Destra di Popolo.net

DUE PAROLE SU GINO STRADA, LE ACCUSE DI ESSERE UN KATANGHESE (MAI PROVATE) E CERTI INTELLETTUALI DI DESTRA MAGGIORDOMI DA UNA VITA

Agosto 14th, 2021 Riccardo Fucile

TANTO PER CHIARIRE LE IDEE

Sulle chat di razzisti, sovranisti e sfigati vari, viene fatta circolare la bufala che Gino Strada da studente fosse il capo dei Katanghesi della Statale di Milano, ovvero del servizio d’ordine del Movimento Studentesco di Mario Capanna e che girasse con una chiave inglese sotto l’eskimo d’ordinanza, collegandolo pure all’aggressione omicida a Sergio Ramelli (opera in realtà di Avanguardia Operaia)
Che fosse nel Movimento Studentesco è l’unica cosa certa e mai negata, del resto ci sono giornalisti di destra che provengono da Lotta Continua e non vedo che problema ci sia, ognuno fa le sue scelte e non deve risponderne che alla propria coerenza.
Ai fighetti sovranisti che fanno gli anticomunisti nel 2021, quando i comunisti non ci sono più, simili a coloro che stanno chiusi in casa durante le rivoluzioni per poi aprire con circospezione l’uscio a rivolta finita per sincerarsi su chi ha vinto e ovviamente unirsi alla folla festante, vorrei ricordare :
1) Mai parlare di cose che non si sono vissute e mai credere a bufale di parte fatte uscire ad arte 40 anni dopo, senza prove e senza testimonianze verbalizzate. Vale a destra come a sinistra.
2) Il clima di quegli anni, per chi ha avuto la sorte di viverli, era tale che chi faceva politica attiva nelle scuole e nelle Università era “strutturato” in una organizzazione che prevedeva la frequentazione di sedi e legami comunitari. I “servizi d’ordine” esistevano a sinistra come a destra, al fine di garantire anche un banale volantinaggio se non un comizio o una manifestazione. Erano anche una garanzia interna, per evitare che qualcuno commettesse sciocchezze (e anche a destra ci furono tragici casi in tal senso, opera di cani sciolti)
3) In un clima da guerra civile giovanile tra ideologie contrapposte, dove anche un ritorno a casa era a rischio, nulla di più normale che ciascuno si tutelasse come meglio riteneva. Mi fanno sorridere quelli che oggi si scandalizzano perchè qualcuno a sinistra girava armato, come se a destra non fosse stata la stessa cosa. Certamente allora a destra non diventava un punto di riferimento un consumatore e uno spacciatore di droga o un truffatore, come oggi. Su qualche infiltrato dei servizi invece non metterei la mano sul fuoco, sia a destra che a sinistra, perchè sugli “opposti estremisti” ci sono politici che hanno costruito la loro carriera.
4) Certamente allora non si “diffamava” l’avversario politico, si affrontava a viso aperto, conquistando agibilità politica nelle assemblee studentesche e nelle piazze, operando nel sociale. Cito solo un episodio, l’alluvione di Genova del 1970: estremisti di sinistra a spalare fango in un quartiere, noi di destra in un altro, con rispetto reciproco.
5) Chi ha vissuto quel periodo ha poi fatto le proprie scelte di vita, coniugando in campi diversi le proprie idee, una minoranza sicuramente. I più sono scesi a compromessi, diventando funzionali al sistema che volevano combattere, compresi molti intellettuali che non si erano “sporcate” le mani e a cui la livrea di maggiordomo calza a pennello. Liberi di farlo, ma ci risparmino giudizi livorosi e diffamatori nei confronti di un uomo che ha curato gratis sei milioni di persone e che ha salvato migliaia di esseri umani dalla morte, mentre loro stavano a contare gli eurini ricevuti per sostenere che Ruby era la nipote di Mubarak.
Concludo: Gino Strada era di sinistra? Non me ne frega un cazzo, era un uomo di valore, ce ne fossero a destra.
E aggiungo che certi sedicenti “fascisti” targati 2021 ai tempi di Mussolini al massimo avrebbero pulito i cessi di Palazzo Venezia, così sono più chiaro.
Buon ferragosto

argomento: Politica | Commenta »

LATINA, LEGA E FDI CONTRO IL CIMITERO DEI POVERI PERCHE’ “ESPONGONO I CITTADINI ALLA VISTA DI QUESTE SEPOLTURE”

Agosto 14th, 2021 Riccardo Fucile

AI SOVRANISTI E ALLA DESTRA A-SOCIALE I POVERI DANNO FASTIDIO ANCHE DA MORTI PERCHE’ URTANO LA SENSIBILITA’ E LA VISTA DEI “RICCHI BORGHESI”

