Agosto 2nd, 2021 Riccardo Fucile
MARCELL JACOBS E’ ITALIANO E L’UNICA RAZZA DI CUI FA PARTE SI CHIAMA HOMO SAPIENS
Marcell Jacobs è italiano. E l’unica razza di cui fa parte si chiama Homo Sapiens,
esattamente la stessa a cui appartengono tutti gli altri italiani e gli esseri umani che popolano il pianeta Terra.
Ma per Vox News non è così e riesce a rovinare la gioia per la sua vittoria con un titolo vergognoso.
Che cosa ha fatto Vox? Ha pubblicato un articolo dal titolo: “L’oro di Jacobs alle olimpiadi dimostra che la razza è l’unica cosa che conta: non dove nasci o la cittadinanza”.
E il testo dell’articolo non è migliore: «Troverete che tutti i record nei 100 metri piani sono di atleti geneticamente dell’Africa Occidentale e che tutti i record sulle lunghe distanze sono di atleti dell’Africa Orientale. Non troverete un africano occidentale vincere la maratona o un etiope vincere i 100 metri. Neanche un pigmeo saltare più in alto di Tamberi», fino a parlare di “wwf per i popoli”:
La cosa divertente è che Vox deve ammettere che non solo Jacobs è italiano, ma ha anche “sangue italiano”!
Quindi viene da chiedersi come faccia il portale a escludere che sia il suo dna materno ad averlo portato alla vittoria e non viceversa.
Inoltre, come fa notare Giornalettismo, “si cerca una giustificazione alla presenza – sempre nella finale dei 100 metri piani di Tokyo 2020 – di un atleta cinese, Su Bingtian, nell’ordine d’arrivo dell’ultimo atto della competizione più affascinante della storia dei Giochi Olimpici”.
La tesi che porta il titolo “sulla razza che conta” insomma fa acqua da tutte le parti. Probabilmente senza sortire effetti, come nella proverbiale discussione con il piccione, qualcuno lancia una provocazione a VOX, “Borzov era etiope, Mennea Giamaicano, Berruti keniota”.
Insomma bene ma non benissimo. Sembra comunque che un risultato VOX l’abbia raggiunto. Una bella segnalazione alla polizia postale
(da NextQuotidiano)
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Agosto 2nd, 2021 Riccardo Fucile
L’INCREDIBILE STORIA CHE ARRIVA DA PALERMO
Questa storia incredibile arriva da Palermo. All’ospedale Cervello della città una donna, positiva al COVID, è fuggita dall’ospedale dopo aver partorito.
Secondo i sanitari la donna e suo marito si erano dichiarati no-vax. La storia è ancora più paradossale perché la signora stava per essere dimessa.
Asintomatica e con un parto senza problemi, dopo due giorni di ricovero mancava solo l’ambulanza che l’avrebbe riportata a casa di lì a poco: lei aveva già firmato le dimissioni e asepttava la consegna del certificato.
Ma un vero e proprio blitz del marito nel reparto di ostetricia e ginecologia ha preceduto l’iter normale delle dimissioni. L’uomo è arrivato senza mascherina dicendo, come riporta Il Messaggero che era positivo e poteva entrare.
I sanitari hanno provato a fermarlo : “Non avevano più alcuna intenzione di aspettare – riferiscono medici e infermieri – dicevano che avevano a casa i bambini che li aspettavano, non volevano sentire ragioni”.
L’uomo ha raggiunto la stanza della moglie, l’ha presa sottobraccio ed è uscito dall’ospedale. Il neonato è stato affidato alla nonna.
Cosa rischiano i due? Marito e moglie dopo la segnalazione dell’ospedale alla polizia sono stati ritrovati poco dopo a casa loro dagli agenti. Ora si valuterà quali siano le loro responsabilità e il rischio è che vengano denunciati per epidemia colposa.
