Destra di Popolo.net

LA MEMORIA E L’ORGOGLIO DELLA DIVERSITA’

Ottobre 10th, 2021 Riccardo Fucile

UN LEADER DI UNA VERA DESTRA SOCIALE OGGI SAREBBE ANDATO DA SOLO E SENZA SCORTA A STRINGERE LA MANO A LANDINI DAVANTI ALLA SEDE DEVASTATA DALLA CGIL, COME FECE ALMIRANTE CON BERLINGUER

Per una volta partiamo dalla conclusione del ragionamento: il comportamento di un leader di Destra questa mattina era semplice.
Far accostare l’auto, pregare la scorta di attendere, scendere e dirigersi a piedi e da solo verso la sede della Cgil di Roma devastata e andare a stringere la mano di Maurizio Landini, attestando la solidarietà di una comunità civile.
Nessuno avrebbe lanciato un insulto, tutti avrebbero avuto rispetto per un gesto che avrebbe avuto più valore di mille parole posticce.
E anche Maurizio avrebbe capito che sarebbe stato il segnale della fine di un’epoca e anche il taglio preventivo a quello che ancora potrebbe accadere di tragico nel nostro Paese.

Un gesto che Giorgio Almirante ebbe il coraggio di fare rendendo omaggio alla salma di Berlinguer.
Ma c’e’ una differenza tra allora e ora: allora c’era una Destra sociale vera, oggi ci sono due partiti sovranisti che sono due fenomeni da baraccone, che di vera Destra sociale non hanno nulla, che strizzano l’occhio a un periodo storico dove avrebbero al massimo pulito i cessi di Palazzo Venezia o interpretato il ruolo di Tognazzi nel Federale.
Di fronte a un pericolo eversivo una Destra vera che ama la propria nazione trova il coraggio di superare le divisioni e di lanciare un segnale di unità in nome di valori superiori, non si rifugia dietro miserabili distinguo o amnesie, chiede fermezza.
Perchè a destra non c’e’ spazio per collusioni con agenti provocatori di servizi stranieri che vogliono destabilizzare l’Europa o per pregiudicati cocainomani che si riciclano come sovranisti.
Abbiamo un’età che ci permette di ricordare quanti giovani sono stati bruciati e mandati al massacro da cattivi maestri in collegamento con i servizi ele Questure (e che restavano stranamente sempre a piede libero).
O
ggi qualcuno potrebbe parlare di una occasione mancata nel non aver fatto quel semplice gesto di solidarietà verso un sindacato di lavoratori.
In realtà quel gesto nessuno avrebbe avuto la credibilità di farlo. perchè una Destra credibile oggi non c’e.

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L’INTERNAZIONALE NERA DI QANON ALL’OFFENSIVA PER COLPIRE L’ITALIA

Ottobre 10th, 2021 Riccardo Fucile

CONTATTI SEMPRE PIU’ FITTI DALL’ESTATE CON L’ESTREMA DESTRA ITALIANA: PENETRAZIONE NEI CANALI WEB, SPONDA CONTRO PAPA FRANCESCO

Avviene con maggiore forza da questa estate. Mentre declina o meglio si nasconde negli Stati Uniti a seguito dei centinaia di arresti seguiti all’assalto a Capitol Hill il giorno dell’inizio della Presidenza Biden e della fine di quella di Trump, il 6 gennaio 2021 (tra essi il famoso sciamano vestito con copricapo di bisonte) in Italia prende piede il movimento QAnon.
Una specie di onda lunga del movimento americano arrivato in Europa. Secondo l’Associated press sono ben 85 paesi in cui fanno proseliti i seguaci delle teorie cospirazioniste del Gran Reset in Gran Bretagna, in Francia ma soprattutto in Germania e in Italia. L’Italia e’ la terza al modo.
In Germania e Italia ha trovato nuova linfa nelle sempre verdi radici dell’ estrema destra. In Italia come dimostra la lettera che sarebbe stata inviata ai manifestanti di ieri a Roma da monsignor Carlo Maria Viganò, ex Nunzio Vaticano a Washington, (che benedisse l’ assalto al Parlamento americano in un’ intervista a Steve Bannon) si alimenta anche della opposizione curiale al Pontificato di Papa Francesco.
Il Papa infatti, secondo Viganò, sarebbe parte integrante del Great Reset (e l’ instaurazione della “dittatura “ sanitaria per il presunto controllo del mondo, mentre la causa di tutto questo il Covid sparisce dai radar.
L’arcivescovo Viganò crede all’esistenza del Great Reset, una teoria del complotto secondo cui le élite finanziarie globali avrebbero pianificato la Pandemia per instaurare un regime totalitario e il Nuovo Ordine Mondiale. In un intervento video pubblicato il 30 maggio 2021 sul canale Youtube Visione TV, ammette: ”Mettiamoci nei panni dei fautori del Great Reset. Partiamo dal punto di vista di chi questo complotto lo ha organizzato e non di chi lo subisce inconsapevolmente. Se ci mettiamo nei panni di un Bill Gates, di un George Soros, di un Klaus Schwab, non sarà difficile comprendere che se dichiarassimo spudoratamente che abbiamo deciso di decimare la popolazione mondiale per il tramite di un siero genico, con ogni probabilità non otterremo consenso dalle masse ne appoggio dalle istituzioni perché il nostro piano criminale susciterebbe una rivolta e, soprattutto, scoprirebbe le nostre carte. In realtà, i nostri progetti li abbiamo anche dichiarati a più riprese, li abbiamo iscritti negli atti dei nostri congressi, li abbiamo ribaditi in interviste e incontri istituzionali, li abbiamo addirittura fatti incidere nelle Georgia Guidline Stones.”
In un altro video, pubblicato il 31 agosto 2021, l’arcivescovo Viganò cita anche Kalergi, personaggio sul quale è stata creata la famosa teoria del complotto del piano che porta il suo stesso nome ed erede dei Protocolli dei Savi di Sion. Diventato uno dei bersagli preferiti delle destre estreme europee, venne accusato di essere l’ideatore della fantomatica “grande sostituzione etnica “in Europa a favore di una presunta élite ebrea.
I gruppi di Forza Nuova e simili ormai costituiscono una frangia di estrema destra del movimento No vax, che diffonde fake news in modo attivo e massiccio, con l’ossessione del deep state, cioè lo stato profondo, guidato da una setta segreta.
Da luglio- agosto 2021, i qanonisti italiani sono cresciuti di numero e usano chat soprattutto su Telegram, la piattaforma social di “imprinting russo” .
Come per il terrorismo jihadista, anche per l’ultradestra filo-nazista la propaganda circolante su web, social network, chat e piattaforme di messaggistica, secondo l’analisi del Rapporto annuale al Parlamento sulla sicurezza rilasciato a maggio 2021 dai servizi segreti italiani ,”ha concorso ad alimentare il fenomeno dell’estremismo violento e a favorire percorsi di radicalizzazione tra comunità di utenti sempre più estese e meno relegabili agli specifici ambienti di riferimento.”
Nella Relazione dei servizi si sostiene che sono “numerosi ed in continua evoluzione i contenitori online in cui anche soggetti privi di specifico background ideologico, tra cui molti giovani affascinati dalla “gaming culture”, possono indottrinarsi ed attingere ad un coacervo di teorie e pseudo-ideologie, spesso interconnesse, che propugnano il ricorso alla violenza indiscriminata. In tali circuiti è possibile trovare, in maniera più o meno esplicita, narrative razziste, omofobe ed antisemite, ispirate al suprematismo bianco, all’esoterismo nazista e alle svariate teorie del complotto” .
L’obbiettivo dichiarato adesso è il governo Draghi .Una curiosità. Lo stesso canale YouTube di cui è stato ospite Viganò, Visione tv , ha intervista a lungo, Cecilia Marogna , “la dama del cardinale Becciu” . Ieri.
(da Huffingtonpost)

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MELONI DICE DI “NON SAPERE” SE CI SONO O MENO I FASCISTI DIETRO L’ASSALTO ALLA CGIL

Ottobre 10th, 2021 Riccardo Fucile

CONDANNA GENERICA DELLE VIOLENZE MA HA PAURA DI DIRE QUELLO CHE FILMATI E FOTO CONFERMANO

“È sicuramente violenza e squadrismo poi la matrice non la conosco. Nel senso che non so quale fosse la matrice di questa manifestazione ieri, sarà fascista, non sarà fascista non è questo il punto. Il punto è che è violenza, è squadrismo e questa roba va combattuta sempre”.
Questa è la “condanna” della leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni alle violenze avvenute ieri sera a Roma durante la manifestazione “No Green Pass” in cui gruppi di estrema destra guidati dai leader di Forza Nuova Giuliano Castellino e Roberto Fiore hanno devastato la sede centrale della Cgil.
Intervenuta alla convention nazionale di Vox, partito di estrema destra spagnolo, Meloni non riesce ancora una volta a condannare fermamente e inequivocabilmente il fascismo e i suoi modi violenti di agire.
Anche di fronte ad immagini chiare, che mostrano i guru neofascisti aizzare la massa, e di fronte al fermo di 12 persone nella notte, tra le quali figurano appunto sia Castellino che Fiore.
Prove tangibili, evidenti, limpide, che per la numero uno di FdI non sono però sufficienti a farle riconoscere la matrice nera dietro gli scontri in strada nella Capitale. Un po’ come per il giudizio sull’inchiesta di Fanpage su Carlo Fidanza e i presunti finanziamenti in nero alla campagna elettorale di Chiara Valcepina a Milano, “sospeso” in attesa delle “cento ore di girato”, come se qualcosa di non mostrato in diretta potesse contraddire i saluti romani, i “boia chi molla” e le minacce di far saltare in aria le barche di immigrati emersi dalle riprese.
Meloni ha anche risposto sulle parole del suo candidato sindaco per Roma, Enrico Michetti, che in un articolo datato febbraio 2020 parlava di Olocausto e di ebrei “banchieri e lobbisti”.
“Sono frasi molto infelici – ha detto – e ha fatto benissimo Enrico Michetti a chiarire immediatamente la sua posizione e ribadire la sua totale lontananza da ogni forma di antisemitismo, la sua totale solidarietà ad Israele”.
“Mi pare – ha aggiunto – che abbia usato parole abbastanza chiare. Certo su questi temi le parole non sono mai troppe, io credo valga la pena di insistere da parte di Michetti.
Patetica.
(da agenzie)

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GIORNALISTI MINACCIATI CON UNA PALA ALLA MANIFESTAZIONE “NO GREEN PASS”

Ottobre 10th, 2021 Riccardo Fucile

LA PALA VERRA’ POI LANCIATA CONTRO LE FORZE DELLORDINE: E QUESTI NON ERANO DI FORZA NUOVA, MA DELINQUENTI NO VAX

Tra i manifestanti “No Green Pass” e i giornalisti non c’è mai stato un buon rapporto. Come tra chi sa di muoversi nel torbido e chi – semplicemente – ha intenzione di documentarlo e raccontarlo.
Ne sa qualcosa Saverio Tommasi, cronista di Fanpage aggredito in piazza a Firenze lo scorso 25 luglio mentre cercava di realizzare un servizio tra i negazionisti. “Giornalista terrorista” è il mantra dei cortei che ogni sabato sfilano nelle principali città d’Italia, e non risparmia nessuno, neanche un quotidiano come Libero che – da quando si è insediato Alessandro Sallusti come nuovo direttore – ha smesso di strizzare l’occhio agli scettici del vaccino e del virus, e per questo motivo è stato preso di mira a inizio settembre da manifestanti proprio sotto la redazione.
Per questo motivo non stupisce che durante le violenze di ieri a Roma, culminate con l’assalto di Forza Nuova alla sede centrale della Cgil in Corso d’Italia, ci siano state intimidazioni e minacce verso gli operatori dell’informazione
In un video girato dall’Ansa si vedono alcuni “No Green Pass” che, dopo aver costruito una “barricata” di fortuna con i materiali di un vicino cantiere edile in Via del Corso lanciano un avvertimento ai giornalisti con la videocamera: “Il primo che fa un filmato gli spacco questa pala in testa”, si sente nella registrazione.
La polizia con gli idranti li ha poi fatti indietreggiare. Dal gruppo dei manifestanti è partito quindi un lancio di sassi verso le forze dell’ordine, compresa la pala.
Nel corso della protesta, un manifestante è perfino salito sul tetto di un blindato delle forze dell’ordine schierato all’angolo tra la piazza e via del Babuino. Alcune centinaia di manifestanti si sono diretti verso Palazzo Chigi, dove è stato necessario inviare i rinforzi per scongiurare eventi simili a quelli avvenuti alla Cgil.
(da agenzie)

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ABBRACCIO ALLA CGIL: “CERTE COSE NON SUCCEDEVANO NEMMENO NEGLI ANNI ’70”

Ottobre 10th, 2021 Riccardo Fucile

AL PRESIDIO POLITICI, SINDACALISTI, STUDENTI

Sono passati pochi minuti alle 10 quando parte per la prima volta Bella Ciao davanti alla sede della Cgil vìolata ieri dall’estrema destra.
Il pezzo di strada intorno al civico 25 di Corso d’Italia, a Roma, è un pullulare di persone e bandiere. Il rosso del sindacato, ma anche i colori di Libera e degli studenti dell’Udu, dell’Arci.
Hanno risposto in tanti alla chiamata del sindacato: ritrovarsi davanti a quel luogo simbolico, all’indomani della devastazione messa in atto da un gruppo di manifestanti di Forza nuova che ieri hanno sfruttato l’iniziativa dei no green pass per risalire il centro di Roma, arrivare fino alla sede del sindacato e forzare le porte per entrare e danneggiare quello che gli si parava davanti.
Ma non sono tanto i danni materiali a indignare i manifestanti, parecchi, venuti anche da altre città italiane. È il gesto che fa rabbia, il fatto che sia potuto succedere.
“In un Paese ricostruito grazie alla lotta antifascista è inaccettabile che formazioni che al fascismo si richiamano siano potute crescere fino a diventare così sfrontate da assaltare la nostra sede”, dice ad Huffpost Ubaldina Santinelli.
Fazzoletto rosso al collo, è arrivata da Gubbio e ha una lunga storia nel sindacato. “Mi sono iscritta nel 1974, avevo 19 anni”, ricorda. E di partiti di estrema destra dice ancora: “Ci sono le leggi che ne impedirebbero l’esistenza, eppure nessuno fa niente. Hanno usato la scusa del green pass, ma è chiaro che le loro intenzioni sono ben altre”.
Tra i manifestanti c’è Gianni Cuperlo, già deputato di centrosinistra, ora nella direzione nazionale del Pd. Qualcuno gli va incontro, lo saluta prima che si avvicini all’ingresso della Cgil.
“Quello che è successo ieri è un attacco senza precedenti – dice ad Huffpost – mai accaduto neanche negli anni Settanta in cui la violenza era una costante. Da settimane, mesi, assistiamo a tentativi di infiltrazioni violente delle manifestazioni dei no green pass”. Chi protesta pacificamente, continua, “va convinto con argomenti razionali”. Contro chi usa la violenza, invece, “è necessaria una risposta unitaria, delle istituzioni e dei sindacati”. E questa risposta passa anche “dallo scioglimento delle organizzazioni di estrema destra, che sembrano sempre più organizzazioni criminali più che politiche”.
Si fanno le 10.30, avanza la Fiom, “ora e sempre resistenza”, gridano i militanti mentre si fanno largo. Riparte Bella Ciao, questa volta con più forza di prima.
Le bandiere sventolano sotto il cielo azzurro di questa domenica romana di sole caldo e vento freddo.
Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, inizia a parlare. “Quella di ieri è una ferita democratica, un atto di offesa alla Costituzione nata dalla Resistenza, un atto che ha violentato il mondo del lavoro e i suoi diritti”, dice. “Vorrei che fosse chiaro che se qualcuno ha pensato di intimidirci, di metterci paura, di farci stare zitti, deve sapere che la Cgil, il movimento dei lavoratori sono quelli che hanno sconfitto il fascismo in questo Paese, hanno riconquistato la democrazia: non ci intimidiscono, non ci fanno paura”, continua. Un messaggio chiaro, che sarà ribadito sabato prossimo, 16 ottobre, in una manifestazione convocata a Roma: “Si chiamerà ‘Mai più fascismo’, questo dice tutto di quale sarà il programma”.
Landini ringrazia le istituzioni per gli attestati di solidarietà, ma pochi chiede a gran voce quello che tutta la piazza, dallo studente al vecchio delegato sindacale, vorrebbe: “Tutte quelle formazioni che si richiamano al fascismo vanno sciolte e questo è il momento di dirlo con chiarezza”.
L’applauso di chi lo ascolta è lungo, scrosciante. Landini coglie l’occasione per mandare due messaggi: uno al governo, uno all’Europa.
“Il cambiamento non può avvenire senza il mondo del lavoro. E questo cambiamento passa anche per la riforma delle pensioni, per gli ammortizzatori sociali. Abbiamo bisogno di responsabilità collettiva”.
All’Europa che da ultimo accetta addirittura che siano costruiti muri antimigranti, purché non siano pagati dall’Ue, manda a dire: “Non è il momento di costruire muri e recinti, in Italia o in Europa. L’unità del mondo del lavoro e’ la condizione per una crescita democratica del nostro Paese. Per questo con Cisl e Uil abbiamo immediatamente deciso che era necessario rispondere mettendo in campo senso civico e democratico”.
Poi l’appello: “Riformare il Paese vuol dire applicare i principi fondamentali della Costituzione, a partire dal diritto, al lavoro, fino alla partecipazione di lavoratori alle scelte delle imprese. Da domani l’apertura, la partecipazione, la ripresa di parola deve essere in ogni luogo di lavoro, in ogni città e condominio. È il momento di uscire, di non aver paura, di riprenderci la parola, abbiamo la forza, e la ragione dalla nostra parte, andiamo avanti”. Quando il segretario finisce di parlare la folla resta ancora un po’ davanti alla sede della Cgil. Tempo dei saluti, dell’appuntamento a sabato 16, quando probabilmente a Roma arriverà anche chi non è riuscito a esserci oggi.
La piazza di oggi è la risposta giusta all’attacco di ieri, è il pensiero comune. “Con l’atto gravissimo di ieri è stato preso di mira il mondo del lavoro, quello di sinistra in particolare, Forza Nuova non fa altro che soffiare sul fuoco, sfruttando primai no vax, poii no green pass”, ci dice Fabrizio Zannotti, un bell’accento toscano, segretario della camera del lavoro di Livorno.
Poi c’è Giuseppe, maglietta rossa della Fiom, origini napoletane ma una vita a Roma. E tanta rabbia per quello che è successo ieri: “Sono dei violenti e dei vigliacchi, capaci di agire solo quando non c’è nessuno a fronteggiarli”.
Accanto a lui c’è Gloria Salvatori, della Fiom Roma e Lazio. “Questi rigurgiti di fascismo vanno stroncati sul nascere”, ci dice. E poi ricorda quanto i sindacati, all’inizio della pandemia, si sono battuti sulla sicurezza sul lavoro. L’idea sul green pass non cambia: “Avremmo preferito l’obbligo vaccinale, si poteva fare, anche perché vaccinarsi è un gesto collettivo. Non siamo stati ascoltati e quindi, in vista del 15 ottobre, continuiamo a chiedere che i tamponi per chi non è ancora immunizzato siano pagati dalle aziende”.
Tra i tanti che hanno alle spalle una lunga storia di sindacato, emerge qualche giovane. Gli studenti dell’Udu sono raccolti vicino alla porta che ieri è stata forzata dagli estremisti. Volti freschi, idee chiare: “Quello che è successo ieri non doveva essere permesso, io non voglio un futuro in cui accadano cose del genere. Ma quella di oggi è la giusta risposta”, dice Matilde, studentessa di Filosofia alla Sapienza. In piazza c’è anche una rappresentanza di Libera, con Diego, volontario del settimo municipio di Roma che ricorda quanto l’estrema destra romana è stata legata con ambienti della criminalità.
Quando la folla si dirada compaiono anche i passeggini: Giuseppe è con un suo amico, entrambi hanno un figlio piccolo in braccio – “siamo la risposta vivente al patriarcato”, scherza l’amico – non è iscritto al sindacato, ma è lì per solidarietà: “Gli arresti che sono stati fatti ieri sono un buon segnale – ci dice – ma bisogna tenere alta la guardia. Perché il problema non è anche culturale, non si limita ai fatti violenti”.
Sono quasi le 11.30 quando l’area davanti alla sede della Cgil si svuota.
Passa Roberto Gualtieri, candidato sindaco di Roma per il centrosinistra. C’è chi gli stringe la mano, chi gli fa l’in bocca al lupo, chi gli chiede un selfie. A chi gli domanda di commentare l’assenza dell’altro candidato al ballottaggio risponde: “Non voglio fare polemiche. Mi aspetto e spero che tutti siano uniti a difesa della democrazia, della Costituzione, dei valori del nostro Paese e che non ci siano ambiguità nè furbizie nei confronti di frange violente per cui non si può avere nessuna forma di tolleranza. Spero ci sia chiarezza da parte di tutti”. E chiarezza è ciò che chiede anche la piazza, nell’attesa che chi di dovere si pronunci concretamente sull’eventuale scioglimento delle formazioni neofasciste.
(da Huffingtonpost)

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LANDINI: “ASSALTO A SEDE CGIL E’ ASSALTO SQUADRISTA E FASCISTA, FERITA DEMOCRATICA ALLA COSTITUZIONE”

Ottobre 10th, 2021 Riccardo Fucile

L’ANNUNCIO DI UNA MANIFESTAZIONE UNITARIA SABATO 16 A ROMA

“Quello che è successo ieri è una cosa molto precisa. È un disegno preordinato di un gruppo organizzato che ha messo in campo un’azione squadrista e fascista. Quella di ieri è una ferita democratica, un’offesa alla Costituzione nata dalla Resistenza. È stato un atto che ha violentato il mondo del lavoro”: lo ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, in una conferenza stampa davanti alla sede della Cgil a Roma, ieri presa d’assalto da parte di manifestanti No Green Pass, dietro la regia dell’estrema destra.
“Se qualcuno ha pensato di intimidirci e di farci stare zitti, deve sapere che la Cgil e il movimento dei lavoratori sono quelli che hanno sconfitto il fascismo in questo Paese e riconquistato la democrazia. Non ci intimidiscono, non ci fanno paura”: lo ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, in una conferenza stampa davanti alla sede della Cgil a Roma, ieri presa d’assalto da parte di manifestanti No Green Pass, dietro la regia dell’estrema destra.
“Non ci fermeremo. Sabato 16 saremo tutti in piazza a Roma. Tutti insieme, tutte le forze democratiche di questo Paese. Non solo non vogliamo tornare indietro, vogliamo guardare avanti. Vogliamo ricostruire questo Paese”, ha aggiunto, ringraziando anche Cisl e Uil per la mobilitazione. E ancora, parlando della matrice dell’assalto: “Diciamo le cose come stanno. In discussione non c’è il diritto a manifestare le proprie idee. Quello che è successo ieri è una cosa molto precisa. È un disegno pre ordinato di un gruppo organizzato che ha messo in campo un’azione squadrista e fascista. E la scelta di colpire il sindacato è un attacco inaccettabile. Quella di ieri è una ferita democratica, un’offesa alla Costituzione nata dalla Resistenza. È stato un atto che ha violentato il mondo del lavoro”.
Il segretario della Cgil ha quindi ribadito: “Tutte quelle formazioni che si richiamano al fascismo vanno sciolte e questo è il momento di dirlo con chiarezza. Si deve sapere quello che ha portato il fascismo nel nostro Paese: ha portato alla guerra, alla disperazione, alle leggi razziali. Per questo non dobbiamo tornare indietro, me non dobbiamo nemmeno perdere la memoria”. Per poi proseguire: “Oggi abbiamo di fronte a noi un’opportunità straordinaria, cioè usare le risorse e gli investimenti per fare le riforme di cui il Paese ha bisogno da anni. Tentativi come quello di ieri cercano di portarci indietro e di mettere in discussione questa possibilità”. Per poi ringraziare della solidarietà ricevuta, dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a quello del Consiglio, Mario Draghi, e tanti altri esponenti della politica e delle istituzioni.
(da Fanpage)

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DEVASTATO IL PRONTO SOCCORSO DI ROMA PER LIBERARE UN MANIFESTANTE FERITO NEGLI SCONTRI

Ottobre 10th, 2021 Riccardo Fucile

30 DELINQUENTI AGGREDISCONO IL PERSONALE SANITARIO, QUATTRO FERITI, TRA CUI DUE AGENTI… BASTA TOLLERANZA VERSO QUESTI CRIMINALI O LA GENTE PASSERA’ ALLA LEGITTIMA DIFESA IN ASSENZA DELLO STATO

Una trentina di manifestanti ha assaltato nella notte il pronto soccorso del Policlinico Umberto I di Roma dove era ricoverato uno dei partecipanti alla protesta contro il Green Pass, già in stato di fermo.
I manifestanti hanno sfondato la porta di ingresso, poi hanno devastato il pronto soccorso.
“La situazione è tornata alla normalità dopo alcune ore con l’intervento delle forze di polizia – spiega l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato, sul posto per un sopralluogo – Ci sono 4 feriti, due tra le forze dell’ordine e due operatori sanitari”. “Non è tollerabile che vengano aggrediti degli operatori sanitari – aggiunge -. Bisogna fermare il clima d’odio, questa escalation di violenza”.
(da agenzie)

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CHI SONO ROBERTO FIORE E GIULIANO CASTELLINO, I DUE LEADER DI FORZA NUOVA ARRESTATI

Ottobre 10th, 2021 Riccardo Fucile

IL PRIMO CONDANNATO PER BANDA ARMATA E ASSOCIAZIONE SOVVERSIVA, LATITANTE PER 20 ANNI IN GRAN BRETAGNA PROTETTO DAI SERVIZI SEGRETI INGLESI E POI PRESCRITTO… IL SECONDO UN SORVEGLIATO SPECIALE CON VARIE CONDANNE E TRE DASPO

Sono 12 le persone arrestate nella notte per il loro presunto coinvolgimento negli scontri di ieri a piazza del Popolo a Roma nella manifestazione dei No Green Pass. Tra loro ci sono anche due nomi che negli ultimi tempi hanno partecipato alle varie manifestazioni dell’era della pandemia, da quelle no-mask alle recenti no Green pass: quello del leader nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore, e del capo della sezione romana del partito, Giuliano Castellino. Entrambi si vedono chiaramente nei video dell’assalto alla sede della Cgil.
Chi è Roberto Fiore
Fondatore di Terza Posizione, uomo d’affari a Londra, leader del partito di ultra-destra Forza Nuova. Roberto Fiore nasce a Roma il 15 aprile del 1959: ha una moglie, la spagnola Esmeralda Burgos, e 11 figli. Il suo nome è legato agli ambienti di estrema destra fin da quando era giovanissimo.
Nel 1977 aderisce a Lotta Studentesca, mentre l’anno dopo è, insieme a Giuseppe Dimitri e Gabriele Adinolfi tra i fondatori del movimento neofascista eversivo Terza Posizione, rimasto attivo fino al 1982 e sciolto quando Fiore si trovava ormai all’estero.
Nel 1980 si rifugia a Londra per sfuggire a un ordine di cattura emesso dalla Procura di Bologna relativo alle indagini sulla strage della stazione del 2 agosto. È allora che comincia anche la latitanza del cantautore Massimo Morsello: entrambi, secondo la magistratura, sarebbero appartenuti ai Nar, Nuclei Armati Rivoluzionari. Entrambi vengono ritenuti estranei ai fatti di Bologna: in Inghilterra restano 20 anni, con lo status di rifugiati politici.
Nel 1985 Fiore viene condannato per il reato di associazione sovversiva e banda armata. Ma l’Inghilterra dice no alla richiesta del deputato laburista Duns di espellere Fiore e gli altri quattro ricercati rimasti all’epoca. perché la condanna sembra “riferirsi ad un reato per il quale difficilmente potrebbe applicarsi il trattato di estradizione” e secondo la legge inglese l’estradizione di un rifugiato politico non è possibile se sul processo ci dono dubbi di legittimità.
Alcune fonti hanno ricostruito nel tempo che Roberto Fiore sarebbe stato protetto dai servizi segreti britannici, in qualità di loro agente. Qualche anno dopo la Commissione europea d’inchiesta su razzismo e xenofobia conferma la sua affiliazione all’MI6 fin dai primi anni ’80.
Fiore tornerà in Italia a reati prescritti, nel 1999. Nel frattempo con Morsello fonda a Londra l’agenzia Meeting Point, collegata con l’italiana Easy London (registrata come associazione culturale) e specializzata in viaggi di studio nella capitale britannica.
Nel tempo più inchieste giornalistiche si sono occupate di questo che viene definito un impero finanziario da milioni di euro tra ristoranti, proprietà immobiliari, ma anche servizi culturali, che arriverebbe in tempi più recenti a finanziare i movimenti pro-life.
Nel 1997, insieme ancora a Morsello, Fiore fonda il partito politico Forza Nuova: la formazione di destra radicale debutterà alle elezioni nel 2001 non sfondando però la soglia dell’1%. Due anni dopo FN si allea con Alessandra Mussolini e il suo Alternativa Sociale, fino a orbitare – dall’esterno – vicino al centrodestra di Silvio Berlusconi. Nel 2008 Fiore entra al Parlamento europeo, in sostituzione del posto lasciato vacante proprio da Alessandra Mussolini.
Cinque anni dopo Forza Nuova partecipa nuovamente alle politiche in totale autonomia, presentando Roberto Fiore come candidato premier e portando a casa lo 0,26% dei voti sia alla Camera che al Senato. Il risultato del 2019 è stato ancora più basso dello 0,15%.
Convinto che gli italiani non siano più antifascisti – «Il popolo italiano è stato in gran parte antifascista fino al, diciamo, 1995. Ma poi, a livello popolare, la presenza di valori antifascisti è scomparsa» – oggi Fiore ha tra i suoi fronti di azione quello delle battaglie contro i provvedimenti presi per la pandemia, a partire dalla manifestazione annunciata durante la domenica Pasqua per protestare contro il divieto di celebrare le funzioni religiose a cause delle misure restrittive fino alle mobilitazioni no-mask e oggi no green pass.
Chi è Giuliano Castellino
L’esperienza di Forza nuova unisce Fiore, 62 anni, e Giuliano Castellino, 44 anni. Il leader romano di FN è stato condannato a cinque anni e sei mesi per l’aggressione a due giornalisti de L’Espresso, un reporter e un fotografo, insieme a Vincenzo Nardulli.
Sei anni fa era stato fermato per droga, ma il giudice aveva poi deciso che la cocaina trovata nel motorino fosse per uso personale.
Il 13 settembre scorso era stato raggiunto da un provvedimento di Daspo (ne aveva ricevuti già due nel 2017 e nel 2018): per 5 anni gli sarebbe precluso lo stadio, da lui frequentato con costanza anche ora, in tempi di green pass (fa il tampone: quello è consentito dalle regole del suo movimento di protesta, spiega).
Raggiunto dalla misura delle sorveglianza speciale, ha il braccialetto elettronico e non potrebbe partecipare a manifestazioni politiche per la «reiterata violazione delle norme anti-Covid nonché di condotte di pubblica istigazione alla contravvenzione delle stesse».
Il tribunale lo descrive come un «soggetto pericoloso in relazione ai reati che offendono o mettono in pericolo la sicurezza e la tranquillità pubblica» perché «organizza forme di protesta destinate a sfociare in scontri con le Forze dell’Ordine, in quanto, non solo attuate mediante iniziative non autorizzate, ma deliberatamente tese ad elevare il livello di conflittualità sociale con modalità che includono il programmato scontro fisico con gli appartenenti alle Forze dell’ordine, con danneggiamento o occupazioni di edifici, con cori offensivi e atteggiamenti provocatori e di plateale sfida sfrontata adottati, così da suscitare l’emulazione, nei confronti di appartenenti alle Forze dell’Ordine comandati a tutela della sicurezza dei cittadini e perciò in servizio di Ordine Pubblico».
(da Open)

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NELLA NOTTE ARRESTATI FIORE E CASTELLINO DI FORZA NUOVA PER GLI SCONTRI DI IERI A ROMA

Ottobre 10th, 2021 Riccardo Fucile

IN TOTALE SONO 12 I FERMATI… OGGI MANIFESTAZIONE DI SOLIDARIETA’ NELLE SEDI DELLA CGIL

Arrestate nel corso della notte 12 persone coinvolte negli scontri di ieri a piazza del Popolo a Roma nella manifestazione dei No Green Pass.
Fra loro i vertici di Forza Nuova Giuliano Castellino e Roberto Fiore. Intanto il deputato del Partito Democratico Emanuele Fiano annuncia: «Domani presenteremo una mozione urgente alla Camera per chiedere lo scioglimento di Forza Nuova e degli altri movimenti dichiaratamente fascisti».
Nella notte erano state fermate quattro persone tra cui il leader di Forza Nuova Giuliano Castellino. Roberto Fiore e Giuliano Castellino, rispettivamente responsabile nazionale di Forza nuova e capo romano del movimento, sono «tra le persone arrestate nel corso della notte in relazione agli scontri avvenuti ieri a Roma: insieme alla ministra Luciana Lamorgese auspico che tutte le forze politiche esprimano ferma e incondizionata condanna contro inammissibili manifestazioni violente che nulla hanno a che fare con la legittima espressione del dissenso», scrive sui social network il sottosegretario all’Interno, Carlo Sibilia.
Nel frattempo sono già molte, circa un migliaio, le persone arrivate davanti alla Cgil a Roma per il presidio democratico, prima dell’assemblea generale, in risposta all’attacco avvenuto ieri contro la sede del sindacato dai manifestanti del corteo no green pass.
Alle 10.30 è prevista l’assemblea generale della Confederazione con il segretario generale Maurizio Landini. Attesi anche il segretario del Pd Enrico Letta, il presidente di Iv Ettore Rosato e la vice Teresa Bellanova.
I manifestanti, con le bandiere rosse della Cgil unite al tricolore italiano, sono distribuiti davanti alla sede e sul tratto di corso Italia chiuso al traffico dalle forze dell’ordine. L’edificio presenta danni visibili dell’attacco di ieri già dall’esterno, una finestra rotta e una tapparella divelta, e anche all’interno i segni del danneggiamento sono evidenti, con computer e stampanti rotti, librerie rovesciate, quadri danneggiati, vetri a terra.
(da agenzie)

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