AVVISATE SALVINI, CHE IERI E’ ANDATO A TROVARE NATHAN TREVALLION E CATHERINE BIRMINGHAM, GENITORI DELLA FAMIGLIA DEL BOSCO: SECONDO LA PSICOLOGA CHE LI HA INCONTRATI, LA COPPIA È “INADEGUATA”: “HANNO TRATTI DI PERSONALITÀ CHE POTREBBERO INCIDERE SULLE CAPACITÀ GENITORIALI, TUTTI E TRE I LORO FIGLI, SONO IMMATURI”
DOPO L’ANALISI DELLA PSICOLOGA, LA POTESTÀ GENITORIALE DI NATHAN E CATE RESTA SOSPESA E I LORO FIGLI RIMANGONO NELLA CASA FAMIGLIA DI VASTO … CHI LAVORA SU QUESTO CASO È RIMASTO COLPITO DAL FATTO CHE I BAMBINI NON RICONOSCANO NEI GENITORI “DUE FIGURE ADULTE”: PER I FIGLI, IL PADRE E LA MADRE “HANNO DIECI ANNI”
È un colpo pesante alle speranze di una riunificazione familiare, una riunificazione a breve, perlomeno, che in un primo tempo si erano appoggiate sulla possibilità di affidare solo al padre il ritorno dei tre bambini — la maggiore, 9 anni, i due gemelli, maschio e femmina, di 7 — in una casa comune, dopo oltre cinque mesi trascorsi nella struttura protetta di Vasto.
La potestà genitoriale di Nathan e Cate resta sospesa, ma le conclusioni della perizia non sono definitive. Indicano, piuttosto, un percorso che potrebbe portare — se seguito con una volontà differente da quella mostrata negli ultimi 19 mesi — a una famiglia riunita «sotto osservazione». Per ora, resta una valutazione negativa.
Nei cinque colloqui, i genitori hanno mostrato «competenze attualmente inadeguate» seppur «suscettibili di recupero». Per tutelare i diritti dei minori all’istruzione, alla salute e alla socializzazione, «si ritiene opportuno che i bambini restino in casa famiglia», la struttura di Vasto.
L’attuale collocamento, «pur temporaneo», si configura «come adeguato e protettivo», i tre piccoli «sono ben inseriti, partecipano alla socializzazione, frequentano i momenti scolastici interni e seguono», vuole sottolineare la consulenza tecnica, «un’alimentazione vegana che mantiene le loro abitudini».
Nathan e Cate dovranno accettare «un supporto psico-educativo» che ha come obiettivo quello di consentire ai genitori di «saper riconoscere i bisogni dei loro figli». Gli incontri tra la madre e i bambini — l’ultimo è stato un fallimento — potranno riprendere «in un luogo neutro e protetto». Come il centro di Monteodorisio.
Il padre può continuare a vedere i minori e se, al termine del periodo di osservazione, i risultati saranno «privi di criticità», si passerà a incontri liberi di due ore, anche fuori dalla casa famiglia, e, ancora, in modo graduale, il padre potrà arrivare a vedere i tre bimbi senza vincoli nel fine settimana
Solo dopo questa fase, di fronte a relazioni di tutrice, curatrice e assistente sociale senza controindicazioni, «sarà possibile un ricongiungimento familiare», affiancato da «un intervento educativo domiciliare di 4-6 ore a settimana».
Chi lavora su questo caso è rimasto colpito dal fatto che i bambini non riconoscano nella madre «una figura adulta». Si assiste, attraverso i test, «a una rappresentazione instabile, incoerente, con età non congrue» della famiglia e si intravvedono figure genitoriali «immature e poco strutturate»
Per i bambini il padre e la madre «hanno dieci anni». E nel disegno della “famiglia immaginaria”, ci sono solo animali, «segno di una sofferenza».
(da agenzie)
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