LA PROCURA DI TORINO CHIUDE IL CIRCOLO “EDORAS”, COVO DI NEO-NAZISTI CHE INNEGGIAVANO A HITLER E VOLEVANO “EBREI E NEGRI FUORI DALLE UNIVERSITÀ”: TRA I FREQUENTATORI C’ERANO ANCHE DEI MILITARI ATTUALMENTE IN SERVIZIO
17 INDAGATI PER APOLOGIA DEL FASCISMO, ISTIGAZIONE ALL’ODIO PER MOTIVI RAZZIALI, ETNICI E RELIGIOSI … TRA CHI BAZZICAVA IL CIRCOLO “EDORAS” C’ERA ANCHE CARLO VIGNALE, FIGLIO DELL’ASSESSORE REGIONALE AL PATRIMONIO GIAN LUCA
Saluti fascisti, inni a Hitler. Lotte a torso nudo con le cinghie. Riti di iniziazione davanti agli affiliati, schierati in file, per entrare nel gruppo degli «eredi dei nazisti». Cori ripetuti: «Abbiamo sulle spalle l’eredità di giganti. Dei caduti della Rsi». «Fuori gli ebrei e i negri dall’Università».
Non c’erano soltanto studenti tra i militanti che si riunivano nel circolo di Edoras, lo scantinato che la procura di Torino ha fatto chiudere perché considerato il covo in cui si riunivano, attirando proseliti da tutta Europa, 17 indagati per apologia del fascismo, istigazione all’odio per motivi razziali, etnici e religiosi. Non c’erano solo giovani della estrema destra locale, tra cui Carlo Vignale, il figlio dell’assessore regionale al patrimonio Gian Luca Vignale (estraneo all’indagine) della lista Cirio Presidente.
C’erano anche dei soldati. In servizio. Armati. Provenienti non solo da Torino. Ma anche da altrove. Lo hanno scoperto i carabinieri del Ros, dopo mesi di indagini.
Nella relazione finale scrivono: «Grazie all’attività tecnica in corso è stato accertato che la sede di Edoras è frequentata da diversi soggetti appartenenti alle forze armate, tre dei quali, in servizio nella città di Torino e dintorni sono stati identificati».§
I nomi di questi soldati non vengono riportati. Anche se, di norma, negli atti delle indagini spesso compaiono non solo i nomi degli indagati, ma anche quelli dei testimoni o di persone non indagate che hanno avuto contatti con loro. «Non si riporta il contenuto dei dialoghi né le immagini degli eventi a cui hanno partecipato in quanto soggetti non indagati nel presente procedimento penale», scrivono i Ros, che aggiungono che la presenza dei militari presenti nel circolo dei neofascisti sia «abituale» e «in aumento».
La conclusione è logica e inquietante: «Appare chiaro come la propaganda promossa sia in grado di rivolgersi con successo a una moltitudine di destinatari, ottenendo proseliti tra gli studenti con Azione studentesca, all’estero, dove il movimento viene riconosciuto come espressione dei camerati italiani e infine fa breccia anche tra militari in servizio attivo, connotati da idee estremiste».
Nel report sono elencati alcuni degli incontri dei neo fascisti in cui sono stati identificati anche militari in servizio. La grigliata del 7 giugno 2024. La serata del 15 giugno «che vedeva ospiti a Edoras i militanti della comunità Raido di Roma per una conferenza e poi il concerto della band d’area La vecchia sezione».
I soldati c’erano anche al primo evento tra «camerati» di ripresa dell’attività militare dopo la pausa estiva dell’8 settembre 2024. E anche il 30 novembre 2024 e il 1 dicembre 2024, «per i festeggiamenti dell’anno di nascita della sede». Non solo. Sono stati anche operativi. Attivi nelle notti in cui gli estremisti appendevano manifesti di notte.
Ci sono le prove. Uno compare in una foto. Dietro allo striscione su cui c’è scritto: «Non è bastato il piombo della feccia rossa, Giorgos e Manolis vivono in noi», riferito ai due esponenti del gruppo neo nazista greco Alba Doratauccisi nel 2013.
(da agenzie)
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