Agosto 9th, 2021 Riccardo Fucile
SEI CASI DI CONTAGI SU DIECI RIGUARDANO UNDER 35
Vanno al mare la mattina e per locali di sera. Tra aperitivi, cene e incontri. Violando la quarantena o addirittura con un test del tampone positivi al Coronavirus.
Il Messaggero racconta oggi che nel Salento in Puglia sono in rialzo i contagi tra gli under 35, che ad oggi rappresentano sei casi su dieci di positivi, tra cui moltissimi non vaccinati o che hanno ricevuto soltanto una dose.
E alcuni di questi continuano la vacanza come se nulla fosse. Tra le mete preferite c’è Gallipoli, dove nelle ultime 24 ore tre ristoranti hanno registrato una decina di contagiati tra i dipendenti. «Molti – dice al quotidiano Alberto Fedele, direttore del reparto prevenzione della Asl di Lecce – preferiscono nascondere la positività per non interrompere le vacanze».
«Altri, essendo paucisintomatici, non danno importanza ai sintomi e continuano a muoversi. Di questo passo i casi latenti possono essere molti di più di quelli che appaiono e purtroppo nelle località turistiche dell’Adriatico stiamo riscontrando scarso rispetto delle regole anti-Covid-19», aggiunge Fedele.
Ma il fenomeno non riguarda solo la Puglia. In un campeggio a Fondi, nei giorni scorsi, dopo la scoperta di più contagiati la Asl locale ha chiesto ai 550 ospiti di sottoporsi al test del tampone. Solo in 150 hanno accettato. Gli altri hanno preferito evitare il controllo per il rischio di rinunciare alle vacanze. In un liceo romano qualche tempo fa alcuni studenti erano stati mandati a scuola dai genitori nonostante i sintomi evidenti della malattia.
E anche alcuni adulti non vaccinati, come denunciato dai medici di base, per ottenere il Green Pass hanno dichiarato di aver avuto Covid-19 ma di non averlo detto. La Federazione Italiana dei Medici di Base ha segnalato almeno trecento casi nel solo Lazio.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Agosto 9th, 2021 Riccardo Fucile
L’ONU: “CODICE ROSSO, DANNI IRRIVERSIBILI”… “L’ERA DEL FOSSILE DEVE FINIRE”… GRETA THUNBERG: “NIENTE DI NUOVO, SAPEVAMO GIA’ TUTTO”
L’anidride carbonica è il principale motore del cambiamento climatico, anche se altri
gas serra e inquinanti atmosferici contribuiscono a influenzare il clima.
È quanto si legge nell’ultimo rapporto dell’Ipcc – il gruppo intergovernativo che fa capo alle Nazioni Unite che studia i cambiamenti climatici in corso nel mondo.
Il rapporto mostra come nel 2019, le concentrazioni atmosferiche di Co2 sono state le più alte degli ultimi 2 milioni di anni e quelle dei principali gas serra (metano e biossido di azoto) le più elevate degli ultimi 800.000 anni. Il rapporto evidenzia anche come le attività umane hanno ancora il potenziale per determinare il corso del clima futuro.
Per questo, evidenzia il rapporto, la riduzione delle emissioni di Co2 porterà effetti positivi sulla qualità dell’aria, osservabili su una scala temporale di alcuni anni. «Non c’è alcuna sorpresa all’interno del rapporto.
Conferma quello che sapevamo già da migliaia di studi precedenti», ha commentato Greta Thunberg. Il segretario dell’Onu, Antonio Guterres, presentando il rapporto, ha detto chiaramente che «l’era dell’energia fossile deve finire. Questi dati sono un codice rosso per l’umanità».
È chiara quindi l’estrema urgenza di interventi tempestivi nella riduzione delle emissioni. Per questo il rapporto presenta cinque possibili scenari sul relativo clima del futuro in contesti dove non c’è stata una sostanziale mitigazione delle emissioni di Co2.
