Marzo 19th, 2021 Riccardo Fucile
NON SERVONO LE RASSICURAZIONI DELL’EMA, LA FIDUCIA NON E’ PIU’ RECUPERABILE
“Giusto sospendere AstraZeneca?” E ancora: “Con il via libera di EMA ti faresti il vaccino
AstraZeneca?” Sono le domande poste da Index in un sondaggio rivolto agli italiani sul caso dei vaccini AstraZeneca e diffuso ieri sera da Corrado Formigli a PiazzaPulita.
E i risultati vanno al di là di ogni più tetra previsione.
Alla prima domanda, se fosse giusto, cioè, sospendere il vaccino incriminato, l’esito è stato tutto sommato prevedibile: 62,3% degli intervistati ha risposto di sì, contro il 31,4% secondo cui invece la decisione sia stata presa in modo troppo precipitoso e antiscientifico.
Ma a sorprendere di più è l’esito della seconda domanda, all’apparenza meno scontata ma che ha avuto più o meno gli stessi identici risultati.
Il 61,4% degli italiani intervistati dichiara, infatti, che non si vaccinerebbe, nonostante le rassicurazioni dell’Agenzia europea del farmaco, contro il 32,2% che, invece, si sentirebbe rassicurata.
Numeri impossibili da ipotizzare fino a solo pochi giorni fa, quando il caso AstraZeneca è scoppiato con l’eco di un bombardamento mediatico che ha pochi precedenti nella storia recente.
Un elemento da considerare nel leggere questo dato è che il sondaggio è stato eseguito prima della conferenza stampa con cui ieri Ema ha dichiarato il vaccino di Oxford “sicuro ed efficace” riavviandone di fatto la somministrazione
Ma è probabile che le opinioni non sarebbe cambiate
(da agenzie)
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Marzo 19th, 2021 Riccardo Fucile
ANCHE LA SPAGNA PER ORA NON RIPRENDE
Norvegia e Svezia hanno deciso di aspettare ulteriori verifiche sul vaccino Astrazeneca prima di ripartire con le somministrazioni nei rispettivi Paesi.
Il via libera sulla sicurezza del vaccino anti Covid da parte dell’Ema non è bastato a convincere le autorità sanitarie norvegesi e svedesi a sgombrare il campo dai dubbi sui rischi per gli effetti collaterali, dopo alcuni casi di trombosi verificatisi dopo la somministrazione del vaccino.
Il Norwegian Institute of Public Health, l’istituto norvegese di sanità pubblica, ha detto di «aver preso atto» dei risultati delle prime verifiche dell’Ema, ma come riporta il Guardian considera «prematuro» in questo momento arrivare a una conclusione definitiva: «Le vaccinazioni con AstraZeneca rimarranno sospese fino a quando non avremo una visione completa della situazione», ha detto la direttrice dell’istituto Camilla Stoltenberg.
Entro la fine della prossima settimana, il Niph ha annunciato che pubblicherà le proprie linee guida per la somministrazione del vaccino.
Anche la Svezia ha deciso di mantenere lo stop su Astrazeneca per i prossimi giorni, così come la Spagna. Ripartono invece da oggi l’Italia, la Germania e la Francia.
(da agenzie)
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Marzo 19th, 2021 Riccardo Fucile
DOMANDA: MA NON ERA IL VACCINO CHE FINO A UN MESE FA ANDAVA SOMMINISTRATO SOLO A CHI AVEVA MENO DI 55 ANNI? NON CI SIAMO PROPRIO
L’Alta autorità per la salute di Parigi ha raccomandato oggi l’uso del vaccino Astrazeneca solo per chi
ha più di 55 anni.
La Francia ha ripreso oggi le vaccinazioni dopo la sospensione e il successivo parere dell’agenzia per il farmaco e il premier Jean Castex, 55 anni, riceverà proprio l’antiCovid della casa farmaceutica britannica.