Ai sovranisti dà fastidio il cimitero per i poveri.
La giunta civica di Damiano Coletta ha deciso, a Latina, di destinare alcuni spazi a Borgo Montello per le sepolture degli indigenti. Sono tante le salme che nessuno reclama. Sono quelle di uomini e donne vissuti in povertà, ai margini della società, e per dar loro degna sepoltura la giunta comunale gli ha destinato delle aree del cimitero del borgo, definite campi di inumazione.
Lo scandalo all’apparenza sembra quello che nella seconda città del Lazio non fosse stata ancora presa un’iniziativa del genere, ma per i sovranisti è il contrario e, non avendo a quanto pare tra le loro letture “‘A livella” di Totò, sul cimitero dei poveri hanno aperto la polemica di Ferragosto.
Il capogruppo in consiglio comunale di Fratelli d’Italia, Andrea Marchiella: “La Giunta ha individuato delle aree, contraddistinte con le lettere A e B nella relativa planimetria, da destinare a defunti che non risiedevano sul posto, nella maggior parte dei casi immigrati ed extracomunitari emarginati e senza famiglia. Riteniamo inconcepibile che si continuino ad ignorare le esigenze dei residenti, costretti a trasferire altrove i loro cari venuti a mancare o ad attendere tempi biblici per la loro sistemazione”.
Di più: “Perché esporre alla vista di questi campi di inumazione i cittadini che fanno visita ai loro cari? Possibile che non sia emersa una parvenza di sensibilità nel prendere questa decisione?».
Le sepolture dei poveri, secondo FdI, sarebbero dunque fastidiose anche alla vista.
E Marchiella preannuncia persino un flash mob di protesta. “Siamo pronti – sostiene – anche a promuovere una raccolta firme e ulteriori iniziative dal notevole richiamo mediatico. Ovviamente presenterò anche una interrogazione”.
L’assessore ai lavori pubblici Emilio Ranieri ha spiegato che i campi di inumazione sono una soluzione che risponde a esigenze reali, “poiché parliamo di persone che purtroppo hanno vissuto ai margini e che da defunte non vengono reclamate da nessuno”.
“Proprio perché l’Amministrazione ha sempre avuto il massimo rispetto dei defunti, di qualsiasi provenienza essi siano – ha aggiunto – è stata fatta questa scelta che garantirà una sepoltura dignitosa a tutti. Quelli che alcuni consiglieri di opposizione chiamano cumuli di terra sono dei lavori necessari per portare rispetto a persone che in vita sono state meno fortunate di noi”. Ma per i sovranisti, anche dopo la morte, l’imperativo sembra essere quello di “prima i borghigiani”.
(da La Repubblica)

argomento: Politica | Commenta »

QUANDO BOSSI GRIDAVA: “MALEDETTI FASCISTI”

Agosto 14th, 2021 Riccardo Fucile

I GIOVANI MISSINI A CATANIA URLAVANO “RAZZISTA, FUORI BOSSI DALLA SICILIA” E GLI IMPEDIRONO DI PARLARE… ORA ABBIAMO DURIGON

Catania, giovedì 13 giugno 1991, vigilia delle elezioni regionali. L’unico rappresentante della Lega lombarda in Parlamento, detto anche “Il senatur”, era sbarcato sull’isola per presentare i candidati della Lega del Sud.
“Vediamo se dà pezzo”, mi disse sbrigativo il capo della redazione del Giornale di Sicilia, Giuseppe Mazzone. Bossi toccava a me, l’ultimo arrivato.
“Do la parola al senatore Bossi”, annunciò il rappresentante di questa fantomatica Lega meridionale nella saletta semivuota del Central Palace, un albergo di via Etnea. Il senatur aveva 50 anni e strozzava di salute e ambizione. La Lega fin lì aveva fatto la sua fortuna con l’antimeridionalismo. Sui muri del Veneto, anni prima, erano comparse le scritte Forza Etna. Bossi aveva colto prima di altri lo spirito del tempo e si sentiva un leone alla vigilia di un’ascesa irresistibile.
Si schiarì la voce, sistemò il microfono, ma non fece in tempo a proferir parola. Infiltrati tra lo sparuto pubblico una decina di giovani aderenti al Fronte della Gioventù, la formazione giovanile del Movimento sociale italiano, iniziarono a gridare: “Fuori Bossi dalla Sicilia!”. Battevano le mani e scandivano lo slogan: “Fuori Bossi dalla Sicilia!”
Era un urlo ritmico, ossessivo, da stadio. Bossi si grattò la testa, bofonchiò qualcosa, la contestazione si fece più violenta. I ragazzi ridevano.
“Fuori Bossi dalla Sicilia!”. A un certo punto Bossi alzò spazientito il braccio, pretendeva la fine dell’ostilità. Non ebbero pietà. “Razzista! Vattene da qui!” gli urlarono. Un tizio gli disse: “Noi siamo per l’Italia unita, sparisci!”. Dopo un quarto d’ora Bossi si arrese. Non aveva diritto di parola. Infiló furibondo l’ascensore e io con lui. “Maledetti fascisti!”, mormorò nella discesa. “Fascisti!”. Sudava.
Sulla strada lo accerchiarono, arrivò la polizia. “Fanno così, perché i missini stanno per morire. La Lega fa paura a tutti. Domenica a Pontida presenteremo la Repubblica del Nord”, mi disse prima di sistemarsi in un’auto scortata da una volante.
Corsi al giornale e annunciai trionfante che Bossi dava pezzo. “Sei sicuro?” chiese Mazzone. “Sessanta righe. Sbrigati!”, ordinò. Attaccai con “Ieri sera il senatore Umberto Bossi è stato contestato a Catania”. Mazzone m’impose di cominciare con “Fuori Bossi dalla Sicilia!” Le redazioni erano piene di maestri. Finì in prima pagina.
Trent’anni dopo la Lega fa paura per i Durigon. Chi l’avrebbe detto allora, Bossi?
(da Il Fatto Quotidiano)

