Agosto 1st, 2021 Riccardo Fucile
LA BBC SI INCHINA: “DUE ORI STORICI DOPO LA VITTORIA AGLI EUROPEI DI CALCIO E QUELLA DEI MANESKIN ALL’EUROVISION”… DA L’EQUIPE A MARCA, DALLA CNN AD ABC
La giornata da leggenda dell’atletica italiana, con due ori conquistati a Tokyo nel giro di pochi minuti da “Jimbo” Tamberi e Marcell Jacobs, trova comprensibilmente ampio spazio anche sui media stranieri.
Il sito web dell’Equipe, quotidiano sportivo francese, titolo “Jacobs, la dolce vita”, citando il celebre film di Federico Fellini, noto in tutto il mondo, che aveva per protagonista Marcello Mastroianni in onore del nuovo re della velocità.
Dal canto suo lo spagnolo ‘Marca’ dice “Alla fine è l’anno dell’Italia: Jacobs oro nei 100 metri”, con una foto che mostra tutta l’esultanza dello sprinter azzurro e ricordando nel sommario che un europeo non vinceva ai Giochi questa gara dal 1980, a Mosca, quando il britannico Allan Wells approfittò comunque del boicottaggio americano per centrare quel risultato.
Insomma, anche gli altri Paesi, pure quelli più mossi da amor patrio, attraverso i loro media si “inchinano” all’Italia e al suo 2021 “da incorniciare”.
“Due ori storici nell’atletica leggera alle Olimpiadi dopo la vittoria agli Europei di calcio contro l’Inghilterra e quella dei Maneskin all’Eurovision: “l’Italia ha fatto davvero centro” è il commento a caldo con cui la Bbc esalta i trionfi senza precedenti nell’atletica. Un commento che restituisce valore al fair play dopo le polemiche seguite alla finale di Wembley, per quanto il medagliere olimpico veda tuttora il Regno Unito (10 ori) davanti all’Italia o a ogni altro Paese dell’Europa occidentale.
E poi ancora la tv di Stato britannica parla di “oro shock” riferendosi al trionfo di Jacobs, esaltando in un altro articolo on line la decisione di Gian Marco Tamberi e del qatariota Mutaz Essa Barshim di condividere l’oro olimpico, in un momento indimenticabile per entrambi dopo varie vicissitudini dal punto di vista fisico.
Anche il sito della CNN parla di “Shock win for Italy” nei 100 metri, mentre al quarto d’ora più bello nella storia dello sport italiano è dedicata anche l’apertura del sito ABC con una splendida foto dell’abbraccio fra Tamberi e Jacobs che urlano al mondo tutta la loro gioia.
Una gioia e un orgoglio che sono quelli di un Paese che nello sport sta cercando di trovare la spinta per rialzare la testa dopo un periodo drammatico e di grande crisi. E che ora aspetta con trepidazione le prime pagine dei giornali di lunedì, non solo nella Penisola, per poi emozionarsi nel sentire le note dell’inno di Mameli al momento della cerimonia di premiazione.
(da La Repubblica)
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Agosto 1st, 2021 Riccardo Fucile
“RICORDA IL GIORNO IN CUI HO DECISO DI PROVARCI”
Sulla pista del National Stadium di Tokyo ad un tratto è spuntato un gesso. 
Proprio nei momenti decisivi della finale del salto in alto, con Gianmarco Tamberi e il qatariota Barshim a giocarsi la medaglia d’oro che si sarebbero spartiti qualche istante più tardi. Quel gesso è il simbolo del trionfo di Gimbo.
Un monumento alla resilienza, al sudore, al sacrificio di un’atleta che cinque anni fa si infortunava ad un mese dai Giochi Olimpici di Rio e oggi trionfa nella sua gara. Il lieto fine di una favola cominciata da un evento nefasto, per questo ancora più speciale da assaporare.
Tamberi abbraccia l’amico rivale Barshim, con cui si è diviso la medaglia d’oro, poi comincia a saltare incredulo sulla pista del National Stadium, prima di crollare a terra commosso e incredulo. A pochi passi da lui c’è quel gesso, che poi abbraccia e porta in trionfo. “Per me significa tutto – racconterà qualche istante più tardi ai microfoni Rai – Per me significa tutto. Mi ricorda il giorno in cui ho deciso di provarci”.
Un giorno di luglio 2016. Mancano poche settimane alle Olimpiadi di Rio de Janeiro, Tamberi è in forma, proprio come oggi, e sta superando se stesso. Salta a 2.39, poi tenta di superare i 2.41 ma si fa male nel tentativo. La diagnosi è impietosa: lesione al legamento della caviglia sinistra e stop forzato di quattro mesi. Addio ai Giochi, quelli a cui sarebbe arrivato tra i favoriti nella sua disciplina.