(da agenzie)
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Agosto 2nd, 2021 Riccardo Fucile
C’E’ IL PROBLEMA DEI CONTROLLI NEI BAR E NEI RISTORANTI
Il governo Draghi vuole varare un nuovo decreto che estenda il Green Pass
obbligatorio per navi, traghetti, treni e aerei tra domani e giovedì 5 agosto. Ma intanto c’è un nodo da sciogliere per la Certificazione Verde Covid-19 che da venerdì 6 sarà necessaria per accedere a bar e ristoranti al chiuso, palestre e piscine al chiuso, centri termali, musei, cinema, spettacoli dal vivo, fiere e congressi: chi può controllarlo? Il decreto Covid del 22 luglio affida la responsabilità ai gestori degli esercizi e permette di utilizzare l’app Verifica C19 per scansionare il codice QR presente sui pass. Ma al momento non è possibile verificarlo digitalmente e va quindi per forza stampato.
Il primo dilemma che investe il governo è quando far entrare in vigore il Green pass obbligatorio per navi, treni e aerei. La Repubblica scrive oggi che sembra escluso che le nuove regole per i trasporti entrino in vigore in agosto per non bloccare chi ha prenotato le vacanze.
Ma il governo potrebbe fissare la data da settembre: si parla del 15. Altrimenti le nuove regole potrebbero slittare al primo ottobre. Iniziando dalle lunghe tratte. Ovvero dai treni ad Alta Velocità e dagli aerei dove non è operativo. La Certificazione Verde potrebbe essere estesa anche a metropolitane e treni regionali a partire da ottobre. E intanto sul tavolo c’è anche il nodo scuola. L’opzione di consentire la didattica in presenza soltanto a chi, tra insegnanti e alunni, è vaccinato, è una di quelle sul tavolo.
Ma sul punto c’è da registrare l’ostilità di larghe fette della maggioranza che sostiene l’esecutivo. In primis della Lega. Che ha ribadito con Matteo Salvini il suo no all’obbligatorietà per i professori e i maestri. E trova una sponda inaspettata nel MoVimento 5 Stelle. Mentre il Partito Democratico e Forza Italia sono a favore. Mario Draghi sembra orientato a valutare la possibilità di un obbligo progressivo per il personale scolastico, che preveda prima la moral suasion e poi l’obbligo, con il rischio di essere allontanati prima dalle lezioni in presenza e poi addirittura dall’insegnamento. C’è poi il problema, sollevato tra gli altri da Raffaele Guariniello, dell’obbligo di Green Pass per i lavoratori. Nei settori che dovranno richiederlo da venerdì c’è già un paradosso.
Chi può controllare il Green Pass?
Ovvero che i clienti avranno l’obbligo mentre esercenti e dipendenti no. Per questo, spiega ancora il quotidiano, è assai probabile che già con questo decreto si fissi l’obbligo per i lavoratori dei settori in cui è già previsto dal 6 agosto per i clienti: ristoranti, bar, cinema, teatri, musei, palestre, piscine, stadi, fiere e altri eventi pubblici. Resta da capire se anche per i dipendenti l’obbligo scatterà il 6 agosto, o a fine mese. Un altro problema è invece quello del pass dei lavoratori impiegati nelle aziende. Il governo vuole procedere con cautela. Anche se tra i sindacati si registrano aperture sul tema. Rimane sul tavolo anche il tema dei controlli. Quando si esibisce il Green Pass, infatti, bisogna accompagnarlo con il controllo di un documento d’identità.
E questo, spiega oggi La Stampa, per un motivo ovvio: chiunque potrebbe spacciare una Certificazione Verde Covid-19 altrui come propria.
Ma il doppio controllo potrebbe creare a sua volta una serie di problematiche. «I gestori dei bar e dei ristoranti non possono assumersi responsabilità che spettano ad altri – ripetono da giorni quelli della Fipe Confcommercio –. È impensabile che, con l’attività frenetica che caratterizza questi locali, titolari e dipendenti possano mettersi a fare i controlli incrociati con i documenti di identità. Così facendo c’è il rischio di rendere inef#ficace la norma».
