Agosto 9th, 2021 Riccardo Fucile
MARCO BELLA, PROFESSORE UNIVERSITARIO E DEPUTATO M5S
Marco Bella, professore universitario e deputato M5S, lei da inizio legislatura ha
partecipato a 9.065 votazioni su 9.066 totali. È un vero stacanovista.
Come fa a essere sempre presente? «In realtà, è tutta la squadra dei parlamentari del Movimento ad essere tra i più presenti in Aula. Se i cittadini ci hanno dato la loro fiducia la dobbiamo ripagare mostrando loro rispetto ed essendo al nostro posto il più possibile».
Da docente di chimica, applica quindi un rigore scientifico alla politica?
«In politica bisogna ascoltare e rispettare tutte le sensibilità. L’impegno di chi dirige un laboratorio di ricerca con tanti collaboratori e di chi ha l’enorme responsabilità di rappresentare i cittadini sono simili».
Mai nemmeno un’influenza, un imprevisto, un impegno inderogabile in famiglia?
«La mia unica assenza è stata a marzo 2020 quando, nel pieno della pandemia, la presenza in Aula era stata contingentata e, avendo un problema di salute, abbiamo deciso insieme ai colleghi che la mia presenza non era indispensabile».
Ci può raccontare un episodio in cui è riuscito a liberarsi pur di rifiondarsi a Montecitorio per votare?
«In realtà no, perché le sedute sono annunciate con largo anticipo. Chi vuole esserci sa quando la sua presenza in Aula è richiesta, come avviene per qualsiasi altro lavoratore».
Approvata la fiducia sulla riforma della Giustizia, e mentre prosegue la lotta contro la pandemia, il parlamento si concede ferie per tutto agosto. Le sembra giusto o si poteva evitare?
«Chiariamo che non ci sono ferie, semplicemente non ci sarà attività d’Aula, i parlamentari devono essere sempre disponibili e sono sempre al lavoro. Il 6 di settembre arriverà il decreto sul Green Pass, noi siamo al lavoro già ora da remoto per presentare degli emendamenti».
Il Movimento ha approvato nuove norme per le restituzioni. 1.500 euro per la restituzione alla collettività e mille per il Movimento. È in pari anche con il vecchio sistema che registrava molti morosi? E con quello nuovo?
«Ovviamente sì, perché era un altro degli impegni presi con i cittadini. Per le ben note vicende il sito della rendicontazione di Rousseau non è stato aggiornato e non è neppure più raggiungibile, ma sul nuovo sito del Movimento c’è l’elenco di tutti i versamenti dei parlamentari, come d’altronde prescrive la legge».
Con questo curriculum, le piacerebbe essere nella nuova squadra di un altro professore, Giuseppe Conte, per contribuire alla rifondazione del Movimento?
«La squadra non è composta solo da coloro che scendono in campo in prima persona, ma da tutta la vasta comunità che compone il M5S. Penso che chiunque delle migliaia di attivisti, consiglieri comunali sindaci, consiglieri regionali e parlamentari possa dare il proprio contributo ed essere coinvolto in molti modi».
Lei è romano. Sinceramente, è soddisfatto di quanto fatto da Virginia Raggi?
«Ho sostenuto Virginia fin dal primo momento. Da quando è diventata sindaca ha ricevuto ogni tipo di attacco, ha affrontato sfide difficilissime ma ne è uscita sempre a testa alta. Governa una città grande undici volte Milano, ha risanato il bilancio e ha messo mano a situazioni considerate impossibili. Sarebbe un peccato lasciare tutto proprio adesso. Lei non trova?».
(da agenzie)
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Agosto 9th, 2021 Riccardo Fucile
100.000 CAMIONISTI IN MENO A CAUSA DELLA BREXIT
Scaffali semivuoti, prodotti che scarseggiano: in alcune zone del Regno Unito la Brexit, la pandemia nonché l’alto numero di cittadini costretti a isolarsi perché entrati in contatto con un caso di Covid hanno avuto un impatto sulla catena logistica di distribuzione del cibo e altri generi di prima necessità tanto che per sbloccare la situazione l’esercito è pronto a entrare in azione.