“Ho passato una settimana nel letto a piangere – ha ricordato pochi minuti dopo aver vinto l’oro a Tokyo -. Per giorni ho pensato di aver perso tutto quello per cui avevo lavorato, tutti i miei sogni”.
Da quello stesso letto di ospedale, in qualche modo, Gimbo trova la forza interiore per ripartire e costruire la sua rivincita. “Ero in ospedale il giorno in cui ho deciso di provarci – ricorda –. Ho scritto Tokyo 2020 sul gesso e già sapevo che vincere sarebbe stato qualcosa di incredibile”.
E così è stato. Tamberi ha conservato gelosamente il gesso dell’infortunio per cinque anni, la più forte delle motivazioni per ripartire nel viaggio verso il suo sogno olimpico. E sono arrivati insieme a destinazione, lì dove hanno trovato un nuovo compagno di viaggio. La medaglia d’oro.
(da Fanpage)
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Agosto 1st, 2021 Riccardo Fucile
NESSUN ITALIANO ERA MAI ARRIVATO ALLA FINALE OLIMPICA DEI 100 METRI, JACOBS L’HA VINTA: E’ ITALIANO L’UOMO PIU’ VELOCE DEL PIANETA
Marcell Jacobs è medaglia d’oro alle Olimpiadi di Tokyo nei 100 metri piani e se per noi è difficile anche solo scriverlo, per il 26enne nato ad El Paso ma “italiano in ogni cellula del suo corpo” l’incredulità è il primo comprensibile sentimento. Il velocista azzurro è esploso a livelli siderali nell’occasione più importante della sua vita, quella che da solo consegna una carriera alla leggenda sportiva.
L’abbraccio dopo l’arrivo con Tamberi – a sua volta medaglia d’oro nel salto in alto in una giornata che nessuno in Italia mai dimenticherà – è la fotografia di un battito unico dello sport italiano. Non è un caso che tra le prime dichiarazioni di Jacobs ci sia proprio il riferimento al saltatore marchigiano, che aveva esultato poco prima di lui: “Gimbo ha saltato e mi ha emozionato, mi ha gasato tantissimo e mi sono detto: perchè non posso vincere anche io?”.
Una mentalità pazzesca, che si è vista fin dall’uscita dai blocchi dove l’azzurro è stato tra i migliori: poi nel lanciato ha sprigionato frequenza ed ampiezza delle sue falcate, mettendo luce tra sé e gli avversari. “Ho corso al mille per cento, mi sentivo meglio che in semifinale, sono partito a razzo e ho corso bene – ha spiegato Jacobs nel dopo gara – Ci metterò una settimana a metabolizzare quello che ho fatto, questa vittoria è il mio sogno da quando sono bambino. Già arrivare in finale era eccezionale”.
Jacobs e Bolt nella stessa frase, anche qua sembra tutto così lontano dalle nostre umane vicende ed invece è assolutamente vero: “Io come Bolt, non sembra reale ma lo è. Forse stanotte guardando il soffitto senza riuscire a prendere sonno capirò cosa ho fatto…”. Noi intanto ci rivediamo la gara. Ed ancora, ancora, ancora…
(da Fanpage)
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Agosto 1st, 2021 Riccardo Fucile
LA FAMIGLIA “CHIEDE RISPETTO E SILENZIO, BASTA STRUMENTALIZZARLO”
Il “martirio” di De Donno. Il complotto sulla morte di De Donno. La voglia – in
manifestazioni e post su Facebook – di volerlo innalzare a vero e proprio simbolo di una certa narrazione portata avanti da no-vax, da persone contrarie al Green pass, da coloro che hanno parlato – in questi mesi – di “dittatura sanitaria”.
Tutte cose che, stando alle parole della famiglia dell’ex primario mantovano che si è tolto la vita nella scorsa settimana, non erano affatto gradite e desiderate.
Una cugina in rappresentanza della famiglia di De Donno – che nel 2020 ha avuto molta visibilità mediatica per la sua proposta di cure del Covid-19 con il plasma iperimmune – ha scritto un post su Facebook in cui ha messo in evidenza come tutto ciò che si legge e si scrive sul web non sia assolutamente in linea con i desiderata del medico.
Silvia Talarico, una cugina di Giuseppe De Donno, ha voluto esternare pubblicamente il proprio disappunto e quello dell’intera famiglia del medico mantovano per quanto si sta verificando in questi giorni, dopo la notizia del suicidio dello stesso De Donno.
