Ottobre 7th, 2021 Riccardo Fucile
SOLO IL 33% DELLA POPOLAZIONE HA RICEVUTO UNA DOSE DI VACCINO… SALGONO A 200.000 LE PERSONE RICOVERATE
La Russia è nel pieno di una nuova ondata pandemica. Per cinque giorni di
fila il Paese di Putin ha registrato oltre 25 mila nuovi casi giornalieri.
Il tasso di nuove infezioni giornaliere è attualmente tre volte superiore a quello che il paese registrava un anno fa, nonostante i vaccini siano ora ampiamente disponibili nel paese.
Nelle ultime 24 ore il Paese ha registrato 27.550 nuove infezioni confermate da Covid, con un numero totale di infezioni che ha raggiunto 7.690.110 casi.
Come riporta il sito di informazioni Tass, si tratta del più alto aumento del numero di contagi dal 31 dicembre. Inoltre, per due giorni di seguito, è stata superata la soglia delle 900 vittime in 24 ore: l’ultimo dato è di 924, dopo le allarmanti 929 e 895 dei giorni precedenti. A Mosca il numero di casi di coronavirus è aumentato a 5.404 nell’ultimo giorno, contro i 3.589 del giorno precedente.
“L’aumento dell’incidenza delle infezioni da COVID-19 è stato di quasi il 31% dall’inizio di settembre” ha dichiarato il vice primo ministro Tatyana Golikova in una riunione di martedì scorso presieduta dal presidente Vladimir Putin. “Questo dato è 3,1 volte superiore al dato relativo allo stesso periodo dell’anno scorso”.
Più di 200.000 persone sono attualmente ricoverate nel Paese con il Covid e quasi un milione è sotto controllo medico a casa. I funzionari sono preoccupati che le cose possano solo peggiorare.
onostante il virus continui a circolare e ci siano preoccupazioni da parte del governo, Mosca è restia a imporre restrizioni.
Eppure il tasso di vaccinati nel Paese è molto basso: solo il 33% della popolazione ha ricevuto almeno una dose dello Sputnik o degli altri farmaci prodotti nel paese, e il 29% ha completato il ciclo.
Un paradosso, visto che la Russia è stato il primo Paese ad aver registrato un vaccino anti Covid, che però è diventato disponibile solo all’inizio del 2021, a causa di alcuni problemi di produzione.
Ora tutte le cliniche del Paese sono in grado di offrire dosi a chi le vuole, ma continuano ad essere molti i cittadini russi che non vogliono effettuare il vaccino. Colpa soprattutto della scarsa comunicazione da parte delle autorità e della sfiducia tra la popolazione, che ritiene che il vaccino sia stato approvato troppo in fretta.
I russi in generale sono restii a vaccinarsi anche perché si portano dietro un atteggiamento che proviene dall’epoca sovietica, quando i cittadini si fidavano poco o nulla di ciò che veniva detto dal Partito o dallo Stato. Ora la popolazione è in mano ad uno Stato che rifiuta l’idea di imporre lockdown e delega le autorità regionali ad intervenire, scoraggiandole però a farlo.
Il risultato è che solo durante l’estate si è registrato un aumento delle vaccinazioni, dopo che sono state rese obbligatorie per alcuni gruppi, compresi i lavoratori dei servizi e del commercio al dettaglio.
Mosca per diverse settimane a luglio ha imposto ai residenti in città di mostrare i certificati di vaccinazione per entrare nei caffè e in altri luoghi pubblici e ha obbligato le aziende a far vaccinare almeno il 60% del personale. Alla fine dell’estate però la campagna vaccinale sembra essersi nuovamente bloccata. Diversi governatori regionali hanno affermato lunedì scorso che i tassi di vaccinazione sono diminuiti in modo significativo.
(da agenzie)
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Ottobre 7th, 2021 Riccardo Fucile
L’ALIQUOTA SALE DALLO 0,76% FINO A UN MASSIMO DELL’1,56%
Mentre a Roma Matteo Salvini cannoneggia il governo sostenendo che la revisione del catasto prevista dalla delega fiscale è una “patrimoniale“, in Alto Adige la giunta provinciale Svp-Lega presenta un disegno di legge che ritocca al rialzo dal 2023 l’imposta municipale sugli immobili.
“Sarà un aumento notevole“, rivendica il governatore Arno Kompatscher.
Il corto circuito è piuttosto evidente, anche se il presidente della Provincia autonoma spiega che l’obiettivo è “favorire un uso sostenibile” del territorio
La “manovrina” è possibile perché la Provincia, in base a un accordo del 2014 con il governo Renzi ha competenza legislativa su questa materia.
Il Corriere dell’Alto Adige spiega che nei Comuni con maggiore carenza di case libere, che saranno individuati dalla giunta provinciale entro la fine di giugno 2022, sarà applicata un’aliquota maggiorata del 2,5% e fino a un massimo del 3,5% a discrezione dell’ente: l’aliquota ordinaria applicata oggi sulle abitazioni vuote, che è dello 0,76%, potrà dunque salire fino all’1,56%.
Idem per edifici e terreni edificabili a lungo inutilizzati, edifici grezzi non completati, appartamenti utilizzati come seconde case.
La decisione è arrivata proprio mentre a Roma si consumava lo strappo sul fisco del leader leghista indebolito dal voto amministrativo.
Il testo varato dal cdm dispone nero su bianco che le informazioni sui valori di mercato delle abitazioni, da rendere disponibili nel 2026, “non dovranno essere utilizzate per la determinazione della base imponibile dei tributi”, ovvero l’Imu sulle seconde case. “L’impegno del governo è che nessuno pagherà di più o di meno”, ha promesso il premier Draghi.
Mentre a Roma Salvini sosteneva che “aumento della tassazione sulla casa non potrà mai avere il sostengo della Lega”, nel frattempo a Bolzano varava insieme alla Südtiroler Volkspartei un “aumento notevole” delle tasse sulle seconde case.
(da agenzie)
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Ottobre 7th, 2021 Riccardo Fucile
MA NON ERA LA MELONI CHE VOLEVA VEDERE IL GIRATO PER GIUDICARE MEGLIO?… PERCHE’ DIFFIDARE SOLO LA7 E NON CHI HA SVOLTO L’INCHIESTA?
“No alla messa in onda della seconda puntata dell’inchiesta di Fanpage”.
“Abbiamo diffidato La7 – spiega il difensore Enrico Giarda all’Adnkronos – perché il girato è stato acquisito dalla procura di Milano, è quindi coperto da segreto istruttorio e non può essere mandato in onda”.
L’europarlamentare di Fratelli d’Italia è indagato per riciclaggio e finanziamento illecito ai partiti dopo la puntata dell’inchiesta video su Fanpage.
“Il girato del giornalista di Fanpage è stato acquisito, è entrato nel fascicolo ed è sottoposto a segreto istruttorio. L’articolo 114 del codice di procedura penale ne vieta la pubblicazione, non è divulgabile con il mezzo della stampa”, ha aggiunto il legale.
C’e’ però un piccolo dettaglio: Fanpage dovrebbe aver consegnato alla Procura il girato relativo alla prima puntata, come richiesto. Anche perchè non è detto che uno debba consegnare anche il lavoro giornalitico non ancora pubblicato e quindi non oggetto di esame giudiziario in fase preventiva. Fermo restando che Fanpage potrebbe ugualmente pubblicare la seconda puntata indipendentemente da quello che farà La7.
(da agenzie)
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Ottobre 7th, 2021 Riccardo Fucile
IL PREMIER: “IL TEMPO STRINGE, A BREVE DECRETI SU SEMPLIFICAZIONE E CONCORRENZA, NON POSSIAMO PERMETTERCI DI FAR SALTARE I FONDI DEL RECOVERY”
Ancora braccio di ferro con il governo.
Salvini annuncia: «Oggi mettiamo l’accordo per iscritto. Lasciamo per iscritto che non aumenteranno le tasse Irap, Iva, Irpef, conferma flat tax, Imu». «Di lui mi fido, di altri no», precisa l’ex vicepremier del governo gialloverde.
Passano appena due ore e Draghi, pur non facendo diretto riferimento alle parole del capo del governo, sembra rispondergli: «In ogni cosa che facciamo rispettiamo gli impegni» dice Draghi durante la conferenza stampa di presentazione del Pnnr.
«Il rispetto degli impegni con la Ue è determinante per l’assegnazione delle risorse» prosegue Draghi. E la riforma fiscale è esattamente uno degli impegni inderogabili che Bruxelles ha chiesto a Roma pe dare continuità al pagamento dei fondi.
Draghi, nel corso della conferenza stampa di due giorni fa, dopo che i ministri della Lega avevano disertato la seduta, aveva ribadito che «le tasse sulla casa non aumenteranno».
Oggi è anche tornato su un concetto forte espresso di recente: «Ho già detto che il governo non segue il calendario elettorale, lo ribadisco oggi. E’ il momento di chiudere».
Anche perché nel frattempo le lancette dell’orologio corrono: «I tempi per approvare le riforme cominciano a diventare corti, abbiamo un numero rilevante di provvedimenti da approvare fino a fine anno».
«L’azione del governo – ha ribadito il presidente del Consiglio – non si ferma».
E nell’illustrare gli investimenti che riguarderanno scuola, università e ricerca annuncia: «Presto un altro provvedimento sulle semplificazioni» e un altro sulla concorrenza «entro il mese di ottobre».
(da agenzie)
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Ottobre 7th, 2021 Riccardo Fucile
ATTACCA DRAGHI MA POI ESCLUDE LO STRAPPO
“La pazienza è finita”. Matteo Salvini lo ripete spesso, in queste ore, nei
conciliaboli con i fedelissimi che fanno da sfondo all’ultima battaglia leghista. Non molla, il segretario del Carroccio, convinto com’è che al governo Draghi non debbano essere fatti più sconti.
Chi gli è stato sempre al fianco, in queste ore, lo dice senza mezzi termini: “Siamo entrati in un esecutivo di unità nazionale per senso di responsabilità ma non possiamo continuare a ingoiare rospi, come questa delega fiscale, per regalare dividendi elettorali a Fratelli d’Italia”.
C’è aria di rivolta, almeno nella corte ristretta del Capitano, e si continua a non escludere anche l’extrema ratio di un’uscita dall’esecutivo. Difficile che accada, almeno fino all’elezione del Capo dello Stato: perché il senatore milanese ha tutta l’intenzione di giocarsela, la partita del Quirinale.
Anzi, sa bene che un effetto collaterale del pressing leghista, destinato ad aumentare, potrebbe essere un cedimento del premier alla stanchezza e all’insofferenza nel tenere a bada una coalizione rissosa: la conseguenza sarebbe un maggiore interesse, da parte di Draghi, per la via del Colle e dunque una maggiore probabilità di elezioni anticipate. E quest’ultima ipotesi rimane, per Salvini e Giorgia Meloni, la soluzione privilegiata.
Nel suo continuo gioco dell’elastico, il numero uno di via Bellerio frena e attende l’incontro con Mario Draghi: si dice “rassicurato” dalle garanzie fornite dal presidente del Consiglio che in Slovenia ha negato qualsiasi nuova tassa sulla casa (cosa che, in realtà, aveva fatto anche martedì) ma le distanze rimangono.
Salvini, infatti, insiste che si cancelli dalla delega ogni accenno alla revisione, anche futura, degli estimi, indicando con precisione due commi da cancellare: un appello che solo formalmente fa al Parlamento. È a Draghi che Salvini parla. E stavolta lo fa su una materia meno scivolosa rispetto a quella dei vaccini e del Green Pass – che per lui si è rivelata un boomerang – e lo fa pure con la solidarietà dei ministri e dei governatori.
Disposti a seguirlo, sia chiaro, sul punto specifico ma non sulla strada di un’eventuale crisi.
Discorso a parte va fatto per Giancarlo Giorgetti, il capodelegazione che martedì – nel pomeriggio della rottura – a Palazzo Chigi non si è fatto vedere. Salvini non esprime giudizi ma fonti leghiste riferiscono di un crescente malessere fra i colonnelli nei confronti del ministro dello Sviluppo economico, accusato di fare la voce grossa contro Draghi in privato e poi il filodraghiano in pubblico.
C’è chi riferisce di un Giorgetti che, nei mesi scorsi, nei colloqui con i colleghi di partito si sarebbe spinto fino a minacciare di rimettere la delega se il governo fosse giunto a valutare l’obbligo vaccinale.
E altrettanto duro sarebbe stato su alcuni aspetti del Green Pass, salvo concedere a Salvini l’onere e l’onore della “martellata finale”.
I veleni circolano velocemente, in una Lega scossa dal risultato elettorale, ed è il tempo del regolamento dei conti. Unica certezza, va detto, è che Giorgetti anche ieri è rimasto in silenzio, impegnato nei tavoli di crisi industriali.
Il segretario, invece, intende perseverare nella strategia dell’assalto, in quella linea di “maggiore incisività” annunciata minacciosamente (“Sarò molto più concreto e diretto”) nelle ore dello spoglio.
E si annunciano nuovi fronti: il prossimo consiglio dei ministri dovrà affrontare la questione delle capienze, sulla quale Salvini ha già annunciato opposizione. Dicendo ad esempio no al tetto del 35 per cento per le discoteche. E in Parlamento dovrà sbarcare l’ultimo decreto sul Green Pass.
La campagna d’autunno del Capitano, in attesa di sviluppi, un risultato l’ha prodotto: la frattura con Forza Italia.
Ieri, a turno, i ministri azzurri sono tornati a criticare con veemenza Salvini. Renato Brunetta sottolinea: “A forza di strappi si va a sbattere”. Esplicita Mara Carfagna: “Gli equilibri del centrodestra sono scossi dalla gara elettorale fra Meloni e Salvini. Ed anche i risultati poco soddisfacenti in alcune città mostrano che è davvero ora di smetterla”.
E invece i due leader sovranisti vanno sempre più a braccetto: in totale accordo sulla delega fiscale, si sono sentiti ieri per concordare una manifestazione elettorale.
La tentazione di una reunion fuori dalla maggioranza è forte, per Salvini. Che però sa pure che, in questa eventualità, il governo andrebbe avanti con una maggioranza Ursula, dai 5S a Fi. Non sarebbe certo la fine di Draghi. Ma del centrodestra sì.
(da LaRepubblica)
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Ottobre 7th, 2021 Riccardo Fucile
IN CONFUSIONE E NERVOSO, POLEMIZZA CON DRAGHI: PRELUDIO DI UNO SPETTACOLARE SUICIDIO POLITICO
Può darsi che non abbia elaborato il lutto per il sorpasso elettorale della Meloni in molte città, e quindi si agiti per riconquistare la piazza.
Diversamente, le ultime uscite di Salvini sono il preludio di uno spettacolare suicidio politico, con l’aggravante di aver già sbattuto il muso sulla crisi del Papeete. All’epoca la Lega era determinante nella maggioranza giallo-verde, e ciò nonostante finì all’angolo.
A maggior ragione adesso, che Draghi con o senza i leghisti ha comunque un ampio sostegno parlamentare, gli attacchi al premier – rifiutandosi però di andare all’opposizione – fanno diventare le proteste della Lega una farsa.
Di questo i dirigenti più avveduti del Cartoccio sono ormai consapevoli, ma nel partito non sembra esserci nessuno col coraggio di sfidare il segretario a un congresso, mentre Berlusconi e Meloni non aspettano altro che l’alleato restituisca i voti cannibalizzati nella coalizione.
Dunque è fuori luogo parlare di crisi di governo per le paturnie del Capitano, che più abbaia e meno morde, anche quando sale di livello con le frottole.
La storiella dei cattivi che vogliono nuove tasse, e che cambiano il catasto (nel 2026) per aumentare il carico fiscale si schianta infatti sulla delega data a un governo che non ha mai parlato di maggiori imposte, garantendo l’invarianza del gettito, mentre non c’è nessuno che abbia mai chiesto di elevare il carico fiscale, soprattutto sul ceto medio e sulle imprese, dove invece si vogliono fare arrivare più risorse, a partire da quelle del Pnrr e delle riforme promesse all’Europa. Irresponsabili giochetti di Salvini permettendo.
(da La Notizia)
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Ottobre 7th, 2021 Riccardo Fucile
SE UN PARTITO CANDIDA UNA PERSONA CHE SI CHIAMA MUSSOLINI ED E’ NIPOTE DEL DUCE, LO FA PER ATTRARRE I VOTI DI CHI RIMPIANGE MUSSOLINI, INUTILE GIRARCI INTORNO
Ha ragione Rachele Mussolini, prima eletta a Roma nelle liste di Fratelli
d’Italia, quando dice che è stata votata non solo per il cognome. L’hanno votata anche per il nome: quello della nonna, moglie del dittatore.
Rachele M. — proprio come la sua leader Giorgia M. — appena le si chiede che cosa pensa del fascismo risponde che si tratta di un discorso troppo lungo.
In realtà può essere anche molto breve. Se un partito candida una persona che si chiama Mussolini ed è nipote di Mussolini, lo fa per attrarre i voti di chi rimpiange Mussolini. Punto.
Uno dei libri più amati dalla comunità di Giorgia Meloni e Rachele Mussolini jr. è «Il Signore degli Anelli» di Tolkien.
Entrambe ricorderanno senz’altro che l’eroe della saga non rischia la pelle per conquistare qualcosa, ma per sbarazzarsene.
Lo abbiamo sperimentato un po’ tutti nella vita: si evolve solo rinunciando, anche dolorosamente, a un pezzo del proprio passato.
L’Anello dei Fratelli (e delle Sorelle) d’Italia è il legame ambiguo con il fascismo.
Se lo gettano via, perdono un consistente pacchetto di voti e di candidati che parlano a braccio (teso), ma in compenso possono finalmente intercettare quel vasto elettorato allergico alla sinistra, però non reazionario, che un tempo fu terreno di caccia della democrazia cristiana e di Berlusconi.
Se invece l’Anello se lo legano al dito, resteranno per sempre prigionieri nella terra di mezzo: arroccati in un angolo, a destra.
(da Il Corriere della Sera)
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Ottobre 7th, 2021 Riccardo Fucile
MA I SOVRANISTI NON AVEVANO DETTO CHE I FURBETTI ERANO TUTTI AL SUD?
Sono 116 le persone denunciate dalla Guardia di Finanza di Treviso perché incassavano ogni mese 700 euro dal Reddito di cittadinanza, pur non avendone diritto. In 45 casi (cittadini stranieri) i finanzieri hanno scoperto che non c’era il requisito della residenza, visto che la legge prevede che si debba essere residenti in Italia da almeno 10 anni e continuamente almeno da due.
E poi ci sono casi in cui chi riceveva il Reddito di cittadinanza, risultava anche proprietario di una Maserati o di grosse vincite al gioco.
Si tratta di 25 persone che, anche durante il periodo in cui percepivano il Rdc, avevano vinto con il gioco online, prevalentemente scommesse sportive. Ma non mancavano anche giocatori di poker online.
Sui loro conti, i finanzieri hanno ritrovato accrediti per centinaia di migliaia di euro. Cifre mai rese note all’inps, che altrimenti avrebbe interrotto l’erogazione del Rdc. È il caso per esempio di un disoccupato 54enne di Treviso, che aveva vinto 1,6 milioni di euro, e un 48enne di Conegliano, che invece aveva incassato una vincita di 500 mila euro.
C’è stato anche chi ha evitato di indicare nell’autodichiarazione di percepire altri redditi, in alcuni casi anche da lavoratore dipendente, e di possedere case.
Elementi che ovviamente avrebbero fatto superare i limiti di reddito per poter ricevere il Rdc. Altri non hanno comunicato di aver trovato un lavoro mentre percepivano il Rdc. E poi ci sono tre persone che erano già proprietarie di auto di cilindrata superiore a 1.600 cc e moto di oltre 250 cc, acquistate almeno sei mesi prima di richiedere il Rdc. Tra loro ce n’era una che aveva comprato una Maserati Levante.
(da agenzie)
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Ottobre 7th, 2021 Riccardo Fucile
TANTO GUADAGNA DI PIU’ A FARE LE COMPARSATE SU MEDIASET COME “OPINIONISTA”, SAI CHE GLI FREGA
Le sue posizioni contro il vaccino anti-Covid sono note a molti e non le ha
mai nascoste. Così come il fatto che lui non si sia immunizzato, nonostante le sue stravaganti teorie sulla finta iniezione proposta alle élite mondiali (di cui lui si vanta di far parte).
Alla fine, dunque, Alessandro Meluzzi è tutt’altro che sorpreso dalla decisione dell’Ordine dei Medici di Torino che lo ha sospeso, in linea con le normative vigenti, per non essersi vaccinato.
A confermare la notizia è stato lo stesso psichiatra, spesso ospite dei salotti televisivi di Mediaset, all’AdnKronos: “Ho fatto una scelta consapevole quella di non vaccinarmi. Credo che l’Ordine, a cui sono iscritto da 41anni, abbia fatto quello che doveva fare sulla base delle normative vigenti. D’altra parte sono cresciuto nella cultura di Socrate, le leggi della polis si rispettano qualsiasi cosa se ne pensi, quindi va bene così”.
Meluzzi, dunque, non se la prende per la decisione che – vista l’attuale normativa sull’obbligo vaccinale per il personale sanitario – era prevista e prevedibile.
Ma la sospensione non smuove le convinzioni dello psichiatra ed ex deputato. Conscio che senza immunizzazione non potrà portare avanti la sua professione medica, Meluzzi sottolinea come la sua scelta di non sottoporsi alla vaccinazione non sia stata intaccata da questo provvedimento: “Per il momento me ne guardo, le ragioni che mi hanno spinto a non farlo non le vedo modificate ad oggi modificate”.
Non potrà “operare” come medico, ma la sua “carriera” da opinionista televisivo non sembra essere messa a rischio da questa sua ostinazione convinta.
I salotti di Mediaset (e i suoi collegamenti fissi con Quarto Grado, ma anche altri talk show politici) continueranno a ospitarlo nonostante l’accesa discussione in diretta con Giuseppe Brindisi a Zona Bianca di un paio di settimane fa.
(da agenzie)
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