Per tutti gli scenari presi in considerazione, la temperatura continua ad aumentare almeno fino alla metà del secolo. I livelli di riscaldamento globale di 1,5 e 2 gradi al di sopra dei livelli pre-industriali saranno superati entro la fine del 21esimo secolo a meno che nei prossimi decenni non si verifichino profonde riduzioni delle emissioni di Co2 e di altri gas serra.
Nello scenario con le emissioni di Co2 valutate più basse, cioè con una diminuzione delle emissioni globali di gas serra dal 2020 in poi e il raggiungimento di emissioni nette di Co2 pari a zero negli anni 2050, il riscaldamento globale durante questo secolo è estremamente probabile che possa rimanere al di sotto dei 2 gradi.
Negli scenari con elevate emissioni di Co2, si prevede che la capacità di assorbimento del carbonio da parte degli oceani e degli ecosistemi terrestri diventerà meno efficace nel rallentare il tasso di crescita della Co2 atmosferica.
Molte delle variazioni già osservate nel sistema climatico, fra cui aumento della frequenza e dell’intensità degli estremi di temperatura, ondate di calore, forti precipitazioni, siccità, perdita di ghiaccio marino artico, manto nevoso e permafrost, diventeranno più intense al crescere del riscaldamento globale.
Aree costiere
Gli scienziati che hanno stilato il rapporto prevedono un aumento del livello del mare per tutto 21esimo secolo. Un aumento che potrebbe portare a inondazioni più frequenti e all’erosione delle coste. Eventi estremi riferiti al livello del mare che prima si verificavano una volta ogni 100 anni, entro la fine di questo secolo potrebbero verificarsi ogni anno
Il riscaldamento globale
Per quanto riguarda le temperature, le nuove stime contenute nel rapporto evidenziano la possibilità di superare il livello di 1,5 gradi centigradi nei prossimi decenni. A meno che non ci siano riduzioni immediate, rapide e su larga scala delle emissioni di gas serra, limitare il riscaldamento a circa 1,5 o addirittura 2 gradi centigradi sarà un obiettivo fuori da ogni portata. «Questo rapporto è un riscontro oggettivo», ha detto la copresidente del Gruppo di Lavoro I dell’Ipcc, Valérie Masson-Delmotte. Con 1,5 di riscaldamento globale, ci si attende un incremento del numero di ondate di calore, stagioni calde più lunghe e stagioni fredde più brevi. Con un riscaldamento globale di 2 gradi, gli estremi di calore raggiungerebbero più spesso soglie di tolleranza critiche per l’agricoltura e la salute.
(da Open)
argomento: Politica | Commenta »
Agosto 8th, 2021 Riccardo Fucile
CENTRO-SUD IN FIAMME… IL GOVERNO DISPONE LA MOBILITAZIONE NAZIONALE DELLA PROTEZIONE CIVILE… LA MANO DELLA CRIMINALITA’
In Italia è emergenza incendi legata a un’altra emergenza, quella climatica. Ora anche il nostro Paese, come la Grecia e la Turchia in Europa, la California e Bolivia nel continente americano e mezza Africa centro-meridionale, è alle prese con fiamme devastanti. In particolare il Centro-Sud.
Inoltre le alte temperature e i venti forti rendono complicato il lavoro di chi deve spegnere i roghi.
A preoccupare in particolare è la Calabria tanto che il premier Mario Draghi, come aveva già fatto per la Sicilia, ha firmato il Decreto del presidente del Consiglio che dispone la mobilitazione nazionale del sistema di protezione Civile: nelle prossime ore, coordinati dal Dipartimento, arriveranno in zona volontari e mezzi delle colonne mobili provenienti dalle altre regioni.
Il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, in vista dell’ondata di calore che avvolgerà l’Italia nei prossimi giorni, quando si prevede la settimana più calda dell’estate, è costretto a diffondere un appello: “Abbiamo alle spalle giornate impegnative e drammatiche sul fronte della lotta agli incendi – dice – le temperature che ci attendono nei prossimi giorni ci impongono la massima attenzione” e per questo “è fondamentale evitare ogni comportamento che possa generare incendi e segnalare tempestivamente anche roghi di piccola entità”.