argomento: Politica | Commenta »

ORA SALVINI “NASCONDE” DURIGON; VACANZE FORZATE E COMIZI ANNULLATI

Agosto 14th, 2021 Riccardo Fucile

IL LEGHISTA E’ SPARITO DAI RADAR

Per struttura fisica e attitudine alle esagerazioni, Claudio Durigon non è un tipo facile da tenere nascosto. Eppure ce la sta mettendo tutta: il sottosegretario leghista è sparito dai radar. Non si vede più nei talk televisivi che abitava con disinvoltura e frequenza e non interviene più sui social dallo scorso 6 agosto, dopo il tentativo goffo di giustificare la sua proposta di richiamare “Mussolini” il parco di Latina intitolato a Falcone e Borsellino. Non risponde al telefono e prova a farsi invisibile: nei prossimi giorni diserterà ogni evento pubblico.
Non si sa dove sia, Claudio Durigon. Non è nella casa di Santa Fecitola, pochi chilometri a nord del capoluogo pontino: un borghetto con un pugno di villini in mezzo ai vecchi canali di bonifica dell’Agro Redento, dove su più di un citofono si legge il suo cognome.
È la nemesi di un ex sindacalista: le ferie forzate. L’indicazione è arrivata dall’alto, Matteo Salvini gli ha detto di non farsi notare per un po’. Di prendersi delle vacanze, restare sottocoperta, staccare il telefono, aspettare che il caso si sgonfi e le richieste di dimissioni perdano volume.
Per questo motivo il sottosegretario ha dovuto cancellare tutti gli appuntamenti che aveva preso. Dopo Ferragosto, in una fase caldissima delle campagne elettorali per le prossime amministrative, Durigon sarà costretto a saltare gli eventi nelle sue due città elettive, Latina e Roma.
Sarebbe dovuto comparire accanto ai due candidati del centrodestra, il pontino Vincenzo Zaccheo e la romana Simonetta Matone (scelta dalla Lega per affiancare il frontman Enrico Michetti). Invece resterà lontano dai riflettori: la sua presenza sarebbe scomoda per sé (viste le inevitabili attenzioni giornalistiche), per la Lega e anche per i candidati.
Durigon dovrebbe saltare anche l’appuntamento del 27 agosto alla festa di Affari Italiani, dove sarebbe costretto a tornare sul caso che sta imbarazzando il governo Draghi e per di più di fronte ad Antonio Misiani, viceministro dell’Economia del Pd, uno dei partiti che lavora per sfiduciarlo. Sono previsti entrambi nello stesso incontro.
Nel calendario estivo del leghista è prevista anche una speziata partecipazione, venerdì 3 settembre, alla Fiera mondiale del peperoncino di Rieti (la stessa nella quale nel 2011 Renata Polverini arrivò in elicottero).
Il patron dell’evento è Livio Rositani, figlio del post-fascista Guglielmo, che fu vicino a Gianfranco Fini nell’Msi e poi in An. Rositani ha già confermato la presenza di Durigon, al di là di ogni possibile imbarazzo politico: gli interessa solo parlare di soldi con il sottosegretario all’Economia.
“Il nostro unico obiettivo – ha dichiarato – è creare uno spazio per discutere su cosa ne sarà della valanga di denaro che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza porterà nel Reatino”. Chissà se il desaparecido Durigon riuscirà a svincolarsi.
Tra i fortunati che ieri sono riusciti a parlargli c’è Armando Valiani, il suo delfino, che ha raccolto la sua eredità a Latina come segretario locale del sindacato Ugl e coordinatore della Lega.
Fa sapere che Durigon non ha nessuna intenzione di dimettersi: “Gli ho parlato poco fa e l’ho trovato abbastanza sereno, anche se ovviamente provato per gli attacchi ingiusti che l’hanno colpito dopo un evento elettorale nella sua città. Abbiamo parlato del Latina Calcio, come fossimo al bar. La campagna contro di lui è assolutamente pretestuosa. A questo punto perché non proponete di buttare giù anche il palazzo M (l’edificio con la forma della lettera di Mussolini, ndr), se volete cancellare la storia della città?”.
(da Il Fatto Quotidiano)

argomento: Politica | Commenta »