Se poi è facile controllare all’ingresso in musei e cinema, di sicuro è più complicato farlo in bar e ristoranti. Dove l’entrata non è di norma controllata.
Green Pass e obbligo: le multe
L’agenzia di stampa Ansa scrive che mercoledì prossimo sarà presentato il Piano Scuola alle Regioni e nello stesso giorno potrebbe essere quindi prevista l’apposita cabina di regia e un Cdm che riguarderà, oltre all’esame del documento del ministero dell’Istruzione, anche altri provvedimenti sul Green pass, come l’introduzione – ma non c’è ancora certezza sulla data dell’entrata in vigore della misura – dell’obbligo del certificato verde anche per i trasporti a lunga percorrenza. Non sarà quindi per ora necessario per il trasporto pubblico locale, ma alle Regioni è stato chiesto un piano dettagliato sul potenziamento dei mezzi pubblici: l’intenzione è di aumentare il numero delle corse, visto che l’80% della capienza non è sufficiente a garantire distanziamento su metro e autobus.
Ancora La Stampa ricorda che le forze dell’ordine dovranno eseguire controlli a campione nei locali, per scoprire eventuali irregolarità: per i trasgressori le multe vanno dai 400 ai 1.000 euro, sia per il cliente che per l’esercente. In caso di violazione reiterata per tre volte, l’esercizio può essere chiuso fino a 10 giorni.
Anche per l’immunologo e membro del Comitato Tecnico Scientifico Sergio Abrignani ci sono ancora problemi da risolvere: «Leggo che il Green Pass verrà esteso ai trasporti a lungo raggio, ma francamente non vedo come sia possibile controllare chi sale sugli autobus in città. È un rischio che si somma a quello delle scuole. Quello che ci può salvare sono veramente i vaccini».
(da agenzie)
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Agosto 2nd, 2021 Riccardo Fucile
“I VACCINI? MANCANO LE DOSI”
«Il numero delle persone in attesa della seconda dose è il doppio rispetto alle fiale disponibili» rivela il matematico del Cnr che analizza l’andamento della campagna vaccinale
Con l’entrata nel mese di agosto, il giro di boa della quarta ondata è ufficialmente cominciato. La previsione per i giorni che verranno è quella di numerosi picchi di incidenza in diverse Regioni d’Italia.
L’analisi del matematico del Cnr, Giovanni Sebastiani, prende in considerazione i dati del bollettino giornaliero e spiega il futuro prossimo dell’andamento epidemiologico. «Per picco intendiamo il raggiungimento di un tetto massimo, in questo caso relativo ai contagi da Covid, dopo il quale seguirà una discesa.
A livello regionale il Lazio ha già superato il proprio picco, mentre a brevissimo sarà la volta di Sicilia, Veneto, Piemonte e Sardegna». Successivamente toccherà alle altre Regioni raggiungere il numero massimo di contagi per poi cominciare il calo della curva. «Quello a cui dobbiamo stare attenti è che non si verifichi quanto accaduto in Olanda e Danimarca, dove il picco era stato ormai raggiunto, così come il calo dei numeri subito dopo. La discesa però ha improvvisamente frenato, con conseguente rialzo della curva subito dopo».
Il calcolo sulle terapie intensive
«Nonostante gli ingressi in terapia intensiva siano in crescita da 3 settimane c’è una buona notizia. Nelle ultime 4 settimane i valori medi sono stati 7, 8, 14 e 18. Nel caso delle prime due abbiamo avuto un aumento di una sola unità. Dopodiché siamo passati da 8 a 14 con un aumento di 6 unità. E poi da 14 a 18: un aumento ma stavolta di 4, numero minore rispetto all’incremento precedente. Dunque possiamo rilevare una frenata».
«Vaccini? Non si arriva a 1 milione al giorno perché mancano le dosi»
«Il collo di bottiglia sono le dosi». Il professor Sebastiani commenta la situazione della campagna vaccinale facendo luce su uno dei nodi principali da dover sciogliere. Non si tratta delle fronde no vax o dei più timorosi, ma di una scarsità di dosi che attualmente non permetterebbe alla struttura commissariale di Figliuolo di raggiungere l’obiettivo annunciato settimane fa di 1 milione di iniezioni giornaliere.
«Non si riesce ad aumentare il numero di somministrazioni giornaliere, in particolare delle persone senza neanche una dose, per carenza di vaccini. Una realtà che viene registrata da ogni nostro report sull’andamento delle vaccinazioni», spiega il matematico del Cnr.
E aggiunge: «Il numero delle persone in attesa della seconda dose, a cui è stata quindi somministrata già la prima, è il doppio rispetto alle fiale disponibili. Motivo per cui già da tempo non si riesce ancora a raggiungere l’ulteriore traguardo fissato da Figliuolo a quota 1 milione di iniezioni al giorno. Certo ci sono fronde di scetticismo ma l’altra questione da risolvere è quella della disponibilità dei vaccini, anche e soprattutto in vista della riapertura delle scuole a settembre».
(da Open)
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Agosto 2nd, 2021 Riccardo Fucile
HA TRA I 35 E I 49 ANNI E UN LIVELLO SOCIOECONOMICO BASSO
Un sondaggio di Ipsos per il Corriere della Sera fornisce oggi numeri e
caratteristiche socio-economiche del popolo dei No Vax italiani.
Nel campione dell’istituto di Nando Pagnoncelli gli “attendisti no vax” sono il 17% degli italiani, divisi tra i Bo Vax (10%) e i No Vax veri e propri (7%).
Dal punto di vista geografico nel Nord-Est i No vax arrivano al 10% e gli attendisti al 15%. Tra chi dice no ai vaccini contro Covid-19 se ne trovano di meno tra chi è residente al Sud (4%) e nelle isole (6%), mentre è nel Nord-Ovest che si tocca il livello più basso: 8%.
Non è quindi un caso che nel Nord-Est sia individuabile il più basso numero di residenti già vaccinato almeno con una dose o che si vaccinerà con certezza: 70% dei residenti (la media italiana è del 77%).
In media chi si professa contrario o attendista nei confronti dell’immunizzazione ha tra i 35 e i 49 anni di età.
Se si considera la situazione economica, invece, i No vax rappresentano l’11% tra chi gode di una condizione elevata. Viceversa, la quantità minore (5%) è riscontrata tra le persone con un regime economico medio, mentre per chi viene classificato a livello più basso si arriva all’8%.
Tra gli incerti invece solo il 4% si trova in una fascia di reddito elevata, mentre se è medio-bassa la percentuale sale al 12% e se è bassa raggiunge il 16%. Al contrario, tra chi si è vaccinato o sicuramente lo farà l’83% si trova in una fascia economica alta.
La maggioranza dei no vax ha la licenza media. Tra i favorevoli invece il titolo di studio più comune è la laurea.
Infine, il voto. Chi alle urne sceglie il centrodestra è più sovrarappresentato tra i No vax. Lo è il 14% degli elettori della Lega e il 10% di chi sceglie Fratelli d’Italia, mentre tra gli elettori del Partito Democratico non si supera la quota del 2% e tra i 5 Stelle il 7%.
Per quanto riguarda gli indecisi, il M5s sale al 13% e FdI al 12%, mentre al primo posto ci sono gli elettori di Forza Italia, Cambiamo e NcI.
Secondo Pagnoncelli «la tendenza a destra dei No vax è in linea con il no al green pass. Un dato che si riscontra anche tra commercianti e artigiani: la quota di contrari e attendisti è del 31%».