Il picco massimo di calore lo si avrà martedì 10 e mercoledì 11 agosto con punte, nelle località interne della Sicilia e della Sardegna, fino ai 45 gradi.
Il Dipartimento della Protezione Civile, insieme a tutto il servizio Nazionale e la flotta di Stato è al lavoro per contenere i roghi con squadre a terra e canadair, in particolare in Calabria dove nei giorni scorsi hanno perso la vita due persone.
In provincia di Reggio Calabria, in particolare, la situazione continua a essere preoccupante. Il fronte del fuoco su San Luca, nella Locride, avanza ed è molto vicino alle Foreste Vetuste nel Parco Nazionale dell’Aspromonte, da poco inserite nel patrimonio Unesco.
“Servono urgentemente mezzi aerei ed i migliori operatori da terra, la situazione è veramente difficile”, scrive su Facebook Leo Autelitano, presidente del parco dell’Aspromonte (Epna), mentre si trova vicino al luogo delle fiamme. È in corso una mobilitazione massiccia di uomini e mezzi, con tantissimi volontari. È stato chiesto anche il supporto dell’esercito per salvare le Foreste vetuste. Situazione critica pure nell’area Grecanica. Oggi è tornato a bruciare anche il Vesuvio e molte famiglie hanno dovuto abbandonare le loro case.
E se il capo della Protezione civile Curcio oggi si è limitato a chiedere ai cittadini di osservare comportamenti corretti per evitare di innescare incendi, il vescovo di Cefalù, monsignor Giuseppe Marciante, parla in modo molto più diretto: “Chi si macchia di tale reato si pone fuori dalla comunione della Chiesa in quanto ha commesso un crimine contro il Creatore mettendo a rischio la vita delle persone e la distruzione del bene ambientale prezioso per la sopravvivenza di tutte le sue creature”. E poi ancora: “Purtroppo i tristi episodi dei funesti incendi, ad opera di mani criminali, di questi giorni caldi di agosto – continua – mi spingono a pensare che ci troviamo di fronte a un pianificato disegno di desertificazione della nostra terra a vantaggio di sporchi interessi economici verso destinatari che per il nostro colpevole silenzio resteranno anonimi”.
Un ruolo decisivo lo hanno proprio le Regioni e questo il capo della Protezione Civile lo ha ricordato più volte, l’ultima una settimana fa quando era la Sicilia a bruciare: “Le responsabilità nell’ambito di ciò che si fa contro gli incendi boschivi sono chiare. Le norme prevedono che la lotta attiva sia di competenza delle Regioni. E lotta attiva non è solo spegnimento, ma anche sorveglianza, avvistamento”. In particolare, per quanto riguarda la prevenzione, le amministrazioni avrebbero dovuto rafforzare le attività di ricognizione, sorveglianza, avvistamento e allarme mentre per quanto riguarda la pianificazione è fondamentale avere piani aggiornati. Ma molte di queste indicazioni sono rimaste lettera morta.
Gli incendi per autocombustione, ha detto qualche giorno fa il capo dei Vigili del Fuoco Guido Parisi, “sono molto rari: a scatenare le fiamme sono purtroppo l’incuria nella quale versano le aree boschive, i comportamenti dei cittadini che lasciano rifiuti senza curarsi delle conseguenze, la scarsità di manutenzione”. E ovviamente le mani degli incendiari, come dimostrano gli inneschi trovati sia in Sardegna sia in Sicilia.
(da Huffingtonpost)
argomento: Politica | Commenta »
Agosto 8th, 2021 Riccardo Fucile
L’ACCOUNT FAKE E IRONICO COLPISCE ANCORA E GLI SCETTICI DEL GREEN PASS CI CASCANO COME PIRLA
Cosa non farebbe un “no green pass” pur di non doversi piegare al presunto
complotto che – nelle loro idee – limita le libertà personali e ricalca le persecuzioni degli ebrei nella Germania nazista.
Adesso sono addirittura arrivati a chiedere asilo al Comune di Bugliano, un luogo inesistente nato da una pagina satirica online che finge di rappresentare ordinanze e punti di vista di un fantomatico “sindaco” eccentrico.