TOTO QUIRINALE, CROSETTO (FDI): “BERLUSCONI AL COLLE? NON HA IL PROFILO GIUSTO”

Agosto 14th, 2021 Riccardo Fucile

“RESTEREMO ALLEATI MA NON CI INTERESSA IL PARTITO UNICO”…”LA LEGA VUOL ENTRARE NEL PPE ATTRAVERSO BERLUSCONI”

Guido Crosetto sta a Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni esattamente come Giancarlo Giorgetti sta alla Lega e a Matteo Salvini. Almeno così appare. È il pensatore, lo stratega di quella che probabilmente è già la prima forza politica italiana e che un domani potrebbe persino esprimere il o la Presidente del Consiglio.
Per questo le sue parole valgono doppio come quando dice che secondo lui in questo momento Silvio Berlusconi non sarebbe la persona giusta per il Quirinale perché al Paese serve un profilo con un forte accreditamento europeo. E Berlusconi nel 2011 fu “ucciso” dallo spread.
Crosetto è uno che la sa lunga. A cominciare dalla federazione di centrodestra tra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi:
A sentire Salvini e Berlusconi, la federazione del centrodestra si chiuderà addirittura entro fine agosto: sembra che ci sia anche una sorta di patto dal notaio. Cosa ne pensa onorevole Crosetto e soprattutto come si porrà il nuovo soggetto con Fratelli d’Italia e con Giorgia Meloni
Nulla di nuovo da questo punto di vista: rimarranno alleati. L’unica differenza è che (Fratelli d’Italia – ndr) non sarà più alleata con Forza Italia e con la Lega, ma con un nuovo partito. La competizione resterà, come sempre tra alleati, definita dal peso proporzionale dei singoli soggetti.
Insomma la federazione tra Lega e Forza Italia così non servirà a niente: non si tratta quindi di un progetto per mettere all’angolo una Giorgia Meloni in grande ascesa nei sondaggi
No, il motivo è un altro: vogliono cambiare pelle. L’unione tra Lega e Forza Italia potrebbe ad esempio aprire al Carroccio le porte del Partito popolare europeo (Ppe), permettendo a via Bellerio di compiere un doppio salto carpiato. Così la Lega potrà tornare al centro dopo essere partita dall’estrema destra, scavalcando direttamente i conservatori. È questa la motivazione più forte al momento.
Ma è davvero possibile arrivare alla federazione tra Lega e Forza Italia entro fine agosto?
Quando la vedrò, ci crederò. Anche perché (sorride) i notai sono chiusi ad agosto.
Per la successione al Quirinale meglio uno à la Draghi o come Berlusconi o addirittura un Mattarella-bis?
Auspico che la prossima presidenza della Repubblica serva ad aumentare l’accreditamento europeo dell’Italia, mi spiego: abbiamo necessità di impedire che il debito pubblico venga messo sotto scacco e che riprenda la crescita incontrollata dello spread. Chiunque vinca le prossime elezioni avrà bisogno di condizioni di serenità per lavorare. Serve quindi una garanzia europea per i mercati finanziari. Auspico allora un profilo che aumenti, con la sua autorevolezza, la credibilità internazionale del Paese.
Potrebbe andar bene anche Silvio Berlusconi
La storia direbbe di no: nel 2011 Berlusconi è stato ucciso dallo spread. In condizioni normali avrei detto di sì a una candidatura di Berlusconi al Quirinale, che mi trova in generale favorevole, ma non dal punto di vista dell’accreditamento europeo.
(da TPI)

argomento: Politica | Commenta »

QUEL SORRISO DI GINO STRADA DOPO LA MIA LIBERAZIONE: “BENTORNATO, HO LOTTATO PER SALVARTI”

Agosto 14th, 2021 Riccardo Fucile

IL RICORDO DEL GIORNALISTA DANIELE MASTROGIACOMO, RAPITO NEL 2007 DAI TALEBANI E LIBERATO GRAZIE ALLA MEDIAZIONE DEL FONDATORE DI EMERGENCY