Il problema è la mancanza di camionisti , 100mila in meno rispetto a tempi pre-Covid secondo i dati della Road Haulage Association (RHA), l’associazione per gli autotrasporti.
Stando alla stampa britannica si tratta prevalentemente di cittadini dell’Est Europa che con le restrizioni sugli spostamenti dovuti al virus e alla Brexit hanno optato per altri paesi.
Un portavoce di Downing Street ha confermato che l’intervento dell’esercito è tra le opzioni allo studio per far fronte alla situazione che, stando alle principali catene di supermercati del paese, è grave: «Riusciamo a malapena a tenere la testa fuori dall’acqua», ha spiegato Chris Hall, capo del settore logistico di Asda.
Sul fronte militare sarebbero duemila gli autisti del Royal Logistics Corps pronti a intervenire. Per accelerare l’operazione potrebbero essere inviati in varie zone del paese e alloggiare in alberghi e ostelli.
La pandemia ha bloccato gli esami per le patenti e per la RHA migliaia di futuri guidatori di tir sono in attesa delle prove per ottenere i documenti necessari a svolgere l’attività, ma non abbastanza per far fronte alla carenza. «Predisporre l’intervento dell’esercito è una soluzione a breve termine», ha sottolineato un portavoce dell’associazione. «Dobbiamo chiederci come attirare i guidatori che ci servono».
(da agenzie)
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Agosto 9th, 2021 Riccardo Fucile
BRUNI 36,3%, OCCHIUTO 35,8%… COALIZIONI: CENTROSINISTRA 38,4%, CENTRODESTRA 35,3%, ALTRE LISTE 26,3%
In vista delle elezioni regionali in Calabria, un sondaggio Winpoll fa emergere un
testa a testa tra i due candidati favoriti, Roberto Occhiuto (35,8%) del centrodestra e Amalia Bruni (36,3%) del centrosinistra. Con un leggero vantaggio di quest’ultima.
Il divario si allarga sulle intenzioni di voto per le coalizioni, con il centrosinistra al 38,4%, il centrodestra al 35,3 % e le altre liste al 26,3%.
Ricordiamo che le regionali di un anno fa videro prevalere Jole Santelli con il 55,3%, seguita da Pippo Callipo con il 30,1% e dal grillino Francesco Aiello con il 7,3%
(da agenzie)
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Agosto 9th, 2021 Riccardo Fucile
ECCO LA SITUAZIONE NEI VARI COMUNI CHIAMATI AL VOTO
Non sarà facile per il nuovo Movimento guidato da Giuseppe Conte affrontare le elezioni amministrative di ottobre. Perché solo da pochi giorni c’è un capo politico che può firmare per la presentazione delle liste. Ma soprattutto perché un tempo tutto il lavoro burocratico che c’è dietro le candidature lo faceva l’associazione Rousseau di Davide Casaleggio.
Non è più così, i 5 stelle si stanno attrezzando, ma i pasticci sono dietro l’angolo (e le comunarie, la pratica di formare le liste attraverso il voto online, abbandonate per sempre).
A Milano, ad esempio, sono molto in ritardo. Un po’ perché dei tre consiglieri comunali attuali non ne è rimasto dentro neanche uno.
Due sono andati via, l’altro – l’ex candidato sindaco Gianluca Corrado – nella guerra tra Grillo e l’ex premier si è messo con Casaleggio. E insomma, su di lui non si può molto contare.
L’ex viceministro Stefano Buffagni sta facendo di tutto per convincere il sindaco uscente Beppe Sala a fare un apparentamento anche al primo turno, ma non è semplicissimo. Così come non è semplice creare e certificare le liste in tempo per il 4 settembre.