L’ultimo amo al quale i complottisti sono abboccati è quello di una falsa autocertificazione che – secondo quanto si legge sul documento “ufficiale” del fittizio comune toscano – “serve per poter usufruire dei servizi degli esercizi commerciali nel solo territorio comunale di Bugliano in alternativa al Green Pass”.
Naturalmente un provvedimento del genere sarebbe illegittimo su suolo Italiano, eppure c’è chi ci casca.
“Libero di scegliere una via alternativa al siero. Lodevole iniziativa di questo comune toscano, che spero sia d’esempio per gli altri comuni italiani. Forse le proteste iniziano ad avere effetto”, è il messaggio di un “no-green pass” pronto a trasferirsi zaino in spalla in una terra inesistente.
Convinto, inoltre, che le proteste portate avanti dai suoi sodali di attivismo abbiano inciso nella vicenda. Comica, tra l’altro, la dichiarazione che il fantomatico cittadino buglianese dovrebbe compilare: “Dichiaro di avere fatto una vaccinazione (anche omeopatica) contro il virus Covid19 o di avere intenzione di farne una il prima possibile e di non avere il Covid19”.
Termini inventati o dichiarazioni d’intenti al limite del grottesco che non destano nessun sospetto però negli scettici della pandemia.
Il comune di Bugliano non è nuovo a scherzi simili: lo scorso 25 dicembre a cascarci era stato l’avvocato Edoardo Polacco, che aveva creduto alla bufala dei “controlli nelle case” nella notte di Natale per evitare gli assembramenti. Allora chiese addirittura la destituzione dell’inesistente sindaco.
(da NextQuotidiano)
argomento: Politica | Commenta »
Agosto 8th, 2021 Riccardo Fucile
SUL SITO SCRIVEVA: “INGRESSO NEL RISPETTO DELLE NORME ANTICOVID”… A GESTIRE LA SICUREZZA UNA SOLA PERSONA
Una serata in discoteca all’insegna della “normalità”, come quelle dell’era pre Covid. Oltre mille ragazzi hanno ballato per tutta la notte in un locale di Rimini, l’Ecu, in violazione di ogni normativa contro la pandemia.
Per questo, e per altre irregolarità, la Polizia locale ha disposto la chiusura immediata. A gestire la sicurezza un solo addetto per far fronte a centinaia di giovani e giovanissimi che ballavano accalcati.
Durante i controlli sono state sequestrate anche alcune dosi di hashish, marijuana e cocaina. Alcuni dei ragazzi sono stati trovati ancora sotto effetto di stupefacenti, in particolare ecstasy e Lsd. La serata era pubblicizzata sul sito del locale. Si specificava: «Ingresso limitato e solo su prenotazione nel pieno rispetto delle normative anti Covid-19. Posti limitati a mille persone».
Chiuse altre due discoteche in Riviera
Non solo la Ecu. Altre due discoteche della Riviera sono state sottoposte a chiusura immediata. Una di queste, spiegano le autorità ad Ansa, era classificata come “recidiva”: si tratta della discoteca Musica.
Nonostante già lo scorso sabato avessero organizzato una serata contravvenendo a tutte le norme per il contenimento del contagio, all’interno del locale si stava svolgendo una nuova serata di ballo.
L’altro locale in questione è il Bikini. I militari sono intervenuti nel locale intorno alle quattro di notte: i vicini si erano lamentati per la musica ad alto volume ed era in corso un litigio tra due fidanzati. Lite che si è conclusa con ferite anche per un militare e per un turista veronese che era intervenuto in soccorso della ragazza, anch’essa poi lanciatasi contro i carabinieri. Denunciata lei per resistenza e oltraggio, arrestato lui per lesioni. Il turista veronese ha subito un trauma cranico con 21 giorni di prognosi.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Agosto 8th, 2021 Riccardo Fucile
NEL SENTIRE LA MARSIGLIESE CI SI CHIEDE SE NON CI POTEVA ESSERE L’INNO DI MAMELI
La cerimonia di chiusura di Tokyo 2020 e il passaggio di testimone a Parigi, città
ospitante dei giochi olimpici nel 2024, è stata ricca di emozioni.