Un sorriso. Il primo, dopo 15 giorni e 15 notti. E poi quell’abbraccio forte, mentre le lacrime mi bagnano le guance e la barba incolta. Quindi poche parole, quasi pronunciate con un soffio. «Bentornato. Ho lottato per strapparti alla morte, per convincere Dadullah a non tirare fuori il coltellaccio dal suo fodero».
Era il 19 marzo del 2007, il primo giorno di libertà dopo il sequestro da parte dei talebani.
Gino Strada, ora che non è più tra noi, lo ricordo così. Un leone. Vulcanico, con la testa piena di idee e progetti, umorale, intenso. Nervoso e autoritario. Coraggioso, altruista e insieme egoista. Ma anche scaltro, capace di muoversi tra due fuochi. Era nato per questo: curava e salvava i feriti delle guerre. Ovunque nel mondo. Era un medico, un chirurgo. Ma era soprattutto un combattente. Scomodo e anche utile. Non aveva remore. Ti affrontava e ti sommergeva con le sue idee. Diretto e insieme ambiguo. Nelle zone dei conflitti dove saltano tutte le regole bisogna essere così.
«Ti dirà tutto Gino», mi ripete all’infinito Rahmatullah Hanefi, il responsabile logistico dell’ospedale di Emergency a Lashkar Gah, l’uomo che mi è venuto a raccogliere nel profondo sud dell’Helmand.
L’unico che ha avuto la forza e il coraggio di incontrare i talebani del mullah Dadullah nella loro terra: sulle sponde del fiume che prende il nome dalla regione meridionale dell’Afghanistan. Lo ascolto a fatica. Tremo, mi guardo attorno ancora pieno di paura e di sospetti. Ho imparato a diffidare di tutto e tutti. Anche di quest’uomo.
In mezzo ai telabani che sparano raffiche di Ak-47 in aria per accogliere i prigionieri da scambiare con me e il mio collega afgano Ajmal, mi prende per mano e mi sussurra: «Meglio andare adesso. Tranquillo, sono un amico, sono di Emergency». Solo allora capisco chi ha trattato la nostra liberazione.
Ci seguono le macchine degli helder, i capi tribù, che garantiscono il passaggio nei loro territori. Hanefi non lo dice ma sa che sono ancora nel mirino di altri gruppi di talebani. Bottino ghiotto. Nell’Helmand non si parlava d’altro, verrò a sapere una volta libero. Ci riusciranno con Ajmal che nel frattempo viaggiava su un altro convoglio. Arriviamo dopo un viaggio di sei ore. È già buio. Riconosco a fatica il compound di Emergency a Lashkar Gah. Gino Strada è sulla porta d’ingresso. Mi viene incontro. Mi abbraccia. Lo stringo forte anche io: ho bisogno di affetto. Gli dico solo più volte: «Grazie, grazie per quello che hai fatto». Lui scuote la testa: «È stata dura ma ci siamo riusciti. Adesso riprenditi. C’è mezzo mondo che ti cerca. Tu fai quello che devi fare».
Sono bloccato, gli chiedo notizie. Gina, la sua assistente, e gli altri del compound si assicurano che stia bene, mi mettono delle gocce tranquillanti negli occhi. Sento il giornale, il direttore Ezio Mauro che si è battuto come un leone. Scrivo l’articolo. Mi servirà come sfogo terapeutico.
Gino entra ogni tanto nella stanza. Mi guarda, non dice nulla. È già alle prese con il giallo su Ajmal. Pensa che sia stato portato alla polizia. Mi sciolgo il turbante che copre la ferita inferta durante il rapimento con il calcio di un kalashnikov. Strada la guarda, ci svuota sopra due pasticche di antibiotici. Ma è scuro in volto. Sento che hanno arrestato Rahmatullah. La partita non è ancora chiusa. Anzi. Si tratta di uscire da Lashkar Gah e di lasciare l’Afghanistan. Gli inglesi non sono disponibili. Parliamo in modo distratto. Ci sono altre priorità. Gira voce che i talebani mi vogliono di nuovo rapire.
Mi cambio, infilo una felpa, mi nascondo sotto un letto. Dormirò poco e male. Per terra, come ho fatto per due settimane. La mattina mi svegliano delle urla. Sono quelle di Strada. Un centinaio di afghani premono all’ingresso. Una delegazione viene fatta entrare. Mi chiedono di Sayed Agha, il nostro autista. Dico, quasi sorpreso, lo sguardo basso: «Lo hanno ucciso». Pugni sul tavolo, altre urla. Momenti di fortissima tensione. Guardo Gino che è al mio fianco. Ha lo sguardo basso, scuro, serio. Annuisce, spiega che verranno aiutati. Più tardi. Adesso bisogna raggiungere il fortino inglese e da lì con l’elicottero un avamposto dei militari italiani. «Tu monta in auto», mi dice Strada, «e nasconditi sul fondo». Mi copre con una coperta. Sento Gino che parla con l’autista. È teso, ha paura di un agguato. Ci muoviamo con calma, facendo strade secondarie. Arriviamo alla base britannica.
Lo rivedrò a Milano, al funerale di sua moglie Teresa, nel settembre del 2009. L’ho risentito questa settimana. Era stanco, la voce sempre più profonda. Sono tornati, gli ho detto. L’avresti mai detto? «Era prevedibile», aveva risposto. «È il disastro delle guerre». Torneresti a Kabul? «No — aveva aggiunto — Sono troppo vecchio per muovermi e viaggiare. Mi manca ma soffrirei troppo vedere i danni umani provocati da questo conflitto. Siamo tornati nel passato. Vent’anni cancellati in pochi giorni. Un’assurdità. La colpa non è degli afghani, è della guerra».
(da La Repubblica)

argomento: Politica | Commenta »