(da agenzie)
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Agosto 2nd, 2021 Riccardo Fucile
CHIARA BONTEMPI E GIANMARCO STANNO INSIEME DA 11 ANNI, LA PROPOSTA DI MATRIMONIO PRIMA DELLE OLIMPIADI
“Stai per vivere il tuo sogno amore mio, un sogno che aspetti da anni. Vivilo con la grinta, la convinzione e la forza che solo tu hai. Divertiti e goditi finalmente questi Giochi olimpici. Sono con te. Ti meriti il meglio, vita mia”: con queste parole, poche ora prima della gara, Chiara Bontempi aveva incoraggiato il suo fidanzato Gianmarco Tamberi, che ha poi conquistato l’oro. I due, marchigiani, stanno insieme da undici anni.
Prima di partire “Gimbo” aveva chiesto la sua mano, con una proposta romantica pubblicata anche sui social. Nel suo lungo discorso ha spiegato alla compagna di volerle dimostrare che era proprio lei la cosa più importante, ancor più dei suoi obiettivi. Ha colto l’occasione anche per ringraziarla. “Chiara — ha spiegato — ha messo i miei obiettivi davanti alla sua vita e mi è stata vicina in anni difficili”.
Nonostante la tensione sportiva che ha accompagnato questi 5 anni della vita del saltatore azzurro, dall’infortunio, al successo olimpico, i due non si sono mai lasciati. Domenica al “Circolo degli anelli” su Rai 2 la mamma di di Gianmarco Sabrina Piastrellini ha rivelato che “Dopo tanto tempo dopo la vittoria ho rivisto il mio Gianmarco, il suo carattere allegro e solare, il Gianmarco di prima dell’infortunio”. Segno che, anche per la coppia Chiara-Gianmarco, questi anni sono stati difficili. Ma che tutto è stato cancellato dal trionfo di Tokyo.
(da agenzie)
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Agosto 1st, 2021 Riccardo Fucile
“NON HO RISPETTATO LE PROCEDURE? POSSONO FARMI QUELLO CHE VOGLIONO, LO RIFARO’ E NON MI INTERESSA”
Nel’Ungheria omofoba di Orban ha deciso di lanciare un segnale contro ogni
forma di discriminazione e di oscurantismo. Ma potrebbe avere un prezzo.
“Allora squalificatemi, ne sono ben felice”. Sebastian Vettel reagisce così alla notizia di essere sotto investigazione per non aver rispettato le procedure pre-gara al Gp di Ungheria. “Durante l’inno nazionale – ha spiegato a Sky Sport – ho tenuto la maglietta” di colore arcobaleno (con la scritta ‘Same Love’), come la sua mascherina.
“L’ho fatto in sostegno di quelle persone che soffrono in questa nazione perché alcuni fanno legge che anziché proteggere i bambini probabilmente li minacciano e ne compromettono la crescita – ha aggiunto il pilota tedesco
(da agenzie)
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Agosto 1st, 2021 Riccardo Fucile
MALAGO’: “A 18 ANNI E UN MINUTO CHI HA I REQUISITI DEVE AVERE LA CITTADINANZA ITALIANA E NON INIZIARE UNA VIA CRUCIS CON RIMBALZI TRA PREFETTURE E MINISTERI”
Le Olimpiadi hanno riportato in primo il problema della cittadinanza di atleti che gareggiano nelle nostre società ma sono esclusi dalle nazionali perché figli di immigrati.
“Sono anni che c’è una formidabile polemica sullo ius soli. Come Coni hanno provato a tirarci per la giacchetta e noi abbiamo sempre sostenuto la tesi che si tratta di una materia politica, ma non riconoscere lo ius sportivo è aberrante e folle. Questo discorso oggi più che mai va concretizzato”.
Lo dice il presidente del Coni, Giovanni Malagò, in conferenza stampa a Casa Italia.
Per il numero uno dello sport italiano, “A 18 anni e un minuto chi ha i requisiti deve avere la cittadinanza italiana e non iniziare una via crucis con rimbalzi tra prefetture e ministeri.
Oggi la risposta migliore l’ha data il presidente del Consiglio, Mario Draghi, che un quarto d’ora dopo le gare mi ha chiamato commosso, orgoglioso ed entusiasta e mi ha fatto i complimenti. Poi gli ho passato gli atleti e lui li ha invitati entrambi a Palazzo Chigi al ritorno, ed è la risposta migliore a queste domande”.
(da agenzie)
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Agosto 1st, 2021 Riccardo Fucile
SALVA SOLO GRAZIE ALLA POLIZIA GIAPPONESE E AL COMITATO OLIMPICO… IL REGIME BIELORUSSO E’ LA VERGOGNA DEL MONDO CIVILE
Non sono le Olimpiadi che Kristina Timanovskaja aveva sognato. La centometrista
bielorussa domani avrebbe dovuto competere nei 200 metri femminili, ma i funzionari del Comitato olimpico bielorusso la hanno ritirata dalla gara e portata in aeroporto con la forza per imbarcarla su un volo diretto a Minsk.
Solo l’intervento della polizia e del ministero degli Esteri giapponese, nonché del Cio l’ha salvata dal rimpatrio forzato.
“Ora sono al sicuro”, ha scritto in un comunicato diffuso dal canale Telegram di Belarusian Sport Solidarity Foundation (Bssf), la Fondazione che sostiene gli sportivi perseguitati per motivi politici.
Timanovskaja aveva pubblicato un video in cui denunciava di essere stata iscritta alla staffetta 4×400 con pochissimo preavviso dopo che alcune sue connazionali erano risultate non idonee a competere.
“Come al solito – aveva commentato – la nostra meravigliosa leadership decide per noi… Queste sono le Olimpiadi, non uno scherzo!”.
Un affronto imperdonabile per il regime che da mesi soffoca con arresti e torture le proteste senza precedenti seguite alle contestate presidenziali del 9 agosto 2020.
I media statali l’avevano subito criticata definendola una “disgrazia per il Paese” e accusandola di non avere “spirito di squadra”.
Finché le autorità non l’hanno rimossa dai Giochi di Tokyo e costretta a fare le valigie. Il suo “stato psicologico ed emotivo” preoccupa i nostri dottori, la motivazione ufficiale.
“Stanno cercando di portarmi via senza il mio permesso”, ha replicato lei in un video pubblicato sul canale Telegram di Bssf. “Chiedo al Cio di intervenire”.
E alla Reuters aveva spiegato dall’aeroporto di Tokyo di essere stata allontanata dalla squadra perché aveva “denunciato su Istangram l’incompetenza dei nostri allenatori”. In precedenza aveva confessato a European Radio for Belarus (Erb) di aver paura di tornare in patria
Timanovskaja è stata subito portata al sicuro dalla polizia e il volo Turkish Airlines 199 Tokyo-Istanbul su cui si sarebbe dovuta imbarcare è partito senza di lei. Anche il ministero degli Esteri giapponese si è mobilitato, mentre il Cio ha fatto sapere in un comunicato di “aver chiesto chiarimenti”.
Il presidente Aleksandr Lukashenko aveva guidato il Comitato olimpico nazionale bielorusso per oltre 25 anni, ma era stato bandito dalle Olimpiadi dopo le denunce di minacce e ritorsioni da parte degli atleti che avevano sostenuto le proteste contro la sua contestata rielezione.
La sprinter Timanovskaja ora chiederà asilo. Ha già ricevuto offerte da Polonia e Austria. Ma come l’arresto di Roman Protasevich dopo il dirottamento di un volo Ryanair, l’episodio è l’ennesima prova che la repressione del regime bielorusso non conosce confini.
(da agenzie)
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