Ed è stata la parola fine a un’estate di sport, cominciata con gli Europei di calcio, dopo il lungo stop che il Covid aveva inflitto al 2020.
Per gli italiani si tratta di un’estate da incorniciare, con un entusiasmo che unisce quasi tutti. Dopo la vittoria un po’ inaspettata dei ragazzi di Roberto Mancini, a Tokyo gli atleti azzurri hanno infatti scritto alcune pagine di storia sportiva. Basti citare l’oro di Marcell Jacobs nei 100 metri dopo il dominio dell’uomo più veloce del mondo, Usain Bolt. E la vittoria nella staffetta 4X100. Oltre alla posizione nel medagliere di tutto rispetto.
Insomma, è stata un’estate che più azzurra non si può. Con imprese che hanno addolcito la stanchezza e la paura per la pandemia. Ma proprio davanti alla cerimonia di chiusura, con la fiaccola olimpica che a poco a poco ha perso vigore per poi spegnersi, sorge un rammarico. Il rammarico che nell’ultimo giorno dei Giochi poteva esserci per l’Italia l’ultima grande ciliegina sulla torta.
Ciliegina che invece vola dritto verso Parigi. E nel sentire la Marsigliese, nel vedere la festa davanti alla Tour Eiffel, il presidente Macron sorridere come non mai e gli aerei sorvolare la Ville Lumière spargendo nel cielo il tricolore blu bianco e rosso della Francia ci si chiede se al loro posto non ci poteva essere l’Inno di Mameli, il Colosseo, Mario Draghi e le frecce tricolori. Per dirla chiara: Roma 2024.
Un sogno che in molti hanno cullato, in primis il presidente del Coni Giovanni Malagò, ma che è stato negato ancora prima della corsa finale dal sindaco allora appena eletto nella Capitale, cinque anni fa.
Per Virginia Raggi, nel momento in cui il Movimento 5 stelle di lotta cominciava a prendersi alcuni comuni importanti, dare l’ok alla candidatura di Roma per i Giochi sarebbe stato “da irresponsabili”. “Olimpiadi del mattone”, si arrivò a dire.
Oggi invece sembra solo una grande occasione persa per un paese desideroso di tradurre le prodezze sportive in ripresa dell’intero sistema. Occasione persa per una città che di certo, alla vigilia delle elezioni, non è certo rinata ma è ancora afflitta da tanti, troppi problemi.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Agosto 8th, 2021 Riccardo Fucile
OBIETTIVO CAPITALIZZARE PARIS 2024 IN VITA DELLE PRESIDENZIALI
Una volta calato il sipario sui Giochi di Tokyo, comincia il conto alla rovescia per l’accensione del braciere olimpico di Parigi, prevista nel 2024.
Nell’attesa, in Francia è già cominciata il duello tra il presidente Emmanuel Macron e la sindaca della città, la socialista Anne Hidalgo, su chi riuscirà a capitalizzare al meglio un simile evento sportivo in vista delle presidenziali.
Nessuno dei due ha ancora ufficializzato la candidatura per la corsa all’Eliseo del prossimo anno, ma ormai gli annunci ufficiali sembrano essere solo una questione di tempo.
Macron e Hidalgo vogliono sfruttare al massimo le Olimpiadi del 2024 per migliorare la loro immagine. Al via, quindi, la competizione per accaparrarsi il posto più visibile nella vetrina internazionale dei Giochi.
Il presidente si è recato in Giappone in occasione dell’apertura dell’evento, mentre la sindaca ha partecipato oggi alla cerimonia di chiusura, durante la quale ha ricevuto la bandiera olimpica, mentre a place du Trocadéro si teneva una cerimonia con gli atleti francesi che hanno partecipato a quest’ultima edizione e la pattuglia acrobatica dell’aeronautica che sfrecciava in cielo sullo sfondo della Torre Eiffel.
Un passaggio di testimone in pompa magna, che dà ufficialmente il via alla corsa verso la prossima Olimpiade. Intanto, Macron e Hidalgo continuano a sgomitare per rimanere in prima linea.