Una candidata sindaca potenziale ci sarebbe, una donna manager, ma la speranza dei nuovi vertici M5S e di non dover tentare la scalata solitaria. Che rischierebbe percentuali a una cifra.
Situazione drammatica anche a Torino, dov’è fallito il tentativo di Chiara Appendino di costruire un’intesa con il Pd. E dove i 5 stelle, correndo con una candidata poco strutturata come Valentina Sganga, rischiano percentuali molto basse. E non solo in confronto al successo di cinque anni fa.
A Roma corrono veloci, ma divisi. Ci saranno infatti una lista del Movimento e una che fa capo alla sindaca Virginia Raggi, una delle tante cose che un tempo erano vietate e oggi, invece, che vuoi che sia.
Francesco Silvestri, il deputato che si occupa dei nomi e del lavoro preparatorio, pensa che in realtà possa essere un vantaggio per allargare il consenso (attraverso la lista Raggi). E ha lavorato in tempo sui nomi per poterli mandare già nei prossimi giorni alla commissione Antimafia, che con le nuove regole può fare un vaglio preventivo, invece che successivo al voto.
C’è però il piccolo problema del risultato: nonostante la grande fiducia di chi la circonda, sono in molti nella capitale a pensare – sondaggi alla mano – che per la sindaca sia ormai impossibile passare al primo turno.
“Le liste di Bologna sono pronte da mesi – dice Max Bugani – dobbiamo solo correre con i certificati delle fedine penali e i carichi pendenti, perché da Roma hanno dormito e adesso siamo in agosto con le persone in ferie”. Ce la faranno però, ne è sicuro. E sarà lui, che ha difeso l’accordo con Matteo Lepore, a essere ancora una volta il capolista.
Nonostante la lite prima con Luigi Di Maio, poi con Beppe Grillo, e nonostante sia stato a lungo dalla parte di Davide Casaleggio, Bugani ora è il referente di Conte sul territorio. E insomma, il suo ruolo alla fine non è cambiato.
L’accordo con il Pd è invece in pericolo a Rimini per via delle interferenze di due parlamentari, la deputata Giulia Sarti e il senatore Marco Croatti. Che hanno lanciato l’idea di appoggiare una fuoriuscita del Pd che vorrebbe correre contro il candidato dem, l’assessore uscente Jamil Sadegholvaad, fieramente iraniano-romagnolo.
Se davvero i 5 stelle tradissero il Pd per appoggiare l’ex vicesindaca Gloria Lisi, da poco cacciata dal primo cittadino uscente Andrea Gnassi, i dem non la prenderebbero bene. Neanche a livello nazionale. E quindi si sta tentando di far rientrare l’incidente.
A Napoli, messa al sicuro l’intesa con i dem con il nome dell’ex ministro dell’Università Gaetano Manfredi, resta il problema di creare liste appetibili. Che siano insomma votate, nonostante il candidato provenga dall’area del centrosinistra e non da quella dei cinquestelle.
Così è nata la pazza idea che Conte starebbe accarezzando in queste ore: l’idea di mettere l’ex premier come capolista, un modo per testare il suo consenso e per scaldare i muscoli in vista delle prossime politiche.
Anche questo un tempo nei 5 stelle non si poteva fare. Se correvi per una carica, che sia pure quella di capogruppo in consiglio comunale, poi dovevi ricoprirla. Ma appunto, sono regole del passato, quelle nuove (come quella sui mandati) sono ancora tutte da scrivere.
Verso un accordo con il Pd si va, oltre che a Napoli e Bologna, a Varese, Pordenone, Ravenna, Grosseto, Isernia, Ravenna.
Non ci sono invece notizie né di accordi né di liste – a rischio – a Savona e Novara.
A Salerno, il candidato sindaco è un deluchiano duro e puro e i 5 stelle hanno corteggiato a lungo l’area del Pd che poteva contrastarlo, perdendo.
Quanto ai comuni più piccoli, sopra i 15mila abitanti, ma non capoluoghi di provincia, sono 130. In trenta è probabile un accordo col Pd, tra cui Assisi, Sesto Fiorentino, Fasano, Melìto, Olbia, Città di castello, Treviglio.
Mentre è probabile che non ci saranno liste M5S, per i motivi più vari, a Domodossola, Rho, Cittadella, Merano, Cesenatico, Porto Empedocle, Misterbianco, Cassano d’Adda.
(da La Repubblica)
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Agosto 9th, 2021 Riccardo Fucile
LAMORGESE: “I TITOLARI DEI LOCALI NON POSSONO CHIEDERE DOCUMENTI, MA I CONTROLLI SPETTANO A LORO”… MA COME FAI A VERIFICARE SE IL GREEN PASS CORRISPONDE AL CLIENTE SE NON PUOI CHIEDERGLI I DOCUMENTI?
Venti milioni i Green pass scaricati negli ultimi tre giorni. Ad annunciarlo è il ministro
della Salute, Roberto Speranza, in un post sul suo profilo Facebook: “20 milioni di Green pass scaricati negli ultimi tre giorni. È un numero straordinario che – scrive il ministro – dimostra la sensibilità e la partecipazione dei cittadini del nostro Paese alla lotta contro il Covid”.
Parlando poi di vaccini Speranza ha prima ricordato che sono “la vera arma fondamentale per aprire una stagione diversa” e poi ha aggiunto: “Voglio ringraziare tutti gli italiani che in questi giorni stanno continuando a vaccinarsi e soprattutto i tanti che proprio in questi giorni stanno prenotando la loro prima dose”.
Mentre il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese rispondendo a Torino ai giornalisti sulla proteste dei ‘No Green pass’ ha spiegato che “il rispetto delle regole è importante”, non escludendo “controlli a campione nei locali insieme alla polizia amministrativa”, ribadendo, però, che saranno i titolari a dover provvedere, anche se “non potranno chiedere la carta d’identità ai clienti”.
Lamorgese ha quindi aggiunto che “non si può pensare che l’attività di controllo venga svolta dalle forze di polizia. Significherebbe distoglierle dal loro compito prioritario che è garantire la sicurezza. Al riguardo è in via di preparazione una circolare”.
(da agenzie)
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Agosto 9th, 2021 Riccardo Fucile
MA SI E’ ACCORTO CHE VANESSA FERRARI E’ ARRIVATA TERZA AGLI EUROPEI DANZANDO SULLE STESSE NOTE?
Provare a far ridere il proprio pubblico, nonostante di mestiere faccia il politico e non il comico social.
Farlo sbagliando tutto quel che si potrebbe sbagliare. Il tutto risponde a un nome ben noto, soprattutto parlando di “polemiche sterili”: Max Bastoni.
Per chi non lo conoscesse, si tratta di un consigliere della Lega al Comune di Milano che già in passato è salito agli onori della cronaca per alcune prese di posizioni su fatti completamente deconstestualizzati (come mantra del Carroccio).
E ora irride sui social l’atleta russa che ha danzato a Tokyo 2020 sulle note di “Bella Ciao”, conquistando “solamente” il quarto posto.
La prestazione di Arina Averina non le ha permesso di salire sul podio olimpico nella ginnastica ritmica. Ma un quarto posto ai Giochi è un evento da celebrare con gioia. Ovviamente, però, i commentatori da divano non colgono l’estasi che la sola partecipazione a una manifestazione come questa, e provano a “fare politica” anche su un bronzo sfiorato. Tra loro rientra certamente Max Bastoni.
“L’atleta russa, data per favorita, scegliendo esibirsi sulle note di Bella Ciao. Il risultato? Quarto posto”, ha scritto su Facebook il consigliere della Lega con le emoticon di chi sta piangendo per le risate..
Il tutto accompagnato da una “card social” con l’immagine dell’atleta russa e la scritta: “Bella Ciao porta sfiga”. Insomma, il pubblico di Colorado e di Zelig – per non parlare del vecchio Bagaglino – ha trovato una nuova figura di riferimento.
E mentre l’assessore leghista continua a ridere, ci sono alcuni appunti da fare.
Forse a causa delle lacrime per quella sagace battuta, Max Bastoni ha sbagliato il nome della ginnasta russa (si chiama Arina e non Irina).
Inoltre, il fiero patriota – fa parte dello stesso partito che schifava l’inno di Mameli e preferiva il “Va, pensiero”) – dimentica che con quel “Bella Ciao” la nostra Vanessa Ferrari ha vinto il bronzo agli ultimi campionati Europei di ginnastica artistica disputati a Basilea la scorsa primavera. In un giorno molto particolare: il 25 aprile
(da NextQuotidiano)
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Agosto 9th, 2021 Riccardo Fucile
SCONFITTA DAI SUOI STESSI ELETTORI SUL GREEN PASS, LA SEDICENTE PATRIOTA VIRA SUI MIGRANTI… QUELLI CHE ARRIVANO SONO SOTTOPOSTI A TAMPONI E QUARANTENA, A DIFFERENZA DI CERTE TESTE DA CAZZO ITALIANE CHE CONTAGIANO IL PROSSIMO
Sconfitta sul green pass che non solo è stato approvato ma che ha visto milioni di
italiani che è corsa a scaricarlo, a Giorgia Meloni non resta che tornare a parlare della inesistente invasione di clandestini, che in questa estate di ripresa non è assolutamente un’emergenza.
Ma tutta la retorica sta nel tentare di far passare il concetto (falso) che mentre gli italiani sono a casa per rispettare le norme anti-Covid arrivino turbe di migranti senza regole che portano le infezioni.
La verità è diversa: mentre c’è una minoranza irresponsabile politicamente protetta da Fdi che pensa di avere la libertà di contagiare il prossimo, i clandestini al loro arrivo vengono tamponati e vanno in quarantena.
Altro che blocco navale (illegale per le leggi internazionali), servirebbe un Tso per chi continua a diffondere il virus non rispettando le regole
(da agenzie)
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Agosto 9th, 2021 Riccardo Fucile
FALSI LASCIAPASSARE VENDUTI A 350 EURO
Prima l’offerta di acquisto di un falso Green Pass tramite i canali Telegram. Poi le minacce di denuncia alla polizia nei confronti di chi li aveva comprati. E adesso arriva la retata delle forze dell’ordine.
Con quattro indagati tra cui due minorenni. La Polizia di Stato sta eseguendo una vasta operazione, denominata ‘Fake Pass’, di contrasto al commercio online di falsi Green pass Covid-19.
Gli utenti – spiega un comunicato – venivano attratti con un messaggio di testo: «Ciao, ti spiego brevemente come funziona: attraverso i dati che ci fornisci (nome e cognome, residenza, codice fiscale e data di nascita) una dottoressa nostra collaboratrice compila un certificato vaccinale e (quindi sì, risulti realmente vaccinato per lo Stato) e da lì il Green pass».
Gli investigatori del Servizio Polizia postale e delle comunicazioni di Roma, Milano e Bari, con il coordinamento delle procure della Repubblica presso i tribunali di Roma, Milano e dei minorenni di Bari, stanno eseguendo perquisizioni e sequestri nei confronti degli amministratori di 32 canali Telegram responsabili della vendita di Green pass falsi.
Nei giorni scorsi in alcuni canali Telegram utenti anonimi avevano offerto agli avventori le Certificazioni Verdi Covid-19 tarocche in cambio di somme che variavano dai 150 ai 350 euro.
Alcuni di questi canali, come «Green Pass ITA» o «Green Pass Italia Acquisto», contavano migliaia di iscritti (oltre 17mila il primo e 35mila il secondo). Un messaggio iniziale spiegava ai nuovi entrati tutto quello che c’era da sapere per procurarsi un certificato falso: costi, metodi di pagamento, l’utente da contattare per avviare la pratica.