SALMO, CONCERTO GRATUITO A OLBIA SENZA DISTANZIAMENTO E MASCHERINE ANNUNCIATO VIA SOCIAL: MA IL PERMESSO CHI GLIELO HA DATO?

Agosto 14th, 2021 Riccardo Fucile

FEDEZ LO ATTACCA: “HAI SPUTATO IN FACCIA A MIGLIAIA DI ONESTI LAVORATORI DELLO SPETTACOLO”… LA ESILARANTE TEORIA DEL CANTANTE: “NON SEI UN ARTISTA SE NON INFRANGI LE REGOLE”: COME NO, ABBIAMO UN NUOVO RIVOLUZIONARIO

Promessa mantenuta e (come è ovvio) polemiche garantite. Come annunciato sui social, ieri sera è andato in scena il concerto gratuito di Salmo. Il cantante ha scelto la sua città, Olbia, per l’evento che aveva lo scopo di sostenere la Sardegna devastata dagli incendi.
Non c’era nulla di ufficiale, ma il tam tam sui social, già in mattina era inarrestabile, mentre il palco veniva allestito sotto la ruota panoramica. E poi, la sera, tutti a cantare, urlare e ballare senza distanziamento e con le mascherine (quando c’erano) indossate alla ‘come capita’.
“Io stamattina non sapevo che fare e ho scritto una lettera allo Stato italiano”, ha detto l’artista iniziando lo show, durato una quarantina di minuti.
“Caro signor Stato – era il testo della lettera – vorrei ricordarle che quasi tutti i settori lavorativi in Italia sono ripartiti. L’unico settore dimenticato da Dio e dallo Stato è quello dell’arte e dello spettacolo. Non possiamo fare i concerti. Ci hanno detto di fare i live con poche persone, tutti distanziati e seduti. Signor Stato noi vogliamo alzarci e saltare. La musica, la cultura e l’arte sono importanti quanto lo sport”.
E ancora: “Caro signor Stato, la musica, la cultura e l’arte in Italia sono importanti tanto quanto lo sport, ma nel resto del mondo fanno concerti con 100mila persone e noi no. Sono tutti vaccinati, mi dirai tu, e c’hai ragione. Ma come facciamo a far capire che l’unico modo per tornare alla normalità è vaccinarsi?”. Ha successivamente detto: “Abbiamo paura che nel vaccino ci siano dei microchip per controllarci, ma in realtà siamo già controllati: dai cellulari, per esempio”.
“Abbiamo paura che nel vaccino ci sia veleno per topi – ha aggiunto – però ogni fine settimana ci beviamo anche l’acqua delle mozzarelle e ci buttiamo in corpo sostanze che boh, chi lo sa! Signor Stato, pare che in questo Paese l’unico modo per tornare alla normalità sia festeggiare la nazionale di calcio, giusto? Allora ok, noi ci siamo, facciamoci questa fottutissima partita da 90 minuti”.
Poi via alle canzoni: 40 minuti di delirio, con il pubblico accalcato che ha cantato e ballato, sudato e accalcato.
Inevitabili le polemiche, che hanno fatto schizzare Salmo nelle tendenze del giorno. Sui social, fra i tanti, hanno protestato Gemitaiz e Alessandra Amoroso. Entrambi si sono detti sgomenti per l’iniziativa. In particolare la cantante salentina ha chiesto spiegazioni a Salmo, per capire con quale criterio o diritto è stata messa su un’iniziativa del genere che viola qualsiasi protocollo per i live ai quali lei, come tanti altri artisti, si stanno attenendo.
Anche Fedez ha fatto sentire la sua voce, chiedendo senso di responsabilità e rispetto per ‘i lavoratori onestì che continuano a subire le forti limitazioni delle misure anti Covid senza battere ciglio, provando a uscire almeno in pari dopo un anno disastroso: “Sfruttare la nostra condizione di privilegio, aggirare le regole per soddisfare capricci personali. Questo non aiuta nessuno. Avete sputato in faccia a migliaia di onesti lavoratori dello spettacolo che quest’anno cercano di tirare avanti con immensi sacrifici rispettando le regole per andare alla pari con i conti (quando va bene)”.
E la replica di Salmo, via Instagram, non si è fatta attendere: “Potevo andare a farmi la vacanza come Fedez invece sono sceso per strada e ho detto la mia. Se avessi voluto seguire le regole non avrei fatto l’artista!”.
E ancora: “Ieri non c’è stata nessuna raccolta fondi. ho messo i soldi di tasca mia per aiutare la Sardegna. Ad agosto il centro di Olbia è sempre affollato. Esattamente come le spiagge. Gli assembramenti creati dalla finale degli Europei andavano bene, il mio concerto gratuito no. Ora avete una persona con cui prendervela, non definitevi artisti se poi non avete le palle di infrangere le regole”.
E arriva anche la controreplica di Fedez: “Io non so che accordi tu abbia preso con il sindaco di Olbia e sinceramente non voglio saperlo ma il fatto che tu sia riuscito a montare un palco alla luce del sole mi fa pensare che più che infrangere le regole tu sia andato a braccetto con le istituzioni malate che te lo hanno permesso”.
E ancora: “Se hai fatto già beneficenza di tasca tua, che senso ha fare un concerto e mettere a rischio persone, un intero settore e una regione in difficoltà? Cosa volevi dimostrare?”, chiede il rapper, che a proposito di iniziative benefiche scrive ancora: “Caro Salmo, ho cercato in due occasioni di coinvolgerti in progetti benefici. La prima a sostegno della categoria dei lavoratori dello spettacolo. ‘Scena Unita’ ha aiutato migliaia di lavoratori tra cui, in Sardegna, il festival di Abbabula a Sassari che per il concerto di Ariete ha lasciato fuori 1200 persone nel rispetto delle regole e per permettere alla Sardegna di ripartire in sicurezza. E al progetto di ‘Scena Unita’ hanno aderito tutti gli artisti di Machete tranne te. Qualche settimana fa mi hai scritto per avere un parere su cosa fare per aiutare la Sardegna, ti ho risposto immediamente mettendomi a disposizione e ho cercato di coinvolgerti in un progetto comune ma sto ancora aspettando una tua risposta”, conclude Fedez.
Ma c’è anche chi cerca di difendere Salmo, paragonando il concerto di Olbia ai festeggiamenti per le vie dei Roma inoccasione della vittoria della nazionale di calcio agli europei.
(da La Repubblica)

