Febbraio 10th, 2022 Riccardo Fucile
E TORNA L’IDEA DI FARE UN SUO PARTITO
La clessidra del suo consenso personale continua a svuotarsi. Se Grillo decidesse di
non restituire subito la guida al presidente decaduto, l’ex premier potrebbe rispolverare il progetto della lista «Con-Te»
Succedeva esattamente un anno fa. Il governo Conte II, il 26 gennaio 2021, cadeva a causa dello strappo dei renziani. Il premier uscente sperava di ottenere il terzo mandato in meno di tre anni ma, nonostante le convergenze con il Partito democratico di Goffredo Bettini e Nicola Zingaretti, la sua riconferma a Palazzo Chigi sfumò per far spazio a un insindacabile Mario Draghi.
Fu allora che Giuseppe Conte iniziò a lavorare alla formazione di un suo soggetto politico. Qualcuno diceva che fosse pronto già il nome, «Con-Te», e il logo.
L’ipotesi tramontò perché la galassia del Movimento 5 stelle chiese all’avvocato del popolo di non abbandonare la nave. Conte, in cambio, ottenne il mandato di ristrutturare quella bagnarola che stava affondando, tra i fuoriusciti che non accordarono la fiducia a Draghi e i debiti che minavano la fiducia con la simbiotica associazione Rousseau. Un mandato che Conte ricevette grazie alla forzatura dello statuto vigente, il quale prevedeva una leadership collegiale del Movimento, mai costituitasi.
I 100 giorni che Conte dovrebbe affrontare da non-presidente
Oggi che lo statuto contiano è stato congelato dall’ordinanza del tribunale di Napoli, si torna a parlare di quel comitato direttivo di cinque membri. Beppe Grillo, l’elevato, è disceso a Roma con l’idea di rimettere in moto la sua creatura partendo dalle prescrizioni dello statuto di un anno fa, tornato in vigore dopo il provvedimento della magistratura. Quindi, prima si elegge un comitato di garanzia e poi di indicono le votazioni per il direttivo di cinque membri.
È l’unica via possibile per non incorrere in ulteriori ricorsi e traversie giudiziarie, nell’attesa che si risolva la questione legata alla sospensiva del tribunale napoletano.
Il Messaggero scrive che ci potrebbero volere almeno 100 giorni, poiché a marzo la causa sarà solo «trattenuta in decisione per la pronuncia sull’eccezione di incompetenza territoriale». Eccezione che «contempla la concessione di un ulteriore termine di 80 giorni per il deposito di comparse conclusionali e repliche». Sono i tempi della giustizia.
Suggestione «Con-Te»
Tempi che l’avvocato del popolo conosce bene. Per non restare impantanato nelle carte bollate mentre, internamente, le correnti ne logorano la leadership, Conte starebbe ripescando l’idea di creare un suo partito.
Restare nel Movimento, disarmato del suo ruolo di presidente, non gli consentirebbe nemmeno di decidere le candidature per le amministrative della prossima primavera. «Con-Te» gli permetterebbe di svincolarsi dal carrozzone grillino e dai rischi di delegittimazione che comporterebbero le votazioni degli iscritti che, stando allo statuto tornato in auge, dovrebbero avvenire su Rousseau.
C’è da capire quanti del gruppo parlamentare attuale lo seguirebbero nel possibile progetto di creare una lista progressista che nascerebbe per essere alleata naturale di Pd e Leu. Ma il bacino di esponenti politici a cui Conte potrebbe attingere non è limitato all’attuale gruppo 5 stelle.
Ci sono i tanti espulsi all’indomani dell’elezione di Draghi alla presidenza del Consiglio. E c’è chi se n’è andato autonomamente: il nome più pesante che si muove fuori dai ranghi del Movimento – e del parlamento – è quello di Alessandro Di Battista. Il pasionario deluso dal Movimento, nelle ultime settimane, ha lanciato delle ciambelle salvagente all’ex premier mentre imperversava la silenziosa tempesta dimaiana.
(da agenzie)
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Febbraio 10th, 2022 Riccardo Fucile
7,1 MILIONI DI ITALIANI SENZA UNA DOSE, COPERTURA CON TRE DOSI FERMA ALL’83,5%
Nella settimana dal 2 all’8 febbraio si registra un calo dei nuovi vaccinati contro il Covid: sono stati 186.744 rispetto ai 278.940 della settimana precedente, pari a -33,1%.
In particolare, nella fascia 5-11 anni sono stati 77.985, con una netta flessione del -35,2% rispetto alla settimana scorsa.
Quindi 1.283.289 bambini hanno ricevuto almeno una dose (di cui 761.023 hanno completato il ciclo), con un tasso di copertura nazionale che si attesta al 34,9% ma con molte differenze regionali: si va dal 18,9% della Provincia Autonoma di Bolzano al 51,5% della Puglia.
E tra gli over 50, nonostante l’obbligo vaccinale e l’obbligo di green pass rafforzato sui luoghi di lavoro, il numero di nuovi vaccinati è sceso ancora, attestandosi a 47.951, pari a -41,6% rispetto alla settimana precedente.
Sono i dati che emergono dal nuovo monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe, che segnala anche “un continuo calo” nelle fasce 12-19 e 20-49 anni.
Ci sono inoltre, avverte il report, ancora troppi non protetti dal vaccino.
L’85,4% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino contro il Covid-19 e l’82% ha completato il ciclo vaccinale, ma 7,1 milioni di persone non hanno ancora ricevuto nemmeno una somministrazione.
Il tasso di copertura delle terze dosi è, invece, all’83,5% ma con nette differenze regionali: si va dal 77,5% della Sicilia all’89% della Valle D’Aosta. I dati sono aggiornati alle ore 18 del 9 febbraio.
“Questi dati – si legge – portano a due considerazioni: se da un lato il fatto che oltre 1,7 milioni di persone siano entrate in contatto con il virus alza il livello di immunità della popolazione, dall’altro il numero di persone non protette da Covid-19 è ancora molto elevato e, soprattutto, l’immunità derivante dall’infezione cala progressivamente nel tempo, confermando la necessità di vaccinarsi entro 6 mesi dall’avvenuto contagio”.
Sui nuovi casi il report afferma: “Sì a ottimismo, no a mosse azzardate”. Dal 2 all’8 febbraio i nuovi casi di Covid in Italia vedono, per la seconda settimana consecutiva, una netta flessione registrando un -27,9%. Sono stati, infatti, 649.345 rispetto ai 900.027 della settimana precedente. Un calo dovuto, “in parte alla minore circolazione del virus, documentata dalla riduzione del tasso di positività dei tamponi, e in parte alla riduzione dei tamponi” che, tra antigenici e molecolari, nello stesso arco di tempo è calata del 15,5%.
Ma non accenna a calare il numero dei decessi, che sono stati 2.587 (+0,2%), di cui 251 riferiti a periodi precedenti. Intanto continua il lento calo del peso della pandemia sulle strutture ospedaliere.
Nella settimana 2-8 febbraio c’è stata una riduzione del 7,7% dei ricoveri con sintomi, che sono stati 18.337 rispetto ai 19.873 della settimana precedente. Allo stesso modo, si vede anche una riduzione dell’11,2% dei ricoveri nelle terapie intensive, che sono stati 1.376 rispetto a 1.549.
Nella settimana 2-8 febbraio, infine, ad eccezione di Calabria, Sardegna e Sicilia (sulla quale pesano i ricalcoli dell’ultima settimana), in tutte le Regioni si rileva una riduzione percentuale dei nuovi casi, che vanno dal -9,4% della Basilicata al -50,4% della Valle d’Aosta. Ma sono ancora 70 le Province con incidenza superiore ai 1.000 casi per 100.000 abitanti, distribuite in tutte le Regioni ad eccezione di Molise e Valle d’Aosta.
(da agenzie)
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Febbraio 10th, 2022 Riccardo Fucile
A DARE LA NOTIZIA E’ STATA LA “BILD”, CHE HA DEFINITO LA MOSSA “OVVIAMENTE UNA VIA DI FUGA PER LA PAURA CHE VENGA CONFISCATO” … LA BARCA, CHE VALE 86,8 MILIONI DI EURO, E’ STATA AVVISTATA NEL CANALE DI KIEL POCHE ORE DOPO AVER LASCIATO IL PORTO DI AMBURGO
Il superyacht di Vladimir Putin è stato avvistato mentre lasciava un porto tedesco, in
tempo per essere fuori dalla Germania prima che vengano deliberate possibili sanzioni occidentali sull’Ucraina.
Lo yacht da 86,84 milioni di euro, chiamato Graceful, era al cantiere Blohm Voss da settembre per essere pulito e per una revisione. La nave è stata avvistata nel canale di Kiel poche ore dopo aver lasciato il porto di Amburgo e, secondo quanto riferito, si trova ora nel Mar Baltico.
Il quotidiano tedesco Bild ha affermato che la mossa «è stata ovviamente una via di fuga per la paura che venisse confiscato».
Graceful contiene tutti gli ornamenti che ti aspetteresti all’interno di uno yacht di lusso, inclusi l’ufficio del leader e la piscina coperta.
La mossa dello yacht arriva con l’intensificarsi delle tensioni tra gli Stati membri della NATO e la Russia sull’Ucraina. Le forze della NATO hanno segnalato un significativo accumulo russo al confine con l’Ucraina, con stime che stimano il numero di truppe di stanza lì a oltre 110.000.
Gli stati membri della NATO, tra cui Spagna, Danimarca, Francia e Stati Uniti, hanno inviato equipaggiamento e personale militare in Ucraina per fungere da deterrente. Il presidente russo Vladimir Putin ha recentemente affermato in una dichiarazione che l’Ucraina non dovrebbe tentare di aderire all’Unione Europea o alla NATO.
Gli Stati Uniti hanno minacciato sanzioni severe se i russi dovessero invadere l’Ucraina. C’è anche contesa sul gasdotto Nord Stream 2, destinato a trasportare gas dalla Russia all’Europa in una mossa che aggirerebbe l’Ucraina.
Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha affermato che se la Russia invaderà l’Ucraina, non ci sarà più il Nord Stream 2 e il progetto verrà interrotto. Nel frattempo, i civili in Ucraina hanno seguito un addestramento militare aperto mentre circa 200.000 soldati russi completamente equipaggiati si ammassano ai suoi confini.
Il paese assediato ha aumentato le esercitazioni nel timore che un’invasione possa arrivare «in qualsiasi momento».
(da il Sun)
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Febbraio 10th, 2022 Riccardo Fucile
“IL CHE PURTROPPO NON PORTERÀ A NULLA DATO IL FUNZIONAMENTO DELLA GIUSTIZIA ITALIANA. FORSE FUNZIONEREBBE MEGLIO QUELLO CHE DEFINISCO “IL METODO MUGHINI”, ANDARE AD ASPETTARLO SOTTO CASA”
Non sono uso sparare contro la Croce Rossa e dunque figurati se intendo dire qualcosa di pungente contro Tommaso Montesano, cui fatico però ad attribuire la qualifica di “giornalista”. Le cose sono semplici semplici. Lui ha fatto quello che quotidianamente fanno milioni dei nostri concittadini a mezzo tweet. Quella di scrivere una colossale boiata, ma proprio colossale, e diffonderla attraverso gli oceani della comunicazione digitale. Montesano ha offeso, certo ha offeso, le tantissime vittime del Covid in quel di Bergamo, una città in cui quel dannato virus è stato particolarmente crudele.
Vorrei ben vedere che il mio vecchio amico Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, non lo querelasse, il che purtroppo non porterà a nulla dato il funzionamento della giustizia italiana.
Bene che vada faranno la prima udienza fra un anno e mezzo. Bene che vada andranno a sentenza fra tre/quattro anni. Forse funzionerebbe meglio quello che definisco “il metodo Mughini”, nel senso che è il metodo che adotterò nel caso in cui qualcuno mi offenda pesantemente: andare ad aspettarlo sotto casa.
Scherzi a parte, vedo che Montesano si tira indietro. Non intendeva questo e quello, s’era spiegato male, purtroppo la lingua italiana non è il suo forte e dunque ha pasticciato con i termini e con i concetti. No, no, non voleva dir quello che ha scritto. Non era compos sui, i tasti del computer lo hanno tradito, non sapeva né quello che stava dicendo né quello che stava pensando, ammesso che stesse pensando.
E’ un tantino semianalfabeta, bisogna perdonarlo. Del resto i tweet sono il reame dei semianalfabeti come lui, i quali non possono accedere alle edizioni Adelphi o alle edizioni Settecolori, per dire di due delle più belle case editrici italiane.
Il guaio è che quei tweet infestano quotidianamente il tessuto della comunicazione italiana, anzi del suo comparto il più visibile, il più utilizzabile, il più utilizzato. Sono il pane quotidiano di milioni e milioni dei nostri concittadini nel veicolare tonnellate di odio e di ignoranza. I semianalfabeti al potere, questo è accaduto. Dio mio, Dio mio, Dio mio.
(da Dagospia)
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Febbraio 10th, 2022 Riccardo Fucile
IL CASO MONTESANO
Il direttore di Libero Alessandro Sallusti oggi fa il punto in prima pagina sul caso di
Tommaso Montesano, il giornalista che ha paragonato le bare di Bergamo al lago della Duchessa del sequestro Moro. Sallusti fa prima di tutto sapere che Montesano è in effetti “contrario ai vaccini”:
C’è un limite oltre il quale non si può andare, neppure per scherzo, per sbaglio o per equivoco. E questo limite ieri purtroppo è stato superato da un collega della nostra famiglia, Tommaso Montesano, che in un post sui suoi social ha messo in dubbio la veridicità sostanziale delle famose immagini del convoglio di camion dell’esercito che il 18 mano del 2020 ha attraversato Bergamo con un carico di bare di morti di Covid.
Tommaso Montesano si è sempre detto contrario ai vaccini e non ha mai nascosto, in redazione e in pubblico, le sue tesi negazioniste. Affari suoi, non è questo il punto perché a Libero ognuno può pensarla come crede fatto salvo il diritto dovere del direttore di decidere la linea e di conseguenza i contenuti del giornale che su questo tema sono chiari: i negazionisti negano innanzitutto che l’uomo, chi più e chi meno, sia dotato di intelligenza.
E poi conclude con le scuse:
È vero che i contenuti dei social personali dei giornalisti non ricadono sotto il controllo del direttore, ci mancherebbe altro. Ma è anche vero che il giornalista, con la sua faccia e la sua firma, è un peno dell’immagine del giornale su cui scrive, della sua autorevolezza e della sua credibilità. Per cui non posso permettere che neppure per un secondo e neppure per sbaglio e nemmeno per un fraintendimento tra social privati e aziendali un nostro lettore o chiunque altro possa essere sfiorato dal dubbio che qui a Libero si pensi che quel convoglio di camion sia stata una cinica messa in scena. Per noi quelle 65 bare di bergamaschi che non trovavano sepoltura nella loro terra, come tutte le altre 140 mila sparse per l’Italia ma quelle di più perché sono diventate il simbolo della tragedia nazionale, sono sacre, intoccabili e inviolabili.
Tra noi tutti e il collega si è rotto un patto che non sta scritto nei contratti ma è quello umano fondante della nostra piccola comunità. Per questo ho chiesto all’azienda la sua immediata sospensione, saranno gli avvocati a decidere il resto ma nessuna carta bollata potrà assemblare i cocci. Una collega ieri mattina in redazione ha pianto di rabbia per quello che è accaduto, io mi scuso con i parenti di quei morti e con i lettori. Penso di avervi detto tutto.
(da agenzie)
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Febbraio 10th, 2022 Riccardo Fucile
NOMINATO TUTORE IL SERVIZIO SOCIALE TERRITORIALE COMPETENTE
«Vogliamo solo sangue di non vaccinati contro il Covid». Sono irremovibili i genitori del bambino del Modenese affetto da cardiopatia. Nonostante l’accoglimento del ricorso dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna da parte della Procura e la decisione del giudice che permetteva di superare le obiezioni, la famiglia resta ferma sulle sue posizioni e continua a rifiutare per il proprio figlio trasfusioni di sangue provenienti da donatori vaccinati contro il Covid-19.
Oggi la vicenda si arricchisce di un’ulteriore svolta: il tribunale per i minorenni di Bologna ha sospeso provvisoriamente la potestà genitoriale del bambino. Madre e padre No vax sostengono ci siano in ballo motivi religiosi inderogabili e continuano a chiedere trasfusioni di sangue proveniente da non vaccinati.
Il sangue è necessario al piccolo per poter essere sottoposto all’intervento chirurgico utile a curarlo dalla cardiopatia di cui è affetto. Ora, per ovviare agli ostacoli di natura non scientifica posti dai genitori, è stata sospesa la potestà e nominato tutore il servizio sociale competente per il territorio.
Nei giorni scorsi il giudice tutelare di Modena aveva accolto le ragioni del policlinico Sant’Orsola sulla necessità dell’intervento e sulla sicurezza del sangue.
(da agenzie)
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Febbraio 10th, 2022 Riccardo Fucile
MA SOLO “IN CERTE TRASMISSIONI TELEVISIVE“
Dopo mesi a fare figuracce a reti unificate e a propinare bufale sui vaccini e sulla
pandemia, arriva l’auto-embargo dalla televisione di Francesca Donato.
Non è chiaro se non sarà più ospite di nessuna trasmissione, ma probabilmente non la vedremo più in onda sulle frequenze di La7, l’emittente che – più di tutte – le ha dato spazio e voce nel corso di vari programmi (tra Di Martedì e Non è l’Arena, per citare solamente i programmi più seguiti della rete)
“Dopo due ore di processo in contumacia a genitori di bimbi malati, ingiurie e accuse infamanti a medici defunti e attacchi personali di bassissimo livello, ho deciso che a queste trasmissioni vergognose non mi vedranno mai più. Continuerò a informarvi su canali più seri”, ha scritto Francesca Donato sul suo profilo Twitter.
Una decisione che anticipa quella mai presa, per esempio, da La7. L’emittente di Urbano Cairo, infatti, è spesso stata criticata per dare eccessivo spazio a esponenti dell’universo no vax che hanno propinato al pubblico moltissime bufale nel corso di questo anno abbondante di campagna di immunizzazione.
Alla fine, dunque, è stata lei a dire addio a queste ospitate televisive. Non la vedremo più su quegli schermi il martedì o la domenica sera. Per lei ci saranno “altri canali”. Sicuramente quelli social, gli stessi in cui – senza accettare il contraddittorio – sono stati il suo palcoscenico per quella propaganda fatta di dati sbagliati e interpretazioni forzate per portare acqua al mulino delle sue narrazoni.
(da agenzie)
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Febbraio 10th, 2022 Riccardo Fucile
TAGGA UNA PAGINA SATIRICA CHE HA ANCHE RISPOSTO
Ci sono storie che non meriterebbero di essere raccontate, ma quella dell’ultima gaffe di Barbara Balanzoni rischia di toccare vette inesplorate nel settore delle gaffe sui social network.
La dottoressa sospesa dall’Ordine dei Medici di Venezia perché non vaccinata – come previsto dalla normativa vigente in Italia – e diventata idolo delle folle (inteso come gruppo di persone) no vax per le sue posizioni contro l’immunizzazione a anti-Covid è riuscita in un’impresa: taggare il profilo Twitter “sbagliato” della Presidenza della Repubblica. E l’effetto è inevitabilmente comico.
Se quello riferito ad Amnesty International Italia è giusto, quello del Quirinale è completamente sbagliato. Cliccando, infatti, si finisce nel bel mezzo di un profilo satirico che nella propria bio spiega: “Account serio ma non troppo della Presidenza della Repubblica. E ora che hanno rieletto Mattarella, magari ci chiudono”.
E il nome, d’altronde, avrebbe dovuto far salire il sospetto del tag sbagliato anche in Barbara Balanzoni: QuiriAnale e non Quirinale.
Sta di fatto che i gestori di quell’account hanno deciso di rispondere alla dottoressa sospesa dell’Ordine dei medici. E lo hanno fatto citando altre due creature caricaturali nate sui social e molto note al pubblico della rete: il Comune di Bugliano e Confundistria.
Una risposta che non è piaciuta alla dottoressa sospesa che ha deciso, forse non rendendosi ancora conto dell’errore, di bloccare la pagina QuiriAnale che lei stessa aveva taggato nel suo tweet di protesta.
(da agenzie)
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Febbraio 10th, 2022 Riccardo Fucile
I MANIFESTANTI ERANO ACCAMPATI INTORNO AL PARLAMENTO PER PROTESTARE CONTRO L’OBBLIGO DEL VACCINO
La polizia neozelandese ha arrestato più di 50 persone e ha sgomberato con la forza
centinaia di manifestanti accampati fuori dal palazzo del parlamento negli ultimi tre giorni per protestare contro l’obbligatorietà del vaccino anti-Covid e le restrizioni per combattere l’emergenza sanitaria.
Ispirandosi alle manifestazioni dei camionisti in Canada, centinaia di neozelandesi hanno bloccato le strade vicino al parlamento nella capitale Wellington con camion, camper, auto e moto. I manifestanti del “convoglio per la libertà” sono arrivati martedì da tutta la Nuova Zelanda e si sono radunati davanti al palazzo del parlamento, chiamato Beehive. Sono rimasti accampati sul prato anche di notte.
Gli arresti sono scattati a fronte di una situazione sempre più tesa, dopo che lo speaker del parlamento Trevor Mallard ha ordinato la rimozione delle tende dai prati, secondo la ricostruzione del New Zealand Herald.
Le immagini diffuse dai media, a cominciare da Reuters, vedono gli agenti portare via molti manifestanti con la forza e usare altoparlanti per avvertirli di smontare le tende. Al momento ci dovrebbero essere ancora un migliaio di persone accampate, dopo un confronto con la polizia, mentre i manifestanti suonavano tamburi e urlavano insulti. Sarebbero state lanciate anche bottiglie di plastica vuote contro la polizia.
La folla ha iniziato a spingere contro le barriere, e gli agenti hanno tirato fuori dei manifestanti e li hanno fatti cadere a terra, racconta un testimone a Reuters. Dozzine sono stati ammanettati e portati via
Negli ultimi due anni, per combattere la pandemia di Coronavirus, la Nuova Zelanda ha messo in campo severe restrizioni, riuscendo a mantenere il numero dei contagi e delle morti limitato rispetto a quello di molte nazioni comparabili.
Con cinque milioni di abitanti, ha riportato poco più di 18mila casi confermati e 53 decessi dall’inizio della pandemia. Ma le restrizioni hanno portato anche importanti conseguenze in chi ha affrontato l’isolamento e le rigide regole di distanziamento sociale. Con i confini ancora chiusi, decine di migliaia di neozelandesi espatriati sono lontani dalle famiglie mentre le imprese turistiche stanno lottando per rimanere a galla.
La prima ministra Jacinda Ardern ha detto ai manifestanti di «andare avanti», spiegando che le proteste non sono un riflesso di quanto invece pensa la maggioranza delle persone nel Paese.
«Tutti noi vogliamo davvero andare avanti. Stiamo lavorando sodo per metterci nella migliore posizione possibile per farlo», spiega Ardern ai media in occasione di una visita a un centro di vaccinazione ad Auckland. Ardern ha riconosciuto che ogni neozelandese ha il diritto di protestare, ma ha affermato che ciò non dovrebbe avere un effetto sulla vita degli altri.
Lo sgombero dei manifestanti è una questione operativa per la polizia, dice
Ora, spiegano dalla polizia, le persone arrestate dovranno rispondere dell’accusa di violazione di domicilio e ostruzione. Le autorità hanno anche fatto appello ai proprietari o ai conducenti di veicoli che bloccano le strade che circondano i terreni del parlamento per rimuoverli.
(da agenzie)
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