Questa limitazione di età si spiega con il fatto che i gravi casi di problemi nella coagulazione del sangue che avevano motivato la sospensione del vaccino sono stati osservati unicamente su persone di età inferiore ai 55 anni, ha precisato l’autorità sanitaria francese.
Per il vaccino AstraZeneca si tratta di una decisione piuttosto sorprendente, considerando che, quando è stato aperto al pubblico, soltanto 3 mesi fa, era riservato a chi ha meno di 55 anni. “L’età – ha spiegato Dominique Le Guludec, la presidente della HAS – è il fattore principale di rischio che espone le persone a sviluppare forme gravi” di Covid.
L’Italia non ha scelto questa strada: “Le autorità regolatorie nazionali hanno un loro grado di autonomia per decidere restrizioni d’uso. Noi abbiamo valutato e non riteniamo che sussistano motivi per procedere ad una restrizione di impiego d’uso del vaccino AstraZeneca sotto i 55 anni di età come deciso in Francia” ha detto il presidente del Css Franco Locatelli durante la conferenza stampa al ministero
(da agenzie)
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Marzo 19th, 2021 Riccardo Fucile
L’ISTITUTO KOCK: “CONTAGI IN CRESCITA ESPONENZIALE, LE RESTRIZIONI DURERANNO A LUNGO”
“Non c’è in Europa vaccino sufficiente per fermare una terza ondata solo con la vaccinazione” lo ha detto il ministro tedesco della Salute Jens Spahn in conferenza stampa a Berlino. “Anche se le distribuzioni dalla Ue dovessero essere affidabili, passeranno ancora settimane finchè i gruppi a rischio saranno vaccinati completamente” ha proseguito il ministro tedesco.
Attualmente, a detta di Spahn, la Germania attende circa 15 milioni di dosi AstraZeneca, “e in effetti si tratta di 2 o 3 milioni di dosi in meno rispetto alle attese”.
Il ministro alla Salute spera comunque in una netta accelerazione delle vaccinazioni in Germania, dicendosi anche favorevole “ad iniziare prima del previsto con le somministrazioni da parte dei medici di base”.
Si tratta, peraltro, di uno dei temi che saranno affrontati questo pomeriggio al vertice della cancelliera Merkel con i governatori dei Laender. Tra le proposte, quella di permettere a medici una maggiore flessibilità rispetto alle rigide regole sulla priorità nelle vaccinazioni a seconda delle situazioni mediche che si presenteranno.
L’aumento dei contagi ”è chiaramente esponenziale” ha rincarato il vice-presidente del Robert Koch Institut, Lars Schaade, Il numero di nuovi contagi da coronavirus in Germania sta crescendo “in maniera esponenziale”. La rapida diffusione della variante inglese, ha aggiunto, significa che “purtroppo davanti ci sono settimane difficili”.
Per questo, Schaade ha invitato i cittadini ad autoisolarsi il più possibile durante il periodo delle festività pasquali. ”È altamente probabile che a Pasqua avremo una situazione simile a quella registrata prima di Natale, con molti contagi e molti decorsi gravi della malattia” ha detto Schaade. Il quale ha lanciato un appello ai tedeschi: “Passate la Pasqua solo nella cerchia più stretta e rinunciate ai viaggi”.
Per il virologo ed esperto di Salute del Spd Karl Lauterbach ha sottolineato che “siamo all’inizio di una fulminante terza ondata” ed è necessario che i tedeschi si autoisolino il più possibile in casa.
Nelle ultime 24 ore la Germania ha registrato oltre 17.000 nuovi casi, il tasso di incidenza del contagio nella popolazione è cresciuto a 95,6 mentre il giorno precedente era a 90. Si tratta di un aumento di circa 5000 casi rispetto allo stesso giorno della settimana scorsa.
Il drastico aumento dei contagi in Germania ha dimostrato “quanto sia imprevedibile questa pandemia”. Il desiderio di soluzioni rapide è comprensibile, ma la verità è che non esistono. “Dobbiamo rimanere cauti, prudenti e pragmatici” ha dichiarato Jens Spahn. “Dobbiamo ancora resistere”.