Un duello fatto di strette di mano, selfie e incontri ufficiali, ma anche di annunci, come quello di Macron sulla cerimonia di apertura del 2024, che si terrà sulle “sponde della Senna”. In questa battaglia si ritrovano in nuce gli orientamenti politici dei due rivali. Macron e Hidalgo promettono un’iniziativa destinata a lasciare una “eredità” a Parigi e a tutta la Francia, in un’ottica economica e sociale.
Il presidente conferma la sua impostazione liberale ponendo l’accento sulla creazione di nuovi posti di lavoro grazie alle infrastrutture in cantiere, soprattutto nel dipartimento della Seine-Saint-Denis, a nord di Parigi, considerato come il più povero di Francia.
Nel territorio, dove già è stata installata la sede del Comitato organizzativo, si terranno più di un quarto delle competizioni (80 su 329). Le promesse, però, vanno di pari passo con le prime difficoltà riscontrate dall’organizzazione francese.
Le future linee 16 e 17 della metropolitana, destinata a collegare alcuni siti olimpici, non saranno pronte per il 2024. Ad annunciarlo nei giorni scorsi la società del Grand Paris, che gestisce un progetto destinato a trasformare la rete dei trasporti pubblici nella regione parigina entro il 2030 nell’ambito di un ampio piano di sviluppo economico e sociale del territorio.
Le Olimpiadi erano state presentate proprio come l’occasione perfetta per dare un colpo di acceleratore al cantiere, che a questo punto non riuscirà a soddisfare tutte le aspettative.
Un ritardo “inaccettabile” per la sindaca, che dal canto suo ha promesso dei Giochi “sobri” ed “ecoreponsabili”, in perfetta linea con la sua politica verde. Ma anche su questo piano non sono mancati i problemi. Associazioni e collettivi locali della Seine-Saint-Denis hanno contestato alcuni progetti infrastrutturali, definendoli dannosi a causa del loro impatto sulla biodiversità locale.
Ma le ambizioni ambientaliste della sindaca socialista si sono dovute scontrare anche con il ritiro del gruppo petrolifero TotalEnergies dal gruppo dei partner dell’evento. Troppi i dubbi della prima cittadina, che non voleva sporcare l’immagine di un evento annunciato come “esemplare” per la difesa del clima affiancandosi ad un’azienda che ancora fa un ampio uso di energie fossili.
Così, nel 2019, il marchio del colosso petrolifero è stato cancellato dalla lista dei sostenitori delle prossime Olimpiadi dal presidente Patrick Pouyanné, stanco di dover convincere la Hidalgo della buona fede del suo gruppo.
Una decisione che ha tolto al bilancio dell’evento 120 milioni di euro, in un budget complessivo di 3,9 miliardi, e che ha mandato su tutte le furie Macron, secondo il quale tutti i finanziatori sono i “benvenuti”. Il capo dello Stato ha attaccato la sindaca senza fare il suo nome, ricordando però che “è più facile scartare dei finanziamenti privati dando lezioni di morale che trovarli”.
Visioni contrapposte che emergeranno prepotentemente durante la prossima campagna elettorale, una volta che le rispettive candidature saranno ufficializzate.
(da Huffingtonpost)
argomento: Politica | Commenta »
Agosto 8th, 2021 Riccardo Fucile
NEL MEDAGLIERE L’ITALIA E’ DECIMA PER ORI VINTI, SETTIMA NEL TOTALE DELLE MEDAGLIE
Tokyo 2020 chiude i battenti. Nel medagliere trionfano gli Usa con 113 in totale, di
cui 39 ori, 41 argenti e 33 bronzi. Anche a Rio 2016 gli Usa furono primi, facendo però meglio, con 121 medaglie in totale e 46 ori.
Grande incremento totale della Cina, con 18 medaglie in più, mentre di una in meno è migliorato il Giappone che però ha notevolmente incrementato, con +15, il bottino degli ori.
Diciassette medaglie in più le ha conquistate anche l’Australia, con un incremento di 9 ori rispetto al 2016. 71 sono invece i podi del Comitato olimpico russo, presente senza inno e bandiera.