Il titolo del post è eloquente: il silenzio è la migliore cura. Anche i tag scelti sono significativi: ci sono la moglie Laura e la figlia Martina, ad esempio, oltre ad altri componenti della ristretta cerchia familiare del dottore. L’attacco è diretto a tutti coloro che hanno strumentalizzato la morte di De Donno:
«Chi lo conosce – si legge nel post – realmente sa che nulla di ciò che in questi tristi giorni stiamo leggendo su web, social, quotidiani e striscioni appesi per la città lo rappresentano. In questo drammatico momento il silenzio sarebbe la forma più grande di rispetto e di amore per lui e tutti i suoi cari. Vi ringraziamo per tutto l’amore che viene dimostrato, ma ci sono situazioni private che non possono e non devono essere strumentalizzate».
Basta, dunque, con le bufale sui social e le teorie del complotto relative alla morte di De Donno. Chi vorrebbe innalzarlo a simbolo, praticamente, non sa cosa sia il rispetto.
(da agenzie)
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Agosto 1st, 2021 Riccardo Fucile
LA TRAPPOLA IDEATA DA DUE YOUTUBERS, GIA’ NOTI PER AVER SPUTTANATO LA GIORNALISTA SOVRANISTA HOPKINS
Il fratello maggiore dell’ex leader laburista Jeremy Corbyn, Piers Corbyn, è stato immortalato mentre accettava e intascava una tangente di 10.000 sterline per escludere il vaccino anti Covid19 Vaxzevria dalla sua campagna No Vax.
Una trappola perfetta ideata da due Youtubers, il comico Josh Pieters e il mago Archie Manners, che si erano presentati all’appuntamento come due azionisti della società anglo-svedese interessati a trovare un accordo con il guru dei No Vax britannici.
Un danno per l’immagine di Piers Corbyn, condita da una beffa: non si era reso conto che il duo aveva scambiato la busta contenente le sterline con una colma di banconote del Monopoli.
Nel video, pubblicato su Youtube, il duo comico racconta tutte le fasi del loro piano illustrando passo per passo le mosse che hanno tratto in inganno il guru dei No Vax. Tutto parte da una email inviata da Manners, dove si spaccia per il responsabile di un’agenzia desideroso di far incontrare Corbyn con un cliente intenzionato a finanziare la sua campagna Stop New Normal contro i vaccini anti Covid19.
Il giorno successivo, accetta l’invito fornendo ai due il suo numero di telefono per concordare il luogo e l’orario dell’incontro.
I tre si incontrano a Sloane Square, a Londra, in un locale all’aperto presidiato da diverse telecamere nascoste. Il fantomatico cliente viene interpretato da Josh Pieters, il quale si presenta come azionista di AstraZeneca : affinché l’operazione risultasse credibile e legale, il duo mostra in video le azioni acquistate da Josh per un valore di 100 sterline.
Di fronte alla vista del denaro, presentato come un intento a finanziare la sua campagna, Piers Corbyn non nasconde la sua gioia con un «Wow» per poi iniziare a trattare l’accordo: interrompere gli attacchi contro il vaccino di AstraZeneca, mantenendo il focus contro quelli di Pfizer e Moderna.
Una volta raggiunto, le riprese mostrano il guru No Vax mentre riceve la busta e la intasca dentro il proprio borsone. Peccato che, poco prima, la stessa busta contenente le sterline era stata sostituita abilmente dal mago Archie Manners, aiutato da due complici, con una contenente banconote del Monopoli.
Il duo comico non è affatto nuovo nell’adescare personaggi controversi con trappole di questo tipo. Nel 2020 aveva convinto la giornalista di estrema destra Katie Hopkins (recentemente espulsa dall’Australia per aver violato le regole della quarantena) a viaggiare a Praga per ricevere un falso premio alla carriera. A differenza dell’incontro con il No Vax Corbyn, lo scherzo si era rivelato molto più complicato perché tutti gli attori, incluso i due comici, facevano fatica a trattenere le risate.
Chi è Piers Corbyn
Per quanto riguarda il guru No Vax, a febbraio era stato arrestato per aver paragonato i vaccini anti Covid19 ad esperimenti nazisti di Auschwitz. Rilasciato su cauzione, ha continuato nel tempo la sua propaganda. A seguito della pubblicazione del video della tangente ricevuta dai due Youtubers, Piers Corbyn ha dichiarato al Daily Mail (lo stesso giornale dove lavorava Katie Hopkins) di non aver mai accettato di cambiare le sue politiche sui vaccini anti Covid19 e che aveva accettato i soldi convinto che fossero stati donati dal giovane perché si sentiva in colpa nell’aver investito su una società come AstraZeneca.