(da “Huffingtonpost”)
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Marzo 19th, 2021 Riccardo Fucile
LA LEGA VUOLE CANCELLARE ANCHE I 480 MILIARDI PER CUI L’AGENZIA DELLE ENTRATE HA DISPOSTO MISURE ESECUTIVE, IL PD E LEU SOLO QUELLE RITENUTE INESIGIBILI, DRAGHI QUELLE FINO A 5.000 EURO CON REDDITI FINO A 30.000 EURO… IN PRATICA UNO CHE GUADAGNA 1.800 EURO NETTI AL MESE NON SAREBBE IN GRADO DI PAGARE A RATE 10 MULTE ARRETRATE DA 60 EURO, SIAMO ALLA FARSA
Si tenta una mediazione a poche ore dal consiglio dei ministri per una intesa sul contestato colpo di
spugna sui 60 milioni di vecchie cartelle fiscali: l’ultima proposta sul tavolo in vista del consiglio dei ministri è quella di cancellare le cartelle sotto i 5.000 euro ma solo per color che hanno un reddito Irpef sotto i 30 mila euro.
La questione, che divide la vasta maggioranza, riguarda una cifra enorme pari a 987 miliardi di crediti dello Stato nei confronti dei contribuenti che si sono cumulati tra il 2000 e il 2015 (con vecchi sistemi di esazione ancora affidati, ad esempio, alle banche). Di questi il 91 per cento sono difficilmente esigibili (il 41 per cento sono falliti, deceduti o nullatenenti) e il restante 50 per cento riguarda contribuenti sottoposti ad una azione cautelare-esecutiva o in autotutela dove l’Agenzia potrà proseguire le istanze di riscossione.
Come operare? La Lega vuole intervenire con una cancellazione dei debito sotto i 10 mila euro, i 5S (ieri la vice ministra Castelli ha invitato “mettere da parte l’ideologia”) vogliono la cancellazione dell’intero magazzino del 91 per cento (anche le azioni cautelari-esecutive), mentre il Pd vuole evitare condoni fiscali a redditi medio alti (dunque potrebbe accettare una soglia più bassa, diciamo 5.000 euro) e Leu acconsentirebbe di intervenire solo sul magazzino veramente inesigibile, ovvero falliti, deceduti e coloro verso i quali sono stati tentante azioni cautelari ma senza più possibilità di successo alcuno.
Una proposta diversa viene dal presidente della Commissione Finanze della Camera Marattin di Italia Viva: “Contrariamente alla Lega che propone un condono e a Pd e Leu che lanciano l’allarme, noi proponiamo la cancellazione del magazzino dei crediti inesigibili e proponiamo un intervento con sconto o dilazione per i crediti fiscali contratti causa-Covid”.
(da agenzie)
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Marzo 19th, 2021 Riccardo Fucile
I SINTOMI CUI PRESTARE ATTENZIONE: MAL DI TESTA MOLTO FORTE, PROBLEMI ALLA VISTA, PESANTEZZA DEGLI ARTI INFERIORI… UNA FORMA DI TROMBOSI ASSOCIATA A CALO DI PIASTRINE, SOPRATTUTTO NELLE DONNE SOTTO I 55 ANNI
Che cosa cambierà adesso?
Nel foglietto illustrativo del vaccino di AstraZeneca verrà aggiunto un nuovo e rarissimo effetto collaterale: una forma di trombosi associata a calo di piastrine, concentrata soprattutto nelle donne al di sotto dei 55 anni.
Con quali effetti?
Per chi riceve il vaccino nessuno in particolare. Le autorità di farmacovigilanza faranno però particolare attenzione alle segnalazioni di questi casi e svolgeranno esami per capire se ci sono legami con il vaccino.
Che cosa deve fare chi ha fattori di rischio per la trombosi?