L’Italia registra il suo primato con 40 medaglie, piazzandosi decima se il parametro è quello degli ori vinti, mentre diventa settima se è quello del totale delle medaglie.
A Rio, l’Italia Team fu nono vincendo due ori in meno, quindi 8, e il totale fu di 28. Quindi in Giappone l’incremento è stato di 12 medaglie, ovvero del 43%.
Tutto ciò vuol dire anche che a Tokyo quella azzurra è stata la prima squadra dei confini europei per numero di medaglie vinte. A Rio era stata quarta
E a proposito dell’edizione del 2016, notevole il risultato in Giappone del Brasile, dove migliora di una posizione, 12/o anziché 13/o, rispetto all’Olimpiade di casa, raggiungendo il suo massimo storico di medaglie: 21. Segno che aver ospitato i Giochi ha giovato al suo intero movimento sportivo.
Sono state 93 le nazioni andate in medaglia, fra le quali per la prima volta San Marino (un argento e due bronzi). A Rio i paesi andati almeno una volta sul podio erano stati 87, a Londra 85 e a Pechino 86.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Agosto 8th, 2021 Riccardo Fucile
IL DIRETTORE FA NOTARE LE INCONGRUENZE DEL LEGHISTA
Dalle colonne di Libero, giornale di cui è diventato direttore dallo scorso 17 maggio, Alessandro Sallusti si scaglia contro il leghista Claudio Borghi.
“Così come l’orologio rotto due volte al giorno segna l’ora esatta – scrive il giornalista – anche Claudio Borghi, onorevole leghista noto prima per voler abolire l’euro, poi i vaccini e domani chissà (un genio, non c’è che dire, nel senso che ha capito come funziona la comunicazione, cioè che più spari cavolate più probabilità hai che qualcuno si accorga della tua esistenza) ieri l’ha detta giusta”.
Il riferimento è a una frase di ieri del deputato ed economista del Carroccio: “Se a settembre ci saranno meno contagi diranno che il Green pass funziona, se saranno di più che ci vorrà più Green pass”.
Secondo Sallusti, il sottotesto di Borghi è che la misura del certificato verde sia “una truffa per convincere la gente a vaccinarsi”. L’ex direttore de Il Giornale prende atto però del fatto che il pass sia “non giusto né sbagliato, ma semplicemente inevitabile” per non soccombere al virus.
“Questa per il Borghi è una inaccettabile limitazione delle sue libertà tra le quali quella di non dover rendere conto a nessuno del suo stato di salute e delle sue generalità”.
Fa però poi notare alcune incongruenze nel ragionamento del leghista: “In quanto alle generalità, sono certo che il portafogli del Borghi sia già ora colmo di Green pass da esibire in base all’occorrenza a signori sconosciuti e senza i quali non può accedere ad alcune libertà: alla Camera lo fanno entrare solo con l’apposita card, quando (purtroppo) va in Rai, a Mediaset o a La7 deve lasciare il documento alla reception”.
E sulla privacy “il Borghi l’ha già regalata ad Amazon, Facebook e chissà quante diavolerie simili”.
I lettori di Libero sotto shock
Un attacco vissuto con stupore dai lettori di Libero: “Non vi si distingue più da Repubblica o dal Fatto quotidiano” e “Anche Sallusti prende i soldi di Big Pharma”, alcuni dei commenti più accesi.
Già nell’ottobre del 2018 Sallusti, in un editoriale sul Giornale, aveva attaccato Borghi, definendolo “un idiota o un terrorista”.
In quel periodo di tensione con l’Unione europea sulla legge di bilancio, il leghista affermava che l’Italia avrebbe dovuto “iniziare a stampare moneta”.
“Il giochino di Borghi – scrisse Sallusti – ci è costato seicento milioni di solo spread su base annua. Non è la prima volta che accade: ogni volta che il Borghi parla, i nostri soldi svaniscono perché Borghi non è un onorevole, ma un bancomat alla rovescia, lui gli euro non li distribuisce, li distrugge”.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »