FRATELLI D’ITALIA, LE IENE E LE BARE DEI MORTI A LAMPEDUSA

Ottobre 18th, 2019 Riccardo Fucile

ORA ARRIVANO LE SCUSE, LA PROSSIMA VOLTA PRIMA DI PARLARE SI LEGGA LE REGOLE PRIMA DI SEMINARE ODIO

Ieri a Le Iene abbiamo potuto ammirare le scuse e le giustificazioni di Francesca Lorenzi, candidata (non eletta) di Fratelli d’Italia al Comune di Firenze che si domandava qualche tempo fa chi pagasse le bare delle persone morte in mare suggerendo che ci fossero tanti italiani “che non possono permettersi 4 o 5 mila euro, minimo, per accompagnare il proprio caro al cimitero”.
Nel servizio Alice Martinelli spiega e racconta che sono le prefetture a pagare per i bari e i funerali, a cui bisogna aggiungere l’azione volontaria di tante persone che si impegnano per dare a queste persone una degna sepoltura. I soldi vengono erogati dal ministero degli interni per un costo di mille euro per ogni bara. Poi le persone vengono seppellite in un cimitero comune. “Mi dovete spiegare perchè un italiano indigente non ha questa possibilità “, dice la Lorenzi, che evidentemente non ha ancora capito che quello che dice è falso visto che i funerali di povertà  sono gratuiti:
A tal fine, il Comune stanzia una cifra fissa all’anno con la quale pagare il funerale ai poveri. A differenza dei cosiddetti funerali di povertà , per i funerali sociali il Comune chiede di praticare uno sconto del 50% perchè i soggetti sono seguiti dai servizi sociali e si trovano in condizioni di particolare difficoltà . In seguito, la restante somma (circa mille euro) viene pagata dai parenti del defunto, quando sono in grado di farlo, o — come più spesso avviene — dal Comune.
In sostanza, il Comune — in base ai criteri autonomamente stabiliti — esegue un’accurata verifica consistente nell’accertamento dello stato patrimoniale. Non trovato alcun bene, si accolla le spese per l’inumazione qualora non fossero reperibili familiari o questi (fino al 6° grado) siano a loro volta non abbienti, irreperibili o abbiano rinunciato all’eredità . La Lorenzi voleva fare il consigliere comunale: un ripasso di come funzionano leggi e regole nell’ambito non può farle che bene.
La Lorenzi sostiene anche che il suo post sia stato “travisato” e dice che se c’è un’epidemia a Firenze e che invece l’italiano viene messo in una bara con quattro assi in croce”: è esattamente lo stesso tipo di funerale che viene garantito ai morti in mare.

(da “NextQuotidiano”)

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