Una reazione del No Vax successiva alla pubblicazione del video e, soprattutto, dopo aver scoperto che nella busta c’erano banconote del Monopoli.
(da Open)
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Agosto 1st, 2021 Riccardo Fucile
TRASPORTO MARITTIMO + 24,7%, BENZINA + 16,5%, GASOLIO + 16,2%, VOLI + 17%, VILLAGGI VACANZA + 15,4%, STABILIMENTI BALNEARI + 7,5%
Agosto mese di vacanze, agosto il mese in cui si abbatte una nuova stangata sulle
ferie. Ed è la seconda volta dopo i prezzi record di giugno.
È l’Unione Nazionale Consumatori a lanciare l’allarme, sulla base degli ultimi dati Istat che stilano la classifica dei prezzi più alti relativi. A lanciare l’allarme è l’Unione Nazionale Consumatori che ha elaborato gli ultimi dati Istat che presentano la classifica dei prezzi più alti relativi a beni e servizi legati all’estate.
In testa alla classifica il trasporto marittimo, che registra un aumento del 24,7% rispetto a giugno. Se lo si confronta con il luglio 2020, la crescita è del 18,2%. Seguono i voli nazionali, saliti del 17% rispetto al giugno scorso.
La classifica Unc inserisce poi villaggi vacanze, campeggi, ostelli della gioventù con un incremento del 15,4 per cento.
I voli internazionali hanno invece registrato un incremento del 12,3% sul mese precedente.
I consumatori che però pagherebbero di più, secondo l’Unione Nazionale, sono gli appassionati di sport e attività fisica. Piscine, palestre, impianti sportivi, stabilimenti balneari aumentano infatti del 7,5%. Gli articoli sportivi del 4,1%.
Aumentano anche i mezzi di trasporto in noleggio e gli alberghi, che registrano un aumento mensile dell’1,6%. I carburanti crescono in modo sensibile e si piazzano al secondo posto nella classifica, dopo il trasporto marittimo. (+16,5% la benzina, +16,2% il gasolio). Anche i musei registrano una crescita dei prezzi del 7,4 per cento.
(da agenzie)
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Agosto 1st, 2021 Riccardo Fucile
I DISSIDI CON IL PADRE, IL MITO DI MENNEA… LA MAMMA: “HA FATTO GRANDI SACRIFICI, ORA SI MERITA TUTTO”
“La vita di Marcell è stata un grande sacrificio. È vissuto senza padre e gli ho fatto da papà e mamma. Ha superato tante difficoltà e ora si merita tutto. Avevo detto che era il nuovo Bolt. Lo ha dimostrato, è il più veloce”.
Sono queste le prime parole della mamma di Marcell Jacobs, campione olimpico nei cento metri. E, in effetti, la vita dell’azzurro non è stata sempre rosa e fiori.
Nato a El Paso, in Texas, nel 1994 da madre italiana (Viviana Masini) e padre texano (un militare conosciuto a Vicenza), è e si sente completamente italiano (anzi, ammette di non cavarsela bene con l’inglese) perché fin dai 18 mesi è in Italia che è cresciuto.
Si trasferì a Desenzano del Garda quando il padre venne stanziato in Corea del Sud, ovvero pochi giorni dopo la sua nascita, a seguito della decisione della madre di non seguirlo.
Iniziò a praticare l’atletica leggera all’età di dieci anni, prediligendo in un primo momento lo sprint, e scoprendo il salto in lungo a partire dal 2011. Con il genitore ebbe sempre un rapporto complicato, finché – da adulto – non arrivò una riconciliazione.
“Non è ancora tutto risolto però almeno adesso ci parliamo – ha affermato in un’intervista – il traduttore di Google mi dà una mano con l’inglese”.
Padre di tre figli, da bambino sognava di diventare come Pietro Mennea. “Anche se non l’ho mai conosciuto, ne ho sempre ammirato la fame, gli allenamenti e la voglia di portare in alto l’Italia con l’etica del lavoro”, spiega.
E in un campione si è trasformato, a poco a poco: se all’inizio era lo sprinter talentuoso che perdeva i confronti diretti con Filippo Tortu (anche lui arrivato in semifinale qui a Tokyo: dove però si è fermato) e che aveva sempre una scusa buona a cui aggrapparsi: la fitta, il risentimento muscolare, la congiuntura astrale sfavorevole, poi ha mostrato un’altra faccia.