Le autorità sanitarie sconsigliano l’assunzione di farmaci anticoagulanti, che a loro volta hanno effetti collaterali (favoriscono emorragie). “È necessario monitorare con attenzione eventuali sintomi nei giorni successivi al vaccino” spiega Lidia Rota Vender, presidentessa dell’Associazione per la lotta alla trombosi.
Quali sono i sintomi?
Sono gli stessi di ogni forma di trombosi, anche non associata al vaccino, e vanno segnalati subito al medico, spiegando che si è stati immunizzati. “Mal di testa molto forte che assomiglia a una cuffia che comprime il capo e non passa con i farmaci antinfiammatori” spiega Rota Vender. “Problemi improvvisi alla vista, gonfiore o pesantezza agli arti”.
(da agenzie)
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Marzo 19th, 2021 Riccardo Fucile
LA MELONI NON LO VUOLE E DICE CHE LA SCELTA SPETTA A FDI… TENSIONE ANCHE A NAPOLI SU MARESCA
Non c’è partito che non sia nei guai per il crocevia delle elezioni romane. Ma chi si ritrova in mezzo al
guado adesso è il centrodestra. Il forfait di Guido Bertolaso nelle ultime ore ha mandato per aria l’unica candidatura solida sulla quale puntavano due partiti su tre della coalizione: Forza Italia e ancor più la Lega. O meglio, Matteo Salvini, che sulle presunte doti taumaturgiche dell’ex capo della Protezione civile ha sempre creduto. Al punto da suggerirne il reclutamento per l’emergenza Covid al suo governatore Attilio Fontana in Lombardia.
Niente da fare, su di lui non c’è sostegno unanime, Fratelli d’Italia non ha ceduto per mesi. E ora il leader della Lega scarica sull’alleata la responsabilità dello stallo e lo fa platealmente. “Chi ha detto no a Bertolaso per mesi ora faccia qualche proposta alternativa, perchè non si possono dire solo dei no – spiega Salvini dopo aver lasciato la sede del ministero dei Trasporti – Io continuo a ritenere che lui sia il miglior sindaco per Roma, se qualcuno la pensa in maniera contraria faccia delle proposte. E mi riferisco a Fratelli d’Italia”.
Giorgia Meloni non replica a stretto giro. I suoi ricordano come sia stata lei nei giorni scorsi a chiedere la convocazione del tavolo per discutere delle candidature e di Roma in particolare.
In quell’occasione il capo leghista aveva risposto di avere “cose più importanti da fare” in questo momento, occuparsi cioè di lotta alla pandemia. Fdi resta ancora in attesa di una convocazione. Forza Italia invece insiste: “Per noi Bertolaso resta la migliore ipotesi e la consideriamo tutt’ora valida – sostiene il senatore Maurizio Gasparri – Non contestiamo il diritto di proporre nomi alternativi, ma quelli finora avanzati non appaiono competitivi”.
E i nomi che restano sullo sfondo, meno conosciuti, sono quelli di Andrea Abodi, capo dell’Istituto del Credito sportivo, o di Francesco Rocca, presidente della Croce rossa italiana.
Va da sè che sulle tensioni pesano le dinamiche maggioranza-opposizione che ormai attraversano i due partiti del centrodestra. Fdi all’opposizione e Lega al governo con Draghi stanno logorando dei rapporti già non idilliaci.
I sondaggi delle ultime ore, che danno il partito di Giorgia Meloni in crescita di un punto e mezzo (al 16,5) e la Lega in discesa al 20, non contribuiscono a migliorare il clima.
Tanto è vero che lo stallo, anzi la guerra Lega-Fdi si ripropone a destra anche a Napoli. Catello Maresca, magistrato, civico, ha fatto trapelare la sua disponibilità a una condizione: che i partiti rinuncino ai loro simboli.
Salvini (per via dello scarso radicamento in Campania, sostengono i più maliziosi nella coalizione) ha subito sposato la causa. “E’ colui che mi ha convinto di più tra i possibili candidati – ha detto lunedì scorso a margine dell’udienza del processo per diffamazione intentato ai 99 Posse – E’ una grande opportunità per Napoli e se ci fosse la necessità di fare un passo indietro come Lega per dar spazio a una candidatura come quella di Maresca saremmo pronti a ritirare il simbolo”. Fratelli d’Italia, che in quella regione viaggia quasi a due cifre, proprio no.
L’unico vantaggio per il centrodestra è che le elezioni sono slittate in autunno. Ma sarà dura trovare una sintesi, se la coalizione sopravviverà al governo Draghi.
(da agenzie)
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Marzo 19th, 2021 Riccardo Fucile
CURATRICE DI MOSTRE, A CAPO DI DUE ONLUS CHE SI OCCUPANO DI BAMBINI E DONNE IN DIFFICOLTA’ IN SENEGAL, HA SCELTO DI ESSERE SEPOLTA NEL PAESE AFRICANO
Si è spenta a causa del covid Elena Malagodi: curatrice di mostre d’arte e interprete, aveva trascorso l’ultimo ventennio della sua vita in Africa, dove aveva fondato due ong di cui era presidentessa – FAI in Senegal e Natanguè Sènègal – impegnate nell’assicurare istruzione ai bambini e supporto alle donne in difficoltà .
Come ha fatto sapere il compagno, Malagodi ha scelto di essere sepolta nel paese africano, in un cimitero interconfessionale, a ribadire fino all’ultimo il suo impegno e il suo amore per il paese africano.
Già moglie dell’artista cubano Agustin Cà¡rdenas, amico di Andrè Breton, e del politico italiano, Giovanni Malagodi, che fu segretario e presidente del Partito liberale italiano, Malagodi aveva alle spalle un’infanzia drammatica e avventurosa.
Nata a Roma subito prima del conflitto mondiale da una madre lettone di origine ebraica e da un ufficiale italiano, era tornata a Riga con la madre nel 1941, ritrovandosi a sfuggire dalla persecuzione nazista, riuscì a sopravvivere alla guerra e visse in Russia fino al 1955, quando tornò a Roma dal padre, grazie al quale studiò da interprete.
Conobbe l’artista Agustin Cà¡rdenas, con cui visse a Parigi. Negli anni, la sua attività di interprete la portò a conoscere e frequentare artisti e letterati, da Michail Baryshnikov a Isaiah Berlin; passò negli anni Ottanta a organizzare mostre di Cà¡rdenas, Ercole Monti, Martine Franck, Henri Cartier-Bresson, Balthus, Alberto e Diego Giacometti, Jean Arp e si risposò con il politico liberale Giovanni Malagodi.
Dopo la cui morte ha cominciato a frequentare il Senegal, facendo dell’aiuto alle popolazioni locali l’impegno degli ultimi anni della sua vita.
(da agenzie)
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Marzo 19th, 2021 Riccardo Fucile
NON HANNO NEANCHE LE PALLE DI DIRE CHE ALMENO IL 70% DI 3,4 MILIARDI DI EURO DI CARTELLE NON RISCOSSE DAL 2000 AL 2015 E’ ANCORA ESIGIBILE… L’IGNOBILE MARCHETTA ALLA LEGA DI DRAGHI, COMPLICE IL M5S CHE MINIMIZZA QUANDO IN ALTRI TEMPI AVREBBE SCATENATO L’INFERNO… PD SENZA DIGNITA’: NON SI STA IN UN GOVERNO CON CHI PREMIA GLI EVASORI FISCALI
I timori che i dubbi di palazzo Chigi e del Tesoro si possano trasformare in un ridimensionamento
dello stop alle vecchie cartelle fiscali montano a metà mattina. Tra i 5 stelle, ma anche in casa Lega.
Il ministro dell’Economia Daniele Franco è collegato in una videoconferenza affollatissima con i capigruppo della maggioranza, affiancati da sottosegretari e presidenti di commissione. C’è da chiudere, e in fretta, il decreto Sostegni, atteso venerdì sul tavolo del Consiglio dei ministri. Dentro ci sono 32 miliardi di nuovi aiuti. “Sulle cartelle – dice il ministro – è in corso una riflessione”.