Alcuni sostenevano di appoggiarsi a un dottore o a una dottoressa di fiducia interni a qualche ospedale, che da quanto scritto sarebbero andati a creare i documenti contraffatti.
Successivamente però in molti si sono resi conto che si trattava di una truffa. In un gruppo denominato Greenpass fake truffa e recensioni 56 iscritti lamentavano di essere stati fregati dagli utenti MauroGP e VeronicaGP, che tramite diversi canali fingevano di vendere Green Pass contraffatti e funzionanti.
Come abbiamo raccontato su Open, uno dei due truffatori, MauroGP, di fronte alla creazione del gruppo e delle cattive recensioni ottenute, aveva deciso di minacciare pubblicamente i contestatori richiedendo a questi una somma pari a 350 euro, da pagare in Bitcoin, per cancellare e non diffondere online i loro documenti d’identità ricevuti per creare il falso ed inesistente Green Pass
L’operazione Fake Pass
Ciò nonostante, qualcuno ha ceduto e pagato in Bitcoin la somma richiesta dal truffatore che, vista l’onestà dimostrata, molto probabilmente non avrà cancellato i documenti ricevuti. Oggi però l’operazione di polizia mette nel mirino proprio gli amministratori dei canali Telegram. Ovvero proprio quelli che nel messaggio di minaccia agli altri utenti sostenevano di aver perfettamente nascosto la propria identità.
Intanto la Polizia ricorda che qualsiasi certificato green pass originale non può essere falsificato o manomesso «poiché ogni certificazione viene prodotta digitalmente con una chiave privata del ministero della Salute che ne assicura l’autenticità».
Ad ogni controllo l’app VerificaC19 legge la firma digitale e verifica che sia decifrabile con una delle chiavi pubbliche che ha scaricato dal database. Di conseguenza un Qr-Code generato con una certificazione non autentica non supererebbe la procedura di verifica.
(da agenzie)
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Agosto 9th, 2021 Riccardo Fucile
IN THAILANDIA IL GOVERNO PERMETTE L’IMMUNIZZAZIONE SOLO AI CITTADINI PIU’ FACOLTOSI
In Italia (e non solo) si è prima scesi in piazza contro le chiusure, poi contro il Green
Pass per scongiurare le chiusure ammiccando all’universo no vax.
Dall’altra parte del Mondo, invece, si scende in piazza per protestare contro l’impossibilità di accedere alla campagna di immunizzazione, perché il vaccino viene riservato solamente ai cittadini più facoltosi. È con questo spiriti che, nelle scorse ore, i sì vax Thailandia hanno invaso le strade delle varie città.
Non sono mancati gli scontri. Come si può vedere dalle immagini trasmesse dal Tg3, infatti, in diverse occasioni le forze dell’ordine e i manifestanti sono entrati in contatto tra di loro, con la polizia che ha effettuato numerose cariche di alleggerimento, ha allontanato la folla con gli idranti e sparato proiettili di gomma e gas lacrimogeno. Il tutto ha provocato tensioni ancora maggiori, con i sì vax Thailandia (molti dei quali sono studenti) che non sono indietreggiati.
La situazione pandemica nel Paese del Sud-Est asiatico si aggrava ogni giorno di più. Dalla metà del mese di giugno, infatti, i contagi sono cresciuti in maniera esponenziale, raggiungendo una media settimanale (negli ultimi sette giorni) di quasi 20mila nuovi casi quotidiani.
Il tutto mentre la campagna di immunizzazione procede lenta. Lentissima. Secondo gli ultimi dati, infatti, solamente il 6,1% dei cittadini ha completato il proprio ciclo vaccinale e il totale delle persone che hanno ricevuto almeno una dose è inferiore al 22%. Per rendere i numeri ancor più evidenti, fino a oggi sono state inoculate solamente 19,6 milioni di dosi rispetto a una popolazione che sfiora quota 70 milioni.
(da agenzie)
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