Già agli Europei di Tortun, in Polonia, si è mostrato più consapevole e maturo, finalmente in grado di convogliare l’emotività nei canali giusti.
E lo hanno dimostrato i risultati: un primo record italiano (soffiandolo a Tortu) in 9”95 il 13 maggio a Savona, ritoccato in 9”94, poi 9”84, infine il trionfo a Tokyo, a dimostrazione che aveva ragione la mamma a definirlo l’erede di Bolt.
(da Huffingtonpot)
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Agosto 1st, 2021 Riccardo Fucile
LA SUA RIVINCITA DOPO L’INFORTUNIO ALLA CAVIGLIA CHE LO HA PRIVATO DI RIO 2016
Appassionato di basket, dal 2009 ha iniziato a praticare seriamente l’atletica sulla
scia di papà Marco (finalista a Mosca 1980) e i risultati non sono mancati: è, infatti, l’unico azzurro ad aver vinto il titolo continentale outdoor (nel 2016) e indoor (nel 2019) nel salto in alto.
Primatista italiano della specialità, Tamberi è stato prima soprannominato half-shave (mezza-barba) perché amava andare in giro con mezza faccia rasata e mezza incolta e poi Gimbo.
Ha un passato da batterista, avendo suonato nel gruppo ‘The dark melody’ con un classico repertorio rock anni settanta.
Giusto la sera prima di partire firma la sua impresa sentimentale: ha chiesto alla sua fidanzata Chiara di sposarlo. Una proposta di matrimonio mostrata a tutti con un videoracconto sui social
Di carattere allegro e gioviale è amato da tutti nel mondo dell’atletica. Sicuramente resteranno nella storia le immagini della sua gioia incontenibile e rigata di lacrime dopo la conquista della medaglia d’oro.
Medaglia peraltro arrivata dopo un siparietto memorabile con l’amico-rivale Mutaz Barshim: “Two is better than one”. Due è meglio che uno, così Barshim, sorridendo e guardando Tamberi, accetta l’oro ex aequo di fronte al giudice, dopo il pari merito nei salti.
I due sono amici e hanno vissuto le stesse problematiche di infortuni che li hanno bloccati a lungo e costretti a rincorrere il tempo. L’azzurro perdendo anche le Olimpiadi di Rio 2016: “Mutaz è il miglior saltatore al mondo, non ci sono dubbi”, ammette Tamberi, “per me invece – prosegue l’azzurro – è un sogno che si realizza”.
(da Huffingtonpost)
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Agosto 1st, 2021 Riccardo Fucile
IL MERAVIGLIOSO GIORNO DELLO SPORT ITALIANO
Due ori per l’Italia alle Olimpiadi in 10 minuti, tra le 21.42 e le 21.53 ora locale, ed è festa grande col tricolore sulla pista dello stadio olimpico di Tokyo.
Subito dopo la conclusione della finale dei 100, Gianmarco Tamberi – che stava festeggiando con il gesso portato a Rio 2016 – è corso ad abbracciare il compagno azzurro Marcell Jacobs, l’uomo più veloce del mondo ha aspettato e abbracciato all’arrivo dei 100 metri vittoriosi Marcell Jacobs nella serata del trionfo dell’atletica italiana a Tokyo.
I due si sono stretti in un un lungo, commovente abbraccio.
Marcell Jacobs è nella storia. L’azzurro ha vinto la medaglia d’oro nei 100 metri in 9.80, nuovo record italiano ed europeo. Era la prima volta che un italiano correva la finale olimpica nella gara regina dell’atletica.
Jacobs ha preceduto lo statunitense Fred Kerley (9″84) e il canadese Andre de Grasse (9″89).
“Questo successo è il mio sogno da quando sono bambino. Già arrivare in finale era eccezionale, ho dato il mille per cento, sono partito come non mai ed è successo” ha detto Jacobs dopo la gara.
“Ci metterò una settimana più o meno a capire quello che ho fatto. Vedere Tamberi vincere mi ha gasato un sacco – ha proseguito l’azzurro – ho pensato di potercela fare anche io. Dopo Bolt c’è Jacobs? E’ reale e bisogna crederci. E’ una emozione fantastica, sono corso ad abbracciare subito Tamberi. Forse stanotte guardando il soffitto senza riuscire a prendere sonno capirò cosa ho fatto”.
E ancora: “Al traguardo mi è venuto spontaneo urlare, ho abbracciato Gimbo. Questa medaglia è reale, ci devo credere, e arriva dopo tutte le batoste e le sofferenze, però adesso ho una medaglia al collo e non vedo l’ora domani di sentire l’inno italiano”.
(da agenzie)
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