argomento: Politica | Commenta »

GINO, RENZO, TERE E QUELL’OSPEDALE IN UGANDA DI “SCANDALOSA BELLEZZA”

Agosto 14th, 2021 Riccardo Fucile

COME E’ NATA L’IDEA DELL’OSPEDALE DI ENTEBBE, VOLUTO DA GINO STRADA E RENZO PIANO

Sono i primi giorni di settembre del 2009, Teresa se n’è appena andata a 63 anni per un tumore al pancreas, dopo una lunga malattia.
Teresa è un’insegnante, un’attivista, e ha trascorso gli ultimi 15 anni letteralmente a creare e a seguire progetti di cooperazione umanitaria internazionale in Africa e in Medioriente.
La notizia della sua morte arriva a Renzo, che di mestiere fa l’architetto e ha passato tre quarti della sua vita a costruire bellezza. Non ha mai conosciuto Teresa, ma sa tutto di quei due coniugi milanesi che, anni prima, hanno immaginato una organizzazione non governativa che curasse gratuitamente e ad altissimo livello le vittime delle guerre più sanguinose del pianeta.
È per questo, forse, che Renzo sente l’urgenza di prendere il telefono e scrivere a Gino, che è il marito di Teresa e di professione fa il medico, il chirurgo.
Renzo e Gino sono già in quel momento due tra i giganti italiani viventi del nostro tempo. Eppure, per qualche strana ragione, non si sono mai parlati, né scritti prima d’ora.
Nel giorno in cui Gino dice addio per l’ultima volta al grande amore della sua vita, conosce Renzo.
Prima un messaggio, poi a voce. Ed è proprio durante una telefonata tra Londra e Milano che nasce l’idea di costruire un ospedale. Un ospedale pediatrico.
A Entebbe, in Uganda, in uno degli angoli più poveri e straziati al mondo. “Un ospedale scandalosamente bello” chiede Gino, e Renzo annota.
Poche settimane dopo sono uno davanti all’altro a Genova, nello studio di Renzo, il quale comincia a tracciare su un foglio le prime linee della struttura con un pennarello verde.
Anni dopo quegli schizzi sono diventati muri e pareti di argilla rossa, circondati da 2600 pannelli solari, e tutt’attorno meravigliosi fiori viola di Jacaranda, a 1200 metri di altitudine, a due passi dal lago Vittoria. Tutto al 100% sostenibile, locale e, soprattutto, gratuito, dalla prima pietra all’ultima visita.
Ci sono voluti anni di sopralluoghi, studio e lavoro, ma alla fine quella “scandalosa bellezza” ha preso vita. “Un luogo dove si curano i bambini deve avere una sua bellezza non cosmetica ma profonda” dice Renzo. Quella stessa bellezza che Gino ha sempre messo al centro di ogni cura, ogni terapia.
Lui si chiama Gino Strada, l’altro Renzo Piano. E non lo faranno mai, non è nel loro stile, ma quest’ospedale dovrebbe chiamarsi Teresa. Teresa Sarti.
Perché, senza saperlo, è nato quel giorno triste di inizio settembre in cui se n’era appena andata e Renzo ha alzato il telefono. E perché senza di lei oggi forse non esisterebbe. Anche questa, in fondo, è una forma di bellezza.
(da NextQuotidiano)

