Ottobre 21st, 2021 Riccardo Fucile
“VORREI CAPIRE COSA SIA SUCCESSO NELLA SUA TESTA”
Un gigante, in campo e fuori. Lo dimostrano le sue prestazioni sportive, ma anche il suo modo di vivere la realtà e l’attualità.
Dopo qualche settimana di silenzio, Kalidou Koulibaly è tornato a parlare di quei cori razzisti piovuti dagli spalti dello stadio Franchi di Firenze contro di lui, Andre-Frank Zambo Anguissa e Victor Osimhen.
Ululati e “buuu” che si sono andati a sommare a quegli epiteti rivolti a lui – mentre stava uscendo dal campo – da un “tifoso” viola. E anche oggi ha dato una lezione a tutti.
Intervenendo in conferenza stampa alla vigilia del match di Europa League contro il Legia Varsavia, ha risposto a una domanda proprio su quell’episodio: “Sì, l’ho superata perché ho i compagni e lo staff che mi sono sempre stati dietro. Ho ricevuto tanti messaggi di personaggi pubblici in Italia che mi hanno fatto molto piacere. Mi dispiace per quello che è successo a quel ragazzo, io non ci ho dormito per due notti, pensavo di aver sbagliato io. Mi dispiace molto”.
Tormenti interiori che, però, non hanno chiuso la porta a un possibile incontro con l’uomo (individuato già nelle ore successive all’episodio). Perché non sono mancati gli attestati di stima al calciatore e la mobilitazione di molti cittadini fiorentini che gli hanno chiesto di confrontarsi con colui che lo ha volgarmente insultato.
E anche in questo caso la risposta di Koulibaly è stata da gigante: “Tante persone mi hanno chiamato anche da Firenze chiedendomi di incontrare questo ragazzo. Per me non ci sarebbero problemi, sarebbe un bel modo per capire cosa sia successo nella sua testa. È una lotta a cui tengo tanto quella contro il razzismo e dobbiamo continuare a lottare”.
Perché il razzismo, almeno nel calcio, si sconfigge anche così.
(da NextQuotidiano)
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Ottobre 21st, 2021 Riccardo Fucile
L’ENNESIMA INFAMIA DEI FANATICI INTEGRALISTI CUI IL VILE OCCIDENTE HA PERMESSO DI TORNARE AL POTERE
Stanno facendo della repressione femminile un loro mantra, come previsto e
prevedibile. Le violenze talebane a Kabul e dintorni proseguono, anche se i media hanno spento i riflettori sulla situazione.
L’ultima raccapricciante vicenda riguarda una giovanissima pallavolista afghana decapitata perché si era macchiata di una “colpa”: era appassionata di sport e voleva continuare ad allenarsi.
Si chiamava Mahjubin Hakimi e aveva solamente 18 anni. È stata uccisa all’inizio di ottobre, ma la sua terribile storia è stata raccontata solamente nelle ultime ore perché i suoi genitori aveva paura di ritorsioni.
La giovanissima atleta giocava anche con la Nazionale juniores di pallavolo. Ma da quei frenetici giorni di metà agosto, quando i talebani hanno marciato verso Kabul per riprendere in mano il potere dopo 20 anni, la sua vita era cambiata. Quelle assurde regole restrittive che non stanno permettendo alle donne di svolgere molte attività quotidiane “riservate agli uomini” hanno ghettizzato anche Mahjubin Hakimi. Come racconta Giordano Stabile sul quotidiano La Stampa:
All’inizio di ottobre l’hanno scovata e le hanno mozzato la testa. Poi hanno minacciato i famigliari e intimato di non rivelare nulla.
Un muro di minacce e silenzio rotto solamente da una delle allenatrici della pallavolista afghana che, intervista dal quotidiano britannico The Independent ha fatto luce su quanto accaduto alla sua atleta (ma anche a molte altre giocatrici, di tantissime discipline).
La donna, che ha parlato sotto lo pseudonimo di Suraya Afzali, ha raccontato di come i talebani – fin dal loro arrivo a Kabul “hanno cercato di identificare le atlete, in particolare quelle della nazionale di pallavolo che in passato hanno gareggiato in competizioni internazionali e sono apparse in tv”. Solo due componenti della squadra sono riuscite a fuggire. E Mahjubin Hakimi, fino al crollo del potere di Ghani e del ritorno talebano, giocava proprio nella capitale con la sua squadra: Kabul Municipality Volleyball Club. Prima del ritorno della violenza talebana che ha prima spento i suoi sogni e poi le ha tolto la vita.
(da agenzie)
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Ottobre 21st, 2021 Riccardo Fucile
AL RADUNO DEI GILET ARANCIONI SI PRESENTANO QUATTRO GATTI
Arrestare il presidente della Repubblica Mattarella e fermare Mario Draghi, reo di aver imposto in Italia la ‘dittatura del Green Pass’.
Sono le parole d’ordine dell’Operazione Tuono. No, non è l’omonimo film di 007 dove nei panni di James Bond figurava un certo Sean Connery, impegnato in una battaglia senza esclusione di colpi con l’organizzazione segreta Spectre. Nell’Operazione Tuono del 2021, il ruolo del villain è interpretato dal generale dei Carabinieri in pensione, oggi degradato, Antonio Pappalardo. Il D-Day era ieri.
Il luogo convenuto dai ‘sovversivi’ era Piazza San Giovanni, Roma. Orologi sincronizzati, “ci vediamo tutti lì alle 14”. Ma c’è un problema. Alle 14, gli uomini di Pappalardo arrivati a San Giovanni sono solo un manipolo. Troppo pochi, operazione abortita.
Palermitano, 75 anni, di cui 42 nell’Arma, il generale Pappalardo è salito alla ribalta prima del Covid, quando spiccava tra i leader del Movimento dei Forconi. Un’organizzazione nata nel 2011 che aveva l’obiettivo di togliere la sovranità al Parlamento e ‘riconsegnarla al popolo italiano’. L’azione più ardita del generale Pappalardo? Il tentato arresto del deputato di Forza Italia Osvaldo Napoli, fermato da un gruppo di Forconi ‘in nome del popolo italiano’. Poi arrivò la pandemia.
E Pappalardo indossò un giubbottino arancione fosforescente e riunì migliaia di persone tra Milano, Bologna e Roma per lanciare la protesta contro il lockdown, nella primavera del 2020. È il movimento dei Gilet Arancioni. Lo strumento operativo delle operazioni del generale.
Solo che ieri, qualcosa non ha funzionato. L’Operazione Tuono doveva scattare alle ore 14. Ma già di primissima mattina il generale è un fiume in piena. Per le strade della vicina Tivoli, Pappalardo annuncia al megafono: “Oggi avrà inizio l’Operazione Tuono. Se siamo quattro gatti, non possiamo fare niente. Ma se siamo tantissimi e se polizia e carabinieri non arrestano gli abusivi, li licenziamo, perché siamo il popolo sovrano”.
Dopo pranzo, il generale ‘marcia’ su Roma. “Siamo i cittadini che stanno lottando contro la menzogna, contro l’inganno, contro le falsità di una pandemia che si sono inventati. Oggi chiudiamo i conti con questi signori”.
Ma a San Giovanni si presentano solo cinquanta fedelissimi. Un pessimo colpo d’occhio per la piazza del 1° maggio e delle grandi adunate del sindacato. “Forse i megafoni dovevamo averli sul tetto del pullman” dice sconsolato l’ex generale ai fedelissimi presenti. Servivano migliaia di persone per rovesciare questa dittatura e arrestare Mattarella. Ma alla fine sono solo quattro gatti.
(da agenzie)
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Ottobre 21st, 2021 Riccardo Fucile
IL SONDAGGIO IPSOS SULLA GREEN ECONOMY RIVELA LE CONTRADDIZIONI DEGLI ITALIANI
Stare fermi mentre la crisi climatica avanza è il vero rischio. Per 3 persone su 4 la
transizione ecologica è un cambiamento necessario e urgente per fermare la crisi climatica e il degrado dell’ambiente.
Solo per il 18% non è prioritaria, e per il 6% si tratta di una moda alimentata dai media.
È lo scenario disegnato dall’indagine Ipsos “Percezione, costi e benefici della transazione ecologica” che indaga sul livello di consapevolezza degli italiani nei confronti della transizione ecologica pilastro del Pnrr.
Dalla ricerca, realizzata per conto della Fondazione per lo sviluppo sostenibile in vista degli Stati generali della Green economy, emerge una forte preoccupazione per l’aggravarsi dei rischi collegati alla crisi climatica.
Per 8 italiani su 10 ritardare la transizione ecologica è la vera insidia: significherebbe versare “lacrime e sangue” per i costi elevati che si dovranno pagare per danni rilevanti che già si vedono e che aumenteranno nel corso degli anni: trombe d’aria più pericolose, alluvioni più frequenti, incendi più aggressivi.
Inoltre per l’86% degli italiani la transizione ecologica è anche un’opportunità: riduce i rischi climatici, sviluppa investimenti, innovazione, nuova occupazione.
“Con la pandemia, l’avvio della ripresa e il lancio del Green Deal europeo si registra un salto di qualità nella consapevolezza ecologica degli italiani”, ha dichiarato il presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Edo Ronchi.
“Mentre a livello politico sono state numerose le cautele dichiarate sulla transizione ecologica – ‘troppo costosa’, ‘non prioritaria perché vi sono anche tante altre questioni’- questa indagine non lascia dubbi: la transizione ecologica è necessaria e conveniente e gode di un ampio sostegno”.
Entrando nello specifico delle misure indispensabili per attuare la transizione ecologica, troviamo il gruppo delle più gettonate: fermare il consumo di suolo (55%), ridurre lo spreco dell’acqua (54%), diminuire l’inquinamento di fiumi e mari (52%), tagliare i gas serra (50%), aumentare il riciclo dei rifiuti (50%).
La meno apprezzata è disincentivare l’uso dell’auto a favore del trasporto pubblico (38%).
La ricerca Ipsos ha anche sondato le opinioni degli italiani sulla green economy. La maggioranza, il 65%, si riconosce in questa definizione: “Un modello di sviluppo economico basato sul miglioramento del benessere umano e dell’equità sociale, riducendo al tempo stesso i rischi ambientali e climatici e derivanti dalla scarsità”.
Ma chi è più direttamente chiamato in causa quando si parla di “modello di sviluppo economico”, cioè chi è chiamato all’azione? Il modello di sviluppo green per il 67% degli italiani interessa l’economia e le imprese, per il 55% la vita quotidiana dei cittadini, e per il 32% solo lo Stato e la politica.
L’ indagine Ipsos ha riguardato un campione cittadini italiani fra i 18 e 75 anni, distribuito per quote relative a genere, età, area geografica, dimensione del comune di residenza, condizione lavorativa, livello di istruzione.
(da Huffingtonpost)
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Ottobre 21st, 2021 Riccardo Fucile
LA SCONFITTA E’ FRUTTO DI UN’OFFERTA SBAGLIATA E LORO COSA FANNO? SI RIUNISCONO PER RIBADIRE CHE L’OFFERTA RIMANE LA STESSA
Mamma mia che noia! Eh sì, perché questo centrodestra oltre a essere una finta alleanza di governo che non governa il Paese; oltre a essere una cartello elettorale che, nonostante la vulgata liberista, blocca nuove idee e nuove energie; oltre a essere una continua presa in giro degli italiani che vorrebbero solo una sana politica di destra incentrata su investimenti e crescita; oltre a essere un blocco di potere con l’unico vero obiettivo dell’auto conservazione, sinceramente questa roba qua sta ormai diventando anche mortalmente noiosa.
Un minestrone congelato male che bolle nella stessa pentola senza sapori distinti e con lo stesso, fastidiosissimo, borbottio di fondo.
La reiterazione all’infinito delle stesse parole d’ordine, degli stessi riti, degli stessi vizi, degli stessi vertici in cui cambia solo la casa di Berlusconi, è il vero motivo dell’incapacità (e dell’impossibilità) di questo centrodestra di intercettare il consenso di quell’Italia seria e produttiva che vorrebbe sì votare a destra ma che non sopporta più questa destra, stracciona e populista.
La sconfitta elettorale è oggettivamente l’effetto di un’offerta sbagliata. E loro cosa fanno? Si riuniscono per ribadire che l’offerta rimane la stessa.
Il centrodestra perde perché è a trazione sovranista. E loro cosa fanno? Si arroccano sul sovranismo duro e puro! Sono riusciti a far apparire il Pd il partito più moderato e affidabile. E loro cosa fanno? Sanciscono per iscritto che la linea non cambia.
Allora, siccome agli italiani che sognano una destra finalmente normale, qualche domanda bisogna pur cominciare a farla a chi continua a dirsi liberale, popolare, europeista.
Qualche domanda, ma di quelle essenziali, andrà pur fatta a chi continua a urlare ai quattro venti il proprio moderatismo ma poi nei fatti continua ad andare a braccetto con la peggior destra estrema possibile
Ma non vi rendete conto che così facendo vi state consegnando in tutto e per tutto a chi non vuole nemmeno provare a governare un grande paese come l’Italia?
Filippo Rossi
(da Huffingtonpost)
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Ottobre 21st, 2021 Riccardo Fucile
DAL NEW YORK TIMES ALLA BBC E’ UN DILUVIO DI COMMENTI POSITIVI
Nemo propheta in patria, verrebbe da dire. Perché a fronte delle numerose
proteste e del clamore suscitato in Italia della decisione del Governo di imporre l’obbligo del Green Pass a tutti i lavoratori, pubblici e privati, per accedere ai luoghi a loro deputati, si registra un plauso generalizzato dei cittadini, in particolare americani e inglesi, alla strategia italiana per uscire definitivamente dall’emergenza sanitaria e limitare la circolazione del virus.
La notizia dell’introduzione del certificato verde, infatti, ha fatto il giro dei siti di tutto il mondo e a giudicare dai molti commenti, perlopiù entusiasti, degli utenti, sembra incontrare il favore di molti.
“E’ ora di adottare il Green Pass anche nel Regno Unito”, commenta ad esempio un utente evidentemente britannico sotto il post pubblicato da New York Times. Probabilmente perché in Uk stanno vivendo una situazione particolarmente drammatica, dove si continuano a contare moltissimi casi al giorno, dove Covid-19 continua a mietere molte vittime e dove c’è un governo sotto accusa per una gestione della pandemia fatta di scelte sbagliate, che vanno dalla campagna vaccinale centrata sulla somministrazione delle prime dosi a tutti, alle riaperture premature, fino alla decisione, appunto, di non limitare ai soli vaccinati l’accesso ad alcune attività.
A pensare che la “carta verde”, dunque, sia l’unica exit strategy sono in moltissimi: “Bello tenere le persone al sicuro. Questo è un approccio sensibile per aiutare gli altri e curarli”, scrive uno.
“Finalmente un po’ di buon senso. Non si tratta di libertà, ma di responsabilità e senso civico”, fa eco un altro.
E ancora: “L’Italia finalmente sta facendo qualcosa di giusto”, “Orgoglioso dell’Italia. È l’unica scelta per andare avanti in sicurezza con la nostra vita”, “L’Italia ha vissuto i momenti peggiori all’inizio della pandemia. Lieto di leggere è uno dei pochi Paesi che si preoccupa abbastanza da prendere questa decisione”.
Una valanga di commenti che plaudono all’obbligo di Green Pass: “Non li biasimo, hanno perso così tante persone. È stato uno scenario dell’orrore quando ti guardi indietro. Gli italiani sono persone di famiglia. Non riesco a immaginare il loro dolore”.
Cittadini che sperano che anche nei propri Paesi si arrivi presto alla stessa decisione: “Gli USA hanno perso l’orgoglio nazionale che gli altri paesi mantengono. Gli americani sono davvero viziati e non si preoccupano di sacrificarsi per il bene pubblico”, commenta ad esempio uno. “Ha senso per tutti. Gli Stati Uniti devono seguire questo piano d’azione intelligente”, commenta un altro.
“Molto giusto, hanno scelto la gente prima, la politica dopo.. è un ottimo approccio”, dice un altro. “Ottima idea cercare di tenere i propri cittadini al sicuro”, scrive un utente sotto la notizia riportata dalla Bbc. “Non è irragionevole”, gli fa eco un altro. “Questo esempio dovrebbe essere seguito nel resto del mondo”, si legge ancora. “Italia, indicaci la strada”, dice un utente inglese. “Buona idea. Speriamo che la attuino anche qui in Uk”, commenta un’altra.
(da agenzie)
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