La questione divide la maggioranza: Lega e quasi tutti i 5 stelle vogliono cancellare le cartelle 2000-2015 fino a 5mila euro. Leu e una parte del Pd no.
Passano poche ore dalla riunione e i timori dei grillini e dei leghisti si trasformano in pressing. Rispunta così l’alleanza gialloverde che può contare anche sul sì di Forza Italia e sul consenso, anche se con distinguo, di Italia Viva.
La quadra con tutta la maggioranza però non c’è. Dopo la riunione, Franco si mette a lavoro a via XX settembre per rivedere l’impianto del pacchetto. L’ipotesi è di mandare al macero le cartelle con importo fino a 3.000 euro (non 5.000) e relative al periodo 2000-2010, non 2000-2015.
Il riassetto viene portato avanti in totale riservatezza e questo genera ancora più tensione tra i leghisti e tra i grillini. Alle sei del pomeriggio non è arrivata neppure la convocazione di palazzo Chigi per il Consiglio dei ministri atteso per l’indomani.
È l’immagine che certifica che il lavoro sul decreto è ancora in corso.
Patetica il viceministro dell’Economia in quota 5s Laura Castelli che chiama “pulizia del magazzino fiscale” quello che fino a due anni fa avrebbe chiamato sconcio condono. Affermando che il 90% delle cartelle è diventato inesigibile quando tutti sanno che fino a ieri era il 70%, il che vuol dire , su 3,4 miliardi, rinunciare a incassare almeno 1 miliardo, regalandolo agli evasori.
Non è vero che si tratta solo di cartelle che non verranno mai pagate, se fosse così non ci sarebbe neanche necessità del condono e non si spiegherebbe il fervore della Lega a favore degli evasori. Non ci vengano a raccontare balle, molti hanno un’auto e sarebbe bastato sequestrarla a tempo debito e vedreste la coda a saldare il debito.
I Cinquestelle vogliono salvare la faccia è far passare lo stop alle vecchie cartelle come una pulizia del magazzino dell’Agenzia delle Entrate e non un condono.
I 5 stelle e la Lega sanno che, oltre a Franco, anche Draghi ha più di un dubbio sull’operazione cartelle.
A iniziare dalla necessità di non passare come il capo del governo dei condoni.
Lo schema spinto dai 5 stelle e dalla Lega implica la cancellazione di 61,5 milioni di vecchie cartelle con un importo fino a cinquemila euro . E una rinuncia, per lo Stato, a 3,4 miliardi.
Il Carroccio vorrebbe ancora di più e cioè tirare dentro le cartelle fino a 10mila euro, ma anche il target più basso è considerato comunque un risultato più che buono. Con l’aggiunta che si proverà un rilancio durante il passaggio parlamentare del decreto Sostegni. Ma a ballare è il tetto dei 5mila euro: abbassarlo significherebbe ridurre sensibilmente l’obiettivo sperato. Di fatto annullarlo.
Solo alle otto e un quarto di sera da palazzo Chigi filtra un “verso il Cdm domani (venerdì ndr) alle 15”. C’è spazio anche venerdì mattina per trattare e per cercare di trovare una quadra dentro la maggioranza prima della riunione dei ministri. Per capire cioè se l’ipotesi a cui lavora Franco può avere il sì di Lega e 5 stelle. Un via libera tutt’altro che scontato dato che alle nove e mezza di sera è Matteo Salvini a rilanciare: “Noi abbiamo detto di azzerare le cartelle fino a cinquemila euro, quindi non stiamo parlando di grandi evasori. Facciamo un’enorme opera di pulizia e giustizia sociale. Per noi è fondamentale”.
Giustizia sociale? Certo premiare gli evasori che se ne sono fottuti di pagare il dovuto alla faccia di quegli italiani onesti che hanno versato il dovuto.
E’ davvero il governo dei “migliori amici dei disonesti”.
(da agenzie)
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