argomento: Politica | Commenta »

“E’ MORTO IL CRIMINALE COMUNISTA GINO STRADA”: IL POST CONDIVISO DAL DIRIGENTE DI FRATELLI D’ITALIA

Agosto 14th, 2021 Riccardo Fucile

CHE POI, DA VERO CUOR DI LEONE, LO RIMUOVE, MA ORMAI E’ TROPPO TARDI

«Onore a tutti i giovani di destra» scrive in un post Facebook Giuseppe Fiorito, dirigente del partito Fratelli d’Italia a Rovereto, condividendo uno screenshot contenente il seguente messaggio: «È morto il criminale comunista Gino Strada. Onore a tutti i giovani di destra che lo affrontarono durante i cortei dove lui con una chiave inglese in mano gridava “Uccidere un fascista non è reato”».
Due ore dopo la pubblicazione, Fiorito rimuove il post. Troppo tardi, come testimoniano Il Dolomiti e lo screenshot di Open sotto riportato scattato poco prima della rimozione (qui il link del post cancellato).
Il riferimento alla chiave inglese e ai picchiatori porta alla memoria l’omicidio di un giovane studente di destra, Sergio Ramelli, ucciso a Milano nel 1975 da un gruppo di giovani armati di chiave inglese Hazet 36.
In quel periodo Gino Strada frequentava la facoltà di Medicina presso la Statale di Milano e faceva parte del Movimento Studentesco, un’organizzazione extraparlamentare di sinistra.
Che collegamento c’era tra il fondatore di Emergency e l’organizzazione con l’omicidio di Sergio Ramelli?
Nessuno, visto che le indagini condotte dal giudice Guido Salvini portarono all’individuazione dei colpevoli appartenenti al servizio d’ordine di un altro gruppo extraparlamentare di estrema sinistra, Avanguardia operaia.
(da Open)

argomento: Politica | Commenta »

« Previous Entries
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (343)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.587)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.532)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.804)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (36.964)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Gennaio 2026 (320)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (263)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Agosto 2021
    L M M G V S D
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    23242526272829
    3031  
    « Lug   Set »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • IL GARANTE DEI CAZZI SUOI. I MEMBRI DELL’AUTHORITY SULLA PRIVACY, INDAGATI PER CORRUZIONE E PECULATO, USAVANO L’AUTO DI SERVIZIO E LE CARTE AZIENDALI PER SCOPI PRIVATI: MESSE IN PIEGA, CENE CON GLI AMICI E FINO A 7MILA EURO IN MACELLERIA
    • VENDETTE, GELOSIA E SCATTI D’IRA “ANNA LUCIA È CAPACE DI TUTTO”
    • GIUSTIZIA PER NADA CELLA: A 29 ANNI DAL DELITTO, LA 57ENNE ANNA LUCIA CECERE, EX MAESTRA ELEMENTARE, È STATA CONDANNATA A 24 ANNI PER L’OMICIDIO DELLA SEGRETARIA DI CHIAVARI
    • L’AVANZATA INESORABILE DEL DRAGONE: LE AZIENDE CINESI SI STANNO ESPANDENDO A VALANGA IN OCCIDENTE
    • LA SOLUZIONE PER FERMARE LA FUGA DEI CERVELLI È SEMPLICE: AUMENTARE GLI STIPENDI. IL PRESIDENTE DI BANKITALIA, FABIO PANETTA, DÀ LA SVEGLIA AL GOVERNO: “UN LAUREATO IN GERMANIA GUADAGNA IN MEDIA L’80% IN PIÙ RISPETTO A UN COETANEO ITALIANO. I RAGAZZI EMIGRANO ANCHE PERCHÉ LA MERITOCRAZIA NON È PREMIATA”
    • PAGHIAMO SEMPRE DI PIU’: NONOSTANTE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI SOSTENGA CHE VA TUTTO BENE, MADAMA LA MARCHESA, L’ISTAT CERTIFICA CHE FARE LA SPESA COSTA IL 24% IN PIÙ RISPETTO AL 2021
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA