DOPO IL SILURAMENTO DI “BEATROCE” VENEZI, ADESSO TRABALLA ANCHE COLABIANCHI: I LAVORATORI DEL TEATRO HANNO MESSO NEL MIRINO IL SOVRINTENDENTE CHE NON VUOLE RINUNCIARE ALL’INCARICO
COME POSSA RESTARE ALLA GUIDA DI UN TEATRO DOVE A A OGNI CONCERTO TUTTO IL PUBBLICO APPLAUDE CHI GLI URLA DI DIMETTERSI È UN MISTERO…LA RESA DEI CONTI AVVERRA’ DOPO LE ELEZIONI A VENEZIA” (I SONDAGGI DANNO IL CENTROSINISTRA AVANTI) … PER LA SOSTITUZIONE DI VENEZI TRA I FAVORITI C’È MARKUS STENZ, AMATO DALL’ORCHESTRA PER AVER APPENA BEN DIRETTO “LOHENGRIN”
E adesso alla Fenice che succederà? Se Beatrice Venezi per ora resta nella Pampa, chi pare non voler rinunciare all’incarico è il sovrintendente e direttore artistico, Nicola Colabianchi.
L’uomo fa perfino tenerezza, sballottato com’è dagli ordini dei gerarchi romani che prima gli impongono di arruolare Venezi e poi di licenziarla. Come possa restare alla guida di un teatro dove a ogni recita e a ogni concerto tutto il pubblico applaude chi gli urla di dimettersi è un mistero. Lui è bravissimo a fare finta di niente, come se questo disastro planetario non lo riguardasse. Ma si sa che la destra egemonica vive in un mondo distopico dove la realtà non esiste, quindi Venezi può essere una grande direttrice e il ministro Giuli confermare «piena fiducia» a un sovrintendente che finora ha fatto solo disastri.
I lavoratori però non mollano e, dopo la testa di Venezi, chiedono anche quella di Colabianchi, come in una Salomè al quadrato. E la recente esperienza dimostra che questi veneziani sono determinatissimi. In ogni caso, la resa dei conti non avverrà prima delle comunali di fine maggio.
I sondaggi danno ampiamente in testa il candidato del centro-sinistra, Andrea Martella, che ha già annunciato di voler “resettare” il teatro, intento che implicherebbe di sostituirne il sovrintendente.
L’operazione tuttavia non è facile, perché il sindaco è sì il presidente della fondazione, ma c’è un consiglio d’indirizzo dove siedono altri quattro membri, uno solo dei quali di nomina comunale: un altro è indicato dalla Regione (di destra) e due dal ministero (idem). Anche per un eventuale commissariamento ci vorrebbe un intervento del Mibac. Certo che è difficile restare sovrintendente avendo contro i lavoratori, il pubblico ed eventualmente il sindaco: in un anno appena a Venezia, Colabianchi è riuscito a realizzare quest’unanimità al contrario.
ltro capitolo, la sostituzione di Venezi dopo una direzione musicale finita prima di iniziare. Escludendo Pino Insegno (si scherza), in zona destra ci sarebbero Alvise Casellati, figlio di, che però fa il direttore artistico al Massimo di Palermo, e Alberto Veronesi, altro figlio di, nel qual caso forse l’Orchestra chiederebbe di richiamare Venezi. Ai professori piace Markus Stenz, che ha appena diretto benissimo Lohengrin, ama riamato l’Orchestra, ha standing internazionale e lunga dimestichezza con la Fenice, insomma è il contrario di Venezi
(da La Stampa)
Leave a Reply